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News Italia e dal Mondo :Benessere .Bersani: serve governo e cambiamento Grillo al Quirinale, M5S chiede incarico

22 Marzo 2013, 06:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella ROMA - Finite le consultazioni al Quirinale. Con l'arrivo sul Colle in serata del segretario del pd, Pier Luigi Bersani, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha finito il giro di colloqui per la formazione del nuovo governo. Napolitano successivamnte, in un breve saluto ai giornalisti, ha detto che farà le sue riflessioni e venerdì annuncerà le sue decisioni. «Penso che la parola cambiamento può essere qualificata così: ci si aspetta l'attenzione immediata ai temi sociali più acuti, un'iniziativa forte e decisa sulla moralizzazione della vita pubblica e finalmente passi seri sulle riforme istituzionali». Lo ha detto Bersani dopo le consultazioni al Quirinale. «Siamo al servizio del cambiamento lavorando su due versanti: governo con proposte per l'avvio di una legislatura in chiave di cambiamento sul piano sociale e sul piano della moralizzazione della vita pubblica», ha aggiunto Bersani, che ha indicato la necessità di «tempi certi» per la nascita del nuovo governo e la «corresponsabilità di tutte le forze politiche». «Io sento, e il mio partito sente, di avere responsabilità da esercitare per fare qualcosa per il Paese. La nostra intenzione è mettersi al servizio per trovare una soluzione non qualsiasi, un governo che non è di cambiamento porterebbe il paese a guai peggiori», ha detto ancora Bersani. «Non ho piani B ma non ho neanche un piano A. Ho portato la nostra riflessione e poi rispetto il ruolo del presidente della Repubblica per dire come uscire da soluzione difficile. Non abbiamo avanzato subordinante se stiamo alla politica, questo è uno ragionamento per l'avvio legislatura», ha sottolineato ancora il segretario del Pd. «Noi, il Pd siamo la prima forza di questo Paese, checchè qualcuno dica e siamo la prima coalizione», ha quindi puntualizzato Bersani, riferendosi alle dichiarazioni di Grillo che aveva definito, digendo una cosa non vera, il Movimento 5 stelle il primo partito italiano. «Ci rivolgiamo a tutto il parlamento ma alcuni dei nostri punti dalla destra sono stati impediti anche nell'ultimo anno», ha proseguito Bersani, alla domanda se la proposta di governo del Pd si rivolge anche al centrodestra. «Ognuno ha i suoi punti. Noi i nostri che mandiamo avanti e non sono la rincorsa di nessuno», ha continuato rispondendo a chi gli chiedeva di commentare i 20 punti proposti dal Movimento cinque stelle. Grillo. Con la delegazione di M5S guidata da Grillo è iniziato il secondo giorno delle consultazioni del capo dello Stato. Dopo l'atteso colloquio con Grillo (accompagnato dal capogruppo al Senato, Vito Crimi, e dal capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi), il capo dello Stato ha ricevuto alle 10.30 i Gruppi parlamentari del Senato e della Camera del Pdl e della Lega Nord e Autonomie, presente Silvio Berlusconi. In seguito Napolitano è andato a palazzo Giustiniani, per incontrare nel suo ufficio il presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. M5S: siamo la prima forza politica, chiediamo l'incarico. «Il Movimento 5 stelle è stata la prima forza politica alle ultime elezioni per numero di voti - hanno detto Crimi e Lombardi dopo il colloquio con Napolitano - Chiediamo perciò l'incarico di governo per realizzare il nostro programma». Dopo la dichiarazione, durante la quale Grillo non era presente, Crimi e Lombardi senza rispondere alle domande dei giornalisti. L'unica risposta è stata quella data a un cronista che ha urlato: «Avete fatto un nome?». Lombardi si è voltata e ha detto: «Abbiamo indicato un progetto». Al Quirinale assente il co-fondatore del movimento Gianroberto Casaleggio. E Grillo disse a Napolitano: non la chiamerò più Morfeo. «Alla fine Grillo disse al Presidente: "Non la chiamerò più Morfeo". Evidentemente non aveva nemmeno idea di che pasta fosse Napolitano...». Lo scrive su twitter il portavoce di Napolitano, Pasquale Cascella. Crimi Napolitano non si è addormentato. Poi si scusa. «Ho chiamato il Quirinale, il segretario generale, per porgere le mie scuse per la frase attribuitami che non voleva essere irrispettosa ma anzi inserita in un contesto più ampio voleva evidenziare la particolare attenzione mostrata nei nostri confronti». Lo afferma Rocco Crimi, precisando quanto affermato oggi in streaming («Napolitano è stato attento, non si è addormentato. Beppe è stato capace di tenerlo abbastanza sveglio,ma anche lui è stato abbastanza attivo e abbiamo interloquito parecchio»). «Una frase estrapolata da un discorso - afferma Crini in una dichiarazione - assume tutto un altro rilievo ovviamente. Il senso del discorso generale era chiaro e intendeva dare atto al presidente Napolitano di essere stato attento