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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 04.12.2019 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

4 Dicembre 2019, 08:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 04.12.2019 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

Ciclone al largo della Sardegna. Peggiora fortemente in Sardegna con maltempo intenso, poi le piogge raggiungono anche la Sicilia e lentamente il resto del Sud. Soleggiato altrove.

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 04.12.2019 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

4 Dicembre 2019, 08:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 04.12.2019 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

S. Giovanni Damasceno Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 15,29-37. In quel tempo, Gesù venne presso il mare di Galilea e, salito sul monte, si fermò là. Attorno a lui si radunò molta folla recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì.
E la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi raddrizzati, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E glorificava il Dio di Israele. Allora Gesù chiamò a sé i discepoli e disse: «Sento compassione di questa folla: ormai da tre giorni mi vengono dietro e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non svengano lungo la strada». E i discepoli gli dissero: «Dove potremo noi trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». Ma Gesù domandò: «Quanti pani avete?». Risposero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, Gesù prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò, li dava ai discepoli, e i discepoli li distribuivano alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati. Dei pezzi avanzati portarono via sette sporte piene.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Pallone d’oro, trionfa Messi. Polemica Ronaldo: terzo ma è assente. De Ligt miglior giovane, Alisson miglior portiere

3 Dicembre 2019, 12:20pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Pallone d’oro, trionfa Messi. Polemica Ronaldo: terzo ma è assente. De Ligt miglior giovane, Alisson miglior portiere

Messi vince il Pallone d'oro per la sesta volta. Cristiano Ronaldo, già assente l'anno scorso quando arrivò secondo dietro a Luka Modric, stavolta è arrivato terzo e non era presente alla cerimonia al Teatro Chatelet di Parigi. Il portoghese avrebbe spiegato al suo entourage la sua assenza con la necessità di essere presente al Gran Gala del Calcio, a Milano. Secondo si è classificato Virgil van Dijk del Liverpool. «Ricordo qualche anno fa, quando venni qui a Parigi a ritirare il mio primo Pallone d'oro. Avevo 22 anni e tutto questo era impensabile. Ma non bisogna mai smettere di sognare», ha detto Messi, ricevendo dalle mani di Didier Drogba il suo sesto Pallone d'oro, un record assoluto mai raggiunto da nessun calciatore. Messi ha ringraziato «i compagni, il club, la famiglia», ed ha aggiunto: «non bisogna mai smettere di sognare, bisogna sempre lavorare, migliorarsi. Ringrazio Dio, sono molto fortunato, sono benedetto perché adoro il calcio. Ho ancora qualche anno, poi dovrò abbandonarlo e sarà difficile, il tempo passa molto velocemente». Il difensore juventino Matthijs de Ligt, ex Ajax, si è aggiudicato il Trofeo Kopa, il premio dedicato al miglior giocatore Under 21 del mondo. Il portiere del Brasile e del Liverpool (ed ex romanista) Alisson è invece il primo vincitore del Trofeo Jascin, il riconoscimento intitolato al grande portiere dell'Urss unico numero 1 vincitore del Pallone d'Oro. Alisson ha vinto davanti a Marc-André Ter Stegen del Barcellona ed Ederson del Manchester City.  Alla Rapinoe il Pallone d'oro femminile Messi conquista dunque per la sesta volta il Pallone d'oro, trofeo ideato dalla rivista 'France Football'. Dopo quelli del 2009, 2010, 2011, 2012 e 2015 è arrivato quello del 2019 che consente al campione argentino di superare il portoghese Cristiano Ronaldo, fermo a 5, lasciando indietro campioni come Michel Platini, gli olandesi Johan Cruijff e Marco van Basten a 3 trofei, mentre a 2 seguono Franz Beckenbauer, Alfredo Di Stefano, Kevin Keegan, Karl-Heinz Rummenigge e il Fenomeno Ronaldo, nel 1997 a 21 anni il più giovane a ricevere il premio. Il numero 10 del Barcellona è stato premiato questa sera a Parigi. Del resto dal 2008 sono stati anni caratterizzati dal 'duopoliò Ronaldo-Messi, interrotto lo scorso anno solo dal croato del Real Madrid Luka Modric, regista e trascinatore della nazionale finalista contro la Francia ai mondiali di Russia 2018. Grazie al successo di Messi l'Argentina arriva a 6 titoli, davanti per nazioni solo la Germania a 7 (con 5 giocatori diversi), assieme a Olanda (con Gullit nell'87) e Portogallo (con Cr7 oltre a Eusebio e Figo nel 200 L'Italia è ferma a 5 dal 2006 di Cannavaro, prima di lui il nazionalizzato Sivori, Rivera, Paolo Rossi e Roberto Baggio. In principio fu Stanley Matthews. Nel 1956 a 41 anni e 11 mesi al centrocampista ex Stoke e Blackpool di Stoke-on-Trent fu assegnato il primo Ballon d'Or o premio al Calciatore europeo dell'anno. L'ultimo, il n.64, è stato assegnato al teatro di Chatelet di Parigi. Non mancano gli assenti illustri dall'albo del Pallone d'oro. Non ci sono i due fuoriclasse come Diego Armando Maradona e Pelè. Fino al 1994 infatti il premio era riservato ai soli giocatori europei, dal 1995 al 2006 solo ai calciatori che giocavano in squadre europee. All'argentino, protagonista degli anni migliori della storia del Napoli e trascinatore della nazionale al successo di Messico 1986, è stato riservato un Pallone d'oro onorifico alla carriera, nel 1996. Tre anni dopo, poi, France Football ha nominato Pelè 'Calciatore del secolo' dopo aver chiamato a votare tutti i vincitori del Pallone d'oro.

