Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dai campi di granoturco spunta... un furgone rubato. A ritrovarlo sono stati alcuni aeromodellisti amatoriali dell’associazione "Fly Brianza" di Vimercate che nella giornata di domenica si sono resi protagonisti di una ricognizione aerea molto particolare. Dai campi di granoturco spunta... un furgone rubato Una giornata come tante altre si è rivelata, invece, molto più interessante del previsto: "La nostra sede si trova in via San Nazaro - racconta Giuseppe, uno dei circa trenta soci - Ci occupiamo di aeromodellismo principalmente, ma qualcuno di noi fa volare anche i droni. Con il visore collegato alla telecamera uno di loro si è accorto che, nascosto, tra il frumento c’era un furgone che sembrava essere abbandonato. La cosa ci ha insospettito parecchio perché non lo avevamo mai visto prima, quindi abbiamo chiamato subito i Carabinieri". L'intervento dei Carabinieri L’immediato intervento delle Forze dell’ordine ha permesso accertare i fatti. Il mezzo risultava essere stato rubato venerdì da un’azienda dell’area industriale di Bernareggio ed era stato utilizzato anche per caricare la refurtiva di alcuni furti avvenuti sempre tra le ditte della zona. PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA DIRETTORE Le comunità di Arcore e Corinaldo piangono l'ex sindaco della città marchigiana Livio Scattolini, scomparso ieri, martedì 20 agosto a causa di un infarto accusato nella sua abitazione marchigiana. Scattolini, ricordiamo, nel 2007, insieme all'ex primo cittadino di Arcore Marco Rocchini, fu uno dei promotori del gemellaggio che ancora oggi unisce le città di Arcore e Corinaldo. Scattolini aveva 67 anni e si trovava nella sua abitazione nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 20 agosto, quando un malore l’ha colpito. Un gemellaggio nel nome di Casati Immediata da parte dei familiari la chiamata ai soccorsi che sono giunti, seppur rapidamente, ma senza riuscire a rianimare il pensionato. Un passato nella Confartigianato per Livio Scattolini, impegnato per 30 anni nei mandamenti di Ancona, Senigallia ed entroterra vallivo. Poi la lunga parentesi come primo cittadino nel borgo gorettiano, dal 2002 al 2012, grazie a una lista di centrodestra. Nel 2007, dicevamo, l'allora amministrazione comunale di centrodestra guidata da Rocchini sottoscrisse l'accordo di gemellaggio con Corinaldo. Un gemellaggio siglato nel nome di un arcorese molto noto: il giovane conte Alfonso Casati, sottotenente di fanteria del Corpo Italiano di Liberazione (Cil), l'unità militare che, sotto il comando del generale Umberto Utili, durante la Seconda Guerra Mondiale combatté al fianco degli anglo-americani. Il cordoglio dell'Amministrazione comunale arcorese "Esprimiamo le nostre più sincere condoglianze alla comunità di Corinaldo per la perdita del loro stimato ex sindaco, Livio Scattolini - ha commentato il sindaco Maurizio Bono a nome di tutta l'Aministrazione comunale. Ricorderemo sempre la sua cordialità e il suo impegno per promuovere lo scambio culturale tra Arcore e Corinaldo. La sua eredità vivrà nei legami che abbiamo costruito insieme. Le nostre più sentite condoglianze alla sua famiglia e a tutta la comunità". PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Prima la sorpresa, poi la paura e il panico ad Agrate Brianza. Sabato mattina, 17 agosto, alcuni cittadini si sono imbattuti in un esemplare di pitone reale che strisciava sotto i portici del condominio che affaccia sulla centralissima piazza Pasquirolo. Un pitone a spasso nel centro Immediatamente i residenti hanno chiesto l'intervento della Polizia locale e dei Vigili del Fuoco, i quali a loro volta hanno chiesto l'intervento del servizio veterinario Ats. Ed è stato proprio quest'ultimo a chiedere all'Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) di Monza e Brianza di intervenire per la cattura del rettile. Sotto i portici intanto il pitone era stato bloccato da un piccolo bidone rovesciato, sorvegliato dalla Polizia locale e contornato da un piccola folla di curiosi (che si tenevano comunque a debita distanza). Il recupero del rettile Arrivati sul posto insieme ad Ats e ai Vigili del fuoco, i volontari dell'Enpa con il presidente Giorgio Riva e l'operatrice Lara Rigon hanno facilmente trasferito il rettile in un apposito trasportino. "Il pitone, protagonista involontario di tutto questo trambusto, non ha potuto esimersi da una serie di foto ricordo con i suoi soccorritori - spiegano i volontari dell'Enpa - Trasferito al parco canile di Monza in via San Damiano ed esaminato con cura, è risultato essere un giovane pitone (Python regius) di poco meno di un metro di lunghezza, privo di microchip, in buone condizioni di salute. Un animale assolutamente innocuo per l'uomo, originario dell'Africa, che da noi deve essere allevato in terrari riscaldati a 30 gradi e nutrito con topolini".
