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CAMPANIA NEWS Stop ai pronto soccorso, è emergenza in provincia di Napoli

3 Dicembre 2019, 09:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS Stop ai pronto soccorso, è emergenza in provincia di Napoli

Dopo le case di cura di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano tocca a Casoria, dove chiude il punto di prima assistenza dell'ospedale Santa Maria della Pietà gestito dai religiosi camilliani. Inevitabili saranno i disagi per un'utenza di almeno duecentomila abitanti. Senza strutture di urgenza resteranno, dal prossimo primo gennaio, anche i residenti di Afragola, Arzano e Casavatore che saranno costretti a rivolgersi agli ospedali più vicini, il San Giovanni di Dio di Frattamaggiore o il San Giovanni Bosco, alla Doganella. La questione dei centri di prima assistenza, che interessa anche alcune cliniche private della provincia di Napoli, sta suscitando una diffusa mobilitazione e sembra destinata ad approdare anche all'attenzione del governo. Tuttavia, una soluzione per tamponare l'emergenza potrebbe giungere dall'accordo siglato dalla Regione con i medici di famiglia. In sostanza, si punta a coinvolgere questi ultimi con l'attivazione delle cosiddette aggregazioni funzionali territoriali che garantirebbero l'apertura degli studi per almeno dodici ore al giorno. Le Aft sono raggruppamenti mono-professionali con effetti tipicamente organizzativi e comprendono un'area di pertinenza della medicina generale che non superi i 30mila abitanti. Esse sono collegate funzionalmente a una Uccp, ovvero una Unità complessa di cure primarie dove vengono effettivamente erogati anche servizi specialistici integrati, attività di prevenzione e prestazioni non differibili. L'obiettivo è di dare maggiore efficienza ai servizi territoriali riducendo gli accessi, spesso inappropriati, ai pronto soccorso. Ovviamente questo è l'obiettivo, magari a medio e breve tempo. La realtà però è tutt'altra. Al dipartimento di emergenza e accettazione del San Giovanni di Dio di Frattamaggiore arriva di tutto e gli operatori sono costretti a lavorare in affanno. Stesso discorso al San Giovanni Bosco di Napoli. «C'è la necessità di riorganizzare e non di sopprimere. Nonostante i progressi c'è ancora tanta carenza di servizi», affermano gli operatori sanitari. L'Asl Napoli 2 Nord risulta sicuramente tra quelle più virtuose in Campania, per l'ottimo lavoro di programmazione svolto soprattutto negli ultimi anni. Resta da migliorare e perfezionare però l'intesa con i medici di famiglia il cui lavoro è fondamentale per garantire un'assistenza adeguata, almeno a copertura delle dodici ore giornaliere. Un obiettivo che si potrebbe perseguire con la formazione delle Unità complesse di cure primarie con le quali si raggiungerebbe l'integrazione tra medici di medicina generale e medici specialisti. L'integrazione valorizzerebbe le relazioni ed anche i collegamenti con i professionisti ospedalieri e con quelli dei servizi distrettuali, rilanciando alla grande le attività assistenziali complesse. Le Uccp, infatti, sono poliambulatori dotati di strumentazione di base aperti al pubblico h12/24, considerando anche dislocazioni plurime. Questo è il modello, almeno sulla carta perché nella pratica c'è ancora molto da fare e il primo gennaio è dietro l'angolo. La Regione, attraverso la prima assistenza, garantiva al punto di prima assistenza del Santa Maria della Pietà di Casoria duemila prestazioni di urgenza all'anno che dal primo gennaio dovranno obbligatoriamente essere dirottate altrove perchè il nuovo modello non è ancora pronto e la chiusura dei centri, compresi quelli delle case di cura Trusso di Ottaviano e Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano si ripercuoterà sui residenti. «L'interruzione del servizio manderà in tilt l'intera rete dell'assistenza sanitaria. Sguarnire la vasta area del Nolano e del Vesuviano di presidi di primo soccorso finirà per congestionare ulteriormente gli ospedali di Nola e Boscoreale, già presi di mira dai cittadini per l'assenza di un servizio che faccia da filtro sul territorio», dicono i consiglieri regionali di Forza Italia Ermanno Russo e Flora Beneduce.

