Questo folletto, che elargisce favori o dispetti ed è riconosciuto in varie aree del mezzogiorno col nome di “Munaciello”, nella tradizione popolare ebolitana, diventa ‘O Scorzamauriello, che rimanda a una leggenda del 1400 secondo la quale un bambino, nato molto piccolo e con difficoltà nella crescita, fu vestito da monaco per un voto fatto dalla madre affinché crescesse normalmente. Il piccolo, nonostante il voto non voleva saperne di crescere e la gente iniziò ad additarlo con l’appellativo di ‘Scorzamauriello’.
Secondo un’altra versione, invece, il bambino fu dato in cura ad un convento subito dopo la nascita a causa della morte della madre. Tuttavia, qualunque sia la vera versione dei fatti, iniziò presto a diffondersi tra la gente la credenza che lo Scorzamauriello fosse magico e dispettoso. Si raccontava che, in base al cappuccio che indosssava, potesse elargire favori o al contrario dispetti: se di colore rosso, poteva donare somme di denaro; se nero, era preferibile fare attenzione agli oggetti in casa che potevano improvvisamente scomparire.
L’evento coinvolgerà l’intero borgo antico, dove il visitatore sarà accompagnato in un viaggio itinerante tra sapori e tradizioni, con cene-spettacolo e intermezzi musico-teatrali itineranti, attraverso i caratteristici vicoli del centro storico ebolitano al fine di divulgare, e rendere sapere condiviso, questa ed altre storie e personaggi della locale cultura popolare, raccontati ancora oralmente, affinchè non siano dimenticati ma rivivano attraverso un evento di altri tempi.
FONTE "èCAMPANIA" Il primo portale dedicato al turismo ed alla cultura in Campania