La classifica ufficiale del Pallone d'oro 2019
1 - Leo Messi (Argentina/Barcellona)
2 - Virgil van Dijk (Olanda/Liverpool)
3 - Cristiano Ronaldo (Portogallo/Juventus)
4 - Sadio Mané (Senegal/Liverpool)
5 - Mohamed Salah (Egitto/Liverpool)
6 - Kylian Mbappé (Francia/Psg)
7 - Alisson (Brasile/Liverpool)
8 - Robert Lewandowski (Polonia/Bayern Monaco)
9 - Bernardo Silva (Portogallo/Manchester City)
10 - Riyad Mahrez (Algeria/Manchester City)
11 - Frenkie de Jong (Olanda/Ajax poi Barcellona)
12 - Raheem Sterling (Inghilterra/Manchester City)
13 - Eden Hazard (Belgio/Chelsea poi Real Madrid)
14 - Kevin de Bruyne (Belgio/Manchester City)
15 - Matthijs de Ligt (Olanda/Ajax poi Juventus)
16 - Sergio Aguero (Argentina/Manchester City)
17 - Roberto Firmino (Brasile/Liverpool)
18 - Antoine Griezmann (Francia/Atletico Madrid poi Barcellona)
19 - Trent Alexander-Arnold (Inghilterra/Liverpool)
20 - ex aequo: Pierre-Emerick Aubameyang (Gabon/Arsenal) e Dusan Tadic (Serbia/Ajax)
22 - Son Heung-min (Corea del Sud/Tottenham)
23 - Hugo Lloris (Francia/Tottenham)
24 - ex aequo: Kalidou Koulibaly (Senegal/Napoli) e Marc-André Ter Stegen (Germania/Barcellona)
26 - ex aequo: Georginio Wijnaldum (Olanda,Liverpool) e Karim Benzema (Francia/Real Madrid)
28 - ex aequo: Joao Felix (Portogallo/Atletico Madrid), Marquinhos (Brasile/PSG) e Donny van de Beek (Olanda/Ajax).

