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PUGLIA E CALABRIA NEWS REGGIO CALABRIA Aggressione a poliziotti, arresti Operazione squadra mobile, indagati esponenti comunita' nomade

22 Marzo 2013, 10:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


Aggressione a poliziotti, arresti397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA - REGGIO CALABRIA, 22 MAR - Un'operazione della squadra mobile di Reggio Calabria, insieme a personale delle volanti, e' in corso per l'arresto di sette cittadini appartenenti alla comunita' nomade stanziale della citta', accusati di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e violenza.

Per l'accusa, nel settembre scorso, gli indagati, insieme ad altre persone, aggredirono alcuni poliziotti intervenuti nel quartiere ''Ciccarello'' per eseguire degli arresti di loro amici consentendo la loro fuga.
ANSA 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Trasporti: sciopero a Roma, ferme metro Ferme ferrovie urbane, corse bus e tram non garantite

22 Marzo 2013, 10:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Trasporti: sciopero a Roma, ferme metro546841 107877906011914 428595964 nPROPOSTO DA CINZIA FABBRINI  - ROMA, 22 MAR - Stop per metro e ferrovie, a rischio bus e tram le cui corse non sono garantite. E' iniziato anche nella Capitale lo sciopero di 24 ore del trasporto pubblico. Sono partiti alle 8.30, a conclusione della prima fascia di garanzia, gli ultimi treni delle metro: ferme tutte le linee A, B e B1, e le ferrovie gestite da Atac: Termini-Giardinetti, Roma-Lido e Roma-Viterbo. Tra le 17 e le 20 scattera' la seconda fascia di garanzia. Oggi non sono attive le Ztl Centro storico e Trastevere.
ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Roma,candidato M5S De Vito,legale 38enne Selezionato da militanti con primarie on line,iscritto dal 2012

22 Marzo 2013, 10:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Roma,candidato M5S De Vito,legale 38enne546841 107877906011914 428595964 nPROPOSTO DA CINZIA FABBRINI -ROMA, 21 MAR - Marcello De Vito, 38 anni, avvocato, e' il candidato a sindaco di Roma del Movimento 5 Stelle per le elezioni di fine maggio, secondo quanto si apprende. E' stato scelto dagli attivisti romani che ieri e oggi hanno votato alle 'primarie' on line sul portale nazionale di Beppe Grillo. De Vito, iscritto a M5S dall'aprile 2012, considerato molto vicino a Grillo, ha tra l'altro coordinato la presentazione delle liste alle ultime elezioni regionali del Lazio. Domani sara' presentato alla stampa a Roma.
ANSA

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 22.03.2013 A CURA DI EVA PAPPACODA VIDEO

22 Marzo 2013, 10:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

522803 381543255200609 411380551 n (1)A CURA DI EVA PAPPACODA

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IN BREVE
Nubi in aumento su est Liguria, alta Toscana, piogge su Levante Ligure, alta Toscana, Versilia, nubi su est Alpi e Calabria Tirrenica. Buono altrove con clima mite sui 18°C.

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 22.03.2013 A CURA DI EVA PAPPACODA

22 Marzo 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://media.evangelizo.org/images/santibeati/B/San_Benvenuto_Scotivoli_Vescovo/San_Benvenuto_Scotivoli_A.jpg

522803 381543255200609 411380551 n (1)A CURA DI EVA PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. BENVENUTO SCOTIVOLI, Vescovo,  B. CLEMENS AUGUST von Galen, Card. «Leone di Münster»





Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 10,31-42. 
IGiudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo.
Gesù rispose loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?».
Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Rispose loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dei?
Ora, se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata),
a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio?
Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi;
ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre».
Cercavano allora di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui si fermò.
Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha fatto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero».
E in quel luogo molti credettero in lui.

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PRIMO PIANO :Benessere .I due marò tornano in India «Esclusa la pena di morte»

