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COSTIERA AMALFITANA NEWS Ravello ricorda P. Bonaventura Mansi nel 50° della morte

20 Novembre 2014, 10:06am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nDI MICHELE PAPPACODA ANTEPRIMA ESCLUSIVA www.mikivettica.net Ravello ricorda P. Bonaventura Mansi nel 50° della morte

Due Testimoni di santità e di servizio

che hanno onorato la città della Costiera

Sull'ultimo scorcio del secolo XIX la divina Costiera sperimentò un notevole flusso migratorio verso le Americhe e il Nord Europa, in particolare verso l'Inghilterra, dove approdarono Maria Michela e Bonaventura Mansi, coniugi ravellesi, genitori di fra Antonio (Londra 1896 - Roma 1918) e P. Bonaventura Mansi (Londra 1900 - Napoli 1964): il primo confondatore della «Milizia dell'Immacolata» con san Massimiliano Kolbe (+ 1941) nel Collegio serafico internazionale romano dei Frati Minori Conventuali (1917), il secondo benemerito difensore della città di Assisi nel secondo conflitto mondiale e Ministro Provinciale dell'Alma Provincia di Napoli (1955-1964).

Solo ventidue anni di vita

La breve vicenda terrena di fra Antonio, di appena 22 anni di vita, muove i primi passi a Londra per poi trasferirsi a Ravello (1905), dove entra tra i Frati Minori Conventuali del locale convento di san Francesco, il santuario che custodisce i resti mortali e la memoria spirituale del B. Bonaventura da Potenza (+ Ravello 1711). Gli studi lo portano a Bagnoregio, Assisi, Montottone Marche e a Roma, dove viene ammesso agli studi teologici nel 1915 e dove emette i voti solenni e riceve gli Ordini Minori nella chiesa di sant'Andrea della Valle, mentre venivano ordinati sacerdoti san Massimiliano Kolbe e l'altro napoletano confondatore della M.I. P. Enrico Granata (+ 1964). Colpito da febbre spagnola Fra Antonio si coricò il 23 ottobre del 1918, quarto giorno dei santi Esercizi spirituali annuali del collegio, e il 31, alle ore 9, passando dalla preghiera ad una breve agonia, assistito dal suo Padre Rettore il celebre P. Stefano Ignudi (+ 1945), spirò in età di 22 anni, mesi 4 e giorni 20, e fu sepolto al cimitero del Verano, dove tutt'ora riposa, in attesa di portare le sue spoglie mortali nel santuario francescano-bonaventuriano di Ravello per essere collocate accanto a quelle del fratello minore Padre Bonaventura.

Il 25 novembre 2004, l'urna contenente i resti mortali di fra Antonio Mansi (+1918) viene tumulata nella chiesa san Francesco in Ravello, accanto alle spoglie del suo fratello padre Bonaventura (+1964)

Lo stesso Padre Kolbe, che conoscerà la famiglia Mansi a Ravello, dove si reca per un periodo di riposo estivo (4 giugno - 8 luglio 1919), ricorda spesso questo giovane poliglotta e lo saluta con espressioni quali «musico e poeta», «anima eletta, religioso esemplare, santo chierico, di santa memoria, splendida anima,»; mentre il suo Rettore Padre Ignudi lo segnala come «un santo nascosto» e il Registro del Collegio annota: «sanctissime obiit in collegio die 31 octobris 1918. Alumnus optimae spei in Pont. Schola Superioris Musicae Sacrae».