ascoltatore. Riprendendo una battuta dello stesso grillo che ha detto al stesso Napolitano in prima persona che doveva ricredersi e non utilizzare più appellativo di Morfeo. Estrapolare la frase detta in streaming nel corso di una riunione interna e non istituzionale è la solita macchina del fango». «Sto ricevendo tante segnalazioni in merito al fatto che avrei offeso il capo dello stato per una mia frase estrapolata dalla diretta streaming di una riunione in cui raccontavo esito dei colloqui. Non era mia intenzione offendere il Presidente e ho già chiamato il Quirinale per chiarire onde evitare che si danneggi l'immagine del movimento per una mia frase estrapolata dal contesto. Ricordo che le nostre riunioni si svolgono in diretta streaming e nel corso di esse si parla liberamente, senza discorsi preparati e preconfezionati o artefatti e può capitare di dire qualcosa che risulti infelice come esposizione... Questa - conclude - è comunque trasparenza». Grillo al Quirinale. Beppe Grillo, che dopo l'incontro ha lasciato Roma inseguito da fotografi e telecamere, era arrivato al Quirinale in abito scuro e cravatta d'ordinanza a bordo della propria auto privata accompagnato da Crimi e Lombardi, con i quali aveva tenuto una riunione preparatoria presso l'hotel Forum, dove Grillo ha alloggiato: lo stesso albergo scelto da Mario Monti nel 2011 quando ha ricevuto l'incarico. La piazza era gremita di cameramen e fotografi. Concluso l'incontro, Grillo per sfuggire da telecamere e flash, sull'auto guidata dal suo autista, Walter Vezzoli, seppure a velocità ridotta, ha commesso qualche infrazione: imbocca la corsia preferenziale di corso Rinascimento, effettua subito dopo un'inversione a U dove non è consentito e almeno una volta passa con il rosso. «No a Grasso o ad altre foglie di fico». «Il M5S non accorderà alcuna fiducia a governi politici o pseudo tecnici con l'ausilio delle ormai familiari "foglie di fico" come Grasso. Il M5S voterà invece ogni proposta di legge se parte del suo programma» ha scritto Grillo sul proprio blog al termine dell'incontro con Napolitano. «Il M5S è stato il primo per numero di voti alle ultime elezioni. Per questo chiede ufficialmente un incarico di governo per realizzare il suo programma, in particolare per realizzare le misure per il rilancio delle piccole e medie imprese, il reddito di cittadinanza e i tagli agli sprechi della politica. Finora, nonostante le dimensioni del successo elettorale, non è stata data alcuna rappresentanza istituzionale al M5S, non la presidenza della Camera, non la presidenza del Senato, che sono stati oggetto di contrattazione e mercanteggiamento tra i partiti e non espressione del riconoscimento del consenso elettorale. Il M5S chiede quindi un mandato pieno dal presidente della Repubblica per potersi presentare in Parlamento, esporre il suo programma di Governo, per chiedere il voto di fiducia. Nel caso il presidente della Repubblica accordi l'incarico. il M5S presenterà un suo candidato alla presidenza del Consiglio. Il M5S attribuisce a questa richiesta un atto di estrema responsabilità verso il Paese. Se questa richiesta non venisse accolta, il MoVimento 5 Stelle, come forza di opposizione, chiederà la presidenza delle Commissioni del Copasir e della Vigilanza RAI. Il M5S non accorderà alcuna fiducia a governi politici o pseudo tecnici con l'ausilio delle ormai familiari "foglie di fico" come Grasso. Il M5S voterà invece ogni proposta di legge se parte del suo programma». Berlusconi: il Pd non può avere premier e Quirinale, ha già i presidenti delle Camere. «Siamo stati ricevuti dal presidente della Repubblica - dice Berlusconi al termine dell'incontro con Napolitano - Abbiamo con lui esaminato i risultati elettorali che presentano le tre forze, ciascuna di pari entità. Abbiamo presente che una di queste forze non è disponibile a una collaborazione con le altre e quindi restiamo in campo noi e il Pd, a cui incombe la responsabilità di dare un governo al Paese. Siamo assolutamente disponibili a un esecutivo di coalizione. C'è l'esigenza assoluta di un comportamento responsabile delle forze che rappresentano un terzo elettorato, non è accettabile che una sola forza con il 30% dei voti che sono il 20% degli italiani che hanno diritto al voto possa esigere di prendere tutto». Lega: Napolitano darà l'incarico a chi ha i numeri. «Napolitano ci ha detto che chi riceverà l'incarico deve dimostrare di avere i numeri e che anche Prodi nel 2006 ha dimostrato di avere la maggioranza - dice Giacomo Stucchi, vicesegretario federale della Lega - L'incontro è andato bene nel senso che è stato costruttivo. Puntiamo a un governo che abbia una base parlamentare rappresentantiva di noi con Pdl, Pd e Monti, se ci sta. Siamo due terzi del Paese. Quanto al premier non c'è nessuna preclusione se il nome viene fatto dal centrosinistra. Non abbiamo richieste. Non vogliamo posti o polotrone».

