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NEWS ITALIA E DAL MONDO Messa di Natale, l'Ue raccomanda: «No agli assembramenti». E dalla Chiesa nessuna opposizione

1 Dicembre 2020, 10:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Messa di Natale, l'Ue raccomanda: «No agli assembramenti». E dalla Chiesa nessuna opposizione

INSERITO DA ANGELA CECERE Niente assembramenti alle messe di Natale: a chiederlo è la Commissione europea, che nelle linee guida che saranno pubblicate mercoledì sulle misure anti-Covid in vista delle festività natalizie raccomanda di valutare di «non permettere assembramenti». In particolare si chiede di «considerare di evitare cerimonie religiose con grossi assembramenti, sostituendole con iniziative online, in tv o alla radio», secondo quanto si apprende a Bruxelles.Nel documento circolato nelle ultime ore, e che potrebbe ancora cambiare fino al via libero definitivo, al collegio dei commissari di mercoledì, Bruxelles insiste sulla necessità di proseguire sulla strada del distanziamento sociale e delle mascherine protettive, consigliando di mantenere il coprifuoco, anche in occasione dell'ultimo dell'anno. Il suggerimento è quello di trascorrere festività all'insegna della «prudenza» e della «cautela» per evitare una recrudescenza delle infezioni, e perdere in pochi giorni i risultati conquistati a costo di molte settimane di restrizioni. Come ha detto la presidente Ursula von der Leyen a più riprese, «occorre evitare gli errori» del periodo estivo, perché un allentamento troppo rapido delle misure, porterebbe portare a nuove impennate nella circolazione del virus e ad una possibile terza ondata. Proprio in questa direzione va anche l'indicazione di un rientro scolastico ritardato di una settimana, in modo da creare un periodo cuscinetto al ritorno dalle vacanze. E se l'Ue raccomanda di non chiudere le frontiere e di non imporre periodi di quarantena, o eventualmente di limitarli a sette giorni, incoraggia di rafforzare la campagna dei test, ed invita all'impiego di quelli rapidi. L'Esecutivo comunitario non entrerà invece nella questione degli sport invernali. «Le competenze di Bruxelles sono limitate, si sottolinea, e queste sono decisioni che competono agli Stati membri». Vista la spaccatura tra i 27, con l'Austria che, anche se non senza dubbi, intende al momento aprire i suoi impianti sciistici, e l'Italia contraria così come Francia e Germania, la Commissione preferisce non entrare nella questione, ma sollecita al «coordinamento» e «all'informazione reciproca» tra Paesi, soprattutto tra quelli vicini, anche per evitare difficoltà nelle zone di frontiera. ORARIO ALLE 22? LA CHIESA NON SI OPPONE La questione dell'orario della cosiddetta 'Messa di mezzanotte' non tocca più di tanto i vescovi. Già in Vaticano, dai tempi di Benedetto XVI la Messa del 24 viene celebrata ben prima della mezzanotte e lo stesso accade in molte parrocchie. E dunque, se il nuovo Dpcm manterrà il 'coprifuoco' alle 22, le diocesi faranno in modo che le celebrazioni del 24 dicembre siano anticipate. Quanto alle Messe del 25, le più frequentate dell'anno, potrebbero non esserci nuovi protocolli ma piuttosto dovrebbe essere demandato agli stessi vescovi l'onere di chiedere a tutti i parroci di fare in modo che nelle celebrazioni siano rispettate le regole del distanziamento e del numero massimo di fedeli che sarà possibile accogliere in ciascuna celebrazione. Il clima tra Chiesa e governo italiano sembra di grande collaborazione. Non «c'è nessun problema» per l'orario della Messa di Natale, la Chiesa italiana è «flessibile» su questo, anche perché la «Messa di mezzanotte è una tradizione», niente impedirà, se le norme Covid lasceranno il coprifuoco alle 22, di anticipare di qualche ora la Messa della vigilia. 

