INSERITO DA ANGELA CECERE
Le hanno sottratto macchina fotografica e computer SALERNO — La città turistica dove i crocieristi sbarcano e trovano i negozi chiusi. La città turistica dove vigili urbani e commercianti non conoscono una parola d'inglese. La città turistica dove il turista giura di non tornarci mai più. Svetlana Khalyapova è un'imprenditrice russa nel settore catering che è stata protagonista di una brutta avventura: ospite del Grand Hotel Salerno, le sono state trafugate in camera una macchina fotografica e un computer. Parliamoci chiaro, il ladro che ha agito approfittando dell'assenza della signora ha causato un danno non solo alla vittima del furto ma ad una città intera che a fatica cerca di imporsi nel panorama turistico nazionale. L'imprenditrice, infatti, aveva prenotato due settimane a Salerno attraverso Pac Group, uno dei più importanti tour operator di Mosca che proprio sulla piazza campana sta cercando nuove mete da proporre ai suoi clienti. Non a caso l'Italia è la destinazione maggiormente venduta dalla Pac che nel 2011 ha generato 51.983 arrivi e 457.450 presenze con un incremento del + 60% sul 2010. È inevitabile che una storia simile non fa altro che mettere in cattiva luce Salerno. E spostare altrove i flussi turistici. «Sono stata varie volte in Italia e in Campania perchè amo questo Paese ma a Salerno non ci tornerò mai più - assicura Svetlana attraverso Anna, rappresentante della Pac che parla italiano - in Russia lavoro con tante persone e a tutti racconterò quello che mi è capitato qui». QUEL DIVIETO DI «OSPITARE» SOSPETTO - Andiamo con ordine: la turista russa è giunta in albergo sabato scorso verso le ore 21 con una macchina privata da Napoli, dove era atterrata con volo Mosca-Capodichino. Bionda ma non appariscente, di una bellezza molto signorile, appena si presenta alla reception si sente dire dall'addetta: «Non porti ospiti in camera, se lo fa devo farli registrare». «Un benvenuto poco gradevole - commenta la turista - per un attimo ho pensato di trovarmi in una casa di appuntamento e non in un hotel a quattro stelle». Superato l'imbarazzo del momento, Svetlana va in camera e lascia la macchina fotografica digitale, modello Sony Cyber-Shot, acquistata due anni prima per 250 euro, a ricaricare. Doccia, cena e poi a letto. «La mattina dopo lascia sul tavolo in camera la macchina fotografica e il computer portatile (modello Asus vivobook S 200, pagato 420 euro, ndr), chiudo a chiave e vado a mare, di fronte all'albergo». È durante questa mattinata che è successo qualcosa. Anche se la turista non se ne accorge immediatamente: «È stato quando stavo preparando la borsa per andare a Bari che mi sono resa conto che macchina fotografica e computer non c'erano più - dice l'imprenditrice sempre attraverso la traduzione della rappresentante della Pac - avverto la reception della "sparizione" e loro cercano di tranquillizzarmi dicendo che avrebbero mandato una persona in camera a guardare meglio, che forse mi ero sbagliata». Ma il furto non fa cambiare il programma: si va lo stesso a Bari e dell'escursione c'è traccia nelle foto pubblicate sul suo profilo Facebook dalla signora moscovita. Al rientro Svetlana va in questura a denunciare quanto le è accaduto e, tornata in albergo, chiede di parlare con il direttore. Che di martedì non c'è. E allora le lascia una lettera «in attesa di un suo pronto e cortese riscontro». L'incontro è avvenuto solo ieri mattina. «Sì, ho parlato con la signora - dice laconicamente il responsabile della struttura ricettiva - lei sostiene che dalla sua camera siano state rubate macchina fotografica e computer. Le forze dell'ordine appureranno se è vero o meno, io non faccio nè il carabiniere nè il finanziere». L'unica attenzione che è partita dall'hotel è stata la possibilità di cambiare la stanza con una più grande. Cambio che la cliente ha rifiutato. Insomma altro che rimborso e scuse, ci sono addirittura dubbi che il furto sia realmente avvenuto. «La cosa non finisce qui - sbotta Svetlana - procederò legalmente, andrò fino in fondo. L'albergo era responsabile delle cose portate da me in camera». Dall'altra parte, invece, si sottolinea che nè macchina fotografica nè portatile erano stati registrati al momento dell'identificazione della cliente. La vacanza di Svetlana Khalyapova, nonostante tutto, continua. «In questi giorni vado ad Amalfi, Positano e Paestum». E non ha paura di lasciare beni in camera? «Ora metto tutto in cassaforte, spero che non portino via anche questa!» Gabriele Bojano
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
22.08.2013.