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SEZ.POLITICA QUIRINALE L’ELEZIONE DEL CAPO DELLO STATO

19 Aprile 2013, 09:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Quirinale L’elezione del capo dello Stato

 

 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’intesa con il Pdl non regge alla conta. I renziani votano Chiamparino. Torna in pista Prodi Flop di Marini e terremoto nel Pd Bersani: fase nuova, decide il partito

Roma. Peggio di così Bersani non poteva immaginare la prima giornata di voto pder il Colle. Doppia fumata nera. Franco Marini non raggiunge il quorum per l’elezione del presidente della Repubblica. Anzi. Si ferma ben al di sotto della soglia: 521 voti contro i 672 richiesti. Stefano Rodotà prende 240 preferenze, Sergio Chiamparino 41. Poi 14 per Romano Prodi, seguito da Bonino, D’Alema, Napolitano e Finocchiaro. Niente di fatto anche al secondo turno perché Pd e Pdl votano scheda bianca. La palla è nelle mani del Partito democratico. Bersani, dopo aver sentito Marini, annuncia la svolta: «Bisogna prendere atto di una fase nuova. A questo punto penso tocchi al Pd la responsabilità di avanzare una proposta a tutto il Parlamento. Questa proposta sarà, come nostro costume, decisa con metodo democratico nell’assemblea dei nostri grandi elettori». I nomi che girano sono sempre gli stessi: Amato, D’Alema, Finocchiaro. Oppure Prodi. Ma non si esclude un outsider: magari proprio quel Chiamparino votato non solo dai renziani. Il bacino potenziale dal quale partiva Marini era di 745 voti: Pdl, Lega, Fratelli d’Italia, Pd (tranne i 51 renziani) Scelta Civica. Ebbene, rispetto al serbatoio complessivo il candidato Pd al Colle ha avuto 224 voti in meno. L’ex leader Cisl, sondato da Bersani, ha escluso un passo indietro. Ma poco dopo è stato “scaricato” dal segretario. Il Pd quindi prende tempo. Oggi è sono previsti il terzo scrutinio e l’eventuale quarto dove il quorum scenderà e sarà suffi - ciente la maggioranza relativa. E qui non è escluso che a quel punto Bersani preferisca decidere di ricompattare il partito su Prodi. Bersani invita alla calma: «Vedrete che si troverà una soluzione. Marini? Riuniremo l’assemblea dei grandi elettori e vedrete che la soluzione si troverà». Il Pd sta esplodendo? «Ma no, no... certo che sono preoccupato ma sono preoccupato per l’Italia. È troppo enfatico?». Il Pdl fiuta aria di “trappola”. «Invitiamo tutti a impegnare questo tempo per individuare la soluzione più idonea per eleggere il capo dello Stato alla quarta votazione», è l’appello lanciato dal segretario Alfano. L’obiettivo è quello di trovare l’intesa su un nuovo nome per allontanare lo “spauracchio” Prodi. La spaccatura nel Pd tuttavia è evidente. I renziani hanno votato per Sergio Chiamparino. Renzi va a Roma per incontrare i suoi, ma smentisce un incontro con Bersani. Anche Vendola e i suoi si sono sfi lati scegliendo Rodotà, il candidato indicato dai 5 Stelle dopo le rinunce di Gabanelli e Gino Strada. E adesso nel Pd c’è già chi invoca la resa dei conti sul segretario. La linea di Bersani è infatti stata bocciata sonoramente dalle Camere. Ma il no a Marini travalica la tradizionale suddivisione in correnti del Pd. Se Bersani dovesse insistere su Marini senza risultato, la sua segreteria potrebbe non solo scricchiolare. come avviene in queste ore, ma addirittura essere costretta alle dimissioni. Nel Pdl al momento si punta ancora sullo schema Marini, ma si continua a non escludere la pista D’Alema. La vera preoccupazione, però, è che torni ad affacciarsi il “nemico” Prodi. «Quello che vedo è una nuova linea per il Pd: una linea che ha un nome e si chiama Prodi», conferma Civati. Arriva anche una timida apertura dai 5 Stelle: «Noi andiamo avanti con Rodotà», spiega Roberto Fico, chiarendo che il nome di Prodi potrà essere votato «solo se tutti i candidati M5S prima di lui nella rosa dovessero rinunciare ».

