Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' "caccia" ai vandali che hanno allagato la scuola media di Villasanta. Nella mattinata di ieri, mercoledì 6 novembre, il personale dell'istituto ha rinvenuto nel seminterrato due sanitari otturati e lavandini aperti, con l'acqua che ormai aveva riempito tutti i locali. Scarichi otturati e seminterrato allagato alla scuola media Il problema, dicevamo, ha interessato la cosiddetta “palestrina”, gli spogliatoi, il locale infermeria, il magazzino e l’archivio della scuola media. Una volta fatta l'amata scoperta, insegnanti e collaboratori hanno allertato gli uffici comunali, che immediatamente si sono mobilitati per accertare la situazione. L'immediato sopralluogo del Comune ha rilevato la presenza di due sanitari con carta pressata a otturare gli scarichi e rubinetti lasciati aperti. Caccia ai vandali Tutti indizi che non farebbero pensare a un semplice incidente, bensì un atto deliberato da parte di qualche vandalo che avrebbe agito o nelle primissime ore del mattino, oppure sarebbe riuscito a introdursi nella scuola nelle ore notturne. Al momento, comunque, sono ancora al vaglio dell'Amministrazione comunale tutte le ipotesi, così come la conta dei danni: "Il personale comunale ha lavorato 4 ore per il ripristino - fa sapere proprio il Comune attraverso una nota - Sono in corso verifiche per chiarire dinamica, responsabilità ed entità dei danni" PRIMAMONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nella mattinata di ieri mercoledì 6 novembre, i Carabinieri della stazione diVillasantahanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Monza, un 31enne di origini albanesi per il reato di ricettazione: in auto aveva 300 chili di rame rubato.
L'operazione dei Carabinieri
I militari, durante il sevizio di perlustrazione eseguito in arco orario notturno, in via Confalonieri di Villasanta, hanno proceduto al controllo di un’autovettura che aveva attirato la loro attenzione per l’andatura insolita, in quanto, alla vista della pattuglia, era passata da una velocità bassa, ad una più sostenuta. All’atto del controllo il conducente è apparso inspiegabilmente agitato. L’uomo presentava gli abiti sporchi di terra e fango e questo ha ulteriormente insospettito i Carabinieri, che hanno effettuato un’ispezione dell’abitacolo, a seguito di cui, nel bagagliaio e sui sedili posteriori, hanno rinvenuto un notevole quantitativo di rame, suddiviso in 26 bobine.
In auto 300 chili di rame rubato
La perquisizione veicolare ha consentito di rinvenire anche un cutter con una lama retrattile di 11 centimetri, anch’esso imbrattato di fango. L’uomo, residente a Villasanta, non è stato in grado di fornire valide indicazioni circa la provenienza del pregiato materiale, risultato avere un peso complessivo di oltre 300 chilogrammi e che pertanto, essendo stato ragionevolmente ritenuto di provenienza illecita per modalità del rinvenimento e del trasporto, è stato sottoposto a sequestro unitamente al coltello e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Sono in corso le indagini per individuare il sito di provenienza del materiale. PRIMAMONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’inaugurazione appena un mese fa, adesso sono arrivati i vandali che hanno “spezzato” le zampe al cavallo del Salaino. Il fatto è accaduto ad Oreno, nella notte tra giovedì 31 ottobre e venerdì 1 novembre. Una notte di Halloween che si è rivelata fatale per la statua ubicata nella frazione di Vimercate in largo Caprotti. La statua era stata inaugurata solo un mese fa. Una cerimonia ufficiale e la presentazione di quell’opera che è un omaggio a Leonardo da Vinci e al Salaino. Una statua commissionata da Dino Crippa, noto imprenditore del posto e molto legato a Oreno e alla sua storia. Una vicenda che ha profondamente colpito la comunità di Oreno. Immediata la denuncia sul gruppo Facebook “Sei di Oreno se…” dove sono state numerose le condanne. In molto sperano che con l’aiuto delle telecamere sia possibile risalire all’autore (o agli autori) del gesto. -- MonzaToday