IL MATTINO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Fiaba Onlus: Bonus Facciate anche per abbattere barriere architettoniche

3 Dicembre 2019, 09:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

inserito da Michele Pappacoda Oggi, 3 dicembre, si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità, indetta nel 1992 dalle Nazioni Unite e focalizzata quest’anno sul tema della "Trasformazione verso società sostenibili e resilienti per tutti" in linea con l’attuazione dell’Agenda 2030 che raccomanda “Non lasciare nessuno indietro”. “Proprio così: l’auspicata società sostenibile e resiliente - afferma Giuseppe Trieste presidente di Fiaba onlus, che da sempre si batte per l’abbattimento di ogni tipo di barriere- deve essere soprattutto inclusiva, per tutti. E’ opportuno che, insieme al cambio culturale, siano attuate anche politiche economiche a favore dell’inclusione. Un esempio? Il cosiddetto Bonus Facciate inserito nella Legge Finanziaria che prevede per il 2020 una detrazione pari al 90% della spesa di ristrutturazione facciate. Chiediamo sia esteso anche ad ogni intervento per l’abbattimento delle barriere architettoniche”. “Bene il rinnovamento estetico delle nostre città – conclude Trieste – ma senza tralasciare il rinnovamento funzionale, per tantissime persone assai più necessario”.

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CAMPANIA NEWS «Picchia la moglie», il calciatore dell'Acerrana arrestato negli spogliatoi prima del derby

3 Dicembre 2019, 09:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS «Picchia la moglie», il calciatore dell'Acerrana arrestato negli spogliatoi prima del derby

È accusato dal pubblico ministero della procura di Napoli di violenze ai danni della giovane compagna, violenze che si sarebbero consumate in un appartamento del Vomero. Per questo motivo Alfonso Zobel, 35 anni, difensore acquistato quest'anno dall'Acerrana, domenica è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo del quartoetre collinare, poco prima del fischio d'inizio del derby di promozione contro la Boys Caivanese. Una partita poi persa malamente dall'Acerrana per quattro gol a uno, cosa che peraltro ha portato in serata all'esonero dell'allenatore, Luciano Curcio. Insomma quello dell'altro giorno è stato un match andato parecchio storto per la compagine della città dell'inceneritore, match nato sotto la cattiva stella delle manette scattate nello stadio di Cardito (l'Acerrana da tempo disputa qui le partite perché la città di Acerra non ha più il suo campo, eliminato dall'amministrazione comunale per far posto a un parco pubblico che però non è stato ancora realizzato a causa del ritrovamento nel sottosuolo di reperti di epoca romana). Zobel è stato trasferito in carcere, dove è in attesa dell'interrogatorio di garanzia. Le violenze ai danni della compagna si sarebbero consumate al Vomero, ma la coppia abita a Pollena Trocchia. La donna, secondo quanto fatto sapere dai carabinieri, avrebbe trovato il coraggio di denunciare il suo compagno per una serie di episodi di violenza, ma non sono stati forniti altri dettagli. Domenica pomeriggio i carabinieri si sono quindi recati nel campo comunale di Cardito e prima che iniziasse la partita hanno identificato e arrestato il calciatore. Secondo quanto trapelato Zobel, originario di Pollena Trocchia e ritenuto nell'ambiente calcistico serio e affidabile, avrebbe dei trascorsi sentimentali turbolenti. Ha un figlio piccolo nato dal matrimonio con una donna di Ariano Irpino, dalla quale si è poi separato. Sconvolto dall'arresto Francesco Mennitto, ex direttore sportivo dell'Acerrana: «Nel 2009 fu segnato dalla morte del papà racconta Mennitto - da quel momento si è fatto carico dell'intera famiglia. Di giorno si allenava e disputava partite da vero calciatore e la sera, quando poteva, andava a fare il dj». Zobel è un esperto difensore che vanta svariate esperienze in Serie D con circa cinquanta presenze tra Astrea e Tolentino. Ha iniziato tra le fila del Gladiator 1924 all'età di 20 anni vestendo poi anche le maglie del Cremisi (Promozione nelle Marche), Vis Ariano e Nola. Il suo arresto segue di quattro anni quello che coinvolse un altro calciatore dell'Acerrana, l'attaccante Domenico Panico, preso dalla polizia di Stato il 13 settembre del 2015 per aver nascosto in casa sua, ad Acerra, un fucile a canne mozze calibro 16 illegalmente detenuto. Panico disse ai poliziotti di aver trovato l'arma abbandonata in mezzo alla strada. Restano molte ombre su questa vicenda, che in ogni caso non ha nulla in comune con quella che sta coinvolgendo il difensore Zobel. Una storia, la presunta violenza perpetrata ai danni della sua compagna, che si è verificata qualche giorno dopo la decisione dei calciatori del campionato italiano di serie A di scendere in campo con un segno rosso sul volto: un gesto di solidarietà nella Giornata contro la violenza sulle donne.

