Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Vende marijuana ad un paraplegico davanti alla scuola e viene arrestato dai carabinieri. I carabinieri hanno arrestato un pregiudicato 51enne, accusato di detenzione di stupefacenti finalizzata alla vendita con l’aggravante che smerciava droga all’ingresso di un istituto scolastico di Montecorvino Rovella.
A casa del pusher i carabinieri della locale stazione hanno rinvenuto settecento grammi di marijuana già essiccata, pronti per essere venduti a ragazzi e studenti. L’operazione è stata messa a segno dai carabinieri lunedì scorso e il pusher è stato fermato mentre vendeva la marijuana ad un paraplegico seduto sulla sedia a rotelle davanti all’istituto scolastico Trifone. Il pregiudicato non ha potuto negare l’evidenza dei fatti e dopo l’arresto in flagranza di reato è stato condotto in caserma. Poi, è scattata la perquisizione domiciliare e sono stati rinvenuti settecento grammi di marijuana.
La droga è stata sequestrata e il cliente segnalato alla Prefettura di Salerno. Da qualche giorno i carabinieri tenevano d’occhio il pusher ed attendevano il momento propizio per entrare in azione ed arrestarlo. I militari lo hanno intercettato dinanzi la scuola, mentre smerciava gli stupefacenti e lo hanno arrestato. Intensificati i controlli antidroga dinanzi le scuole e a ridosso dei locali frequentati dai ragazzi che consumano stupefacenti.
La Polizia di Stato ha eseguito 6 misure cautelari a carico di una organizzazione criminale, residente nell’hinterland napoletano ma operativo su tutto il territorio nazionale, i cui appartenenti sono indagati per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla sostituzione di persona, al furto aggravato e all’indebito utilizzo di carte di pagamento elettronico. Il G.I.P. di Perugia su richiesta del P.M. titolare delle indagini, ha ritenuto necessario applicare la misura “inframuraria” della custodia cautelare in carcere nei confronti di Ciro Esposito (di anni 51), Salvatore Esposito (di anni 22), Pasquale Sacra (di anni 39), Luisa Simeoli (di anni 39) Giuseppe Ventura (di anni 44) e Sabatino Ruberti (di anni 32). Le indagini sono state avviate nel luglio 2018 a seguito delle segnalazioni presentate da alcuni Istituti di Credito. Le attività investigative, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, sono state eseguite utilizzando anche attività tecniche e sistemi di tracciamento elettronico, così da consentire di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere operante indistintamente su tutto il territorio nazionale, composta da numerosi pluripregiudicati (almeno 10). L’organizzazione criminale procedeva secondo un complesso modus operandi che vedeva i sodali divisi in compiti specifici e ben delineati. Il primo passo consisteva nell’effettuare i furti della corrispondenza nei centri di smistamento di Poste Italiane nel Centro-Nord Italia. All’interno di questi centri di raccolta della corrispondenza, nottetempo parte della banda, con maestria consolidata, individuava i dispacci contenenti le carte di credito e/o debito spediti da parte degli istituti di credito. Impossessatisi dei preziosi titoli, entrava in gioco un esperto gruppo di “telefonisti” che metteva in atto la tecnica del Vishing (Neologismo anglosassone ottenuto dalla crasi tra le parole voice + phishing). Il gruppo dei “telefonisti” chiamava i vari Istituti emittenti delle carte e, presentandosi come Maresciallo o Ispettore delle Forze dell’ordine, affermava di aver appena sequestrato un consistente numero di carte di credito rinvenute in possesso a malviventi. Con fare perentorio e con la scusa di riconsegnare i titoli in sequestro, si faceva indicare il numero di telefono dei clienti. A questa seguiva una complessa attività di Social Engineering compiuta da esperti tecnici che provvedevano a reperire tutte le informazioni e gli ulteriori dati necessari. Una volta ottenuti i dati, l’organizzazione rivolgeva la sua abilità criminale proprio verso i clienti ai quali, spacciandosi per dipendenti della banca, paventava problemi connessi nell’attivazione del titolo riuscendo infine, con abilità persuasive, a farsi indicare il PIN dei titoli. L’associazione per delinquere, disponeva di un proprio “apparato tecnico-finanziario” che si occupava di dotare gli associati di conti correnti e carte prepagate con funzioni on-line. I criminali potevano così monetizzare i proventi degli indebiti utilizzi che, prelevati per contanti su sportelli ATM, poi confluivano su strumenti prepagati riciclando consistenti somme di denaro su carte di credito in possesso dei vari “money mules” gestiti dal gruppo. Il profitto illecito di detta attività ha portato nelle casse dell’organizzazione criminale più di un milione di euro. Le carte interessate dalle frodi sono centinaia. Le particolareggiate indagini svolte dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, anche con la preziosa collaborazione dei vari Istituti di credito e di Poste Italiane, hanno consentito di ricostruire i furti nei centri di raccolta e ascoltare le abilità degli indagati nell’ingannare i dipendenti degli Istituti di credito e i malcapitati clienti. Ingentissimo il danno arrecato ai sistemi con importanti riflessi nel sistema di inoltro postale che ha visto la soppressione di numerosa corrispondenza. Le indagini sono state sviluppate, con il coordinamento dal Servizio Centrale Polizia Postale e delle Comunicazioni - Sezione Financial Cyber Crime, dal Compartimento Polizia Postale per l’Umbria con la collaborazione dell’omologo Reparto per la Campania, nonché il concorso nelle operazioni del Reparto Prevenzione Crimine di Napoli e del Commissariato di P.S. di Giugliano della Questura di Napoli.
