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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 18.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

18 Ottobre 2016, 08:06am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 18.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA
SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 18.10.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. Luca, l'evangelista della Madonna (Festa), BB. Daudi Okelo e Jildo Irwa, catechisti e martiri († 1918)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 10,1-9.
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.
Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;
non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.
Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.
Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi,
curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio».

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SEZ.DISABILITà NEWS La lunga marcia delle persone con sindrome di Down

18 Ottobre 2016, 08:02am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS La lunga marcia delle persone con sindrome di Down

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Fare il punto sulla sindrome di Down a centocinquant’anni dalla sua scoperta: è stato questo il senso del corso-convegno intitolato “Sindrome di Down: 150 anni di cammino”, organizzato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, in collaborazione con l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), incontro svoltosi all’insegna di un duplice registro: da una parte un aggiornamento sulle più recenti scoperte in àmbito genetico e clinico, dall’altra gli sviluppi che si sono avuti rispetto al riconoscimento delle persone con sindrome Down e al miglioramento delle loro capacità e autonomie

Il medico genetista americano Brian Skotko, intervenuto al corso-convegno dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, qui fotografato con la sorella Kristin, giovane donna con sindrome di Down

Fare il punto sulla sindrome di Down a centocinquant’anni dalla sua scoperta, avvenuta nel 1861 ad opera del medico ingleseJohn Langdon Down: è stato questo il senso del corso-convegno intitolato appunto Sindrome di Down: 150 anni di cammino (se ne legga anche la nostrapresentazione), organizzato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, in collaborazione con l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), appuntamento svoltosi all’insegna di un duplice registro, ovvero da una parte un prezioso aggiornamento sulle più recenti scoperte in àmbito genetico, dall’altra gli sviluppi che nel corso degli ultimi trent’anni si sono avuti rispetto al riconoscimento delle persone con sindrome Down e al miglioramento delle loro capacità e autonomie.

Tra l’altro, dal corso-convegno è stato anche lanciato un appello da parte di Paolo Virgilio Grillo, presidente nazionale dell’AIPD, che ha puntualizzato: «È vero che la sindrome di Down non è una malattia rara, ma è sicuramente una patologia complessa e in tal senso riteniamo sia stato un errore escluderla dai nuovi LEA Sanitari (Livelli Essenziali di Assistenza). Stiamo dunque combattendo perché essa sia nuovamente tutelata come tante altre sindromi che necessitano di attenzioni particolari». Grillo ha voluto sottolineare inoltre come sia importante fare corretta informazione sugli studi relativi alla sindrome di Down e sulla ricaduta nella pratica clinica:«Non bisogna illudere le famiglie – ha dichiarato infatti – sull’esistenza di farmaci miracolosi».

Dal canto suo, Brian Skotko, medico genetista del Massachusetts General Hospital (Stati Uniti), si è soffermato sulle più recenti tecniche di diagnosi prenatale e in particolare sulla comunicazione dei risultati e sull’influenza che le modalità di essa hanno sulla scelta di interrompere o meno la gravidanza. In tal senso Skotko ha voluto evidenziare la necessità « che il personale addetto conosca le persone con sindrome di Down e segua un accurato protocollo». Ha ricordato anche che negli Stati Uniti esiste l’obbligo per gli ospedali di seguire tali procedure.

Ad aprire i lavori della giornata era stato il genetista Bruno Dallapiccola, direttore del Comitato Scientifico dell’Ospedale Bambino Gesù, che ha ripercorso la storia della sindrome di Down dal punto di vista medico e scientifico. Successivamente, Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’AIPD, ha illustrato soprattutto il lavoro svolto dalla propria Associazione, in trentasette anni di attività, sull’educazione all’autonomia e sulla consapevolezza delle persone con sindrome di Down, nel loro essere ormai adulte, con aspettative e desideri uguali a quelli di tutti gli altri. «Molto è stato fatto – ha affermato – nel riconoscimento di queste persone, non appiattendole sulla sindrome, né considerandole malate. L’aumento dell’aspettativa di vita, inoltre, ha portato a rispondere a una necessità di adultità per chi vive tale condizione, guardando all’inserimento nel mondo del lavoro, a una vita realmente autonoma e a relazioni affettive . Alcuni successi sono stati certamente raggiunti, ma c’è ancora da lavorare, per rispondere ai bisogni di tutti».

