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sport news e sport locale

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Chievo Verona - Juve Stabia: Curiosità e probabili formazioni. Vespe, l'imperativo è smentire il detto ''non c'è due senza tre''

13 Dicembre 2019, 11:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore


Gli uomini di Caserta sono obbligati a portare a casa un risultato positivo dopo 2 ko consecutivi che hanno complicato la corsa salvezza. Il match sarà trasmesso in chiaro

Uscire indenni dal Bentegodi per smuovere una classifica ferma da due settimane. La Juve Stabia affronterà il Chievo Verona in trasferta alle ore 21 in un clima non semplice dopo le due sconfitte consecutive per 2-0 contro Virtus Entella e Frosinone e la querelle tra il ds Polito e un patron Langella che nelle ultime ore ha cercato di smorzare i toni ora che serrare le fila è più che mai determinante. Orfano di Mastalli e Calvano, i cui rientri sono previsti dopo la sosta invernale, oltre che di Allievi, Cissè e Tonucci, mister Fabio Caserta dovrebbe ripartire dal 4-3-3 con Russo tra i pali. In difesa dovrebbe essere riproposto il tandem centrale composto da Mezavilla e Troest che tante volte lo scorso anno ha tolto le castagne dal fuoco. Vitiello sarà il terzino destro con Germoni sulla fascia mancina. Lungo la mediana Calò dovrebbe essere affiancato da Carlini e Mallamo alle spalle del tridente che avrà in Canotto l'ala sinistra con Elia sul fronte opposto. Forte sarà la punta chiamata a finalizzare il gioco. Match che, al di là delle differenti ambizioni di classifica, pone le vespe dinanzi al proprio incubo trasferta che sin qui le ha viste conquistare appena 4 punti sui 21 disponibili con il solo Livorno capace di far peggio. Il pareggio di Perugia risale al 14 settembre, il successo di Trapani al 5 ottobre. Da quel momento solo ko con Spezia, Livorno e Virtus Entella che hanno conquistato lo scalpo dei gialloblù mettendo a segno in totale 8 reti contro l'unica, tra l'altro a referto come autogol del portiere labronico Zima, realizzata dagli uomini di Caserta. In tutto i campani hanno segnato appena 4 volte lontano dal Menti raccogliendo in 11 occasioni la palla dal fondo della propria porta, un trend che va assolutamente invertito per poter davvero ambire alla salvezza. Sulla sua strada, in quello che è a tutti gli effetti un derby gialloblù griffato Givova, la Juve Stabia troverà un figlio di Castellammare, quel Salvatore fratello maggiore degli Esposito scuola Inter Sebastiano e Pio. Una gara senza dubbio particolare per lui che al Menti è cresciuto dato che il padre Agostino ha allenato in due diverse circostanze la Libertas Stabia e ha collaborato sia con il settore giovanile delle vespe che con la prima squadra. Gara inedita per la serie B che sarà fondamentale per il Chievo, ad 1 punto dal secondo posto che vale la promozione diretta in serie A, e ancor più per le vespe, oggi a 4 lunghezze dalla zona salvezza che le pone davanti le prossime 3 avversarie, Venezia, Cremonese e Cosenza. Sfida che, classifica alla mano, in caso di sconfitta potrebbe far nuovamente traballare la panchina di mister Fabio Caserta nonostante la squadra nei momenti cruciali abbia sempre dimostrato a più riprese di essere dalla sua parte. Per il tecnico di Melito di Porto Salvo sarà tra l'altro una serata speciale trattandosi della centesima gara da trainer tra i professionisti, tutte al timone della Juve Stabia. Il match sarà trasmesso in diretta in chiaro su Rai Sport, canale 57 del digitale terrestre. Arbitrerà il signor Antonio Di Martino della sezione di Teramo coadiuvato dagli assistenti Alessandro Cipressa di Lecce e Alessio Berti di Prato, quarto uomo Lorenzo Illuzzi di Molfetta. La Juve Stabia affila il pungiglione, stasera il detto “non c'è due senza tre” andrà assolutamente smentito. Juve Stabia (4-3-3): Russo, Vitiello, Mezavilla, Troest, Germoni, Mallamo, Calò, Carlini, Elia, Forte, Canotto. All.: Fabio Caserta.

di Gioacchino Roberto Di Maio STABIA CHANNEL

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Ringhio Gattuso si presenta e punta subito alto, anzi altissimo