22 Marzo 2013, 10:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nROMA - I marò tornano in India. Con la garanzia da parte di New Delhi che non sarà applicata loro la pena di morte e che i due fucilieri di Marina, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre potranno stare nell'ambasciata italiana. Dopo settimane di duro braccio di ferro con l'India, la svolta della linea italiana sulla vicenda dei due militari - che Roma non voleva far rientrare in India dopo la decisione annunciata l'11 marzo - arriva in serata a meno di 24 ore dalla scadenza del permesso di quattro settimane concesso dalla Corte suprema indiana. È stato Palazzo Chigi a prendere in mano la questione con decisione e, con l'avallo del Quirinale, a determinare il cambio di rotta. Oltre alle conseguenze diplomatiche e di immagine del Paese, hanno pesato, riferiscono alcune fonti, anche gli ingenti interessi commerciali in ballo tra i due Paesi. «Il Governo italiano - recita la nota di Palazzo Chigi - ha richiesto e ottenuto dalle autorità indiane l'assicurazione scritta riguardo al trattamento che sarà riservato ai fucilieri di Marina e alla tutela dei loro diritti fondamentali. Alla luce delle ampie assicurazioni ricevute, il Governo ha ritenuto l'opportunità, anche nell'interesse dei Fucilieri di Marina, di mantenere l'impegno preso in occasione del permesso per partecipare al voto del ritorno in India entro il 22 marzo. I Fucilieri di Marina - fa sapere il governo - hanno aderito a tale valutazione». Girone in tarda serata è giunto nella sua abitazione di Bari - Torre a Mare dove ha incontrando la moglie Vania, i due figli e i parenti più stretti. Il fuciliere, entrando in casa, non ha fatto alcuna dichiarazione ai giornalisti. Quando ha lasciato la sua abitazione, Girone aveva gli occhi pieni di lacrime. Il marò è salito su una Bmw grigio chiaro dalla quale ha stretto le mani ad alcuni parenti che gli dicevano: tieni duro, sii forte, coraggio andrà tutto bene. Anche Latorre è tornato a casa per poco tempo per salutare i parenti. La formula della «tutela dei loro diritti fondamentali» viene spiegata dal sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, che assieme al premier Mario Monti e al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola aveva incontrato poco prima Latorre e Girone per comunicare loro la «difficile» decisione. New Delhi, in sostanza, ha fornito garanzie scritte che non sarà applicata la pena capitale ai militari in caso di eventuale condanna per la morte dei due pescatori indiani di cui sono accusati; e che Latorre e Girone potranno risiedere nell'ambasciata italiana, dove avranno «piena libertà di movimento»: «Potranno anche andare al ristorante se vogliono», ha aggiunto il sottosegretario, che accompagnerà personalmente i marò in India. «La parola data da un italiano è sacra: noi avevamo solo sospeso» il loro rientro «in attesa che New Delhi garantisse alcune condizioni», ha spiegato ancora. La notizia del ritorno dei due marò in India è «un bene per entrambi i Paesi», è stata la prima reazione all'Ansa del ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid. Mentre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso «l'apprezzamento per il senso di responsabilità con cui i due marò hanno accolto la decisione del Governo, augurandosi un sollecito, corretto riconoscimento delle loro ragioni». L'auspicio dell'Italia resta comunque quello di un arbitrato internazionale, «che i militari vengano giudicati a casa loro e che - ha detto De Mistura - tutto venga risolto rapidamente». Il sottosegretario oggi ha avuto contatti intensi con le autorità indiane compiendo anche una visita all'ambasciata indiana a Roma. In giornata, prima dell'annuncio di Palazzo Chigi, era stato il ministro della Giustizia indiano Ashwani Kumar a ricordare che era rimasto un giorno solo per risolvere lo scontro diplomatico ed evitare l'oltraggio alla Suprema Corte indiana. Nei giorni scorsi si era registrata invece la discesa in campo del premier Manmohan Singh - che aveva parlato di «gesto inaccettabile» - e della stessa italianissima Sonia Gandhi, che aveva avvertito Roma di «non sottovalutare l'India». La battaglia tra Roma e New Delhi aveva finito per coinvolgere direttamente anche l'ambasciatore italiano a New Delhi Daniele Mancini cui - con un atto senza precedenti - la Corte suprema indiana aveva deciso di limitare l'immunità diplomatica, vietandogli di lasciare il Paese dopo il mancato rispetto della dichiarazione giurata da lui stesso firmata in occasione della concessione del permesso ai due militari. Durissimi i primi commenti della politica italiana, soprattutto del centrodestra. Secondo il sindaco di Roma Gianni Alemanno «il governo gioca sulla pelle dei militari», mentre il co-fondatore di Fratelli d'Italia, Guido Crosetto, parla di «vicenda tragica gestita da dilettanti». «Siamo tornati all'Italietta», sintetizza per il Pdl Mariastella Gelmini. «È una decisione surreale», tuona la vice presidente del Ppe Roberta Angelilli, che chiede al ministro degli Esteri Giulio Terzi di spiegare.

