Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
di Giovanni Farzati Letto su Il Sole24ore da Sam Dalton🎯 Durante eventi epidemici”, ricorda un rapporto del gruppo di lavoro sulla salute mentale dell’Istituto Superiore di Sanità, “vi è un elevato rischio di sviluppare disturbi d’ansia, depressione”, comportamenti aggressivi verso sé stessi e gli altri, fino a “condotte suicidarie”. Allo stesso tempo “le misure di contrasto [al virus] si associano a maggior rischio di abuso di alcool e sostanze, violenza domestica, e abusi sui minori. Aumentano inoltre vari fattori di rischio psicosociale come stress economico, disoccupazione, lutto, perdita del ruolo e del lavoro, rottura delle relazioni”
di Giovanni Farzati Vivere a spreco zero è possibile; provate a fare la birra con il recupero del pane; vasto il campo della sostenibilità; parafrasando la poetessa Jolanda Restano...ha una cosa questa luce, che la rende molto bella e di Gesù annuncia l'arrivo...la candela della speranza di Casa without 💥
INSERITO DA GIOVANNI FARZATI La riscoperta dei paesi, le riflessioni su di una nuova centralità delle aree interne, si stanno facendo strada nel discorso pubblico anche a seguito della grande paura, (virus anche fenomeno mediatico-politico, aggiungo))e del grande isolamento portato dalla pandemia. (Il Foglio) Cosentini, foto di G.Esposito, grazie
di Giovanni Farzati Giovanni Farzati, ex pistard anni 80 con gli amici appassionati del GS Lagrav Lecce, esprimono sentite condoglianze alla famiglia Moser per la scomparsa di Aldo Moser.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Penisola sorrentina. Come detto a più riprese, Msc Foundation ha donato alla Fondazione Sorrento 30mila test rapidi per l’individuazione dell’antigene al Covid-19 (valore economico di 200.000 euro), affinché siano distribuiti ai sei comuni della costiera sorrentina. Praticamente più di un tampone ogni tre residenti. Ad oggi, i sindaci non sanno come utilizzarli. La proposta di Positanonews: i test di Msc si conservino per il post Natale per fronteggiare la terza ondata. Il nostro invito rivolto a Msc e i sindaci dei 6 comuni della Penisola sorrentina è di fermarsi e di non utilizzare i test in questo periodo. La maggior parte degli studiosi e le notizie dei principali media ci fanno pensare che proprio dopo Natale ci sarà un nuovo boom. Senza considerare che a gennaio ricominceranno anche le scuole. Per cui il nostro appello è: non sprechiamo i test, la cosa migliore migliore è conservarli per il prossimo mese. FONTE POSITANONEWS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Pontecorvo - Operazione della Guardia di Finanza di Frosinone e Cassino. Il provvedimento antimafia è scattato in relazione all'elevata pericolosità sociale della coppia. La Guardia di Finanza di Frosinone, sin dalle prime ore di questa mattina, sta dando esecuzione a misure di prevenzione patrimoniali nei confronti di due pluripregiudicati di Pontecorvo. Nello specifico, le Fiamme Gialle del Gruppo di Cassino stanno procedendo al sequestro preventivo anticipato finalizzato alla confisca di beni e utilità nella disponibilità di S.M. (di anni 60) e S.G. (di anni 31), noti nell'hinterland cassinate per il notevole spessore criminale per le numerose condotte illecite perpetrate in circa un ventennio di attività. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale Ordinario di Roma – Sezione per l'applicazione delle misure di prevenzione, su proposta del Procuratore della Repubblica di Cassino, Dott. Luciano D'Emmanuele, ai sensi del d.lgs. 159/2011, c.d. "Codice Antimafia", a seguito degli accertamenti economico-finanziari eseguiti dai Finanzieri della città martire che hanno permesso di evidenziare, in capo ai due citati pluripregiudicati – padre e figlio -, una netta sproporzione tra redditi dichiarati e beni posseduti. A partire dai primi anni duemila, i soggetti investigati sono stati accusati di associazione a delinquere finalizzata alla produzione ed al traffico di sostanze stupefacenti, minacce e danneggiamenti, violenza a pubblico ufficiale, favoreggiamento, bancarotta fraudolenta, e da ultimo sono stati sottoposti a misura cautelare e condannati per i reati di usura, estorsione, continuata ed aggravata. Concretamente, la pericolosità sociale, la propensione a delinquere ed il dispregio delle regole e delle Istituzioni si sono più volte manifestate, nel corso del tempo, con comportamenti di vario genere, che vanno dalla violenza, anche mediante uso di armi nei confronti degli usurati, alle minacce