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CAMPANIA NEWS Villa Literno. Un euro per il «parcheggio» delle prostitute: arrestato 65enne per sfruttamento

18 Novembre 2014, 12:15pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10702060 1479779822298731 1582972208949662751 nINSERITO DA LUCIANA VERDILE VILLA LITERNO - Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: queste le accuse contestate a D. V. di 65 anni di Trentola Ducenta. I carabinieri della stazione di Villa Literno, dopo aver pedinato alcune prostitute e dopo aver ascoltato in caserma i loro clienti e donne di nazionalità straniera dedite all’attività di meretricio, hanno scoperto che l’uomo metteva a disposizione delle donne, per la consumazione in tutta tranquillità dei rapporti sessuali, un’area parcheggio, costituita da un fondo agricolo, debitamente recintato e con all’ingresso una sbarra in ferro, sul quale insisteva una copertura a mo'di gazebo, protetta dalla vegetazione. Nel fondo, con una specifica richiesta del cliente, veniva messo a disposizione anche un immobile con all’interno una stanza appositamente riservata. Naturalmente il tutto in cambio di somme di denaro che l’uomo riceveva dalle donne al termine delle prestazioni, per importi che andavano da euro 1 per l’area parcheggio a euro 5 per l’abitazione.

IL MATTINO DI NAPOLI

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CAMPANIA NEWS Ha ucciso la moglie, interrogato: «Mi costringeva a dormire in auto»

18 Novembre 2014, 12:01pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10702060_1479779822298731_1582972208949662751_n.jpgINSERITO DA LUCIANA VERDILE Omicidio Ciampi: parla Pasquale Mastroianni, il cinquantenne marito della vittima, originario di Montano Antilia, accusato di aver ucciso la moglie Elvira il 16 settembre a San Giorgio del Sannio in provincia di Benevento, dove la coppia viveva. Durante l’interrogatorio, chiesto dal difensore di Mastroianni, l’avvocato Vincenzo Speranza, sono state prodotte numerose testimonianze raccolte attraverso le indagini difensive, dalle quali è emerso che il cinquantenne era intenzionato a tornare nel Cilento. Inoltre, sempre durante l’interrogatorio, l’avvocato di difesa ha prodotto anche una serie di scontrini fiscali fatti la sera prima dell’omicidio e relativi all’acquisto di indumenti intimi, lenzuola ed asciugamani. Questo a dimostrazione del fatto che il Mastroianni aveva deciso di andare via dal Sannio e tornare a Montano Antilia, lasciando quella casa coniugale acquistata insieme alla moglie. Una dimora divenuta, purtroppo, occasione di tanti litigi. La Ciampi infatti, aveva cacciato di casa il marito.

IL MATTINO.IT

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Da Salerno alla Banca Mondiale in Usa. “Qui vivo il lusso di pensare al futuro”

18 Novembre 2014, 11:56am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10347165_1427792884158481_36115988831246921_n.jpgINSERITO DA MARIA PAPPACODA

