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CAPRI NEWS Donna di Anacapri deceduta, Borrelli presenta interrogazione in Regione: “Accertare responsabilità e capire i motivi del ritardo nel trasferimento”

19 Dicembre 2019, 12:54pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAPRI NEWS Donna di Anacapri deceduta, Borrelli presenta interrogazione in Regione: “Accertare responsabilità e capire i motivi del ritardo nel trasferimento”

Il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, membro della commissione sanità, annuncia la presentazione di un’interrogazione urgente e chiede che si faccia chiarezza su quanto accaduto la scorsa notte. “Una donna di Anacapri sarebbe deceduta in seguito ad un malore causato da una grave crisi respiratoria. Le condizioni erano tali da dover essere trasportata d’urgenza a Napoli per il ricovero ma i soccorsi hanno tardato ad arrivare per problematiche tecniche: mancanza di un’idroambulanza, mancanza di personale medico nell’elicottero che avrebbe potuto trasportare la donna. Si è riuscito infine a trovare un elicottero per il trasporto. La donna è morta a Napoli dopo alcune ore”, scrive il Consigliere Regionale. E aggiunge: “Farò partire un’interrogazione per capire quali sono stati gli avvenimenti precisi che hanno portato al decesso della donna e se ci sono delle responsabilità precise. Se così fosse, se la donna si fosse salvata senza il ritardo dei soccorsi sarebbe allora un fatto gravissimo”.

CAPRI NEWS


 

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CARPI NEWS ‘Ndrangheta: maxi blitz dei Carabinieri del Ros, oltre 300 arresti di cui uno a Mirandola

19 Dicembre 2019, 12:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CARPI NEWS ‘Ndrangheta: maxi blitz dei Carabinieri del Ros, oltre 300 arresti di cui uno a Mirandola

Una maxi operazione dei Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia è in corso questa mattina per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare del gip di Catanzaro su richiesta della Dda a carico di 334 persone, di cui una nella Bassa modenese. L’uomo, affiliato all’Ndrangheta e residente a Mirandola si trova ora in caserma a Carpi. L’operazione Rinascita-Scott ha disarticolato tutte le organizzazioni di ‘ndrangheta operanti nel Vibonese e facenti capo alla cosca Mancuso di Limbadi. Complessivamente sono 416 gli indagati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio e altri reati aggravati dalle modalità mafiose. Contestualmente all’ordinanza di custodia cautelare, i carabinieri stanno notificando anche un provvedimento di sequestro beni per un valore di circa 15 milioni di euro. “E’ la più grande operazione dopo il maxi processo di Palermo”. Così il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri ha sintetizzato l’operazione Rinascita-Scott che ha portato a 334 arresti tra i quali politici, avvocati, commercialisti e massoni. “Abbiamo disarticolato completamente le cosche della provincia di Vibo Valentia – ha aggiunto – ma ha interessato tutte le regioni d’Italia, dalle Alpi alla Sicilia. Nell’ordinanza ci sono 250 pagine di capi di imputazione”. L’imponente operazione, frutto di indagini durate anni, oltre alla Calabria interessa varie regioni d’Italia dove la ‘ndrangheta vibonese si è ramificata: Lombardi, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata.

TEMPO NEWS

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ISCHIA E PROCIDA NEWS Spezzatino Soprintendenza. Quattro funzionari per un’isola

