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CULTURA E SPETTACOLI Boldini e De Pisis... Rotta verso Firenze

20 Marzo 2013, 10:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)Kulikova Ksenia

 

Opere di artisti di altissima qualità come Giovanni Boldini, Gaetano Previati, Achille Funi, Carlo Carrà, Roberto Melli e Filippo de Pisis, hanno lasciato temporaneamente Ferrara. Il terremoto dell'Emilia Romagna non ha risparmiato i musei: e una parte dei capolavori delle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, la cui sede è stata danneggiata, sono ora in mostra nella città dei Medici

 

Una importante e particolarmente apprezzabile iniziativa, ha evitato ad alcuni tesori d'essere x mesi e mesi chiusi in qualche deposito, in attesa di essere nuovamente esposti. Si tratta dei capolavori del Museo Boldini e delle altre raccolte d'arte moderna e contemporanea di Palazzo Massari a Ferrara, stabile che é stato danneggiato dal sisma nel maggio scorso che ha colpito l'Emilia-Romagna. Così un'ampia selezione di opere di artisti tra cui Boldini, Previati, Funi e De Pisis, ovvero dei più importanti artisti ferraresi dell'Ottocento e del Novecento, è ora esposta a Palazzo Pitti a Firenze, assieme ad un nucleo di opere di altri grandi maestri italiani come Boccioni, Carrà e Sironi.

 

Come dicevamo, l'idea della mostra è stata sollecitata dalla chiusura del complesso di Palazzo Massari fino a quando non saranno eseguiti importanti lavori di restauro e ripristino. Palazzo dei Diamanti, sempre a Ferrara, aveva già nello scorso ottobre ospitato la selezione, ma poi Firenze si è offerta affinché le opere fossero mostrate anche in un'altra città d'arte, e ciò non solo rileva l'importanza e la qualità del patrimonio di Palazzo Massari, ma aiuta a sensibilizzare alla salvaguardia di questo e di altri beni artistici danneggiati dal terremoto.
La raffinata mostra è distribuita tra palazzo Pitti e Villa

Barbini e le opere sembrano scelte per segnare il passaggio tra due momenti artistici: la transizione da un tipo di arte ancora figurativa, ad una più concettuale e meno legata alla rappresentazione del vero. A porsi al centro come perno risolutivo dell'evoluzione dal linguaggio pittorico, dettata da una nuova necessità espressiva, è decisamente l'evanescente ''Marina a Venezia" di Boldini, che vive di pennellate appoggiate con leggerezza e trascurata definizione, rivela il desiderio di esprimere principalmente suggestioni. Infatti qui Boldini, con forza rinnovata, sembra riproporre la sua grazia ritrattistica, ma con uno stile più evocativo che descrittivo, quasi alla de Pisis.

Sono quindi messe a confronto opere realistiche, non solo di Boldini, ma tra gli altri anche di Alberto Pisa, di cui spicca ''Il Ponte di Charing Cross'', e ancora lavori di Bove e Carrà che bene sottolineano il passaggio ad una nuova stagione artistica. L'esposizione prosegue poi con dipinti e sculture che preannunciano la svolta delle avanguardie, come le nature morte di Filippo de Pisis, le composizioni di Achille Funi, le sculture di Zucchini e le tele di Roberto Melli. L'esposizione è anche un'occasione per avvicinarsi e cogliere le differenze tra artisti che condividono la stessa città natale e percorrono strade diverse, ma i cui destini a tratti si incrociano sia geograficamente, sia artisticamente. Boldini nasce a Ferrara nel 1842 e la sua lunga vita, si spegne a 89 anni, si conclude a Parigi.

Attraversa la ''Belle Epoque'' e arriva fino al primo conflitto mondiale, iniziando come giovane pittore di belle speranze e arrivando ad essere un fulgido astro dell'arte internazionale. Filippo de Pisis, che pure nasce a Ferrara ma nel 1896, condurrà invece una vita avventurosa in varie città europee tra cui Parigi e Londra, ritornerà infine in Italia. Le opere del suo ultimo periodo, durante il quale una lenta malattia lo consumò in una clinica milanese, risentono di un'intensità poetica eccezionale, di una netta opposizione a ogni forma di classicismo, e rivelano le sue straordinarie doti di colorista che lo pongono fra i più grandi pittori contemporanei.

