Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA PAOLA TRECCINE - PADOVA, 19 APR - I terreni gestiti biologicamente presentano una maggiore capacita' di trattenere acqua, con conseguente miglior rendimento in condizioni climatiche di scarsita' di precipitazioni. E' quanto emerge dallo studio intitolato del Dipartimento di Biologia dell'Universita' di Padova.
Secondo la ricerca i sistemi di agricoltura biologica presentano inoltre una maggiore biodiversita' sia vegetale che faunistica rispetto ai sistemi convenzionali.
INSERITO DA PAOLA TRECCINE - SIRACUSA, 19 APR - Sessantuno migranti, tra cui una bambina di circa quattro anni, stipati su un motopesca fatiscente e con i motori in avaria sono stati soccorsi nelle prime ore di stamane dalle motovedette della Guardia costiera di Siracusa a circa 12 miglia a est delle coste siracusane. Il peschereccio, circa 13 metri di lunghezza, in legno, e' stato trainato nel porto grande di Siracusa. Secondo le prime indicazioni potrebbe trattarsi per lo piu' di egiziani, la bimba ed il padre sarebbero siriani.
INSERITO DA PAOLA TRECCINE - PALERMO, 19 APR - Intensa notte di soccorsi nel Canale di Sicilia: uomini e mezzi di Guardia Costiera e Marina Militare sono stati impegnati in piu' operazioni per trarre in salvo decine di migranti che cercavano, a bordo di carrette del mare, di raggiungere le coste siciliane. Da un gommone che stava affondando sono stati recuperati prima 87 migranti, 16 dei quali erano in acqua. Un altro gommone con 90 persone e' stato consegnato alle unita' maltesi. Ieri sera 24 nordafricani erano sbarcati a Lampedusa.
DI MICHELE PAPPACODA Nella nota stampa della conferenza dei sindaci della Costa d’Amalfi nella seduta della Conferenza dei sindaci della Costa d’Amalfi del (17 aprile 2013) è stato approvato il progetto Easy Amalfi Coast 2013, piano integrato in materia di viabilità lungo la Statale amalfitana, realizzato dall’Associazione intercomunale Antica Repubblica Amalfitana. In pratica, l’iniziativa, già sperimentata nel corso degli ultimi otto anni, grazie all’impiego di ausiliari del traffico, che vanno a coprire il tratto di strada da Maiori ad Amalfi nei punti più nevralgici, tende a risolvere diverse problematiche legate alla viabilità, utilizzando personale qualificato per avere un controllo capillare e continuo lungo il tratto costiero della statale amalfitana, tratto centrale e vitale, anche per le diramazioni da Agerola, Ravello, Valico di Chiunzi, ove si concentra l’80% di tutto il traffico veicolare.
L’obiettivo finale è quello di dare un servizio compiuto ai comuni costieri, in materia di mobilità, nel periodo dal 25 aprile al 30 giugno, quando il traffico veicolare, soprattutto quello dei bus, è più intenso. Il progetto Easy si avvale delle economie di questi ultimi anni resesi disponibili a seguito del versamento delle quote associative da parte dei Comuni di Amalfi, Atrani, Maiori, Minori, Ravello e Tramonti, per un totale di cinquantamila euro. Nell’ambito dell’iniziativa è importante anche l’utilizzo di associazioni di volontariato davanti al presidio ospedaliero di Castiglione per evitare la sosta incontrollata dei veicoli in tale tratto, dalle 9.00 alle 13.00 dello stesso periodo. Per le postazioni che resteranno scoperte e cioè i Comuni di Cetara, Amalfi, Praiano, Positano e Vietri sul mare si auspica che l’amministrazione provinciale di Salerno renda disponibile il personale così come è stato per gli anni scorsi. Inoltre si auspica che per il periodo che va dal 30 giugno al 31 luglio, per il quale mancano fondi, possano intervenire le associazioni di categoria con un proprio contributo.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il doppio fi lone d’indagine della Procura coinvolge anche De Luca