LEGGO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Piste da sci, le Regioni: «Aperte per chi ha seconde case o è in hotel». Ipotesi confini alpini chiusi

1 Dicembre 2020, 10:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Piste da sci, le Regioni: «Aperte per chi ha seconde case o è in hotel». Ipotesi confini alpini chiusi

INSERITO DA ANGELA CECERE Evitare la chiusura totale degli impianti sciistici, che manderebbe all'aria l'intera stagione. Al grido di aiuto degli operatori rispondono i governatori delle Regioni dell'arco alpino e dell'Abruzzo cercando di aprire un varco nel governo. La proposta è rilasciare lo skipass solo agli ospiti degli alberghi e delle seconde case evitando così il turismo mordi e fuggi e le calche agli impianti. Il governatore della Liguria Giovanni Toti ha invece rilanciato il modello a zone da applicare anche allo sci. E per evitare la fuga oltreconfine degli sciatori, le Regioni chiedono al governo di valutare la chiusura dei confini nazionali con Svizzera, Slovenia o Austria. Una richiesta che arriva quando perfino in Austria, dopo la linea dura, tornano ora a più miti consigli, con l'ipotesi di aperture contingentate. In vista dell'incontro previsto per oggi con i ministri Boccia e Speranza sul nuovo Dpcm di Natale, le Regioni hanno provato anche ad elaborare una linea comune su spostamenti, aperture e coprifuoco. Da un lato alcuni governatori vorrebbero che il Governo consentisse gli spostamenti fra regioni con lo stesso colore. Palazzo Chigi però vorrebbe vietarli dal 19 dicembre fino alla Befana. Sull'onda di quanto accaduto nel week end appena trascorso, con affollamenti nelle vie dello shopping delle grandi città, i governatori chiedono interventi rigorosi contro la folla nei negozi. A Torino si sta valutando l'ipotesi di impiegare vigilanti privati. Il divieto di assembramento dicono le Regioni - dovrà essere il principio cardine sul quale incentrare il nuovo Dpcm che dovrebbe entrare in vigore dal 4 dicembre. Infine le Regioni chiedono un maggiore coinvolgimento nel processo decisionale e tempi più brevi per il passaggio da zona rossa ad arancione o da arancione a gialla. «L'attuale Dpcm ha detto ancora Toti prevede 21 giorni di calendario, ma si può fare in modo più rapido».

LEGGO

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SEZ. POLITICA Di Maio: "Una patrimoniale? Sarebbe inaccettabile"

1 Dicembre 2020, 10:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Di Maio: "Una patrimoniale? Sarebbe inaccettabile"

INSERITO DA MORENA MOTTA Luigi Di Maio giudica "inaccettabile" la proposta di una patrimoniale per uscire dalla crisi economica. Intervenendo al Maurizio Costanzo show il ministro degli esteri dice: "Ero già contrario in 'tempi di pace'". Qualcuno, sottolinea, "ha sempre voglia di scatenare una guerra sociale. Se vogliamo uscire da questa crisi le tasse vanno ridotte e soprattutto non bisogna mai dire agli italiani di voler toccare i loro patrimoni perché in questo momento sono preoccupati per le loro famiglie, i loro figli e perché non hanno questi patrimoni spropositati che possono mettere a disposizione del Paese". Una patrimoniale così concepita non colpirebbe solo i ricchi, sottolinea ancora Di Maio: "Sono andato a vedere i dettagli: basta avere la prima casa e un guadagno di duemila euro al mese, che vuol dire far parte del ceto medio, che ti fanno un prelievo forzoso. Questo è inaccettabile".

FONTE AGI

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Neonata muore dopo il parto, la mamma era positiva al Covid. I genitori denunciano: «Ambulanza arrivata troppo tardi»

1 Dicembre 2020, 10:08am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Neonata muore dopo il parto, la mamma era positiva al Covid. I genitori denunciano: «Ambulanza arrivata troppo tardi»