Sempre in àmbito di ricerca, Renata Bartesaghi dell’Università di Bologna ha illustrato i risultati finora ottenuti dalla sperimentazione (non ancora sull’uomo) di una terapia farmacologica perinatale e neonatale, volta a migliorare lo sviluppo neuronale e le capacità cognitive delle persone con sindrome di Down, mentre Diletta Valentini e Rita Carsettidell’Ospedale Bambino Gesù di Roma si sono soffermate sugli studi riguardanti le alterazioni del sistema immunologico e sulle possibile cure di esse, ciò che potrebbe portare a notevoli miglioramenti della qualità di vita dei bimbi con sindrome di Down. Marzia Perluigi, infine, dell’Università La Sapienza di Roma, ha presentato una ricerca sulla correlazione tra alcune caratteristiche molecolari di persone con sindrome Down e persone affette da malattia di Alzheimer.

Nella fase conclusiva del corso-convegno, si è passati al settore clinico, con alcuni interventi dedicati rispettivamente ai bisogni assistenziali nell’età pediatrica e adulta, alle complicanze metaboliche ed epatiche, al percorso esistenziale e all’organizzazione dei servizi su base regionale. Particolarmente significativo, infine, che alla tavola rotonda conclusiva abbiano partecipatoquattro persone con sindrome di Down, per portare la loro testimonianza diretta di sport, lavoro e vita di coppia, certamente il modo migliore, questo, per concludere un incontro volto a disegnare un futuro migliore per le quasi 40.000 persone con sindrome Down che vivono oggi nel nostro Paese. (S.B.)

SUPERANDO

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SEZ.DISABILITà NEWS Ospitalità per tutti i turisti: è l’ora del “salto di qualità”!

18 Ottobre 2016, 07:58am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS Ospitalità per tutti i turisti: è l’ora del “salto di qualità”!

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Positività e professionalità: sono questi i princìpi che guidano la nostra azione. Per questo con Turismi accessibili non vogliamo evidenziare le mancanze, ma mostrare amanager pubblici e privati come l’accessibilità e la comunicazione professionale possano migliorare un territorio e la sua offerta turistico-culturale, con notevoli progressi sulla vivibilità delle persone che lo visitano e lo abitano, oltre che con importanti profitti per il mondo delle imprese». Lo ha dichiarato Simona Petaccia, presidente dell’Associazione abruzzese Diritti Diretti, presentando a Chieti la seconda edizione di Turismi accessibili: giornalisti, comunicatori e pubblicitari superano le barriere, premio nazionale che viene conferito ad articoli, servizi radio-televisivi, spot pubblicitari, video e campagne di comunicazione realizzati dalle categorie indicate nel sottotitolo dell’iniziativa (giornalisti, comunicatori e pubblicitari, appunto), per raccontare chi sia riuscito a produrre sviluppo socio-economico, unendo i concetti di attrattività, innovazione, estetica e/o sostenibilità alla cultura dell’accessibilità. «Non è un caso – ha sottolineato ancora Petaccia – che nel titolo di questa nostra iniziativa abbiamo scelto di parlare di Turismi e non di Turismo. Con il plurale, infatti, intendiamo sottolineare che oggi non si vende più un prodotto turistico, ma un’esperienza. Pertanto, è antiquato considerare a sé stante ogni problematica o eccellenza nelle varie tipologie di turismo: balneare, montano, eno-gastronomico, accessibile, termale, culturale, scolastico, religioso, congressuale e così via. Ogni turista, infatti, vive quasi tutte queste esperienzein ognuna delle sue vacanze».

Attiva ormai dal 2008 nel progettare, insegnare e comunicare il turismo accessibile, Diritti Diretti ha esibito per l’occasione gli ottimi risultati della prima edizione di Turismi accessibiliche, pur essendo all’esordio, ha fatto registrare ben 238 partecipanti e 721 votanti, mostrando ad imprenditori del turismo, cittadini, turisti, organi d’informazione media e amministratori pubblici, come la progettazione inclusiva non sia un’operazione costosa e come possa aumentare il numero di visitatori, favorendo lo sviluppo economico, turistico, culturale e sociale. «Crediamo quindi – ha concluso la Presidente di Diritti Diretti – che soltanto grazie a professionisti della comunicazione che sappiano stuzzicare un’ospitalità per tutti i turisti si possa fare il tanto invocato “salto di qualità”. La comunicazione del turismo accessibile non può più essere improvvisata da chi ha tanta solidarietà e poca competenza, perché il risultato sarebbe quello attuale: l’equivalenza tra turismo accessibile e risposta socio-sanitaria per persone con disabilità».