Padre Bonaventura Mansi, fratello minore, percorre analoghi sentieri fino ai vertici del governo dell'Ordine, segnalandosi come cultore di scienze letterarie e teologiche, come formatore di coscienze e di altissima prudenza nelle varie delicate mansioni di governo alle quali fu chiamato già in giovanissima età. Londra, Ravello, Assisi e Roma (1900-1923) sono i sentieri principali che portano fra Bonaventura dalla nascita agli studi ginnasiali e filosofico-teologici nel Collegio internazionale, dove era morto il fratello e dove egli stesso emetterà i voti solenni (1923), prima di ritornare alla sua Ravello, addetto alla formazione dei giovani ginnasiali (1923-1928). Dopo breve permanenza ad Aversa (1928-1931) lo incontriamo a Roma presso il Collegio di studi superiori alla Vigna antoniana (1931-1933), dove incontra anche san Massimiliano Kolbe, che gli parla del santo fratello Antonio, del quale intende scrivere una biografia. Quindi ad Assisi (1933-1937): qui la benemerita Crociata Missionaria Francescana aveva organizzato un Collegio fin dal 1927 che, con quelli di Amelia (1924), di Roma (1925) e di Brescia (1928), significò una reale ripresa dell'Ordine per le aperture missinonarie pastorali e culturali che le seppero conferire l'ideatore P.M. Domenico Tavani, Ministro Generale (1919-1924, 1930-1936; + 1938) e i successori, che la sostennero quali Alfonso Orlini (1924-1930) e Beda Hess (1936-1953). Ad Assisi Padre Bonaventura rimase come Rettore e Custode del Sacro Convento, benemerito per aver evitato alla città di Assisi gli orrori e le distruzioni della guerra (1937-1945).

Animatore e divulgatore della teologia francescana propagò gli Studi di Teologia per i laici a Firenze, Padova, Napoli, Perugia, Assisi, Viterbo, Albano, Potenza e Messina (1945-1948); infine Segretario e Assistente Generale dell'Ordine (1948-1950). Procuratore e Vicario Generale (1950-1954), resse l'Ordine, in qualità di Vicario, dall'agosto 1953 al febbraio 1954 per la morte sopravvenuta del P.M. Beda Hess. Nel Capitolo Provinciale di Portici (1955) fu eletto Ministro Provinciale reggendo la fraternità fino alla morte avvenuta a Napoli, nell'Ospedale «Ascalesi» il 25 novembre 1964 alle ore 17.30, povero tra i poveri, in una corsia comune, come egli stesso aveva desiderato da francescano autentico.

Ravello - Chiesa San Francesco

 

Accomunati nella vocazione francescana

Figli di Francesco d'Assisi, questi due ravellesi appartengono alla schiera di italiani nati nelle terre dell'itineranza migratoria dei modesti genitori; accomunati nella vocazione francescana, il più giovane Antonio esaurì la breve esistenza in un lampo di santità ed estasi musicale nel ricordo della tomba del beato Bonaventura per il quale scrisse l'immortale inno «Dinanzi alla mirifica», musicato dal Maestro P. Domenico Stella; P. Bonaventura, invece, segnò la vita dell'Ordine e della Provincia con la sua personalità tenace e i suoi ritmi serrati, nascondendo nella modestia francescana altissime qualità di formatore di coscienze e uomo di governo. Ricordando questi due figli della migrazione la città di Ravello si è riappropriata di una pagina significativa della sua storia, materiata di duro lavoro, ma sempre nell'incanto di quei dirupi bagnati da vari torrenti. Sotto il porticato, antistante la chiesa di s. Francesco, dove è stata scoperta una lapide alla «Memoria», si erano dati appuntamento centinaia di ravellesi, testimoni di questo angolo di burroni, tra cielo e terra, nel grido spirituale degli antichi monasteri medievali, sospesi nella solitudine dello spirito, che alimentò i due giovanetti, Antonio e Bonaventura, che nel 1909 e nel 1913, rispettivamente, bussarono alla porta del convento per porsi alla sequela di Francesco.

