Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Pozzuoli. Una scossa di terremoto è stata avvertita distintamente poco fa Pozzuoli, soprattutto tra la zona della Solfatara e di via Campana, e in alcuni quartieri della città di Napoli. La scossa, avvertita anche ai piani alti di abitazioni della zona di Arco felice e Rione Toiano, è stata preceduta da un forte boato. Si attendono i dati ufficiali dell'Osservatorio vesuviano per stabilire intensità ed epicentro. Nella zona flegrea è in corso da alcuni mesi uno sciame sismico collegato alla ripresa del bradisismo. Per ora non si segnalano danni, solo molta paura tra la gente. Secondo quanto riporta il sito dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'epicentro della scossa delle 20.23 è stato rilevato a cinque chilometri da Pozzuoli, nel cuore della zona flegrea, a soli due chilometri di profondità. Per questo motivo, come tutti i fenomeni legati al bradisismo, la scossa, di lieve entità (magnitudo 1,8), è stata avvertita con forza dalla popolazione di Pozzuoli, dei comuni vicini e dei quartieri della zona ovest di Napoli.
INSERITO DA MORENA MOTTA Dall’artrite reumatoide, malattia autoimmune infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni causando danni a cartilagini e ossa fino alla disabilità, non si guarisce. Lo sanno bene 300 mila italiani (soprattutto donne over 65) che ogni giorno fanno i conti con rigidità, stanchezza, gonfiore, dolori notturni o al risveglio a mani, polsi e piedi. Tuttavia, oggi grazie a terapie mirate e a farmaci innovativi efficaci è possibile raggiungere una percentuale maggiore di remissione, ovvero mirare ad una condizione clinica di assenza di segni e sintomi della patologia. Ne sono convinti i reumatologi della Sir che in questi giorni si sono riuniti (in modalità virtuale, causa misure anti-Covid) in occasione del 57.esimo Congresso nazionale della Società italiana di reumatologia.
"Controllare la malattia – spiega Caterina Baldi, specialista in Reumatologia all’Azienda ospedaliera universitaria Senese - significa inibire la progressione del danno strutturale irreversibile, e di conseguenza la grave compromissione della funzionalità fisica. Il raggiungimento e il mantenimento di una remissione sostenuta nel tempo si accompagna a una migliore qualità di vita del paziente, ad un miglioramento della disabilità funzionale e della produttività lavorativa. Una diagnosi sempre più precoce, la strategia del 'treat-to-target' (trattare al bersaglio) che ha rivoluzionato la gestione del paziente reumatico, insieme, all’utilizzo di farmaci sempre più efficaci e innovativi ci consentono di ottenere risultati in passato impensabili, restituendo ai pazienti una vita pressoché normale. Evitare il ritardo diagnostico è il presupposto fondamentale per raggiungere la remissione e sicuramente l’ausilio di strumenti come l’ecografia e il coinvolgimento dei medici di medicina generale ci aiutano".
La malattia, che affligge lo 0,5% della popolazione, ha un pesante impatto economico e sociale: circa 5 miliardi di euro, di cui il 70% per costi indiretti legati alla diminuzione della capacità produttiva: 67 in media i giorni di lavoro persi in un anno da una persona con artrite reumatoide. In loro aiuto farmaci tradizionali, biologici, e 'small molecules'. In particolare, queste ultime rappresentano un’ulteriore novità nel trattamento delle malattie reumatiche e dell'artrite reumatoide: di grande efficacia, tollerabili, facili da somministrare e dal profilo di sicurezza sempre più noto, evidenziano gli esperti.
"L’Upadacitinib è un farmaco che appartiene alle 'small molecules' – ricorda Carlo Perricone, ricercatore di Reumatologia presso l’Università degli Studi di Perugia – una classe di agenti terapeutici che hanno un meccanismo d’azione che permette di agire come dei modulatori della risposta immune andando a ridurre i livelli di diverse citochine che hanno un ruolo patogenetico nell’artrite reumatoide. L’Upadacitinib in particolare è stato sviluppato per essere prevalentemente Jak1 selettivo, e in tal modo agisce in modo mirato su citochine e molecole dell’infiammazione (fra cui citochine della famiglia di IL-2, IL-4, IL-6 e soprattutto interferon di tipo 1 e 2) che sono implicate nella malattia. È altamente efficace, anche rispetto ad altri trattamenti per l’artrite reumatoide, come conferma lo Studio Choice recentemente pubblicato”.