ed ai danneggiamenti patrimoniali, oltre all'ostacolo alle indagini condotte dall'Autorità Giudiziaria. In particolare, grazie alle moderne tecniche investigative utilizzate è stato possibile effettuare una meticolosa ricostruzione patrimoniale ed un'attenta analisi dei flussi finanziari derivanti dalle illecite attività poste in essere. I proventi illegalmente ottenuti venivano reinvestiti nell'acquisto di società operanti nel settore delle scommesse, ovvero di centri estetici e di negozi di abbigliamento, con sede anche in note località turistiche del Pontino, nonché nella costruzione di edifici residenziali. Inoltre, al fine di ostacolare la riconducibilità delle quote societarie e dissimularne la reale titolarità, le partecipazioni societarie venivano intestate sia a parenti che a terzi "prestanome". Nel dettaglio, con l'odierna operazione di polizia giudiziaria è stato sottoposto a sequestro un ingente patrimonio di valore superiore a un milione di euro, costituito da liquidità rinvenienti dai conti correnti, da quote societarie, da autoveicoli e ville di lusso. I beni sequestrati, in attesa della definitiva confisca, saranno gestiti da un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Roma. Nei confronti dei due destinatari della misura di prevenzione, inoltre, è stata fissata l'udienza per l'applicazione della misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nei Comuni di residenza per la durata di 3 anni. In tale sede si deciderà anche sulla confisca definitiva dei beni oggetto dell'odierna ablazione. L'attività di servizio in rassegna testimonia la costante attenzione operativa del Corpo volta all'individuazione ed aggressione dei patrimoni illegalmente accumulati dalla criminalità grazie alla commissione di gravi reati economico-finanziari. In particolar modo l'usura che, nell'attuale periodo di crisi economica congiunturale, ha subito una notevole recrudescenza, generando conseguenze negative per gli imprenditori onesti e per le famiglie che versano in condizioni economiche precarie a causa degli effetti perniciosi della pandemia da COVID-19. CIOCIARIA OGGI QUOTIDIANO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questa domenica, 4 ottobre, la Corsica ha ricordato che il primo pezzo di terra francese liberato era nella stessa data del 1943. La rivolta contro gli occupanti fascisti e nazisti iniziò il 9 settembre e terminò il 4 ottobre con la liberazione di Bastia, che segnò la completa liberazione della Corsica. In questo giorno, un "goumier", un soldato dell'esercito nordafricano, ha dispiegato la bandiera francese sul balcone del comune di Bastia, a significare il ritorno della libertà repubblicana. Una bandiera francese rimossa dal balcone (di cui non si conosce), ora il vecchio ufficio del sindaco, poco dopo l'arrivo dei nazionalisti all'ufficio del sindaco di Bastia nel 2014, e mai più diffusa sul vecchio municipio. 80.000 soldati italiani occuparono la Corsica dall'11 novembre 1942 al 4 ottobre 1943. Così la resistenza corsa si riunì per lo più nel "Fronte nazionale", per lo più comunista, che iniziò e guidò i combattimenti di questa liberazione, aiutata in seguito dall'esercito della Francia libera. La resistenza corsa mise in pratica il giuramento fatto a Bastia il 4 dicembre 1938 "di vivere e morire francesi", in risposta a Mussolini che aveva dichiarato la Corsica "Terra Irredente". Per più di un anno i fascisti italiani e in particolare le camicie nere hanno lottato duramente contro la resistenza corsa. Quasi mille furono arrestati e deportati, e diversi fucilati nei panni di John Nicholas, uno dei leader della resistenza. I nazisti tedeschi fuggirono dalla Sardegna e arrivarono in Corsica per raggiungere la terraferma italiana da Bastia e contribuirono a rendere più difficili i combattimenti. E così Bastia è stata bombardata dagli americani, che volevano tagliare la strada ai tedeschi, bombardamenti che hanno distrutto gran parte della città, soprattutto le vie del porto. "Bastia è una città martire", ha detto De Gaulle, Bastia, che è stata decorata con la Croce di Guerra. La domenica, alcune cerimonie organizzate davanti ai monumenti della memoria delle città insulari hanno chiuso il ciclo di commemorazione di questo 77 ° anniversario della liberazione della Corsica. Cerimonie semplici come quella di Bastia che coinvolgono personalità civili e militari e rappresentanti di associazioni di veterani e di resistenza. Presenza anche degli studenti affinché la memoria non ristagni e la memoria non sbiadisca.
