SALERNO E PROVINCIA NEWS Il centro per minori di Ogliara intitolato alla moglie del boss
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - Tra i beni confiscati a Salerno c’è «La casa di Valeria», centro polifunzionale diurno ad Ogliara. Ma tra i segnali inquietanti, di come sia sistematico il coinvolgimento di esponenti della criminalità organizzata locale negli ambienti istituzionali, c’è proprio l’intitolazione della struttura. Nella relazione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, si fa riferimento proprio «all’intitolazione - avvenuta verosimilmente grazie all’intervento di un amministratore comunale - di un bene confiscato alla camorra a nome della moglie del camorrista destinatario del provvedimento ablativo». Prima la «Casa di Valeria» era «Villa Valeria» dal nome della consorte del capoclan Raffaele Viviani. E, per come si legge nella relazione, «l’intitolazione è avvenuta verosimilmente grazie all’intervento di un amministratore locale». Bisogna ricordare che il centro polifunzionale diurno è stato inaugurato, a febbraio 2015, alla presenza non solo degli amministratori locali ma anche dell’allora questore oltre che di altre autorità con l’affidamento dello spazio all’associazione «Quartiere Ogliara», attiva dal 1994 ed operante nella frazioni collinari per impegnare i ragazzi in attività ludiche e non solo. Il nome Valeria, quindi, era pubblico e chiunque - tra gli organi competenti - avrebbe potuto suggerire che «probabilmente non era il caso di intitolare lo spazio funzionale con quel nome». Ma non è andata così.
Ora, sempre nella relazione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, nel capitolo che parla del settore delle misure di prevenzione, si legge che la procura ha recentemente attuato - in sinergia con la sezione del tribunale che si occupa di ciò, con la Corte di appello, con l’agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità e con il nucleo di supporto costituito in Prefettura - un’attività di costante monitoraggio della fase dell’esecuzione dei provvedimenti di confisca in sede penale e di prevenzione dei beni, confiscati nell’ambito di procedure ablative. Il monitoraggio è finalizzato anche ad una concreta attività di gestione e successiva destinazione a finalità pubbliche dei beni confiscati che, come si legge nella relazione, «è spesso connotata da ritardi ed inefficienze e ciò al fine di scongiurare il rischio di dispersione o deterioramento o, peggio, di riacquisizione o mantenimento della disponibilità, dei stessi beni da parte dei soggetti ai quali erano stati confiscati».
Grazie all’attività di monitoraggio «è stato già possibile», si legge sempre nella relazione, «individuare e risolvere situazioni dalle quali erano emerse abusi od omissioni da parte delle amministrazioni locali o degli enti ai quali i beni erano stati assegnati o da parte dei custodia e amministratori giudiziari alle cui cure i beni erano stati affidati». L’intitolazione scomoda, che per gli inquirenti potrebbe costituire un omaggio al boss, rientra nel monitoraggio costante che l’ufficio di procura sta facendo sui beni confiscati? Al momento la cosa è stata definita solo come uno dei «recenti ed inquietanti segnali...» ma se c’è altro, magari un’inchiesta sull’intitolazione e sul presunto pressing, non è ancora venuto fuori.
IL MATTINO
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)


INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un terremoto di magnitudo 1.9 è stato registrato nella provincia di Avellino alle 20:35:06. La scossa è stata localizzata dala sala sismica Ingv di Roma a una profondità di quattro chilometri con coordinate geografiche 40.93 di latitudine e 14.68 di longitudine. Non si registrano danni a persone o cose, nonostante la scossa sia stata avvertita dalla popolazione. 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sono tanti gli interrogativi a cui la magistratura dovrà dare risposta nella misteriosa vicenda dei disabili - almeno otto, forse di più - candidati a loro insaputa nelle liste elettorali alle ultime Comunali. Tra questi figura la 23enne F. D. S., affetta da sindrome di down, che, come ha raccontato Il Mattino, ha scoperto di essere finita nella civica Napoli Vale-Valeria Valente sindaco solo qualche giorno fa, quando la Corte di Appello le ha notificato un provvedimento invitandola a presentare il rendiconto completo dei contributi ricevuti e delle spese effettuate per la campagna elettorale. Porta la firma dei suoi genitori la denuncia consegnata nelle mani dei carabinieri, che potrebbe essere la prima di una lunga serie. Un'altra denuncia sta infatti per essere presentata proprio da Valeria Valente che, in questa strana vicenda, si considera «parte lesa»: « Nelle prossime ore - annuncia su Facebook la deputata e capogruppo del Pd in Consiglio comunale - tramite i miei legali presenterò una richiesta di accesso agli atti e, dopo aver studiato le carte, un esposto in Procura per chiedere che venga fatta piena luce sull'intera vicenda. Com'è evidente, sono totalmente estranea ai fatti. È inaccettabile, però, qualsiasi ombra. Sono indignata. Se qualcuno ha sbagliato o se qualcuno sta provando a gettare fango deve risponderne. In entrambi i casi, o anche se semplicemente si trattasse di un malinteso, sono comunque parte lesa in questa vicenda. A uscirne danneggiata è la mia immagine pubblica. E io - avverte - non ci sto a finire in questo tritacarne».