Le ipotesi sulla fuga
"Due le ipotesi sulla sua presenza nel centro di Agrate: o è fuggito da qualche terrario, dove era custodito, appartenente ad abitanti della zona (e in questo caso verrà restituito dopo l'esame dei documenti di proprietà); oppure è stato vigliaccamente abbandonato in una situazione ambientale a lui completamente estranea e pericolosa - riferiscono ancora i volontari - Enpa non si stancherà mai di ripetere che la detenzione di specie selvatiche, anche se autorizzate dalla legge, non è mai sinonimo di amore per gli animali e per la natura, ma è solo il piacere egoistico di esercitare il diritto di possesso su animali che meriterebbero solo di vivere liberi nei loro luoghi di origine".
INSERITO DA MIKI PAPPACODADIRETTORELesmo(e non solo) in lutto per la scomparsa a 88 anni diLuigi Redaelli, meccanico di professione (ora in pensione), con una grande passione per la politica Luigi Redaelli si è spento nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 agosto. Meccanico di professione e titolare della storica officina di Gerno, Redaelli fu animato anche da una grande passione politica: leghista della prima ora, entrò in Consiglio comunale nel 2007 con l'elezione a sindaco di Marco Desiderati, ma non riconfermato nel 2012 quando alle urne vinse il centrosinistra. I funerali saranno celebrati martedì 20 agosto, alle 9.30, nella chiesa San Carlo di Gerno Poche settimane fa è venuto a mancare anche il fratello di Luigi, Ambrogio Redaelli, fondatore e titolare dell’omonima azienda agricola di Gerno. Nato e cresciuto in paese, aveva iniziato a lavorare alla Filanda di Peregallo svolgendo i turni di notte «in modo che di giorno potesse seguire i lavori nei campi». Attivo anche nel sociale, Ambrogio Redaelli, scomparso a 95 anni, è stato membro del Movimento della Terza Età, nonché tra i primissimi firmatari e fondatori della moderna Banca di Credito Cooperativo. PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Con la scusa di dover tagliare i capelli hanno tentato di fare irruzione nel negozio, in pieno giorno. Al rifiuto di aprire da parte della titolare, hanno provato persino a forzare la porta sul retro prima di rinunciare e andarsene. Paura per una parrucchiera di Vimercate Ha dell’incredibile quanto accaduto venerdì pomeriggio a Rosy Santomenna, titolare dell’omonimo negozio di coiffeur a Vimercate, in via Motta. A raccontare quanto accaduto in quei drammatici minuti è stata la titolare del negozio. Con la scusa di dover tagliare i capelli hanno tentato di fare irruzione nel negozio, in pieno giorno. Al rifiuto di aprire da parte della titolare, hanno provato persino a forzare la porta sul retro prima di rinunciare e andarsene. Paura per una parrucchiera di Vimercate Ha dell’incredibile quanto accaduto venerdì pomeriggio a Rosy Santomenna, titolare dell’omonimo negozio di coiffeur a Vimercate, in via Motta. A raccontare quanto accaduto in quei drammatici minuti è stata la titolare del negozio. Il tentativo di irruzione da parte di un ragazzo "Dopo quanto accaduto alla povera barista di Vimercate nelle scorse settimane non mi fido più di lasciare porta aperta. Per questo motivo da qualche giorno chiudo sempre a chiave - ha sottolineato la titolare - Fortunatamente venerdì pomeriggio ho fatto la stessa cosa e devo dire che questo gesto ha evitato il peggio. In quel momento stavo servendo un’anziana cliente; si è avvicinato alla porta un ragazzo che ha incominciato a chiedere a gesti di poter entrare in negozio. Un’insistenza che mi ha fatto subito dubitare sulle sue reali intenzioni. Mi ha detto