Concorso a partecipazione gratuita (aperta tramite un apposito modulo online fino al 5 aprile del prossimo anno), Turismi accessibili conferirà un Premio del pubblico di 1.000 euro all’opera più votata e una targa quale Premio degli Esperti. (S.B.)

SUPERANDO

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Il Tar: “Illegittimi i lavori al fabbricato di via Bagnulo”

18 Ottobre 2016, 07:55am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Il Tar: “Illegittimi i lavori al fabbricato di via Bagnulo”

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PIANO DI SORRENTO. Nel marzo del 2010 il Wwf Penisola Sorrentina inviava un dettagliato esposto al procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, al Nucleo Operativo Carabinieri di Sorrento e alla Procura Generale presso la Corte di Cassazione di Roma, avente ad oggetto: “Realizzazione opere edili nel Comune di Piano di Sorrento”.

“Il Wwf – si leggeva nella nota – ha negli ultimi tempi presentato ricorsi amministrativi, esposti alla Procura della Repubblica, note alla Regione Campania e quant’altro per segnalare quelle che ritiene irregolarità negli atti emessi in materia urbanistica dal Comune di Piano di Sorrento. E’ parere di quest’Associazione che sia necessaria una valutazione d’insieme dell’attività edilizia nel Comune di Piano di Sorrento per evitare che una trattazione limitata ad ogni singolo episodio di fatto non faccia ben emergere la complessità di quanto si sta verificando e che sta comportando un’attività di rilevante impatto ambientale. Tralasciando, anche per evitare un eccessivo appesantimento della trattazione, gli episodi di minor rilievo ci si soffermerà su quelli di maggior clamore”.

Tra questi si segnalava la ricostruzione di edificio in centro storico in assenza di Piano di Recupero e con permesso di costruire scaduto, che faceva seguito ad analoghi esposti inviati dall’associazione nel marzo 2017 ed aprile 2009 all’atto della demolizione del vecchio fabbricato.

Il Wwf in relazione alla ricostruzione del fabbricato in via Bagnulo ai sensi della legge 219/81 ebbe a segnalare alla Procura della Repubblica le anomalie procedurali e sostanziali di tale ricostruzione. Con permesso a costruire n°1/05 il Comune di Piano di Sorrento consentiva di demolire e ricostruire, anche con parziale occupazione di piccole aree in precedenza inedificate, il fabbricato ubicato in via Bagnulo e ricadente in zona 2 del Put e 3 del Prg (tutela dei centri antichi) in assenza di Piano di Recupero approvato e reso conforme al Put. Richiedente del permesso a costruire il condominio di via Bagnulo, ditta esecutrice la Gemar spa.

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A seguito di accesso agli atti gli ambientalisti scriveva: “In data 25.09.2007, il condominio di via Bagnulo, dopo avere chiesto senza conseguirlo permesso di costruire in variante, in data 13.11.2008, chiedeva la proroga del permesso n°1/2005 in quanto lo stesso avrebbe perso efficacia il 9 dicembre 2008 per decorrenza triennale dall’inizio dei lavori senza il loro completamento ai sensi dall’art 15 DPR 380 /2001. Il dirigente dell’Utc, come risulta dagli atti, concedeva la proroga affermando che i procedimenti introdotti da un confinante, tale Antonio De Angelis, davanti al Giudice Civile del Tribunale di Sorrento, Francesco Coppola, in data 09/12/2006, “avrebbero comportato un impedimento assoluto all’esecuzione delle opere, atteso che l’eventuale soccombenza nell’azione impugnativa avrebbe determinato l’illegittimità delle opere” e del pari a giustificare la proroga era da ritenersi “l’impedimento assoluto all’esecuzione delle opere determinato dalla richiesta di variante inoltrata in data 25/09/2007 con la quale si richiedeva permesso di costruire per lo spostamento del fabbricato di mt.1,50 dal confine e che tale ipotesi progettuale comportava anch’essa un ulteriore impedimento all’esecuzione delle opere in quanto sostanzialmente modificativa dell’impianto strutturale dell’intero corpo di fabbrica” nonché l’ulteriore constatazione “che l’iter giuridico successivo all’impugnativa ha comportato un cospicuo intervallo temporale ed ha determinato un impedimento assoluto all’esecuzione dell’opera”. E’ agevole rilevare che nessuna delle ragioni addotte dal dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale di Piano di Sorrento giustificava il rilascio della proroga poiché la sospensione dei lavori cui fa riferimento il responsabile dell’Utc, lungi dall’essere determinata da forza maggiore o da factum principis come richiede l’art.15 DPR 380/01, è dipesa da esclusiva volontà del titolare del permesso a costruire. Si valuti che il Giudice Civile dott. Coppola non ha mai disposto la sospensione dei lavori interrotti, invece, per scelta volontaria del condominio. Dunque, le ragioni addotte dal dirigente dell’Utc di Piano di Sorrento giustificavano il rigetto dell’istanza di proroga e non l’accoglimento. Ciò non senza tener conto che, come rappresentato dal Wwf, il fabbricato è stato demolito e ricostruito in centro storico violando quanto disposto dall’art.56 della Legge219/81 che subordina la ricostruzione in centro alla redazione di un Piano di Recupero approvato e reso conforme al Put. Nel caso di via Bagnulo esiste un Piano di Recupero risalente al 1983 mai approvato e, soprattutto, mai dichiarato conforme al Put e, pertanto, inefficace”.

