PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Inverno finito o solo in ritardo? Ci sono Grosse novita' per febbraio. I dettagli
inserito da Michele Pappacoda Nella prima parte di stagione invernale il grande freddo è stato spesso latitante con l'Italia strattonata tra (rari) impulsi artici in discesa dalle latitudini più settentrionali del Vecchio Continente e (frequenti) rimonte anticicloniche, sia di origine oceanica, sia di provenienza africana. Segno anche dei cambiamenti climatici in atto che vedono un continuo e inesorabile aumento delle temperature in tutte le stagioni in tanti ci state chiedendo: "l'inverno è già finito o è solo in ritardo?". Qualcosa di importante bolle in pentola, la stagione sia già terminata! La tendenza per l'avvio di febbraio ed almeno fino a San Valentino è molto interessante e riserva grosse novità. Come insegna anche il passato recente, le condizioni meteo nella seconda parte di stagione possono risultare ancora molto fredde e nevose; d'altronde proprio il secondo mese dell'anno è risultato spesso molto movimentato anche negli ultimi anni con ondate di gelo e neve fin sull'Italia.
C'è una spiegazione. Dal punto di vista climatico la seconda metà dell'inverno vive spesso di estremi a causa soprattutto della definitiva rottura del Vortice Polare, con masse d'aria gelida che viaggiano a spasso per l'Europa. Ma cosa scatena questi eventi? La risposta va ricercata alle alte latitudini polari: come possiamo vedere dalla mappa sottostante, in questi giorni si sta scatenando un anomalo stratwarming sopra al Polo Nord. Con questo termine, in meteorologia, si fa riferimento a un intenso riscaldamento della stratosfera terrestre, proprio sopra la regione artica, nell'ordine anche di 40°C nel giro di pochissimi giorni. Tale riscaldamento, una volta attivatosi, tende gradualmente a espandersi in direzione dell'alta troposfera, con ripercussioni sul Vortice Polare nell'arco circa di 2/4 settimane: il settore troposferico immediatamente inferiore, infatti, viene costretto a deformarsi (in termine tecnico si parla di "dislocazione del vortice polare") o a suddividersi in 2-3 minimi depressionari distinti ("split" del vortice polare), i quali poi viaggiano, almeno in parte, in direzione delle medie latitudini, provocando ondate di freddo fin sull'Europa e quindi pure sull'Italia. Ultimi aggiornamenti per FEBBRAIO - Dallo studio di alcuni indici atmosferici e dagli ultimi dati sul lungo periodo a nostra disposizione, l'ipotesi più gettonata è quella di una suddivisione in più porzioni del Vortice Polare verso il mese di febbraio, con la possibilità di poderosi scambi meridiani (ovvero correnti fredde che scendono da Nord verso Sud). Le proiezioni del Centro Europeo iniziano a fiutare movimenti interessanti a scala emisferica, con una possibile irruzione verso l'Europa centrale (e successivamente verso l'Italia,) di una poderosa massa d'aria gelida di origine artica. Già sul finire di gennaio tra la Penisola Scandinava e la Russia potrebbe formarsi un "lago gelido", con valori di circa -20°C, pronto a riversarsi verso il cuore del Vecchio Continente. Vedremo poi se effettivamente esso riuscirà a sfondare fin verso tutta l'Italia o se verranno coinvolte solamente alcune regioni. Se ciò venisse confermato, potremo avere a che fare con un periodo caratterizzato da temperature diffusamente sotto la media e pure da nevicate fino a quote molto basse, un po' come già avvenuto più volte nel passato: 1991, 2012, 2018, tanto per citare alcuni famosi esempi. Va ricordato che, trattandosi di previsioni a lungo termine, quella che vi proponiamo è solamente una visione generale sul tempo atteso e non una previsione dettagliata per la singola località o utile pianificare la propria vita privata. tratto da il Meteo.it
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Occhi puntanti nel corso dei prossimi giorni e almeno fino all'inizio della prossima settimana quando le correnti fredde riusciranno a sfondare da Est portando un generale calo delle temperature. Successivamente, in base agli ultimi aggiornamenti, insieme al freddo potremmo assistere ad una curiosa configurazione meteo: stiamo parlando dell'Adriatic Snow Effect (ASE), letteralmente effetto neve del Mare Adriatico. Questo particolare fenomeno si verifica, durante la stagione invernale, quando masse d'aria molto fredde e secche come quelle che provengono dal Circolo Polare Artico, meglio se con caratteristiche continentali (Russia), si trovano a transitare sulla superficie dei nostri mari, sospinte da venti di Bora e Tramontana. Queste correnti d'aria con temperature di diversi gradi inferiori allo zero scendono dall'Europa nord-orientale in maniera burrascosa come vento catabatico (vento di caduta che discende un pendio), incanalandosi attraverso le vallate delle Alpi Dinariche (Penisola Balcanica) e organizzandosi così lungo canali di confluenza paralleli, diretti verso il mare aperto. Lungo il tragitto quest'aria preleva dalla tiepida superficie del mare calore e umidità che la alleggeriscono dal basso, rendendola instabile. I contrasti sono notevolissimi e lungo le strisce di confluenza iniziano a formarsi file di annuvolamenti cumuliformi (proprio come avviene durante i classici temporali estivi), diretti verso le nostre coste adriatiche. A questo punto interviene un altro elemento, tutto italiano, ovvero la presenza della catena appenninica, non molto distante dal mare. La formazione nuvolosa che fa seguito al transito di aria fredda e secca sulla superficie tiepida del mare Adriatico non sempre è ad eccessivo sviluppo verticale, con precipitazioni dunque spesso non particolarmente significative. Ma l'impatto di queste nubi sui rilievi appenninici, per l'appunto non così lontani dal mare, fa sì che i moti verticali vengano maggiormente esasperati e che le nubi stesse abbiano uno sviluppo più elevato con conseguenti precipitazioni nevose, anche sotto forma di bufera, fin sulle coste, a causa del vento forte. PREVISIONE NEVE. Secondo gli ultimi dati a nostra disposizione, tra domenica 23 e almeno fino a lunedì 24 gennaio potrebbero venirsi a creare le condizioni ideali per il tipico effetto ASE (Adriatic snow effect), con il rischio più che concreto di vedere la neve fino a quote bassissime: le regioni favorite saranno quelle del versante adriatico, in particolare Molise e Puglia, ma con possibili sfondamenti delle precipitazioni fin su Basilicata e Calabria. tratto da il Meteo.it/image%2F1394276%2F20220123%2Fob_5ab017_oroscopo.jpg)
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