Notizie Utili. Mostra Da Boldini a De Pisis. Firenze accoglie i capolavori di Ferrara
Firenze, Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti e Villa Bardini
dal 19 febbraio al 19 maggio 2013

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CULTURA E SPETTACOLI Nella battaglia dell’e-writing Einaudi lancia i Quanti

20 Marzo 2013, 10:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)di Kulikova Ksenia

 

Una nuova collana con mini classici
(e non) solo on line Ernesto Franco:
“La rete è oggi un luogo
di formazione”

mario baudino
TORINO

Dodici anni fa Claudio Magris e Mario Vargas Llosa scrissero per il primo volume della raccolta einaudiana Il romanzo, due saggi speculari. Lo scrittore peruviano si chiedeva: «È pensabile il mondo moderno senza il romanzo?»; quello italiano: «È pensabile il romanzo senza il mondo moderno?». All’Einaudi hanno deciso che in quella parola, mondo, vibra la rete, e provano a riproporre le due domande chiave in un testo elettronico, non un e-book ma una forma di e-writing, come dice il direttore editoriale Ernesto Franco: non «libri» ma «scritture». Col titolo Mondo e romanzo i due saggi escono così nei «Quanti», la nuova collana esclusivamente on line, otto titoli da domani a 1,99 euro (disponibili su tutte le piattaforme) che alludono ai «quanti» della fisica, e cioè alle quantità indivisibili di una certa grandezza, che per semplificare spesso vengono chiamate particelle.

 

Ci sono testi inediti (come i racconti di Nicola Lagioia e Tiziano Scarpa, o un saggio sullo Stato sociale di Luciano Gallino) e «particelle elementari» pescate dentro opere di più vasto respiro nel catalogo einaudiano, da Jonathan Franzen a Paul Auster a Jacques Le Goff. L’idea è seminare tracce, percorsi in cui può stare benissimo il Vangelo di Luca, nell’edizione non agiografica dei Millenni di qualche anno fa. «Il Vangelo come testo canonico si trova facilmente in rete, com’è ovvio - ci dice ancora Franco -; ma noi abbiamo voluto riproporre la nostra edizione, il che significa renderlo in qualche modo attivo, sottolineando il punto di vista dell’editore, la sua capacità di selezione».

 

È questo il nodo decisivo in un mondo dove la crescita dell’e-book continua in maniera esponenziale (in Italia siamo intorno al 2 per cento del mercato, mentre in America rappresenta il 25, e qualcuno si azzarda a ipotizzare un imminente sorpasso); tutti gli editori propongono anche in questo formato le loro novità, e l’Einaudi sta anzi compiendo un grosso sforzo anche in termini economici, per quanto riguarda la digitalizzazione del catalogo. In America, il prezzo dell’e-book è da poco entrato nel «paniere» dei prodotti sulla base delle cui variazioni di prezzo si calcola il tasso d’inflazione. Noi siamo ancora molto lontani, e c’è chi ringrazia il cielo: ma la corsa è cominciata da tempo, e le nostre case editrici partecipano tutte.

 

I «Quanti» einaudiani sottolineano però una scommessa nel settore che forse è il più «nuovo» in questo campo, e con il quale si stanno confrontando in molti: non l’e-book inteso come l’equivalente elettronico del volume cartaceo, ma libri nati sulla rete e per la rete. In genere hanno piccole dimensioni, riportati su carta corrisponderebbero a uno smilzo volumetto (considerazione che suscita proteste anche piuttosto aspre fra gli internauti) ma partono da un progetto diverso. Quello di Einaudi immagina di arrivare anche allo «slow reading» (è in preparazione un «Quanto» dedicato a una sola poesia di Eugenio Montale Proda di Versilia, con un commento di Enrico Testa). Altri puntano sulla lettura multipla, come «Rizzoli First», collana dedicata a libri che escono prima in versione digitale e solo in un secondo momento, eventualmente, su carta; e per di più subito con la versione inglese, come è accaduto per L’amore quando tutto crolla, romanzo di Giulia Ottaviano molto ben accolto.

 

Mondadori ha lanciato gli «XS», che possono sia inediti sia riprese di testi editi, Feltrinelli ha «Zoom», a 0,99 euro - proprio come i libri cartacei superscontati che stanno invadendo il mercato sotto le insegne della Newton Compton, anch’essa peraltro attiva in campo digitale. Gems propone con questo sistema ai lettori i finalisti del suo concorso «Ioscrittore», e sempre all’interno del gruppo milanese Chiarelettere punta invece sui classici della saggistica internazionale con «Instant Book». Sarà questa la nuova faccia dell’e-book destinata ad affermarsi? Nessuno lo sa, al momento. «I nostri investimenti per mettere on-line il catalogo si ripagano di anno in anno - ci dice ancora Ernesto Franco - il mercato si fa sempre più interessante. Costruire percorsi affidabili: è il ruolo dell’editore».