SPORT.ILGAZZETTINO

 

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Chiara Biasi, l'influencer risponde allo scherzo in tv delle Iene

3 Dicembre 2019, 12:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Chiara Biasi, l'influencer risponde allo scherzo in tv delle Iene

«La mia uscita può sembrare fuori luogo o infelice... ma stavo passando le pene dell’inferno e non riuscivo a spiegare che non me ne fregava dei soldi e del diventare famosa in Asia, bensì di continuare a lavorare come ho sempre fatto in modo “pulito”». Così su Instagram l’influencer Chiara Biasi risponde alle critiche ricevute per la frase («Io per 80 mila euro manco mi alzo al mattino e mi pettino i capelli!») pronunciata ieri durante la trasmissione Le Iene, che le aveva fatto uno scherzo, facendole credere che alcune sue foto per una campagna pubblicitaria in Cina fossero state ritoccate in maniera provocatoria (facendola apparire in volo su un megassorbente invece che su un surf da onda e seduta su un water invece che su una sedia). Sotto ad un post dedicato proprio allo scherzo delle Iene, la Biasi è intervenuta per rispondere ai commenti più duri e sprezzanti. «Ragazzi so bene cosa dico, magari non nel modo più corretto visto il momento e l’agitazione...ma quello che intendevo é proprio quello! io per qualsiasi cifra non faccio certe cose, tra le quali campagne su un assorbente volante o su un water: semplice!». «E non é sputare sul denaro, anzi, ma rispettare me stessa e le persone che lavorano con me e per me. Perché sono dieci anni che lavoro e mi mantengo, e il mio percorso pulito conta più di qualsiasi cifra». Infine, l’esortazione: «Easy! Non trasformate come sempre un misunderstanding in una polemica».

IL GAZZETTINO

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SEZ. VARIE NEWS Gran Bretagna, per i turisti europei potrebbero servire passaporto e visto elettronico

3 Dicembre 2019, 11:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. VARIE NEWS Gran Bretagna, per i turisti europei potrebbero servire passaporto e visto elettronico

Tutti  i visitatori della Gran Bretagna dovranno compilare un modulo di esenzione dal visto in stile americano dopo la Brexit. E' l'annuncio che farà oggi Boris Johnson. Il piano, parte di un progetto di Tory in cinque punti per rafforzare i confini della Gran Bretagna, consentirà ai funzionari di controllare in anticipo gli arrivi e bloccare coloro che sono considerati una minaccia entrando nel paese. Lo scrive il quotidiano britannico The Sun. Quando la tecnologia sarà disponibile, l'autorizzazione di viaggio elettronica - simile alle ESTA necessarie per visitare gli Stati Uniti - dovrà includere dati biometrici. Ciò consentirà agli investigatori di collegare le prove delle scene del crimine agli stranieri nel paese. Johnson illustrerà le proposte durante una visita al personale di frontiera del Regno Unito in programma oggi. Prometterà inoltre di introdurre controlli automatici di entrata e uscita per identificare coloro che hanno superato il visto in una repressione dell'immigrazione clandestina. Per la prima volta, le persone verranno conteggiate ufficialmente dentro e fuori dal paese come parte del piano Tory. I cittadini dell'UE, dunque, non saranno più in grado di entrare nel paese utilizzando le loro carte d'identità europee, che sono molto più facili da falsificare rispetto ai passaporti. Le carte d'identità di alcuni paesi, in particolare Italia e Grecia, sono notoriamente facili da falsificare e vengono sfruttate da criminali e terroristi. Se i Tories avranno successo alle urne, dunque, sarà introdotto un sistema di controllo alle frontiere del Regno - denominato Eta (Electronic Travel Authorisation) e simile all'Esta in vigore per i visti d'accesso negli Stati Uniti - a partire dalla fine del periodo di transizione post Brexit previsto per ora nel rispetto dello status quo sino al 31 dicembre 2020. In sostanza i viaggiatori senza visto permanente dovranno comunicare online i loro dati. L'obiettivo dichiarato del governo è quello d'impedire gli ingressi fraudolenti attraverso l'uso di documenti Ue, al momento quantificati in circa mille all'anno. Ma più generale la promessa è un giro di vite sul flusso migratorio complessivo, secondo il modello di filtri adottato per esempio in Australia, con una sorta di valutazione a punti delle «qualità» (talenti, attitudini, compatibilità con le esigenze o le priorità del Paese ricevente) di chi bussa alle porte d'entrata. Un modello erga omnes nel quale i cittadini europei verranno equiparati dal primo gennaio 2021 agli extracomunitari: con l'obbligo di compilazione di moduli online anche per i semplici turisti e attesa di un ok dalle autorità britanniche all'ingresso 3 giorni prima dell'arrivo in qualsiasi aeroporto o porto dell'isola. Di conseguenza la carta d'identità, utilizzabile oggi per viaggiare dal continente (e dall'Italia) verso Londra e il resto della Gran Bretagna, non basterà più: servirà necessariamente il passaporto. Gli europei sulle cui fedine gravassero condanne di un certo (imprecisato) peso potranno essere inoltre rispediti a casa in ogni momento. E, a scanso di 'imboscamenti', non mancherà un conteggio elettronico In & Out di entrate e uscite. «A causa delle leggi Ue, droga e armi entrano oggi nel nostro Paese dall'Europa, accrescendo il rischio di violenze e tossicodipendenze. Dopo la Brexit i nostri confini saranno molto più sicuri», ha sentenziato la ministra dell'Interno di Johnson. Parole propagandistiche, le ha però replicato a stretto giro Diane Abbott, ministra dell'Interno ombra laburista, stando alla quale la «hard Brexit» di BoJo e soci azzopperà semmai la cooperazione investigativa e d'intelligence con i 27. E dunque, nella realtà, «la sicurezza» stessa del Regno.