12 Dicembre 2019, 11:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

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12/12/2019 - Era il 28 maggio 2019 quando Rino Gattuso ufficializzò le proprie dimissioni dalla panchina del Milan. “Decisione sofferta” disse ‘Ringhio’, 48 ore dopo la vana vittoria sulla Spal che concluse il campionato dei rossoneri con un amaro quinto posto a un punto dalla quarta piazza che sarebbe valsa il ritorno in Champions League. Poco meno di 200 giorni dopo il tecnico calabrese torna su una panchina, quella del Napoli, dove prenderà il posto di Carlo Ancelotti, maestro di tanti successi al Milan, esonerato nella notte successiva alla larga vittoria sul Genk. Gattuso è giunto a Napoli già di prima mattina ed ha diretto il primo allenamento in vista della partita contro il Parma di sabato 14 alle ore 18 al San Paolo, per poi venire presentato in conferenza stampa. Prima delle parole di Gattuso, ecco l’introduzione del presidente De Laurentiis, che ha subito individuato un curioso soprannome: “Mi sembra doveroso ringraziare Carlo Ancelotti che ci ha seguito per un anno e mezzo. Rimango suo amico, lo ero prima e lo resterò. Tra noi c’è un rapporto limpido e sincero, nego che ci siano stati contrasti tra noi. Abbiamo coltivato insieme un sogno, poi ci siamo svegliati e abbiamo deciso di separarci anche per non rovinare il suo palmares. Ma oggi è il momento di Ringhio Star, che non ha bisogno di presentazioni”. “Ho rifiutato tante squadre, ma dire sì al Napoli è stato facile. Qui c’è tutto per fare bene. Questa società è protagonista in Italia e in Europa da 10 anni, il momento non è buono, ma il potenziale è di alto livello. Questa squadra non può stare fuori dall’Europa, l’obiettivo è recuperare su chi sta davanti e finire tra le prime quattro” le prime parole di Gattuso in conferenza. Poi la rivelazione sui primi contatti con De Laurentiis: “Ho incontrato il presidente per la prima volta domenica sera dopo le 21 con i miei collaboratori. Le sensazioni sono state ottime, confermate dalle strutture che ho visto oggi: complimenti a tutti. Sono nato in un posto di mare, qui mi sono messo in un mare grande e non devo annegare, ma non ho paura di nulla anche se è evidente che qualcosa non ha funzionato finora: tocca a me capire cosa”. Quindi l’inevitabile riferimento al maestro Ancelotti: “Carlo è stato un papà calcistico, per quello che mi ha insegnato e per l’aiuto che mi ha dato da quando ho iniziato di fare questo lavoro nei momenti difficili. Ieri non l’ho sentito perché so che era con la sua famiglia e perché aveva una partita fondamentale. Oggi sì, e si è confermato un signore. Spero di fare il 10% di quanto ha fatto lui in carriera”. “Il contratto? – ha proseguito Gattuso – Mi fate sorridere: avrei firmato anche per sei mesi per l’importanza della piazza e perché la rosa è costruita su misura per il calcio che piace fare a me: sappiamo che possiamo migliorare la fase difensiva e il palleggio, ma non solo. Il modulo? Ci saranno novità, non mi piace giocare con due linee da quattro…”. Dribblato il tema del mercato, Gattuso ha parlato del giocatore più rappresentativo della squadra, alle prese con un momento difficile: “Insigne è un patrimonio della società, è il capitano di questa squadra ed è nato qui. Devo recuperare lui come tutti coloro che finora non si sono espressi al massimo”. Il debutto da allenatore in Champions avverrà a febbraio negli ottavi di finale, ma prima Rino avrà il compito di risollevare il Napoli in campionato, perché l’obiettivo principale della società è partecipare alla Champions anche il prossimo anno. Occorre quindi concludere tra le prime quattro, traguardo non scontato visto l’attuale ottavo posto a -8 da Roma e Cagliari.

