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Articolo senza titolo

20 Novembre 2014, 11:14am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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APPROFONDIENTO Bel tempo e tanto sole. Un po' di nubi irregolari e medio-alte transitano sulle aree centro-orientali del Nord, ma senza effetti. Locali nebbie sulle pianure del Nord e nelle valli appenniniche centro-meridionali. Temperature minime in diminuzione con valori sui 3/8° sulle pianure del Nord e sulle colline appenniniche. Valori massimi tra 11 e 18° un po' ovunque, fino a 19/20° sulle isole maggiori. Nord: alta pressione in ulteriore consolidamento con tempo asciutto ampiamente soleggiato salvo nubi irregolari e medio-alte in transito sulle aree centro-orientali del Nord, ma senza effetti. Qualche nebbia sulle pianure. Temperature massime mediamente comprese in pianura tra 11 e 16°, minime piuttosto fresche tra 3 e 7°, fino a 10° in Liguria. Centro: arriva finalmente l'alta pressione su tutte le nostre regioni con bel tempo e sole dominante salvo nebbie mattutine nelle valli appenniniche e una locale parziale nuvolosità. Temperature massime mediamente comprese in pianura tra 15 e 17°, fino a 19° in Sardegna; minime in calo, tra 7 e 11°. Sud: alta pressione in affermazione anche su tutte le nostre regioni con bel tempo soleggiato e stabile ovunque; possibile ancora qualche addensamento, specie al mattino, sul Gargano, nel Foggiano, anche con qualche breve rovescio, e una locale parziale nuvolosità sul basso Tirreno. Locali nebbie o foschie mattutine sulle aree interne lucane e Murge. Bel tempo altrove. Temperature massime mediamente comprese in pianura tra 17 e 20 gradi.

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SEZ.SICILIA NEWS Catania mafia, blitz dei carabinieri: sequestrati beni per 50 milioni di euro

20 Novembre 2014, 11:12am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nESEGUITO DA MICHELE PAPPACODA Ventitrè persone sono state arrestate con l'accusa di essere affiliate ai clan mafiosi locali. Associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza mediante violenza o minaccia e fittizia intestazione di beni sono le accuse contestate a vario titolo. Ventitrè persone sono state arrestate in provincia di Catania con l'accusa di essere affiliate ai clan mafiosi locali. Sequestrati beni per circa 50 milioni di euro. L'indagine della Dda di Catania ha riguardato inflitrazioni mafiose nei settori dei trasporti e della grande distribuzione. Documentati anche rapporti collusivi con imprenditori ed amministratori locali. Associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza mediante violenza o minaccia e fittizia intestazione di beni sono le accuse contestate a vario titolo. Mafia, blitz dei carabinieri: sequestrati beni per 50 milioni di euro „Sequestrati beni aziendali e quote societarie per circa 50 milioni di euro. I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11 presso il comando provinciale carabinieri di Catania.“

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SEZ.SICILIA NEWS Mafia, chiesti dieci anni di reclusione per Anna Messina

20 Novembre 2014, 11:07am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA La donna è finita agli arresti domiciliari con l'accusa di avere fatto da "messaggera" al fratello durante gli anni di latitanza. Il prossimo 3 dicembre ci sarà discussione e sentenza. Per Gerlandino Messina invece si saprà se verrà rinviato a giudizio“ Il Pubblico ministero della Dda di Palermo, Rita Fulantelli ha chiesto 10 anni di carcere per Anna Messina, e il rinvio a giudizio per il fratello e capomafia di Porto Empedocle, Gerlandino Messina. La donna è finita agli arresti domiciliari con l’accusa di avere fatto da “messaggera” al fratello durante gli anni di latitanza.“ „Le richieste di accedere al rito abbreviato per Anna Messina e all’ordinario per Gerlandino Messina, sono state formulate dal loro difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, ed esplicitate stamani nel corso dell’udienza preliminare, che si è celebrata avanti il Gup del Tribunale di Palermo, Riccardo Ricciardi. Il prossimo 3 dicembre ci sarà discussione e sentenza. Per Gerlandino Messina invece si saprà se verrà rinviato a giudizio.“

Agrigentonotizieit

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 20.11.2014. A CURA DI ANGELA CECERE

20 Novembre 2014, 11:01am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 19,41-44. In quel tempo Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

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PUGLIA E CALABRIA NEWS REGGIO CALABRIA Donna segregata in casa: arrestati il fratello e la nipote

