SALERNO E PROVINCIA NEWS SEQUESTRO DA 25 MLN DI EURO AD IMPRENDITORE QUASI POVERO


INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Guardia di Finanza di Salerno ha sequestrato beni – immobili e quote aziendali – per 25 milioni di euro riconducibili a un imprenditore di Agropoli che dichiarava redditi ai limiti della soglia di povertà. Il sequestro è stato eseguito dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno su disposizione del gip che ha accolto le richieste della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Secondo le indagini, l’imprenditore, impegnato nel settore edile e nella vendita di autoveicoli, già nel 2013 sottoposto a misure di prevenzione patrimoniale in relazione a procedimenti penali per i reati di usura ed estorsione, per aggirare i provvedimenti avrebbe utilizzato numerosi prestanome, soprattutto nell’ambito familiare, ai quali avrebbe intestato beni e quote di società, oggi finite sotto sequestro.
Tra le società finite nel mirino delle fiamme gialle, e per le quali è scattato il sequestro, figurano la Centro Auto A.P. srl, la A.&P. Costruzioni Generali srl, la MA.RI. srl, la Ice Factory srl, la P.CA.SA. Costruzioni srl e la Auto Centro srl, tutte operanti nel settore edile, e inoltre la Centroauto Abbate srl e la Centro Auto di Longobardi Giovanni & Co. snc, operanti invece nel diverso settore del commercio di autoveicoli. Sigilli anche ad altri beni di valore, tra cui un centinaio tra terreni e fabbricati situati nel Cilento e nove cantieri edili aperti per la realizzazione di decine di appartamenti tra i Comuni di Agropoli e Castellabate. Insieme con l’imprenditore sono indagate diverse persone per i reati di trasferimento fraudolento di valori, auto riciclaggio e impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita.
BARBARA ALBERO TVOGGISALERNO
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lascia la moglie e due figli di 5 e 6 anni il caporal maggiore Antonio Attianese, 38enne di Sant' Egidio del Monte Albino, ammalatosi di tumore 13 anni fa dopo due missioni in Afghanistan e morto ieri nella sua casa. Attianese aveva raccontato la sua storia alla Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito appena tre mesi fa. E la Commissione aveva trasmesso gli atti sul caso al procuratore militare della Repubblica presso il Tribunale militare di Roma. Arruolatosi negli Alpini paracadutisti, Attianese aveva partecipato a due missioni in Afghanistan: a Kabul per Isaf dal maggio al settembre 2002; a Khost per Enduring Freedom dal febbraio al maggio 2003. Al rientro, l'inizio di quello che definisce "un calvario psicofisico e burocratico": gli vengono trovate tracce di sangue nell'urina; la diagnosi arriva con l'ecografia: carcinoma alla vescica. Da allora il militare subisce ben 35 interventi chirurgici, con l'asportazione della vescica e un trattamento di chemioterapia sperimentale. "Non ho mai saputo - aveva detto alla Commissione parlamentare l'ex caporal maggiore - della pericolosità dell'uranio impoverito, mai saputo che in quelle zone c'era da difendersi anche da questo nemico invisibile. Quando chiedevamo informazioni ai nostri superiori sui rischi, ci dicevano che erano sciocchezze inventate per andare contro il Governo ed i militari". Dopo i primi interventi subiti, "senza nè una telefonata nè alcuna assistenza dalla mia caserma", nel 2005 Attianese prova a chiedere almeno il rimborso delle spese sostenute ed alla risposta negativa si rivolge ad un avvocato. A quel punto, raccontò - "sono stato convocato a rapporto da un capitano e da altri ufficiali ed ho subito minacce ed intimidazioni che ho registrato col telefonino: vi consegno il file per poterle valutare". Oltre al danno economico, aveva sottolineato, "quelle parole mi hanno provocato un malessere forse anche peggiore della malattia: mi hanno fatto sentire in colpa per essermi ammalato". "Nonostante la battaglia condotta nelle sedi legali coinvolgendo la pubblica opinione per chiedere i legittimi riconoscimenti e le indennità dallo Stato - affermano nel dare la notizia del decesso le associazioni Assoranger e Assomilitari da lui presiedute e fondate da commilitoni che avevano abbracciato la sua causa - Antonio non ha ancora ricevuto le risposte dovute. Al momento del decesso è ancora abbandonato dallo Stato e dalle Istituzioni, dalle quali ha ricevuto dodici anni di inspiegabili omissioni e assordanti silenzi". "I colleghi - conclude una nota delle associazioni - annunciano che ‘il caso Attianese' non si chiude con il decesso del collega, ma che la battaglia, che è anzitutto di civiltà e umanità, continuerà nutrita dalla partecipazione dei moltissimi militari che, in tutta Italia, hanno risposto all'appello". Oggi i funerali a Sant'Egidio del Monte Albino.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un incidente avvenuto a Scafati sarebbe potuto sfociare in una tragedia . Un camion che trasportava un escavatore si è schiantato in un guard rail autostradale in via Sant’Antonio Abate. Il forte urto ha provocato il ribaltamento del mezzo trasportato che ha invaso la corsia di marcia.Come riporta la Città, nel momento dell’incidente stava percorrendo la corsia opposta una macchina. Il conducente, prontamente, è riuscito a rallentare e a fermarsi evitando una tragedia. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani che hanno ripristinato la normale circolazione sulla strada.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Attimi di paura ieri mattina sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Tra gli svincoli di Petina e Polla, infatti, un camion dotato di cella frigorifera si è improvvisamente incendiato. Fortunatamente il conducente del mezzo in fiamme è riuscito ad accostare in una piazzolla e a fuggire in tempo dal rogo. Stando a quanto riporta Salernonotizie non ci sarebbero stati feriti ma il traffico in quel tratto ha subito forti rallentamenti. Sul posto sono prontamente intervenuti la Polizia Stradale ed i Vigili del Fuoco. Ancora da accertare le cause dell’incendio.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Aveva solo 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Gli agenti della questura di Salerno, hanno accertato l’inosservanza al provvedimento di divieto di accesso ai luoghi, emesso dal Questore della provincia di Salerno, a carico di alcuni parcheggiatori abusivi nel centro cittadino. Sono stati sottoposti a controllo tre uomini in tre distinte aree della città, recentemente destinatari del provvedimento di Daspo Urbano e risultati inottemperanti allo stesso, e pertan

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una testa di maiale per i tifosi juventini. È quanto avvenuto in provincia di Salerno, presso un club intestato all’attuale presidente della squadra vice campione d’Europa, Andrea Agnelli. Di sfottò verso i tifosi juventini, sin dai minuti successivi la sconfitta in Champions' League, se ne sono contati a centinaia. Quanto avvenuto in località Ariano di Olevano sul Tusciano, rientra a pieno titolo nella categoria degli scherzi pessimo gusto.