Fonte :Il Messaggero

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA :Torino, bimbo di 7 mesi muore dopo dimissioni da ospedale

22 Marzo 2013, 10:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella TORINO - Sarà l'autopsia, che potrebbe già essere eseguita domani, a far luce sulle cause del decesso di un bimbo di sette mesi morto nella tarda serata dei ieri forse a causa di una sepsi infettiva. Venerdì sarà effettuata l'autopsia. Profilassi per la meningite tra i famigliari del bimbo morto. L'ha avviata l'ufficio di igiene, come previsto in questi casi dalla legge, dopo la segnalazione dell'ospedale di Chivasso e del Regina Margherita di Torino. A scopo precauzionale la profilassi è stata estesa anche al personale sanitario entrato in contatto con il bimbo Nel tardo pomeriggio era stato accompagnato dai familiari in ospedale a Chivasso perchè, riferisce una nota dell'Asl To 4, presentava febbre e una lieve sintomatologia faringea Il medico pediatra di turno lo ha visitato riscontrando, prosegue la nota, nulla di particolarmente significativo: il quadro clinico era verosimilmente compatibile con le numerose patologie respiratorie stagionali attualmente frequenti. In via precauzionale è stata consigliata una terapia antibiotica e antipiretica ed è stato quindi disposto il rientro a domicilio. Tre ore dopo, ricostruisce ancora la nota, i familiari si sono ripresentati in ospedale: il bimbo presentava una sintomatologia critica con grave stato di shock. Il piccolo è stato immediatamente trattato dall'èquipe pediatrica e di emergenza ed è stato predisposto il trasferimento presso la Terapia Intensiva dell'Ospedale Regina Margherita di Torino, dove purtroppo è deceduto poco dopo. «Attendiamo gli esiti degli esami, ed eventuali altri risvolti successivi, per comprendere meglio noi stessi cosa sia accaduto». Lo afferma Flavio Boraso, direttore generale dell'ospedale di Chivasso, annunciando l'avvio di una «indagine conoscitiva interna» sul caso del bimbo di sette mesi morto ieri sera dopo che era stato dimesso dal pronto soccorso. «Credo che sia più che mai importante - aggiunge - agire con correttezza e trasparenza, per fugare il dubbio tra i familiari già colpiti da questo gravissimo lutto che da parte dei professionisti non sia stato fatto il massimo per assistere adeguatamente il loro figlio». Allarme del comitato. L'ennesimo caso di sepsi, questa volta a Chivasso, ha colpito un bimbo di soli sette mesi e questo è il terzo caso dall'inizio dell'anno che si verifica nel Torinese: il Coordinamento Comitato Nazionale contro la Meningite lancia l'allarme. «A chi si ostina a dire che la meningite e la setticemia non hanno dei numeri epidemiologicamente ampi - commenta Amelia Vitiello, presidente del Comitato - ora rispondiamo con fermezza: quante vittime e quante morti si devono ancora contare perchè Istituzioni e Comunità Scientifica si decidano ad una azione puntale e collettiva perchè tutti i genitori siano informati in modo chiaro e completo del rischio di contrarre queste malattie e perchè nessuno sfugga alla possibilità di vaccinarsi se lo vuole?». «Il Comitato Nazionale contro la Meningite esprime alla famiglia del piccolo tutto il sostegno e la disponibilità di cui potranno avere bisogno. Come mamma che ha perso la propria figlia per meningite fulminante so il dolore che stanno patendo in questo momento». Afferma Amelia Vitiello, che nell'ottobre del 2007 ha perso Alessia, di 18 mesi, per meningite meningococcica di tipo B.

Fonte :Il Messaggero

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA :Benessere .Il ragazzo che mangia solo «polvere»

22 Marzo 2013, 07:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella MILANO - Cucinare? È una perdita di tempo, di energia e di denaro. Lo è anche mangiare. Per questo Rob Rhinehart ha inventato un cocktail fatto di polveri che contiene tutte le sostanze nutritive di cui il corpo ha bisogno. Oggi il ventiquattrenne programmatore di software di Atlanta mangia due volte alla settimana, non di più. Ha deciso di boicottare pasta, carne, frutta, uova - insomma tutti i cibi solidi. Con cosa? Col Soylent: un torbido miscuglio inodore di colore beige. Il giovane spera che un giorno il suo cocktail possa nutrire l’umanità intera.