20 Novembre 2014, 10:57am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nESEGUITO DA MICHELE PAPPACODA Donna segregata in casa: arrestati il fratello e la nipote „L'anziana di sessantaquattro anni con problemi psichici, era rinchiusa in uno scantinato del centro storico di Oppido Mamertina“. Tenuta segregata da due parenti, rinchiusa in uno scantinato nel centro di Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria: così i carabinieri hanno trovato una donna di 64 anni, affetta da problemi psichici e hanno arrestato il fratello dell'anziana e sua figlia, accusati di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia. I militari hanno sentito i lamenti della donna provenire dal seminterrato in cui era rinchiusa e l'hanno liberata. Vedova e senza figlia, l'anziana è stata trovata in condizioni igienico-sanitarie critiche. Ora sono in corso le indagini per accertare se, come sembra, il fratello e la nipote della donna si siano appropriati della sua pensione e dei beni del'invalidità.

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Droga dalla Colombia alla Puglia: blitz dei carabinieri, narcotrafficanti in manette

20 Novembre 2014, 10:51am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nESEGUITO DA MICHELE PAPPACODA Droga dalla Colombia alla Puglia: blitz dei carabinieri, narcotrafficanti in manette „La base della banda nel nord barese.

Sequestrati beni per un milione e mezzo di euro al presunto capo dell'organizzazione, un 58enne di Andria. Dalla Bat, gli stupefacenti venivano smistati in diversi capoluoghi italiani, da Milano a Palermo“. Droga dalla Colombia alla Puglia: blitz dei carabinieri, narcotrafficanti in manette „ a droga arrivava dalla Colombia, via Spagna, nel nord barese. Da lì veniva smistata in Puglia, e in diversi altri capoluoghi italiani, da Milano a Palermo. A sgominare la banda di narcotrafficanti un'operazione dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari, che dalle prime luci dell’alba stanno eseguendo numerosi arresti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Gli arrestati sono accusati di appartenere ad un'associazione a delinquere finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di ingenti quantità di cocaina, hashish e marijuana e detenzione e di porto abusivo di armi.

L'ORGANIZZAZIONE - La banda aveva sviluppato sofisticati stratagemmi di trasporto, comunicazione e informazione per aggirare le indagini delle forze dell’ordine. Droga nascosta in doppifondi, mattoni di cemento cavi, batterie delle auto svuotate, nonché barre di alluminio vuote, usate per il sostegno dei teloni di copertura dei camion. Per essere sicuri di muoversi e parlare tranquillamente i criminali potevano contare su un’agenzia di sicurezza che effettuava bonifiche sui mezzi alla ricerca di microspie e su un’altra agenzia di pratiche automobilistiche che controllava le targhe di auto sospette per escludere pedinamenti da parte delle forze di polizia. Droga dalla Colombia alla Puglia: blitz dei carabinieri, narcotrafficanti in manette „MAXI SEQUESTRO DI BENI - Ogni carico di cocaina poteva valere 100 ai 250 mila euro per un giro d’affari mensile attorno agli 800mila euro, che poi venivano reinvestiti anche in beni immobiliari. A capo della banda, secondo gli investigatori, un 58enne di Andria, al quale sono stati seqauestrati beni per un valore di circa un milione e mezzo di euro. Tra questi la casa della figlia e del cognato del boss, che dichiaravano redditi ai limiti della sopravvivenza.“

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SARDEGNA E CORSICA NEWS OLBIA Tragedia di San Simplicio: 4 anni all’autista

20 Novembre 2014, 10:47am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nell’incidente stradale persero la vita i tre fratelli Diana. Confermata in appello la condanna, ma la pena è stata ridotta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OLBIA. La corte d’appello di Sassari, presieduta da Plinia Azzena, ha condannato ieri mattina a 4 anni di reclusione Pasquale Spanu, il camionista di Sassari che, nel maggio del 2008, con il suo pesante mezzo travolse e uccise i fratelli Paolo, Mauro e Franco Diana, tutti di Olbia.

A proporre appello contro la condanna a cinque anni inflitta, per plurimo omicidio colposo, dal gip di Tempio all’autotrasportatore sassarese era stato l’avvocato Antonio Secci, difensore di Pasquale Spanu, 64 anni.