INSERITO DA ANGELA CECERE La mamma era positiva al coronavirus, la neonata nasce prematura in casa e poi muore. È giallo a Napoli, dove la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo in relazione alla morte della bimba venuta alla luce dopo sei mesi di gestazione in un'abitazione del Borgo di Sant'Antonio: la mamma si chiama Maria Pappagallo, il marito Mario Conson. I due hanno presentato una denuncia al commissariato Arenella del capoluogo partenopeo. Maria e Mario avrebbero dichiarato che l'ambulanza del 118 sarebbe giunta sul posto a distanza di mezz'ora dalla chiamata, senza le opportune attrezzature (come l'incubatrice) e che, a suo parere, la figlia poteva essere salvata. I magistrati della sezione «lavoro e colpe professionali», coordinata dal procuratore aggiunto Simona Di Monte, hanno disposto il sequestro della salma. Dirimente sarà l'autopsia, che verrà eseguita nei prossimi giorni «Capisco che a un papà sconvolto dal dolore mezz'ora di attesa sembri un tempo infinito - ha dichiarato il direttore del 118 Giuseppe Galano - ma bisogna considerare innanzitutto che 6-7 minuti passano per consentire agli operatori di vestirsi in maniera adeguata prima di entrare in contatto con una persona positiva...». «Ogni ambulanza - ha detto ancora Galano - è dotata del necessario per ogni genere di intervento, parto incluso». COSA E’ SUCCESSO A nulla è servito poi l’intervento dei medici del 118 e la corsa in ospedale: come spiega Leandro Del Gaudio sul quotidiano Il Mattino, la neonata per mezz’ora si è attaccata alla vita, ma alla fine non ce l’ha fatta. Mamma e papà hanno subito richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, con tanto di blitz della polizia al policlinico a cui è seguito il sequestro delle cartelle cliniche e della salma. Maria, 29 anni, la mattina presto aveva avvertito dei forti dolori all’addome: incinta al sesto mese, capisce subito che non è qualcosa di passeggero. Il marito chiama il ginecologo, ma nel frattempo la moglie ha già partorito e la bimba è viva: l’ambulanza, chiamata alle 6.44, arriva ben 31 minuti dopo. Secondo Galano, responsabile del 118, ci ha messo invece 26-27 minuti, perché medici e infermieri dovevano indossare l’equipaggiamento anti-Covid.  Mario, il marito di Maria, nel chiamare il 118 aveva detto che si trattava di codice rosso: dovevano essere aiutate sia la bimba che la mamma, alle prese con un’emorragia. Però - spiega Il Mattino - a muoversi era stata una sola ambulanza, per lo più sprovvista dei presidi necessari a soccorrere la neonata. Saranno le indagini ora a spiegare cosa è successo esattamente, e se si poteva fare qualcosa in più per salvare la vita alla piccola: una storia che ha sconvolto i due giovani genitori.

 LEGGO

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Concordia, conclusi lavori di manutenzione straordinaria al Centro Sportivo

1 Dicembre 2020, 10:06am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Concordia, conclusi lavori di manutenzione straordinaria al Centro Sportivo

INSERITO DA MORENA MOTTA Presso il centro sportivo di Concordia si sono conclusi i lavori di manutenzione straordinaria della siepe e delle alberature perimetrali, al termine dei quali è stata posata una rete ombreggiante alla recinzione di delimitazione dell’area.

Sono anche stati installati 3 cancelli sulle reti che delimitano i due campi da calcio al fine di agevolare l’ingresso dei mezzi di soccorso e l’accesso/uscita del pubblico dai campi in occasione degli eventi ad alta affluenza che si svolgeranno presso il centro sportivo.

L’intervento ha richiesto una spesa complessiva di € 65.000 e si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione dell’intera struttura con l’obiettivo di restituire ai concordiesi uno spazio verde attrezzato e riqualificato a ridosso del centro storico.

Sempre al centro sportivo è stato eseguito anche un intervento di manutenzione straordinaria nel locale caldaia degli spogliatoi per un valore di 20.000 € al fine di garantire il pieno funzionamento dell’impianto, che ora è dotato di una tecnologia a risparmio energetico.

Questi lavori erano fra gli obiettivi previsti per il 2020 e sono stati raggiunto grazie alla dedizione dell’ufficio tecnico nonostante i rallentamenti causati dall’epidemia.

FONTE SULPANARO.NET

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CARPI NEWS Peter Mar, il progetto resta al palo

1 Dicembre 2020, 10:01am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS Peter Mar, il progetto resta al palo

INSERITO DA MORENA MOTTA Correva l’anno 2010 quando la Provincia di Modena annunciò la nascita del progetto del Parco eco-tecnologico Peter Mar, a Fossoli, in via Remesina esterna, per il recupero di materia dai rifiuti.

