CASERTA NEWS “Al Pronto soccorso mi hanno chiesto di aspettare 4 ore per un medico” L’odissea vissuta da una donna nella notte: “Non mi hanno neanche visitata”

/image%2F1394276%2F20220123%2Fob_83ebd2_2.jpg)
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si reca al pronto soccorso dell’ospedale di Caserta per un fortissimo dolore all’orecchio, causato da una forte otite, ma le viene chiesto di attendere almeno 4 ore per l’arrivo del medico che non era presente. E’ l’odissea vissuta nella notte da una donna che ha voluto raccontarla a Casertanews. “Venerdì mi viene diagnosticata una fortissima otite all'orecchio, ma stanotte, con fortissimo dolore, alle ore 4 mi reco al Pronto soccorso di Caserta e trovo un deserto di medici. Un ospedale senza nessuno al Triage, nessun cartello. Dalle porte scorrevoli, quello per l'ingresso delle barelle, dagli oblò, vedo 2 medici con il camice bianco e facendo notare il mio bisogno d'aiuto "agito le braccia" e dico che ho bisogno di aiuto. Fuori dalla porta scorrevole è stampato in grassetto di "Non bussare"; busso e finalmente la guardia giurata mi viene incontro: spiego il problema e mi dice che non c'è un otorino prima delle ore 8.30. Chiede ai medici nella stanza che confermano l'assenza del medico, e loro, senza neanche avvicinarsi per sapere il problema, riferiscono alla guardia giurata, fortunatamente gentile, che non è presente l'otorino e di aspettare in sala d'aspetto fino alle 8.30 o tornare a casa. Erano circa le 4.20”. A quel punto la paziente, “senza neanche essere visitata”, decide di andar via. “E se avessi avuto una perforazione del timpano dovuta all’infezione” si domanda. Ma la notte non è finita. Perché decide di recarsi alla Guardia medica, dove, “sempre senza visitarmi, mi viene prescritto un antidolorifico a punture, ma il medico precisa che loro non fanno le punture e dovevo provvedere da sola. A quel punto sono andata in farmacia ed ho chiesto alla farmacista se potessi assumere la fiala per via orale. Ringrazio chi mi ha aiutato, ma non posso ringraziare il nostro tanto rinomato pronto soccorso dove si abbandonano i pazienti con superficialità e menefreghismo”.GIUSEPPE PERROTTA CASERTANEWS
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)

/image%2F1394276%2F20220123%2Fob_34e844_2.jpg)

/image%2F1394276%2F20220123%2Fob_b9c5be_2.jpg)




/image%2F1394276%2F20220123%2Fob_054a72_2.jpg)

/image%2F1394276%2F20220123%2Fob_fc8e2b_2.jpg)

/image%2F1394276%2F20220123%2Fob_70d26e_3.jpg)

/image%2F1394276%2F20220123%2Fob_df263c_3.jpg)
I cinque giovanissimi viaggiavano a bordo di un'auto che si è scontrata frontalmente con un pullman che proveniva dal senso di marcia opposto. I cinque giovani sono morti sul colpo. Illeso il conducente del pullman che ha detto di essersi trovato davanti l'auto e di non essere riuscito ad evitare l'auto che ha invaso la corsia opposta. I ragazzi, alcuni di origine straniera, sono residenti nella zona della Valsabbia.
/image%2F1394276%2F20220123%2Fob_83114c_3.jpg)
Sarebbero usciti solo quando il sole fosse stato un poco più caldo e i primi ciuffi d’erba avessero fatto capolino tra i cumuli di neve. Così, aspettarono fino al 28 di gennaio, poi uscirono. Le merle cominciarono a festeggiare, sbeffeggiando l'inverno: anche quell’anno ce l’avevano fatta; il gelo, ai merli, non faceva più paura! Tutta questa allegria, tuttavia, fece letteralmente infuriare l'Inverno, che decise di dare una lezione a quegli uccelli troppo canterini: sulla terra calò un vento gelido, che la ghiacciò, insieme ai germogli. Perfino i nidi dei merli furono spazzati via dal vento e dalla tormenta. I merli, per sopravvivere al freddo, furono costretti a rintanarsi nei camini delle case. Lì, il calduccio li riscaldò e permise loro di resistere a quelle gelide giornate. Solo a febbraio la tormenta si placò e i merli poterono riprendere il volo. La fuliggine dei camini, tuttavia, aveva annerito per sempre le loro piume bianche: fu così che i merli divennero neri, come li possiamo vedere oggi. Ma quest'anno, la tradizione verrà rispettata? Ebbene, gli ultimi aggiornamenti hanno portato con sé delle novità. A conferma di una stagione invernale che è stata piuttosto altalenante, con periodi freddi intervallati da lunghe pause anticicloniche e tutt'altro che gelide, il vero inverno potrebbe tornare prepotentemente alla ribalta proprio sul tramonto del mese di gennaio. Un evento in particolare sta attirando la nostra attenzione e potrebbe mandare tilt tutta l'atmosfera. Esso sta avvenendo ben lontano da noi, nella zona appena sopra al Polo Nord e in termine tecnico prende il nome di Stratwarming. Le conseguenze potrebbero riguardare tuttavia non solo l'Europa centro-settentrionale, ma anche il bacino del Mediterraneo e dunque l'Italia: verso la fine del mese, secondo i dati attualmente a nostra disposizione, non è da escludere l'ipotesi di gelo e neve fino in pianura. IPOTESI - Mancano ancora diversi giorni, ma le grandi manovre a scala emisferica sono già iniziate e potrebbero gettare le basi per una parte finale di gennaio, proprio in concomitanza con i giorni della merla, molto interessante. La nostra attenzione si concentra in particolare su due figure chiave: l'anticiclone russo siberiano da una parte e la possibile interazione con le correnti atlantiche dall'altra. La prima figura è prevista in gran spolvero con valori fin sotto i -25°C tra Penisola Scandinava e le sconfinate steppe russe. Ebbene, complice la rottura del vortice polare, una parte di questo lago gelido potrebbe fluire verso l'Europa occidentale investendo poi anche l'Italia. Da valutare poi la formazione di vortici ciclonici in un mix potenzialmente esplosivo entro l'inizio di febbraio. Per i dettagli occorre ancora attendere un pochino...avremo sicuramente modo di riparlarne. Concludiamo dunque col proverbio: Giorni della Merla, se sono freddi la Primavera sarà bella, se sono caldi la Primavera arriverà tardi….tratto da il Meteo.it