DI MICHELE PAPPACODA
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Consiglio dei Ministri, riunitosi il 14 gennaio scorso, ha discusso sulle deleghe della Buona Scuola e approvato 8 decreti tra cui ce n’è uno che riguarda la promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.A questo proposito il comunicato stampa del Cdm parla chiaro: “Il testo chiarisce chi sono i beneficiari di specifiche misure di inclusione scolastica peculiari per i minori disabili. Viene previsto che, ove siano presenti studenti affetti da disabilità, le sezioni per la scuola dell’infanzia e le classi prime di ciascun grado di istruzione, non abbiano classi con più di 22 alunni, fermo restando il numero minimo di alunni e studenti per classe previsto dalle norme vigenti”.In particolare, tra le novità si stabilisce che gli studenti non verranno ascoltati solo in caso di disabilità gravi: “Non sarà solo la gravità della disabilità a determinare le risposte offerte agli alunni, ma si cercherà di determinare in senso più ampio i loro bisogni”.Inoltre gli insegnanti di sostegno diventeranno molto più preparati, e così pure il personale che lavora nei plessi scolastici. Cosa significa? Che i docenti di sostegno dovranno sottoporsi a una formazione iniziale che prevede l’obbligo di 120 crediti formativi universitari sull’inclusione scolastica per tutti i gradi di istruzione (oggi invece bastano 60 cfu). Di questi 120 cfu, 60 devono essere ottenuti prima del percorso di specializzazione e gli altri 60 durante.Viene poi prevista una formazione ad hoc anche per il personale scolastico, Ata compreso. Infine, sempre sul fronte insegnanti emerge un punto relativo alla permanenza dell’insegnante per almeno 10 anni sul sostegno (al posto dei cinque attuali), prima che questo possa chiedere il trasferimento su posti comuni.Queste due sono le novità più importanti introdotte con la delega sull’inclusione scolastica, ma ricordiamo che ora questa delega, al pari delle altre sette che non riguardano la disabilità, è all’esame delle Commissioni Parlamentari e di altri interlocutori del sistema scuola (dirigenti, insegnanti, sindacati, studenti e così via). Le Commissioni hanno fino a 60 giorni di tempo per approvare il testo, scaduti i quali il governo sarà autorizzato ad emanare i testi dei decreti pur senza il parere di deputati e senatori.
INSERITO DA MORENA MOTTA Colpi 
INSERITO DA MORENA MOTTA 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «È stata una tempesta di freddo perfetta»: così il direttore della Pinacoteca di Brera, James Bradburne, ha commentato quanto avvenuto all'interno del Museo dove, a causa del forte freddo esterno, è venuta a crearsi una situazione anomala in termini di umidità al punto che, per precauzione, si è deciso di «coprire» («velinare») una quarantina di opere. Due opere sono state rimosse per essere portate in laboratorio per le operazioni di fissaggio. Si tratta della tavola di Bramante «Cristo alla colonna» e la tempera su tavola di Lazzaro Bastiani, «Storie della vita di San Girolamo». Tra le opere che hanno dovuto essere velinate per precauzione anche la «Pala di Brera» di Piero della Francesca, una delle opere più importanti della Pinacoteca. Nessun problema, invece, per altre opere importanti, dallo Sposalizio della Vergine di Raffaello, Il Bacio di Hayez, dal Cristo morto di Mantegna e La cena in Emmaus di Caravaggio.
DI MORENA MOTTA LETTERE (NA) -