Ora con sentenza del Tar Campania n° 04698/2016 (pubblicata il 13.10.16) su di un ricorso proposto dal confinante per il mancato rispetto delle distanze con la proprietà privata, il Tribunale amministrativo accoglie in pieno le motivazioni del proponente e dà ragione alle tesi del Wwf negli esposti inviati alla magistratura la quale, tuttavia, nel rinviare a giudizio i responsabili delle opere (realizzate con permesso di costruire scaduto) non avrebbe preso in considerazione quello che a nostro avviso (e il Tar ce ne dà conferma) è un punto importante della problematica, ovvero l’assenza di un piano di recupero.

Tale circostanza si è palesata anche in analoghe vicende urbanistiche che hanno interessato sempre lo stesso Comune. Un esempio per tutti: il progetto di ricostruzione del Palazzo Romano a Mortora dove un commissario ad acta (lo stesso condannato in primo grado per il rilascio dell’autorizzazione ai box di vico III Rota a Sorrento) rilasciò l’autorizzazione alla ricostruzione di un fabbricato crollato da circa 60 anni su elementi che, secondo la Procura che, a seguito di denuncia del Wwf, ha rinviato a giudizio il tecnico, il progettista ed il proprietario, non corrispondevano al vero (di qui l’accusa di falso) non prendendo però in considerazione, anche in questo caso, la grave assenza di un piano di recupero.

“Prendiamo atto oggi della pronuncia del Tar e aspettiamo gli esiti del procedimento penale in corso fanno sapere gli ambientalisti – senza una nota di tristezza che si palesa nel constatare la lentezza della macchina della giustizia: quel palazzo storico è stato tranquillamente demolito e ricostruito ed è oggi abitato da diverse famiglie che potrebbero accorgersi di aver fatto un incauto acquisto? Resta in ogni caso la consapevolezza del Wwf di aver contribuito, con un incessante e documentato lavoro di denuncia durato anni, a scardinare la devastante macchina della cementificazione messa in atto dall’ex giunta Ruggiero e dalla rete dei tecnici con un delirante, millantato Piano di sviluppo Futuro che, se non frenato, avrebbe portato alla devastazione di quel che resta del suolo, del territorio e del paesaggio di Piano di Sorrento”.

SORRENTOPRESS

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Vento di cambiamento nelle chiese della Costiera Amalfitana: sacerdoti verso il trasferimento

18 Ottobre 2016, 07:46am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

COSTIERA AMALFITANA NEWS Vento di cambiamento nelle chiese della Costiera Amalfitana: sacerdoti verso il trasferimento

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' tempo di grandi cambiamenti per la chiesa amalfitana. Dopo il trasferimento di don Michele Fusco a Positano, con la Cattedrale di Amalfi affidata a donAntonio Porpora, la girandola delle sostituzioni dei sacerdoti dovrebbe interessare anche altri centri della nostra Diocesi.

Già, perché l'arcivescovo Orazio Soricelli starebbe formalizzando le disposizioni: don Luigi Di Martino da Atrani andrà a Pogerola, al suo posto il positanese Don Carmine Satriano, amatissimo parroco alla Chiesa di Santa Maria del Lacco di Ravello.