TELECAPRISPORT

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Napoli, Ancelotti esonerato: arriva Gattuso, patto d'onore con ADL

11 Dicembre 2019, 10:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Rino Gattuso li ha già messi in allerta: anche per loro c'è una valigia sul letto, questa volta da chiudere, però, e mettere sul primo aereo disponibile per Napoli. Lui, Ringhio, a Napoli sarà già quest'oggi (ieri era nella sua abitazione di Gallarate, a pochi chilometri da Milano). Probabilmente ci saranno anche tutti i suoi assistenti, sia pure con il contratto ancora da ratificare. Per l'ex milanista, c'è un accordo fino al 30 giugno 2021, 2,6 milioni di ingaggio più un maxi-premio in caso di qualificazione alla zona Champions League. De Laurentiis avrebbe preferito sei mesi ma il tecnico ha fatto intendere che, in ogni caso, come ha dimostrato anche al Milan, se dovesse capire che non ci sono le condizioni per andare avanti, lascerà a giugno. Senza penali o altro. Gattuso ha già indicato ai dirigenti azzurri la zona di Posillipo come destinazione per la sua abitazione. Con calma, poi, andrà a fare i sopralluoghi, tanto non c'è fretta. Conosce Napoli: quando era a Salerno venne qui a celebrare l'addio al celibato. Festeggiò da Mimì alla Ferrovia con una ventina di amici. E guarda caso, la sua prima uscita pubblica, extra-calcio, sarà martedì prossimo proprio per la cena di Natale organizzata a Villa D'Angelo Santa Caterina, proprio dagli stessi proprietari di Mimì, la famiglia Giugliano.

 

 

La Societa Sportiva Calcio Napoli ha deciso di revocare l’incarico di responsabile tecnico della prima squadra al signor Carlo Ancelotti.
Rimangono intatti i rapporti di amicizia, stima e rispetto reciproco tra la società, il suo presidente Aurelio De Laurentiis e Carlo Ancelotti

 
I contatti sono stati timidi fino alla fine della scorsa settimana. È stata davvero la gara con l'Udinese a dare un'accelerata alla trattativa. Vero è che Gattuso, subito dopo la prima chiamata informale, per capire la sua generica disponibilità (in quelle ore c'era anche la Fiorentina) ha avvisato il suo maestro Ancelotti del gesto del Napoli. Glielo doveva. Poi tra domenica e lunedì l'operazione è decollata, con una intesa virtualmente raggiunta. I dettagli da sistemare sono di piccola entità. Il sì di Gattuso è arrivato solo lunedì. Nelle prossime ore verrà definito anche lo staff perché l'unico che dovrebbe restare è Nista, il preparatore dei portieri. Per Rino gli uomini dello staff sono speciali e sono quelli che il tecnico ha tutelato quando andò via dal Milan nel maggio scorso. Perché Gattuso ha rinunciato a 5 milioni lordi per consentire al suo staff di esser pagato fino al 2021: la consapevolezza che non tutti nel calcio hanno avuto la stessa carriera e gli stessi guadagni, il desiderio di regalare un tenore di vita sempre accettabile, soprattutto nei momenti più complessi. Un gesto che non hanno dimenticato coloro i quali lo seguiranno nell'avventura azzurra: non si può che partire dal campano, anzi dal napoletano di nascita Luigi Riccio. Un'amicizia che dura dal 1997, quando i due si conobbero in Scozia ed ebbero modo di iniziare quel legame che ha condotto Riccio ad esser l'ombra di Gattuso: assieme al Sion, al Pisa, all'Ofi Creta, al Palermo, al Milan Primavera e quindi alla prima squadra rossonera. Un legame indissolubile, qualcosa che va oltre il normale rapporto lavorativo: Riccio è anche il volto dolce di Gattuso, quello che dialoga con i calciatori e con il mondo che ruota attorno a Ringhio. Poi, ci sono gli altri collaboratori, quelli che curano la parte atletica, un aspetto preponderante nella cura Gattuso: Mario Innaurato, Bruno Giovanni Dominici e Dino Tenderini sono i tre uomini che lo hanno accompagnato al Milan, in una cavalcata che ha visto tenere fisicamente i rossoneri fino all'ultima giornata e sfiorare la Champions per quella che sarebbe stata un'impresa, viste le condizioni di partenza. Il supporto tecnico è affidato a Massimo Innocenti e Francesco Sarlo, mentre il match analist è Marco Sangermani, considerato un mago di big data e nell'analisi delle performance. Il compito di allenatori dei portieri dovrebbe esser delegato a Alfredo Magni e Giorgio Bianchi. Ma c'è anche Nista.