22.03.2013.Fonte :Il Messaggero

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SARDEGNA NEWS :Turisti spagnoli derubati in discoteca In via Mameli scoppia la rissa

21 Marzo 2013, 13:32pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella Per i due ragazzi oltre la beffa del furto anche una tappa al pronto soccorso. Una serata in discoteca nella città dove si trovavano in vacanza che si trasforma in un incubo per due ragazzi spagnoli. Prima il furto di un telefono cellulare poi del portafoglio. Accade in un locale di via Mameli, molto frequentato durante tutta la settimana. I due turisti quando si accorgono di non avere più telefono e portafoglio si rivolgono a due cagliaritani vicini di tavolo: "Li avete presi voi?". Dalla richiesta di spiegazioni si è passati in un secondo alla violenza. Calci e pugni. Qualcuno chiama il 113. La cronaca della rissa nell'articolo di oggi sull'Unione Sarda curato da Matteo Vercelli.

Giovedì 21 marzo 2013 08:38.Fonte :L unione Sarda

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SARDEGNA NEWS :La polemica in tv sui matrimoni gay Il grillino Perra querela Crozza

21 Marzo 2013, 13:29pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella Dopo gli attacchi sul web, la satira di Crozza su La7 con, sullo sfondo, i matrimoni gay. Francesco Perra, candidato con Beppe Grillo alla comunali di Cagliari e nella lista per il Senato, ha detto basta: "Querelo il comico". Tutto inizia in prima serata su Videolina, il 31 maggio dell'anno scorso. Francesco Perra, con indosso una t-shirt con l'immagine di Beppe Grillo (era stato candidato un anno prima con il M5S alle comunali di Cagliari), interviene tra il pubblico alla puntata dal titolo: "Articolo 3: senza distinzione di sesso". Perra, di Quartu, sposato, padre di due figli, dice la sua sul tema. In sintesi: il matrimonio nasce come istituzione tra uomo e donna. Ognuno, argomenta Perra in diretta, è libero di unirsi con chi vuole. In due, in tre. Persino con il proprio animale domestico, visto il rapporto stretto che si crea. Posizioni rispettabili, dice, ma non chiamatele "matrimonio". Sul web Perra diventa bersaglio di mille critiche. Cerca di chiarire, con un'intervista al Tg di Videolina, che vi riproponiamo nel correlato, ma nulla, ancora polemiche una dietro l'altra. Perra, nel frattempo candidato al Senato nella lista di Grillo, finisce poi nel mirino di un altro comico, Crozza, che su La7 lo avrebbe sbeffeggiato. Da qui la decisione di Francesco Perra, come riportato oggi su L'Unione Sarda in edicola, di rivolgersi all'avvocato Anna Maria Busia per presentare querela.