Peter Louis Alexander
IN FRANCESE
Liberazione di a Corsica : U Ricordu di i cumbattenti di a libertà
Sta dumenica 4 ottobre a Corsica s’arricurdava chell’hè stat’à a listessa data di u 1943 u primu pezzu di terra frencese liberatu. A rivolta contra l’occupente fascistu é nazistu avìa cumminciata u 9 settembre, per cunclude si u 4 ottobre per a liberazione di Bastia chi firmava a liberazione cumpleta di a Corsica. Stu ghjornu un « goumier », sullatu di l’armata d’Africa di u Nordu stendìa à u balconu di a municipalità di Bastia a bandera frencese significhendu cusi u ritornu di a liberta republicana. Una bandera frencese tolta di u balconu (da quale ùn si sà), di oramai a Merrìa vecchja , pocu dopu l’arrivata di i naziunalisti à a Merrìa di Bastia in 2014, é mai più stesa nanta l’anzianu palazzu municipale . 80.000 sullati taliani anu occupatu a Corsica di l’11 nuvembre di u 1942 à u 4 ottobre di u 1943. So i resistenti corsi aduniti in maiò parte indè u « Front national », à maggiurità cummunista, chi anu iniziatu é guidatu i cumbatti di sta liberazione, aiutati dopu da l’armata di a Francia libera. A resistenza corsa mettìa cusi in’opera u ghjuramentu fattu in Bastia u 4 dicembre 1938 « di campà é more frencese », rispundendu à Mussolini chi avìa dicchjaratu a Corsica « Terra Irredente ». Durente più d’un’annu i fascisti taliani é in particulare è camicie negre fecenu una lotta durissima à i resistenti corsi. Quasi una millaia so stati arrestati é dipurtati, é parechji fucilati cume Ghjuvanni Nicoli unu di i capi di a resistenza. I nazisti tedeschi scapati da a Sardegna, é ghjunti in Corsica per raggiunghje u cuntinente talianu dipoi Bastia anu cuntribuitu a rende i cumbatti più difficile. E cusi che Bastia fù bumbardata da l’americani, chi vulìanu taglia a strada à i tedeschi, bumbardamenti chi anu distruttu una grende parte di a cità, in particulare i carrughji di u portu. « Bastia cità martire » hà dettu De Gaulle, Bastia chi fù decurata di a Croce di Guerra. Dumenica une poche di ceremonie urganizate di fronte à i monumenti di u ricordu di è cità isulane anu chjosu u ciclu di è cummemurazione di stu 77esimu anniversariu di a liberazione di a Corsica. Ceremonie simplice cume in Bastia incu è persunnalità civile é militare é i ripresententi di l’associi di l’anziani cumbattenti é di a resistenza. Presenza dinò di i sculari per chi a memoria ùn si stancii é u ricordu ùn si veli.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CATANIA, 03 DIC - La guardia di finanza di Catania ha arrestato e posto ai domiciliari l'imprenditore Orazio Tosto per bancarotta fraudolenta e sequestrato le quote sociali e il patrimonio aziendale della 'Etna doc srl', costituito da tre noti ristoranti: Il Cantiniere, Il Nerello e il Panecaldo. Il valore dei beni è stimato in 500mila euro. Al centro dell'inchiesta della Procura le indagini del nucleo di Polizia economico-finanziaria delle Fiamme gialle sul management della 'Wine market srl', società attiva nel settore della ristorazione e proprietaria dei tre ristoranti sequestrati. Secondo la guardia di finanza, Tosto, in qualità di amministratore, avrebbe "svuotato l'intero complesso aziendale della Wine market srl, dichiarata fallita a gennaio del 2019, a favore della Etna doc srl, che aveva sede legale e luogo di esercizio della società fallita", e che, secondo l'accusa, era "formalmente amministrata da un suo prestanome". L'imprenditore, inoltre, è accusato di avere "determinato e aggravato il dissesto della Wine market, continuando a operare nonostante lo stato di crisi e perciò maturando debiti nei confronti dell'Erario e degli altri creditori per oltre 600 mila euro", e "sottratto parte delle scritture contabili della società in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e tenendola in modo non conforme alla legge e rendendola conseguentemente inattendibile". Inoltre, a Tosto la Procura contesta di avere "tentato di sottrare parte dei beni della Wine market alla procedura fallimentare, avendo organizzato e pubblicizzato una svendita di vini e liquori scontati fino al 50%.". Nei confronti di Tosto e della Etna doc srl la guardia di finanza nel nucleo Pef ha eseguito un provvedimento cautelare emesso dal Gip su richiesta della Procura di Catania. (ANSA).