CIBO INEFFICIENTE - Tutto è iniziato mentre si trovava a casa per le festività natalizie. Qui ha incontrato un anziano amico di famiglia che non riusciva più a cucinare - aveva perso la forza nelle sue braccia. L’amico aveva infatti perso così tanto peso che era stato necessario un suo ricovero in ospedale, racconta Rhinehart in un’intervista con il magazine Vice. Nel nostro mondo tutto è così efficiente - ha iniziato a chiedersi il ragazzo di Atlanta - perché non lo è una cosa semplice e importante come il cibo? Rob Rhinehart si è perciò messo all’opera. Il suo traguardo: una dieta semplice, che costasse poco e che fosse il più possibile salutare. Il giovane ha sfogliato i libri di biologia, ha studiato la chimica e le leggi fondamentali del metabolismo e ha navigato per ore sul web alla ricerca di informazioni sulle sostanze nutritive più importanti. «Nel campo della scienza alimentare non ci sono molti dati utili al momento - lamenta il ragazzo sul suo blog -, è un campo complicato semplicemente perché troppi fattori hanno un ruolo e difficilmente si possono cogliere affermazioni precise».

Il Soylent COCKTAIL - Ciò nonostante, il ragazzo ha iniziato a riflettere sul fatto che il corpo non ha bisogno di generi alimentari, ma di sostanze nutritive. Niente carote o arance, ma vitamine e minerali. Niente latte, ma aminoacidi. Niente pane, ma carboidrati. «Probabilmente - ha pensato il 24enne - per le nostre cellule trarre le sostanze nutritive da una polvere o da una carota è indifferente». È così che col tempo la sua cucina si è trasformata in un piccolo laboratorio di chimica. Ha mischiato tutte le «sostanze nutritive di cui il corpo ha bisogno per funzionare» e ne è uscito un cocktail fatto di vitamine, minerali, aminoacidi essenziali, carboidrati e grassi. Ha anche aggiunto ginseng, ginkgo biloba, alfa-carotene e altre sostanze che, certo sono considerate sane, ma non necessariamente vitali. Infine ha assaggiato quel drink. «Con mia grande sorpresa era davvero buono e dopo pochi minuti mi sentivo pieno d’energia», racconta. Il Soylent, diverse polveri mischiate con acqua, contiene tutte le componenti nutrizionali di una dieta bilanciata, con soltanto un terzo delle calorie e nessuna delle tossine o delle cose cancerogene che stanno in agguato nel vostro pranzo, sottolinea Rhinehart. La sua ricetta sarebbe anche orientata alle raccomandazioni nutrizionali dell’americana Food and Drug Administration. TRENTA GIORNI DI SOYLENT - «Per 30 giorni ho evitato completamente il cibo e ho controllato il contenuto del mio sangue e le mie prestazioni fisiche. Le prestazioni mentali sono più difficili da quantificare, ma mi sono sentito molto più perspicace.» Rhinehart spiega che questo periodo gli ha cambiato la vita. Ha continuato a sperimentare fino a trovare il mix perfetto per lui. Oggi il giovane mangia solo due pasti regolari alla settimana. «Non doversi preoccupare del cibo è fantastico. Niente supermercato, piatti o dover decidere cosa mangiare, niente conversazioni senza fine che soppesano i meriti relativi di una dieta priva di glutine, di quella chetogenica, paleolitica o vegana. Mi sento liberato da un sacco di fatiche».

GALLETTE DI CARNE UMANA - Al momento non ci sono dati scientifici che provino che il suo cocktail, a lungo termine, possa effettivamente dare al corpo tutto ciò di cui ha bisogno. Rhinehart, in ogni caso, è ottimista. La sua bevanda l’ha chiamata Soylent, che è anche il nome delle gallette a base di carne umana pensate per nutrire le masse nel film di fantascienza "2022: i sopravvissuti" ("Soylent Green") del 1973. Rhinehart, però, precisa: il mio Soylent, ovviamente, è privo di umani; il film si è scostato un po' dal libro originale "Largo! Largo!" ("Make Room! Make Room!"). Eppure, il drink - è convinto il ragazzo - potrebbe essere la soluzione ai problemi di obesità in quei Paesi che soffrono di questo problema. Nei Paesi in via di sviluppo, inoltre, il cocktail potrebbe fornire pasti sani e convenienti, spera Rhinehart. «Soylent può essere prodotto in buona parte con i prodotti dell’agricoltura locale, e in scala è molto economico per nutrire anche gli individui più poveri».