Un giorno solenne che ha segnato i cuori

È stato il sindaco di Ravello dott. Secondo Amalfitano e la Giunta a voler questa V «Giornata della Memoria» dal titolo: «Il presente: un ponte tra passato e futuro». Bambini, bambine, ragazzi e ragazze delle elementari e delle medie si sono ritrovati nella chiesa francescana per ascoltare alcune riflessioni su questi fratelli ravellesi che hanno dato lustro alla città della divina Costiera. Nell'Aula Magna della biblioteca del monumentale complesso francescano è stata anche proiettato per i giovani e le giovanissime il film «Assisi Underground» di Alexander Ramati. Sono stati poi, nel pomeriggio, il Sindaco Amalfitano, l'Assessore Ulisse Di Palma, Padre Francesco Capobianco, guardiano del Convento di san Francesco, Padre Alfredo Avallone, Rettore del «Franciscanum» di Assisi, Padre Gianfranco Grieco e lo storico Padre Cristoforo Bove a riproporre le due figure dei fratelli Mansi che hanno segnato il cammino storico, spirituale e francescano dell'Ordine serafico negli anni del XX secolo. Alla commemorazione erano presenti i nipoti ed i pronipoti ravellesi dei fratelli Mansi e numerosi concittadini che hanno conosciuto ed apprezzato l'opera del Padre Bonaventura che, con la sua lungimirante azione, ha dato a Ravello, «Città della Musica», un'impronta francescana e bonaventuriana che ancora oggi, con riconoscenza, porta nella memoria e nel cuore.

Gianfranco Grieco

 

GIORNATA DELLA MEMORIA 2003 
UN TRIBUTO ALLA VITA DEI FRATELLI 
ANTONIO E BONAVENTURA MANSI CONVENTUALI DA RAVELLO

Quando abbiamo istituito la 'GIORNATA DELLA MEMORIA' non pensavamo di trovare un numero così vasto di uomini e fatti della storia recente della nostra Ravello che meritassero il novero e la riscoperta. Questa "sorpresa" ci induce ad una riflessione che non è un titolo di merito per la società contemporanea: l'uomo preso dal vortice frenetico dello sviluppo e dell'evoluzione, sembra quasi aver dimenticato che esistono valori sui quali l'umanità ha costruito secoli di storia. Anche gli esempi più fulgenti d'incarnazione di detti valori, vengono sempre più spesso celebrati per un giorno, per un attimo fuggente, e subito consegnati all'oblio. L'auspicio e l'augurio che facciamo a noi stessi prima, e a tutti i partecipanti a questa edizione della 'Giornata della Memoria' poi, è quello di ripescare dall'oblio le testimonianze raccolte e trasferirle nella nostra quotidianità, affinché dal loro esempio fulgido possiamo trarre ogni utile indicazione per il nostro futuro e per quello dell'umanità.

I fratelli Antonio e Bonaventura, della famiglia dei Frati Minori Conventuali come religiosi, e della famiglia Mansi come cittadini di Ravello, hanno meritato pienamente la dedica di questa Giornata della Memoria 2003. Con le loro azioni ed il loro esempio, oltre a dare lustro a questa terra, essi hanno offerto a tutti un punto di riferimento straordinariamente orientante, ancora più attuale nella società contemporanea, che non nel contesto storico temporale della loro vita.

Il desiderio che soprattutto le nuove e future generazioni potessero venire a conoscenza dell'esistenza e della vita di questi due straordinari nostri concittadini, ci ha indotto a raccogliere e pubblicare le testimonianze su di loro, coscienti che questo volume può rappresentare una vera e propria "testata d'angolo" per la costruzione di un mondo migliore.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Ahimè... Troppi incarichi a volte possono danneggiare...

20 Novembre 2014, 09:53am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

foto di Rosaria Romano.
foto di Rosaria Romano.
foto di Rosaria Romano.
Rosaria RomanoDI Rosaria Romano SU FACEBOOK 
  

Ahimè... Troppi incarichi a volte possono danneggiare... Dott. Commercialista e amministratore unico di una società??? E poi un amministratore con una paghetta di €500 mensili? No. Ha altri interessi questo Dott. Le ricordo che sono comunque socia 5%. Si salvi chi può! E soprattutto Buon Lavoro...

