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TOSCANA NEWS Assalto alla Prefettura, in trentasei subito a processo

21 Marzo 2013, 12:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

 

397292 104896189669319 1023336315 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA LIVORNO. Giudizio immediato e prima udienza fissata per il prossimo 4 di luglio davanti al Collegio per i 36 indagati, tra cui tre donne, nell’inchiesta sui disordini avvenuti in città tra il 30 di novembre e il 2 dicembre scorso e culminati con una manifestazione non autorizzata e l’assalto alla Prefettura a colpi «di fumogeni, transenne, bombe carta, mattoni e tubi di alluminio».

È questa la decisione del giudice per le indagini preliminari Giovanni Zucconi che ha accolto la richiesta dei pubblici ministeri Luca Masini e Fiorenza Marrara che hanno coordinato l’inchiesta e che hanno sostenuto «l’evidenza delle prove, tanto da non essere necessario il passaggio dall’udienza preliminare».

La stragrande maggioranza degli imputati, è legata all’area antagonista e in particolare appartenente all’ex Caserma del Fante. «Si è trattato della risposto della città alle violenze dei giorni precedenti, prima durante il comizio del leader del Pd Pierluigi Bersani e poi dell’aggressione nei confronti dei manifestanti in piazza Cavour» è la loro versione.

Adesso i 36 dovranno rispondere a vario titolo di lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, ma anche di danneggiamento aggravato e radunata sedenziosa.

Per spiegare il clima nel quale si arriverà al processo, c’è da aggiungere che all’indomani dell’annucio dell’identificazione dei presunti responsabili dei disordini, fece scalpore la lettura dei fatti da parte del giudice per le indagini preliminari.

Dietro all'assalto «premeditato» alla Prefettura - è la sintesi dell’ordinanza - c'era sì «la precisa volontà di compiere un'azione che non escludeva minimamente la possibilità di far uso di mezzi violenti», ma dai filmati che riguardano la manifestazione, del giorno precedente in piazza Cavour, emergono «dubbi sulle modalità di gestione dell'ordine pubblico». E in particolare «emerge, assai nitidamente, l'uso a dir poco inappropriato del manganello».

DI FEDERICO LAZZOTTI IL TIRRENO

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