L’area verde di oltre 15mila metri quadrati è stata dotata di un centro servizi, ricavato dalla ristrutturazione di un edificio rustico con criteri all’insegna della bioedilizia. Il progetto, promosso da Provincia, Comune di Carpi, Unione Terre d’Argine e Aimag, ha beneficiato di un finanziamento di 800mila euro dalla Regione Emilia-Romagna, a cui si era aggiunto un contributo di 300mila euro della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Fondi che hanno interamente coperto i costi dell’opera. Il fabbricato sarebbe dovuto diventare un centro multifunzionale di supporto alle attività del parco: dalla didattica alla formazione, fino alle mostre sul recupero dei rifiuti. Idea che venne momentaneamente accantonata quando, a causa del sisma del 2012, alcuni uffici di Aimag vennero trasferiti all’interno della struttura. Nel 2018, con lo sgombero dei locali da parte della multiutility, il tanto atteso parco avrebbe dovuto vedere la luce ma qualcosa è andato nuovamente storto. “Ormai siano alle battute finali – aveva spiegato l’allora assessore all’Ambiente, Simone Tosi – manca solo un atto formale di assegnazione e poi lo spazio verrà gestito da Spazio Erre”. Una formalizzazione, da parte del Consiglio di gestione, mai arrivata. Oggi, dieci anni dopo l’annuncio della nascita del parco, il progetto è ancora al palo e l’immobile di via Remesina, abbandonato a se stesso e già costato oltre 1 milione di euro, necessita di interventi di manutenzione e dunque di nuovi finanziamenti (voce di spesa che dovrebbe essere inserita nel Bilancio del Comune) per poter essere nuovamente utilizzato. Il rimpasto di Giunta, dopo le amministrative del 2019, così come il cambio dell’amministrazione regionale e della gestione provinciale, non hanno aiutato: ora che il padre dell’operazione, Tosi, non siede più in assessorato le priorità, almeno per il momento, paiono essere del tutto cambiate.

“Quando ci è arrivata in mano la partita – spiegano gli assessori Riccardo Righi e Marco Truzzi – abbiamo valutato la possibilità di aprire una vera e propria manifestazione di interesse per capire quali contenuti mettere dentro a un immobile nato per dare gambe a progetti sui temi del recupero e dell’economia circolare, attivandoci per capire quali fossero le proposte del territorio e aprire al contempo un canale preferenziale con l’università per scommettere su ricerca e sviluppo nel settore del riutilizzo. Poi, a febbraio è arrivato il Covid che ci ha obbligati a spostare l’attenzione su questioni più importanti”. Una battuta d’arresto che si somma a “priorità di mandato e grandi opere”, come Ospedale, Parco Lama, Tecnopolo e Parco della Cappuccina e che dunque non vedono il Peter Mar in cima alla lista. L’impegno, concludono i due assessori, “è di riprendere in mano il progetto nel corso del 2021, per fare di questo luogo, un simbolo dell’economia circolare”.

FONTE TEMPONEWS.IT di Jessica Bianchi

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Tragedia a Tramonti: non ce l’ha fatta l’uomo di Maiori schiacciato da un cancello

1 Dicembre 2020, 09:55am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Terribile incidente questo pomeriggio a Tramonti dove un uomo, residente a Maiori, per cause in via di accertamento è stato schiacciato dalla caduta di un cancello in frazione Pietre.

 

 

Immediatamente sono stati allertati i soccorsi. L’uomo è stato trasferito in ambulanza dal luogo dell’incidente fino al campo comunale dove ad attenderlo c’era l’eliambulanza che l’ha trasferito presso l’Ospedale Ruggi di Salerno.

Purtroppo il 69enne è spirato poco dopo al nosocomio salernitano.

Sul posto anche i carabinieri della stazione di Tramonti che hanno provveduto ad assicurare ai soccorritori di svolgere celermente tutte le operazioni del caso. I militari provvederanno anche ad effettuare tutti i rilievi del caso.

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VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate, causa covid salta il recupero della piscina comunale: 2 anni persi, riapertura senza prospettive

1 Dicembre 2020, 09:52am

Pubblicato da Miki Pappacoda

VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate, causa covid salta il recupero della piscina comunale: 2 anni persi, riapertura senza prospettive

INSERITO DA MORENA MOTTA Salta il piano per il recupero della piscina comunale, diventato insostenibile nella situazione causata dall’epidemia, e l’impianto sportivo di via degli Atleti chiuso da luglio 2018 rimane ora senza alcuna prospettiva certa per la sua riapertura. E’ il sindaco Francesco Sartini ad aver comunicato lunedì sera, 30 novembre, al Consiglio comunale dell’interruzione del percorso avviato dopo la chiusura della piscina di proprietà del Comune per mancanza delle certificazioni di agibilità e che era arrivato alla selezione a dicembre 2019 della proposta di riqualificazione del centro natatorio preparata dalla società Lombardia Nuoto.