INSERITO DA MORENA MOTTA Una vita intera passata tra i "numeri" del comune da gestire e il suo ruolo di catechista e volontaria in oratorio. E tra i suoi piccoli che seguivano le lezioni di catechismo c’erano anche l’attuale sindaco Mauro Capitanio e il fratello gemello Massimiliano Capitanio. Ma ora, finalmente, dopo 42 anni trascorsi tutti quanti all’interno del municipio concorezzese, Chiara Gaviraghi, donna di grande fede, potrà godersi la meritata pensione. Gandi festeggiamenti per Chiara Gaviraghi Grandi festeggiamenti la scorsa settimana in comune per la meritata pensione raggiunta dalla funzionaria dell’ufficio finanziario che approdò a Concorezzo nel lontano 1982 anche grazie all’indimenticato Teodosio Palaia, scomparso cinque anni fa, nel 2019. Palaia, ricordiamo, era stato prima storico dipendente del comune e poi anche assessore al Bilancio durante la Giunta guidata da Riccardo Borgonovo. "Ha garantito la stabilità finanziaria del comune per 42 anni" "Chiara ha garantito la stabilità finanziaria del nostro comune per ben 42 anni - ha sottolineato il primo cittadino - A lei lego non solo le giornate trascorse in comune ma, soprattutto, i ricordi personali vissuti quando ero bambino. Infatti lei è stata la mia prima insegnante di catechismo. Non era una donna di molte parole. Durante la festa Gaviraghi ha portato con se una foto scattata nel lontano 1985 dove c’eravamo anche io e mio fratello Massimiliano durante uno dei primi incontri di catechismo. E’ stato emozionante e ha fatto riaffiorare tanti ricordi del passato". Chiara dopo Marco, Ettore e Guido Dunque un pensionamento che arriva qualche settimana dopo altri due eccellenti «ritiri» dal mondo del lavoro. Infatti ad inizio mese Ettore Andreoni e Guido Galbiati vennero anch’essi festeggiati dopo tanti anni trascorsi in municipio. Invece ad inizio anno, ricordiamo, raggiunse la pensione un’altra «colonna» del settore Urbanistica e Ambiente che lavoro in piazza della pace per quasi 30 anni: l’architetto Marco Polletta. Una situazione, quella riguardante il pensionamento degli storici dipendenti comunali, che sta coinvolgendo in maniera pregnante il comune. Un welfare comunale "Chiara, così come Marco, Ettore e Guido, sono storici dipendenti comunali che iniziarono a lavorare in comune negli anni ‘80 - ha continuato Capitanio - Negli ultimi cinque anni abbiamo salutato molti storici dipendenti comunali e stiamo assistendo ad un cambio generazionale profondo. Prima il personale era residente al 100% a Concorezzo mentre oggi tanti, se non la maggior parte, arriva da fuori. La sfida di questi tempi di transizione è quella di cercare di mantenere l’attaccamento al tessuto comunale da parte dei nuovi funzionari comunali. Per questo stiamo mettendo in atto una forte politica di welfare per loro: per esempio permettere a chi lavora in comune di avere agevolazioni o convenzioni con le strutture sportive, per esempio. Un modo per includerli e farli sentire parte di una comunità. Cosa che prima era scontata mentre oggi non più".PRIMAMONZA
L'episodio è accaduto in largoGian Giacomo Caprotti, conosciuto come "Il Salaino": uno spiazzo posto all’incrocio tra via Lodovica e via per Arcore dedicato, appunto, all’artista nato a Oreno prima di approdare alla corte del maestro fiorentino. Stamattina all'alba alcuni passanti hanno notato la statua di bronzo del "Gran cavallo" sdraiata a terra e completamente disarcionata dalla sua sede. Si tratta dell'opera che rende omaggio a Leonardo e al "Salaino" e che è stata inaugurata poco più di un mese fa, nel mese di settembre.
Al momento non vi sono certezze sugli autori dell'atto vandalico ma non è difficile immaginare che a far crollare il grande cavallo sia stato qualcuno che sia salito sulla statua forse per festeggiare Halloween.