METROPOLIS

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 18.04.2013 A CURA DI EVA PAPPACODA VIDEO

18 Aprile 2013, 11:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

522803 381543255200609 411380551 n (1)A CURA DI EVA PAPPACODA

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APPROFONDIMENTO

Giovedì 18: tempo sempre anticiclonico stabile, soleggiato e molto mite ovunque. Da rilevare solo un po' di velature sparse al mattino e una locale parziale nuvolosità in giornata sui rilievi alpini centro-orientali. Temperature massime generalmente comprese tra 20 e 25° in pianure.

Nord: continua il bel tempo soleggiato ovunque salvo velature a carattere sparso. Tendenza ad aumento delle nubi i serata sulle Alpi poi qualche rovescio la notte tra alto Piemonte e Nordovest Lombardia. Temperature massime  in aumento comprese tra 22 e 25°.

Centro: ancora alta pressione con sole e clima primaverile su tutti i settori. Temperature in aumento  con massime tra 21 e 25° in pianura.  Venti  deboli settentrionali, moderati da  NO sui bacini toscani. 

Sardegna: tanto sole e bel tempo ovunque. Temperature  stazionarie  o in lieve locale aumento con massime tra 21 e 25° in pianura. Venti deboli o assenti.

Sud e Sicilia: bel tempo soleggiato e mite, primaverile ovunque. Temperature in lieve aumento con massime tra 20 e 25° in pianura. Venti moderati con rinforzi da Nord sul basso Adriatico, Canale d'Otranto e sullo Ionio settentrionale; venti moderati da N/NO sul Canale e Mare di Sicilia, moderati da Nord sul Foggiano, venti in genere deboli o moderati settentrionali altrove.

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 18.04.2013 A CURA DI EVA PAPPACODA

18 Aprile 2013, 11:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://media.evangelizo.org/images/santibeati/S/Beata_Savina_Petrilli/Beata_Savina_Petrilli_A.jpg

522803 381543255200609 411380551 n (1)A CURA DI EVA PAPPACODA Santo del giorno : B. SAVINA PETRILLI, Vergine, fondatrice





Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,44-51. 
Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me.
Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.
In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita.
I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;
questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

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CIOCIARIA NEWS FROSINONE Ruba auto e, raggiunto, si scaglia contro i Carabinieri: arrestato

18 Aprile 2013, 11:23am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Ruba auto e, raggiunto, si scaglia contro i Carabinieri: arrestato
397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Frosinone - Ruba un'auto ed all'alt dei Carabinieri tenta di fuggire e, raggiunto, si scaglia contro i militari. Dovrà rispondere di furto e resistenza a Pubblico Ufficiale un 25enne romeno già noto alle Forze dell'Ordine, domiciliato a Zagarolo (Roma). Il giovane, questa notte, verso le 2 ha rubato lungo la Via Casilina una Fiat Punto di proprietà di donna di Torrice. L’immediato intervento dei Carabinieri ha permesso di intercettare il veicolo in via Saragat dove il 25enne, vistosi intimare “l’alt” dai militari, ha tentato una precipitosa fuga terminata dopo un breve inseguimento nell’attigua via Prefelci, dove ha abbandonato il veicolo tentando invano di dileguarsi a piedi nelle vie limitrofe. I militari sono riusciti a raggiungerlo ed un volta preso ha opposto resistenza venendo però ben presto bloccato e tratto in arresto. L’autovettura è stata recuperata e restituita alla legittima proprietaria.
CIOCIARIA OGGI NOTIZIE

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CIOCIARIA NEWS Colfelice: i comitati si sentono soli, il sindaco Donfrancesco ribadisce il no

18 Aprile 2013, 11:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA

 

