SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno, arriva Bellandi e in Curia volano i corvi Lettere al Vaticano contro la nomina a vescovo di don Gerardo Albano

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - Il ritorno dei corvi nella Curia di Salerno: lettere anonime ma alcune anche firmate sono state inviate in Vaticano non solo per contrastare la possibile nomina a vescovo di Gerardo Albano, attuale rettore del Seminario Metropolitano. Non raccolto, o solo in parte messo in pratica, l’invito dell’arcivescovo uscente Luigi Moretti nel suo saluto al clero dello scorso maggio «ad evitare in futuro divisioni nella chiesa salernitana che ho trovato quando sono giunto». E nemmeno sembrano aver sortito effetto le parole del suo successore Andrea Bellandi, che si insedierà il prossimo sei luglio dopo che nello stesso giorno verrà ordinato vescovo nella Cattedrale di Salerno, pronunciate le scorse settimane in Seminario davanti ad oltre un centinaio di preti ponendo l’accento sulla necessità «di essere famiglia» ed esprimendo la volontà «di non escludere nessuno e di essere sempre pronto ad ascoltare chiunque».
LA CITTA
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INSERITO DA STAFF MERCATO SAN SEVERINO - Nel reparto di Chirurgia generale e d’urgenza dell’ospedale “Fucito” a Curteri di Mercato San Severino i nuovi letti attesi da tempo ancora non arrivano e il presidio inizia a ritrovarsi con le “brande” rotte. È stata dunque disposta la chiusura di una stanza dedicata a ospitare i degenti, in quanto due letti ormai logori che erano collocati nella stanza del reparto si sono definitivamente rotti. Una delle porte del reparto dell’ospedale è stata chiusa a chiave per vietare l’accesso alla stanza. Da tempo il reparto aspetta che l’Azienda ospedaliera universitaria “Ruggi d’Aragona” di Salerno provveda a sostituire tutti i letti del reparto. Marcella Cavaliere LA CITTA
INSERITO DA STAFF CASTEL SAN GIORGIO - A Castel San Giorgio, forse, hanno rubato anche Gesù bambino. Parlare di presepe quando le temperature esterne superano i 30 gradi può apparire anacronistico e fuori stagione eppure a Castel San Giorgio da tempo si inseguono con sempre maggiore insistenza le voci di un giallo legato proprio alla scomparsa di una rappresentazione della natività. Il presepe in questione, acquistato dall’amministrazione di Franco Longanella e costato alle casse comunali circa 15 mila euro, era un vero e proprio capolavoro, frutto della maestria di uno dei maggiori esponenti dell’arte presepiale nel mondo, il napoletano Genny Di Virgilio. Luisa Trezza LA CITTA