IL GAZZETTINO

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SEZ ECONOMIA Unicredit, piano taglia 8.000 dipendenti e 500 filiali Impegno a creare 16 mld valore per soci. Nel 2023 utile salirà a 5 miliardi

3 Dicembre 2019, 11:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ ECONOMIA Unicredit, piano taglia 8.000 dipendenti e 500 filiali Impegno a creare 16 mld valore per soci. Nel 2023 utile salirà a 5 miliardi

Unicredit ridurrà il personale di circa 8.000 unità nell'arco del piano 2020-2023 mentre l'ottimizzazione della rete di filiali porterà alla chiusura di circa 500 sportelli. Lo si legge in una nota della banca. Gli 8.000 tagli del personale Unicredit si concentreranno soprattutto in Italia, Germania e Austria, dove il personale verrà ridotto complessivamente del 12% e verrà chiuso il 17%  delle filiali. Il nostro Paese appare destinato a sostenere la parte più consistente degli esuberi: degli 1,4 miliardi di euro di costi di integrazione stimati per la loro gestione, infatti, 1,1 miliardi riguarderanno l'Italia (pari al 78% del totale) e solo 0,3 miliardi l'Austria e la Germania. Lo si legge nelle slide sul piano strategico. Unicredit punta a creare 16 miliardi di valore per gli azionisti nell'arco del piano 2020-2023 e aumentare al 40 per cento la distribuzione di capitale per il 2019. Il piano strategico di Unicredit prevede di realizzare un utile di 5 miliardi di euro nel 2023, con una crescita aggregata dell'utile per azione di circa il 12% nel periodo 2018-2023. Il ritorno sul capitale tangibile (rote) sarà "pari o al di sopra dell'8%" per tutto il piano, si legge in una nota. "Preferiamo il buyback alle fusioni e solo piccole acquisizioni bolt-on", cioè che integrano le attività della banca, "saranno prese in considerazione". Lo dice il ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier nella call con le agenzie. 'Pensiamo che in certi settori sia importante raggiungere una massa critica, in questi campi la nostra strategia è di lavorare con dei partner piuttosto che di fare da soli". Lo sottolinea il ceo di UniCredit, Jean Pierre Mustier, nella call con l'agenzie ad una domanda su quale sia la strategia del gruppo sulla bancassurance. "Il contesto regolamentare è favorevole per le banche grazie al Danish compromise, ma probabilmente non durerà per sempre" e per questo "non vogliamo prenderci rischi sul fronte regolamentare", sottolinea Mustier.