Lo Studio Choice ha coinvolto 609 pazienti con artrite reumatoide moderata/severa, ovvero “con almeno 6 articolazioni dolenti, 6 tumefatte e valori di proteina C reattiva (uno dei principali parametri dell’infiammazione) superiori a 3 mg/dl – sottolinea Perricone - ma che avevano fallito almeno 3 mesi di terapia con i farmaci immunosoppressori utilizzati per il controllo della malattia (Dmard convenzionali). Di questi pazienti, 303 sono stati trattati con upadacitinib (15 mg al giorno) e 309 con abatacept (per via endovenosa) in combinazione con una terapia stabile con un farmaco Dmard e valutati per 24 settimane. Il dato più significativo ottenuto a 12 settimane è stato osservare che il 30% dei pazienti in trattamento con upadacitinib raggiungeva la remissione contro il 13,3% dei pazienti che assumevano abatacept. Il miglioramento si otteneva nei diversi parametri (numero delle articolazioni tumefatte e dolenti, valutazione globale dell'attività della malattia da parte del paziente e della proteina C reattiva) e si manteneva fino alla 24.esima settimana. Al congresso annuale dell’American Society of Rheumatology sono stati poi riportati i risultati dello studio Choice sui “patients reported outcomes”, ovvero su tutti quei parametri di autovalutazione eseguiti da parte del paziente: già alla dodicesima settimana il gruppo di pazienti in cura con upadacitinib aveva un miglioramento per quanto riguarda funzionamento fisico, dolore, stato generale di salute e disabilità”.
Sempre più spesso l’artrite reumatoide si accompagna a manifestazioni “extra-articolari”, con l’interessamento di altri organi e apparati fra cui cute (con vasculite e noduli reumatoidi), cuore (con aterosclerosi accelerata, infarto del miocardio, ictus) e polmone (con la possibile comparsa di interstiziopatia polmonare). “Per questi motivi è importante riuscire a riconoscere la patologia già nelle prime fasi – sottolinea Baldi - quando ancora non si è instaurato il danno articolare. Tuttavia, molti pazienti in condizione di remissione clinica continuano a lamentare la persistenza di sintomi altamente invalidanti, primi fra tutti dolore e fatica, che con più difficoltà riusciamo a eradicare anche in una condizione di remissione. Sarebbe auspicabile ottenere nello stesso momento, nello stesso paziente, una condizione di remissione clinica, di buona qualità di vita e di arresto della progressione del danno articolare. Ecco perché la Sir ha ideato un programma a 360 gradi, comprensivo di una survey da diffondere tra i soci, per cercare di centrare questo obiettivo”.
Le cause dell’artrite reumatoide non sono ancora del tutto note, si sa che l’interazione tra fattori genetici e ambientali ha un ruolo fondamentale. “Il fumo di sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio ambientale per lo sviluppo della malattia – conclude Perricone -. Sono importanti anche i fattori ormonali, non a caso la malattia è più frequente nelle donne e questo è verosimilmente almeno in parte dovuto al ruolo degli estrogeni. Inoltre, contribuiscono all’insorgere della malattia anche il microbiota intestinale (l’insieme dei microorganismi che popolano il nostro intestino), alcune infezioni e soprattutto la parodontite (in particolare quella indotta da un germe denominato Porphyromonas) ed è favorita dal fumo di sigaretta”.
ℹ️I dati ufficiali trasmessi dall’Asl Na3 fotografano la seguente situazione epidemiologica: dieci nuovi casi positivi e cinque guariti.
Dei casi positivi accertati oggi, 5 appartengono ad unico nucleo familiare convivente, gli altri sono contatti stretti rilevati dalle operazioni di tracciamento, già in isolamento domiciliare.
Resta fortunatamente costante l’incremento dei guariti, che ad oggi siattesta su un numero di 116.