Nella Città della Musica dovrebbe arrivare, da Cetara, il giovane Don Nello Russo. Da Positano, invece, don Pasquale Imperati, già parroco ad Atrani, andrà nella "sua" Agerola. Restano delle ipotesi che, seppur verosimili, attendono le conferme ufficiali che potrebbero arrivare ni prossimi giorni.

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CAMPANIA NEWS Pompei, in coma dopo la serata alcolica 15enne lotta tra la vita e la morte

18 Ottobre 2016, 07:43am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAMPANIA NEWS Pompei, in coma dopo la serata alcolica 15enne lotta tra la vita e la morte

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una 15enne in coma etilico lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. È un giallo molto intricato su dove la minore e i suoi amici abbiano acquistato la vodka e il whisky e, soprattutto, su dove si sia consumato il dramma.

Gli amici della ragazzina, di Boscoreale, non sanno o, forse, non vogliono fornire agli inquirenti gli elementi utili per una ricostruzione dei fatti. Temono di essere accusati di qualcosa. La giovane è in prognosi riservata nel reparto del nosocomio stabiese diretto da primario, professor Aniello De Nicola. Gli investigatori del commissariato di polizia di Pompei, diretto dal vicequestore aggiunto Angelo Lamanna, hanno acquisito le immagini delle telecamere dei negozi di via Aldo Moro - dove la 15enne è stata soccorsa dal 118 alle due della scorsa notte – per avere dei riscontri sui racconti anomali fatti dai minori interrogati. L’unica certezza è che la ragazza sia andata in coma molto tempo prima rispetto all’allarme lanciato dagli amici.

Probabilmente se il 118 fosse stato chiamato in tempo - da chi era con lei - le condizioni della ragazza ora non desterebbero tali preoccupazioni.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO GERMANIA, 2 ESPLOSIONI ALLA BASF: DUE MORTI, FERITI E DISPERSI. PAURA PER 21MILA PERSONE: "ALLARME NUBE TOSSICA"