IL MATTINO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabili: sì all'installazione dell'ascensore anche se viola le distanze comuni

3 Dicembre 2019, 09:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Risultati immagini per disabili

Il parere degli esperti. L'Avvocato Sabrina Caporale. Rientra nel principio di solidarietà condominiale l’interesse delle persone disabili all’eliminazione delle barriere architettoniche, per cui è consentita l’installazione dell’ascensore anche se viola le norme civilistiche sulle distanze comuni. L’installazione dell’ascensore condominiale: la vicenda. Su ricorso per denuncia di nuova opera, proposto in relazione alla installazione di un ascensore, il Tribunale di Messina accoglieva l’istanza, ritenendo che l’iniziativa dei convenuti evocati fosse lesiva dei diritti degli altri condomini, cui conseguiva la pronuncia della misura cautelare. Il giudizio di merito confermava la decisione. Anche la Corte d’Appello di Messina confermava la pronuncia di primo grado, rilevando che l’opera realizzanda violava le distanze rispetto ai balconi di proprietà esclusiva, esistenti in affaccio verso il cortile interno. La vicenda è giunta dinanzi ai giudici della Seconda Sezione Civile della Cassazione (sentenza n. 30838/2019), che hanno accolto il ricorso formulato dalla parte ricorrente. L’affermazione dei giudici della Corte territoriale circa la violazione delle distanze era, infatti, del tutto avulsa rispetto al caso in esame, ove i lavori per la installazione dell’ascensore erano dichiaratamente volti alla eliminazione delle barriere architettoniche. In particolare, la Corte territoriale non si era attenuta alla ratio della L. n. 13 del 1989, art. 1, dalla quale si desume che “l’installazione dell’ascensore o di altri congegni, con le caratteristiche richieste dalla normativa tecnica, idonei ad assicurare l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici, costituisce elemento che deve essere necessariamente previsto dai progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici, ovvero alla ristrutturazione di interi edifici, ivi compresi quelli di edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata ed agevolata, presentati dopo sei mesi dall’entrata in vigore della legge”. L’ascensore è dotazione imprescindibile per i nuovi edifici. Da tale indicazione si desume agevolmente che, nella valutazione del legislatore – e contrariamente a quanto affermato dalla sentenza impugnata – “l’ascensore o i congegni similari costituiscono dotazione imprescindibile per l’approvazione dei relativi progetti edilizi; in altri termini, l’esistenza dell’ascensore può senz’altro definirsi funzionale ad assicurare la vivibilità dell’appartamento, cioè è assimilabile, quanto ai principi volti a garantirne la installazione, agli impianti di luce, acqua, riscaldamento e similari”. Vero è che tale qualificazione è dal legislatore imposta per i nuovi edifici o per la ristrutturazione di interi edifici, mentre per gli edifici privati esistenti valgono le disposizioni di cui alla L. n. 13 del 1989, art. 2; tuttavia, “l’assolutezza della previsione normativa – hanno chiarito i giudici della Suprema Corte – non può non costituire un criterio di interpretazione anche per la soluzione dei potenziali conflitti che dovessero verificarsi con riferimento alla necessità di adattamento degli edifici esistenti alla prescrizioni dell’art. 2”. Il principio di solidarietà condominiale. Di tal che, nel valutare il contrasto delle opere, cui fa riferimento la L. n. 13 del 1989, art. 2 con la specifica destinazione delle parti comuni, sulle quali esse vanno ad incidere, il giudice deve tener conto anche del principio di solidarietà condominiale, secondo il quale la coesistenza di più unità immobiliari in un unico fabbricato implica di per sé il contemperamento, al fine dell’ordinato svolgersi di quella convivenza che è propria dei rapporti condominiali, di vari interessi, tra i quali deve includersi anche quello delle persone disabili all’eliminazione delle barriere architettoniche, oggetto di un diritto fondamentale che prescinde dall’effettiva utilizzazione, da parte di costoro, degli edifici interessati (Cass. n. 18334 del 2012). In questo senso, i giudici della Seconda Sezione Civile della Cassazione hanno affermato che la disciplina sulle distanze “non opera nell’ipotesi dell’installazione di impianti che devono considerarsi indispensabili ai fini di una reale abitabilità dell’appartamento, intesa nel senso di una condizione abitativa che rispetti l’evoluzione delle esigenze generali dei cittadini e lo sviluppo delle moderne concezioni in tema di igiene, salvo l’apprestamento di accorgimenti idonei ad evitare danni alle unità immobiliari altrui” (Cass. n. 7752 del 1995; Cass. n. 6885 del 1991; Cass. n. 11695 del 1990). Barriere architettoniche e rispetto delle norme sulle distanze dalle vedute. Le censure della ricorrente sono state, pertanto, ritenute fondate anche con riferimento alla questione della applicabilità, nel caso specifico, delle norme sulle distanze dalle vedute, di cui all’art. 907 c.c.. Al riguardo, nella giurisprudenza di legittimità, si è affermato il principio per cui le norme sulle distanze sono applicabili anche tra i condomini di un edificio condominiale, purché siano compatibili con la disciplina particolare relativa alle cose comuni, cioè quando l’applicazione di quest’ultima non sia in contrasto con le prime; nell’ipotesi di contrasto, la prevalenza della norma speciale in materia di condominio determina l’inapplicabilità della disciplina generale sulle distanze che, nel condominio degli edifici e nei rapporti tra singolo condomino e condominio, è in rapporto di subordinazione rispetto alla prima. La decisione. Pertanto, ove il giudice constati il rispetto dei limiti di cui all’art. 1102 c.c., deve ritenersi legittima l’opera realizzata anche senza il rispetto delle norme dettate per regolare i rapporti tra proprietà contigue, sempre che venga rispettata la struttura dell’edificio condominiale. Nel caso di specie, la corte territoriale aveva ritenuto violato l’art. 907 c.c., senza aver previamente accertato se il manufatto realizzando, rispettasse i limiti posti dall’art. 1102 c.c. sulle parti comuni (parte del cortile comune) non essendo al tal proposito sufficiente affermare che “il manufatto determina lo sconfinamento in proprietà esclusiva di altro condomino per lo spazio di circa mq 0,50, limitandone la veduta”. Per tutte queste ragioni, il ricorso è stato accolto e la causa rinviata alla Corte di appello di Messina, per un nuovo esame. 
Responsabile Civile del 02.12.2019