19 Dicembre 2019, 12:11pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

ISCHIA E PROCIDA NEWS Spezzatino Soprintendenza. Quattro funzionari per un’isola

Affidare l’isola a quattro architetti diversi è una vera “condanna” che non meritiamo. Si rischia la paralisi di tutto il sistema che gira attorno ai condoni e non solo. I nomi: Ischia: arch. Brunella Como; Forio, Casamicciola, Lacco Ameno: arch. Marco De Napoli; Barano: arch. Serena Borea; Serrara Fontana: arch. Valeria Fusco Gaetano Di Meglio | La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area Metropolitana di Napoli è diventata un guaio, serio, per l’isola d’Ischia.   Un guaio enorme che ipoteca, in maniera seria, ogni possibilità di sviluppo. Dopo gli anni passati vissuti tra fatti indegni e Sovrintendenti nemici della buona gestione del territorio, si è passati alla gestione spezzatino del territorio con ben 4 funzionari che devono decidere le nostra sorti. Da qualche settimana, infatti, dopo il caso Bovier con il Pontile Aragonese e il guaio realizzato insieme con il comune di Ischia , il direttore della Soprintendenza, la dott.ssa Teresa Elena Cinquantaquattro ha deciso che il territorio dell’isola d’Ischia sia gestito da ben 4 architetti.
Ischia: L’architetta Brunella Como si occupa del comune di Ischia, per Barano, invece, è responsabilità dell’arch. Serena Borea; a Serrara Fontana opera l’arch. Valeria Fusco mentre per Forio, Casamicciola, Lacco Ameno, i tre comuni del Cratere, il responsabile è l’architetto Marco De Napoli. Quattro nomine, quattro funzionari, quatto gestioni che non ci aiutano.
Quattro teste a decidere per un piccolo territorio come l’isola d’Ischia che rappresenta, ahinoi, una condanna a vivere sotto la gestione di un ente che risulta essere, da sempre, solo un inciampo, una spada tra testa e collo.
La cosa peggiore, ahinoi, è che i sindaci hanno permesso tutto questo senza alzare la voce, senza impegnarsi affinché si potesse evitare questo spezzatino di controlli che non serve a nessuno. Già da ora, infatti, sono emerse alcune differenze rispetto al passato. Differenze che, sia chiaro, bloccano soprattutto la gestione della materia più calda: i condoni e le autorizzazioni paesaggistiche e tutto quello che ne è collegato, fino alla gestione delle RESA. Uno spezzatino che non ha nessuna ratio e che rappresenta solo l’ennesima aggressione di uno Stato che non ci considera e che ci tratta come un paese di serie B. Un fazzoletto di terra piccolo quanto l’isola d’Ischia può mai essere gestito da quattro teste? Davvero la Soprintendenza di Napoli vuole che ogni comune abbia il suo funzionario dedicato? Siamo alla follia. E la cosa peggiore, è che i nostri primi cittadini, invece di unire le forze e chiedere rispetto, fanno i viaggi alla chetichella. Vanno uno alla volta in Soprintendenza a “chiatare” il cazzariello proprio senza, però, aver alzato la voce con il Ministro Dario Francescihini.
E aver chiesto che questo sconcio di “gestione del vincolo” sia perpetrato ai danni dei cittadini dell’isola d’Ischia. In un epoca in cui si parla di Europa, di unione, di unità e di stare insieme, è difficile prendere atto di queste scelte che vanno della direzione opposta. Sia un pezzettino di terra in mezzo al mare dove lo Stato sembra aver concentrato tutte la sua ipocrisia. Abbiamo leggi che hanno valore in tutta Italia e qui da noi. Siamo un pezzo di terra dove le parole “legittime” e “legittimate” hanno un significato diverso da altre zone. Siamo un pezzo di terra in mezzo al mare che ha smesso di sperare. Un po’ per colpa nostra un po’, perché, chi dovrebbe gestirci non lo riesce a fare. E’ arrivato il tempo di iniziare a fare sul serio. E’ iniziato il tempo di alzare la voce e di farci sentire. Secondo le prime informazioni, infatti, sembra che i vari UTC hanno già fermato i vari iter che, tra raccomandati e meno raccomandati, andavano avanti. Con il rilascio dei condoni e dei successivi atti i comuni incassano euro su euro, si rimette in moto il settore edile, i cittadini possono rientrare in un alveo di legalità e, soprattutto, il costruito può essere messo in sicurezza sotto tutti i punti di vista. Ma ora è tutto in procinto di essere bloccato. Sembra, infatti, che uno dei quattro funzionari abbia già detto di voler bocciare tutte le richieste di condono ai sensi della 326/2003. Una scelta, questa, che blocca sicuramente tutto. Sappiamo bene, infatti, che il terzo condono dalle nostre parti non è applicabile (per dirla in breve) ma la speranza che l’Italia diventi un paese dove una legge dello Stato sia applicabile ovunque è ancora accesa.
Fino ad oggi, infatti, il cittadino chiedeva l’accertamento sulle prime due leggi condonistiche e lasciava, quella a rischio, in stand by. Ora sembra tutto più complicato e, nel merito, si ferma tutto. Nessuno vuole rischiare un rigetto UN MARE DI DENUNCE In tutto questo, però, stando ai rumors che circolano sui comuni, sia Polizia si Carabinieri sono destinatari di deleghe di indagine su numerose pratiche di condono. Denunce che sembrano avere un filo conduttore. Stando a quanto trapelato, infatti, c’è chi, venuto a conoscenza dei dettagli delle varie pratiche inviate in Soprintendenza per l’approvazione, anche attraverso l’uso di PEC clonate provveda alla denuncia digitale. Non importa la veridicità di quanto espresso nelle denunce, basta il semplice dubbio o la “giusta” lettura, magari suggerita da chi ha gestito la materia arricchendosi anche grazie ad alcune malattie, che la PEC di denuncia diventi argomento di indagine. Cosa c’è dietro? La semplice gestione di potere locale dopo averlo perso e, con il potere anche la polpetta danarosa. Prima verranno abolite le Soprintendenze, prima diventeremo un paese moderno e civile!

