SALERNO E PROVINCIA NEWS Salma dimenticata, caccia ai parenti dopo 13 anni: al momento dell'esumazione i familiari si sono resi irreperibili
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È deceduto nel 1996, ma la salma sarebbe stata dimenticata dai familiari. Una storia che rischia di sfiorare l’assurdo e che forse non si sarebbe potuta raccontare se il personale non fosse stato impegnato, con l'utilizzo di un software specializzato, ad analizzare registri e a incrociare dati, per liberare le tombe.
La salma si sarebbe dovuta esumare entro il 2004, ma nessun congiunto si sarebbe occupato dell’iter, rendendo la vicenda ancora più incredibile. I familiari spesso non ci sono o più semplicemente si rendono irreperibili per non farsi carico delle spese.
Un copione, secondo gli addetti ai lavori consolidato, che si sarebbe ripetuto anche quando gli utenti sono stati invitati tre anni fa a rinnovare le concessioni cimiterialiscadute. Operazioni che spesso fanno emergere dissidi familiari irreparabili, anche a distanza di tempo. Così dopo tredici anni è cominciata la caccia ai parenti del defunto, invitati con una nota a recarsi entro quindi giorni presso gli uffici di via San Gennaro e a indicare il loculo dove dovranno essere depositati i resti mortali.
Forse un eccesso di zelo da parte del personale, che considerato il disinteressamento della famiglia avrebbe potuto far scattare le procedure d'ufficio, depositando i resti nell'ossario comune. I controlli incrociati si sono resi necessari dopo la bufera che lo scorso gennaio ha travolto la struttura, quando quattro salme sono state seppellite in ritardo per carenza di posti. Così ad aprile è scattato il piano straordinario per il disseppellimento delle persone decedute tra il 2006 e il 2009.
Ma è evidente che gli accertamenti hanno consentito di estendere il raggio di azione, andando a ritroso negli anni.
Il Mattino di Salerno del 25 maggio 2017
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO. Sono 1400 i migranti che sbarcheranno a Salerno domani mattina. La macchina operativa dopo l’allerta della Prefetturà è già in moto per organizzare lo sbarco in una giornata particolarmente calda per la città di Salerno. Neanche il tempo di metabolizzare l’arrivo della Siem Pilot di due settimane fa che trasportò a bordo il corpicino del piccolo Austin, il bambino nigeriano di due anni giunto già cadavere al Molo Manfredi, chè è già tempo di parlare di altre vite in pericolo, altri sbarchi, altri possibili morti. Ce ne sarebbero almeno due, a bordo della nave Aquarius dell’organizzazione umanitaria italo-franco-tedesca “Sos Mediterranee” in partnership con Medici senza Frontiere. Con questa nave a Salerno si conta lo sbarco numero 3 di quest’anno, il diciottesimo da quando è partita la tragica tratta di uomini, donne e bambini, in fuga da guerra e disperazione, in cerca della salvezza e di una vita migliore. «Salerno sarà in quest’anno porto molto attivo» aveva detto il comandante della Guardia Costiera Gaetano Angora e così sarà ancora una volta. Salerno è anche città dell’accoglienza così come più volte sottolineato dal sindaco Vincenzo Napoli e dall’assessore alle politiche sociali Nino Savastano, in costante contatto con gli organi prefettizi per coordinare tutte le operazioni necessarie per far fronte allo sbarco. Sarà una macchina organizzativa già rodata, quella che si prepara ad accogliere i migranti, tutti provenienti dall’Africa sub sahariana e salvati nelle acque libiche. Ci sono molti bambini, sarebbero 193 i minori non accompagnati che viaggiano sull’Aquarius, saranno i primi ad essere accolti e sistemati nei centri di accoglienza della zona. In moto anche la Croce Rossa Italiana, che, nel campo di via dei Carrari, accoglierà i migranti immediatamente dopo lo sbarco. Una prima postazione di soccorso, sarà infatti allestita al Molo Manfredi. Dotata di tutte le apparecchiature per la rianimazione e l’assistenza, anche ecografica immediata alle donne incinte, oltre ad una unità di pronto soccorso dedicata ai bambini, la postazione della Croce Rossa, consentirà anche agli eventuali feriti una prima assistenza sanitaria. Chi invece arriva in condizioni di salute tali da non richiedere assistenza medica, sarà immediatamente trasferito al campo di via dei Carrari dove, le unità di Polizia, provvederanno alle operazioni di identificazione e foto segnalamento. Saranno preparati i pasti, colazione, pranzo e cena da asporto, dall’associazione Onlus L’Abbraccio di Matteo Marzano, una costola del ristorante sociale Elpis, allertato per l’organizzazione ed il trasporto di circa 4000 vaschette monouso da asporto. La Prefettura sta organizzando tutte le operazioni, la macchina, anche in questo caso è già rodata. «Dobbiamo essere sensibili e sollecitare chi non lo è in questo momento delicato - ammise il prefetto Salvatore Malfi - che come di consueto, sarà in prima linea nelle attività previste per gli sbarchi. L’arrivo dell’Aquarius, è previsto tra le 8 e le 10, la riunione operativa della Prefettura è in programma invece nel primo pomeriggio di oggi. Saranno coinvolte, come di consueto, anche le associazioni di volontariato che finora sono state in prima linea per accogliere i migranti, in particolare occupandosi della raccolta di abiti, calzature e prodotti per l’igiene personale che saranno successivamente distribuiti presso i centri di prima accoglienza.
