Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Traffico in tilt ad Ischia, presso piazzale Trieste, a causa di una automobile in panne. Il veicolo, con evidente perdita di olio motore, é fermo al lato della strada. Intervenuti i vigili per regolamentare la circolazione, il traffico risulta lento su entrambi i sensi di marcia.
Una delegazione della Sezione ARI – Associazione Radioamatori Italiani di Carpi, domenica 15 dicembre, si è recata nel Reparto di Pediatria dell’ospedale Ramazzini per tentare qualcosa che potesse far sorridere anche solo per 5 minuti i bimbi ricoverati e… c’è riuscita! I piccoli hanno infatti potuto parlare via radio con Babbo Natale (I4IOR Claudio) con l’aiuto del suo assistente personale l’elfo Cris (IZ4TPD Cristiana). Per i bambini poter sentire la voce di Babbo Natale che li salutava e gli chiedeva se avessero già spedito la letterina dei regali è stato emozionante ma lo è stato anche per i radioamatori. “E’ stato un pomeriggio ricco di emozioni – raccontano – e di tanti momenti che fanno riflettere. L’emozione più bella è stato vedere il loro sorriso mentre sentivano la voce di Babbo Natale. I più piccolini rimanevano ad ascoltare mentre i più grandi con un sorriso e con tanta emozione scambiavano qualche parola con lui. È stato un pomeriggio straordinario. Questa esperienza ha offerto anche la possibilità di esplorare il fantastico mondo della radio, delle infinite possibilità ed evoluzioni che avuto nella storia dalla sua invenzione grazie a Guglielmo Marconi”. L’evento si è concluso con la donazione da parte dei radioamatori di ARI Carpi al reparto pediatrico per mano del socio fondatore della sezione, Claudio Iori di una Play Station 4 in modo tale che tutti i pazienti presenti e futuri possano usufruire di questo svago e rendere la loro permanenza nel reparto più serena e felice. Un ringraziamento particolare per la disponibilità e ospitalità vanno al direttore dell’ospedale Ramazzini dottor Andrea Ziglio, il primario del reparto dottor Paolo Lanzoni e la caposala Stefania Martinelli, a tutto il personale del reparto, al presidente Ari Carpi Alessandro Storchi IW4EQO, Daniele Garagnani IZ4MNY, Claudio Iori I4IOR, Cristiana Cattabriga IZ4TPD e a tutte le persone che hanno reso possibile questo evento.
Un pensionato morto e decine di persone ricoverate in ospedale a Frosinone per una sospetta intossicazione alimentare. È accaduto a Ripi, paese dell'alta Ciociaria dove i partecipanti al pranzo organizzato dall'amministrazione comunale hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. Sossio Celli, 87 anni, padre dell'ex sindaco di Ripi, è la vittima. Il pranzo organizzato come ogni anno in occasione delle feste di Natale è stato preparato da una ditta di catering. Sull'episodio stanno indagando carabinieri ed Asl. "Come ogni anno - riporta il quotidiano Ciociaria Oggi - l'amministrazione comunale, in collaborazione con l'associazione Contrade Ripane e il centro sociale Zio Nino, ha organizzato il pranzo nella palestra comunale. Circa 300 invitati con il servizio di catering affidato a un operatore ripano, fra quelli che hanno risposto alla gara. Domenica il pranzo si è svolto in tranquillità e allegria, sono stati serviti due primi, un secondo, contorno, macedonia, panettone e spumante. Dalle prime ore di lunedì sono arrivate diverse segnalazioni di malori, almeno una trentina di ospiti ha accusato dissenteria, crampi alla pancia, nausea. Alcuni si sono recati al pronto soccorso e, tra questi, anche l'anziano padre di Celli che è stato ricoverato e, purtroppo, nel tardo pomeriggio di ieri è deceduto. È da chiarire se ci sia una correlazione tra il decesso e il pranzo. L'ex sindaco Celli e i familiari hanno sporto denuncia contro ignoti per fare luce sulla morte dell'anziano. Nel frattempo, il sindaco Piero Sementilli, anche lui presente al pranzo, si è immediatamente attivato, scrivendo al ristoratore per chiedere chiarimenti circa il cibo servito.