IL DISPARI QUOTIDIANO 

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CIOCIARIA NEWS Maltempo, la protezione civile avvisa: allerta di codice giallo Il Dipartimento regionale prevede da questa mattina e per le successive dodici ore una situazione di criticità idrogeologica con forti precipitazioni temporalesche

19 Dicembre 2019, 12:01pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CIOCIARIA NEWS Maltempo, la protezione civile avvisa: allerta di codice giallo Il Dipartimento regionale prevede da questa mattina e per le successive dodici ore una situazione di criticità idrogeologica con forti precipitazioni temporalesche

Il Centro Funzionale Regionale rende noto che, a seguito delle previsioni meteo emesse ieri sera dal Dipartimento di Protezione Civile con indicazione di "Precipitazioni isolate, anche a carattere di rovescio o temporale", ha valutato una Criticità Codice Giallo idrogeologico sulle Zone di Allerta D (Roma) e F (Bacini costieri sud) dalla mattina di oggi, 19 dicembre, e per le successive 12 ore, ed è stato diramato un allertamento del sistema di protezione civile regionale.

CIOCIARIA OGGI

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CILENTO NEWS Autovelox di Agropoli, spunta il caso “verbali doppione” "Recatevi dai carabinieri e denunciate il comando di polizia municipale"

19 Dicembre 2019, 11:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CILENTO NEWS Autovelox di Agropoli, spunta il caso “verbali doppione” "Recatevi dai carabinieri e denunciate il comando di polizia municipale"

AGROPOLI. Verbali doppione per l’autovelox. Lo rende noto l’avvocato Giuseppe Russo, a capo dell’associazione Noi Consumatori di Castellabate. Stando alle denunce, alcuni utenti, pur avendo regolarmente pagato le multe comminate con l’autovelox di Agropoli o avendole contestate, ricevono un nuovo verbale di pagamento, identico al precedente. “Ci stanno arrivando numerse segnalazioni di cittadini che hanno ricevuto doppione dei verbali nonostante abbiano già pagato o fatto risorso”, ammette Russo. A questi ultimi il presidente dell’associazione invita a denunciare i fatti: “Recatevi alla stazione dei carabinieri portando sia il verbale pagato che il doppione e chiedete di denunciare il comando di polizia municipale di Agropoli e di svolgere delle indagini”. Autovelox sulla Cilentana, Castiello: “non è autorizzato La denuncia servirebbe a verificare se vi siano reati e in particolare quelli di violenza privata e abuso d’ufficio. “Il comando di polizia ufficiale non ha rilasciato nessuna comunicazione per indicare un errore nell’invio dei doppioni”, dice Russo che invita quindi a denunciare tali episodi. Il legale cilentano chiude con un appello: “Aiutateci in questa battaglia”. L’autovelox di Agropoli L’autovelox di Agropoli è posizionato sulla Cilentana (da inizio anno strada a gestione Anas), tra gli svincoli Agropoli Nord e Agropoli Sud. Fin dal momento della sua installazione la presenza dell’apparecchio ha causato notevoli polemiche.

INFO CILENTO 

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Cava de' Tirreni, donna aggredita e spintonata per le scale: fermato il responsabile L'episodio si è verificato in un’abitazione di via Matteo della Corte

19 Dicembre 2019, 11:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Cava de' Tirreni, donna aggredita e spintonata per le scale: fermato il responsabile L'episodio si è verificato in un’abitazione di via Matteo della Corte

Paura a Cava de' Tirreni dove, lo scorso 17 dicembre, verso le 19:30, si è verificata una violenta lite un'abitazione di via Matteo della Corte. Come riporta "Salerno Today", sembra che un uomo abbia spinto una donna giù per le scale e che quest'ultima sia finita in ospedale. Secondo la prima ricostruzione, la donna, sotto choc dopo l'incidente, sarebbe stata soccorsa e poi trasportata in Ospedale dalla Croce Bianca. Sul posto è intervenuta anche la Polizia che ha identificato l'uomo, che abita nello stesso condominio della donna. Sono ancora in corso in questi minuti le indagini necessarie per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto.