ANSA

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SEZ. POLITICA Il premier Conte riferisce sul Mes: 'Opposizione spregiudicata, nessuna firma sul Mes' 'Anche chi è all'opposizione ha compiti di responsabilità'. E ancora: 'In Consiglio dei ministri nessun ministro della Lega obiettò'

3 Dicembre 2019, 11:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SEZ. POLITICA Il premier Conte riferisce sul Mes: 'Opposizione spregiudicata, nessuna firma sul Mes' 'Anche chi è all'opposizione ha compiti di responsabilità'. E ancora: 'In Consiglio dei ministri nessun ministro della Lega obiettò'

"Sono qui per l'informativa sulle modifiche al Mes non solo perché doverosa dopo la richiesta ma anche perchè' ho sempre cercato di assicurare una interlocuzione chiara e trasparente con Il Parlamento". Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Aula alla Camera per le comunicazioni sul Mes che attacca l'atteggio dell'opposizione sulla vicenda. L'informativa è anche a Palazzo Madama.  VIDEO"Chi è all'opposizione - attacca Conte - sta dando prova di scarsa cultura delle regole e mancanza di rispetto per le istituzioni ". "E' stato anche detto che il Mes sarebbe stato già firmato, e per giunta di notte. Anche chi è all'opposizione ha compiti di responsabilità". "Una falsa accusa di alto tradimento della Costituzione - puntualizza - è questione differente dall'accusa di avere commesso errori politici o di avere fatto cattive riforme: è un'accusa che non si limita solo a inquinare il dibattito pubblico e a disorientare i cittadini, è indice della forma più grave di spregiudicatezza perché pur di lucrare un qualche effimero vantaggio finisce per minare alle basi la credibilità delle istituzioni democratiche e la fiducia che i cittadini ripongono in esse". Lo dice il premier Giuseppe Conte nelle comunicazioni in Aula alla Camera sul Mes"Mi sembra quasi superfluo - ha detto in un altro passaggio - confermare a quest'Aula un fatto di tutta evidenza, ossia che né da parte mia né da parte di alcun membro del mio Governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto: nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei Paesi europei". "Mi sono sorpreso, se posso dirlo, non della condotta del senatore Salvini, la cui "disinvoltura" a restituire la verità e la cui "resistenza" a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni" nel "diffondere notizie allarmistiche, palesemente false" sul Mes. Il premier Conte è tornato sul Mes alla presentazione del libro photoansa 2019: "c'è stata molta mistificazione, e sono rimasto sorpreso del fatto che la polemica politica possa colorarsi fino a questo punto. Far passare un messaggio di alto tradimento senza che venga chiesto "ma come"? A parte che alto tradimento è una figura giuridica che si addice al presidente della Repubblica. Perché alto tradimento? Perché non c'è stato coinvolgimento? Oggi in Aula tutto è stato dimostrato" in senso contrario. "Ovviamente un negoziato come quello del Mes ha offerto tante insidie, ma le abbiamo tutte scansate. Per il resto entriamo nella sfera dell'opinabile". Sul Mes o ha mentito Gualtieri, o ha mentito Conte o non ha capito Di Maio. Se qualcuno ha mentito credo sia stato Conte perchè Gualtieri non c'era". Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, parlando con i giornalisti al Senato prima del dibattito nell'aula di Palazzo Madama, sull'informativa del premier Giuseppe Conte sul Mes. "Nel Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2019 - ha ricordato Conte - è stata presentata e illustrata nel dettaglio la "Relazione consuntiva sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea, relativa all'anno 2018" in cui si parlava della trattativa condotta anche del Mes. In Cdm, sottolinea, "nessuno dei ministri presenti, compresi quelli della Lega, ha mosso obiezioni sul punto e, in particolare, sulla relazione da presentare alle Camere".Durante l'informativa del presidente del Consiglio sul Mes nell'Aula della Camera la tensione è altissima. Conte è più volte interrotto dagli applausi della maggioranza e dalle proteste della opposizione. Accanto ai banchi della presidenza ci sono diversi commessi pronti ad intervenire in caso di disordini. I deputati del Pd applaudono quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte cita il ringraziamento che il senatore della Lega Alberto Bagnai gli fece durante l'esame del Mes al Senato. Immobili i deputati della Lega. Il premier ha ricordato di aver riferito sul Mes "il 19 marzo 2019, nel corso delle comunicazioni alle Camere in vista del Consiglio europeo del 21 e del 22 marzo, benché quel Consiglio, a differenza di quello di dicembre, non avrebbe avuto un corrispettivo in forma di Eurosummit, mi sono ugualmente soffermato diffusamente sul tema, in ragione dell'assoluto rilievo della questione per il futuro assetto economico e finanziario dell'Unione europea, mosso dalla consapevolezza di quanto fosse decisiva un'interlocuzione costante con il Parlamento. Neanche in quell'occasione, né al Senato né alla Camera dei deputati, risultano richieste di ulteriori approfondimenti da parte dei parlamentari intervenuti in discussione generale o in dichiarazione di voto".Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Aula alla Camera per le comunicazioni sul Mes che ricorda: "Nelle comunicazioni del 19 giugno, in vista dell'Eurosummit che si è tenuto a Bruxelles il 21 giugno, ho nuovamente affrontato il tema, anche perché un generale consenso sulla bozza era stato raggiunto il 13 giugno dai Ministri dell'Economia dell'area euro". "In merito al pericolo di un automatismo nella ristrutturazione del debito che verrebbe introdotto dal trattato riformato, è opportuno ribadire - come ha chiarito il ministro Gualtieri - che il nuovo trattato non modifica affatto la disciplina relativa al coinvolgimento del settore privato nella eventuale ristrutturazione del debito pubblico del paese che beneficia dell'assistenza finanziaria del Mes". "Il nuovo Trattato, lascia a una valutazione tutt'altro che automatica la verifica della sostenibilità del debito e delle condizioni macroeconomiche dei paesi beneficiari dell'intervento del MES, coerentemente con quanto preteso dall'Italia che si è opposta ad altri paesi che avrebbero invece voluto maggiori automatismi". "In conclusione, considerando i numerosi interventi svolti, in Assemblea e nelle commissioni parlamentari, sia alla Camera sia in Senato, possiamo convenire che le accuse, mosse in questi giorni da diversi esponenti politici di opposizione, circa una carenza di informazione e di consultazione sulla questa materia così sensibile, siano completamente false". "Il Conte Pinocchio": si legge in un cartello decisamente artigianale, fatto con un foglietto di carta, che tutti i senatori della Lega si sono passati di mano a vantaggio dei fotografi in tribuna mentre il presidente del Consiglio ignaro teneva la propria informativa sul Mes. Il premier non si è accorto di niente, ma in Aula si è levato un brusio e si sono sentiti commenti fino a quando la presidente Elisabetta Alberti Casellati ha chiesto la rimozione del cartello sospendendo la seduta. Matteo Salvini annuncia nell'Aula del Senato che i risultati delle menzogne del Mes ricadranno sulla testa dei risparmiatori italiani, e il presidente del Consiglio, che prima non lo degnava di uno sguardo, prende dei faldoni di carte che aveva davanti li alza e li abbassa e poi li fa cadere sul banco del governo. "Parentesi..."Si vergogni": Salvini, ha chiuso così il suo intervento nell'aula di Palazzo Madama, dopo l'informativa del premier, Giuseppe Conte sul Mes.