 

Ieri il Pg Sergio De Nicola, che nel corso del dibattimento aveva chiesto una rinnovazione delle perizie tecniche sul camion, ha concluso per un proscioglimento del camionista, richiesta alla quale si è associato il difensore trovando però la ferma e decisa opposizione della parte civile, rappresentata in aula (dove erano presenti i parenti della tre vittime) dagli avvocati Fabio Diomedi e Giampaolo Murrighile. I giudici (a latere Massimo Zaniboni) hanno deciso per la conferma della condanna inflitta in primo grado, riducendo però la pena di un anno.

di Giampiero Cocco LA NUOVA SARDEGNA

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TOSCANA NEWS PISA Trovato morto in auto, sospetta overdose L'uomo è conosciuto per la sua storia di tossicodipendenza

20 Novembre 2014, 10:41am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PISA. Il corpo senza vita di un 41enne, residente a Livorno, è stato rinvenuto in un’auto poco dopo le 7 di giovedì 20 novembre, in via Fagiana a Putignano. Stando ai primi accertamenti svolti dai carabinieri il decesso sarebbero stato provocato da un’overdose di eroina. Nell’abitacolo è stata rinvenuta la bustina che contiene le siringhe usa e getta. L’uomo era conosciuto dalle forze dell’ordine come consumatore abituale di sostanze stupefacenti.

IL TIRRENO

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LOMBARDIA NEWS «Così abbiamo aiutato Elena a vivere» Il racconto di Simone Puligheddu, studente di infermieristica: «Il suo cuore non batteva più, in tre l’abbiamo rianimata»

20 Novembre 2014, 10:35am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA PAVIA. Alcuni l'hanno chiamato angelo. Altri eroe. «Ma io non mi sento né uno né l'altro: ho fatto soltanto il mio dovere». Parla piano Simone, ritorna con la mente a quegli istanti e poi racconta quegli attimi che sembravano secoli.

E' stato questo 21enne di origine sarda a far ripartire il cuore di Elena Madama, a farla tornare a respirare dopo che un'auto pirata l'aveva trascinata per 600 metri in Strada Nuova, devastandole il corpo, frenandoci addosso e ripassandoci sopra in retromarcia per scappare. «Voglio dire fin d'ora che da solo non ci sarei mai riuscito - ripete più volte - Insieme a me c'era un altro ragazzo: ricordo che aveva un giubbotto di pelle, ma non mi ha detto come si chiamava. Lui e un altro si alternavano al massaggio cardiaco, io le facevo la respirazione bocca a bocca». E' stato lui, Simone Puligheddu della provincia di Nuoro, studente universitario al secondo anno di Infermieristica all'Università di Pavia, a soccorrere per primo la consigliera del Partito Democratico investita e trascinata in pieno centro da un ladro alla guida di un'auto rubata.

 

 

E ora, a distanza di una settimana da quella sera che ha sconvolto una città intera, racconta quei momenti.

«Ero rientrato in casa da poco, quando ho sentito un urlo strano - spiega Simone, che abita poco distante da Strada Nuova - Qualcuno gridava "Fermati! Fermati!" e ho capito che qualcosa non andava: sono uscito sul balcone e ho visto quella ragazza, riversa al centro della strada».

Quella ragazza era Elena Madama, che oggi è ricoverata al Niguarda in condizioni gravi ma stabili. Da qui i ricordi ritornano come flash sospesi nella memoria di Simone, 21 anni compiuti poche settimane fa. «Mi sono praticamente ritrovato in strada, accanto alla ragazza che era priva di coscienza ma ancora respirava - racconta lo studente universitario - Ho urlato di darmi delle garze, per cercare di tamponarle il volto ferito. Ma dopo un attimo lei ha smesso di respirare, e il polso si è fermato».

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Altri sarebbero andati nel panico. Altri ancora avrebbero aspettato l'arrivo dei soccorsi, già allertati. Ma non Simone, che sa quanto importanti possano essere i minuti in casi come questo, perché da quando aveva 18 anni presta servizio come volontario nel 118 di Oliena, la sua città di origine in provincia di Nuoro.

 

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Non Simone, che ha subito cercato di rianimare Elena. «Le ho fatto la respirazione bocca a bocca, mentre quell'altro ragazzo ha iniziato a fare il massaggio cardiaco - racconta - Abbiamo fatto vari cicli, e dopo un poco il cuore ha ripreso a battere». Ma Elena ancora non respirava. «Sembrava non riuscirci - dice Simone - Così, cercando di muoverla il meno possibile, l'abbiamo girata leggermente su un fianco, continuando con le manovre di rianimazione».

A quel punto la giovane consigliera comunale ha espulso il sangue che le bloccava il respiro, e ha ripreso finalmente a respirare. Nel frattempo una ragazza è corsa a prendere il defibrillatore che c'è in piazza Vittoria. «Ma non è stato necessario, perché nello stesso istante è arrivata anche l'auto medica - racconta ancora Simone - A quel punto abbiamo lasciato lavorare i medici».