IL PORTICO

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Da Sorrento a Portici, in mostra le opere di Carmen Novaco

19 Dicembre 2019, 11:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS  Da Sorrento a Portici, in mostra le opere di Carmen Novaco

In una location unica e suggestiva quale il Galoppatoio Reale della Reggia di Portici, dal 20 al 30 dicembre prende vita “Essenze”, personale di Carmen Novaco, a cura di Rossella Savarese gallerista e curatrice SyArt Gallery. L’inaugurazione è in programma venerdì prossimo 20 dicembre, alle ore 17:30. Le opere presenti in mostra sedimentano e prendono forma in una fase in cui Carmen Novaco sente l’urgenza di sperimentare e condividere risultati inediti. Necessità di rottura, un’arsione interna con conseguente sperimentazione e godimento di ciò che al suo interno vi si rivela. Concretamente il tutto ha origine e fine in uno spazio simbolico. Protagonista uno dei cinque solidi platonici: il cubo. Opere che, in linea con il suo fare artistico, presentano e strutturano maggiormente il suo percorso. I materiali impiegati: lastre in metallo e legno. Le sei facce del solido accolgono e diffondono la luce in maniera distinta, la scelta di un elemento unico e protagonista non ne compromette varietà e variabilità. Le sue indiscusse radici costruttiviste, la scelta di materiale riciclato, l’elemento tecnologico e l’aspetto ludico degli esordi quali basi stabili da cui intessere un dialogo ex-novo. La straordinaria regolarità del solido, dal cui angolo o lato possiamo conoscere il resto, appaiono sintesi perfetta dell’essere profondo di Carmen Novaco. Il percorso espositivo trae origine da un seme, un’opera prima: “Essenza” scultura realizzata con lastre in acciaio, sezionate a laser e sottoposta ad un processo di sabbiatura e satinatura, con inserti in alluminio a cera persa. Realizzata nel 2018 in occasione del SyArt Festival ed in permanenza a Sorrento in piazza Sant’Antonino, uno dei luoghi simbolo della terra delle Sirene. Maestria ed innovazione si fondono nel lavoro dell’artista, una sintesi di un nuovo percorso artistico che vede l’autrice impegnata sul tema delle “rotture”; una condizione necessaria e vitale verso l’apertura, simbolicamente rappresentata dagli spigoli metallici che, con forza e determinazione, si spingono oltre uno spazio concreto, verso il nuovo. La necessità di comunicare attraverso l’oggetto, l’aspetto ludico ed il coinvolgimento del fruitore sono lo snodo del contenuto di questa mostra. Tasselli multicolore in movimento, spigoli che irrompono, frammenti e sezioni, pannelli che s’intersecano invitano lo spettatore a toccar con mano divenendone quindi fruitore e dando compimento all’opera stessa. In alcuni lavori lo spostamento dei cubi permette nuove combinazioni e risultati inaspettati, metafora del principio di azione e reazione Possiamo mutare la realtà attraverso la nostra azione ci sussurra Carmen Novaco. Partendo dal cubo, sintesi perfetta di equilibrio e stabilità, l’oggetto-soggetto reiterato testimonia pluralità di risultati artistici di spessore. Carmen Novaco dimostra una maturità di intenti, rimodulando basi e dettami radicati, esplora nuovi risultati artistici confermando l’unicità del suo linguaggio, mutevole ma riconoscibile.

SORRENTO PRESS

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SALERNO E PROVINCIA NEWS La retata dei buttafuori di Salerno, così il capoclan fu tradito dal suo killer

19 Dicembre 2019, 11:07am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SALERNO E PROVINCIA NEWS La retata dei buttafuori di Salerno, così il capoclan fu tradito dal suo killer