AGROPOLI. Presto l’ospedale civile di Agropoli potrebbe riavere le sale operatorie. Nelle scorse settimane l’Asl Salerno ha completato la procedura per l’acquisto di attrezzature che andranno a rifornirle, per circa 500 mila euro. Tra le quelle acquisite, una colonna per laparoscopia 3D, un apparecchio per lavaggio e disinfezione, un apparecchio per anestesia, un tavolo operatorio, due ventilatori polmonari, di cui uno da trasporto, elettrobisturi, lampada scialitica. L’attivazione delle sale operatorie Le sale operatorie sono già state soggette ad interventi di ristrutturazione nei mesi scorsi. L’avvio delle procedure per l’acquisto di attrezzature era iniziato in primavera. Consentiranno di eseguire interventi in day surgery, ovvero piccole operazioni chirurgiche. Nell’ambito del potenziamento previsto per l’ospedale di Agropoli dovrebbero essere assegnati anche 10 posti letto di oncologia che si affiancheranno ai 10 posti di medicina generale. Le polemiche L’arrivo delle attrezzature per le sale operatorie non è stato accolto da tutti con favore. Per qualcuno si tratta di un’iniziativa elettorale, intrapresa in vista delle elezioni regionali e che comunque non garantirà il completo funzionamento del pronto soccorso che resterà fuori dalla rete dell’emergenza.
Notevole partecipazione alla messa natalizia in suffragio dei Caduti di Cava de’ Tirreni di tutte le guerre, che è stata l’occasione per ricordare Massimiliano Randino. La messa, organizzata dal Comitato per il Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni, è stata celebrata ieri pomeriggio dal Cappellano Militare Capo don Claudio Mancusi presso la chiesa di S. Maria Assunta in Cielo e delle Anime del Purgatorio, alla presenza di autorità civili e religiose. Tra i presenti, anche il fratello ed il padre del Caporale Maggiore Capo Massimiliano Randino, vittima del terrorismo. Per don Claudio Mancusi il senso della celebrazione è stato quello di onorare i caduti, e in particolare tenere vivo il ricordo del giovane Massimiliano Randino, morto il 17 settembre del 2009 nell’attacco suicida in Kabul costato la vita a sei militari italiani, tra cui al paracadutista Randino, di 32 anni, primo caporal maggiore della Brigata paracadutisti “Folgore”.
Il sindaco Cimmino chiarisce i dubbi delle minoranza
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È stata convocata per domani la prima conferenza preliminare dei servizi per discutere della variante urbanistica di Marina di Stabia. La Regione Campania ha convocato, fra gli altri, anche il sindaco Gaetano Cimmino per discutere del progetto che la società ha intenzione di realizzare nella periferia nord della città di Castellammare di Stabia. Una convocazione però che ha alimentato i dubbi dell'opposizione tanto che quest'oggi, durante il consiglio comunale, il consigliere Tonino Scala ha chiesto delucidazioni al sindaco. «Perchè già si parla di conferenza preliminare? Siete già pronti per approvare?» ha chiesto il leader di LeU. Ma il primo cittadino, durante la lettura delle linee programmatiche, ha spiegato: «Non mi sottrarrò all’incontro con la Regione Campania per quanto riguarda la variante di Marina di Stabia. Ma non andrò ad approvare nulla perché l’unico organo che potrà farlo è il consiglio comunale.La società illustrerà anche alla città le sue proposte ma domani non sarà presa nessuna decisione». Chiarezza anche per quanto riguarda l’EIC, l’Ente Idrico Campano (altra pregiudiziale richiesta da Tonino Scala). Non è un mistero che l'amministrazione comunale voglia portare in città la sede dell'organo anche se a riguardo c'è stata molta confusione. Cimmino ha provato ad allontanare i dubbi: «Ho dato mandato agli uffici comunali di individuare un immobile perché c’è la volontà di politica di portare la sede a Castellammare. Bisogna rispettare alcuni requisiti (come grandezza, posizione strategica, aree di sosta) e con i dirigenti stiamo cercando la struttura adatta. Stiamo ancora valutando». di genesp