I servizi attivi e le info utili per la gestione dell’emergenza in atto, li trovate qui👇che saranno a brevissimo integrate con nuove ulteriori azioni di contrasto al Covid-19, di cui forniremo adeguata comunicazione
INSERITO DA ANGELA CECERE A partire da domani, venerdì 4 dicembre un vortice ciclonico in discesa dal Regno Unito attiverà intense correnti sciroccali che sospingeranno una forte perturbazione che nel corso del weekend verrà pilotata da un centro di bassa pressione che si collocherà sul Centro Italia. Venerdì, sabato e domenica saranno tre giornate all'insegna del maltempo diffuso e di nevicate copiose sulle Alpi al di sopra dei 1000-1200 metri. Il team del sito www.iLMeteo.it avverte che oggi sono attesi nubifragi al Sud, ma dalla sera comincerà a peggiorare al Nordovest per l’arrivo di una nuova intensa perturbazione. Dalle prime ore di venerdì tempo sarà in progressivo e rapido peggioramento al Nord, soprattutto al Nordovest e sull’arco alpino. La neve comincerà a scendere, oltre che sulle Alpi, anche in pianura sul Piemonte con gran parte delle città imbiancate da circa 5-7 cm di manto bianco. Piogge abbondanti e sotto forma di nubifragio colpiranno la Liguria, l’Emilia occidentale e anche la Lombardia. Peggiora in Toscana, Lazio e Sardegna. Nevicate abbondanti interesseranno l’arco alpino al di sopra dei 600 metri. Sul resto d’Italia sarà più asciutto. Sabato, la perturbazione si sposta al Nordest, sul Centro tirrenico e sulle zone ioniche.N Sarà maltempo al Nord (neve copiosissima sulle Alpi a 900 metri), in Toscana, sul Lazio, in Sicilia e Calabria. Attesi nubifragi su queste regioni. Venti di Scirocco soffieranno con raffiche fino a 120 km/h sul Mare Adriatico e Ionio. A Venezia sarà ancora Acqua Alta. Domenica, le cose non cambieranno di molto, quasi tutta Italia sarà sott’acqua con piogge a tratti abbondanti. Soltanto il Nordovest e il Centro adriatico vedranno poche piogge. Scirocco tempestoso sul Mare Adriatico che sarà agitato o addirittura grosso. Acqua Alta a Venezia fino a 140 cm. Non ci sono buone novità nemmeno per l’Immacolata. NEL DETTAGLIO Giovedì 3. Al nord: a tratti instabile sul Triveneto, poche piogge. Al centro: piovaschi sparsi, piogge moderate su Abruzzo e Molise. Al sud: maltempo con nubifragi sui settori tirrenici e ionici. Venerdì 4. Al nord: neve in pianura sul Piemonte, maltempo altrove. Al centro: peggiora su Toscana, Lazio e Sardegna. Al sud: ultimi temporali sul Salento, sole altrove. Sabato 5. Al nord: maltempo diffuso, neve copiosa sulle Alpi. Al centro: maltempo su Toscana, Lazio, Umbria e Sardegna. Al sud: maltempo su Sicilia e zone ioniche. Domenica quasi tutta l’Italia sotto piogge e temporali, ancora tantissima neve sui rilievi.
INSERITO DA MORENA MOTTA “Oggi è la giornata che ci ricorda l’importanza di tutelare e promuovere i diritti delle persone con disabilità. In questa drammatica crisi sanitaria, economica e sociale che il mondo sta vivendo, prestare attenzione a tutte le donne, gli uomini, i ragazzi, i bambini più deboli e più sfortunati, non è solo un impegno morale ma una scelta obbligata. Perché loro, i disabili, sono tra le vittime dimenticate della pandemia” . Lo afferma, in un video messaggio, la Presidente del Senato Elisabetta Casellati nella Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità.
“I grandi sacrificati di un’emergenza che aggrava difficoltà e disagi già esistenti – presegue Casellati – e ingigantisce quell’isolamento con cui molte di queste persone sono costrette a combattere da sempre”.