Da Salerno alla Banca Mondiale in Usa. “Qui vivo il lusso di pensare al futuro”Gianluca Mele, 31 anni, vive Washington. Laureato in Relazioni internazionali a Roma, negli Stati Uniti ha imparato a valorizzarsi dal punto di vista professionale. E ad apprezzare alcune differenze rispetto al suo Paese. Inclusa l'abitudine di non usare gratis i trasporti pubblici: "In Italia sei figo se riesci a fare una corsa sul bus senza pagare il biglietto, qui ti devi vergognare"A luglio è finito sulle pagine del quotidiano francese Le Monde per essere stato il primo a fare uno studio sulla ricchezza della Repubblica islamica di Mauritania basata non sul Pil ma sul patrimonio dello Stato dato, soprattutto, da risorse naturali, qualità della vita, rispetto dei diritti umani, livello di governance e di istruzione. Gianluca Mele, 31 anni, da Salerno a Washington, dentro i palazzi della Banca Mondiale, si sente in debito con l’Italia: “Lo devo innanzitutto al mio Paese se oggi sono arrivato fin qui”. Perché? “Nel 2010 ho vinto il bando del Junior professional officer (Jpo), un programma delle Nazioni Unite finanziato da circa venti governi, tra cui l’Italia, e rivolto ai giovani under 30. Diciamo un’autostrada per le carriere nelle istituzioni internazionali. Eravamo più di 3000 candidati per 17 posti”. “Ci credevo poco – confessa -, figurati se prendono me, dubitavo, ci sarà l’amico del funzionario… e invece mi sbagliavo. Non volevo iscrivermi, un mio collega francese mi ha spinto. Solo quando ho passato lo scritto ho iniziato a crederci. Poi ho vinto ed eccomi qua. Felice”. Da due anni con un contratto di lavoro all’interno del dipartimento di macroeconomia e gestione fiscale della Banca mondiale, dove cura in prima persona dei progetti di sviluppo della Mauritania. “Aiutiamo i funzionari del governo a migliorare le loro capacità tecniche in ambito economico. Ogni tre mesi vado in Africa per un paio di settimane. La mia manager è italiana, segue l’Africa occidentale e l’Europa orientale. Il direttore invece è argentino”. I due anni precedenti li ha fatti al dipartimento di commercio internazionale. Lì ci entrato grazie al Jpo. “Per quel periodo mi ha pagato lo stipendio il governo italiano”. Conclusa l’esperienza lo staff gli ha chiesto di rimanere. “Erano soddisfatti del mio lavoro, ho dovuto fare solo un colloquio”. Oggi guadagna oltre quattro mila euro al mese, è al livello 2, il top è il 5. “Qui riesco a pensare al futuro. E questo è un lusso. Posso mettere insieme i pezzi della mia vita e questo mi tranquillizza”. Pubblicità Da quando è in America ha imparato due cose. La prima: valorizzarsi, sminuirsi mai. “La prima settimana entrò una collega e mi chiese subito dove avevo fatto il dottorato, senza chiedermi come mi chiamavo. Io risposi che non ce l’avevo un dottorato. Lei fece un sorriso di circostanza. Qui le domande mirano a classificarti. A volte sono brutali. Se rimani in ufficio fino a tardi vuol dire che lavori tanto. C’è una competizione costante, l’americano dice ‘I’m the best’. All’inizio senti tanta pressione addosso, tornavo a casa la sera provato”. Poi ci ha fatto l’abitudine e lui è cambiato. “Ora anziché rispondere ‘no’, dico cosa so fare e trovo una spiegazione. Per esempio, direi che il dottorato non sia l’unico indice da prendere in considerazione per valutare le competenze di una persona”. La seconda cosa che ha fatto sua è “sentirsi un civil servant, cioè un servitore civile. È la definizione inglese per chi, come me, lavora in un’istituzione internazionale e quindi ha una responsabilità pubblica”. Oltreoceano Gianluca si è accorto che c’è più rispetto per i beni comuni. “In Italia sei figo se riesci a fare una corsa sul bus senza pagare il biglietto, qui ti devi vergognare. Da noi è comune il free rider, qui meno, per fortuna”. Quello però che non sopporta sono i legami liquidi, “difficile farsi dei veri amici, si esce insieme e dopo non sai se uscirai ancora con le stesse persone. A pelle sono calorosi, in fondo sono più distaccati. Per questo frequento di più gli europei, molti che lavorano in BM, altri al Fondo monetario”. Chissà che noia: “Macchè!” e si mette a ridere, “usciamo dai panni ufficiali e ci divertiamo come tutti”. Altro neo: il cibo, più che altro per come viene consumato, “in modo frugale, tanto perché bisogna riempirsi lo stomaco”. Il “multidating” invece non riesce proprio a digerirlo: “All’inizio di un rapporto si usa uscire con più ragazze allo stesso tempo. È scontato, non c’è bisogno di dichiararlo. Sono coppie aperte. Quindi per evitare la brutta sorpresa devi mettere le cose in chiaro”. Uscire dall’Italia per Gianluca è stata una scelta fisiologica. Laureato in Relazioni internazionali alla Luiss di Roma. Da sempre con il pallino dell’economia. Parla quattro lingue (inglese, francese, spagnolo e tedesco) e non ha mai provato a cercare lavoro in Italia. Dopo la laurea era già a Ginevra per uno stage di tre mesi all’Unctad, l’agenzia delle Nazioni Unite su commercio e sviluppo. “È stato il mio trampolino di lancio. Ho fatto domanda sul sito dell’Onu e mi hanno preso. Anche qui referenze zero. Nessun amico di amico che potesse aver suggerito il mio nome – Gianluca lo ricorda ancora con l’aria stupita, sconvolto da certi vizi italiani -. Mi chiesero se volessi prolungare lo stage di altri due mesi. Ok. Dopodiché mi proposero un contratto di consulenza di quattro mesi. Me lo rinnovarono per altri otto. Nel frattempo vinsi un posto all’International trade centre, un’agenzia del Wto (Organizzazione mondiale del commercio, ndr), sempre a Ginevra”. In quei giorni, partecipava anche al bando del governo italiano. Ha mollato il posto e si è tuffato in ques’altra avventura. Ne è valsa la pena. Ancora prima aveva rotto il ghiaccio con un Erasmus a Strasburgo. “Mentre studiavo ne ho approfittato per farmi uno stage al Parlamento europeo”. Si è arrangiato: “Sono andato di fronte al Parlamento e quando riconoscevo un funzionario italiano lo bloccavo. Alla fine ce l’ho fatta. Ho lavorato con l’assistente di un nostro parlamentare. Avevo quasi 20 anni. Ero affascinato dalle sedute plenarie. La consapevolezza di essere in un posto con tante nazionalità, di avere colleghi da tutto il mondo, mi faceva venire i brividi”.