che doveva tagliare i capelli, ma non ci ho creduto. Gli ho detto di andarsene. Per tutta risposta, insieme ad un complice ha tentato di entrare cercando di forzare la porta che si trova sul retro del locale". Attimi di paura A quel punto la titolare ha cercato di ostacolare in tutti i modi la loro azione, piazzando anche una grossa scala davanti alla porta di ingresso. "Ero nel panico, non sapevo cosa fare - ha continuato - La paura che potesse capitare anche a me quello che è accaduto alla barista, vittima di violenza sessuale, mi ha completamente immobilizzata tant’è che non riuscivo nemmeno ad aprire la porta del negozio per fuggire. Ho subito allertato i carabinieri mentre i due malviventi se ne sono andati via come se nulla fosse. E’ stato un vero inferno. A quel punto ho deciso di affidarmi ad un fabbro che nel giro di poche ore ha installato le inferiate sulle finestre e ha messo in sicurezza le porte di ingresso. Sono ancora scioccata e al tempo stesso infuriata perché non è possibile lavorare con la paura. In 42 anni di attività una cosa del genere, in pieno giorno, non era mai accaduta... PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il ponte di San Rocco, a Vimercate, diventa a senso unico. La decisione sembra ormai presa anche se sui tempi di attuazione del provvedimento ancora non c’è certezza. Lo storico ponte di origine romana (rifatto in età medievale), oggi a senso alternato, sarà percorribile in una direzione di marcia, dal centro di Vimercate verso l'esterno, per ridurne il flusso di veicoli e, di conseguenza, il carico che da sempre è costretto a sopportare. La decisione della Giunta di Vimercate La decisione è stata assunta la scorsa settimana dalla Giunta comunale che, con una delibera, ha approvato la proposta di modifica dell’assetto viario, avanzata dal tecnico incaricato di sviluppare un progetto per una serie di interventi di consolidamento e valorizzazione del bene. Il ponte di San Rocco, a Vimercate, diventa a senso unico. La decisione sembra ormai presa anche se sui tempi di attuazione del provvedimento ancora non c’è certezza. Lo storico ponte di origine romana (rifatto in età medievale), oggi a senso alternato, sarà percorribile in una direzione di marcia, dal centro di Vimercate verso l'esterno, per ridurne il flusso di veicoli e, di conseguenza, il carico che da sempre è costretto a sopportare. La decisione della Giunta di Vimercate La decisione è stata assunta la scorsa settimana dalla Giunta comunale che, con una delibera, ha approvato la proposta di modifica dell’assetto viario, avanzata dal tecnico incaricato di sviluppare un progetto per una serie di interventi di consolidamento e valorizzazione del bene. Il progetto In particolare il progetto nel suo complesso prevede il restauro della muratura e la pulizia da infestanti e vegetazione, la sistemazione dell’impalcato per ridurre le infiltrazioni, la sistemazione delle parti lignee delle torri di ingresso al ponte. E poi, come detto, la modifica della viabilità "ad un solo senso di marcia - si legge - per garantire una maggiore sicurezza riducendo i flussi di traffico e i carichi di attraversamento". Il ponte di San Rocco è infatti ad oggi l’unico della sua epoca in Lombardia ad essere ancora carrabile. Impossibile, per questioni viabilistiche e per la conformazione del centro storico di Vimercate, pensare in questa fase ad una chiusura totale. Il nuovo percorso per chi deve accedere al centro storico L’Amministrazione di Vimercate si è comunque ancora presa qualche settimana di tempo. Prevista anche la convocazione per