Le statue, ricordiamo, vennero commissionate dall'imprenditore oreneseDino Crippa,alla guida della vicina tenuta "La Lodovica". A denunciare l'accaduto e a stigmatizzare pubblicamente quanto accaduto è stato il consigliere comunale di maggioranza ed ex assessoreGuido Fumagalli.
"Voglio personalmente stigmatizzare in maniera pubblica questa azione indegna per la nostra comunità - ha sottolineato Fumagalli - Ciononostante vorrei conoscere le persone che lo hanno fatto e parlare con loro per domandargli se la loro coscienza è a posto adesso. Forse è solo un mio puerile desiderio per comprendere questi atti (che si possono comprendere?) e che sempre colpiscono i sentimenti di una comunità. Purtroppo educare al bello non è semplice se c’è ignoranza. Ma si spera che, attraverso la ripetizione del bello, si educhi un po’ anche l’ignoranza".
Le statue
L'opera d'arte in bronzo vandalizzata rappresenta nella notte appena trascorsa un colpo al cuore di tutti gli orenesi. Infatti rappresenta il legame forte che aveva Leonardo da Vinci con Oreno anche e soprattutto attraverso la figura del suo allievo prediletto. Nei mesi scorsi, ricordiamo, in Largo Gian Giacomo Caprotti è stata in stallata una pedana colorata che rappresenta l’Ultima Cena in chiave cromatica e tre statue in bronzo realizzate daSara Bolzaniraffiguranti Leonardo, Caprotti e il cavallo ideale che il genio toscano avrebbe voluto realizzare per omaggiare il signore di Milano, Lodovico il Moro, cercandolo a Oreno. Dove non trovò un modello per il quadrupede, ma fece la conoscenza del "Salaino", che poi diventerà il suo allievo prediletto.
Le tre statue e la "piazza" A commissionare l’opera e a finanziarla è il noto imprenditore orenese Dino Crippa, alla guida della tenuta "La Lodovica", che con quell’incrocio confina, grande cultore e appassionato di storia locale e in particolare della figura del compaesano Gian Giacomo Caprotti. Da segnalare che stamattina, venerdì 1° novembre 2024, festa dei Santi, anche don Eugenio Calabresi, vicario parrocchiale ad Oreno, durante la predica ha fatto riferimento a quanto accaduto al "Gran cavallo". PRIMAMONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una «centrale» elettrica, tecnicamente una «stazione per i sottoservizi», che interesserà un’area di circa 20mila metri quadrati all’interno del Parco Agricolo Nord Est (Pane). Un impianto impattante che sarà realizzato da «Terna», la società che gestisce la rete nazionale, a Vimercate, nella zona agricola compresa tra la Rsa in località Rossino e Cascina Gargantini. Una «centrale» Terna su un’area di 20mila metri, nel parco «Pane», per alimentare tre data center Un fulmine a ciel sereno per i proprietari delle aree, che durante l’estate si sono visti recapitare le lettere con le quali di fatto «Terna» comunicava loro l’avvio della procedura per l’acquisizione (tramite esproprio) delle aree necessarie per realizzare l’impianto e la strada per raggiungerlo. Del progetto è naturalmente stata avvisata anche l’Amministrazione comunale a cui gli stessi proprietari delle aree, sorpresi a contrari al progetto, si sono rivolti. Dal canto suo l’Amministrazione comunale ha già compiuto un passo ufficiale esprimendo parere negativo al progetto stesso. E non poteva del resto fare diversamente perché lo stesso non è conforme alle previsioni del Pgt, il Piano di governo del territorio, che esclude la possibilità di edificare un impianto del genere all’interno del Parco Pane. Parere che in realtà non impedirà comunque, pare, la costruzione della «stazione per i sottoservizi» perché da Roma il Governo potrà by-passare lo stop del Comune. Ma a cosa servirà il nuovo impianto? Servirà ad alimentare alcuni data center, pare tre, che nei prossimi anni sorgeranno sul territorio di Vimercate: uno sul grande terreno che si trova tra la Tangenziale