 

Ma non temete che libri così «leggeri» finiscano col perdersi nel mare della rete, fra milioni di autopubblicati, nel gioco del «mi piace» e «non mi piace»? «Tutte queste cose esistono anche nell’editoria cartacea, seppure con proporzioni e metodi di selezioni diverse. Sulla rete, che pur con i suoi difetti è sempre più il luogo dove si forma l’opinione, l’editore può stimolare un ragionamento. Anzi, deve».

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CULTURA E SPETTACOLI Quel '900 senza tempo. Arte figurativa nel Sol Levante

20 Marzo 2013, 10:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)Kulikova Ksenia

 

Per il cinquantesimo anniversario della nascita dell'istituto culturale nipponico a Roma, la Gnam propone una mostra con 111 dipinti e 59 opere d'arte decorativa, provenienti dai più importanti musei e collezioni private del Paese asiatico. La mostra é distinta in due diverse fasi: dal 25 febbraio al 1 aprile e dal 4 aprile al 5 maggio.

 

La paura di non essere all'altezza, ci fa salire di un gradino. Così recita un proverbio giapponese, che per certi versi ben descrive il percorso dell'arte nipponica del XX secolo. L'occasione per conoscerla più da vicino, ci è data dalla mostra da poco inaugurata alla Gnam, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, di Roma. In occasione dei cinquant'anni dell'Istituto Giapponese di Cultura a Roma, in collaborazione con The National Museum of Modern Art di Tokyo e con l'Ambasciata del Giappone in Italia, è stata organizzata per la prima volta un'ampia esibizione dedicata all'arte giapponese del Novecento, un periodo ancora poco esplorato, d'intense trasformazioni, che va dalla restaurazione dell'Imperatore Meiji nel 1868, alla fine della seconda guerra mondiale.

LE IMMAGINI

Proprio intorno al 1870, grazie allo studioso americano, Ernest Fenollosa, docente all'Università di Tokio e grande divulgatore, l'arte giapponese iniziò a farsi conoscere in Occidente. In breve tempo divenne molto famosa, esercitando per esempio un notevole impatto sull'impressionismo francese, che avrebbe poi influenzato a sua volta gli artisti del Giappone. Molte forme dell'arte giapponese furono introdotte ex novo alla fine del XIX secolo per rispecchiare i desideri dell'Occidente, insistendo per esempio sulle forme d'arte più popolari e pittoresche e trascurando invece le creazioni più

austere dell'arte classica, più raffinata e d'ispirazione cinese. Ci sono delle differenze fondamentali tra ciò che noi intendiamo come percorso classico della storia dell'arte, rispetto a come si è evoluta l'arte Giapponese, ad esempio l'istituzionalizzazione avvenne solo alla fine del XIX secolo, perché il Giappone non conosceva alcuna netta divisione tra le diverse forme di comunicazione visiva.

Come in molte società tribali, in cui anche gli oggetti più umili sono realizzati con cura estrema al fine di renderli bellissimi, i giapponesi non facevano distinzione tra il fine utilitaristico e l'aspetto estetico.
La mostra alla Galleria nazionale d'arte moderna, presenta la pittura nihonga ("stile giapponese", in opposizione alla pittura y? ga in "stile occidentale") e una ricca sezione di arti applicate, una selezione di alto livello qualitativo di opere che reinterpretano lo spirito della tradizione: dai kakemono, i tipici dipinti su rotoli verticali di carta o di seta, ai magnifici paraventi che decoravano gli interni delle case giapponesi, poi lacche, ceramiche, tessuti, kimono, vasi, intagli in legno, capolavori di una lunga e raffinata tradizione artigianale. Sono poi affrontati tutti i soggetti, tipici della poetica nipponica: raffigurazioni di animali, immagini femminili, fiori, paesaggi, e dettagli che rappresentato le stagioni che passano.