Alla fine dello scorso gennaio l’aula, con i soli voti della maggioranza 5 Stelle, aveva quindi dichiarato di pubblico interesse il progetto di recupero, un passaggio necessario per poter far preparare agli uffici comunali il bando di gara per la selezione di un operatore che, con il sistema del project financing, si sarebbe fatto carico dei lavori per la riapertura e sistemazione della piscina in cambio di una concessione della gestione per 30 anni. La gara avrebbe avuto come caratteristiche di base quelle sviluppate dal progetto di Lombardia Nuoto, quindi un lavoro di riqualificazione generale della struttura, con introduzione di impianti di miglioramento dell’efficienza energetica e nuovi servizi, tra cui una nuova area all’aperto con vasca, solarium, campi da tennis, paddle e beach volley, per un valore di 2,7 milioni di euro, e poi una proposta per la gestione dell’impianto che prevedeva attività e corsi per il nuoto, fitness, servizi per la salute e formativi e attività ricreative.

Allora erano previsti 2 anni circa per concludere la procedura, con anche la progettazione definitiva e l’esecuzione delle opere, per arrivare a riaprire la piscina ma – è stato spiegato in una nota diffusa a seguito del Consiglio comunale – “per quanto l’Amministrazione fosse pronta ad aprire il bando di gara a fine dello scorso febbraio, il concomitante diffondersi della pandemia e delle misure d’urgenza messe in atto per affrontarla, tra cui la chiusura di tutti gli impianti natatori, ha fatto ritenere utile sospendere la procedura”. E’ una decisione che in Comune è stata presa dopo aver interpellato anche la Federazione Italiana Nuoto che ha giudicato “opportuno un rinvio della gara – spiega la nota del municipio – a un momento successivo, al fine di consentire ai possibili partecipanti, di avere un quadro di riferimento normativo ed economico più chiaro”.

Intanto sono stati valutati gli effetti causati dalle misure anticontagio sulle piscine e le chiusure che si sono succedute nel corso dell’anno “hanno drasticamente diminuito, nell’ordine del 50%, il numero dei possibili accessi – prosegue la nota del municipio – oltre che gravato sulle spese per la sicurezza degli utenti, andando a impattare sui possibili ricavi di gestione”. Abbastanza per rimettere in discussione il piano economico-finanziario della proposta di riqualificazione e futura gestione della piscina di Vimercate fino a ritenerlo insostenibile. Sono stati fatti dei tentativi per riequilibrare il piano, “l’Amministrazione ha aperto alla valutazione di modifiche in termini di contributo per maggiori spese per il Covid-19 e partecipazione agli investimenti” ma “tali misure, seppure apprezzate, non sono state ritenute sufficienti – spiegano dal Comune – configurando quindi la necessità di rivedere radicalmente l’equilibrio economico del progetto. In base a queste considerazioni, il proponente ha ritirato la proposta”.

seguito del ritiro di Lombardia Nuoto è quindi stata riportata in Consiglio comunale lunedì sera la dichiarazione di pubblica utilità della sua proposta e, anche stavolta con i soli voti della maggioranza, ne è stata approvata la revoca. Un passaggio che quindi chiude con la procedura scelta dall’agosto 2018 dall’Amministrazione 5 Stelle di procedere con una riqualificazione generare dell’area della piscina di via degli Atleti, rispetto a eseguire solo gli interventi di messa a norma necessari alla riapertura dell’impianto, e riporta la situazione indietro di 2 anni, al punto di partenza dopo la chiusura dell’impianto comunale.

“L’Amministrazione avvierà le verifiche per operare investimenti propri su alcuni elementi dell’impianto – prosegue la nota del municipio – e valuterà di sondare il mercato rispetto alla praticabilità di un nuovo progetto di rilancio della piscina” però considerando anche che “la previsione di una stabilizzazione degli scenari sanitari – sottolinea la stessa amministrazione comunale – non avrà luogo prima del prossimo autunno 2021”.

