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SALERNO E PROVINCIA NEWS Gratta e vinci fuorilegge, class action dei consumatori

14 Aprile 2016, 10:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Gratta e vinci fuorilegge, class action dei consumatori
SALERNO E PROVINCIA NEWS Gratta e vinci fuorilegge, class action dei consumatori

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sulla base di tre denunce, a Salerno, Nocera e Mercato San Severino, è stata presentata ieri mattina presso la sede dell’UDiCon, l’Unione per la Difesa dei Consumatori, la class action contro i Monopoli di Stato e Lottomatica, rei di aver messo in circolazione tagliandi della lotteria gratta e vinci illegali.

Tagliandi ritenuti fuori norma perché non rispettanti il decreto Balduzzi del dicembre del 2012, che impone di stampare sul retro dei biglietti delle lotterie istantanee, oltre al regolamento, anche la probabilità delle vincite. Molti dei tagliandi «fuorilegge» sono ancora in circolazione.
«Questa legge non è stata rispettata - ha spiegato Lello Ciccone, avvocato e responsabile provinciale di UDiCon - nonostante sia una legge dello Stato. Noi siamo per combattere le ludopatie e questo è, in sintesi, il principio che ci ha spinto a imboccare questa strada».

di Valerio Lai IL MATTINO.IT

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno. Ritrovato in fin di vita nell’Irno, giallo del senegalese senza nome

14 Aprile 2016, 10:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno. Ritrovato in fin di vita nell’Irno, giallo del senegalese senza nome
SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno. Ritrovato in fin di vita nell’Irno, giallo del senegalese senza nome

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nascosta tra l’erba alta delle sponde del fiume Irno e il corpo nell’acqua. A notarlo un residente che si trovava per caso a passeggiare su viale Matteucci, lungo il ponte che dal parco Pinocchio porta al teatro Ghirelli.
Paura ieri mattina sulla Lungoirno dove un 25enne, D.K.Y., di nazionalità senegalese, è stato tratto in salvo in stato di ipotermia e privo di sensi a pochi metri dalla riva del fiume Irno. Il giovane non dava segni di vita e non riusciva a muoversi.

Forse una caduta accidentale dietro il ritrovamento, ma non si esclude che il senegalese possa essere stato spinto da qualcuno. Durante le fasi di recupero e prima del trasporto in ospedale, i vigili hanno trovato addosso al 25enne alcuni documenti non appartenenti a lui, inoltre nel corso delle medicazioni il giovane presentava una ferita alla testa non compatibile con la caduta.

Per questo il fatto presenta diversi punti oscuri in corso di accertamento. Ascoltato in serata dalla polizia, il senegalese, con residenza a Sarno, ha riferito di trovarsi da pochi giorni a Salerno ospite di connazionali. A notare il corpo dell’extracomunitario è stato un residente della zona che in preda al panico ha immediatamente allertato la polizia municipale per chiedere aiuto. IL MATTINO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il marito è sterile, lei resta incinta. A Padova gridano al "miracolo di S. Antonio"

14 Aprile 2016, 10:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il marito è sterile, lei resta incinta. A Padova gridano al "miracolo di S. Antonio"
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il marito è sterile, lei resta incinta. A Padova gridano al "miracolo di S. Antonio"

