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SALERNO E PROVINCIA NEWS Venduta dalla madre a 12 anni «Ora salvate la mia sorellina»

17 Maggio 2017, 08:38am

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Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Venduta dalla madre a 12 anni «Ora salvate la mia sorellina»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Per favore aiutate mia sorella.... non voglio che mia madre faccia a lei quello che ha fatto a me». Una disperata richiesta di aiuto quella presentata, nel corso dell’incidente probatorio, dalla ragazzina di tredici anni (all’epoca dei fatti ne aveva però dodici) che la madre voleva vendere ad un uomo anziano per cinque euro, soldi che le servivano per comprare le sigarette. La donna, al momento in cella con la più piccola delle sue figlie, pochi mesi appena, è indagata per organizzazione della prostituzione ma, di recente, le è stato contestato anche il reato di inosservanza dell’obbligo di istruzione. La ragazzina, che ora si trova in un comunità in Campania, nonostante i tredici anni al momento frequenta ancora la quinta elementare perché la madre da anni non la portava più a scuola. Il gip Stefano Berni Canani, sentito il sostituto procuratore Elena Guarino titolare delle indagini, ha inviato gli atti al tribunale dei Minori - il fascicolo è stato assegnato al magistrato Vincenzo Di Florio - perché venga presa in considerazione l’andamento della piccola di sei mesi alla stessa comunità dove si trova la sorella maggiore e anche per la perdita delle genitorialità da parte della madre. Obiettivo dei giudici, non separare le due sorelle anche se la più grande non è al momento nelle condizioni di poter accudire la più piccola ma, almeno, continuano a restare insieme. Almeno fino a quando non saranno prese decisioni certe sul futuro della più piccola che potrebbe essere - vista la tenera età - affidata ad una famiglia in attesa del decreto di adottabilità. Una procedura alla quale, di fatto, i magistrati che si sono occupati del caso avevano già pensato di attivare ancor prima degli appelli lanciati dalla sorella maggiore e dalla stessa madre che al momento la tiene con lei in carcere ad Ariano Irpino. 

di Petronilla Carillo IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Incursione di tre banditi in casa poliziotto spara e ferisce ladro «Volevo proteggere la mia famiglia»

17 Maggio 2017, 08:32am

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CAMPANIA NEWS Incursione di tre banditi in casa poliziotto spara e ferisce ladro «Volevo proteggere la mia famiglia»

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA GIUGLIANO. «Ho risposto al fuoco per difendere mio figlio e mia moglie». Antonio (nome di fantasia) è il sovrintendente di polizia che la scorsa notte ha ferito un ladro che stava cercando di entrare a casa sua. Il suo cane Black ha fatto scattare l’allarme: «Ero a letto quando all’improvviso Black ha iniziato con le zampe a toccarmi le mani – racconta il poliziotto, in servizio presso il Commissariato di Bagnoli - il mio cane guaiva e non abbaiava, quasi volesse dirmi qualcosa, avvertirmi che stava accadendo qualcosa. Mi sono alzato e ho capito che qualcosa non andava. Ho impugnato la pistola di ordinanza, mi sono affacciato, ho visto una persona con il volto coperto sul terrazzino del mio vicino di casa: era proprio sotto di me. Ho urlato “sono un poliziotto”, gli ho detto di fermarsi, ma lui ha sparato. Io ho risposto al fuoco. In quel momento pensavo solo a mio figlio e a mia moglie, pensavo a difendere loro».

MARIANO FELLICO IL MATTINO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO "IL FETO STA BENE", MA LA BIMBA NASCE MORTA: DRAMMA A ROMA, APERTA UN'INCHIESTA

17 Maggio 2017, 08:28am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO "IL FETO STA BENE", MA LA BIMBA NASCE MORTA: DRAMMA A ROMA, APERTA UN'INCHIESTA