Colfelice: i comitati si sentono soli, il sindaco Donfrancesco ribadisce il no
Colfelice – “Siamo fermamente contrari ai rifiuti di Roma, ma riteniamo non sia il caso di andare avanti con le proteste esponendoci al rischio di subire denunce. Siamo vittime dell'arroganza di chi vuole portare i rifiuti di Roma a Colfelice”. Sono queste le parole di Rocco Renzi, presidente del Comitato ambientalista di San Cataldo nato per tutelare l’area a ridosso dello stabilimento di Colfelice e che, in questi giorni, si è battuto contro l’arrivo dei rifiuti nell’impianto ciociaro. “Continueranno a portare la spazzatura da Roma – ha aggiunto Renzi - ma senza il nostro consenso. La nostra posizione, al momento, è che non si può andare avanti con le proteste, anche perché alcuni sindaci si sono defilati e non siamo sostenuti in modo adeguato dai cittadini”. Chi non si è tirato indietro, però, è il sindaco di Colfelice Bernardo Donfrancesco il quale ribadisce il suo no al decreto Clini. “Confermiamo tutte le iniziali riserve al trasferimento dei rifiuti di Roma nel nostro sito – ha dichiarato il primo cittadino al termine del tavolo tecnico svoltosi in regione – vogliamo che si rispettino i quattro mesi previsti e ribadiamo la nostra contrarietà al decreto Clini, che riteniamo inopportuno come alcune prese di posizione dello stesso ministro”. Questa sera è prevista, intanto, una riunione per decidere se riprendere o no le proteste nei pressi dell’impianto di Colfelice.

 

FONTE CIOCIARIA OGGI NOTIZIE

http://ciociaria.ogginotizie.it/234476-colfelice-i-comitati-si-sentono-soli-il-sindaco-donfrancesco-ribadisce-il-no/#.UW_JPqItyk8

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA Quirinale, si vota il presidente. Marini: spero che il Pd sia unito

18 Aprile 2013, 11:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA PAOLA TRECCINE ROMA - Si vota per l'elezione del presidente della Repubblica. Al via a Montecitorio dalle 10, con il Parlamento riunito in seduta comune, le votazioni per l'elezione del dodicesimo Capo dello Stato. E' Franco Marini il nome proposto mercoledì sera per il Quirinale da Pier Luigi Bersani ai gruppi riuniti di Pd-Sel e da Silvio Berlusconil a quelli del Pdl, dopo una giornata di nervose trattative. 





Il voto. I “grandi elettori” chiamati ad eleggere, secondo la Costituzione, il nuovo Presidente sono, in questa occasione, 1007, così suddivisi: 630 deputati, 319 senatori (di cui quattro “a vita”), 58 delegati regionali. 

Nei primi tre scrutini è necessaria una maggioranza qualificata, pari ai due terzi dell’assemblea (672 voti), mentre a partire dal quarto scrutinio in poi basterà ottenere la maggioranza assoluta dei voti (504). Sulla carta Pd, Pdl e Scelta civica hanno inumeri pe eleggere Marini al primoscrutinio. Ma non è detto, vista la crescente opposizione nel Pd alla proposta del segretario, che il capo dello Stato possa essere eletto al primo scrutinio. Oggi Marini potrebbe infatti finire sotto il fuoco amico, senza contare che la Lega ha annunciato che voterà Manuela Dal Lago, Sel è contro e in Scelta Civica serpeggia perplessità. E più di uno nel Pd sostiene che l'ex leader sindacale non passerà. 

Ma il Pd si spacca. Si conclude infatti con soli 220 voti favorevoli, 90 contrari e 30 astenuti la votazione all’assemblea del Pd sulla candidatura di Marini. Al voto non ha preso parte Sel, che ha annunciato il voto per StefanoRodotà, candidato anche dal Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. Matteo Renzi afferma: dispetto al Paese, non voteremo Renzi. Ma nel Pd non sono solo i renziani a essere contrari. «Il mio voto oggi sarà per Stefano Rodota», ha detto il deputato Pippo Civati a Sky Tg24. Il leader di Sel Nichi Vendola: alleanza finita.


Marini: spero Pd ritrovi unità. «Stamattina De Mita mi ha fatto una telefonata, mi ha fatto molto piacere. È una battaglia dura e spero si possa fare bene. L'augurio è che il mio partito possa ritrovare una forte unità oggi. Scissione? Ma quale scissione», ha detto stamani Marini ai microfoni di Tgcom24 fuori dalla sua abitazione.

«Sono in corsa e me la gioco fino in fondo», ha detto Marini agli amici abruzzesi più stetti politici e non che continuamente sente al telefono. «Sto lavorando e spero di far convergere anche i voti di Sel», ha aggiunto.