DI PINO TAORMINA IL MATTINO 

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Milinkovic-Savic, casa svaligiata dai ladri durante Lazio-Juve: cosa hanno rubato

10 Dicembre 2019, 12:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Milinkovic-Savic, casa svaligiata dai ladri durante Lazio-Juve: cosa hanno rubato

Quella di sabato scorso, per Sergej Milinkovic-Savic, è stata una notte indimenticabile: il centrocampista serbo della Lazio, infatti, è stato uno dei grandi protagonisti della vittoria all'Olimpico per 3-1 contro la Juventus. Purtroppo, però, c'è stato anche un episodio spiacevole: alcuni ladri, approfittando dell'assenza del calciatore, hanno svaligiato la villa di Formello, rubando orologi di lusso e denaro, per un bottino complessivo di circa 100mila euro. Calci e pugni per 100 euro: rapina choc nel parcheggio di un supermercato Proprio mentre Milinkovic-Savic contribuiva alla vittoria della Lazio (suo il momentaneo 2-1 con una 'perla' su assist illuminante di Luis Alberto), alcuni malviventi si sono introdotti nella villa a Formello, portando via un Rolex, un Hublot e almeno cinquemila euro in contanti. I ladri, poi, si sarebbero dileguati prima a piedi, poi in auto. Sul caso indagano i carabinieri di Formello e della stazione Cassia, che hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza: tre uomini, incappucciati, si avvicinano ad una finestra e la forzano con un piede di porco, introducendosi così nella villa. I militari che si stanno occupando del caso hanno anche ascoltato alcuni testimoni: l'ipotesi principale è che possa trattarsi della stessa banda che, da qualche mese, sta compiendo diversi furti in abitazioni di Roma e provincia.

SPORT.LEGGO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Triste, solitaria y final: la volata di Mario Rui a Udine

9 Dicembre 2019, 14:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Triste, solitaria y final: la volata di Mario Rui a Udine

Minuto 80 di Udinese-Napoli, Mario Rui si propone palla al piede, prova a ribaltare l'azione ma si gira intorno e non vede nessuno che si propone per il contropiede: nei suoi pressi c'è Mertens che avanza lentamente e non scatta in verticale in avanti, tutti gli altri azzurri restano fermi, schiacciati dietro, senza proporsi in avanti per il passaggio. Il portoghese alza la testa e non nota nessuno dei compagni vicino o che si smarca per andare in profondità, allarga le braccia sconfortato, poi passa il pallone sulla sinistra a Younes e l'azione del Napoli riparte lentamente con il giro palla: il video sta facendo il giro del web, è l'immagine del Napoli attuale che non riesce ad uscire fuori dalla crisi. Gli azzurri sono sempre più avvolti da una spirale negativa a livello mentale che sta svuotando il serbatoio delle energie nei momenti in cui invece servirebbe il massimo dell'intensità agonistica per provare a portare a casa un risultato pieno più che mai fondamentale in questa fase (il Napoli non vince in campionato da sette partite, nove in totale considerando le due di Champions contro il Salisburgo al San Paolo e il Liverpool ad Anfield: l'ultima vittoria è quella di Salisburgo il 23 ottobre, un digiuno quindi che ormai dura da 45 giorni). Un problema innanzitutto di testa, questo è alla base delle enormi problematiche del Napoli di Ancelotti, poi ce ne sono altre, una squadra anche in calo fisico evidenziato nel finale di Udine dopo il grande sforzo prodotto in avvio di secondo tempo almeno per conquistare il pareggio con il polacco Zielinski. Una reazione arrivata dopo un primo tempo assolutamente incolore e largamente sotto tono da parte di tutti i calciatori azzurri ma che non è bastata per centrare il successo, unica strada possibile per dare un calcio alla crisi. L'immagine di Mario Rui a Udine che non trova l'assistenza dei compagni dopo un recupero palla per un contropiede, in una fase della partita in cui c'è ancora tempo per provare a vincere è l'emblema del Napoli attuale. La formazione di Ancelotti è sempre più in difficoltà: una squadra spenta, scoraggiata, con il morale sotto i tacchi e priva di quel furore agonistico necessario per reagire alla crisi e tirarsi fuori da questo periodo nero. Il campionato degli azzurri è diventato sempre più un tormento, una squadra irriconoscibile rispetto a quella che tanto bene ha fatto negli anni passati sfiorando lo scudetto e che comunque in questa stagione ha brillato nel girone di Champions League riuscendo a strappare quattro punti ai campioni di Europa del Liverpool. Ancelotti la scorsa settimana ha lavorato molto proprio sul concetto di equilibrio tattico e di compattezza di squadra da evidenziare in campo in ogni momento della partita ma anche stavolta il Napoli è venuto meno sotto questo aspetto: la situazione di gioco in cui Mario Rui riparte palla al piede ma la squadra non riesce a ribaltare l'azione con rapidità da una fase difensiva a una offensiva per provare a sorprendere gli avversari è emblematica. Diverse altre situazioni di gioco hanno evidenziato questo problema di distanze eccessive tra un reparto e l'altro: errore pagato a caro prezzo nell'azione del gol di Lasagna con l'Udinese che recupera palla per un errore in uscita del Napoli e verticalizza senza trovare opposizione a centrocampo in maniera rapidissima per il contropiedista bianconero. Una squadra, quindi, troppo allungata, soprattutto nella ripresa quando c'era da raggiungere il pareggio e salvata in questo senso da un paio di recuperi decisivi di Koulibaly che ha evitato situazioni di pericolo la squadra troppo sbilanciata in avanti. Insomma, una formazione che ha confermato i problemi delle ultime sette partite e in maniera particolare in quella precedente al San Paolo contro il Bologna quando ha concesso numerosi contropiedi perdendo in rimonta con enormi voragini che si crearono a centrocampo.