“Sono loro – avverte Casellati – ‘i più fragili tra i fragili’, l’anello più delicato della nostra società. Ed è a loro che abbiamo il dovere di garantire la reale possibilità di vivere senza essere discriminati e senza essere privati delle possibilità che a tutti sono riconosciute. Oggi ancora più di ieri”.
“Il lockdown ha imposto alle famiglie di farsi completamente carico dei servizi per i loro congiunti disabili e di riempire il terribile vuoto della scuola negata. Grande e a volte insopportabile è stata la fatica e la solitudine delle madri e dei padri che si sono dovuti improvvisare infermieri, insegnanti, medici e psicologi”.
Famiglie da tutelare
“E proprio la rete delle relazioni familiari deve essere sostenuta e rafforzata per assolvere il difficile compito di creare luoghi dove le persone disabili possano crescere e sviluppare tutte le loro potenzialità”.
“Per questo – aggiunge la Presidente del Senato – le Istituzioni, a maggior ragione in questo momento di difficoltà, non possono lasciare le famiglie sole di fronte alla disabilità e alla malattia”, dice ancora il presidente del Senato”.
“L’Italia che dobbiamo costruire – conclude – è un’Italia che rimette al centro delle politiche pubbliche la persona e la famiglia. Perché solo se sapremo costruire una società più inclusiva, più giusta e più sostenibile, anche socialmente, avremo tratto dalla sofferenza che stiamo vivendo, una lezione utile e preziosa. Questo è il mio augurio. Questo è e sarà il mio impegno!”
❗Rinnoviamo la raccomandazione a chi rientra in un tracciamento, che è obbligatorio rispettare la quarantena fiduciaria fino all'esito del tampone anche da parte di chi si è sottoposto volontariamente a tampone presso un laboratorio privato.
❌Invitiamo altresì, tutti i cittadini a rispettare le norme relative all' area rossa Covid, e quindi ad uscire solo se strettamente necessario, utilizzando idispositivi di protezione individuale e nel rispetto delle regole del distanziamento interpersonale.
👥Fortemente raccomandato, evitare contatti familiari, soprattutto ove ci siano persone fragili ed anziane.
INSERITO DA MORENA MOTTA C’è una famiglia di Sant’Angelo, come vi abbiamo raccontato ieri, che da giorni è lasciata, sola, al suo destino. Il sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso, però, ha atteso che l’Asl gli comunicasse la positività prima di intervenire. O meglio, sia chiaro, ha atteso il nostro articolo per contattare la famiglia!
E così, mentre il cittadino, ignaro delle inefficienze dell’ASL – come denuncia il sindaco – resta con due bambini piccoli a casa senza sapere niente, il sindaco coglie l’occasione per provare a smentire questo giornale.
Le parole del sindaco Caruso sono gravissime! Leggiamo insieme per scoprire come Caruso abbia perso un’occasione per difendere la propria comunità!
«Oggi un giornale locale – esordisce il primo cittadino – ci ha raccontato di una famiglia in isolamento abbandonata a S. Angelo. Falso. Falsissimo. Il Comune ha ricevuto la comunicazione dell’Asl circa l’isolamento giorno 30 novembre, oggi se non erro è giorno 2. Sono trascorsi due giorni.»
Caro sindaco, il fatto che l’ASL vi abbia comunicato l’isolamento il giorno 30 novembre, non significa che questi cittadini siano in isolamento dal 30 novembre. E se dovessimo fermarci a valutare le date dei ritardi – come conferma lo stesso Caruso – faremmo un danno alle nostre comunità! Non possiamo consentire che una famiglia positiva al covid attenda giorni prima di essere contattata e prima di entrare in un circuito di assistenze e controlli.
«Il Comando Vigili – continua Caruso – sta lavorando tanto e questo post lo scrivo non per me ma per loro. Perché è vergognoso quanto asserito. È vergognoso perché stanno andando oltre i loro doveri d’ufficio pur di rispettare le indicazione dell’Amministrazione. E noi possiamo solo ringraziarli. Forse a diversi non è chiaro che le comunicazioni seguono spesso percorsi diversi e hanno tempi diversi.»