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Recensione negativa su Tripadvisor? Coppia multata da hotel

20 Novembre 2014, 09:48am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Rosaria RomanoPROPOSTO DA ROSARIA ROMANO SU FACEBOOK Guai a scrivere una recensione negativa su Tripadvisor. Ne sa qualcosa una coppia di pensionati inglesi. Secondo il sito della Bbc, Tony e Jan Jenkinson si sono visti addebitare 100 sterline sulla loro carta di credito da un albergo di Blackpool, a nord di Liverpool, che non ha gradito i loro commenti, fra cui quello di "tugurio fatiscente". L’hotel si è difeso affermando che il regolamento interno - e questo sarebbe scritto nero su bianco sulle clausole di prenotazione - prevede un addebito da 100 sterline per gli ospiti che lasciano una cattiva "review". L’autorità locale per gli esercizi commerciali ha avviato una indagine sul caso per capire se ci sia stato o meno una violazione della legge nell’imporre la multa.

 

 

 

 

 

 

 

"Che cosa è accaduto alla libertà di espressione? - si è chiesto Tony Jenkinson - Tutti quelli a cui ci siamo rivolti ci hanno detto che un hotel non si può comportare così".

LUCA ROMANO IL GIORNALE.IT

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Imposimato ospite all'Università di Salerno: «Andreotti dietro le stragi terroristiche, Cossiga era un delinquente»

20 Novembre 2014, 09:37am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Standing ovation per Ferdinando Imposimato, accolto nell'aula Verde della Facoltà di Giurisprudenza in un convegno organizzato dall'associazione Agorà. C'è il pubblico delle grandi occasioni per "L'ultimo dei Magistrati", invitato in qualità di ospite d'eccezione per ricostruire le principali vicende del secolo scorso: dagli anni di piombo fino ai fatti di Capaci e via D'Amelio, un focus sulla Repubblica delle stragi impunite.

Una lunga intervista fotografica condotta dal professor Virgilio D'Antonio, docente di Diritto dell'informazione, preceduta dai saluti del Rettore Aurelio Tommasetti, del Direttore di Dipartimento Enzo Maria Marenghi, e dall'introduzione del professor Pasquale Stanzione, docente di Istituzioni di Diritto Privato.

Scatti che hanno segnato indelebilmente la storia d'Italia: su ognuno di essi il racconto di Imposimato, eroe civile della lotta alle mafie e al terrorismo. Nella sua più recente attività editoriale l'ex magistrato ha ricostruito meticolosamente le situazioni più oscure, tracciando trame a molti sconosciute: «Non bisogna mai credere a quello che scrivono i giornali, anche se autorevoli - afferma rivolgendosi alla platea - La strage di Piazza Fontana fu attribuita agli anarchici, e io ci credetti a causa del Corriere della Sera, diretto all'epoca da Giovanni Spadolini. Anche L'Unità - rincara la dose - raccontava sciocchezze ed io mi accorsi di tutto dopo trent'anni».

La visione del Presidente onorario della Corte di Cassazione sulla vicenda, che ha vissuto in prima persona essendosi trovato a pochi metri dall'esplosione, è nitida: «La strage fu realizzata da Ordine Nuovo con la partecipazione degli Stati Uniti, me l'ha detto il generale Maletti». Ma perché in Italia venivano messi in atto attentati terroristici di portata così ampia? «La strage di Milano era contro Rumor che voleva fare un governo con i Socialisti, non a caso nel maggio del 1974 ha subito un attentato. Le stragi sono state strumento di lotta politica, Andreotti è uno degli artefici».

Un filo sottile unisce la strategia del terrore alla politica: lo scopo, ricordato più volte, era quello di seminare il panico per mantenere lo status quo. «Andreotti pagava Gelli per la strategia del terrore - sostiene Imposimato - Gelli, Andreotti e Kissinger erano i tre protagonisti della tensione».

E' un fiume in piena l'ex magistrato nel narrare le dinamiche della loggia massonica P2 con cui si collaborava anche senza essere formalmente iscritti: «Piccoli era un piduista, pur non essendo iscritto: era come Andreotti e Cossiga». Il loro obiettivo, spiega Imposimato, era quello di impedire che ci potessero essere alleanze della Democrazia Cristiana con la Sinistra, in particolare con il PCI. L'accordo con i Comunisti non era voluta né da New York, né da Mosca. Non a caso, continua, «Berlinguer aveva subito un attentato nel 1973 in Bulgaria».