«Black angels»: così erano conosciuti nell’ambiente i buttafuori arrestati ieri. E attraverso il profilo Facebook di Salvatore Lo Bosco c’erano diverse foto che lo ritraevano con Salvatore Fedele, lo stesso Walter Castagna e il romeno detto Giovannone, in tenuta di operatori addetti alla sicurezza, spesso con divise riportanti il logo «black angels», all’interno di varie discoteche, bar, villaggi turistici per lo più nei comuni di Battipaglia, Eboli, Capaccio e Salerno. Immagini in cui il gruppo «si presenta con un’ostentazione tale da cui si evince l’attività intimidatoria messa in pratica», ha affermato il pm Rotondo. Sentite a sommarie informazioni una serie di persone, c’è chi ha riferito che nei «locali di Battipaglia si vedevano sempre loro» lavorando molto al Barbanera, al Miras, al Made in Italy in Litoranea e al bar Time a Montecorvino Rovella. Colui che gli inquirenti ritengono a capo del gruppo, Walter Castagna, è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine essendo stato ritenuto in passato un sodale al clan «dei ragazzi di via Irno», il gruppo opposto agli Stellato. Ultimamente è finito sotto processo a Nocera Inferiore per maltrattamenti nei confronti della sua ex. In passato, quando decise di collaborare con la giustizia per poi ritrattare la stessa collaborazione, gli inquirenti trovarono spesso i suoi racconti dissonanti con quelli di altri pentiti. E dopo essere uscito dal programma di protezione per testimoni, ha tentato di ricostruirsi una vita ma a quanto pare non riuscendovi e continuando ad attuare propositi criminosi come «eliminare fisicamente un soggetto ritenuto scomodo per l’affermazione della sua supremazia nel settore oltre che per antichi contrasti mai sopiti», scrive il gip in ordinanza. Persona «molto vicina a lui», tanto da chiedergli di uccidere il Quaranta, è Vincenzo Cortiglia, già indagato per traffico internazionale di stupefacenti, ed arrestato ad ottobre scorso per rapina quando fu anche trovato in possesso di una Glock 9x21 e di una pistola a salve calibro 8, a dimostrazione come sia semplice per lui reperire armi ed occultarle. È stato lui, dopo aver desistito a compiere l’omicidio Quaranta, a riferire ai carabinieri di Battipaglia il progetto delittuoso. Gli altri due indagati, Salvatore Fedele e Salvatore Lo Bosco, sono ritenuti soggetti «abitualmente dediti all’utilizzo della violenza trattandosi di esperti picchiatori», come si evince dalla intercettazioni. Ad essere ben inserito nel contesto criminale, secondo le accuse, nonostante la funzione da lui rivestita, è l’agente di polizia penitenziaria Massimiliano D’Ambrosio, che partecipa attivamente all’affermazione del gruppo oltre ad aver assistito al pestaggio commissionato da Salvatore Lo Bosco nei confronti del figlio, senza intervenire né denunciare l’accaduto, ma anche disponibile ad informarsi personalmente sulla ditta che gestiva la sicurezza al Palasele ad Eboli.

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Piazza Mercato nel caos, cancellato il Natale nel cuore di Napoli

19 Dicembre 2019, 10:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS Piazza Mercato nel caos, cancellato il Natale nel cuore di Napoli