FONTE MBNEWS di Martino Agostoni

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Addetto alla sala mortuaria trovato cadavere in casa Tragedia in centro ad Ariano sotto il silos Calvario, salma sotto sequestro in obitorio

1 Dicembre 2020, 09:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Addetto alla sala mortuaria trovato cadavere in casa Tragedia in centro ad Ariano sotto il silos Calvario, salma sotto sequestro in obitorio

INSERITO DA ANGELA CECERE Indagini in corso Ariano Irpino. L’hanno trovato privo di vita in casa, riverso sul pavimento con il suo cane disperato e impaurito accanto a lui. La tragedia in via Adinolfi, zona centralissima della città ad Ariano Irpino. Antonio Zerella, 56 anni dipendente dell’ospedale Sant’Ottone Frangipane, in servizio nella sala mortuaria e portineria sarebbe stato colto da malore, in casa. E' stata sua sorella, l'ultima che lo ha sentito al telefono a notare che qualcosa non andava. Ha allertato lei i soccorsi pur essendo stata rassicurata in un primo momento dal fratello. Non voleva dare fastidio a nessuno: "Non chiamare l'ambulanza poi vediamo nel pomeriggio - le avrebbe detto." Ma dopo queste parole Antonio non ha risposto più al telefono.  A fare la triste scoperta è stato il maresciallo della polizia municipale Alessandro Rossi. E' stato lui ad entrare per primo nell’appartamento, facendo irruzione da un balcone laterale mediante una scala. Sul posto insieme alla polizia municipale i sanitari del 118, i vigili del fuoco di Ariano e Grottaminarda, il sovrintendente della polizia municipale Luigi Pietrolà insieme all’agente Fabrizio Coppola e il medico legale Carmela Giordano incaricato dalla procura di Benevento.  Indagini in corso.Salma sotto sequestro, trasportata in obitorio e sottoposta a tampone post mortem. L’animale recuperato dal servizio veterinario dell’Asl, trasferito purtroppo in canile. Persona taciturna, cordiale e disponibile con tutti, un dipendente modello nella struttura ospedaliera arianese. 

OTTO PAGINE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Covid, novembre nero: in 30 giorni 13mila vittime. Ieri altri 672 morti, Brusaferro: «Durerà un anno e mezzo»

1 Dicembre 2020, 09:36am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Covid, novembre nero: in 30 giorni 13mila vittime. Ieri altri 672 morti, Brusaferro: «Durerà un anno e mezzo»

INSERITO DA ANGELA CECERE Il novembre nero del Covid, il picco della seconda ondata. Numeri da incubo - fotografati dall'ultimo report dell'Istituto superiore di Sanità - che vedono nell'impennata dei decessi pesare come un macigno nella storia del nostro Paese. Quasi tredicimila morti (12.904) in soli 30 giorni, spazzati via dalla corsa di un virus che non guarda in faccia a nessuno. Nello stesso arco di tempo sono più di 800mila le persone contagiate, la metà del totale registrato da inizio emergenza. Certo, un numero drogato dal consistente aumento dei tamponi della seconda fase che dimostra come i dati del periodo compreso tra febbraio e maggio fossero molto sottostimati. «Quello causato dalla pandemia è uno stress che non è stato puntiforme, come un terremoto o un'alluvione, è uno stress che si prolunga per oltre un anno e ci accompagnerà per un anno e mezzo circa», ha affermato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro che ammette come «stiano mettendo in atto strategie di adattamento che lasceranno il segno in futuro». I CONTAGIATI. Il profilo dei positivi vede una leggera maggioranza tra le donne (il 51,7%) rispetto agli uomini (il 48,3%) e un'età mediana che è risalita a 48 anni dopo la flessione avvenuta nel periodo estivo. Poi ci sono gli operatori sanitari, angeli in prima linea. E anche - forse soprattutto - per loro novembre si è rivelato un mese di sofferenza: 22.712 si sono contagiati in soli trenta giorni, molti sono morti con il totale delle vittime tra i camici bianchi (questa volta da inizio epidemia) che è arrivato a 271. Cinquanta sono infermieri, 221 sono medici. Tra tanto nero però una luce: in un mese i guariti sono stati 304.53. I DATI DI IERI. Sono altri 672 i morti in un giorno: 42 in più rispetto a lunedì scorso. Ma il contagio rallenta, seppur in parallelo con il consueto numero basso di tamponi del weekend: 16.377 i casi positivi a fronte di 130.524. Sette giorni fa furono 22.930 con 148.945 tamponi. Si tratta del dato più basso dal 22 ottobre. Scende ancora il numero di letti occupati in terapia intensiva (-9) ma torna a crescere quello dei ricoverati nei reparti ordinari (+308).

LEGGO

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