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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Caso Ceste, mitomane inventa falsa chat Si è inventato tutto "per finire in tv"

19 Novembre 2014, 11:22am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA - ASTI, 19 NOV - I cc di Asti impegnati sul caso di Elena Ceste hanno reso noto che è originario di Nola di Bari e ha 38 anni l'impresario 'mitomane' denunciato per essersi inventato di aver avuto conversazioni in 'chat' con la donna. L'uomo, che risiede nel Savonese, il 9 novembre si era messo in contatto con i cc dicendo di avere "informazioni importanti" sul caso. Ha raccontato di aver avuto conversazioni via web con la donna. Era tutto falso. Ha confessato di averlo fatto perché voleva "finire in tv".

ANSA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS 'Ndrangheta, 40 arresti Dda Milano In indagini Ros documentato il rituale di affiliazione

19 Novembre 2014, 11:16am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA I carabinieri stanno eseguendo in varie province italiane un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Milano, nei confronti di 40 presunti affiliati alla 'ndrangheta indagati per associazione mafiosa e altri reati. Nelle indagini del Ros sono stati anche documentati 'in diretta' i rituali mafiosi per il conferimento delle cariche interne e le modalità di affiliazione. ANSA

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Chiuse inchieste Tempio, 21 verso processo Tra indagati sindaco Olbia. Richiesta archiviazione Cappellacci

19 Novembre 2014, 11:10am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA - OLBIA,  Nella giornata della memoria, a un anno esatto dall'anniversario del tragico passaggio del ciclone Cleopatra nel Nord Sardegna, la Procura della Repubblica di Tempio Pausania ha chiuso tre fascicoli di inchiesta e ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini a 21 indagati per i quali ora si profila la richiesta di rinvio a giudizio.
    Il primo fascicolo, quello più vasto, riguarda lo sviluppo della città di Olbia e vede coinvolti il sindaco Gianni Giovannelli, quattro assessori - all'urbanistica, Marzio Altana e il successore Carlo Careddu; ai Lavori Pubblici Davide Bacciu e il suo predecessore Gesuino Satta - cinque dirigenti comunali, tre tecnici, altrettanti geometri, un funzionario dell'assessorato regionale ai Lavori pubblici, Cesare Marras, e un ingegnere. Secondo il pubblico ministero questi diciotto sono accusati di omicidio colposo e disastro in quanto, con le loro condotte, avrebbero causato il decesso delle sei persone di Olbia.
ALLUVIONE SARDEGNA: MAI PIU' MORTI E DISTRUZIONE © ANSA    Altro avviso di conclusione indagine per due dipendenti dell'Anas, ai quali la Procura contesta l'omissione di soccorso per non aver ascoltato le richieste di aiuto di Pietro Mariano, che tentò di salvare la vita di Francesco Mazzucco e del figlio Enrico, morti in località Putzolu. Il terzo fascicolo vede indagata la proprietaria della villetta in località Mùlinu Vecchiu, nel comune di Arzachena, dove perse la vita la famiglia di italo-brasiliani Passoni, intrappolati in uno scantinato trasformato in abitazione. la donna, Brunetta Poggianti, di Biella, dovrà rispondere di omicidio colposo, perché l'abitazione in cui i Passoni abitavano era priva di certificato di abitabilità.
    Escono dalle inchieste, invece, l'ex presidente della Regione Ugo Cappellacci, l'allora assessore regionale Andrea Biancareddu e l'ex direttore della Protezione civile Giorgio Cicalò: per loro il pm ha chiesto l'archiviazione. (ANSA).

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Blitz al “Biscione”: sigillati altri sei appartamenti