Tradizionalmente, i giapponesi sono vissuti in un mondo alquanto circoscritto sotto l'aspetto materiale, indossando per lo più abiti molto semplici, vivono in case piccole e possiedono pochi beni personali. Eppure, quel poco è sempre stato oggetto di enorme attenzione, come se tutto anche l'oggetto più umile meritasse cura e bellezza. Noi occidentali invece, abbiamo sempre vissuto la netta separazione tra l'aspetto utilitaristico e quello estetico. Gli oggetti di uso immediato erano opera di tecnici o di artigiani, mentre le forme d'arte più elevata, come la pittura, che produceva dipinti bellissimi ma di nessuna utilità pratica, era appannaggio degli artisti. Si tratta di una separazione che molti fanno risalire al Rinascimento, l'epoca in cui si creò la distinzione tra artigiano e artista e in cui l'estetica occidentale pose come proprio principio organizzatore fondamentale "l'arte per l'arte". In Giappone la linea di demarcazione tra arte pura e arte applicata rimane tuttora alquanto vaga, tanto che i giapponesi riconoscono ai grandi artisti-artigiani il massimo prestigio definendoli ufficialmente "tesori nazionali viventi".

Notizie Utili
. Arte in Giappone 1868-1945.
La mostra si svolgerà in due fasi espositive successive, per esigenze conservative.

A cura di Masaaki Ozaki, Ryuichi Matsubara, Stefania Frezzotti.
Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma
Ingresso per disabili: via Gramsci 73
Orari di apertura: martedì - domenica dalle 10.30 alle 19.30 (la biglietteria chiude alle 18.45). Chiusura il luned

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PRIMO PIANO ROMA PAPA FRANCESCO A SAN PIETRO: "NON ABBIATE PAURA DELLA TENEREZZA

19 Marzo 2013, 13:16pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130319_papa-bacia-bimbo-san-pietro_top.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Custodire. Come Giuseppe, - omonimo di Joseph Ratzinger, al quale esprime oggi «affetto e riconoscenza», - costruire la Chiesa, la creazione, «ogni persona, specie la più povera, custodire noi stessi». In queste parole Jorge Mario Bergoglio, papa Francesco, sintetizza «un servizio che il vescovo di Roma è chiamato a compiere, ma a cui - sottolinea - tutti siamo chiamati per far risplendere la stella della speranza». È il filo conduttore della omelia di nella messa di inizio pontificato, davanti ai potenti della terra, 132 delegazioni tra Paesi e organizzazioni internazionali, le più nutrite quella dell'Argentina e dell'Italia. E l'omelia si caratterizza anche l'insolito, e significativo, «per favore» con cui Francesco ha chiesto «a tutti coloro che hanno responsabilità in ambito economico, politico o sociale» come «a tutti gli uomini di buona volontà», di essere «custodi della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura». Il Giuseppe che papa Francesco disegna - custode «con umiltà nel silenzio, con una presenza costante e fedele e una fedeltà totale, anche quando non comprende» - somiglia in modo impressionante al Giuseppe descritto da Benedetto XVI nel suo libro «Gesù di Nazaret», sui vangeli dell'infanzia. Giuseppe, osserva infatti papa Bergoglio, vive la sua vocazione di custode «nella costante attenzione a Dio, aperto ai suoi segni, disponibile al suo progetto, non tanto al proprio». «Aperto alla volontà di Dio», Giuseppe «sa leggere con realismo gli avvenimenti» e sa rispondere alla vocazione con «disponibilità, con prontezza». E, rimarca il Papa, «il centro della vocazione cristiana è Cristo: custodiamo Cristo per costruire il creato». Custodire è una vocazione che «non riguarda solamente i cristiani», commenta il Papa nell'omelia - che ha letto cambiando solo un paio di parole, interrotto da tre applausi più quello conclusivo - e la custodia deve essere soprattutto per i più poveri, deboli, fragili, i vecchi, i bambini. Custodire riguarda tutte le età e i rapporti della vita: i coniugi tra loro, i genitori con i figli e poi i figli con i genitori, gli amici. «Vivere con sincerità le amicizie» è un altro aspetto suggerito dal Papa. Sincerità, insieme a «bontà e tenerezza»: «non dobbiamo aver paura della bontà, anzi, neanche della tenerezza»; «non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo». Oggi, ha ricordato il Papa, «celebriamo l'inizio del ministero del nuovo vescovo di Roma, successore di Pietro che - ha rimarcato - comporta anche un potere» ma il «vero potere è il servizio, e anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che - ha detto - ha il suo vertice luminoso nella Croce», guardando al «servizio umile, concreto, ricco di fede, di san Giuseppe». Ultimi accenti dell'omelia dedicati alla speranza: «anche oggi, davanti a tanti tratti di cielo grigio» a «tante nubi», «abbiamo bisogno di vedere la luce della speranza» «di portare il calore della speranza». «Custodiamo con amore ciò che Dio ci ha donato», ha concluso il Papa, «pregate per me». ROMA BLINDATA Scattato il piano sicurezza e organizzativo a Roma per l'inaugurazione del Pontificato di Francesco. Completamente vietata al traffico l'area rossa attorno alla zona di San Pietro. Dalle 7.30 chiuso un tratto di via Gregorio VII, corso Vittorio Emanuele e un tratto di Lungotevere da Santa Maria in Cosmedin e fino a ponte Vittorio Emanuele in direzione Stadio Olimpico. In questo tratto transiteranno le navette gratuite messe in campo dal comune per rafforzare il servizio di trasporto verso San Pietro. La metropolitana sarà gratuita fino alle 14 come anche le linee 64 e 40 che tradizionalmente portano verso il vaticano. Intanto da ieri sono state attivate le bonifiche dell'area di San Pietro sorvegliata da tiratori scelti, agenti 'infiltrati' tra i pellegrini, due elicotteri e persino sommozzatori nel Tevere. Mille sono gli uomini impegnati a garantire al sicurezza e centinaia quelli che garantiranno l'accoglienza con volontari della protezioni civile, operatori del 118, vigili urbani.