DI CHIARA DEINA IL FATTO QUOTIDIANO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI LE 10 CATEGORIE DI UOMINI DA EVITARE

18 Novembre 2014, 11:45am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Le 10 categorie di uomini da evitare (FOTO).

293793_420176538023874_796340274_n-copia-1.jpgDI ELSA COPPA Siete alla ricerca dell'uomo giusto ed incontrate solo persone sbagliate? Scopriamo quali sono le 10 categorie di uomini con cui dovremmo evitare di uscire. Trovare l’uomo giusto è per noi donne un’impresa ardua: quando pensavamo di aver visto tutto e di aver incontrato ogni tipo di uomo possibile, ecco che ne arriva un altro con nuove stranezze, che ci farà capire ancora una volta che non c’è mai fine al peggio. Ci hanno sempre tramandato l’idea che “l’esperienza insegna” ed è proprio vero: arriveremo alla conclusione che in futuro dovremmo evitare alcune categorie di uomini, anche se dovessero essere gli ultimi sulla faccia della terra.

1. Quelli con una ex storica – Hanno una ex fidanzata perfetta, splendida, eccezionale e brillante in tutto, ne parlano sempre e sembra proprio che non riescono a dimenticarla. Il consiglio è quello di scappare appena sentite nei loro discorsi la fatidica frase “la mia ex…”. Sarebbe una storia già persa in partenza.

2. Il dark – I dark, emo, punk o in qualsiasi modo si facciano chiamare sono perennemente tristi, vivono in un continuo tormento, sono privi di ogni tipo di positività e vestono sempre di nero. Se volete godervi le gioie della vita, evitando di cadere in depressione, scartate assolutamente i ragazzi di questo tipo.

3. Il bugiardo – Attenzione a quelli che vi raccontano di avere una vita troppo brillante e perfetta, probabilmente vi stanno mentendo. Esiste la categoria dei bugiardi cronici, di quelli che proprio non riescono a mostrare la loro vera natura: diffidate, sono solo degli egocentrici manipolatori.

4. Il festaiolo – E’ quello che aspetta il week-end solo per andare ogni sera in un locale diverso, è quello che non si stanca mai del mondo patinato dei party. Come si fa a conoscere un uomo nella ressa delle feste e con in sottofondo una musica a tutto volume? Evitate questi eterni ragazzini.

5. Quello che non presentereste mai alle vostre mamme – Non ha studiato, è un perdigiorno, si ritrova sempre in guai più grandi di lui e passa le sue giornate bevendo e fumando: è il classico tipo che non avrebbe mai l’approvazione dei genitori. Probabilmente sarà così concentrato sulla sua nullafacenza, che non si ricorderà neppure delle vostra esistenza.