SPORT.ILMATTINO

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Giovedì 8 dicembre 2011 (8 anni fa) Sette squadre ai Mondiali per club

8 Dicembre 2019, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

DI MICHELE PAPPACODA Sette squadre ai Mondiali per club: In Giappone fino al 18 dicembre sette club di calcio sono impegnati per la conquista della Coppa del mondo per club: Auckland City, Monterrey, Barcellona, Santos, Al-Sadd, Espérance e Kashiwa Reysol. Il titolo di campione del mondo, per la seconda volta dopo l'edizione del 2009, sarà del Barcellona che, con un inequivocabile 4 a 0, supererà in finale il Santos dell'attaccante Neymar. Le reti dei blaugrana, con in panchina Josep Guardiola, saranno realizzate da Messi (doppietta), Xavi e Fàbregas.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Paltrinieri, oro agli europei

7 Dicembre 2019, 09:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Paltrinieri, oro agli europei

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Paltrinieri si conferma il re delle lunghe distanze CARPI – Il campione olimpico carpigiano Gregorio Paltrinieri ha vinto la gara dei 1500 stile libero degli Europei in vasca coperta, a Glasgow. L’azzurro ha chiuso con il tempo di 14’17″14 e ha preceduto il norvegese Henrik Christiansen (argento) e il francese David Aubry (bronzo). Decisivo lo strappo ai 700 metri di Paltrinieri. L’atleta azzurro aveva già vinto l’oro europeo nei 1500 in vasca corta nel 2012 e nel 2015. SABRINA RONCHETTI TRCTELEMODENA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Ancelotti via da Napoli? Interviene ADL

5 Dicembre 2019, 12:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

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05/12/2019 - Il presidente degli azzurri torna a parlare e chiarisce la posizione del tecnico: Carlo Ancelotti è per ora saldo sulla panchina del Napoli. Nonostante il digiuno di vittorie in serie A duri ormai da quasi due mesi, il tecnico di Reggiolo per ora non rischia l’esonero: parola di Aurelio De Laurentiis. “Non è mai venuta meno la mia fiducia in Carlo Ancelotti, è totale e incondizionata come uomo e come allenatore”, sono le parole del presidente del club partenopeo a Radio Kiss Kiss. De Laurentiis attende che la burrasca seguita all’ammutinamento passi prima di prendere qualsiasi decisione drastica: “Non ho deciso nulla, sarebbe un errore decidere ora. Con Ancelotti potremmo avere dei problemi sulla metodologia del lavoro, che in altri posti non riscontrava, poiché i fuoriclasse come Cristiano Ronaldo riuscivano ad allenarsi anche da soli. Mentre da noi, forse, serve un metodo di lavoro più scolastico rispetto ad altri posti”. “Ma lui ha vinto ovunque, quindi mi fido del suo lavoro. Abbiamo una stagione in corso, la squadra deve tornare a lavorare con serenità“. Le indiscrezioni parlano di sondaggi con due allenatori italiani attualmente liberi, l’ex tecnico del Milan Gennaro Gattuso e il sei volte scudettato Massimiliano Allegri, attualmente in un anno sabbatico dopo il divorzio dalla Juventus: “Mai chiamato nessuno, e nemmeno Spalletti. Con Allegri ci sentiamo da tempo, abbiamo un buon rapporto”. Sul mister toscano De Laurentiis si sofferma maggiormente: “Nel 2013 lo chiamai per farlo diventare nostro allenatore ma era sotto contratto con il Milan. Mi aveva dato la disponibilità a venire a Napoli ma avevo già stretto la mano a Benitez e la mia parola vale più di un contratto”.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Caos Napoli, spogliatoio spaccato in 4: senatori in rivolta, mediatori, gli scontenti e i giovani