Caro sindaco, a noi non interessa minimamente dei “precorsi e dei tempi diversi”. A noi interessano i servizi!
«Per essere chiaro – Caruso inizia l’operazione verità che conferma la nostra denuncia e la sua distanza dal popolo di Serrara Fontana – vi faccio un esempio: un concittadino aveva fatto il tampone all’aeroporto ed era risultato positivo, la comunicazione è pervenuta all’Ente da parte della Protezione Civile solo 10 giorni dopo. Ancora, tamponi fatti privatamente non ci vengono comunicati quindi sappiamo dell’isolamento solo dopo molti giorni. Da episodi come questi è nata l’idea di chiedere ai cittadini di comunicare ai vigili così da consentirci di sapere tempestivamente. Cerchiamo di fare tutti il possibile appena sappiamo.»
Il fatto che il sindaco intervenga “appena sappiamo” è troppo poco. Almeno è sotto il livello di soddisfazione con cui Caruso, fino ad oggi, ha operato!
«Abbiamo provveduto – continua il sindaco – a consegnare generi alimentari, alimenti per animali e farmaci pur di non abbandonare nessuno e dunque non consento a nessuno di fare speculazione su questa vicenda. Per rispetto dei dipendenti e degli altri amministratori. Potevano chiamare il Comando Vigili e avevano tutti i recapiti per essere ascoltati. Sia chiaro, non bisogna confondere la disponibilità con il dovere né utilizzare pretesti per raggiungere altri fini. Non ci sarà terreno fertile qui. Non saranno questi episodi a farci cambiare idea sul fatto che se possiamo dobbiamo andare oltre i doveri istituzionali, esattamente come stiamo facendo perché l’amministrazione è tenuta solo a vigilare sul rispetto dell’isolamento e a raccogliere i rifiuti. Stiamo andando oltre pur di non abbandonare i nostri concittadini, senza distinzione alcuna».
Leggere “Potevano chiamare il Comando Vigili e avevano tutti i recapiti per essere ascoltati”ha il sapore della sconfitta. Sindaco, quale strumentalizzazione hai visto in una denuncia che tu stesso confermi? Quale strumentalizzazione vuoi combattere se tu stessi denunci che l’ASL ti comunica con 10 giorni di ritardo i positivi? Vuoi vedere che il cittadino deve pagare i disagi della disorganizzazione della sanità sul territorio? E poi, chiosa finale, chissà… se ti dovevi candidare nuovamente a sindaco avresti scritto: “Sia chiaro, non bisogna confondere la disponibilità con il dovere né utilizzare pretesti per raggiungere altri fini. Non ci sarà terreno fertile qui.” Crediamo proprio di no.
INSERITO DA ANGELA CECERE C’è uno studio choc dietro le parole in Parlamento del ministro della Salute, Roberto Speranza. Ventuno mila nuovi morti da evitare. La statistica è seria, quel gruppo di astro-fisici italiani che aveva studiato mesi fa il decorso della pandemia (anche con modelli previsionali che individuano nei raggi del sole uno degli strumenti “naturali” di lotta al virus), pare proprio che avesse azzeccato ogni previsione: seconda ondata subito dopo le vacanze estive e terza ondata in agguato di nuovo tra fine febbraio e marzo 2021. Solo che stavolta le pagine non vengono più considerate come una sorta di iettatura: ecco perché ieri, sia Speranza in Parlamento che i ministri in serata a Palazzo Chigi, hanno scelto la linea dura. Natale anti Covid, questo il diktat. Non allentare la presa per evitare una nuova strage con almeno 21 mila vittime (appunto) entro marzo e una terza ondata a travolgere tutto. Il ministro Speranza l’ha anche detto sia in Senato che alla Camera insieme a parole di più facile lettura. «Vaccino gratis per tutti, ci pensa lo Stato» ad acquistare le dosi necessarie a immunizzare la popolazione: 202 milioni di dosi, «le abbiamo già opzionate». Dunque il “Piano vaccini” c’è, partirà a fine gennaio nei 300 punti individuati dal commissario Arcuri e che saranno dotati di frigoriferi a temperatura polare perché il primo vaccino, quello di Pfizer, si conserva solo