Giovedì 21 marzo 2013 08:57Fonte :L unione Sarda

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News Italia e dal Mondo :Benessere .Una testata in faccia alla vicina di casa Uomo di 45 anni arrestato a Carbonia

21 Marzo 2013, 13:26pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella .Non vede di buon occhio l'amicizia fra la sorella ed una vicina di casa che decide di incontrare e la picchia. Con l'accusa di lesioni personali e evasione (si trova infatti ai domiciliari) i carabinieri di Carbonia hanno arrestato durante la notte Roberto Arba, di 45 anni, di Carbonia. Secondo l'accusa alle alle 23.30 l'uomo è uscito da casa ed ha chiamato la vicina, di 30 anni. L'ha quindi aggredita colpendola con una testata al volto. Poco dopo sono intervenuti i militari che hanno fermato l'uomo mentre la donna è stata portata al pronto soccorso del Sirai dove i medici gli hanno assegnato 10 giorni di cure.

Giovedì 21 marzo 2013 10:59.Fonte :L unione Sarda

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SARDEGNA NEWS :Sulcis, ennesimo furto di rame Rubati a Santadi 500 metri di cavo

21 Marzo 2013, 13:23pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella Blitz dei ladri nella zona di Pantaleo, nel Comune di Santadi: hanno portato via 500 metri di cavo elettrico utilizzato per alimentare l'energia elettrica. Nuovo blitz dei ladri di rame nel Sulcis Iglesiente. La scorsa notte ignoti hanno portato via dalla zona di Pantaleo, nel Comune di Santadi, 500 metri di cavo elettrico utilizzato per alimentare l'energia elettrica in un fabbricato utilizzato dall'Unione dei Comuni e per il funzionamento dell'illuminazione pubblica. Il danno, secondo una prima stima, ammonta a circa 8.000 euro. La scoperta è stata fatta dai tecnici del Comune di Santadi che, dopo aver accertato il furto e il conseguente danno, hanno deciso di denunciare il fatto ai carabinieri della stazione. Indagini in corso per cercare di individuare i responsabili.

Giovedì 21 marzo 2013 12:47Fonte :Lunione Sarda

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SARDEGNA NEWS :Benessere .Capitana, carcassa di un delfino trovata da biologo sulla spiaggia

21 Marzo 2013, 13:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella Il delfino è stato trovato ieri pomeriggio sulla spiaggia di Capitana. La carcassa dell'animale è stata ritrovata nel pomeriggio di ieri, intorno alle 15 e 30 nei pressi della spiaggia di Capitana, di fronte al campeggio "Pini e mare". Il delfino di circa 2,5 metri era in stato di decomposizione e ciò ha reso difficile l'identificazione della specie, potrebbe tuttavia trattarsi di un globicefalo. Il mammifero è stato individuato sulla battigia dal biologo Simonmario Davini che ha poi informato del ritrovamento la Guardia costiera e il direttore del parco marino di Villasimius.