18 Ottobre 2016, 07:35am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

NEWS ITALIA E DAL MONDO GERMANIA, 2 ESPLOSIONI ALLA BASF: DUE MORTI, FERITI E DISPERSI. PAURA PER 21MILA PERSONE: "ALLARME NUBE TOSSICA"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA BERLINO - Paura in Germania per due distinte esplosioni negli impianti chimici Basf, che hanno provocato due vittime, feriti e dispersi, con l'allarme nube tossica: in totale sono circa 21.000 le persone coinvolte dalle misure di sicurezza in seguito all'esplosione. Si tratta di due quartieri a nord di Ludwighshafen, Edigheim e Pfingstweide e di tre quartieri di Mannheim, sull'altra sponda del fiume Reno: Sandhofen, Scharhof e Kirschgartshausen, che insieme totalizzano circa 13.000 abitanti. Ad essi le autorità hanno chiesto di restare in casa, tenere chiuse porte e finestre e spegnere impianti di ventilazione e aria condizionata. BASF CONFERMA SECONDO MORTO E DUE DISPERSI La Basf ha confermato la morte di una seconda persona in seguito all'esplosione di questa mattina nell'area del colosso chimico. E «due persone vengono ancora considerate disperse». Lo riporta la Dpa. Finora il numero ufficiale dei dispersi era di sei. I due morti accertati sono lavoratori di Basf, ha reso noto l'azienda. SOSPESE LE ATTIVITA' INDUSTRIALI In seguito all'esplosione avvenuta nel porto fluviale di Ludwigshafen, Basf ha reso noto di aver sospeso le attività industriali dell'area per motivi di sicurezza. Restano in vigore le misure di sicurezza per l'allarme dei fumi per i cittadini che sono stati invitati a restare in casa, a chiudere porte e finestre e a spegnere gli eventuali impianti di aria condizionata e ventilazione. L'allarme si è esteso anche alla città di Mannheim, che si trova sull'altra sponda del fiume Reno. Un secondo incidente era avvenuto questa mattina, alle 8.30, in un altro stabilimento di Basf a Lampertheim, in Assia, in un impianto di additivi per materie plastiche. Ci sono stati 4 feriti, secondo quanto riferito dal quotidiano Stuttgarter Nachrichten. L'incidente sarebbe avvenuto per l'esplosione di un filtro. A differenza del più grave incidente di Ludwigshafen, a Lampertheim non ci sono rischi di nubi tossiche. Anche qui l'impianto è stato fermato.Secondo la Basf non è ancora noto che tipo di sostanze si siano sprigionate nell'aria in seguito all'esplosione. Lo scrive la Dpa. Resta in vigore l'allarme alla popolazione dei quartieri settentrionali di Ludwigshafen e di Mannheim a chiudere porte e finestre e spegnere impianti di ventilazione e aria condizionata. I vigili del fuoco parlano di rischio di problemi respiratori e agli occhi dovuti a cattivi odori e a fumi industriali. Secondo le autorità della città di Mannheim, che si trova sull'altra sponda del Reno rispetto a quella dell'esplosione, «le misurazioni non hanno rivelato sostanze nocive nell'aria». Lo rivela la Dpa. Gli abitanti di tre quartieri che si trovano sulla riva del Reno sono stati invitati comunque a tenere porte e finestre chiuse per rischio di problemi respiratori dovuti al cattivo odore. L'INCIDENTE Diverse persone sono rimaste ferite per un'esplosione nella zona portuale di Ludwigshafen utilizzata dal colosso chimico Basf, nel sudovest della Germania. Lo rende noto una portavoce della società, secondo quanto riferisce la tv regionale pubblica Swr, senza precisare il numero dei feriti.L'esplosione è avvenuta dopo le 11 nell'area nord del porto fluviale di Ludwigshafen, dove viene trasbordato gas e liquido infiammabile, ha aggiunto la portavoce. Non sono stati per ora forniti ulteriori dettagli. Testimoni oculari ripresi da Swr riferiscono che dall'area si alza una colonna di fumo. Il sito della città di Ludwigshafen riferisce che oltre ai feriti ci sono diversi dispersi. Sul luogo dell'incidente sono giunti soccorsi da tutto il Land della Renania-Palatinato e i vigili del fuoco sono in azione per evitare il coinvolgimento di altri impianti. La Basf riferisce sul suo account Twitter che le cause dell'esplosione non sono ancora note.Nel frattempo i vigili del fuoco hanno chiesto agli abitanti dei quartieri limitrofi di chiudere porte e finestre e di spegnere l'aria condizionata e agli automobilisti di evitare l'area interessata. L'esplosione in un'area degli impianti chimici Basf, al porto fluviale di Ludwigshafen, è stata determinata da lavori a tubature che vengono utilizzate per il trasbordo di liquidi infiammabili e gas dalle navi agli stabilimenti di produzione. Lo ha reso noto una portavoce dell'azienda. L'azienda conferma l'esistenza di feriti e dispersi, ma non ne precisa il numero.

LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA UCCISA A RAVENNA, UN SMS INCASTRA CAGNONI: "È SUCCESSA UNA TRAGEDIA"

18 Ottobre 2016, 07:31am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA UCCISA A RAVENNA, UN SMS INCASTRA CAGNONI: "È SUCCESSA UNA TRAGEDIA"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un sms inviato alla sua segretaria potrebbe incastrare Matteo Cagnoni, il noto dermatologo accusato di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri. «Ciao Giorgia. Per favore annulla tutti gli appuntamenti di domani. È successa una tragedia», così scrive alle 00.43 nella notte tra il 18 e il 19 settembre, con un messaggio su WhatsApp. La donna è morta nella cantina della loro villa in via Padre Genocchi, nel cuore di Ravenna, ma quando il medico invia il messaggio alla segretaria la scientifica ancora non lo ha informato su quanto accaduto, quindi il sospetto che possa averla assassinata lui cresce, soprattutto sottolinea l'ennesima incongruenza nel racconto di Cagnoni di quella notte. L'uomo, quando le forze dell'ordine sono andate ad avvertirlo, stava fuggendo dalla finestra, gesto che ha giustificato successivamente parlando di un attacco di panico, Inoltre sul suo corpo sono stati trovati diversi graffi, compatibili con i presumibili segni di difesa della vittima e sulla scena del delitto sono state trovate diverse impronte di sangue anche quelle compatibili. Pare che tra i due ci fosse una forte crisi matrimoniale e che Giulia avesse un nuovo compagno, secondo il quale Cagnoni aveva messo in atto atteggiamenti di stalking nei confronfi della Ballestri.