FONTE LEGGO.IT

19 MARZO 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Pioggia e vento forte sulla Capitale Danni e traffico impazzito

19 Marzo 2013, 13:15pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://images.roma.corriereobjects.it/media/foto/2013/03/18/Roma_ven--140x180.JPG?v=20130318122601

546841 107877906011914 428595964 nPROPOSTO DA CINZIA FABBRINI Disagi per i forti temporali su Roma. Alberi e cartelloni caduti per le raffiche. Crocifisso in bilico su chiesa al Trullo.

ROMA - Continua a piovere su Roma. E non sembra voler smettere. Anzi, il maltempo sulla Capitale e su tutto il Lazio è previsto almeno fino a venerdì, con forti piogge e venti. E comunque è prevista anche una Pasqua piovosa. E non pochi sono stati i disagi tra domenica sera e lunedì a Roma e dintorni.

CROCEFISSO RIMOSSO - Il maltempo e il forte vento che imperversa sulla Capitale hanno costretto i vigili del fuoco a rimuovere la croce del campanile della chiesa di San Raffaele Arcengelo a Roma, nella zona periferica del Trullo. La croce, in rame alta 2 metri e che si trovava a 30 metri da terra, sarebbe stata rimossa e messa in sicurezza per evitare il rischio di una caduta. Sono intervenuti con tre unità i vigili del fuoco.

CROLLA RINGHIERA A PRIMAVALLE - In via dei Monti di Primavalle è crollata una ringhiera posta sopra un muro di recinzione di un palazzo a causa del forte vento che si è abbattuto sulla Capitale. La ringhiera, lunga una decina di metri, era stata coperta con un telone di nylon che, gonfiandosi con il vento, ha provocato il cedimento della struttura che, caduta in strada, non ha provocato feriti. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia di Stato. ALBERI CADUTI - A causa delle forti raffiche di vento, sono molti gli interventi effettuati dai vigili del fuoco nella Capitale per rami caduti, alberi e cartelloni pubblicitari pericolanti. Le zone più colpite sono state Eur, Piramide, Monte Mario, Ostia. Proprio sul litorale romano, i vigili del fuoco sono intervenuti lunedì mattina per mettere in sicurezza due alberi caduti, a causa del forte vento. In particolare gli interventi sono stati eseguiti a Ostia e Civitavecchia.

CORRIERE DELLA SERA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Partorì e abbandonò il neonato nel water del fast food: arrestata la madre

19 Marzo 2013, 13:15pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

546841 107877906011914 428595964 nPROPOSTO DA CINZIA FABBRINI A. G., appena ventenne, era fuggita in Romania dove è stata fermata per tentato infanticidio: presto sarà estradata.