6. Il playboy – Tutte, almeno una volta nella vita, abbiamo subito il fascino di un playboy. Quello che ci fa sentire regine, quello che con i suoi modi di fare così perfetti, sarebbe capace di portarci a compiere ogni tipo di follia. Attenzione però, non si impegnerà mai e frequenterà almeno altre quattro ragazze in contemporanea.

7. Il nerd – Il nerd è il classico intellettuale che ne sa di tutto e che vi farà sentire una nullità quando non coglierete al volo una sua sottile citazione. Diffidate anche di questi: amano di più la loro cultura che la realtà che li circonda.

8. Il rozzo – E’ il classico ‘maschio alfa’, dominatore e pieno di virilità. Non sarà capace di ragionare, ma ogni sua discussione finirà in rissa. Un tipo che farà impazzire letteralmente i nostri ormoni, ma nulla più.

9. Il bello – Lo avete visto e non siete riuscite a resistere al suo aspetto fisico da sogno, vi aspettavate una serata indimenticabile, ma invece avete avuto una brutta sorpresa: è vuoto e superficiale come non mai. E’ il caso di dirlo, la bellezza non è tutto in un uomo.

10. L’alternativo – Fa parte di quella categoria di uomini saccenti e presuntuosi, che si sentono superiori al resto del mondo per i loro gusti musicali e letterari. Sono quelli che credono di vivere la loro vita come Charles Bukowski, ma non capiscono che il loro voler essere a tutti i costi alternativi, li rende più convenzionali di quanto immaginano.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI Serve un solo sguardo per scoprire un tradimento, lo dice la scienza

18 Novembre 2014, 11:35am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Serve un solo sguardo per scoprire un tradimento, lo dice la scienza.

293793_420176538023874_796340274_n.jpgDI ELSA COPPA La scienza ha dimostrato che siamo capaci di riconoscere un tradimento con un solo sguardo. Negli anni abbiamo sviluppato un sesto senso capace di farci interpretare i segnali visivi più evidenti che nascondono una bugia. Siete innamorate, ma tutti i vostri amici dicono che quel ragazzo vi tradisce e non fa per voi? Pensate che siano solo gelosi della vostra relazione? Finalmente, anche la scienza ha dimostrato come riconoscere un traditore dalle sue azioni. Il Journal of International Association for Relationship Research ha condotto una ricerca su una serie di coppie che interagivano tra loro. Dopo aver visto dei loro video, i partecipanti dovevano capire chi, nella clip, fosse il traditore. Quasi sempre le risposte erano corrette. Semplicemente osservando i gesti e le parole di alcune coppie di fidanzati, i partecipanti, nonostante lavorassero in maniera indipendente, sono riusciti ad indicare chi fosse il bugiardo di turno. Questo suggerisce che gli essere umani hanno un sesto senso innato nel capire quando una persona sta fingendo attraverso i segnali visivi. Che si tratti di un tic, di un dialogo teso o di un atteggiamento nervoso, siamo capaci di comprendere quando una persona sta mentendo o nascondendo qualcosa. Il ricercatore Nathaniel Lambert, psicologo presso la Brigham Young University, pensa che tale capacità potrebbe essere evolutiva: negli anni abbiamo infatti sviluppato sempre di più il sesto senso che ci permette di fiutare una eventuale infedeltà. Lo stesso psicologo si è dichiarato sorpreso dei risultato raggiunti: “Ero stupito dalle risposte dei sei partecipanti alla ricerca, dopo che avevano semplicemente guardato un video per pochi minuti. Non riuscivo a credere quanta coerenza ci fosse tra le loro conclusioni e sono rimasto sorpreso da quanto spesso avessero ragione”. Brutta notizia, dunque, per gli amici malpensanti: siamo tutti capaci di riconoscere con un solo sguardo i segnali di un tradimento, è solo che forse non vogliamo affrontare la realtà!