settembre di una seduta della Consulta centro per definire modalità e tempistiche dell’intervento. Quel che è certo, come detto, è che il senso unico sarà in uscita. Chi proverrà da via Burago, quindi, non potrà più proseguire verso il ponte, ma dovrà svoltare verso il parcheggio a ridosso del parco Sottocasa e da qui, attraverso via Terraggio Molgora, raggiungere via Cavour e poi proseguire su via Terraggio Pace. Chi proverrà da via Pellegatta, giunto allo stop, non potrà imboccare il ponte ma dovrà svoltare a sinistra su via Burago e da qui raggiungere il parcheggio e poi via Terraggio Molgora. PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Comando della Polizia Locale di Vimercate ha reso noti al Sindaco i risultati dell’attività di controllo sul rispetto delle norme dell’ordinanza contro la vendita e il consumo di bevande alcoliche su parte del territorio cittadino, firmata dal Sindaco stesso a metà giugno. Controlli contro la malamovida, in un mese quattro sanzioni e una segnalazione alla Procura I controlli degli agenti nel periodo 15 giugno-12 luglio nella zona tra piazzale Marconi e largo Europa hanno portato a 4 sanzioni amministrative per la vendita di bevande alcoliche a giovani di età compresa fra 16 e 18 anni e a una segnalazione presso la Procura della Repubblica per la vendita di alcolici a minori di 16 anni. In due casi invece è stato violato il divieto di vendere bevande in contenitori di vetro. Gli agenti hanno operato i controlli in alcuni casi in borghese, in modo da fare emergere illeciti segnalati dalla cittadinanza che non sarebbe stato possibile rilevare con un controllo svolto in uniforme di ordinanza. Un servizio che continuerà per tutta l'estate “Ringrazio la Polizia Locale e le Forze dell'Ordine per il lavoro di controllo svolto in questi primi mesi e che continuerà per tutta l’estate - ha affermato il Sindaco di Vimercate Francesco Cereda. Imporre regole e divieti senza avere poi la effettiva capacità di controllare che vengano rispettati rischia di diventare poco utile. È invece importante che, a beneficio di tutti, sia coloro che vivono la movida sia coloro che invece risiedono in queste zone, le regole vengano rispettate e fatte rispettare, per garantire una civile convivenza.”Per la prima contestazione della violazione al divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori la sanzione va da 250 a 1000 euro. Gli agenti hanno informato gli esercenti multati che, in caso di recidiva, la sanzione applicata è maggiorata da 500 a 2.000 euro, con chiusura del locale da 15 giorni a 3 mesi. PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il più grande ha 28 anni, il più piccolo 21. La vittima è un giovane di 26 anni contro il quale uno dei tre presunti aggressori avrebbe sferrato 12 coltellate gridando: “Ho degli ordini, devi morire”. Una vera e propria esecuzione nei giardinetti pubblici, a pochi passi dal centro e vicino alla biblioteca e alla piscina. Un’esecuzione spietata all’ora di cena, sventata grazie al tempestivo intervento di un amico della vittima che ha iniziato a gridare facendo scappare i tre giovani. Per loro, adesso, sono scattate le manette. Nella mattinata di martedì 23 luglio gli uomini della Squadra Mobile della questura di Monza hanno eseguito l’ordinanza di applicazione di misura coercitiva emessa dal gip del Tribunale di Monza, richiesta dalla Procura della Repubblica di Monza, a carico di tre giovani ritenuti responsabili del tentato omicidio di un coetaneo. Nelle loro abitazioni hanno trovato i vestiti che indossavano il giorno dell’aggressione.