«Il risultato» del «sofferto confronto è stata la convergenza
 attorno a Marini. Tale scelta è stata discussa e approvata dai nostri gruppi parlamentari. Un partito serio, non solo per la validità in sè della scelta, ma anche per dimostrare la sua affidabilità, non può che comportarsi con coerenza». Così Massimo D'Alema in una nota. «Sono persuaso che Marini potrà essere un buon presidente della Repubblica, anzitutto per la sua storia e la sua formazione di sindacalista e uomo politico, da sempre vicino alla gente semplice e al mondo del lavoro». 

Lega divisa. «Oggi sosterremo uno dei nostri, la Dal Lago». Lo dice Umberto Bossi al suo arrivo al gruppo della Lega alla Camera. Il presidente del Carroccio non ha però preso parte alla riunione dei gruppo nel quale si sarebbe invece deciso di sostenere Marini alla prima votazione. A chi gli domanda cosa ne pensi di Marini, Bossi si limita a rispondere: «Noi oggi votiamo Dal Lago. In questo momento abbiamo bisogno di una personalità che abbia esperienza economica». «Il gruppo, all'unanimità, ha deciso di votare per Franco Marini», ha commentato Massimo Bitonci, capogruppo al Senato della Lega. A chi gli domanda della posizione di Bossi per Manuela Dal Lago, risponde: «Avremmo votato Dal Lago, ma i nostri 40 voti sarebbero stati solo una testimonianza a una brava amministratrice». 

Vendola: inadeguato. «La spaccatura è determinata dalla candidatura di Franco Marini, uno nome rispettabile, tuttavia non è la personalità adeguata a interpretare il passaggio drammatico che abbiamo di fronte», afferma Nichi Vendola, leader di Sel, a Tgcom24, sottolineando che un patto Pd-Pdl sul governo sarebbe un suicidio. «C'è diffidenza nella politica e servono segnali di speranza per restituire credibilità al Palazzo. Seguiamo l'esempio dell'elezione di Grasso e Boldrini. Cerchiamo di interpretare la domanda di cambiamento. Chiuderci qua dentro per eleggere un garante del rapporto con i berlusconiani sarebbe un errore», ha aggiunto Vendola. «Il patto di governo Pd Pdl sarebbe il suicidio del Pd e la fine del centrosinistra. Come si fa a dire che la candidatura di Marini unisce se poi spacca il centrosinistra?». 

«Noi voteremo Stefano Rodotà. Su Marini non c'è nessuna pregiudiziale, ma l'entusiasmo di Berlusconi fa pensare a un'ipotesi di governissimo», ha poi sottolineato il capogruppo di Sel alla Camera, Gennaro Migliore.

«La candidatura di Franco Marini è quella che è più in grado di realizzare le maggiori convergenze. È una persona limpida e generosa, uno dei costruttori del centrosinistra legato al lavoro ed al sociale», ha spiegato Bersani mercoledì sera alla riunione dei gruppi Pd. «Dobbiamo eleggere il presidente della Repubblica. È sempre stato difficile, nelle condizioni date non è facile, richiede un'assunzione di responsabilità soprattutto da chi ha più numeri. Attenzione al passaggio che abbiamo davanti». 

Il sì di Berlusconi. Il leader del Pdl alla riunione dei gruppi del partito mercoledì sera ha confermato il voto per Marini alla presidenza della Repubblica. «Franco Marini è una persona positiva e seria e per noi non è una sconfitta», ha detto.

Pd spaccato, no di Renzi. Marini? «Non lo votiamo». Per Renzi, Marini non è l'uomo giusto «perché lo conosco ve lo immaginate al telefono con Obama? A me sembra il meno adatto e lo voglio dire con chiarezza stasera. Ma se lo eleggeranno metterò subito la foto nella mia stanza perché ho rispetto per il presidente della Repubblica». «Votare Franco Marini significa fare un dispetto al paese: si sceglie una persona più per le esigenze degli addetti ai lavori che non per l'Italia», ha poi aggiunto Renzi. «Sicuramente Rodotà è meglio di Marini, ma ce ne sono tanti meglio di Marini anche nel centrodestra. Lo dico conoscendolo», ha detto ancora Renzi.