19 Novembre 2014, 11:06am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

427051 2854280434980 147811775 nINSERITO DA BARBARA PAPPACODA Combattere il degrado e arrivare riqualificazione del condominio di via Unione Sovietica da molti conosciuto come ‘Il Biscione’, tristemente noto, in città, per i numerosi episodi di degrado che hanno trasformato la zona circostante in uno dei quartieri più a rischio di Carpi. Ieri mattina agenti della Polizia Municipale dell’Unione delle Terre d’Argine e della Polizia di Stato hanno presidiato le operazioni di chiusura di alcuni appartamenti inagibili. Una squadra di fabbri, su incarico dell'amministratore condominiale, ha proceduto infatti alla chiusura, mediante applicazione di blocchi alle porte, di sei appartamenti che, nonostante la inagibilità per mancanza dei requisiti igienico-sanitari, venivano impiegati come ricoveri o bivacchi di fortuna da parte di soggetti non residenti. Queste persone trovavano rifugio, anche solo per una notte, in questi locali privi di acqua, di luce e, in alcuni casi, di qualsiasi arredo pur di potersi rifugiare in un riparo. I numerosi controlli operati dalla Polizia Municipale e dalla Polizia di Stato, più assidui negli ultimi tempi, hanno portato effettivamente ad una riduzione delle presenze di clandestini o di estranei nella novantina di appartamenti del palazzo. La recente muratura dei garage interrati, all'interno dei quali venivano svolte attività illecite di varia natura - barbiere, meccanico, compravendita di pezzi di ricambio di veicoli, spaccio di stupefacenti, dormitorio di persone senza fissa dimora nonchè luogo di abbandono di rifiuti a cielo aperto - ha reso indispensabile aumentare il controllo degli appartamenti inagibili, alloggi di fortuna per coloro che in precedenza ‘usufruivano’ dei garage. Alcuni di questi appartamenti, chiusi in certi casi già dal 2010, sono stati infatti oggetto di forzatura della porta di accesso da parte degli occupanti abusivi, per i quali è scattata la denuncia all'Autorità Giudiziaria per violazione di domicilio. «L'operazione di ieri – spiega l’assessore comunale alla Sicurezza Cesare Galantini - non è altro che la continuazione di quelle attività, operate di concerto tra l'amministratore condominiale, il Comune e le forze dell'ordine, di riqualificazione del fabbricato. Finalizzate alla restituzione alla città di un condominio che, in tempi non lontani, era un eccellente biglietto da visita. Non vogliamo che a Carpi si creino ghetti».

(s..a.)

GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCIA E MODENA NEWS Critica il Comune di Carpi, vigile viene sospeso

19 Novembre 2014, 10:59am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dieci giorni di sospensione dal lavoro, cioè, in sostanza, una decurtazione dello stipendio pari a circa un terzo. Il provvedimento disciplinare a carico di un vigile urbano notissimo in città (è spesso in centro o sugli incidenti), è stato successivamente ridotto a un solo giorno di sospensione grazie all’intervento del legale dell’agente municipale. Motivo di questa sanzione? Sulla base di quanto appreso la grave decisione sarebbe arrivata dopo che il vigile, su Facebook, avrebbe commentato l’iniziativa del Comune relativamente al passaggio pedonale degradato tra via Berengario e via Catellani. L’assessore Galantini, lo ricordiamo, lo scorso agosto fece coprire le vetrine imbrattate della “Carisbo” con alcuni pannelli. Il vigile, L.R., queste le iniziali del suo nome, a questo proposito avrebbe espresso all’incirca la seguente opinione: sono soldi buttati, non è certo con questi pannelli che si elimina il degrado della zona. La frase ebbe un effetto dirompente, e scatenò la dura reazione degli organi dirigenti dell’Unione Terre d’Argine. In sostanza l’ente, presieduto dal sindaco Alberto bellelli, e ovviamente la comandante Susi Tinti, hanno ritenuto che il vigile non dovesse esprimere opinioni su un’iniziativa del Comune che, ovviamente, fa parte dell’Unione Terre d’Argine, datore di lavoro dell’agente municipale. Insomma secondo l’ente un dipendente non può criticare pubblicamente chi lo stipendia. Chi ha ragione? Ci penserà il giudice del lavoro a deciderlo visto che il vigile, tramite il suo legale, ha deciso di appellarsi alla Giustizia. La linea difensiva, insomma, verterà sul fatto che il vigile, in quanto cittadino, può esprimere la propria opinione su fatti che riguardano tutta la città. L’avvocato di L. R. sarebbe intenzionato a richiamare l’articolo 21 della Costituzione che tra l’altro recita: tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. L’agente aveva provato a risolvere il tutto davanti alla commissione provinciale di conciliazione ma la giunta dell’Unione ha risposto picche. Perché? «Il ricorso a tale organismo - si legge nella delibera di Giunta - è facoltativa; l’amministrazione non può nominare in seno al Collegio di conciliazione il proprio rappresentante; l’attuale composizione del Collegio è data da un rappresentante dei lavoratori, nominato dalla Cgil e da un rappresentante dei datori di lavoro nominato da un’organizzazione rappresentativa dei datori di lavoro privati». La parola ora passa al giudice.