 DI MICHELE PAPPACODA Sarà un'inchiesta a stabilire le cause del dramma che ha colpito una coppia di trentenni romani che hanno visto nascere, senza vita, la loro secondogenita. La tragedia si è consumata domenica pomeriggio all'ospedale San Filippo Neri, due giorni prima del parto programmato e concordato insieme ai medici. Daniele e Gessica Transilvani, come riporta Il Messaggero, vivono a Ottavia e sono già genitori di una bimba di quattro anni. Erano pronti a dare il benvenuto anche alla loro seconda bambina e dopo gli ultimi controlli, effettuati venerdì scorso, i medici e il ginecologo della donna, che l'avevano visitata in due diverse occasioni nell'arco della giornata, avevano escluso complicazioni. L'unica variazione notata grazie alle analisi era la riduzione del liquido amniotico, che però è un fenomeno normale negli ultimi giorni prima del parto.La situazione precipita nella giornata di domenica: verso l'ora di pranzo Gessica ha iniziato ad accusare forti dolori e si reca insieme al marito in ospedale, dove viene raggiunta anche dal ginecologo. La piccola, del peso di 3,1 kg, nasce però priva di vita. Secondo i medici, a ucciderla sarebbe stato il cordone ombelicale annodato intorno al collo. Il pm Nadia Plastina, però, dopo la denuncia sporta dai genitori vuole vederci chiaro e ha incaricato i i medici legali del Gemelli, Antonio Oliva e Vincenzo Arena, di eseguire l'autopsia sul corpicino. I consulenti dovranno stabilire ""l'epoca e le cause della morte del feto"". Il pm Plastina ha messo a disposizione anche la cartella clinica sequestrata e sollecitato il prelievo di campioni biologici e istopatologici.

 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SIRACUSA, SCOPPIA INCENDIO IN OSPEDALE: EVACUATI I PAZIENTI

17 Maggio 2017, 08:20am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SIRACUSA, SCOPPIA INCENDIO IN OSPEDALE: EVACUATI I PAZIENTI

 

DI MICHELE PAPPACODA Un incendio si è sviluppato nel reparto malattie infettive all'ospedale Umberto I di Siracusa intorno alle 2 di notte. Gli agenti di polizia e i vigili del fuoco hanno messo in salvo i 16 pazienti che si trovavano ricoverati. L'ala dell'ospedale è stata chiusa dagli inquirenti che hanno avviato le indagini per accertare le cause del rogo. Le fiamme sono divampate in una stanza del reparto prima di propagarsi. Alcuni infermieri che hanno preso parte alle operazioni di evacuazione dei pazienti sono rimasti intossicati dal fumo.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Scontro tra bus e camion in Cina, 12 morti e decine di feriti

16 Maggio 2017, 12:20pm

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DI MORENA MOTTA 16/05/2017 - E' di 12 morti e decine di feriti il bilancio di uno scontro tra un autobus e un camion in Cina: l'incidente è avvenuto lunedì pomeriggio su un'autostrada nazionale nei pressi della città di Yingtan, nella provincia di Jiangxi. L'autista del camion è stato fermato; tra le ipotesi sulle cause dell'incidente vi è quella che il mezzo abbia superato la linea di divisione tra le due corsie centrando il bus.

 

 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tir carico dʼammoniaca in fiamme, l'autostrada del Brennero chiusa in Tirolo

16 Maggio 2017, 12:17pm

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DI MORENA MOTTA 16/05/2017 - L'autostrada del Brennero è stata chiusa in entrambe le direzioni sul versante austriaco a causa di un tir in fiamme nei pressi del casello di Schoenberg. A prendere fuoco è stata un'autocisterna che trasportava ammoniaca: gli abitanti della zona sono stati invitati a non lasciare le loro case e a non aprire le finestre, e nonostante l'incendio sia stato domato, a causa della pericolosità della sostanza, non è ancora stato dato il cessato allarme.

 

 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Senza sosta le ricerche di Igor, l'uomo braccato da giorni dalle forze dell'ordine, scatta il blitz a Portomaggiore

16 Maggio 2017, 12:12pm

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DI MORENA MOTTA 16/05/2017 - Continuano a ritmo serrato le ricerche di Norbert Feher alias Igor Vaclavic , braccato da circa 1200 uomini delle forze dell'ordine per gli omicidi del barista Davide Fabbri a Budrio, della guardia ecologica Valerio Verri a Portomaggiore e di un metronotte nel Ravennate. I carabinieri, all'inseguimento del serbo da un mese e mezzo, continuano a setacciare la 'zona rossa' individuata tra il bolognese e il ferrarese. A quanto apprende AdnKronos stamattina all'alba avrebbero eseguito un blitz in un ex cinema nella zona di Portomaggiore dove si sospetta possa aver trovato rifugio il latitante recentemente.

