SEZ.ECONOMIA Spese universitarie a doppio binario
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Spese universitarie a due vie nella precompilata 2016. Quelle comunicate dalle Università statali sono riportate integralmente nel 730 predisposto dall’Agenzia, mentre le spese comunicate dagli atenei non statali i contribuenti le troveranno indicate solo nel foglio riepilogativo. E non saranno le sole. Nel foglio riepilogativo troveranno posto tutto quegli oneri detraibili o deducibili di cui l’amministrazione finanziaria non ha una visione diretta e per i quali occorre riscontro presso soggetti terzi. Tra questi i bonus Irpef per la ristrutturazione edilizia e quelli per la riqualificazione energetica degli edifici, ma anche le spese mediche detraibili a determinate condizioni come ad esempio quelle per le cure termali che devono essere accompagnate dalla prescrizione medica.
Le grandi novità della precompilata 2016 sono dunque le spese universitarie, quelle sanitarie, quelle funebri, i bonus casa e i contributi per la previdenza complementare. Si tratta degli oneri che negli ultimi anni hanno fatto registrare la più altra frequenza nella compilazione della dichiarazione dei redditi. Per le spese universitarie, oltre a precisare il doppio binario tra atenei pubblici e privati, occorre fare attenzione agli importi da portare in detrazione. Queste spese, infatti, sono detraibili in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del ministero dell’Istruzione. Decreto che tiene conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali ma che allo stato attuale, come spiega nelle sue Faq la stessa agenzia delle Entrate, non risulta ancora emanato. Due fattori questi che potrebbero obbligare il contribuente a integrare la dichiarazione ricevuta dalle Entrate. Sulle tipologie di voci l’elenco indicato dalle Entrate include i corsi di istruzione universitaria, quelli universitari di specializzazione, di perfezionamento, master che per durata e insegnamento siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, nonché corsi di dottorato di ricerca.
Non sono indicate nella dichiarazione precompilata altre tipologie di spese universitarie come quelle per i test di ammissione o di preselezione. In questo caso sarà necessario integrare la dichiarazione con le ulteriori spese detraibili. Con tutta probabilità l’integrazione riguarderà anche le tasse regionali e i relativi rimborsi in quanto spesso le università non gestiscono questa tipologia di informazioni e pertanto non le hanno comunicate all’amministrazione finanziaria.
Le spese universitarie sono indicate in dichiarazione al netto dei rimborsi. Questi ultimi se riferiti a spese sostenute in anni precedenti sono indicati nel 730 o Unico precompilato tra i redditi da assoggettare a tassazione separata. L’Agenzia, infatti, non può sapere se le spese siano state effettivamente detratte dal contribuente nelle dichiarazioni passate. Se poi il contribuente, nelle precedenti dichiarazioni, non ha utilizzato in detrazione le spese rimborsate (tutte o in parte) oppure ha detratto le spese sostenute già al netto dei relativi rimborsi, può comunque modificare la dichiarazione precompilata riducendo o eliminando i rimborsi indicati tra i redditi da assoggettare a tassazione separata.
Stesso identico percorso seguiranno i rimborsi delle spese sanitarie degli anni d’imposta precedenti. In particolare l’amministrazione ha chiarito che i rimborsi riferiti a spese sostenute in anni di imposta precedenti sono riportati nel rigo D7 del modello 730 o nel rigo RM8 del modello Unico, tra i redditi da assoggettare a tassazione separata. In generale le spese sanitarie, al netto dei rimborsi, sono riportate nel rigo E1, colonna 2; del 730 o nel rigo Rp1, colonna 2 di Unico. Le principali voci di spesa sono quelle relative a ticket, dispositivi medici comunitari, prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, visite mediche, prestazioni diagnostiche e strumentali, prestazioni chirurgiche, ricoveri ospedalieri, al netto del comfort, nonché le certificazioni mediche. Mancheranno le farmacie che invieranno i loro dati solo per le spese sostenute a partire dal 2016 così come quelle prestazioni erogate da istituti non convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. Saranno comunque a disposizione dei contribuenti le spese relative ai ticket farmaceutici (la cosiddetta «ricetta rossa»), i cui dati sono stati acquisiti direttamente dall’Agenzia direttamente dal Sistema tessera sanitaria. Tra le funzioni che saranno disponibili da oggi, salvo imprevisti, ci sarà la possibilità per il contribuente di controllare attraverso il sistema tessera sanitaria tutte le spese mediche sostenute nel 2015. Attenzione, però: come hanno precisato in più occasioni le Entrate per utilizzare le spese in detrazione occorre comunque il riscontro cartaceo dello scontrino o della ricevuta fiscale.
Sulle spese funebri il contribuente troverà i dati delle fatture emesse in occasione dell’evento dalle pompe funebri. Non saranno presenti quelle per le lapidi o per la lavorazione dei marmi che potranno essere inserite direttamente dal contribuente sempre nel limite dei 1.550 euro per funerale.
FONTE di Marco Mobili, Giovanni Parente IL SOLE 24h
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