LEGGO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LORIS: "CONDANNATA A 30 ANNI MAMMA VERONICA". E LEI SCOPPIA A PIANGERE

18 Ottobre 2016, 07:24am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LORIS: "CONDANNATA A 30 ANNI MAMMA VERONICA". E LEI SCOPPIA A PIANGERE

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Veronica Panarello è stata condannata a 30 anni di reclusione per l'uccisione del figlio Loris. La sentenza è del Gup di Ragusa, Andrea Reale. È stata emessa a conclusione del processo col rito abbreviato condizionato da una perizia psichiatrica. VERONICA PANARELLO PIANGE DOPO LA SENTENZA Ha pianto sommessamente Veronica Panarello durante la lettura della sentenza del gup, Andrea Reale, che l'ha condannata a 30 anni per l'omicidio del figlio Loris. La donna è poi uscita dall'aula accompagnata dal suo legale e dagli agenti di polizia penitenziaria. "HA PIANTO PERCHÉ NON ACCETTA LA SENTENZA" «Veronica ha pianto, non accetta questa sentenza». Così l'avvocato Francesco Villardita, legale di Veronica Panarello, ha commentato la sentenza di condanna della madre del piccolo Loris a 30 anni di reclusione per l'omicidio del figlio. «Appelleremo questa sentenza perché non la riteniamo giusta né in punto di fatto né in punto di diritto - ha aggiunto il legale - Ovviamente dobbiamo aspettare le motivazioni per capire qual è stato il percorso logico e giuridico che ha seguito il giudice per arrivare a una sentenza di condanna, e soprattutto per una sentenza di condanna che esclude le aggravanti contestate».

LEGGO.IT

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SEZ.DISABILITà NEWS La nuova Legge sul cinema preveda l’accessibilità dei film!

14 Ottobre 2016, 11:18am

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Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ.DISABILITà NEWS La nuova Legge sul cinema preveda l’accessibilità dei film!

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lo chiede una petizione lanciata nel web dall’Ufficio Comunicazione della Fondazione Carlo Molo di Torino, chiedendo che il Disegno di Legge sul cinema approvato nei giorni scorsi al Senato e ora in attesa di passare alla Camera, venga integrato con un articolo in cui si preveda che le produzioni cinematografiche sostenute dallo Stato siano rese accessibili alle persone con disabilità visiva, uditiva e cognitiva, con sottotitolazioni faciltate e audiodescrizione, nel pieno rispetto dell’inclusione sociale e anche – particolare non trascurabile – della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità

Audiodescrizione al cinema

Persone non vedenti in sala, durante la proiezione di un film audiodescritto

Al di là di come la si pensi, ci sono indubbiamente numerose (e anche positive) novità nel Disegno di Legge sul cinema (Disciplina del cinema e dell’audiovisivo), approvato nei giorni scorsi al Senato e ora in attesa di passare alla Camera. E tuttavia in esso vi èanche una grave lacuna, su una questione particolarmente cara al nostro giornale, che abbiamo trattato proprio ieri, in riferimento a lodevoli eccezioni, come laFesta del Cinema di Roma e all’ormai annoso impegno sul tema di un’Associazione comeBlindsight Project.
Si tratta in sostanza della mancanza quasi totale, nel nostro Paese, di film accessibili alle persone con disabilità visiva, uditiva e cognitiva, in aperta violazione dell’articolo 30 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport).
Riteniamo quindi del tutto degna di nota l’iniziativa lanciata da Daniela Trunfio, responsabile dell’Ufficio Comunicazione della Fondazione Carlo Molo di Torino, consistente in unapetizione intitolata semplicemente Fermiamo la Legge sul cinema!, che sta già raccogliendo moltissime adesioni.
Vi si legge tra l’altro: «Questa Legge non tiene fede alla Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009 [Legge 18/09, N.d.R.], che “riconosce il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di eguaglianza con gli altri alla vita culturale, e invita a prendere tutte le misure appropriate per assicurare che le persone con disabilità godano dell’accesso a programmi televisivi, film, teatro e altre attività culturali, in forme accessibili”».
«La resa accessibile – si legge ancora – dà diritto alle persone con deficit visivi, uditivi o cognitivi, come anche alle persone di prima alfabetizzazione, di poter andare al cinema da soli anche senza accompagnatore. Firmiamo dunque perché sia inserito un articolo che preveda che le produzioni che ricevono il sostegno dallo Stato siano rese accessibili con sottotitolazione facilitata e audiodescrizione, nel pieno rispetto dell’inclusione sociale! Perché la resa accessibile è un atto di civiltà». (S.B.)

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