INSERITO DA ANGELA CECERE Blitz dei carabinieri nel centro massaggi cinese, multati cliente e titolare. Senza sosta l’attività dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli nel controllo delle attività commerciali che violano le normative anti-contagio. Attenzione forte in città e provincia. A Giugliano in Campania, i militari della locale stazione hanno sanzionato amministrativamente una 45enne cinese, titolare di un centro massaggi di via San Francesco a Patria. L’esercizio, era aperto e in piena attività, in violazione della normativa vigente che prevede la sospensione delle attività di estetista e centro massaggi. All’interno del negozio vi era anche un cliente italiano, anch’egli multato. Intimata la chiusura temporanea per 5 giorni. Chiusi negozi a Mugnano e Villaricca, vendevano addobbi natalizia di origine cinese Negli ultimi giorni c’è stata un’intensificazione dei controlli anti covid. A Mugnano chiuse due attività commerciali, gestite da cinesi, che vendevano articoli natalizi. I controlli a sorpresa, disposti dal sindaco Luigi Sarnataro, da parte della polizia municipale sul rispetto delle normative contro la diffusione del coronavirus. Martedì pomeriggio i caschi bianchi sono intervenuti in via Pietro Nenni dove hanno trovato due negozi, che in barba a tutte le restrizioni vigenti nella zona rossa, vendevano tranquillamente articoli natalizi di origine cinese e non unicamente beni di prima necessità. Le due attività sono state multate e chiuse. CHIUSO NEGOZIO CINESE Lunedì scorso i carabinieri multavano il titolare del negozio di articoli di origine cinese, perchè vendeva merce che non era di prima necessità. Inoltre non si era preoccupato di garantire il corretto deflusso della clientela trascurando così gli assembramenti che si aerano creati davanti agli scaffali presenti all’interno dell’attività commerciale. Per l’esercizio, situato sulla Circumvallazione esterna, è scattata anche la chiusura provvisoria di 5 giorni. I controlli delle forze dell’ordine si intensificheranno, soprattutto, dal 21 dicembre al 6 gennaio.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA COSENZA, 03 DIC - Macellavano animali senza controlli sanitari. Per questo motivo i carabinieri del Nas hanno eseguito un provvedimento cautelare con l'arresto di 6 persone e due misure interdittive a carico di 6 veterinari ufficiali in servizio all'Asp di Crotone e 2 gestori di uno stabilimento di macellazione carni a Strongoli.
All'operazione - denominata Fox - hanno partecipato oltre 100 Carabinieri del Gruppo Tutela Salute di Napoli e dei Comandi provinciali di Crotone, Cosenza e Reggio Calabria, con il supporto aereo di unità del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati stabilimenti e allevamenti di animali, per un valore di circa un milione di euro. L'indagine è stata condotta dal Nas di Cosenza sotto la direzione della Procura della Repubblica di Crotone. Sono in corso anche perquisizioni in 18 allevamenti delle province di Crotone, Cosenza e Reggio Calabria i cui titolari sono stati denunciati. (ANSA).