INSERITO DA ELSA COPPA PADOVA - Non c’è solo la guarigione, inspiegabile anche a detta dei medici, di Kairyn. Di miracolo potrebbe essercene pure un altro, verificatosi a poco tempo di distanza da quello che ha avuto per protagonista la neonata veronese. In Basilica, infatti, si è fatta viva una coppia che ha presentato il suo caso, con tanto di documentazione medica allegata, con una conclusione che ha dal prodigioso. In pratica il marito, alla luce dei referti che accertavano la sua assoluta impossibilità di procreare, si è affidato al Taumaturgo: i coniugi hanno avuto un bambino. Lo hanno chiamato Giovanni.La vicenda è iniziata a gennaio dello scorso anno, quando l’uomo, come lui stesso ha riferito a padre Enzo Poiana, è andato a visitarsi perché la moglie non riusciva a rimanere incinta. La donna si era a sua volta sottoposta a tantissimi esami, ma era sempre risultato che non aveva problemi. Il motivo dell’infertilità è invece emerso chiaramente dai referti del consorte: sterilità assoluta, senza nessuna possibilità, neppure la più remota, di procreare.I due, a questo punto, hanno pensato all’adozione, decidendo, però, di fare prima un percorso di consolidamento di coppia: erano credenti, ma non frequentavano più di tanto le chiese. E così hanno iniziato ad andare nella Basilica del Santo. Un giorno l’uomo ha deciso di confessarsi a padre Francesco Ruffato. Marito e moglie hanno seguito i suoi suggerimenti e ricevuto la benedizione assieme alle altre coppie sterili e hanno chiesto la grazia di poter diventare genitori.Nei giorni successivi sono andati a Roma con l’intenzione di vedere pure Papa Francesco. Quando sono tornati, nella cassetta delle lettere hanno trovato l’agenda del Messaggero e un’immagine di Antonio, che hanno riposto in un cassetto. Qualche giorno dopo la donna ha scoperto di essere incinta. «Non ci credevano - racconta padre Poiana - Il test di gravidanza li ha visti felicissimi. Hanno subito avuto la certezza che fosse stato Sant’Antonio a mandargli il bambino e che poi, per far capire che l’intercessione era stata sua, e non del santo Padre, gli aveva fatto trovare nella cassetta postale il suo santino... Qualche settimana fa è nato Giovanni e adesso verranno in Basilica con quel piccolo che hanno tanto atteso e che ormai non speravano più di avere».A introdurre la consuetudine di celebrare una messa per le coppie sterili, e per quelle che già attendono un bebè, era stato proprio padre Poiana, poco dopo il suo insediamento. «Con tanti sposi che arrivano speranzosi da tutta Italia, è sempre un momento molto commovente - annota -. Come lo è stato domenica per il battesimo di Kayrin, davanti a un migliaio di persone che hanno applaudito questa bellissima bambina guarita da una malformazione e nata sana grazie a Sant’Antonio».

IL MATTINO.IT

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AVELLINO NEWS Bus in avaria, la polizia blocca la gita

14 Aprile 2016, 10:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

AVELLINO NEWS Bus in avaria, la polizia blocca la gita

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La gita a Napoli del liceo classico Colletta di Avellino bloccata dalla polizia. Una porta di emergenza in avaria è stata individuata da una pattuglia degli agenti alla partenza del viaggio. I ragazzi sono stati fatti scendere. Il mezzo è stato bloccato per consentire le verifiche all'impianto elettrico. La Polstrada ha prima diffidato l'autista dal proseguire, quindi ha consentito che la gita avesse luogo solo quando è arrivato un altro bus che ha trasferito a Napoli gli studenti. IL MATTINO

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CASERTA NEWS A MADDALONI IN PROVINCIA DI CASERTA Minori adescano gay su internet e tentano di rapinarlo e strangolarlo

14 Aprile 2016, 10:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Due minorenni - dei quali non è stata resa nota l’età - sono stati arrestati dopo aver tentato di strangolare per rapinarlo un omosessuale 38enne di Acerra, dedito alla prostituzione. A bloccarli i carabinieri del nucleo radiomobile di Maddaloni, in provincia di Caserta, insieme a quelli del locale comando di stazione. I due, dopo aver contattato la vittima tramite un annuncio pubblicato su internet, si sono appartati in un luogo isolato, in via Napoli, a Maddaloni, dove hanno aggredito la vittima.

Hanno tentato di strangolarla con un laccio per portargli via cellulare e portafoglio ma la resistenza opposta dall’uomo li ha costretti alla fuga. I carabinieri hanno rintracciato i due mentre stavano rientrando nelle rispettive abitazioni. Per la vittima escoriazione al collo e stato di agitazione. Gli arrestati sono stati condotti al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, a Napoli.

IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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CAMAPANIA NEWS Bagnoli, la colmata sepolta in mare Nastasi e Arcuri spiegano il piano

14 Aprile 2016, 10:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAMAPANIA NEWS Bagnoli, la colmata sepolta in mare Nastasi e Arcuri spiegano il piano
CAMAPANIA NEWS Bagnoli, la colmata sepolta in mare Nastasi e Arcuri spiegano il piano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI — Nella nuova Bagnoli, quella che è nei piani di Matteo Renzi, del commissario Salvo Nastasi e del suo braccio operativo Domenico Arcuri, ci sarà posto anche per le due grandi sculture di Anish Kapoor destinate alle stazioni della metropolitana di Monte Sant’Angelo. Progettate al tempo della grandeur bassoliniana e pagate più di 10 milioni (2 per il disegno, il resto per la realizzazione), le due opere, una a forma di grande vagina, l’altra simile a un fagiolo gigante, non sono però mai state utilizzate. Ora, dopo anni di polemiche, ci si ricorda della loro esistenza. Saranno dunque collocate sotto la collina di Posillipo, ma dove di preciso lo sa solo Arcuri, il dominus di Invitalia. «Sto studiando il caso», si limita a dire.Quella della rispolverata alle opere di Kapoor è solo una delle tante sorprese che, a una settimana ormai dalla prima presentazione, il progetto per Bagnoli ancora riserba. Del porto a ridosso di Nisida, ad esempio, si è detto molto, ma non tutto. Si sa che potrà ospitare fino a 700 barche e che saranno sia a vela sia a motore. Non si è ancora detto, invece, che per cento di esse la lunghezza prevista è di oltre trenta metri. Il che costituisce una svolta clamorosa. Per averne una idea, basterà sapere che nel porto di Capri possono entrare solo 4 mega-yacht e in quello nuovissimo di Salerno, l’Arechi, orgoglio dell’amministrazione guidata da Vincenzo De Luca, non più di dieci. A Napoli, insomma, niente più rada per il «ferro da stiro» più costoso del mondo, la barca disegnata da Philippe Starck, o per altri gioielli galleggianti privi di approdi.Dalle novità architettoniche a quelle ingegneristiche. Dove saranno smaltiti i resti della colmata a mare? Che questo sia un problema non da poco lo si sa da quando si ipotizzò di trasportarli su chiatte speciali a Piombino, dove era in costruzione una nuova banchina portuale. Poi però, anche per gli alti costi, non se ne fece nulla. Ora ecco la nuova soluzione ipotizzata. «Utilizzeremo le vasche di colmata», spiega Nastasi. Il commissario è insieme con Arcuri nel suo ufficio al terzo piano di Palazzo Chigi, e parla come se utilizzare queste vasche fosse la cosa più semplice da fare. E invece no, perché bisogna realizzare vere e proprie discariche scavando nel fondale marino. In altre parole, si tratta di togliere dalla costa, per inabissarli al largo, oltre 800mila metri cubi di sedime. «Ma si può fare — tranquillizza il commissario — perché stiamo parlando, e lo dicono l’Ispra e l’istituto Dohrn, di rifiuti non pericolosi».

Dettagli a parte, ciò che colpisce è il senso complessivo dell’operazione Bagnoli: 247,5 ettari ancora da bonificare nonostante i 190 milioni di debiti accumulati dalle società di trasformazione controllate prima da Comune e Regione e poi solo dal Comune. Un’operazione modernista, che però, paradossalmente, dà ragione su tutta la linea a ambientalisti e no progress . Bonifiche, spiagge bianche e senza interruzioni, verde in abbondanza, cemento ridotto: neanche Greenpeace avrebbe fatto meglio. Renzi l’ha presentata come la più ambiziosa operazione di rigenerazione urbana mai tentata in Europa. E, a giudicare dal numero degli invitati alla conferenza di servizio prevista per oggi con all’ordine del giorno le bonifiche dei terreni e gli eventuali espropri, pare ci abbia preso. I partecipanti saranno trecento: dal piccolo agricoltore agli avvocati del gruppo Caltagirone. «Un’adunata così non si vede dai tempi dell’autostrada del Sole», sottolinea con una soddisfazione Nastasi. Per Bagnoli sarà la volta buona? Chissà. Di nuovi inizi se ne sono visti tanti, ed è dunque lecito nutrire molti dubbi. Ma l’impressione è che la macchina, rimessa in moto dopo anni, abbia subito ripreso giri.