Est, via Santa Maria Molgora e via Bolzano; un secondo nell’area ex Ibm di Velasca; un terzo in un’area ancora non nota. A pagare (non è chiaro se in parte o in toto) saranno i privati interessati alle tre operazioni. E la collocazione dell’impianto all’interno del parco è stata decisa proprio al fine di renderlo baricentrico rispetto ai tre data center. I data center sono luoghi fisici in cui sono conservati i computer e le relative apparecchiature hardware. Contengono l'infrastruttura informatica richiesta dai sistemi IT, come server, unità di archiviazione di dati e apparecchiature di rete. Sono di fatto le struttura fisiche che memorizzano i dati digitali. "Stiamo lavorando e fino all'ultimo ci adopereremo" Sulla vicenda è intervenuta anche la vicesindaco e assessore alla Rigenerazione urbana, Mariasole Mascia. «La scelta di realizzare l’infrastruttura e la sua localizzazione non competono purtroppo all’Amministrazione comunale - ha commentato - L’individuazione dell’area e’ stata quindi effettuata da Terna e ha trovato subito la nostra contrarietà. Abbiamo infatti dato parere negativo, in quanto, trattandosi di area agricola e all’interno del parco, è in evidente difformità alle vigenti norme del Pgt. Allo stesso tempo, però, consapevoli del fatto che in sede di conferenza di servizi il nostro parere ben potrà essere superato dagli altri enti attraverso una semplice variante, abbiamo ritenuto di avviare una interlocuzione diretta con Terna, nel tentativo di ridurre al minimo l’impatto dell’intervento sui fondi privati coinvolti e sull’ambiente. Anche per questo il progetto è ancora in corso di definizione: stiamo lavorando e fino all’ultimo ci adopereremo affinché vengano adottate migliorie e accorgimenti nell’interesse del nostro territorio e dei nostri cittadini, nonché per definire gli aspetti risarcitori e compensativi a favore della comunità di Vimercate». PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Attenzione: chiude al traffico via Roma, in direzione Lesmo, per due giorni. La strada che collega la via Casati con largo Vela sarà chiusa al traffico lunedì 28 e martedì 29 ottobre, dalle 10 alle 16. Dunque chi arriverà da via Casati non potrà entrare in via Roma in direzione Lesmo. Viceversa, invece, chi arriva in direzione opposta potrà utilizzare la strada per ragiungere la via Casati. Ricordiamo che già ad inizio mese (mercoledì 2 ottobre scorso) la strada venne interdetta al traffico per diverse ore per consentire a una gru la sistemazione dei tetti degli immobili che si affacciano su via Roma. Ad averne la peggio fu il traffico locale che andò letteralmente in tilt. La chiusura di lunedì e martedì è stata annunciata già da diversi giorni con cartelli gialli lungo le vie del centro cittadino. PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono entrati con la pistola in pugno e hanno minacciato la cassiera; poi hanno arraffato l'incasso della giornata e se ne sono andati senza lasciar traccia. E' accaduto oggi pomeriggio, venerdì 18 ottobre, aRonco Briantino.
Pistola in pugno, rapinano il supermercato
L'allarme è scattato intorno alle 16. I ladri, descritti come tre ragazzi giovani, sono entrati al "Sigma" di via 4 Novembre approfittando di un momento di calma. Con il volto travisato si sono diretti subito alla cassa e una volta davanti alla commessa hanno estratto la pistola puntandogliela addosso, minacciando la ragazza e intimandole di aprire il registratore.
Il bottino e la fuga
La dipendente, comprensibilmente terrorizzata dall'arma, non ha opposto resistenza. I banditi, una volta arraffato l'incasso per un totale di qualche centinaia di euro, sono usciti di corsa dal super facendo perdere le proprie tracce. Il tutto in pochissimi secondi. Tanto che alcuni dei clienti presenti tra le corsie non si sono nemmeno accorti di quanto accaduto.