a più di 70 gradi sotto zero. Ma Speranza ha detto soprattutto altro: «Non facciamoci illusioni: se abbassiamo la guardia, la terza ondata è dietro l’angolo. Non allentiamo il rigore oggi per evitare molti più problemi dopo. Conosciamo ormai il virus, sappiamo i danni che fa e la facilità con cui se ne può perdere il controllo». La campagna vaccinale avrà il suo clou in primavera-estate, «con una più significativa distribuzione delle dosi nel secondo e nel terzo trimestre». Il vaccino non sarà obbligatorio, anche se la scelta dipenderà dal numero dei vaccinati. «E non sappiamo ancora qual’è la soglia per l’immunità di gregge», dice Walter Ricciardi, consigliere del ministro.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Positano. E’ venuta a mancare all’affetto dei suoi cari Luisa Barba in Fusco, di anni 85. A dare il triste annuncio il marito, la figlia, i figli, la nuora, il genero, le sorelle, i fratelli, i nipoti e i parenti tuti. Le esequie muoveranno dalla casa dell’estinta in via Pestella 76 domani venerdì 4 dicembre alle ore 9:00 per la chiesa di S. Maria delle Grazie in Montepertuso. La redazione si stringe al dolore e fa le sue condoglianze.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Costiera amalfitana. Da ieri si susseguono le polemiche legate a una foto di un canalone franoso comparso l’anno scorso sulle colline di Cetara, al confine con Maiori. La domanda rivolta ai politici è prevedibile: «Cosa avete fatto in un anno per prevenire altre frane»? La foto è diventata virale. In molti hanno rispolverato i ricordi delle precipitazioni e degli smottamenti dell’anno scorso. Le frane misero a repentaglio l’incolumità dei cittadini. Lo scrive La città di Salerno. Quasi un anno fa, era il 21 dicembre 2019, una gigantesca frana colpì il suggestivo borgo marinaro di Cetara provocando danni molto ingenti. Immediati gli interventi da parte della protezione civile e di tutti gli organi preposti, sindaco in testa, per ristabilire le condizioni di sicurezza. La foto di ieri mattina ha rilanciato l’argomento: cosa è stato fatto per prevenire altre frane e altre tragedie? Le abbondanti piogge dei giorni scorsi hanno suscitato preoccupazione nei cittadini, in particolare in quelli di Erchie, che tramite i social hanno lanciato un grido d’allarme: «Era il 21 dicembre 2019 in un paio d’ore furono decine, forse centinaia le frane che interessarono la Costiera Amalfitana. Ad Erchie, con la frana di Capo d’Orso e quella nei pressi del Cetus, restammo completamente isolati per tutto il periodo natalizio. Da allora nulla è stato fatto. Adesso arrivano le piogge: incrociamo le dita». Una preoccupazione legittima. Nei fatti è praticamente impossibile capire in anticipo dove può verificarsi un evento franoso ma ciò che è necessario, ovviamente, è la prevenzione. Il sindaco di Cetara, Fortunato Della Monica , ha seguito da vicino gli interventi effettuati nei mesi successivi all’evento franoso nel borgo costiero per mettere in sicurezza il paese: «Subito dopo la frana dello scorso anno ci siamo adoperati immediatamente per garantire la massima sicurezza ai cittadini di Cetara e della Costiera Amalfitana – sottolinea Della Monica – Al momento non ci sono criticità». Nel borgo costiero, inoltre, si continua a lavorare per prevenire che si possano ripetere tragici episodi come quello dello scorso anno: «Abbiamo messo in campo tutte le azioni necessarie – conclude Della Monica – A breve partirà la gara per pulire e risistemare le briglie che furono realizzate dopo la terribile alluvione del 1910 dalla parte alta della montagna fino a valle». Va da sé che gli interventi di messa in sicurezza da effettuare in un territorio dall’elevato rischio idrogeologico sono ancora molti. Con l’arrivo del maltempo l’attenzione e il livello di guardia devono rimanere alte ma senza creare eccessivi allarmismi. POSITANONEWS