Un'esecuzione a pochi passi dal centro
I fatti risalgono allo scorso 20 giugno, ai giardinetti del Nei di Monza. Un luogo di ritrovo di tanti ragazzi, spesso al centro delle denunce dei residenti che lamentano risse, aggressioni e situazioni di degrado. Un luogo accanto al borgo della movida e a pochi passi dal centro. Erano circa le 20 quando la vittima, un ragazzo di 26 anni residente a Monza, è stato aggredito e poi accoltellato. La macchina dei soccorsi si è precipitata nella vicinissima via Pesa del Lino: il giovane è stato trasferito in codice rosso all’ospedale dove è rimasto per diversi giorni. Nel frattempo sono partite le indagini condotte dalla Polizia di Stato.
polizia di stato-18
Il tentativo di fuga e poi l'accoltellamento
Grazie agli impianti di videosorveglianza attivi in zona e alle testimonianze raccolte ascoltando alcuni testimoni i poliziotti sono riusciti a ricostruire la dinamica dell’aggressione. La prima lite sarebbe avvenuta proprio nei giardinetti del Nei, intorno alle 20. Il giovane sarebbe poi stato raggiunto da uno degli aggressori che nel frattempo si era armato di un coltello. Il 26enne intanto avrebbe tentato di fuggire dirigendosi verso la via Lecco, ma sarebbe stato raggiunto e colpito prima all’addome cadendo a terra e poi mentre tentava di rialzarsi sarebbe stato colpito con una bottiglia in testa, perdendo quasi i sensi. Tanto che quando gli investigatori lo hanno interrogato il poveretto non si ricordava neanche delle coltellate. Il giovane si è salvato solo grazie al provvidenziale arrivo di un amico che ha iniziato a gridare facendo scappare gli aggressori.
Chi sono i presunti aggressori
Dalle indagini i poliziotti sono risaliti ai tre presunti aggressori, tre giovani originari dell’Ecuador tutti già noti alle forze dell’ordine: un 23enne residente in provincia di Varese identificato come presunto principale aggressore per il quale è scattata la custodia cautelare in carcere; un 21enne residente a Concorezzo che avrebbe fornito il coltello (anche per lui è scattata la custodia cautelare in carcere); e un 28enne residente a Monza ma domiciliato a Varese che avrebbe fatto da “palo” (per lui arresti domiciliari col braccialetto elettronico).