   ROMA - È stata arrestata con l'accusa di tentato infanticidio la donna che alla vigilia di Capodanno dopo aver partorito gettò il figlio neonato all'interno di un water del Mc Donald's di piazza Luigi Sturzo, a Roma. La donna, A. G. prostituta romena di vent'anni appena, è stata arrestata nel suo Paese d'origine. Le sue immagini, riprese dalle telecamere di sicurezza del Fast Food, all'ingresso e all'uscita della toilette, hanno permesso di identificarla. La donna è stata individuata grazie alle indagini svolte dalla Squadra Mobile di Roma, che non hanno mai smesso di cercarla.

LE «COLLEGHE» - La giovane è stata individuata dagli agenti del commissariato Esposizione e della Squadra mobile che per una settimana hanno ascoltato decine di prostitute. Un paio di loro, in particolare, fin dai primi momenti dopo il ritrovamento del piccolo Emanuele - come è stato chiamato dalle infermiere dell'ospedale - avevano detto agli investigatori di conoscere la donna. Così analizzando il filmato delle telecamere - che la ritraeva mentre entrava e poi, 19 minuti più tardi, usciva dal bagno e le foto segnaletiche delle giovani fermate nel corso dei controlli antiprostituzione, gli investigatori sono arrivati al nome della donna

MANDATO DI CATTURA EUROPEO - Una volta individuata gli investigatori hanno comunicato l'indirizzo della donna alla polizia romena. Nei confronti della donna, accusata di tentato infanticidio, era stato emesso un mandato di cattura europeo.

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LE IMMAGINI - L'inchiesta condotta dagli agenti della Squadra mobile di Roma - partita dalle immagini che ripresero l'intera drammatica scena - ha sin da subito permesso di identificare la donna e raccogliere elementi di prova circa la sua colpevolezza.

SCAPPATA IN ROMANIA - La donna è stata arrestata grazie a un mandato di cattura europeo: la Polizia italiana aveva accertato che la giovane era scappata in Romania nascondendosi in un piccolo villaggio. Nei prossimi giorni la giovane donna verrà estradata in Italia.

RITROVAMENTO - A trovare il piccolo, ancora con la placenta, furono due ragazze che entrarono nel bagno del fast food poco dopo. Il bambino, che fu ricoverato al Sant'Eugenio, è stato chiamato Emanuele dal personale dell'ospedale. Il McDonald's dell'Eur (foto Proto)

IL PICCOLO EMANUELE - Il piccolo era in buone condizioni. Subito si è scatenata una gara di solidarietà per portare regali al piccolo nel reparto di Neonatologia. Numerose le richieste di adozione pervenute già nelle ore immediatamente successive.

PAPA BENEDETTO XVI -Sulla vicenda è intervenuto anche Papa Benedetto XVI: «Ogni bambino - ha detto il Pontefice - venga accolto come dono di Dio, sia sostenuto dall'amore del padre e della madre, per poter crescere come il Signore Gesù in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini».

IL CORRIERE DELLA SERA

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CULTURA E SPETTACOLI 19 marzo, San Giuseppe la festa del Papà

19 Marzo 2013, 13:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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INSERITO DA EVA PAPPACODA 19 marzo, festa del Papà. Celebrata dal 1968, in concomitanza con la festività di San Giuseppe, il padre putativo di Gesù, modello del padre e del marito devoto che nella tradizione popolare, oltre a proteggere i poveri, gli orfani e le ragazze nubili, in virtù della sua professione è anche il protettore dei falegnami. Nell'onomastica italiana e mondiale Giuseppe è uno dei nomi più comuni; nelle grandi famiglie meridionali, in particolare, c'è sempre uno o più Giuseppe con i diminutivi di Peppe, Pinuccio, Geppino, Peppino, Pino. Frequente è anche il suo corrispettivo al femminile: Giuseppa, Giuseppina, Pinuccia, Pina, Giusy. La ricorrenza del 19 marzo nacque come festa nazionale, ma in seguito fu abrogata, anche se continua ad essere un'occasione per le famiglie -sopratutto per i bambini- di solennizzare il diletto babbo. Al giorno d'oggi è di moda la figura dell'uomo "mammo", con i padri che si occupano della cura dei bambini, affrontando numerose responsabilità insieme con le madri. Spesso, però, il grande dono della paternità (una carriera che viene imposta senza alcuna verifica delle proprie reali capacità) non è per tutti, ma in questo giorno non esistono differenze, tutti i papà vengono festeggiati, anche quelli meno 'esperti', e ricevono regali o pensierini da parte dei propri figlioli. La tradizione gastronomica nostrana prevede la preparazione dalle zeppole di San Giuseppe (clicca qui per la ricetta), ciambelle di pasta choux guarnite con un ciuffo di crema pasticcera ed un'amarena.