Salerno. L’avviso di garanzia al sindaco di Salerno Vincenzo De Luca sulla vicenda Crescent è stato recapitato due settimane fa in Comune dai militari della Guardia di Finanza: la Procura di Salerno contesta al primo cittadino il reato d’abuso d’uffi cio e falso ideologico, inerente due fi loni d’inchiesta che riguardano l’opera dell’architetto Bofill. Quella della variante in fase propedeutica del progetto approvata nel 2008 e quella del 2010 inerente la costruzione delle due Torri.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dopo le denunce chiusa la struttura di Materdomini, i pazienti vengono curati al Polo oncologico di Pagani. La task force dell’Asl ha individuato gli utenti che devono essere sottoposti ai controlli. Sono 139 gli utenti che secondo la task force nominata dal direttore sanitario del nosocomio paganese, Maurizio D’Ambrosio dovranno essere sottoposti ad uno screening dopo l’infezione che si è diffusa nell’ambulatorio Materdomini di Nocera Superiore la scorsa settimana. La struttura è stata chiusa e tutti i suoi pazienti spostati presso l’ospedale Andrea Tortora di Pagani. Intanto però i pazienti malati di tumore che avrebbero contratto un’infezione al ‘port’ ovvero una sorta di ‘scatola’ per le radiazioni, dovranno tutti essere visitati dall’equipe multidisciplinare nominata dall’Asl sul caso. In questa inchiesta interna inoltre saran no prese in considerazione anche le documentazioni relative all’autopsia di una paziente oncologica che è recentemente morta e che avrebbe anche lei contratto l’infezione presso l’ambulatorio nocerino. I 139 pazienti saranno sottoposti quindi al protocollo per verificare eventuali infezioni.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Schettino devi morire minacce di morte al comandante della Costa a Grosseto Schettino il comandante della Costa di Meta di Sorrento minacciato di morte «ASSASSINO, devi morire». Sono le parole vergate a mano su un foglietto trovato di fronte alla porta d’ingresso della quadrifamiliare a mattoncini rossi in via del Maestrale, a Marina di Grosseto. Questa l’accoglienza che l’ex comandante della Concordia, Francesco Schettino, ha ricevuto al suo arrivo, nei giorni scorsi, al quartier generale organizzato per affrontare l’inizio dell’udienza preliminare che lo vede imputato per il naufragio del 13 gennaio del 2012. Un vasto appartamento al secondo piano preso in affitto, con il soggiorno adibito a sala riunioni. Una palazzina immersa nella pineta della frazione balneare. L’istinto del capitano di Meta di Sorrento sarebbe stato quello di andare a denunciare tutto ai carabinieri. Poi la scelta di «lasciar perdere» per non creare allarmismi. Anche se l’episodio ha spinto le forze dell’ordine a organizzare una «stretta sorveglianza» attorno all’appartamento. Minaccia che non ha però scoraggiato Capitan Inchino a girovagare per Marina nei momenti liberi. PASSEGGIATE sul lungomare e nelle vie adiacenti. Qualche pranzo frugale in una pizzeria, a due passi dal porto. O il «fresco» aperitivo di martedì pomeriggio a base di cedrata e menta prima di una Coca Cola che ha gustato al bar Elefy, insieme a una signora bionda (che lui ha presentato come uno dei suoi avvocati) che è stata vista al suo fianco nelle giornate trascorse in giacca e cravatta la mattina e polo e Rayban sopra la fronte nel pomeriggio. Poche, comunque, le parole scambiate con in marinesi. Una manciata coi giornalisti. Al termine dell’udienza, ieri pomeriggio, si è limitato a dire: «Scusate, voi fate il vostro mestiere, ma in questo momento non intendo parlare». E se n’è andato in direzione Marina. E sempre ieri, mentre all’Isola del Giglio stavano montando il primo dei cassoni galleggianti che faranno da ciambella al relitto, per poi rimetterlo in galleggiamento, al teatro Moderno, intorno alle 10, è ripresa l’udienza preliminare. Una lunga serie di eccezioni e controdeduzioni che alla fine hanno portato il giudice Pietro Molino ad