LA RAGAZZA - Di altro avviso gli esperti: non credono che questo concetto possa funzionare. «È assurdo - ha detto al tedesco Spiegel Online Christoph Klotter, professore di psicologia dell’alimentazione e promozione della salute all’università di Fulda, in Germania -. Il sistema dopaminergico mesolimbico del nostro cervello include l'esperienza del piacere e della motivazione per ottenere e consumare cibo appetitoso. Quest'uomo deve essere completamente privo di gusto e piacere, oppure viene appagato in qualche altro modo». Infatti, concordano molti nutrizionisti e medici, più frutta e verdura uno mangia, minore sarà anche il rischio di contrarre malattie cardiovascolari. E poi, i ricercatori non sono ancora stati in grado di dimostrare un effetto protettivo dato dai preparati vitaminici. Le cose che vanno sicuramente perse con l’intruglio del 24enne sono la gioia di stare a tavola, il piacere di osservare e gustare i piatti, di annusarli, di addentare e apprezzare il cibo che si ha di fronte. Un punto che potrebbe far vacillare lo stesso Rhinehar. Ammette, infatti, il ragazzo di poter certo immaginare, in futuro, di ricominciare a mangiare più spesso: «Se avessi più soldi o una ragazza».

Fonte :Corriere della sera

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SEZ. DISABILITà NEWS Disabili, «Carta dei diritti» contro le barriere in ospedale

22 Marzo 2013, 07:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella ROMA – L’attesa al pronto soccorso, sottoporsi a un esame invasivo per diagnosticare una malattia, la degenza in ospedale: disagi per qualsiasi paziente che diventano un ostacolo in più per chi è già “fragile”. Tranne poche eccezioni, infatti, le strutture sanitarie non prevedono percorsi di cura personalizzati per persone con disabilità motoria, sensoriale o intellettiva. Per adeguare le cure ospedaliere alle loro esigenze «speciali» è nata la prima Carta dei diritti delle persone con disabilità in ospedale, realizzata dalla cooperativa sociale “Spes Contra Spem” che si occupa dell’assistenza ai disabili gravi, e già adottata dal Policlinico Gemelli-Università Cattolica di Roma. Al progetto, patrocinato da Ministero della Salute e Consiglio regionale del Lazio, hanno già aderito diverse associazioni di pazienti con disabilità, tra cui la Fish, Federazione italiana superamento handicap.

ESPERIENZA VISSUTA - «L’idea della Carta è nata da un’esperienza vissuta – riferisce Luigi Vittorio Berliri, presidente di “Spes Contra Spem” – . Tiziana viveva in una casa famiglia per persone con grave disabilità, capiva a fatica e si esprimeva con ancor maggiori difficoltà, ma chi le era vicino aveva imparato a decifrare il suo linguaggio. Un giorno si è ammalata ed è stata ricoverata in ospedale dove, allo sconforto per la malattia e la solitudine, si sono aggiunte le complicazioni per una persona che non sa comunicare in modo “normale” e non riesce nemmeno a dire “Ho freddo, chiudete la finestra” – prosegue Berliri – . Così è sopraggiunta la polmonite e dopo un po’ Tiziana se n’è andata. Da qui il nostro impegno a trasformare una storia triste in speranza per chi ha una disabilità e deve affrontare la quotidianità di una struttura ospedaliera». Disabilità e malattia non coincidono, è vero, ma secondo l’Istat queste persone vanno in ospedale il doppio delle volte rispetto al resto della popolazione.

DIRITTI UGUALI AGLI ALTRI - «Siamo partiti dalla Carta europea dei diritti del malato nello spirito della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità – dice uno dei promotori della “Carta”, Nicola Panocchia, dirigente medico del Policlinico Gemelli di Roma – . Sono persone che non hanno diritti “speciali” ma hanno bisogno di accorgimenti e strumenti particolari perché quei diritti possano essere fruiti pienamente. Spesso, in ospedale, le barriere non sono solo architettoniche ma anche culturali, organizzative e sanitarie». Anche fare una semplice radiografia alla colonna vertebrale, per esempio, può essere complicato per una persona con disabilità motoria, costretta a districarsi tra macchinari non adatti, oppure spiegare i sintomi al dottore per chi ha una disabilità intellettiva.