FONTE IL VESCOVADO DI RAVELLO

http://www.ilvescovado.it/it/rubriche-16/ricorrenze-22/19-marzo-la-festa-del-papa-11257.aspx

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SEZ. POLITICA VENEZIA CARTA IGIENICA COL VOLTO DI BERLUSCONI. LA PROCURA: "NESSUN REATO"

19 Marzo 2013, 13:06pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130319_berlusconi-carta-igienica.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

VENEZIA - Uno sgarbo poco elegante o è solo satira stampare la foto di Silvio Berlusconi sui rotoli di carta igienica?. E non si tratta di una bravata isolata, bensì di un business che vuole consolidarsi. Lo sottolinea il Gazzettino.it, riportando che nel porto di Venezia è arrivato un container carico di carta igienica con la foto di Berlusconi. Dai controlli anti contrabbando è spuntata una partita dell'insolito gadget satirico. E la Dogana ha inviatio un'informativa alla procura. LA PROCURA: "NESSUN REATO" L'informativa alla procura è arrivata dalla Dogana del porto di Venezia. I documenti di carico di una nave arrivata alle banchine del porto segnalavano addirittura un container pieno di carta igienica con la foto di Berlusconi e i funzionari, in attesa del bastimento, volevano sapere come avrebbero dovuto comportarsi: sequestrare o lasciar proseguire il carico verso la sua destinazione? Di solito, carichi ingenti di merce con un basso valore di mercato nascondono partite di sigarette o altra merce di contrabbando. Non è stato però questo il caso, dal momento che dai controlli dei doganieri non è saltato fuori nulla di illegale. E non c’era neppure un possibile reato da perseguire d’ufficio, non essendoci, come può capitare in casi del genere, una contraffazione di simboli coperti da diritto d’autore. L’unica strada possibile per fermare quella vagonata di carta, secondo la procura, sarebbe stata una querela di parte del leader del Pdl. Il quale però, non ha mai dato l’impressione di voler colpire la satira dozzinale nei suoi confronti.

FONTE LEGGO.IT

19 MARZO 2013

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NEWS IMPORTANTI E ANTEPRIMA NEW DELHI INDIA, TURISTA INGLESE SFUGGE ALLO STUPRO GETTANDOSI DA UNA FINESTRA

19 Marzo 2013, 12:58pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130319_india.jpg.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

NEW DELHI - Una turista britannica è stata ricoverata in ospedale dopo essere scampata ad una violenza sessuale. La giovane ha riportato ferite agli arti inferiori dopo essere saltata da una finestra per sfuggire ai suoi aggressori. Lo riportano fonti di polizia locale. La donna, sulla trentina, è saltata dalla finestra della camera dell'hotel dove alloggiava, ad Agra, nella nota località turistica dove si trova il celebre mausoleo del Taj Mahal. Secondo la ricostruzione della polizia, intorno alla 4:00 del mattino due uomini hanno tentato di entrare nella stanza della donna, che «spaventata si è precipitata alla finestra ed è saltata giù» ha raccontato il commissario della polizia locale, Pawan Kumar.

FONTE LEGGO.IT

19 MARZO 2013

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TOSCANA NEWS Cane e il suo proprietario aggrediti da due randagi

19 Marzo 2013, 12:25pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

È successo vicino al centro commerciale di via Grotta delle Fate, l’uomo e l’animale sono rimasti feriti Padrone e cane aggrediti da altri due cani randagi o che comunque giravano sciolti, senza proprietario e senza guinzaglio. In base a quanto appreso, i due animali di grossa taglia hanno preso di mira prima il cane, che era legato, e poi il padrone che cercava di difendere la sua bestiola. È successo stamani alle 7 vicino al centro commerciale di via Grotta delle Fate. L'uomo è rimasto ferito e s'è fatto medicare in ospedale. Gravi lesioni al suo cane. A dare l'allarme è stato un uomo che ha assistito inerme alla scena cruenta dei due grossi cani che s'avventavano sul padrone dell'altro animale. Sul posto è intervenuta la polizia che ha subito avviato la caccia ai due "aggressori". Gli agenti li hanno individuati e inseguiti, ma poi i due cani si sono dileguati nei campi di quella zona. Sono in corso indagini.

FONTE IL TIRRENO

19 MARZO 2013

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