A Bagnoli i primi impianti del centro siderurgico risalgono al 1910. L’ultima colata di acciaio c’è stata invece il 20 novembre del 1990. Quel giorno, centinaia di caschi gialli assistettero sgomenti all’estremo sussulto dell’ultimo altoforno ancora acceso. Fu una morte per eutanasia industriale. Da allora si è discusso sul da fare per oltre un quarto di secolo. Parole, parole. E alcune, le più ricorrenti, hanno acquisito un senso quasi trascendente. Colmata, porto, parco: termini che sono diventati evocativi di weltanschauung , di filosofie politiche, di nuove ideologie. Risultato: mentre a Napoli si discuteva e mentre utopisti e realisti si dividevano su tutto, altrove si realizzavano cose. A Genova il waterfront disegnato da Renzo Piano. A Torino il Lingotto trasformato in fabbrica culturale.

Poi però è arrivato Renzi. Renzi ha chiamato Nastasi. E Nastasi ha chiamato Arcuri. Sono arrivati loro, sono spuntati i soldi (altri 300 milioni dopo i 300 già sprecati nei decenni passati), sono state forzate le regole urbanistiche (sebbene il Tar abbia dato torto a de Magistris) e tutto ha preso un’altra piega. Via la colmata, via l’edilizia residenziale (tranne quella sostitutiva delle case da abbattere del borgo di Coroglio), sì al grande parco, agli alberghi sul mare, agli insediamenti produttivi. A questo punto, come per miracolo, nessuno ha più avuto da ridire. Entusiasta Carlo Iannello, figlio di Antonio, firmatario della proposta di vincolo paesistico per Bagnoli. Soddisfatto l’architetto Aldo Loris Rossi, solitamente ipercritico, molto apprezzato dai Cinque Stelle. Positivamente colpito anche Vezio de Lucia, il padre del primo piano urbanistico dell’era postindustriale. Senza più remore i costruttori, nonostante il verde abbia avuto la meglio sul cemento. Quasi un cerchio che si chiude. Resta l’opposizione politica di de Magistris, che certo non è poca cosa. Ma è appunto nel merito del progetto che le grandi obiezioni sembrano essere sparite. Per quelle fin qui sollevate, anche da questo giornale, Nastasi e Arcuri hanno comunque pronte le risposte.

Le vie d’accesso all’area non sono indicate nelle slide, perché? «È vero, non ci sono. Ma l’intenzione è di riprendere il progetto della linea 6 della metropolitana, quello che prevede più di una fermata nel parco e davanti a Città della scienza», spiegano il commissario e l’attuatore. Inoltre accennano anche a un collegamento diretto con l’aeroporto, probabilmente un nuovo svincolo della tangenziale. Altra questione. Si faranno i concorsi internazionali? «Certo che sì. E li divideremo in tre gruppi: per i cinque siti di archeologia industriale rimasti, per il waterfront e per il miglio azzurro, l’area destinata all’economia del mare». E Città della Scienza? Davvero arretra rispetto alla linea di costa? «Noi pensiamo debba arretrare per non interrompere la spiaggia. Sentiremo le loro ragioni, ma le nostre ci sembrano più convincenti». Infine, Nisida. È stato disegnato un albergo fuori dal perimetro commissariale: una gaffe urbanistica? «No. Siamo certi di ottenere un allargamento dell’area di nostra competenza». Oggi la conferenza di servizio. Saranno presentate nuove slide. Su una di esse c’è scritto: «Scusate l’assenza (Eduardo De Filippo)».