Inevitabile, poi, il passaggio su un altro momento cruciale: il tragico rapimento e il successivo assassinio di Aldo Moro nel 1978. Anche qui Imposimato è schietto nella sua analisi: «Non fu opera dei soli brigatisti rossi. Non era un'operazione di terrorismo, perché anche allora vennero fuori servizi segreti stranieri come il KGB. Gli attentatori hanno preso le armi in Libano tramite i palestinesi e, nella complessa storia, spuntò anche il nome di Gheddafi».

E' in questa fase che Imposimato ha lasciato la Magistratura: «Non volevano che io scoprissi la prigione di Moro. Ho lasciato perché la prigione ancora oggi non viene riconosciuta dallo Stato. Non c'è nemmeno una lapide e infatti lo ricordano ancora in via Caetani. La verità - sostiene con rammarico - non é ancora venuta fuori: noi dobbiamo cercare di trovarla perché chi ha fatto quelle cose potrebbe essere ancora nelle stanze del potere».

Nelle immagini, poi, scorre l'orologio fermo della stazione di Bologna nel 1980: «Hanno cercato di far credere che era un'operazione internazionale, invece é stata fatta da Ordine Nuovo per conto del potere politico. I due condannati erano legati alla massoneria di Gelli: c'entrano sicuramente, anche se in tanti affermano la loro estraneità in virtù del fatto che hanno confessato altri omicidi e non avrebbero avuto motivi per negare la propria posizione. In supporto di costoro é sceso in campo persino Cossiga che era un delinquente». Per Imposimato «manca solo il nome dei politici per cui hanno agito» per chiarire definitivamente il quadro.

Si arriva, infine, ai drammatici momenti del 1992 con le stragi di Capaci e via D'Amelio in cui furono assassinati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il primo fu vittima di un altro attentato, fallito, presso la Costa dell'Addaura nel 1989: «Subito dopo - ricorda Imposimato - alcuni esponenti della polizia di stato sono andati a Londra per parlare in carcere con il mafioso Francesco Di Carlo. L'incontro fu necessario per procurarsi l'esplosivo che occorreva a far saltare in aria Falcone. Non é stato ucciso solo dalla mafia ma da altre forze che lo volevano morto perché indagava su fatti che vedevano coinvolti i vertici del potere politico, economico e massonico italiano e internazionale».

A Falcone Imposimato imputa un solo errore: «Forse non aveva capito che le cose che si sanno bisogna dirle. Quando le cose si sanno - conclude cogliendo la commozione di tanti presenti - bisogna dirle altrimenti non te le fanno dire più». E lui ha voluto aprirsi a 360 gradi davanti ad un pubblico fatto prevalentemente di giovani: un passaggio ideale del testimone per mantenere sempre vigile l'attenzione sul torbido che si cela dietro l'attualità.

DI DAVIDE MARCIANO IL VESCOVADO DI RAVELLO

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Carpi, curato per una cervicale muore a casa poco dopo

19 Novembre 2014, 19:20pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA Graziano Nanetti, 43 anni, ingegnere, è spirato per un raro problema cardiaco I genitori fanno causa all’ospedale privato nel Milanese dove era stato visitato.

 

È entrato al pronto soccorso la sera. Al medico ha detto di avere dolori al collo, ai denti e anche allo sterno. Dopo alcuni controlli tra cui l’esame del sangue e l’elettrocardiogramma, è stato dimesso con la diagnosi di cervicalgia. Il medico del pronto soccorso l’avrebbe poi congedato prescrivendogli un antidolorifico. Il paziente il pomeriggio dopo è deceduto per “dissecazione aortica”.