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Il ladro ruba in villa, la vittima mette le foto sul social: «Sono stufa»

3 Dicembre 2019, 09:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

NEWS ITALIA E DAL MONDO Il ladro ruba in villa, la vittima mette le foto sul social: «Sono stufa»

AN BIAGIO DI CALLALTA - Stanca dei continui assalti alla sua villetta, ha deciso di condividere su Facebook le immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza, in cui si vedono i ladri scorrazzare all'interno e all'esterno dell'abitazione e di cui si distinguono nitidamente fisionomia e caratteristiche, come delle vere e proprie segnaletiche, chiedendo agli utenti, nel caso li riconoscessero, di chiamare i carabinieri. Una scelta che ha fatto discutere sia sui social che tra le istituzioni cittadine quella presa dalla...

IL GAZZETTINO
 

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CILENTO NEWS Agropoli, controlli sugli autobus scolastici: elevati 17 verbali

3 Dicembre 2019, 09:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

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AGROPOLI. Questa mattina, nel corso di mirati controlli orientati alla sicurezza e all’incolumità degli utenti della strada e in particolare degli studenti che effettuano spostamenti tramite autobus per raggiungere le scuole del territorio, la Polizia municipale di Agropoli (cap. Antonio Cantarella, cap. Ermanno Napoliello, Apm Jessica Carpinelli, mar. Immacolata Immerso) hanno operato controlli su 5 autobus di tre diverse ditte che trasportavano studenti. Nel corso degli stessi, sono state riscontrate una serie di irregolarità che hanno portato a elevare ben 17 verbali. Per ogni autobus sottoposto a verifiche, sono state riscontrate più irregolarità. Queste quelle emerse: in 4 casi gli pneumatici, misurati con apposito spessimetro, erano irregolari perché inferiori a 1,6 millimetri di spessore; in 2 mancavano le cassette di pronto soccorso; in altri 2 vi erano uscite di sicurezza irregolari o non funzionanti; in 1 caso luci esterne non operative; in 2 casi estintori scaduti e non revisionati; in 2 la non presenza del triangolo rosso di sicurezza; 1 non aveva con sé il contrassegno dell’assicurazione; 3 non avevano al seguito i cunei ferma ruote; in 1 caso assenza di indicatore della velocità esterna posteriore. Nei giorni scorsi, si è proceduto invece al sequestro di un veicolo e di tre ciclomotori privi di copertura assicurativa e in due casi sono stati fermati soggetti la cui vettura non era stata sottoposta a revisione periodica. “I controlli – afferma il comandante della Polizia locale, maggiore Carmine di Biasi – proseguiranno anche nei prossimi giorni. Abbiamo a cuore l’incolumità di tutti gli utenti della strada e per questo motivo gli interventi saranno incentrati proprio sulla salvaguardia della sicurezza, a 360 gradi”. Le operazioni di controllo, in generale, vengono compiuti su indicazione del sindaco Adamo Coppola; quelli relativi agli autobus che trasportano studenti, anche su richiesta dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Rosa Lampasona. STILETV