DI MARCO DE MARCO IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CIOCIARIA Cassino Bocciati all'esame: scatta la rissa

14 Aprile 2016, 09:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO CIOCIARIA Cassino Bocciati all'esame: scatta la rissa
NEWS ITALIA E DAL MONDO CIOCIARIA Cassino Bocciati all'esame: scatta la rissa

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Maxi rissa al Campus Folcara. Attimi di tensione e non poca paura ieri mattina durante la sessione di laurea del corso di laurea di Fisioterapia di Roma La Sapienza, ospitato nei locali al piano terra del campus Folcara vicino al Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute dell’Unicas. A scatenare il tutto è stata la bocciatura di quattro ragazzi su cinque in procinto di discutere la sessione di laurea.

A dir poco una doccia fredda. La prova, che doveva essere una formalità prima di discutere la sessione di laurea vera e propria, si è trasformata in un ring. Da un lato i docenti dell’ateneo romano, dall’altro gli studenti e le famiglie. Giunte in ateneo con tanto di fiori per festeggiare l’ambìto traguardo. Niente, invece. Tutto da rifare. «La prossima sessione di laurea è prevista a novembre», hanno comunicato i professori. Tanto è bastato a far scattare l’ira funesta, non solo dei quattro ragazzi, ma anche delle loro famiglie.

Spintoni. Urla. Alla Folcara per un quarto d’ora abbondante si è temuto il peggio. Un ragazzo è arrivato addirittura a rompere la porta dell’ingresso frantumando il vetro. Tant’è che, spaventati, gli addetti del personale tecnico-amministrativo hanno lanciato l’sos. Dopo pochi minuti sul posto sono giunti gli uomini del commissariato di Polizia e hanno interrogato sia i ragazzi non ammessi, che i loro genitori. In un primo momento si è sparsa la voce di un tirocinio non svolto da parte degli studenti, ma gli stessi interessati hanno provveduto a smentire subito tale ipotesi.

Non è dunque ben chiaro quale sia stato il motivo che ha indotto i docenti dell’ateneo romano a fare tale scelta, quel che è certo è che il sentimento di rabbia si è diffuso. L’università di Cassino, da parte sua, con il rettore Giovanni Betta e il direttore generale Raffaele Simeone è subito intervenuta per far sì che la situazione non degenerasse.

FONTE http://www.ciociariaoggi.it/news/news/16880/cassino-rissa-campus-folcara-studenti-fisioterapia-roma-la-sapienza.html

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NEWS ITALIA E DAL MONDO MONZA BRIANZA Monza, rissa fra studenti al fast food: sette denunciati

14 Aprile 2016, 09:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

 NEWS ITALIA E DAL MONDO MONZA BRIANZA Monza, rissa fra studenti al fast food: sette denunciati
 NEWS ITALIA E DAL MONDO MONZA BRIANZA Monza, rissa fra studenti al fast food: sette denunciati

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sette studenti, di cui due minorenni, sono stati denunciati dai carabinieri di Monza per rissa e lesioni personali. Un mese fa, durante una serata trascorsa al fast food sfociata in rissa, uno dei giovani si era rotto una caviglia.

Grazie anche ai fotogrammi di alcune telecamere di sorveglianza e attraverso le testimonianze dei suoi amici, i militari hanno scoperto che fu proprio il giovane rimasto ferito, 19 enne, a scatenare la rissa a causa di antipatie con un altro ragazzo. Identificati dai carabinieri, tutti i partecipanti al parapiglia sono stati denunciati a piede libero.

FONTE VALENTINA RIGANO http://www.mbnews.it/2016/04/monza-rissa-fra-studenti-al-fast-food-sette-denunciati/

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Aiutiamo a scoprire queste persone...

14 Aprile 2016, 09:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

DI MICHELE PAPPACODA Aiutiamo a scoprire queste persone...