Giovedì 21 marzo 2013 09:23Fonte :L unione Sarda

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CULTURA E SPETTACOLI .“Su Re”, vangelo filtrato dalla identità sarda

21 Marzo 2013, 13:12pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella .La voce sofferta e bellissima di Michele Columbu, a suo modo un patriarca, apre e chiude il film “Su Re”, diretto da figlio Giovanni, il cui padre è stato, fino alla sua morte, un collaboratore, o meglio un suggeritore. La cornice narrativa cita il profeta Isaia che annuncia l’avvento di un Messia “senza apparenza né bellezza” e soprattutto “disprezzato”. Il richiamo alla profezia può indicare – secondo quando già dichiarato dal regista – una sorta di universalità e atemporalità dell’avvento di Cristo. O, per variare i punti di vista religiosi, un richiamo all’infinito di numero di Messia, veri o falsi, che, prima e dopo Cristo, hanno punteggiato la storia dell’ebraismo. E difatti, il racconto sinottico dei quattro vangeli canonici (Marco, Matteo, Luca, Giovanni), racchiuso nei suoi episodi finali (dall’arresto di Cristo alla crocifissione), frantumato tra passato e presente, con continui salti e richiami memoriali, è ambientato in un paesaggio che al di là della riconoscibilità dei luoghi (Monte Corrasi, con le sue rocce dirupate, le sue nebbie, e la sua solitudine ancestrale, primeggia), resta ancorato ad una civiltà ancora non occidentalizzata dal cristianesimo paolino. Costumi, dove si mescolano richiami storici e molta “sardità” da illustrazione pittorica, e lingua, con le sue infinite varianti – ma domina l’asprezza delle parlate barbaricine – accentuano l’estraneità nei confronti di una esegesi cristiana consolidata anche dalle tante “immaginette” cinematografiche del passato. Da quelle “immaginette”, come si sa, si staccò Pasolini con “Il Vangelo secondo Matteo”, ambientato in un’altra terra dirupata (Matera e le sue rocce), ma pensato come ritorno ad un messaggio di redenzione fatto proprio dalle masse diseredate del Terzo Mondo. Ma il film di Pasolini era, nonostante le invenzioni sceniche, rigorosamente filologico, mentre nel film di Columbu, proprio la struttura frantumata sembra voler richiamare una sorta di segreto osservatore che ricostruisce mentalmente – e appunto attraverso le sequenze più significative – una tragica vicenda a cui ha assistito e che non è interamente comprensibile, se non per quei tratti di terribile violenza e di beffardo sarcasmo verso i reietti. Sicché è anche possibile richiamare, al di là delle intenzioni del regista, la lettera in cui Gregorio Magno, alla fine del 500, si rivolgeva al capo barbaricino Ospitone, lamentando che le sue genti non fossero cristiane: quasi un riscontro, a metà strada tra storia e mito, di una tardiva evangelizzazione dell’isola e di un continuo sovrapporsi, comune a tutto il Meridione italiano, delle culture tradizionali paganeggianti con il cristianesimo e i suoi santi. È facile, infatti, richiamare, nel processo a Gesù – di fronte alle pietre di un nuraghe – una sorta di codice barbaricino esibito come cultura giuridica propria della comunità. Quasi una citazione, molto mascherata del celebre quadro di Mario Delitala sul “processo all’esattore”. Così, nonostante l’ancestralità che s’interroga sul mito della Sardegna non più preistorica, nelle straordinarie inquadrature del film, tra campi lunghi, primi piani (dominanti), movimenti di macchina volutamente convulsi, oscurità e nebbiosità, “Su Re”, è anche un’opera coltissima, che recupera dalla pittura altri richiami: da Grunewald, il Cristo ipertiroideo “senza bellezza” (Fiorenzo Mattu, già tra i protagonisti di “Arcipelaghi”, il primo lungometraggio del regista), da Brueghel una sorta di spaesamento/indifferenza nella tragica salita al calvario, da Antonello da Messina, in quella povertà degli stessi legni consunti che formano la croce. Asciutto ed essenziale (80 minuti di proiezione, senza musica e con ampi spazi di silenzio che agghiacciano, nonostante tutti conoscano la vicenda), è ovviamente un’opera che, come hanno già scritto i critici al Torino Film festival, si giustifica senza necessariamente invocare le origini regionali. Ma pure, poiché, da quando si è fatta avanti una sorta di “nouvelle vague” sarda che rivendica una sua specificità, il dibattito – a cui chi scrive non crede più di tanto – su che cosa significhi “cinema sardo” è ancora aperto, “Su Re”, il film di Giovanni Columbu – da oggi proiettato nelle sale dei maggiori centri dell’’isola – mette sul tavolo, al di là delle intenzioni dell’autore, una risposta. Che si può ovviamente discutere e perfino contestare.