A tutta la scena hanno assistito diversi testimoni, attoniti per quanto successo all'ora dell'aperitivo nel pieno centro di Pavia. Fabio Tragella è stato tra i primi a intervenire.

«La ragazza era riversa per terra, gli abiti in brandelli bagnati dalla pioggia - dice il titolare del negozio di abbigliamento Mc, proprio di fronte al luogo dell'incidente - Io ho cercato di coprirle il corpo, mentre un altro ragazzo ha iniziato il massaggio cardiaco e lui (riferendosi a Simone Puligheddu, ndr) le ha fatto la respirazione bocca a bocca, senza mai fermarsi finché non ha ripreso a respirare. Per me loro sono esempi. Loro sono eroi». L'altro ragazzo, quello col giubbotto di pelle, non è stato individuato.

 

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«Anche lui era infermiere, forse soccorritore della Croce Rossa - ricostruisce lo studente sardo - Ma non mi ha detto il suo nome, e subito dopo che l'ambulanza se n'è andata anche noi ci siamo allontanati».

Ora Simone, insieme ai genitori di Elena, al suo fidanzato Enrico e all'intera città di Pavia, spera soltanto che la consigliera comunale possa riprendersi. «Non ho fatto nulla di eccezionale - dice ancora il 21enne - Soltanto quello che qualunque infermiere, qualunque soccorritore, qualunque persona in grado di farlo avrebbe fatto se si fosse trovato al mio posto».

Ma il suo gesto non ha lasciato Pavia nell'indifferenza. E tanti, anche soltanto con un messaggio sui social network, l'hanno già ringraziato.

 

Gabriele Conta LA PROVINCIA PAVESE

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SEZ.POLITICA Niente carcere per furti e truffe Così Renzi velocizza la Giustizia

20 Novembre 2014, 10:28am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Rosaria RomanoINSERITO DA ROSARIA ROMANO Prendete Renato Vallanzasca. Nei giorni scorsi è stato connato a dieci mesi di carcere per aver rubato un paio di mutande e alcuni oggetti da giardinaggio.

I

La sinistra si è subito affrettata a spiegare che il gesto è stato dettato dalla fame, dal disagio sociale, dalla crisi economica. Ebbene se il decreto legislativo che il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha trasmesso al parlamento fosse già stato convertito legge, il bel René non si sarebbe fatto nemmeno quei mesi di carcere. Perché, per "snellire" le Aule dei tribunali, il governo Renzi sta pensando bene di non perseguire i "piccoli" reati. Niente processo, insomma, per truffe, furto o lievi forme di abuso d'ufficio o peculato. E la vittima? Rimarrà col cerino in mano.

È il soliti brutto vizio della sinistra. Giustizialisti e manettari solo quando conviene. Perché c'è furto e furto. A seconda della convenienza. Li chiamano reati "bagatellari", ma pur sempre di reati si tratta. Tanto che ad oggi, in Italia, vengono comunque perseguiti in ossequio al sacrosanto pricncipio dell'obbligatorietà dell'azione penale. Adesso il Guardasigilli ha scritto cinque articoletti, riuniti sotto un unico decreto legislativo, per depenalizzare i reati "batellari". Ladri e truffatori se la caveranno con un buffetto. Nemmeno la ramanzina. Perché, dovesse diventare legge, "nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo, l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale". Difficile districarsi nel "giuridichese" di Orlando. Ma quello che introduce la bozza del provvedimento è "l'improcedibilità per tenuità" del danno arrecato. 

Le truffe, i furtarelli, gli abusi d'ufficio di lieve entità e il peculato d'uso potranno essere chiusi subito, senza andare a processo. E, quindi, senza essere condannati. Ci sarà, insomma, l'archiviazione per il vecchietto che al supermercato ruba un formaggio e per il rom che ti trancia la catena e si porta via la tua bicicletta. Perché, nascondendosi dietro alla "esigenza di alleggerimento del carico giudiziario", Orlando punta a introdurre il"principio di proporzione" in modo da tutelare il ladro o il truffatore di turno per non essere "costretti a sopportare il peso psicologico del processo a suo carico". E levittime? Rimarranno senza giustizia. Certo, chi ha subito il danno potrà far valere le proprie ragioni in sede civile. Entro dieci giorni potrà anche prendere visione degli atti in modo da opporsi, qualora lo volesse, alla richiesta di archiviazione del pm. Ma chi deciderà se archiviare il ricorso alla archiviazione del pm? Un altro giudice. Con un margine di discrezionalità che, all'occorrenza, non tutela mai le vittime.

DI ANDREA INDINI IL GIORNALE.IT

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