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Uomo scomparso a Codroipo. Ricerche in corso tra Udine e Pordenone

3 Dicembre 2019, 09:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

NEWS ITALIA E DAL MONDO Uomo scomparso a Codroipo. Ricerche in corso tra Udine e Pordenone

CODROIPO (UDINE) - Uomo esce di casa e scompare a Codroipo. Da ore si cercano tracce di un 59enne, S.G., sparito da casa domenica scorsa, 1 dicembre. A denunciare ai Carabinieri del posto il mancato rientro a casa dell'uomo è stata la moglie. Le ricerche a tappeto (battute le rive del Tagliamento), anche con l'utilizzo di unità cinofile, elicotteri e droni, finora hanno dato esito negativo. Sospese nella notte riprenderanno martedì 3. L'ultimo avvistamento Secondo il racconto della donna, il marito è uscito di casa nel pomeriggio, è salito sulla propria auto e da quel momento si è reso irreperibile. L'ultimo avvistamento del 59enne scomparso risale alle 21 di domenica sera: l'uomo è stato notato nella zona del ponte di Madrisio di Varmo dove è stata ritrovata l'autovettura. Ricerche a tappeto Le ricerche sono concentrate nelle zone tra le province di Udine e Pordenone. Le attività sono in corso da parte dei Vigili del Fuoco con i loro sommozzatori. Sul posto anche i Carabinieri di Latisana Task force per trovarlo: elicottero bloccato dalla nebbia, si alzano in volo i droni Per riuscire a trovare l'uomo scomparso è stato chiesto l'intervento dell'elicottero "Drago" del reparto Volo di Venezia, il velivolo, tuttavia, ha dovuto effettuare il rientro alla base a causa della nebbia. A quel punto è stato richiesto l'intervento del nucleo SAPR (Droni) dei Vigili del Fuoco. Sono stati attivati anche i droni della Polizia Locale di Udine e unità cinofile della Protezione Civile.

IL GAZZETTINO

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CIOCIARIA NEWS Ladri spietati e... affamati: rubati maiali vivi e chili di fagioli cannellini

3 Dicembre 2019, 09:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Si susseguono i colpi in tutta la Valcomino. I cittadini sono esasperati: siamo assediati dai ladri. Chiesta a gran voce l’installazione delle telecamere

Foto d'archivio (non riferibile all'articolo pubblicato)

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I cittadini della Valle di Comino si sentono assediati dai ladri. Il territorio è preda di malviventi e delinquenti che compiono razzie rubando nelle case e terrorizzando le persone che faticano a sentirsi protette da questa che in molti, e a ragione, chiamano "piaga". Si invocano le telecamere come forma di deterrenza ma anche come prevenzione e controllo del territorio.

Nel mese appena passato la cronaca ha dovuto registrare furti nelle abitazioni di Atina, Picinisco, San Donato Val Comino, Alvito e Vicalvi: una Valle sotto scacco dei ladri dalla cui morsa sembra non esserci via d'uscita. Proprio ieri, ad Alvito, tra le 18 e le 20 è stata segnalata una banda di cinque persone tra cui una ragazza in avanscoperta, all'opera anche sabato sera in contrada Macchialonga.

Il malcontento ha già superato la soglia di sopportazione anche in considerazione del fatto che in alcuni casi queste bande di delinquenti non si fermano a rubare denaro o oggetti preziosi, ma anche dell'altro. Una sera della scorsa settimana da una casa in campagna sono spariti due maiali vivi e da un'altra decine di chili di fagioli cannellini appena insaccati.