accettare gran parte delle richieste di parte civile, lasciando però a bocca asciutta alcuni gigliesi che avendo aderito all’associazione «Sos Concordia», saranno da questa rappresentati. Fuori anche il ministero dell’Ambiente, l’associazione utenti del trasporto aereo, marittimo e ferroviario, il Centro per i diritti del cittadino, il Wwf e l’Enpa. Ma la vera novità è la doppia veste di Costa Crociere. LA COMPAGNIA di navigazione proprietaria della Concordia, infatti, è stata ammessa come parte civile, quindi soggetto danneggiato, ma anche chiamata in giudizio per responsabilità civile e cioè riconosciuto come soggetto che dovrà rispondere dei danni subiti dalle parti. Queste le decisioni del gup Molino, al termine delle prime due giornate di udienza, per poi rinviare tutto al 14 maggio, per avere il tempo di notificare a Costa la «chiamata in giudizio». Intanto lo Stato ha presentato il «conto»: 37,5 milioni di euro per i danni subiti. Ma il gup ne ha ammessi 26. Che si aggiungono agli 80 già chiesti dal Comune del Giglio.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Droga dalla Spagna grazie al mandamento palermitano di Brancaccio. Maxi yacht sequestrati
Napoli. Quarantaquattro persone affi liate a clan di camorra che importavano droga dalla Spagna in Italia sono state arrestate dai Carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna in una vasta operazione scattata nella notte a Napoli e Campania. Tra gli arrestati vi sono esponenti di spicco dei clan Di Lauro, Amato-Pagano, Polverino, Mazzarella, Ferrara, Cuccaro e Carfora. I primi operano nell’hinterland e nella zona Nord di Napoli; l’ultimo nella provincia di Caserta. I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli per i reati, contestati agli arrestati a vario titolo, di associazione per delinquere fi nalizzata al traffi co di droga e di spaccio di stupefacenti con l’aggravante della transnazionalità. Nelle indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafi a di Napoli, i Carabinieri hanno raccolto elementi sull’esistenza di gruppi criminali subordinati ai clan del capoluogo campano che, per conto di questi ultimi, gestivano l’importazione di consistenti quantitativi di droga dalla Spagna e il rifornimento delle piazze di spaccio di Scampia, Melito, Marano, Mugnano e di altre regioni italiane. Contatti fra alcuni clan della camorra napoletana e la mafi a siciliana, in particolare il mandamento Brancaccio di Palermo, sono stati accertati dai carabinieri. I contatti - stando a quanto documentato dagli investigatori - erano fi nalizzati all’importazione di cocaina e hashish dalla Spagna all’Italia, nella zona di Napoli dove veniva spacciata o da dove veniva trasferite in altre regioni. Yacht ormeggiati nel golfo di Napoli e nel porto di Marina di Stabia, a Castellammare, e case di lusso sulla collina di Posillipo, nel capoluogo campano, sono stati sequestrati dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli nel blitz che, l’altra notte, ha portato all’arresto di 44 affi liati a clan della camorra. Il valore complessivo dei beni sequestrati è di circa 60 milioni di euro. Vi sono anche conti correnti bancari in varie città italiane, auto di grossa cilindrata, motociclette e altri beni proventi del traffi co internazionale di droga.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Napoli, panico nel pomeriggio a piazza Amedeo, chiuse due stazioni: treni fermi per oltre due ore