21 marzo 2013.Fonte :La nuova Sardegna

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SARDEGNA NEWS :Agguato a Nuoro: ucciso l’ex direttore del cimitero

21 Marzo 2013, 13:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito Da .Sotgia Marcella Agguato nel tardo pomeriggio a Nuoro. Un pensionato di 62 anni, Mario Testoni, è stato ferito mortalmente poco dopo le 18 da due fucilate alla schiena davanti alla sua abitazione in via Laporta, vicino alla chiesa di San Paolo. Il killer, che era mascherato sembra con un passamontagna, è fuggito facendo perdere le proprie tracce. Quando l’ambulanza del 118 è arrivata sul posto, Testoni era ormai moribondo ed è spirato dopo qualche minuto. Sposato con due figli, Testoni era un dipendente comunale e per anni è stato il direttore del cimitero cittadino. Era andato in pensione da pochi mesi. Attualmente ricopriva la carica di vicepresidente di una cooperativa edilizia.

21 marzo 2013.....Fonte :La Nuova Sardegna

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SARDEGNA NEWS :Benessere .La Regione: diteci subito se avremo o no i Canadair

21 Marzo 2013, 13:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella OLBIA. Andrea Biancareddu gioca in contropiede. Non aspetta l’ultimo momento come avevano fatto i suoi predecessori all’assessorato all’Ambiente. Scrive alla Protezione civile e alla presidenza del consiglio dei ministri, chiedendo che «al dispositivo antincendi regionale, costituito da mezzi aerei e squadre a terra, venga affiancato il consueto contributo e le potenzialità offerte dalla flotta aerea dello Stato». Una mossa da apprezzare quella dell’esponente tempiese (quota Udc) della giunta regionale. Che ha rischiato di stare fuori dall’esecutivo o di finire su qualche altra poltrona. «Mi hanno dato prima all’assessorato alla Cultura, poi fuori, quindi allo Sport – racconta divertito – Alla fine sono rimasto all’Ambiente». E dopo l’ufficializzazione di Cappellacci, la prima mossa. Del resto chi meglio di lui, gallurese doc, sa che gli incendi sono una piaga drammatica per il territorio e soprattutto per il nord est della Sardegna? «Oltre agli ingenti danni per l’ambiente – ha scritto ancora Biancareddu nella missiva spedita a Roma –, gli incendi rappresentano una preoccupante minaccia per la sicurezza della popolazione residente, alla quale si aggiunge, proprio nel periodo estivo, la moltitudine dei turisti». Giusto per evitare equivoci, nella lettera, Biancareddu ricorda anche la dislocazione della flotta antincendi da lui auspicata. «C’è l’esigenza – sottolinea l’assessore – di poter disporre in Sardegna del seguente schieramento aereo: un velivolo Sikorsky S64 più due Canadair Cl415 da tenere all’aeroporto di Olbia e un Canadair Cl415 nella base di Cagliari-Elmas». Praticamente Biancareddu chiede la riconferma dello schieramento dell’estate scorsa, ottenuta dopo una battaglia durata per circa un mese. «Per evitare di lamentarsi dopo che i buoi sono già scappati – dice ancora Biancareddu – ho pensato di scrivere già da ora. A preoccuparmi è anche quanto successo nella stagione invernale. Ci sono state abbondanti piogge, e dunque non è improbabile che da maggio in poi arrivi invece la siccità, e con essa l’aumento della probabilità di incendi, visto che le campagne saranno aride e secche. Ecco, a quel punto la battaglia non la si potrà certo fare solo con le frasche e con i secchi d’acqua». Biancareddu si muove d’anticipo soprattutto perché un anno fa, all’inizio di giugno, piombò sull’isola la notizia che la Protezione civile aveva intenzione di schierare i Canadair a Cagliari, Lasciando al Costa Smeralda solo un elitanker. Uno spostamento avvenuto dopo 18 anni in cui i Canadair erano stati la spina dorsale delle campagne antincendio estivo soprattutto per il nord Sardegna, l’area più colpita dai roghi per la sua particolare conformazione. Uno spostamento per fortuna evitato grazie alla mobilitazione bipartisan dei parlamentari galluresi e della giunta regionale. Ora Biancareddu ha preferito anticipare i tempi anche perché «aspetto una risposta da Roma in tempi brevi – dice –, altrimenti manderò una seconda lettera. Non possiamo certo aspettare sino a giugno per conoscere quali intenzioni ha lo Stato nei confronti della Sardegna. Capiamo le esigenze, i tagli, tutto quanto. Ma alla campagna antincendi non possiamo certo rinunciare. Perché nonostante le politiche di prevenzione messe in campo in questi anni, soprattutto per ridurne il numero, il fenomeno degli incendi nella nostra regione mantiene una dimensione estremamente rilevante, con circa 3000 eventi annui, concentrati nei pochi mesi della stagione estiva». Biancareddu si augura anche che ci sia, oltre alla Protezione civile, una interlocuzione positiva con il governo. «È un momento difficile per la politica – ricorda –, e speriamo che presto sia varato il nuovo governo. Qualsiasi cosa avvenga, è ovvio che in questo settore avremo comunque qualcuno con cui parlare e far valere le nostre ragioni, ma è chiaro che con un governo nuovo, che superi le incertezze, anche il nostro compito sarebbe probabilmente facilitato».