Ieri mattina gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale sono intervenuti in un appartamento di via Cupa vicinale Pepe a Napoli dove un uomo, in seguito ad una lite avvenuta con i familiari, aveva versato della benzina all’interno della propria abitazione minacciando di appiccare il fuoco. I poliziotti hanno rintracciato e bloccato l’uomo, un 59enne con precedenti di polizia, e lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia.
MESTRE - Praticamente è come un altro ponte della Libertà. La Ztc dell’aeroporto, istituita il 6 ottobre per limitare il problema del "parcheggio selvaggio" al Marco Polo, sta viaggiando a una media di 180 multe al giorno, un ritmo molto simile appunto a quello degli autovelox in quei tre chilometri tra Mestre e Venezia che, storicamente, rappresentano il principale catalizzatore di sanzioni della città. Il dato è emerso ieri in commissione Bilancio e Viabilità: a riportarlo il comandante generale della polizia locale, Marco Agostini, su richiesta specifica del consigliere comunale del Pd Emanuele Rosteghin
Il gip del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, ha disposto l'archiviazione di 22 indagati nell'inchiesta madre sul disastro dell'hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), avvenuto il 18 gennaio 2017, quando una valanga travolse il resort provocando la morte di 29 persone. «Non si ritiene che gli elementi investigativi indicati negli atti di opposizione (in quanto irrilevanti) possano incidere sulle risultanze investigative, precise ed esaustive, raccolte dal pm, non potendo sminuire le considerazioni da questi assunte nella richiesta di archiviazione e condivise da questo giudice. Pertanto può affermarsi che le risultanze investigative non permettono di sostenere l'accusa in giudizio», ha rilevato il gip disponendo l'archiviazione, tra l'altro, per gli ex governatori della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, Ottaviano Del Turco e Gianni Chiodi. Rigopiano, il papà di Stefano Feniello morto nell'hotel: «Noi presi in giro dalla giustizia» Escono dal processo anche gli assessori che si sono succeduti alla Protezione civile, Tommaso Ginoble, Daniela Stati, Mahmoud Srour, Gianfranco Giuliante e Mario Mazzocca; l'ex sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, la funzionaria della Protezione Civile Tiziana Caputi, l'ex vice presidente della Regione Abruzzo Enrico Paolini, l'ex direttore generale della Regione Abruzzo Cristina Gerardis; Giovanni Savini, direttore del Dipartimento di protezione civile per tre mesi nel 2014; Silvio Liberatore, responsabile della sala operativa della Protezione civile; Antonio Iovino, dirigente del servizio di Programmazione di attività della protezione civile; Vittorio Di Biase, direttore del Dipartimento opere pubbliche fino al 2015; Vincenzino Lupi, responsabile del 118. Archiviata anche la posizione di Daniela Acquaviva, funzionaria della Prefettura di Pescara nota per avere risposto telefonicamente al primo allarme lanciato telefonicamente dal ristoratore Quintino Marcella, la quale però resta imputata nel procedimento bis per depistaggio. Archiviazione, soltanto per alcune ipotesi di reato, anche per l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, per Andrea Marrone, consulente incaricato per adempiere le prescrizioni in materia di prevenzione infortuni, per Bruno Di Tommaso, legale responsabile della Gran Sasso Resort & Spa, e per Carlo Giovani, dirigente della Protezione civile. A chiedere l'archiviazione erano stati il procuratore capo Massimiliano Serpi e il sostituto Andrea Papalia. Alla richiesta si erano opposti alcuni legali dei familiari delle vittime, ma il gip ha respinto le opposizioni e oggi ha disposto l'archiviazione. LE REAZIONI «Alla fine la colpa sarà di chi stava in hotel, di chi lavorava a Rigopiano e di chi c'è andato in vacanza. Il giudice ha accolto la richiesta di archiviazione nei confronti dei funzionari della Regione e dei personaggi che ci hanno fatto credere che Stefano era vivo, uccidendolo due volte. L'archiviazione è un colpo che fa molto male. Per quanto riguarda me e la mia famiglia non ho parole, mi sento preso in giro dalla giustizia». Così Alessio Feniello, padre di Stefano, una delle 29 vittime dell'hotel Rigopiano di Farindola.