SORRENTO. Via libera al piano di recupero per Villa Caporiva, uno dei fabbricati del complesso dell’hotel Excelsior Vittoria demolito perché danneggiato dal terremoto del 1980. La società proprietaria dell’albergo è intenzionata a ricostruire l’edificio e per questo ha ottenuto nei giorni scorsi l’ok da parte del Consiglio comunale di Sorrento. L’iter burocratico prevede adesso l’invio degli atti alla Soprintendenza per il necessario parere. Se non ci saranno intoppi il permesso a costruire potrebbe essere rilasciato nel giro di sei mesi. Il progetto prevede la realizzazione di circa 30 nuove camere a servizio della struttura turistica, per un investimento che potrebbe raggiungere anche i 7 milioni di euro. Operazione che potrebbe riportare l’Excelsior Vittoria, uno degli hotel simbolo dell’accoglienza di Sorrento, alla sua originale conformazione. Il complesso, infatti, fu gravemente danneggiato dal sisma del 23 novembre 1980. Le successive verifiche dei tecnici comunali, evidenziarono la situazione particolarmente grave di Villa Caporiva che sorgeva sul ciglio del costone tufaceo affacciato sul porto di Marina Piccola. Il Comune, pertanto, emise un’ordinanza di sgombero del fabbricato e di divieto di balneazione per la spiaggia sottostante. Qualche mese dopo, nel 1981, il Consiglio comunale di Sorrento individuò come prioritario il recupero della struttura e di un altro storico albergo della città, il Royal. Provvedimento che portò all’adozione del piano di recupero, con il rilascio della concessione edilizia. Nel 1985, l’allora società titolare dell’albergo, la Gaev della famiglia Fiorentino, comunicò l’avvio dei lavori, provvedendo alla demolizione di Villa Caporiva per poi procedere alla ricostruzione. Intervenne, però, il Tribunale, che, a causa di un contenzioso tra gli eredi, decise di bloccare tutto. Qualche anno dopo la querelle giudiziaria si risolse, ma l’autorizzazione paesaggistica era scaduta. Arrivò, nel frattempo, anche la “Legge Galasso” che vincola il territorio della penisola sorrentina e richiede ulteriori adempimenti. Si determinò così una situazione di stallo perdurata fino ai giorni nostri, con la nuova società titolare dell’albergo che ha ottenuto il primo via libera alla ricostruzione.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA MEDOLLA – Al Teatro Facchini è andato in scena l’ennesimo atto della Cispadana. Questa volta, però, ai cittadini è stato presentato il progetto definitivo dell’autostrada regionale. All’incontro di venerdì 13 dicembre hanno partecipato, insieme al sindaco Alberto Calciolari, il presidente della Regione e candidato alle prossime elezioni del 26 gennaio Stefano Bonaccini, l’assessora regionale alle attività produttive Palma Costi e l’architetto Sergio Beccarelli, progettista dell’opera.
Ad aprire l’incontro l’assessora Costi che, sottolineando l’importanza strategica dell’autostrada, ha annunciato un aumento degli investimenti per l’opera nella misura di 100 milioni di euro da parte della Regione, introdotti nella previsione di bilancio 2020, e di altrettanti 100 milioni dal patrimonio della società ARC S.P.A., controllata da Autostrada del Brennero S.P.A., che avrà in gestione la struttura. Non è stato chiarito, però, il costo finale dell’opera, stimato in 1,3 milardi di euro. I comitati però parlano di almeno 2 miliardi: il dubbio non è stato risolto in questa sede.
A quanto riferito da Costi l’apertura della conferenza dei servizi è prevista per i primi mesi del 2020. Seguiranno poi la redazione del progetto esecutivo, il piano degli espropri e infine il piano dei cantieri.
Diverse le novità del progetto definitivo, comprensivo delle modifiche prescritte dal decreto di VIA, il provvedimento di compatibilità ambientale, emanato a luglio 2017 dal Ministero dell’Ambiente. La nuova Cispadana si presenta come un asse autostradale a due corsie dalla lunghezza complessiva di 65.7 km, quattro caselli (San Possidonio-Concordia-Mirandola, San Felice SP-Finale Emilia, Cento e Poggio Renatico), due stazioni di servizio (una per senso di marcia) e due interconnessioni con altre autostrade, la A22 a Reggiolo e la A13 a Ferrara.