14 ARTICOLI - Il documento è suddiviso in 14 articoli, quelli contenuti nella “Carta europea dei diritti del malato”: si va dal diritto all’accesso alle prestazioni sanitarie a quello alla prevenzione, dal diritto alla sicurezza a quello alla privacy. Oltre all’enunciazione del singolo diritto e alla sua spiegazione, sono previsti esempi pratici su come relazionarsi coi pazienti e sugli strumenti di cui dotarsi per far sì che la singola persona con una specifica disabilità possa esercitare quel diritto. Per esempio, il diritto all’informazione significa comunicare con il paziente in modo consono al suo livello cognitivo senza mai ignorare la sua presenza. Si suggerisce al personale sanitario di assumere alcuni accorgimenti posturali che lo pongano di fronte e alla stessa altezza del malato, come per esempio sedersi davanti al paziente in carrozzina. Il diritto all’accesso, invece, può significare prevedere per una persona non udente l’utilizzo di display luminosi, alternativi alla chiamata vocale.

CAMBIAMENTO CULTURALE - «Oltre al superamento delle barriere architettoniche, per esempio con percorsi tattili e mappa dei luoghi in Braille che facilitano la mobilità in ospedale di chi non vede – dice Andrea Cambieri, direttore sanitario del Policlinico Gemelli – stiamo cercando di migliorare l’organizzazione dei servizi, come prevede anche il processo avviato col Piano strategico 2012-16: dalla riduzione dei tempi di attesa al Pronto soccorso, soprattutto delle persone “fragili”, ai percorsi dedicati per chi ha una malattia rara».

Fonte :Corriere della sera

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Sez.Disabilità News :DISABILITà Bambini autistici meno aggressivi e più socievoli se c'è un cane

22 Marzo 2013, 07:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

421449 341488462636967 1517554003 nInserito da :Sotgia Marcella MILANO - L’interazione con un cane può aiutare i bambini con disturbi dello spettro autistico ad essere più socievoli e meno ansiosi o aggressivi. Lo evidenzia uno studio italiano, pubblicato sul Journal of Alternative and Complementary Medicine. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità, coordinato da Francesca Cirulli ed Enrico Alleva, ha passato in rassegna sei pubblicazioni scientifiche sugli effetti dell’introduzione di un cane da assistenza (addestrato, per esempio, per accompagnare non vedenti) in una famiglia con bambino autistico. Ebbene, secondo le conclusioni di alcuni degli studi esaminati l’interazione col cane farebbe diminuire l’ansia, l’aggressività e gli scatti emotivi dei bambini, mentre altre indagini, focalizzate sui parametri fisiologici, hanno evidenziato una riduzione dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, in seguito all’introduzione del cane e, al contrario, un suo aumento quando l’animale veniva allontanato.

IPOTESI SCIENTIFICHE - Risultati analoghi sono stati ottenuti con i cani impiegati in attività individuali con un terapista: in loro presenza, i bambini con diagnosi di autismo, parlavano più spesso col cane e del cane e inoltre avevano minori manifestazioni ossessive e aggressive, aumentavano i loro gesti affettuosi e gli atteggiamenti socievoli, e sorridevano di più. I cani come possibile "co-terapia", dunque? «I risultati sono incoraggianti - afferma una delle coordinatrici dello studio, Francesca Cirulli -. Per ora possiamo parlare di ipotesi scientifiche, che vanno validate dal confronto coi cosiddetti gruppi di controllo. Saranno necessari altri studi con campioni più ampi; i disordini dello spettro autistico, poi, sono eterogenei per cui non si può generalizzare, ma occorre esaminare caso per caso. Non a tutti i bambini, inoltre, piacciono i cani».

FONTE DI SOCIALIZZAZIONE - Ma come essere sicuri che l’interazione col cane sia positiva? «L’animale - sottolinea Cirulli - va scelto con l’aiuto del medico o di chi sostiene psicologicamente il bambino ma anche di allevatori o istruttori cinofili che sanno dare consigli sulla razza più indicata. Per esempio, un bambino particolarmente aggressivo avrà bisogno di un cane in grado di tollerare delle manipolazioni inappropriate, senza dimenticare la necessità di preservare il benessere dell’animale ed evitare che sia oggetto di maltrattamenti». Dagli studi analizzati dai ricercatori emerge, poi, che l’interazione del bambino col cane può dare un senso di maggiore sicurezza ai genitori. Le famiglie spesso si isolano perché gli altri considerano il loro bambino "diverso" - commenta la ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità -. Il cane, invece, può diventare fonte di socializzazione: quando s’interagisce con altre persone, queste spostano l’attenzione sull’animale che quindi può fungere da catalizzatore sociale. Inoltre, il cane potrebbe essere di aiuto in esercizi che sollecitano la comunicazione del ragazzo anche quando, per esempio, ha solo disordini di apprendimento o del comportamento».

22.03 .2013 Fonte :Corriere della sera

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