All'origine dell’aggressione ci sarebbe stata la conoscenza da parte della vittima di un componente di una banda di “latinos” che sarebbe avversaria dei “Latin king” di Cologno Monzese della quale farebbero parte i tre presunti aggressori. MONZATODAY
INSERITO DA MORENA MOTTA «Non sono un eroe e non cerco gloria personale... ho fatto solamente il mio lavoro e sono contento che alla fine sia stato utile». A dirlo è Massimiliano Putignani, 51 anni, di Monza, il bagnino che lo scorso mercoledì mattina ha salvato la vita di un 85enne che ha rischiato di annegare nella piscina del residence Lesmo Green a causa di un malore che lo ha colpito proprio mentre si trovava in acqua. Un intervento tempestivo e fondamentale che ha scongiurato il peggio. L’allarme è scattato intorno alle 11, quando Massimiliano, alla prima stagione intera all’interno del super condominio di via Pellico, era appena entrato in servizio per la giornata. Malore in piscina, bagnino eroe salva la vita a un anziano «Ho notato subito due persone anziane che si sono avvicinate alla piscina, sono state tra le prime ad arrivare - spiega il bagnino - Faceva veramente caldo, un’afa terribile a quell’ora. Entrambi gli amici si sono tuffati nella parte più alta della piscina e ho continuato a tenerli d’occhio, perché quando ci sono anziani o bambini presto sempre più attenzione di quanto già non faccia solitamente». Un piccolo accorgimento che però si rivela fin da subito decisivo: «Uno dei due è riemerso subito e ha nuotato lungo la vasca, l’altro invece ha fatto molta più fatica - riprende Massimiliano - Vedevo che continuava ad appoggiarsi al bordo e ad andare in apnea. Poi si è proprio fermato a metà. Quindi mi sono avvicinato per sincerarmi che fosse tutto a posto, ma si vedeva che era in difficoltà. Proprio mentre gli chiedevo se stesse bene è andato sott’acqua». A quel punto si è rivelata determinante la prontezza di riflessi del bagnino: «Forse nell’ultimo barlume di lucidità ha allungato un braccio, come se me lo stesse porgendo per chiedere aiuto, e io gliel’ho afferrato al volo. Poi l’ho estratto dall’acqua e l’ho adagiato a bordo vasca, all’ombra, nella posizione di sicurezza. Fortunatamente era rimasto sotto veramente per pochissimo tempo. Era incosciente, ma il respiro e il battito erano presenti, quindi non è servito praticare il massaggio cardiaco». Calma e sangue freddo, poi l'arrivo del 118 Attimi di panico e terrore, durante i quali però Massimiliano ha saputo mantenere calma e sangue freddo grazie a una professionalità di ormai lungo corso. Poi, con l’aiuto di qualche presente, è scattata la chiamata al 118: sul posto, in codice rosso, un’automedica e un’ambulanza. «Nel frattempo ho tenuto in costante monitoraggio le condizioni dell’uomo, che sembrava non riuscire a reagire nonostante comunque continuasse a respirare autonomamente. Quando poi lo hanno caricato sull’ambulanza il personale medico mi ha detto che stava meglio e che stava riprendendo conoscenza, ma che lo avrebbero ugualmente portato in ospedale per tutti gli accertamenti del caso vista anche l’età». A colpire l’anziano sarebbe stato dunque un malore, forse dovuto al caldo o all’impatto con l’acqua. Resta però la certezza che la sua vita è stata salvata dal pronto intervento di Massimiliano. "Ho fatto semplicemente il mio lavoro" «Non mi piace pensare di essere stato un eroe, ho fatto semplicemente il mio lavoro di sorvegliante - si schermisce lui, a cui però non si può certo togliere il merito di aver strappato un uomo dall’annegamento e quindi dalla morte - Non cerco nemmeno celebrazioni, però ci tengo a sottolineare l’importanza del nostro servizio. Spesso quella del bagnino viene considerata una figura inutile, di cui magari si può fare a meno soprattutto in contesti “privati” come questo. Ma non è così, perché la sicurezza degli utenti deve sempre essere messa al primo posto. E quanto accaduto mercoledì lo dimostra. Ora mi auguro solo che questa persona stia meglio e di rivederla molto presto in salute qui in piscina». Già nel 2020 salvò un altro anziano in acqua mentre si trovava in vacanza a Misano Non vuole definirsi un eroe, ma di certo non è la prima volta che Massimiliano Putignani salva una vita in acqua. Già quattro anni fa, nell’agosto del 2020, l’ex insegnante di Educazione motoria e oggi bagnino di professione, aveva strappato un uomo dalla morte. Era accaduto a Misano e il 51enne di Monza si trovava in spiaggia in vacanza insieme alla famiglia, quando improvvisamente la sua attenzione venne richiamata da un anziano in difficoltà tra le onde a qualche metro dalla riva. La sua prontezza o «deformazione professionale» come la chiama lui non gli lasciò nemmeno il tempo di pensare che non fosse lui il bagnino responsabile di quelle spiaggia. Si lanciò in mare nel tratto di spiaggia libera in cui stava trascorrendo il penultimo giorno di ferie senza nemmeno pensare al rischio che stava per correre salvando così un pensionato. Anche in quel caso attimi di concitazione e terrore, ma alla fine tutto si risolse per il meglio. Ancora una volta grazie a lui. PRIMA MONZA
INSERITO DA MORENA MOTTA «L’ho scambiato per un senzatetto». E invece era l’uomo che l’ha prima rapinata, e poi violentata all’interno del bar che lei, 35enne milanese, gestisce con buoni risultati in centro a Vimercate, come raccontano i commercianti della cittadina brianzola ancora sconvolta dall’aggressione di sabato 13 luglio, alle prime ore del mattino.