Indagini in corso
Subito è scattata la chiamata ai Carabinieri, che sono accorsi sul posto. Dei ladri, tuttavia, nemmeno l'ombra. I Militari hanno raccolto la testimonianza della commessa e hanno chiesto di visionare le immagini delle telecamere di sicurezza. Attualmente le indagini sono in corso per provare a identificare i responsabili della rapina. PRIMAMONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nella scorsa primavera in alcuni alberi di gelso e di liquidambar di Vimercate fu notata la presenza della Takahashia japonica, una cocciniglia di origine asiatica già diffusa in diversi Comuni della provincia di Milano, Varese e Monza e Brianza. Facilmente riconoscibile dalla presenza, sui rami, degli ovisacchi bianchi cotonosi a forma di anello, che possono raggiungere i 4-5 cm di lunghezza, la Takahashia japonica può raggiungere, una volta insediata sull’albero infestazioni importanti, che possono comprometterne la vitalità.
Nella scorsa primavera in alcuni alberi di gelso e di liquidambar diVimercatefu notata la presenza della Takahashia japonica, una cocciniglia di origine asiatica già diffusa in diversi Comuni della provincia di Milano, Varese e Monza e Brianza.
Facilmente riconoscibile dalla presenza, sui rami, degli ovisacchi bianchi cotonosi a forma di anello, che possono raggiungere i 4-5 cm di lunghezza, la Takahashia japonica può raggiungere, una volta insediata sull’albero infestazioni importanti, che possono comprometterne la vitalità.
Come è andata la sperimentazione per arginare la presenza della Takahashia japonica
Per arginare queste infestazioni la soluzione attraverso la lotta “chimica”, cioè tramite l’utilizzo di principi attivi è risultata poco efficace sia per la limitazione degli stessi, sia per le ripercussioni negative sull’ecosistema e sugli altri insetti utili all’ecosistema e insetti impollinatori (api).
Per provare a dare una risposta differente e arginare le infestazioni, l’Assessorato alla Cura della Città, ha avviato un progetto pilota basato su un intervento di tipo biologico, rispettoso dell’ambiente e della salute dei cittadini attraverso il potenziamento dei fattori di controllo naturali.
La società Sesia incaricata dei lavori, al termine degli interventi ha inviato all’Amministrazione comunale i risultati del progetto che qui di seguito riassumiamo.
Il piano strutturato in due azioni
Nello specifico, il piano di intervento è strutturato in 2 azioni.
La prima azione ha visto l’inserimento sulle alberature infestate di coccinellidi predatori specifici di cocciniglia cotonosa Cryptolemus montrouzieri ed Exochomus quadripustulatus con l’obiettivo di verificare la capacità di insediamento (predazione e capacità riproduttiva) e la potenzialità di controllo delle infestazioni.
Il “lancio” degli insetti ausiliari è stato effettuato il 17 maggio, su un gruppo di 5 alberature di gelso in via Pellico nella frazione di Velasca e su 50 liquidambar in via Cremagnani, fortemente infestate.
Il dosaggio di lancio è stato di 100 Cryptolemus e di 50 Exochomus/ pianta.
La prima verifica degli insediamenti di coccinellidi predatori è stata effettuata l’11 giugno, a distanza di tre settimane e sono stati ritrovati adulti di Exochomus prevalentemente sul lato inferiore delle foglie (su cui sono insediate le giovani neanidi di Takahashia), a conferma di longevità del coccinellide.
Purtroppo, per il coccinellide Cryptolemus complice l’elevata piovosità e le temperature sotto media per il periodo tardo primaverile e la poco resistenza dell’insetto ad adattarsi a temperature più base, non sono stati riscontrati significativi insediamenti.
Dalla verifica, tuttavia, è emersa la presenza spontanea di piccoli coccinellidi autoctoni classificati come Rhyzobius forestieri, classificati anch’essi come predatori degli stadi larvali di cocciniglia. Tali coccinellidi non hanno la possibilità di essere allevati per eventuali lanci, ma la loro presenza indica che in maniera spontanea, si stanno lentamente insediando come predatori della cocciniglia infestante.
Il lavaggio delle chiome
La seconda azione è stata caratterizzata dallavaggio delle chiome degli albericon dei principi attivi naturali efficaci nella proliferazione degli stadi giovanili di cocciniglia.