La vittima è Graziano Nanetti, carpigiano di 43 anni, ingegnere informatico e da qualche anno residente a Milano per motivi di lavoro. Ed è stato al pronto soccorso dell’ospedale privato convenzionato “Multimedica” di Sesto San Giovanni, che Nanetti si è recato, accompagnato dalla sua ragazza, per un controllo. «Aveva passato il pomeriggio in palestra - raccontano straziati dal dolore i genitori, Tiziano e Marisa, in città noti artigiani del tessile - dove, a un certo punto, non si è sentito bene. Il medico presente l’ha invitato ad andare all’ospedale per un controllo perché i sintomi potevano suscitare una certa preoccupazione».

 

 

Così verso le 20 di domenica 9 novembre si è presentato all’ospedale. Dopo i controlli un sospiro di sollievo e un sorriso: «Tanta paura per una cervicale», avrebbe detto scherzando l’ingegnere. «La mattina dopo - raccontano ancora i genitori - aveva deciso di riposare e di riprendere a lavorare dal pomeriggio. La sua fidanzata l’ha chiamato alcune volte, poi a un certo punto non c’è più stata risposta». A quel punto un amico è andato a suonare il campanello e quando ha capito che doveva essere accaduto qualcosa di grave ha fatto intervenire i pompieri che hanno trovato il 43enne steso sul divano privo di vita.

 

«Siamo sotto choc - dicono Marisa e Tiziano - ma dobbiamo reagire affinché sia fatta giustizia. Secondo noi non è possibile dimettere una persona con i dolori tipici di un problema cardiaco. Sappiamo che nostro figlio è stato colpito da una malattia rara e imprevedibile, ma a nostro modo di vedere non doveva essere dimesso: se fosse stato trattenuto in osservazione...». L’autopsia, alla presenza anche del medico nominato dalla famiglia della vittima, ha accertato che non si trattava proprio di una cervicalgia. «È scritto nero su bianco - dice il padre Tiziano - che si è trattato di una dissecazione dell’aorta (patologia caratterizzata dallo slaminamento della tonaca media del vaso sanguigno con formazione di un secondo lume detto “falso lume” ndr). Noi abbiamo scelto le vie legali contro l’ospedale perché riteniamo che dimettere nostro figlio con quei sintomi si sia trattato di una negligenza. Un’azione che abbiamo deciso per evitare che casi simili si ripetano. I medici non devono essere superficiali o frettolosi con i pazienti. Se nostro figlio fosse stato ricoverato - concludono - a quest’ora forse sarebbe ancora vivo».

di Rino Filippin LA GAZZETTA DI MODENA

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Sant'Antimo in rivolta contro la Tari VIDEO

19 Novembre 2014, 12:32pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Sant'Antimo in rivolta contro la Tari più cara d'Italia. Il video di Luca Leva e Giulia Ambrosio.

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 19.11.2014 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

19 Novembre 2014, 12:22pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nA CURA DI MICHELE PAPPACODA

Almanacco del 19 novembre 2014

OGGI

Mercoledì 19 Novembre 2014

NASCE

1566: Robert Devereux, conte di Essex, 
amante della regina Elisabetta d'Inghilterra, 
fu fatto giustiziare per aver guidato una rivolta contro di lei

1917: Indira Gandhi, statista

1942: Calvin Klein: Il suo nome è sinonimo di fashion in tutto il mondo,
grazie alla popolare sigla CK impressa su jeans,
bottigliette di profumo ed altri accessori.

Stilista di fama mondiale, è uno degli ospiti più attesi
in numerose sfilate e occasioni mondane

1961: Meg Ryan: Nata a Fairfield, nel Connecticut è la classica
bellezza acqua e sapone, che con la sua simpatia e semplicità 
è diventata un'attrice simbolo della commedia sentimentale americana.

1962 - Jodie Foster : Da enfant prodige a pluripremio Oscar, 
la sua carriera ha vissuto una rapida ascesa e in poche,
nel suo ambiente, possono vantarla. Californiana di Los Angeles,
risulta all'anagrafe come Alicia Christian Foster ma fin da piccola viene
chiamata dai suoi fratelli con il nomignolo Jodie.