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Polonia, donna 91enne dichiarata morta si risveglia dopo 11 ore all’obitorio

18 Novembre 2014, 11:27am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Polonia, donna 91enne dichiarata morta si risveglia dopo 11 ore all’obitorio

10347165_1427792884158481_36115988831246921_n.jpgINSERITO DA MARIA PAPPACODA Janina Kolkiewicz era stata portata in camera mortuaria dopo la constatazione del decesso da parte del medico di famiglia. La nipote: "E' in buona salute" Il medico di famiglia ne aveva constatato il decesso, ma dopo 11 ore si è risvegliata all’obitorio, ha chiesto una tazza di tè caldo ed è tornata a casa. E’ la storia un’anziana polacca di 91 anni, Janina Kolkiewicz, dichiarata morta a Ostrow Lubelski, nel sud est della Polonia. Secondo quanto riferisce il Telegraph, ad accorgersi che la donna era ancora viva sono stati i sanitari della camera mortuaria che hanno visto muoversi il sacco nero contenente il presunto cadavere della donna. “Siamo in stato di shock – hanno detto-. A mezzanotte abbiamo ricevuto una chiamata dalle pompe funebri che ci avvertiva che la zia era viva”, ha riferito la nipote che ha aggiunto: “Non sa cosa le sia successo a lei, ma è in buona salute. Si lamentava solo di avere freddo”. Ed è bastata una bevanda calda a rianimarla del tutto. Il medico che ha rilasciato il certificato di morte non è in grado di spiegare il suo errore. “Non so come questo sia stato possibile, se avessi avuto dei dubbi avrei chiamato un’ambulanza e avrei cercato di rianimarla ma non aveva segni vitali: nessun impulso, niente”. Sconvolto anche Henryk Klementewicz, direttore della ditta funebre coinvolta: “In più di 30 anni di lavoro non ci è mai successa una cosa simile”. Mentre un vicino di casa della signora Kolkiewicz ha dichiarato alla stampa di pensare che si tratti di “un miracolo”. Nel frattempo la polizia ha avviato un’indagine per verificare eventuali responsabilità.

FONTE IL FATTO QUOTIDIANO

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SEZ.CULTURA E SPETTACOLI Venti cose che solo chi è cresciuto negli anni ’80 può capire

18 Novembre 2014, 11:09am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

293793 420176538023874 796340274 nDI ELSA COPPA

Crescere negli anni'80 significa essere cresciuti in una decade dalla poetica indimenticabile. Gli anni ’80 sono stati un periodo delicato e hanno segnato indubbiamente il trionfo di quella che si può definire cultura di massa. È stata la prima decade che ha visto la maggior parte dei giovani di tutto il mondo condividere le passioni per gli stessi film, la stessa musica e le stesse merendine. Vediamo perciò quali sono le venti cose che solo chi ha calcato la giovinezza in questo periodo può comprendere. #1. Guardare i Ragazzi dell 3ª C.

#2. Attendere con trepidazione 90° Minuto la domenica per vedere tutti i gol.

#3. Usare i gettoni dei telefoni pubblici.

#4. Sognare di cavalcare Falkor, il FortunaDrago della storia infinita.

#5. Sapere a memoria le battute di Massimo Lopez imprigionato che parla ore al telefono.

#6. Divorare le impareggiabili merendine come il Tegolino, il Soldino e i Rollini Motta.

#7. La sigla dei Robinson

#8. Il fascino dell’uomo nero con i guanti bianchi dello spot delle liquirizie Tabù

#9. Guardare centinaia di volte Ritorno al Futuro

#10. Le sopracciglia aggrottate di Dylan in Beverly Hills 90210

#11. Guardare “Il pranzo è servito” con Corrado.

#12. Sognare di poter studiare alla velocità di Super Vicky.

#13. I primi approcci con le droghe sintetiche: Crystal Ball.

#14. La consapevolezza dell’importanza dell’evento della caduta del muro di Berlino.

#15. Occhi di gatto, Pollon, Tigerman e le ore davanti ai cartoni fino a bruciarsi le retine.

#16. Il gigante de “La storia fantastica”.

#17. I braccialetti colorati che per indossarli dovevi prenderti a frustate il polso.

#18. Le figurine degli Sgorbions.

#19. Arrotolare i nastri delle musicassette con la matita.