5 Dicembre 2019, 11:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

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05/12/2019 - Il Napoli ha iniziato mercoledì pomeriggio il ritiro punitivo ordinato da Carlo Ancelotti dopo la sconfitta contro il Bologna: secondo la Gazzetta dello Sport, il provvedimento potrebbe protrarsi fino a lunedì sera, alla vigilia della partita di Champions League contro il Genk. La tensione è altissima, e lo stesso tecnico di Reggiolo sembra ormai esautorato dalla sua stessa squadra. Secondo le indiscrezioni in arrivo dal Vesuvio, lo spogliatoio è spaccato in quattro. I senatori in rivolta, i mediatori, gli scontenti e i giovani, più concilianti con il tecnico, che sembra avere comunque le ore contate. Nell'immediato futuro, Ancelotti potrà resistere solo in caso di vittoria a Udine e conquistando la qualificazione agli ottavi di Champions. Ma la squadra è ormai sfuggita al suo controllo e il suo destino è in ogni caso segnato. De Laurentiis nonostante le rassicurazioni di rito si sta muovendo dietro le quinte per l'ingaggio del nuovo allenatore, che dovrà avere un nome importante: niente traghettatore. Secondo il Mattino il patron non cambierà tanto per cambiare ma intende imprimere una svolta tecnica per ridare slancio e morale ad un ambiente in frantumi. L'opzione numero uno è Rino Gattuso, già contattato: Ringhio potrebbe essere l'uomo giusto per ricompattare una squadra disorientata e divisa. Ma De Laurentiis non scarta neanche nomi più altisonanti, come quelli di Massimiliano Allegri, con cui è in contatto da tempo, e di Luciano Spalletti. L'ex tecnico dell'Inter sarebbe la soluzione ideale, ma ha il problema della buonuscita elevata che chiede al club nerazzurro. Un nome a sorpresa è quello di Cesare Prandelli. "Non ho deciso nulla, sarebbe un errore decidere ora – aveva dichiarato mercoledì De Laurentiis -. Con Ancelotti potremmo avere dei problemi sulla metodologia del lavoro, che in altri posti non riscontrava, poiché i fuoriclasse come Cristiano Ronaldo riuscivano ad allenarsi anche da soli. Mentre da noi, forse, serve un metodo di lavoro più scolastico rispetto ad altri posti. Ma lui ha vinto ovunque, quindi mi fido del suo lavoro. Abbiamo una stagione in corso, la squadra deve tornare a lavorare con serenità".

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Hamsik l'agente: «Torna col Genk, il Napoli l'ha venduto troppo presto»

4 Dicembre 2019, 14:49pm

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Hamsik l'agente: «Torna col Genk, il Napoli l'ha venduto troppo presto»

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss è tornato a parlare Martin Petras, agente dell'ex capitano azzurro Hamsik. «Marek torna il 10 dicembre per la gara contro il Genk al San Paolo, si è fissato questo appuntamento. In Cina potevamo avere tre o quattro punti in più, ma abbiamo raggiunto l'obiettivo, quindi è contento. È tornato in queste ore, a metà gennaio riprenderà la preparazione con il Dalian».  Il ciclo Napoli. «La squadra è andata bene per anni, quest'anno vanno bene in Champions ma in campionato non si riesce a stare tra le prime, sarà non un problema non raggiungere il piazzamento Champions», ha aggiunto Petras. «Quando Marek è andato via mi ha sorpreso il fatto che se ne siano liberati cosi presto. Lui voleva provare questa esperienza, ma mi ha sorpreso il fatto che abbiano dato l'ok senza nemmeno pensarci. Dissi che si sarebbero resi conto più avanti di cosa hanno perso».

SPORT.ILMATTINO

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