21 marzo 2013.

Fonte La Nuova Sardegna

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TOSCANA NEWS Assalto alla Prefettura, in trentasei subito a processo

21 Marzo 2013, 12:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA LIVORNO. Giudizio immediato e prima udienza fissata per il prossimo 4 di luglio davanti al Collegio per i 36 indagati, tra cui tre donne, nell’inchiesta sui disordini avvenuti in città tra il 30 di novembre e il 2 dicembre scorso e culminati con una manifestazione non autorizzata e l’assalto alla Prefettura a colpi «di fumogeni, transenne, bombe carta, mattoni e tubi di alluminio».

È questa la decisione del giudice per le indagini preliminari Giovanni Zucconi che ha accolto la richiesta dei pubblici ministeri Luca Masini e Fiorenza Marrara che hanno coordinato l’inchiesta e che hanno sostenuto «l’evidenza delle prove, tanto da non essere necessario il passaggio dall’udienza preliminare».

La stragrande maggioranza degli imputati, è legata all’area antagonista e in particolare appartenente all’ex Caserma del Fante. «Si è trattato della risposto della città alle violenze dei giorni precedenti, prima durante il comizio del leader del Pd Pierluigi Bersani e poi dell’aggressione nei confronti dei manifestanti in piazza Cavour» è la loro versione.

Adesso i 36 dovranno rispondere a vario titolo di lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, ma anche di danneggiamento aggravato e radunata sedenziosa.

Per spiegare il clima nel quale si arriverà al processo, c’è da aggiungere che all’indomani dell’annucio dell’identificazione dei presunti responsabili dei disordini, fece scalpore la lettura dei fatti da parte del giudice per le indagini preliminari.

Dietro all'assalto «premeditato» alla Prefettura - è la sintesi dell’ordinanza - c'era sì «la precisa volontà di compiere un'azione che non escludeva minimamente la possibilità di far uso di mezzi violenti», ma dai filmati che riguardano la manifestazione, del giorno precedente in piazza Cavour, emergono «dubbi sulle modalità di gestione dell'ordine pubblico». E in particolare «emerge, assai nitidamente, l'uso a dir poco inappropriato del manganello».

DI FEDERICO LAZZOTTI IL TIRRENO

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