Ma non sono solo i renziani a essere contrari. «Ho detto alla nostra assemblea che sono contrario a candidatura Marini perché divide il Pd e la coalizione», ha scritto su Twitter, Matteo Orfini. «Non solo i renziani non lo voteranno», è il «facile pronostico» che fa sempre su Twitter la deputata del Pd, Marianna Madia. «Non voterò mai Franco Marini». Così la deputata prodiana del Pd Sandra Zampa annuncia, su twitter, il suo no al nome dell'ex presidente del Senato. 

IL GAZZETTINO.IT

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PRIMO PIANO TREVISO Matteo ha lasciato un biglietto per dire addio: «Scusate, senza lei non vivo più»

18 Aprile 2013, 11:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Matteo Rossi e Denise Morello

INSERITO DA PAOLA TRECCINE TREVISO - «La mia vita non ha più senso. Perdonatemi ma non ce la faccio più. Vi voglio bene e vi chiedo scusa per il mio gesto, ma non posso più vivere senza di lei». Questo il contenuto di una lettera scritta ieri pomeriggio e lasciata nella sua abitazione di piazza Oberkochen a Montebelluna da Matteo Rossi, prima di mettere in atto il suo folle piano: uccidere l'ex fidanzata, Denise Morello, impiegata 23enne, e poi togliersi a sua volta la vita. Non traspare da queste parole la chiara volontà di uccidere Denise ma, dicono gli investigatori, l'intenzione di mettere in atto un «gesto di autolesionismo», il suicidio appunto, culminato poi in un abbraccio mortale a colpi di pistola.

Matteo Rossi passa la giornata di martedì cercando di far trasparire calma e sicurezza di fronte a tutte le persone che incontra. Uscito di casa nel pomeriggio, il 37enne reca nel bar Bertolini, proprio sotto casa sua. Qui si trattiene a lungo, chiacchierando amabilmente e dissimulando la propria agitazione interiore. Rifiuta l'invito di un amico per uno spritz dicendo di dover passare dal commercialista e poi di avere una partita di calcetto. Si accorda per una cena a base di risotto con altri tre amici per la sera seguente (tra cui il barista Matteo), dà appuntamento (poi disdetto) a un'amica per un aperitivo a Castelfranco. Una sorta di strategia per ingannare chi gli ruota attorno e da qualche mese lo vede diverso, cupo, triste, ma ancora non immagina cosa sta per accadere. Qualche minuto prima delle 19 Matteo Rossi va incontro al suo destino: sale sulla sua Audi bianca e quindi scende nel parcheggio interrato dell'Interspar di Montebelluna. 

Sa dove Denise parcheggia la sua Lancia Y. Sa che a breve scenderà dal terzo piano dello stabile, sede dell'ufficio di commercialisti in cui lavora. Posteggia l’Audi in modo che lei non possa vederla. Il 38enne ha già la pistola carica in tasca. Si apposta dietro un muro, a due passi dalla porta da cui la 23enne è solita uscire. 

Alle 19.05, la tragedia si compie. Il parcheggio è deserto e improvvisamente, dalle scale, Matteo sente la voce di Denise che saluta un'amica. La ragazza ha solo il tempo di salire nella sua vettura e sedersi al posto di guida. In quel momento, alle sue spalle, spunta Matteo. Denise si volta, vede la pistola. È impietrita, ma riesce a urlare «Non farlo, non farlo». Invece viene freddata con un colpo quasi a bruciapelo, appena sotto l'orecchio. Tempo due secondi e Matteo Rossi rivolge l’arma contro se stesso uccidendosi con un altro colpo, stavolta alla tempia. Il suo cadavere viene trovato riverso a terra, con l'arma ancora fra le dita. Nessuna telecamera ha filmato la tragedia, né esistono testimonianze che permettano di delineare un quadro più preciso di questo. I carabinieri di Montebelluna del capitano Eleonora Spadati, ieri hanno sentito amici, familiari e parenti di Matteo e Denise e nei prossimi giorni esamineranno i telefoni cellulari delle vittime per verificare se negli ultimi scambi di sms c’era già la traccia di quello che poteva accadere.