Il lavaggio, infatti, permette di eliminare le neanidi che risultano essere particolarmente vulnerabili perché privi di rivestimenti protettivi. La schiusura delle uova dall’ovisacco è il momento ideale in cui i neo-schiusi si spostano alla ricerca di un punto in cui insediarsi in corrispondenza delle nervature delle foglie.
Trascorse tre settimane dopo il lancio e dopo una settimana dal lavaggio sono state effettuati nuovi rilevamenti dai quali è emerso l’efficacia dei trattamenti con mortalità degli stadi giovanili che ha superato il 60% del campione. In aggiunta ad una ulteriore moderata mortalità anche nelle parti non trattate probabilmente dovuta all’attività degli insetti predatori.
A seguito dell’efficacia degli interventi è stato effettuato il 4 luglio un secondo trattamento utile a intercettare le neanidi che durante il primo lavaggio non erano state raggiunte dal prodotto.
Dopo ulteriori 10 giorni, la mortalità delle neanidi ha raggiunto valori intorno all’80% e, specialmente su Liquidambar, il lato inferiore della foglia è risultato quasi del tutto privo di neanidi, rispetto alla foglia di gelso che mantiene una residua presenza degli stadi giovanili. Da sottolineare infine la presenza costante di coccinellide Rhyzobius forestieri in fase di predazione.
A conclusione degli interventi e dai risultati emersi è dimostrata l’efficacia del programma pilota che, se da un lato ha portato ad un rilevabile contenimento della cocciniglia infestante dall’altro è risultato sostenibile nei confronti degli insetti ausiliari, nel rispetto dell’ecosistema e dei cittadini.
Infine, due suggerimenti: effettuare un nuovo lavaggio verso inizio-metà marzo prima della ripresa del ciclo vitale delle neanidi sfuggite ai trattamenti e, in prospettiva, calibrare la quantità e la diversificazione temporale dei lanci dei predatori per ottimizzare il contenimento, per creare un equilibrio preda predatore, replicabile sul lungo periodo.
"Risultati soddisfacenti"
“In assenza di una cura certa noi siamo contenti di aver portato a Vimercate questa sperimentazione che ha portato dei risultati soddisfacenti - ha dichiaratoSergio Frigerio, Assessore alla Cura della Città - speriamo l'anno prossimo di proseguire con questi risultati stando sempre pronti ad adottare nuove soluzioni qualora si rivelino ancora più efficaci”.
INSERITO DA MORENA MOTTA Ennesimo incidente a Bellusco, il terzo nel giro di poche settimane sulla Sp2 Monza-Trezzo che ha visto coinvolto un mezzo pesante ed un'automobile. Ennesimo incidente sulla Sp2, coinvolti anche due bambini L'allarme è scattato una manciata di minuti prima delle 15 ed ha visto coinvolto tre persone, una donna di 41 anni, e due bambini di 11 e 7 anni. Il sinistro si è verificato poco dopo la caserma dei Carabinieri di Bellusco in direzione Trezzo a qualche decina di metri prima della rotatoria che porta verso Mezzago. soccorsi sul posto Sul posto sono arrivate immediatamente due ambulanze in codice rosso ed un'automedica, oltre che i Vigili del Fuoco ed il Corpo di Polizia Locale Brianza Est. Il personale medico si è messo immediatamente al lavoro per prestare soccorso alle persone rimaste ferite. Mentre gli agenti della Polizia Locale stanno cercando di ricostruire la dinamica di quanto accaduto, che al momento non risulta chiara. Il sinistro ha bloccato la circolazione per almeno un'ora sulla direttrice dove si sono verificate diverse code in entrambe le direzioni. La viabilità però da qualche minuto è tornata alla normalità dopo la rimozione dei mezzi coinvolti.
Quello avvenuto oggi è solamente l'ultimo di una sequela di brutti sinistri che si verificano sulla direttiva provinciale, dopo quelli di settembre dove hanno purtroppo perso la vita un giovane motociclista di 41 anni ed un ciclista di 75.