 

 

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Banda dei falsari operante in costiera sorrentina, i nomi

16 Maggio 2017, 12:07pm

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carabinieri-sorrento-11

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SORRENTO. Sono sette le persone indagate per aver utilizzato banconote contraffatte per trarre in inganno cambia valute elettronici e distributori automatici in tutta l’area della costiera sorrentina. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunzia guidata dal procuratore capo Alessandro Pennasilico e condotta dai carabinieri della compagnia di Sorrento agli ordini del capitano Marco La Rovere, ha consentito di ripercorrere le fasi dell’utilizzo dei soldi falsi. Il tutto immortalato in un video che può essere visionato cliccando qui

La banda risulta composta da Nunzia Esposito di 36 anni, Vincenzo Varriale di 37 anni, Antonio Esposito di 25 anni, Maria Amato di 27 anni, che sono stati sottoposti agli arresti domiciliari e da altre tre persone cui il gip ha imposto l’obbligo di firma.

I sette, tutti di Napoli, arrivavano in costiera, a volte anche con i figli al seguito, in orari tranquilli, in genere in tarda serata oppure alle prime luci del mattino. Servendosi delle banconote contraffatte, tutte da 10 euro, effettuavano operazioni presso i cambia valute automatici inserendo i soldi falsi ed ottenendo in cambio monete autentiche. In altri casi facevano acquisti presso i distributori automatici.

Le banconote utilizzate presentavano una vistosa scritta “facsimile”, in modo da evitare contestazioni in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine. La carta utilizzata, però, aveva all’interno le “fibre luminescenti” e la stampa era fatta con toner visibile agli infrarossi in modo da trarre in inganno gli occhi elettronici degli apparecchi automatici.

Un sistema semplice e redditizio che consentiva di ottenere soldi e prodotti reali in cambio di banconote false. I carabinieri nel corso dell’indagine hanno appurato che in alcuni casi sono stati spesi anche 2mila euro in una sola volta. Le indagini proseguono per individuare la fonte di approvvigionamento della cartamoneta contraffatta.

MAX SORRENTOPRESS

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SEZ. VARIE NEWS Spunta un fiore su Facebook, ecco a cosa serve

16 Maggio 2017, 12:00pm

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DI MORENA MOTTA 16/05/2017 - Tra le emoji a disposizione degli utenti per esprimere una 'reaction' ai post altrui, da qualche giorno è presente una new entry: un fiore con petali viola si è aggiunto alle 6 icone già presenti. Il fiore serve a dire 'grazie' ed è comparso agli utenti di circa 80 nazioni nei giorni che hanno preceduto la Festa della Mamma, celebrata domenica 14 maggio. Non è chiaro per quanto tempo il fiore -a quanto pare molto apprezzato soprattutto negli Stati Uniti- rimarrà a disposizione.

 

 

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS C'era una volta Concordia, la “strana” terra dei mulini natanti sul Secchia Erano nove e, per secoli, fonte di ricchezza. Ma anche causa di alluvioni

16 Maggio 2017, 11:25am

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS C'era una volta Concordia, la “strana” terra dei mulini natanti sul Secchia Erano nove e, per secoli, fonte di ricchezza. Ma anche causa di alluvioni

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA CONCORDIA. Nel 1943, quando sono stato battezzato, mi è stato dato un nome non molto diffuso (qualcuno ogni tanto mi chiama Orlando), per ricordare un fratello di mia nonna paterna morto in mare durante la Seconda guerra mondiale. Debbo dire, in verità, che raccogliendo materiale per questa puntata su Concordia mi sono imbattuto in una sequenza di nomi così particolari che il mio mi è sembrato all’improvviso comunissimo: Ispano, Alcipio, Zorè, Milton, Barbato, Arcadio, Venizelos, Franz, Uvier, Osiris, Cardes, Claiber, Soenne, Etra, Erta, Cleonice, Delmo, Teseo, Ilmo, Enos, Nelusco, Moritz, Isonzo … e qui mi fermo. Del resto il marito di Gina Borellini, Medaglia d'oro al Valor Militare (che era nata a San Possidonio, distante ben 2,6 km, ma fu eletta nel 1946 al Consiglio Comunale di Concordia), si chiamava Antichiano. La causa di questa davvero sfrenata fantasia onomastica deriva forse dal fatto che Concordia si trova all'estremo nord della provincia di Modena e dista pochi chilometri dalla Lombardia? O gli abitanti volevano forse distinguersi dai Veneti di Concordia Sagittaria in provincia di Venezia? E cosa pensavano i parroci al momento del battesimo? Gli abitanti di Concordia sulla Secchia (ma le vecchie cartoline riportano “Concordia sul Secchia”) mi perdoneranno se ho scherzato un poco!