Napoli. L’angoscia e il terrore dopo l’attentato a Boston durante la maratona hanno attraversato anche Napoli ieri mattina a causa di un falso allarme bomba. Motrò in tilt, passeggeri impauriti e indignati, studenti e lavoratori fermi per ore, frenetici controlli, volti segnati dalla paura, 007 in azione accanto a uomini in divisa. Poi il sospiro di sollievo. L’emergenza è scattata a ora di pranzo. La linea 2 della Metropolitana di Napoli ha sospeso le corse alle 14 in seguito ad un allarme per la presenza di due valige, giudicate sospette, nei pressi dei binari alla stazione di Piazza Amedeo. Sono intervenuti i carabinieri. Le Fs hanno informato i viaggiatori della linea 2 della sospensione del servizio con un cartello: “chiuso per accertamenti giudiziari”. Due ore dopo è rientrato l’allarme bomba scattato a Napoli: ripreso il servizio della metropolitana nel tratto tra Mergellina e piazza Garibaldi. E’ stato un borsone di colore nero, abbandonato all’interno della metropolitana di piazza Amedeo, una delle piu’ affollate della linea, a destare allarme tra i passeggeri. I primi ad accorrere sono stati gli agenti della Polizia municipale che hanno fatto sgomberare la stazione. Poi successivamente e’ stata chiusa anche la stazione di Montesanto. Secondo quanto al momento ricostruito dai vigili urbani che sono intervenuti sul posto, l’allarme è scattato dopo che un giove ucraino è stato visto entrare nella stazione di piazza Amedeo con due borse e, secondo quanto poi riferito da alcuni cittadini, è stato visto uscire con una sola valigia. L’ucraino é stato condotto negli uffi ci dei Vigili urbani dove è stato anche fotosegnalato. Ritrovata la borsa e rientrato anche l’allarme, la metrò ha ripreso regolarmente a transitare. Gli ultimi gravi disagi in metropolitana risalgano a doemica scorsa, per un black out. “Black out elettrico il pomeriggio di domenica 14 aprile nella metropolitana di Napoli Linea 1. Disagi per i cittadini anche oltre le 20”. A segnalare la notizia NapoliUrbanBlog. Poco dopo, Sonia S. su Twitter: “45euro per tornare a casa, alle 20 tutte le stazioni ancora chiuse”. Conferma Cristiano R.: “Sì, siamo dovuti scendere tutti”. Fabrizio R. cita il commento del consigliere comunale Francesco Vernetti: “Black out elettrico fi no alle 19,30”.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’episodio si è verificato ad Acilia, vicino Roma. Roma. Omicidio in diretta sul viadotto Nuttal ad Acilia, vicino Roma, davanti a decine di automobilisti. Mercoledì sera una guardia giurata di 42 anni ha ucciso la moglie di 41 dopo averla inseguita in auto per alcuni chilometri. La donna, M.F., infermiera, è morta all’ospedale G.B. Grassi di Ostia per le numerose ferite d’arma da fuoco mentre il marito, dopo aver spostato la sua auto di qualche centinaio di metri, si è sparato un colpo alla testa ed è ora ricoverato in condizioni gravissime al San Camillo di Roma. Sul posto sono intervenuti carabinieri della compagnia di Ostia, allertati dall’automobilista- testimone che ha assistito a tutte le fasi della scena ed è tuttora sotto choc. I due si erano separati, ma lui non accettava la fine della loro storia e insisteva con le sue scenate di gelosia, liti ed episodi di violenza. Solo pochi giorni fa sullo stesso tratto di strada una donna aveva perso il controllo della propria auto precipitando giù dal tratto stradale e restando gravemente ferita dopo aver sfondato le barriere. Un viadotto maledetto, stavolta teatro di vicenda ben più tragica, dove stavolta l’ennesima donna è morta per aver reagito ad un matrimonio finito. Sembra che da tempo i rapporti fra marito e moglie fossero difficili. Fino a mercoledì quando il vigilante si è messo all’inseguimento della moglie in fuga sulla sua auto. Dopo averla affiancata, il quarantenne ha sparato più volte dal finestrino cercando di colpirla fino a quando è riuscito a bloccare la vettura della coniuge. A quel punto la guardia, secondo una prima ricostruzione, sarebbe scesa dall’auto e avrebbe sparato ancora da distanza ravvicinata. In quel momento sul viadotto il traffico era abbastanza intenso. Solo pochi giorni fa sullo stesso tratto di strada una donna aveva perso il controllo della vettura finendo di sotto e restando gravemente ferita dopo aversfondato le barriere.