MOTTA DI LIVENZA - Una tragedia che lascia nel dolore due comunità. Un momento di divertimento finito in un dramma in grado di strappare alla vita una ragazza giovanissima. Non ce l'ha fatta la 19enne Liliana Hryniuk, giovane cameriera di origini ucraine, che aveva vissuto a lungo a Motta di Livenza e poi si era trasferita a Prata di Pordenone, rimasta gravemente ferita nel tardo pomeriggio di sabato a Sauris (Udine) in seguito a una caduta con uno slittino improvvisato ricavato da una tavola in plastica. La ragazza si è...
Una studentessa di diciannove anni della provincia di Bergamo è morta nelle scorse ore all'ospedale di Brescia per meningite fulminante da meningococco. Sono in corso gli accertamenti per individuare il ceppo di riferimento, riferisce la Regione Lombardia che invita a evitare allarmismi. La profilassi prevista in questi casi è stata attivata anche all'università Cattolica di Brescia dove la giovane studiava. «Questa notizia ci riempie di dolore - affermano il governatore Attilio Fontana e l'assessore al Welfare Giulio Gallera, esprimendo cordoglio e vicinanza alla famiglia - La giovane era stata ricoverata ieri agli Spedali Civili di Brescia con sintomi lievi, ma nel corso della serata il quadro clinico si è drammaticamente aggrava «Abbiamo attivato, attraverso le Ats competenti - spiega Gallera - la profilassi antibiotica precauzionale nei confronti dei familiari, di 90 studenti universitari dell'università Cattolica di Brescia e delle persone che sono state a contatto con la ragazza nei giorni scorsi. Non c'è nessun allarme - assicura l'assessore - La meningite non viene trasmessa per semplice contatto diretto o tramite la presenza nella stessa stanza».
Spara accidentalmente al figlio durante una battuta di caccia e lo uccide. Colton Williams è morto di una ferita da arma da fuoco nella contea di Orangeburg, nella Carolina del Sud, durante il giorno del ringraziamento. A sparare al bambino di soli 9 anni è stato il papà che era uscito nei boschi insieme a un suo amico per la caccia al coniglio. La famiglia e tutta la comunità sono rimaste scovolte da questa perdita. La scuola lo ricorda come un ragazzo socievole, un bravo studente e molto generoso. Anche il nonno ha raccontato della grande generosità del nipotino, aggiungendo che i suoi organi sono stati donati dopo il decesso e hanno contribuito a salvare le vite di altre persone. Il bambino è sempre stato appassionato di caccia, probabilmente deve essersi avvicinato troppo all'area in cui si stava svolgendo la battuta e a causa della scarsa visibilità è stato scambiato per una preda. La polizia, come riporta il Daily Mail, ha archiviato il caso come un drammatico incidente.
Quel gatto era stato attirato dall’odore di latte e dal tepore delle copertine della piccola Alexandra. Un posto ideale dove accucciarsi. E così è saltato dentro il passeggino della sua padroncina e si è seduto sul suo viso. Lì si è addormentato, mentre la bimba, di appena nove mesi, lottava per rimanere in vita, per trovare un piccolo spiraglio che le permettesse di respirare. È una tragedia senza fine quella che travolto la famiglia della piccola Alexandra, morta per asfissia dopo che il suo gatto si è addormentato su di lei. La mamma Snezhana, 22 anni, che vive nella regione di Vinnytsia nell'Ucraina orientale, a circa 125 miglia da Kiev, stava facendo le pulizia nel cortile sul retro di casa e aveva portato la piccola con sé dentro un passeggino. Quando è andata a controllarla ha visto dei due gatti di famiglia schizzare via dalla culla, lasciandola nella disperazione totale: la sua bambina non respirava più. In preda al panico ha chiamato immediatamente un medico e un’ambulanza, ma nessuno ha potuto far nulla per salvarla. Halyna Zakharchuk, medico del villaggio, ha dichiarato: «C'era odore di latte e la culletta era calda. Il gatto è entrato lì dentro per riscaldarsi. Quando sono arrivata la bimba aveva le braccia aperte. Sembrava calma, ma non respirava più. L’ambulanza è arrivata rapidamente e per 40 minuti abbiamo cercato di rianimarla». «La madre ha visto il gatto sdraiato sulla bambina - ha detto il poliziotto Pavlo Darmorgrai - Dormiva sulla sua testa. Il corpo della piccola è ora nelle mani dei medici legali per l’autopsia. Dagli esami preliminari sembra che la bimba sia morta per asfissia. Non c’erano altre lesioni sul suo corpo. Si è trattato di un tragico incidente e non pensiamo di prendere alcuna misura contro la madre. Questa famiglia è già devastata dalla perdita della sua unica figlia».
Mercoled�, 4 Dicembre 2019
S. BARBARA, S. GIOVANNI DAM.
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Settimana n. 49
Giorni dall'inizio dell'anno: 338/27
A Roma il sole sorge alle 07:21 e tramonta alle 16:39 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 07:47 e tramonta alle 16:39 (ora solare)
Luna: 13.07 (lev.)
Luna: primo quarto alle ore 07.59.
Proverbio del giorno:
Amici cari e borsa del pari
Aforisma del giorno:
Come il corpo senz'anima � privo di vita, cos� la fede senza le opere � morta. (S. Giacomo)