ANSA

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SEZ. RICETTE PASTA E CECI ALLA TOSCANA A CURA DI MICHELE PAPPACODA

3 Dicembre 2019, 11:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Pasta e ceci alla toscana

A CURA DI MICHELE PAPPACODA

  • 200 g di ceci
  • 150 g di tagliatelle all'uovo
  • 250 g di pomodori pelati
  • 1 spicchio d'aglio
  • rosmarino
  • formaggio grattugiato (grana o pecorino a piacere)
  • olio extravergine di oliva
  • sale

INTRODUZIONE
Pasta e ceci è un primo piatto tradizionale in molte regioni del Centro e Sud Italia. La versione che proponiamo, pasta e ceci alla toscana è caratterizzata dall'impiego delle tagliatelle all'uovo spezzate, dal profumo del rosmarino e dall'olio extravergine. Ogni ricetta regionale prevede varianti proprie che sono tutte gustose e interessanti: i Maccheroncini di Campofilone al sugo di ceci marchigiani e i Ciceri e tria pugliesi, per esempio, sono delle vere e proprie "paste asciutte".
 
I ceci sono legumi particolarmente versatili. Oltre ad essere consumati secchi infatti, vengono trasformati in farina. E la farina di ceci è alla base di altre due irresistibili tipicità italiane: la Farinata ligure, e le Panelle siciliane. 
 
Va da sè che come tutti i legumi soni ideali per realizzare zuppe e vellutate: il Cacciucco di ceci, o la Zuppa di ceci e cipollotti sono solo alcune delle ricette con i ceci di questo tipo tra le quali cercare ispirazione.

https://www.cucchiaio.it/ricetta/ricetta-pasta-ceci-toscana/

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POSITANO E PRAIANO NEWS Positano 2020. Parliamo di emergenza sanitaria. Elicottero, medico in spiaggia e passaggio a Sorrento

3 Dicembre 2019, 11:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Parliamo di emergenza sanitaria, la notizia del depotenziamento del 118 di Castiglione di Ravello al Costa d’ Amalfi non è l’unico problema che riguarda la sanità nella perla della Costiera amalfitana. L’Ospedale che abbiamo sta sempre a rischio, intanto c’è da dire che per casi gravi serve da smistamento ad altri ospedali, con perdite di tempo. E veniamo al primo problema di emergenza, che riguarda anche Praiano. La possibilità di intervenire con eliambulanza sul territorio salva vita. Non prendiamoci in giro, a Castiglione di Ravello sono bravissimi, ma le emergenze devono arrivare ad ospedali maggiori a Salerno , Nocera o Cava de’ Tirreni . Da Positano, e Praiano, ci vuole anche un’ora col traffico di questa estate e di notte non sono attrezzati. Ora hanno tolto anche gli autisti , non ne parliamo proprio.. Ma anche sull’ordinario continuiamo a dire che l’ospedale più vicino è Sorrento. Da questo punto di vista un passo è stato fatto con l’adesione del Comune di Positano al progetto dell’ Ospedale Unico della Penisola Sorrentina a Sant’Agnello. Ma non possiamo aspettare, non ha senso farci sbattere a Castiglione quando abbiamo vicino e facilmente raggiungibile Sorrento. L’emergenza a Positano si può potenziare con un medico in spiaggia, figura che manca da anni, mentre una ambulanza va posizionata anche sulla Statale per evitare la strozzatura della strada interna. Si è lavorato molto in questo senso e bisogna continuare. TRATTO DA POSITANONEWS

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena, testimone di Geova operato senza trasfusione di sangue

3 Dicembre 2019, 11:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Modena, testimone di Geova operato senza trasfusione di sangue

In Italia sono 5mila i medici che eseguono questo tipo di interventi. Uno di loro lavora all’Hesperia Hospital. Pochi giorni fa ha eseguito un intervento d’urgenza su un automobilista colpito da dissezione dell’aorta  MODENA – 48 ore decisive, un intervento chirurgico urgente per salvare la vita. Le cose si complicano se il paziente è un testimone di Geova che rifiuta cioè la trasfusione di sangue. Una corsa contro il tempo come è accaduto ad un 47enne colpito da dissezione dell’aorta e ha avuto la fortuna, si fa per dire, di trovarsi almeno nel posto giusto, a Modena, dove opera il professor Paolo Cimato dell’Hesperia Hospital, uno dei 5.000 medici italiani disposti a intervenire utilizzando tecniche alternative alle emotrasfusioni. Interventi senza sangue e trasfusioni. “Puliti” come vengono chiamati in gergo. In Italia sono circa 16mila all’anno e non solo legati a motivi religiosi. Una tecnica che richiede esperienza e aggiornamenti continui

MODENA IN DIRETTA

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