 

MUORE

1828: Franz Schubert. Tra i più importanti compositori
della storia della lirica, è considerato il grande maestro del Lied romantico, 
composizione di carattere sentimentale per voce solista e pianoforte.

ACCADDE

1493: durante il suo secondo viaggio verso le Nuove Terre Cristoforo Colombo
approda sulle coste di Porto Rico

1916: Samuel Goldwyn e Edgar Selwyn fondano la Goldwyn Pictures,

che il 16 aprile 1924 si trasformerà nella più famosa Metro-Goldwyn-Mayer

1946: Afghanistan, Islanda e Svezia si uniscono alle Nazioni Unite

1949: incoronato a Monaco il Principe Ranieri III

1969: il calciatore brasiliano Pelé segna il suo goal numero 1.000

1969: l'Apollo 12 arriva sulla luna: gli astronauti Pete Conrad e Alan Bean

sono rispettivamente il terzo e il quarto uomo a mettere piede sulla Luna

1969: Prima vittima degli Anni di piombo : La stagione invernale è alle porte, 
ma quello che si respira a Milano è il tipico clima da "autunno caldo".

Antonio Annarumma  è stato un poliziotto italiano in forza al Terzo Reparto Celere
ucciso a 22 anni mentre prestava servizio durante una manifestazione 
indetta dall'Unione Comunisti Italiani (marxisti-leninisti) e dal Movimento Studentesco.

1977: il presidente egiziano Anwar Sadat è il primo
leader musulmano a visitare ufficialmente Israele

1985: a Ginevra il presidente americano Ronald Reagan
e il presidente sovietico Mikhail Gorbachev

si incontrano per la prima volta

LA CHIESA RICORDA

Santi

S. Matilde di Heckborn

S. Abdia profeta, S. Fausto, S. Anastasio II, S. Attone

Onomastica

Fausto - Fausta - Faustino - Faustina

Fausto era il nome del pastore che ritrovò Romolo e Remo,

quindi Fausto, Fausta, Faustino e Faustina divennero molto popolare nell'antica Roma.

La parola "faustus" significava "propizio, di buon auspicio",
questo nome era dunque bene augurante.

Nell'800 il nome Fausto ebbe nuovo successo con l'uscita del "Faust" di Goethe

anche se, in realtà, Faust deriva dal germanico e significa "pugno".

Onomastico:

Fausto: 19 Novembre

Fausta: 20 Settembre; 19 Dicembre

Faustino - Faustina: 16 Febbraio

PROVERBIO

Amore di noi stessi è naturale,

l'amor proprio ci acceca e induce al male

AFORISMA

È tutto collegato.

Quello che accade ora agli animali,

succederà in seguito all'uomo.

(Indira Gandhi)

LINGUAGGIO DEI FIORI

Il significato di Iride è...

Io ho un messaggio per te

 

LATINO OGGI

Via Crucis. 
Via della Croce.

La strada che Gesù percorse, con la croce sulle spalle,

dal tribunale di Pilato al luogo della crocifissione,

sulla cima del Calvario.

Per estensione, con via crucis, indichiamo una lunga sequenza

di fatiche e di sofferenze, senza il conforto del lieto fine:

dopo una via crucis da un ufficio all'altro,

il pensionato si è sentito rispondere che mancano i soldi.

DIZIOGIORNO

Pusìllanime

Aggettivo.

Si dice di chi non ha coraggio, ha prevalentemente 
connotazione spregiativa.

A volte si usa anche come sostantivo.

Deriva dal tardo latino pusillanimis, composto da pusillus, 
piccolino, + animus, animo.

Sinonimi: Codardo, vile, esitante.

UNA FRASE AL GIORNO

Chi crede che con il denaro si possa fare ogni cosa,
è sempre disposto a fare ogni cosa per il denaro.

(Beauchème)

SUL MATRIMONIO

C’è una sola cosa peggiore di un matrimonio senza amore: 
uno in cui c’è amore, ma da una parte sola.