DI RINO FILIPPIN LA GAZZETTA DI MODENA

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TOSCANA NEWS Corruzione in forniture sanità,3 arresti Sono padre e due figli. Indagati anche cinque medici

19 Novembre 2014, 10:55am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA - FIRENZE, Tre imprenditori, padre e due figli, sono stati arrestati ai domiciliari dalla guardia di finanza a Firenze per un'inchiesta per corruzione nella fornitura di presidi sanitari in ospedali. Indagati anche una quindicina di medici, tra cui anche primari. La procura di Firenze ipotizza che ci sia stata una corruzione tramite scambio di regali e offerta di viaggi e vacanze. Perquisizioni e acquisizioni in corso in Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Liguria e Piemonte. Al centro delle indagini una serie di gare per la fornitura di prodotti cardio-chirurgici, come gli stent coronarici a tre ospedali toscani: i fiorentini San Giovanni di Dio e Careggi e il pisano Cisanello .ANSA

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TOSCANA NEWS Firenze, inquilino assente,casa occupata E' la prima volta in città. Appello del Sunia alle istituzioni

19 Novembre 2014, 10:51am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 n INSERITO DA MICHELE PAPPACODA FIRENZE,  Prima occupazione a Firenze di una casa mentre l'inquilino è assente. La vicenda è avvenuta alle Piagge e stamani il sindacato Sunia ha rivolto un "appello a prefettura, procura, sindaco Nardella e Comune affinché questa situazione, che non ha precedenti in Toscana, sia al più presto risolta". Nel caso specifico una coppia di nordafricani con una figlia piccola ha occupato l'alloggio comunale di un iracheno che è assente perché si trova in Olanda per far curare i suoi due figli.

ANSA

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LOMBARDIA NEWS Milano, dopo l'emergenza Atm riapre le stazioni del metrò di Garibaldi e Centrale

19 Novembre 2014, 10:47am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Milano, dopo l'emergenza Atm riapre le stazioni del metrò di Garibaldi e Centrale

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dopo tre giorni di chiusura e di caos la metropolitana di Milano si avvia a tornare alla normalità. Con una nota, Atm annuncia che dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie le stazioni della linea verde tra Centrale e Garibaldi viene riaperta in entrambi i sensi di marcia. "Dopo tre notti e tre giorni di lavoro per estrarre l'acqua presente nella galleria tra Gioia e Garibaldi - spiega Atm - i binari e gli impianti sono asciutti e ripuliti dal fango". Nelle ultime ore il personale tecnico di Atm ha completato l'esame sulle condizioni degli impianti di segnalamento e elettrici sostituendo gli elementi danneggiati. Quindi si sono completate le verifiche dello stato degli impianti elettrici, alle quali sono seguite quelle sulla infrastruttura di proprietà del Comune di Milano.

LA REPUBBLICA

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LOMBARDIA NEWS Vigevano, litiga con il vicino e lo uccide con una fucilata alla gola

19 Novembre 2014, 10:32am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Vigevano, litiga con il vicino e lo uccide con una fucilata alla gola

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Omicidio nel Pavese al termine di un diverbio per il mancato pagamento delle bollette dell'acqua. Dopo essere fuggito, il colpevole è tornato sul luogo del delitto e si è consegnato alla polizia. Il delitto compiuto con un fucile a canne mozze. I due avevano precedenti

 VIGEVANO - Un diverbio tra vicini di casa per motivi banali. A Vigevano, in provincia di Pavia, il mancato pagamento delle bollette dell'acqua è sfociato in un omicidio. Graziano Girotto, 58 anni, ha ammazzato con un colpo di lupara alla gola Luciano Pascale, di 41 - l'uomo è morto sul colpo - e poi è scappato. Ma poche decine di minuti dopo è tornato indietro e si è consegnato ai poliziotti, che l'hanno posto in stato di fermo. Erano le 20 nel cortile di un caseggiato alla periferia della città, in via Bercleda 67/13. I protagonisti hanno numerosi precedenti con la giustizia.