Scomparso

Alma Chiara

Sesso:F
Corporatura:normale
Occhi:castani
Capelli:castani
Abbigliamento:giacca nera, minigonna di jeans con leggins neri
Segni particolari:farfalla tatuata sulla spalla sinistra
Scomparso da:Chieri (Torino)
Data della scomparsa:17/02/2016
Data pubblicazione:22/02/2016

Scomparso

Malen

Sesso:F
Età:15 (al momento della scomparsa)
Statura:160
Occhi:castani
Capelli:castani
Abbigliamento:una giacca di jeans, una camicia a quadri, dei pantaloni strappati e delle scarpe da ginnastica rosa. Con sé uno zaino con i libri e uno skateboard verde.
Scomparso da:Magaluf Frazione Di Calvia (Baleari - Spagna)
Data della scomparsa:02/12/2015
Data pubblicazione:11/11/2015

 

Inga

Sesso:F
Età:5 (al momento della scomparsa)
Corporatura:esile
Statura:120
Capelli:biondi
Scomparso da:Stendal (Sassonia) Germania
Data della scomparsa:02/05/2015
Data pubblicazione:03/06/2015

 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA RAGAZZO PARALIZZATO RIESCE A MUOVERE LE MANI GRAZIE AD UN MICROCHIP NEL CERVELLO

14 Aprile 2016, 09:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA RAGAZZO PARALIZZATO RIESCE A MUOVERE LE MANI GRAZIE AD UN MICROCHIP NEL CERVELLO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA RAGAZZO PARALIZZATO RIESCE A MUOVERE LE MANI GRAZIE AD UN MICROCHIP NEL CERVELLO

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un giovane di 24 anni con braccia e gambe paralizzate è riuscito a muovere dita, polso e mano fino ad afferrare una bottiglia e a pizzicare le corde di una chitarra grazie a un chip impiantato nel cervello: è il primo esperimento di questo tipo mai realizzato sull'uomo. Pubblicato su Nature, il risultato si deve al gruppo coordinato da Ali Rezai, della Ohio State University, Chad Bouton, dell'Istituto Feinstein per la ricerca medica, Nick Annetta, del Battelle Memorial Institute.Il chip è stato impiantato nella corteccia cerebrale che controlla i movimenti e riesce a convogliare i segnali nervosi ad un sistema di elettrodi posti sull'avambraccio che li trasmette alla mano. In pratica, spiega Silvestro Micera che insegna Neuroingegneria alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, il sistema «ripristina in modo artificiale il collegamento tra i segnali che il cervello invia agli arti per farli muovere, che è interrotto nelle persone con lesioni spinali». Per Micera, il risultato è molto interessante e potrebbe rendere più veloce il trasferimento di questo tipo di tecnologia sui pazienti. Il sistema si chiama NeuroLife, ed è un 'bypass nervoso elettronicò che registra i segnali della corteccia grazie al chip, li elabora e trasforma nei movimenti desiderati grazie a un sistema basato sull'intelligenza artificiale, e permette di muovere la mano paralizzata attraverso gli elettrodi posti sull'avambraccio.

I ricercatori ci hanno lavorato per oltre 10 anni: hanno prima registrato gli impulsi nervosi della corteccia motoria grazie a elettrodi impiantati nel cervello di una persona paralizzata; e hanno usato questi dati come base per sviluppare il chip, gli algoritmi di apprendimento e il sistema di sensori che stimola i muscoli. La sperimentazione sull'uomo è cominciata nel 2014, con l'intervento chirurgico di tre ore durante il quale un chip più piccolo di un pisello è stato impiantato nella corteccia motoria di Ian Burkhart, un giovane di 24 anni che ha subito una lesione spinale a causa di un incidente subacqueo che lo ha paralizzato. Ci sono voluti 15 mesi per recuperare l'uso della mano ma adesso Burkhart, durante i test riesce a strisciare una carta di credito, ad afferrare una bottiglia, a versarne il contenuto in un bicchiere, e a usare la tastiera di un computer. «Negli ultimi dieci anni - dice Bouton - abbiamo imparato a decifrare i segnali del cervello dei pazienti che sono completamente paralizzati e ora, per la prima volta, questi segnali sono stati trasformati in movimenti». L'esperimento, aggiunge, mostra che i segnali registrati dal chip possono essere rispediti all'arto, aggirando la lesione e permettendo di ripristinare i movimenti. Adesso la sfida è miniaturizzare tutto l'apparato e renderlo senza fili, in modo che, conclude Ali Rezai, al più presto possa essere utilizzato dai pazienti a casa.

LEGGO.IT

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