(Oscar Wilde)

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 19.11.2014 A CURA DI MICHELE PAPPACODA VIDEO

19 Novembre 2014, 12:18pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nA CURA DI MICHELE PAPPACODA

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APPROFONDIMENTO

Valle d'Aosta Lombardia Piemonte Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Marche Umbria Lazio Abruzzo Molise Campania Basilicata Puglia Calabria Sicilia Sardegna   Valle d'Aosta Lombardia Piemonte Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Marche Umbria Lazio Abruzzo Molise Campania Basilicata Puglia Calabria Sicilia Sardegna

L'alta pressione conquista gran parte dell'Italia. Ultime nubi e piogge residue interessano alcune aree del Centrosud in particolare quelle appenniniche, basso Tirreno, Campania, Calabria tirrenica in giornata e la Puglia. Sole prevalente sul resto del paese salvo locali nebbie sulle pianure del Nord. Temperature minime in generale diminuzione, massime stazionarie.

Nord: bel tempo prevalente un po' ovunque salvo addensamenti su Centroest Alpi con qualche debole fenomeno e locali nebbie mattutine specie sulle pianure a Ovest tra Sudest Piemonte, pianura lombarda, localmente sulla Romagna e basso Veneto. Sole altrove. Temperature massime mediamente comprese in pianura tra 10 e 16°, minime piuttosto fresche tra 3 e 7°, fino a 10/11° sulle coste.

Centro: ancora addensamenti con locali rovesci o anche qualche temporale sono possibili sui settori appenninici centrali, occasionalmente su coste del medio Tirreno in mattinata tra su Toscana e Viterbese. Prevale il bel tempo soleggiato e stabile sul resto dei settori. Temperature massime mediamente comprese in pianura tra 15 e 18°, minime tra 10 e 13°.

Sud:  al mattino, più nubi con addensamenti locali rovesci sulla Campania, specie centro-meridionale. Nubi medio-alte sulla Calabria ionica anche sulla Lucania meridionale ma si tratta di nubi perlopiù innocue, ampio soleggiamento altrove. Nel corso della giornata addensamenti più intensi andranno formandosi anche sulla Calabria tirrenica e sul Foggiano, Centronord Puglia, localmente arie orientali campane con qualche rovescio, poi in scorrimento verso il sud della Puglia. Bel tempo altrove. temperature massime mediamente compresi in pianura tra 16 e 20 gradi.

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 19.11.2014 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

19 Novembre 2014, 12:12pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nA CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. Matilde di Hackeborn, monaca e mistica (1241-1299),  B. Giacomo Benfatti, vescovo O.P. a Mantova († 1332)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 19,11-28. 
In quel tempo, Gesù disse una parabola perché era vicino a Gerusalemme e i discepoli credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro. 
Disse dunque: «Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare. 
Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: Impiegatele fino al mio ritorno. 
Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un'ambasceria a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi. 
Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi ai quali aveva consegnato il denaro, per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato. 
Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine. 
Gli disse: Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città. 
Poi si presentò il secondo e disse: La tua mina, signore, ha fruttato altre cinque mine. 
Anche a questo disse: Anche tu sarai a capo di cinque città. 
Venne poi anche l'altro e disse: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto; 
avevo paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in deposito, mieti quello che non hai seminato. 
Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: 
perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi. 
Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci 
Gli risposero: Signore, ha gia dieci mine! 
Vi dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 
E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me». 
Dette queste cose, Gesù proseguì avanti agli altri salendo verso Gerusalemme. 

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CILENTO NEWS Anziano travolto e ucciso a Castellabate, il pirata della strada è il vicesindaco Ieri sera la donna è scappata dopo l'incidente

19 Novembre 2014, 12:09pm

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' il vicesindaco di Castellabate (Salerno), Luisa Maiuri, la donna che nella serata di ieri è fuggita dopo aver investito un anziano uomo del posto, deceduto a causa delle gravi ferite riportate. E' quanto accertato dalle indagini dirette dal sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania Alfredo Greco.

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