Concordia (40,97 kmq e circa 8.700 abitanti) fece parte della signoria dei Pico della Mirandola già con Francesco II (morto nel 1399) fino a Francesco Maria II, il cui governo iniziò nel 1706. Il duca si schierò con la Francia nella guerra di successione spagnola, una scelta infelice, e Concordia fu data alle fiamme e devastata. Nel 1708 tutti i beni della famiglia furono confiscati e nel 1710 lo Stato fu venduto agli Estensi.


Era stata l'intensa l'attività dei mulini natanti nel Secchia a sostenere per secoli l'economia del paese, fino a che non vennero tolti i nove mulini, ritenuti principale causa delle alluvioni del Secchia. Infatti i mugnai concordiesi avevano adottato il sistema delle chiuse, cioè sbarramenti trasversali al fiume costituiti da palizzate in rovere, piantate nell'alveo e con due aperture, una delle quali, collocata di fronte alla ruota idraulica del mulino, aveva il compito di incanalare, incentivare e velocizzare la corrente.

Erano zattere a fondo piatto ancorate controcorrente alle rive o ai piloni dei ponti, che seguivano il variare della corrente. I mulini concordiesi, ancorché “natanti”, erano dunque di tipo stanziale poiché ognuno era vincolato alla propria chiusa: venivano giudicati pericolosissimi per la loro capacità di rallentare il flusso d'acqua a monte e a valle, sforzando gli argini e provocando rotture o tracimazioni. Il mio amico Bruno Andreolli, purtroppo recentemente scomparso, che era professore ordinario di Storia medievale all’Università di Bologna, ha raccontato nel 2001 le vicissitudini di un'area padana economicamente fragilissima e stretta nella morsa di tre grandi fiumi, il Po, il Panaro e, naturalmente, la Secchia in un bel libro dal titolo significativo:

La ruina dei modenesi: i mulini natanti di Concordia sulla Secchia. Sino al terribile terremoto del maggio 2012, era possibile vedere un modello in scala 1:20 di questi natanti nell'atrio della sede municipale, unico nel genere in Italia, riproducente il Mulino del Porto. Dopo trent'anni di inattività, quattro mulini vennero ricollocati nel fiume: Mulino di Sopra, di Mezzo, del Porto, di Sotto o delle Decime, e fatti funzionare fino alla fine dell'Ottocento, quando furono sostituiti dal mulino a vapore nel 1885. Concordia ha “quasi” avuto una stazione ferroviaria. Nel 1922 iniziarono infatti i lavori per la strada ferrata Rolo-Mirandola che avrebbe dovuto valicare il Secchia tra Moglia e Concordia. I lavori proseguirono con interruzioni fino al 1935, ma la ferrovia non fu mai terminata. Ma Concordia era soprattutto legata all’agricoltura. Nel decennio 1951-1961 si registrò un massiccio esodo dalle campagne verso zone industriali del Nord Italia, del Centro Europa e perfino dell'America: la popolazione scese da 11.000 a 9.200 abitanti.

La ridotta superficie dei poderi non consentiva infatti un adeguato reddito per tutti i componenti della famiglia; erano finiti i grandi lavori di bonifica che assorbivano manodopera bracciantile, mancavano industrie e la crescente meccanizzazione dell'agricoltura richiedeva sempre meno addetti. L'esodo continuerà, ma in misura più ridotta, e la popolazione del Comune si manterrà intorno ai 9.000 abitanti fino agli anni Settanta, per scendere poi al numero attuale. Concordia fa parte della Diocesi di Carpi, e in paese avrebbero meritato una visita la chiesa di San Paolo, del XVI secolo, ristrutturata nell'Ottocento, che presentava all'interno dipinti del pittore modenese Adeodato Malatesta, e la chiesa di Santa Caterina, con un pregevole soffitto a cassettoni del XVI-XVII secolo. Ma il terremoto ha prodotto vittime e danni e la ricostruzione procede a rilento; ancora oggi le impalcature sorreggono gli edifici danneggiati dal tragico evento e nonostante i fondi sono inagibili sia le chiese che il Municipio, il cui orologio è fermo al momento del terribile urto. Ma gli abitanti di Concordia, così come tutti quelli della Bassa, non si arrendono.

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

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