DI NICOLA CENDRON IL GAZZETTINO.IT

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PRIMO PIANO Il piano diabolico preparato in 2 mesi: così l'omicida ha ottenuto la pistola

18 Aprile 2013, 11:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Matteo Rossi e la sua auto, un'Audi, portata via dal parcheggio del supermercato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA PAOLA TRECCINE TREVISO - Un piano diabolico. Studiato nei minimi dettagli e che solo adesso, a tragedia avvenuta, emerge in tutta la sua perfida completezza. Matteo Rossi voleva una pistola. Voleva acquistarla regolarmente, senza ricorrere a sotterfugi che, molto probabilmente, non era in grado di utilizzare. E ha studiato a tavolino il modo più veloce e rapido per ottenerla. 

Matteo a fine gennaio comincia a focalizzare il suo obiettivo. Sa che per ottenere il possesso di un'arma da fuoco occorrono permessi, autorizzazioni. La procedura è lunga e difficoltosa. Scarta quindi l'idea di richiedere un porto d'armi: è necessaria una domanda formale in Prefettura. E dopo aver subìto la ramanzina dai carabinieri di Montebelluna, allertati da un’esasperata Denise, preferisce evitare complicazioni. 

Sceglie quindi di richiedere il permesso per il possesso di un'arma da tiro sportivo. È un'autorizzazione che viene rilasciata dalla questura a chi frequenta i poligoni. Matteo però non si rivolge alla questura di Treviso, ma punta al commissariato di Jesolo. Perché? Semplice: i suoi impegni di lavoro si concentrano soprattutto nel veneziano e lungo il litorale. Nulla di particolarmente anomalo. A quanto pare dichiara anche un domicilio nello Jesolano. Al commissariato non trovano nulla da eccepire: in casi come questi funzionano da semplice sportello dove presentare la domanda e tutta la documentazione richiesta. Poi la pratica viene inviata alla Questura di Venezia che rilascia il permesso. 

Prima però c'è un passaggio cruciale. Da Venezia chiamano la stazione dei carabinieri di Pederobbaper verificare se ci sono pendenze in corso. Ma dalla banca dati non risulta nulla. Matteo è pulito. Il diabolico meccanismo si sarebbe potuto interrompere solo se a suo carico fosse spuntata una denuncia. Ma Denise, ai carabinieri di Montebelluna, aveva preferito solo segnalarlo. Questo l'errore, purtroppo, fatale. «Il consiglio è di denunciare sempre - ricorda il prefetto Aldo Adinolfi, molto colpito dalla tragedia - solo così le forze dell'ordine possono muoversi. Poi le denunce hanno un loro corso, che può essere positivo o meno. Ma, soprattutto, nei casi di stalking, si può intervenire solo per querela di parte».

DI PAOLA CALIA IL GAZZETTINO.IT

Giovedì 18 Aprile 2013 - 10:05 

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NEWS ITALIA MONDO Pacher-Clini: migliorare gestione orsi Presidente Trentino chiede anche ripristino operativita' Stelvio

18 Aprile 2013, 11:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Pacher-Clini: migliorare gestione orsiINSERITO DA PAOLA TRECCINE  - TRENTO, 18 APR - Un tavolo di lavoro attivato per modificare il protocollo operativo che disciplina il 'Progetto orso'. Lo ha comunicato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher, dopo che ha incontrato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. La questione, che punta a procedure piu' agili per gli orsi problematici, riguarda anche Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Alto Adige. Seconda questione affrontata, il ripristino dell'operativita' del Parco dello Stelvio.
ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO I guadagni dei candidati a primarie Svp Kompatscher 7 mila euro netti al mese, Pichler Rolle 11 mila

18 Aprile 2013, 10:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
I guadagni dei candidati a primarie SvpINSERITO DA PAOLA TRECCINE  - BOLZANO, 18 APR - Quanto guadagnano i due contendenti alle primarie Svp? Rispondendo alla Tageszeitung di Bolzano, Arno Kompatscher dichiara 7 mila euro netti, Elmar Pichler Rolle 11 mila. ''E dire che pensavo di guadagnare abbastanza...'', osserva ironico il 'rottamatore' Kompatscher.

Per il giorno del voto i due possono contare, almeno, sui familiari. I figli di entrambi si sono iscritti al partito in tempo utile per votare il babbo.
ANSA

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