DI MICHELE PAPPACODA Come rivelato da Salernonotizie, l’episodio sarebbe avvenuto in 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Altro episodio increscioso nel sottopiazza della Concordia, a Salerno, dove due gruppetti di extracomunitari, gambiani e romeni, sono venuti violentemente a contatto scatenando il panico tra i passanti. Stando a quanto riferisce “
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SARNO - Un ragazzino di undici anni ha tentato di arrivare sul tetto del teatro De Lise in piazza Cinque Maggio. Terrore tra i presenti. Bloccato da un coetaneo e poi da altri ragazzini che sono corsi per fermarlo mentre dalle scale laterali cercava di portarsi verso il punto più alto dell’edificio che svetta nel centro cittadino. È accaduto intorno alle 21.45, quando il ragazzo ha iniziato a salire attraverso alcuni agganci e scale del vicino edificio scolastico. Sorpreso dagli amici e da altri giovani in piazza, è stato rincorso e fermato. Una volta riportato giù, da quanto riferito, pare che l’undicenne abbia mostrato degli evidenti segni di tagli sulle braccia. Sconvolti i presenti che hanno subito parlato del terribile game della morte che viaggia sul web. La notizia ha subito fatto il giro della città e tanti genitori si sono precipitati in piazza. È terrore «Blue whale», il mortale gioco della balena blu che arriva dalla Russia e che in 50 giorni, attraverso tappe di orrore e incubo conduce i giovanissimi al suicidio con un lancio nel vuoto.





INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Per favore aiutate mia sorella.... non voglio che mia madre faccia a lei quello che ha fatto a me». Una disperata richiesta di aiuto quella presentata, nel corso dell’incidente probatorio, dalla ragazzina di tredici anni (all’epoca dei fatti ne aveva però dodici) che la madre voleva vendere ad un uomo anziano per cinque euro, soldi che le servivano per comprare le sigarette. La donna, al momento in cella con la più piccola delle sue figlie, pochi mesi appena, è indagata per organizzazione della prostituzione ma, di recente, le è stato contestato anche il reato di inosservanza dell’obbligo di istruzione. La ragazzina, che ora si trova in un comunità in Campania, nonostante i tredici anni al momento frequenta ancora la quinta elementare perché la madre da anni non la portava più a scuola. Il gip Stefano Berni Canani, sentito il sostituto procuratore Elena Guarino titolare delle indagini, ha inviato gli atti al tribunale dei Minori - il fascicolo è stato assegnato al magistrato Vincenzo Di Florio - perché venga presa in considerazione l’andamento della piccola di sei mesi alla stessa comunità dove si trova la sorella maggiore e anche per la perdita delle genitorialità da parte della madre. Obiettivo dei giudici, non separare le due sorelle anche se la più grande non è al momento nelle condizioni di poter accudire la più piccola ma, almeno, continuano a restare insieme. Almeno fino a quando non saranno prese decisioni certe sul futuro della più piccola che potrebbe essere - vista la tenera età - affidata ad una famiglia in attesa del decreto di adottabilità. Una procedura alla quale, di fatto, i magistrati che si sono occupati del caso avevano già pensato di attivare ancor prima degli appelli lanciati dalla sorella maggiore e dalla stessa madre che al momento la tiene con lei in carcere ad Ariano Irpino.