#20. Gli infarti che procuravano gli short rosa della modella dello spot della Morositas.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bambini malati e disabili tenuti in gabbia: il reportage choc della BBC

18 Novembre 2014, 10:58am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Bambini malati e disabili tenuti in gabbia: il reportage choc della BBC.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

293793 420176538023874 796340274 nDI ELSA COPPA Il reportage dalla Grecia riprende una denuncia del 2008 e mostra le condizioni in cui sono tenuti bambini malati e con gravi disabilità. La prima denuncia, sostenuta da foto a dir poco inquietanti, risale al 2008, ma da allora la situazione non sembra essere affatto cambiata: bambini malati e con gravi condizioni di disabilità sono “assistiti” in condizioni a dir poco disumane nel centro di Lechaina, in Grecia. A rilanciare la questione è un reportage della Bbc che mette in evidenza le condizioni in cui vivono 65 bambini affetti da malattie neurodegenerative, genetiche o da gravi disabilità: scarsamente assistiti, i bambini sono tenuti per gran parte della giornata in gabbie di legno. Il personale si dice “costretto” a questo tipo di “controllo” dal momento che non è in grado di preservare la loro incolumità: in effetti nel centro lavorano solo 6 infermiere, che devono dividersi il lavoro e le aree da tenere sotto controllo (la struttura è su tre piani, come se non bastasse). Servirebbe ovviamente un intervento dello Stato ma, a quanto risulta, finora la dotazione economica a disposizione della struttura ha subito solo contrazioni nel corso degli anni.

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Sant'Antimo: Le strade via Giuseppe Mercalli e Massimo Troisi abondonate a se stesse

18 Novembre 2014, 10:53am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nDI MICHELE PAPPACODA ANCORA QUESTA STRADA ABBANDONATO A SE STESSA NEL TOTALE DISINTERESSE DEL COMUNE DI SANT'ANTIMO FORSE SI ASPETTA LA TRAGEDIA!!!!!!!!

Le strade di via Giuseppe Mercalli e Massimo Troisi nel comune di Sant'Antimo (Napoli), dove vivono tantissime famiglie tra cui vi sono anche anziani e diversabili e totalmente dissestata e piena di buche anche grandi e molto pericolosa per anziani e disabili. Prima o poi su quelle strade disssestate in modo pietoso vi sarà qualche persona del luogo o anziano o disabile che si farà male seriamente a causa dell’incuria e dell’inefficienza del Comune, incapace di assicurare una costante e corretta manutenzione della pavimentazione stradale, ovviamente faranno causa al Comune per chiedere il risarcimento dei danni economici e fisici subiti, costringendolo ad affrontare spese legali ed a rimetterci notevoli somme di danaro, come molto spesso accade. Tantissime sono le situazioni di pericolo, piccole e grandi, derivanti dalla carenza di manutenzione di quelle strade. Ma cosa fanno i responsabili politici e tecnici degli uffici comunali preposti al servizio di manutenzione? E’ così difficile ispezionare periodicamente la strada Via Giuseppe Mercalli e Massimo Troisi apponendo il manto di asfalto e prestare la necessaria e doverosa attenzione alle numerose segnalazioni avute? Sotto proponiamo le lamentere degli abitanti della strada.

 

GLI ABITANTI DEL LUOGO “Le nostre case sono sempre piene di polvere, le auto passano veloci sulla strada lasciandosi dietro una fitta scia di terra e provocando lo sbalzo di pietrisco pericoloso per i pedoni e le persone che viabitano", sollecitiano ancora una volta il comune di Sant'Antimo (Napoli) ad aggiustare predetto tratto di strada apponendo al piu presto il manto di asfalto.

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS SANT'ANTIMO ANCORA SPOSTATO L'ORARIO PER CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO SU QUESTIONE TARI

18 Novembre 2014, 10:42am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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397292 104896189669319 1023336315 nDI MICHELE PAPPACODA Comunicazione circa l'orario del consiglio comunale di domani mercoledì 19: a seguito della conferenza capigruppo tenutasi questa mattina, si è fissato l'orario alle ore 16,30 per permettere la massima partecipazione popolare.

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