Eppure, due anni fa la Regione Lazio emise un bando rivolto ai comuni per ottenere un finanziamento di 25.000 euro per installare telecamere: nella Valle vi risposero Atina, Picinisco, Settefrati e Vicalvi. Solo che ad Atina le telecamere non sono state mai attivate, vanificando l'intento repressivo e deterrente dell'occhio elettronico. Ad Alvito, altro centro colpito spesso dai ladri, l'esasperazione dei residenti è al culmine e delle loro lamentele si è fatta paladino l'opposizione di "Alvito Bello" che in una richiesta inviata all'amministrazione cittadina enumera le ragioni e chiede come mai il Comune non ritenne opportuno partecipare al bando regionale.

Atina chiese di installare dieci telecamere: in via San Nicola bivio tra via Capo di China e via Vecchia Sferracavalli, sulla strada per Atina superiore, sul bivio per Gallinaro, su strada per la contrada di Rosanisco, in quella per via Tufo Rosanisco, sul bivio che conduce alle contrade Ponte Melfa e Rosanisco, nei pressi della rotatoria San Marciano, della scuola di Ponte Melfa e l'altra nella piazza centrale di Atina superiore. «L'attivazione delle telecamere non è più rinviabile» ci dice Adolfo Valente sindaco di Atina preoccupato degli atti criminosi che non conoscono limiti.

MARCO DE LUCA 

https://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/81119/ladri-spietati-e-affamati-rubati-maiali-vivi-e-chili-di-fagioli-cannellini

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS Castellammare - Turisti stranieri cadono in un dirupo sul Faito, salvati dai vigili del fuoco

3 Dicembre 2019, 09:21am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Interventi del 118 nella serata di ieri. I due sono stati localizzati con il GPS

Attimi di paura nella tarda serata di ieri sul Monte Faito. Due turisti stranieri, in escursione sul gigante dei Lattari, sono caduti in un dirupo tanto che uno di loro si è ferito ad una gamba. È scattato immediatamente l'allarme alle forze dell'ordine che sono riuscite a localizzare la coppia tramite il GPS in funzione sul cellulare. Le operazioni di soccorso sono andate avanti per tutta la sera considerato che i vigili del fuoco hanno impiegato diverso tempo per raggiungere i due turisti a causa della zona impervia. Dopo averli recuperati sono stati accompagnati all'ospedale San Leonardo di Castellammare per compiere tutti gli accertamenti del caso e verificare le proprie condizioni di salute.

 

Ma hanno riportato ferite di poco conto. Le forze dell'ordine hanno anche ascoltato la versione dei turisti cercando di ricostruire la giornata di ieri. Secondo una prima indiscrezione, i due avevano provato a raggiungere la vetta del Faito passando per la strada di Quisisana, chiusa ormai da anni. Mentre camminavano sono poi caduti in dirupo non riuscendo più a risalire sul sentiero. 

di genesp STABIACHANNELL

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Scala dei Turchi, è allarme: «Si sta sbriciolando, caduti centinaia di massi»

3 Dicembre 2019, 09:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Scala dei Turchi, è allarme: «Si sta sbriciolando, caduti centinaia di massi»

La Scala dei Turchi si sta sbriciolando. Centinaia di massi sono venuti giù nei giorni scorsi a causa del maltempo in quello che è uno dei tratti di costa più suggestivi della Sicilia sul litorale agrigentino. «L'eccessiva cementificazione tutto intorno ha modificato il normale deflusso delle acque meteoriche e poi l'esagerata frequentazione dei luoghi ha fatto il resto - spiega l'associazione ambientalista MareAmico -. Ormai sono anni che documentiamo l'abbandono di questo luogo candidato a patrimonio dell'Unesco. Occorre un'operazione di responsabilità: va interdetto il versante ovest che si affaccia su lido Rossello - lancia un appello MareAmico -. Ed urge una programmazione e una seria gestione del sito con il contingentamento delle presenze». La Scala dei Turchi richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, con una importante ricaduta sull'aspetto turistico e di conseguenza economico del territorio. «Solo alcuni mesi fa la Scala dei Turchi era stata riaperta alla fruizione, dopo il crollo del lato est, ripristinato con un'opera di disgaggio finanziato dalla Regione Sicilia - spiega l'associazione -Tutti devono sapere che questo è un luogo estremamente pericoloso. Soprattutto il gran numero di turisti che la frequentano non sono consapevoli del pericolo che corrono durante la sua visita. Non possiamo sempre gridare al miracolo».

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