Il progetto prevede anche alti standard di sicurezza, garantiti da una corsia centrale spartitraffico ampia quattro metri, che permette l’uso di guard-rail estremamente flessibili e quindi capaci di assorbire anche impatti di grande forza. E ancora: 1,7 milioni di metri quadri di asfalto drenante e fonoassorbente, 20,3 chilometri di barriere antirumore, 52 opere di scavalco, ovvero i ponti per mantenere i collegamenti nei territori “tagliati” dalla strada, quasi uno per chilometro, e 158.600 metri quadri di boschi a arbusti filtro per ridurre la dispersione dello smog.
Nella sua presentazione l’architetto Beccarelli ha sottolineato come un’opera così trasformativa per il territorio come un’autostrada non possa essere pensata senza un insieme organico di opere che compensino l’impatto ambientale. Ecco che quindi nel progetto sono stati previsti finanziamenti per 61 nuovi km di piste ciclabili, 514,700 metri quadrati di interventi con funzione naturalistica, 765,600 metri quadri di interventi di inserimento paesaggistico, 12 km di siepi e filari compensativi e 20.000 metri quadri di estensione del parco intercomunale.
Il decreto di VIA ha anche prescritto modifiche al tracciato originale per tutelare al massimo l’integrità dei territori attraversati, come ad esempio nel caso della variante realizzata per tutelare il sito archeologico “castrum” nel comune di Novi di Modena, quella nei pressi dell’ansa del Panaro a Finale Emilia o quella in corrispondenza del comune di San Carlo, che ha spostato il tracciato dal lato sud del paese a quello nord.
Da un punto di vista ambientale, secondo gli studi realizzati, questa nuova arteria di collegamento potrà ridurre il traffico pesante nei centri abitati delle zone interessate di circa 11.000 camion al giorno, ottenendo un -4% alle polveri sottili e un -13% agli ossidi di azoto, oltre che, ovviamente, abbattere i tempi di percorrenza della tratta Reggiolo – Ferrara da 1 ora a 40 minuti.
“Possiamo affermare – ha annunciato il presidente Bonaccini concludendo l’incontro – che di qui a un anno apriranno i cantieri”. Bonaccini ha inoltre sottolineato che questa autostrada rappresenta un volano per la competitività del territorio, utile per contribuire alla competitività delle aziende e attirare non solo capitali e investimenti dall’esterno, ma anche persone e competenze in un’ottica di un territorio sempre più importante e centrale a livello economico-produttivo per il Paese.
Tra il numeroso pubblico anche il presidente del comitato No Cispadana Tagliavini.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È stata trovata domenica mattina la ragazzina di 14 anni scomparsa da casa a Carpi. Scrivevano i Carabinieri:
+++Aiutateci a trovarla+++
Lei è Giada, una ragazza di 14 anni di Carpi. Questa notte non ha fatto rientro a casa. Veste un paio di jeans di colore nero e un giubbotto di color grigio. Chiunque avesse qualche informazione utile al suo rintraccio, è pregato di contattare con sollecitudine il Comando Compagnia dei Carabinieri di Carpi allo 05962276 o al 112.
Grazie.
Rubare un presepe, simbolo per eccellenza con l’albero delle festività natalizie, può essere equiparato al «rubare il Natale». Subire un atto così basso, porta con via non solo materialmente il presepe ma spiritualmente sottrae alla famiglia che se lo vede sottrarre tutto lo spirito, l’aria di positività e i buoni sentimenti delle feste natalizie. Purtroppo, il furto è avvenuto davvero a Eboli, come denuncia a mezzo social la signora A. T., I ladri, nella notte tra domenica e ieri, le hanno rubato gran parte del presepe esposto in via Santa Croce. Gli unici elementi superstiti sono stati i buoi e i personaggi raffiguranti Maria e Giuseppe. «Tenevo a quel presepe perché era di mia madre che purtroppo ci ha lasciato lo scorso anno – scrive la signora – e volevo dire alle mamme, alle mogli o alle fidanzate che si ritroveranno in casa un presepe non loro, che possono anche utilizzarlo per Natale ma dato che è di mia madre potreste anche rimetterlo al suo posto finite le festività, tanto sapete dove si trovava». Dalle parole della signora si evince la delusione per un’azione davvero di cattivo gusto ma, nonostante ciò, la donna ha chiesto la gentilezza di poter ritrovare il presepe al suo posto dopo le feste, dato che è facilmente riconoscibile perché non è un classico presepe ma è formato da tante e piccolissime oche, pecorelle, galline e anche da alcune bomboniere di ceramica.