Cantieri, transenne, immondizia e lavori. «Ci hanno preparato il funerale per Natale», commenta come tanti commercianti Luigi Piscopo dello storico negozio di corredi Pescatore in piazza Mercato. Ieri è stato un giorno di sopralluoghi del Comune e di discussione per il cantiere Unesco che ormai da anni soffoca l'area nei pressi di palazzo Ottieri. Un Natale difficile, a livello commerciale e non solo. «Per finire i lavori serviranno ancora almeno sei mesi commenta Nino Simeone, presidente della commissione Trasporti a Palazzo San Giacomo, presente alla manifestazione Le operazioni stanno andando avanti, ma mi è dispiaciuto vedere i commercianti così sfiduciati. È necessario che si proceda con la consegna progressiva delle aree consegnate. Inoltre, visto che il restyling eliminerà gli affollati parcheggi Anm sulle strisce blu di piazza del Carmine, chiederò che i residenti abbiano convenzioni col vicino parcheggio Brin». Festività sospese tra un presente difficile fatto di cantieri e un futuro promesso di restauro. Questa è piazza Mercato oggi, anche se i lavori, per ora, non sono fermi. Un cartello azzurro è stato affisso all'esterno di Assogioca, centro sociale per i giovani e bersaglio dei ladri e vandali, dove nei mesi scorsi è stato addirittura abbattuto un muro a colpi di lavandino. Un gruppo di ragazzine legge ad alta voce quel cartello ad alta voce: «Noi non ci fermiamo. Le istituzioni come i sadducei. Noi crediamo nella resurrezione di Piazza Mercato». Però il Mercato piange, in attesa di un restyling che sta costando molto, di questi tempi, con la piazza sventrata e il cantiere fisso. L'illegalità è ancora di casa, anche se i pattugliamenti non mancano. Il 22 ottobre erano stati bruciati 4 dei locali adiacenti a quelli di Assogioca, al civico 100, associazione di doposcuola, oratori e tempo libero per i bambini del quartiere. Qualche settimana dopo il quadro vandalico è stato completato: «Probabilmente a compiere il raid sono state le stesse mani che hanno appiccato l'incendio - spiegano il presidente di Assogioca Gianfranco Wurzburger e l'educatrice Alessia Del Forno - Abbiamo portato all'esame di terza media quasi tutti i ragazzi di piazza Mercato, e di sicuro tra gli autori del raid c'è qualcuno che è venuto da noi in associazione».Altro che shopping natalizio. In piazza Mercato c'è poco da festeggiare, al momento. Il domani promesso di una piazza rinnovata sembra schiacciato da un presente fatto di topi, vandali, polvere e transenne e ritardi dei lavori (rallentati da varianti necessarie alle fogne, il destino dei basoli e ritrovamenti archeologici). Nel cuore del Mercato sono bruciate perfino le campane della differenziata. «Noi negozianti siamo ingabbiati - continua Piscopo - Speriamo che lo restringano come promesso ieri mattina. Nelle settimane scorse hanno scavato per i cavi elettrici in un punto che era già stato chiuso dagli operai della ditta del restyling. Sotto Natale sto perdendo il 50% degli incassi, e sono in difficoltà estrema». «Stiamo morendo sospira Michele Fiola del ristorante Maiale Nero Io ho fatto un investimento in prospettiva aprendo questo locale qui tre anni fa. Ma queste prospettive non esistono. Sotto Natale sto lavorando l'80% in meno, e di sera non si sta tranquilli». Già, al quadro si aggiungono le baby-gang. «Qui la gente non cammina con serenità - spiega Giuseppe De Masi, commerciante - Servirebbe un presidio fisso di forze dell'ordine. E più illuminazione. Se non fosse per noi negozianti, qui sarebbe tutto sempre buio». Come il presente di piazza Mercato, che non è ancora risorta. Sperando che, d'ora in avanti, i lavori procedano senza intoppi.

IL MATTINO

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CAMPANIA NEWS Auricchio inaugura il nuovo reparto di produzione a Somma Vesuviana

19 Dicembre 2019, 10:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

CAMPANIA NEWS Auricchio inaugura il nuovo reparto di produzione a Somma Vesuviana

Una nuova sfida per lo storico gruppo Auricchio che, dal 1877, produce il famoso provolone. Questa mattina, a Somma Vesuviana, sarà inaugurato il nuovo stabilimento altamente automatizzato il cui obiettivo è di aumentare la produzione per tutta l’area meridionale oltre a creare nuovi posti di lavoro. “Un grosso investimento in sviluppo e innovazione che punterà anche alla certificazione 4.0 entro il prossimo anno”. Riferiscono i fratelli Auricchio (Antonio, Alberto e Giandomenico) a capo dell’importante holding internazionale. “Una scelta dettata dall'imprescindibile attaccamento alle nostre origini. Un segnale importante, crediamo, per tutto il comparto agroalimentare italiano”.  Nel nuovo reparto produttivo è stata implementata la prima linea a ciclo teso per Auricchio. Un grosso investimento in sviluppo, occupazione e innovazione. Nello stabilimento di Somma Vesuviana che fungeva da centro distributivo già si produceva l'Auricchio Giovane. I tre fratelli Auricchio alla guida del gruppo hanno deciso di investire in questa sede che rappresenta per loro il legame con le origini dell'azienda, nata nel 1877 a San Giuseppe Vesuviano. L'intero progetto è stato inserito nel Piano di Sviluppo Regionale 2014-2020 della Regione Campania su indicazioni del Presidente De Luca, del consigliere delegato, Nicola Caputo e della presidente di COPAGIRI (Confederazione di produttori agricoli), Vera Buonomo. Alla cerimonia, prevista per le ore undici, parteciperanno l’assessore regionale alle attività produttive, Antonio Marchiello, il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno e monsignor Alfonso Pisciotta in rappresentanza del cardinale Crescenzio Sepe. Il gruppo Auricchio ha oggi otto stabilimenti, tutti in Italia, dove produce un’ampia gamma di formaggi della tradizione, oltre al “re” della sua produzione, il Provolone. Nel 2018 il Gruppo ha realizzato un fatturato di oltre 280 milioni di euro e esportando in 60 Paesi nel mondo, tra i quali Nord e Sud America, Australia, Europa, Giappone, Cina, Emirati Arabi.

IL MATTINO

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