Le indagini dei carabinieri proseguono serrate: la sensazione è che si sia vicini a una svolta. I condizionali sono ancora d’obbligo, ma il violentatore potrebbe essere «una faccia nota», un uomo conosciuto in zona, forse uno sbandato con trascorsi giudiziari: «Uno che in questi giorni, guarda caso, non si vede più», dicono sottovoce i negozianti del centro cittadino. La vittima ha descritto l’aggressore con molti dettagli significativi: l’aspetto fisico e il modo di parlare.
Quando sabato è arrivata sul posto di lavoro e ha visto quell’uomo, inizialmente ha pensato a un senza fissa dimora, che aveva scelto le vicinanze del suo locale per dormire. Una telecamera piazzata in posizione molto favorevole avrebbe ripreso l’inizio della scena. Sono le sei e mezza del mattino, l’orario di apertura del locale. È il tipico sabato estivo, e la città è un deserto. Si vedrebbe, in un filmato, una sagoma maschile accovacciata, effettivamente interpretabile come qualcuno che si è assopito all’aria aperta.
La donna non avverte nulla di pericoloso e apre il locale come sempre. L’uomo, però, fa uno scatto improvviso verso di lei e la spinge all’interno. Le rapina i soldi nella cassa del bar, sotto la minaccia di un’arma (non si sa se vera o meno). Poi, purtroppo, la porta ancora più all’interno e sfoga tutta la sua brutalità. Non è chiaro se all’esterno ci fosse o meno un secondo uomo ad aspettare. Il fatto di essersi presentato armato farebbe pensare alla premeditazione della rapina, poi degenerata in violenza sessuale. Ma l’ora dell’assalto e le probabilità che ci fossero pochi soldi disponibili, alimentano più di un dubbio sulle reali intenzioni del criminale. Interrogativi a cui i militari della compagnia di Vimercate, coordinati dalla procura di Monza, stanno cercando di dare risposte proprio in queste ore.
Nel frattempo, la cittadinanza spera in una soluzione del caso. «Siamo davvero affranti e sconvolti per quanto capitato a una nostra collega — dice Alessandro Barbone, referente di Confcommercio a Vimercate — una vicenda che ci ha davvero toccato. I problemi di questa città sono quelli comuni a tutti i centri, la movida a tratti maleducata, qualche ragazzino molesto, ma un fatto così va davvero oltre. Da tempo abbiamo un dialogo attivo con la Prefettura e le autorità. Abbiamo scritto una lettera al sindaco nella quale chiediamo l’incremento della videosorveglianza. Proprio quelle telecamere dalle quali speriamo possano arrivare gli aiuti decisivi alle forze dell’ordine».
Martedì, giorno in cui la vicenda è venuta alla luce, l’associazione «Donne e diritti» ha inviato cittadini e negozianti a esporre un fiocco rosso come gesto simbolico di protesta, ma l’iniziativa non sembra aver riscosso molto seguito. «Per rispetto alla vittima preferiamo mantenere un basso profilo — si dice fra commercianti — l’importante, ora, è che il responsabile venga assicurato alla giustizia».