In base ai primi elementi raccolti dagli agenti, gli appartamenti in cui i due uomini abitavano sono serviti entrambi da un unico contatore dell'acqua intestato a Pascale, che dunque saldava le bollette anche per conto del vicino, dal quale si faceva poi corrispondere la sua quota. Ma sembra che Girotto da tempo non pagasse: da qui erano nate tensioni, che sono degenerate nel sangue. Dopo una vivace discussione Girotto si sarebbe allontanato per qualche istante per munirsi di un fucile a canne mozze, con il quale ha poi fatto fuoco contro il rivale, da distanza ravvicinata.

Quando sul posto sono arrivati gli agenti del commissariato, insieme ai carabinieri e agli uomini del soccorso sanitario, hanno trovato a terra il corpo senza vita di Pascale, mentre Girotto si era allontanato. Ma c'era la sua convivente: i poliziotti l'hanno invitata a chiamarlo per convincerlo a costituirsi. Così è avvenuto: poco dopo Girotto è tornato sul posto e si è consegnato agli agenti, che l'hanno subito condotto in commissariato per interrogarlo. 

Luciano Pascale aveva alle spalle diversi precedenti, anche per rapina. L'ultima volta era stato arrestato il 10 febbraio 2007 perché riconosciuto responsabile di un assalto a un discount di Vigevano avvenuto il precedente 3 gennaio: armato di siringa si era fatto consegnare l'incasso di 738 euro. L'uomo era già stato anche ferito in modo piuttosto serio in due circostanze diverse, sempre per futili motivi. Il 15 marzo 1998 era stato accoltellato davanti al Sert di Vigevano da un altro pregiudicato che lo accusava di avergli rubato il telefonino.

Riportò una ferita all'addome con lesioni al fegato e venne giudicato guaribile in 20 giorni. Più recentemente la sera del 6 febbraio 2008 si era presentato al pronto soccorso dell'ospedale di Mortara con ferite da taglio

 alla schiena e vicino ad un orecchio. Operato, venne giudicato guaribile in 15 giorni. Ai carabinieri raccontò di essere stato ferito da due sconosciuti scesi da un Fiorino, con i quali avrebbe avuto un diverbio per questioni stradali. Ancor più numerosi sono i precedenti penali di Graziano Girotto: qualche rapina, ma soprattutto un'infinità di furti d'auto, quasi sempre vecchie Fiat Uno, la sua specialità, che da oltre 25 anni lo portano dentro e fuori dal carcere.

LA REPUBBLICA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CIVITANOVA DEL SANNIO (ISERNIA) Cane da caccia finisce nel dirupo a Civitanova del Sannio, salvato dal Soccorso Alpino

19 Novembre 2014, 10:22am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Cane da caccia finisce nel dirupo a Civitanova del Sannio, salvato dal Soccorso Alpino

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nelle prime ore di questa mattina i tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) sono stati impegnati, affiancati anche dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato della stazione di Frosolone, in un singolare intervento di soccorso in agro Civitanova del Sannio. A rendere particolare l’intervento è stato il fatto che il soccorso era desinato al recupero di un cane da caccia finito in un dirupo. Il cane, uno spinone di nome “Linda”, durante una battuta di caccia, presumibilmente nel seguire la traccia di una preda, è scivolato nel dirupo rimanendo bloccato su una piccola cengia della parete rocciosa. L’impossibilità dei cacciatori di raggiungere il cane, ed il luogo particolarmente impervio ed esposto, ha reso necessario il coinvolgimento dei tecnici del CNSAS. Giunti sul posto insieme agli uomini della Forestale, i tecnici del Soccorso Alpino hanno quindi allestito un ancoraggio ed un sistema di calata su corda mediante tecniche alpinistiche. Questo ha consentito ad un operatore del CNSAS di raggiungere il cane spaventato e di imbragarlo. Solo a questo punto è stato possibile il recupero della cordata e, quindi, l’evacuazione e la messa in sicurezza del cane che è stato affidato alle cure di un medico veterinario del CNSAS presente sul posto. In breve tempo, anche se con non poche difficoltà dovute all’ambiente, il cane è stato riconsegnato, spaventato ma in buone condizioni, ai proprietari in ansia. Si è conclusa, quindi, a lieto fine questa singolare operazione di soccorso. FONTE IL PUNTO A MEZZOGIRNO

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