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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA GENOVA: GIALLO SU NAVE DA CROCIERA: PASSEGGERA 75ENNE DISPERSA

10 Novembre 2015, 13:44pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA GENOVA: GIALLO SU NAVE DA CROCIERA: PASSEGGERA 75ENNE DISPERSA
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA GENOVA: GIALLO SU NAVE DA CROCIERA: PASSEGGERA 75ENNE DISPERSA

DI MORENA MOTTA Si sono perse le tracce di una donna di 75 anni che domenica sera non è sbarcata dalla nave da crociera Msc Opera, partita da Civitavecchia e arrivata a Genova. La Capitaneria di porto è impegnata nelle ricerche in tutto il mar Ligure con motovedette partite da Genova, Santa Margherita e La Spezia. In volo due elicotteri, uno dei quali sorvola il mare intorno all'Isola d'Elba.

10/11/2015 13:44

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SI PREVEDE PER IL MESE DI GENNAIO IL PICCO DELL'INFLUENZA CON 1 MLN DI CASI. L'APPELLO DEI MEDICI "VACCINATEVI"

9 Novembre 2015, 17:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SI PREVEDE PER IL MESE DI GENNAIO IL PICCO DELL'INFLUENZA CON 1 MLN DI CASI. L'APPELLO DEI MEDICI "VACCINATEVI"
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SI PREVEDE PER IL MESE DI GENNAIO IL PICCO DELL'INFLUENZA CON 1 MLN DI CASI. L'APPELLO DEI MEDICI "VACCINATEVI"

DI ANGELA CECERE Il vaccino anti-influenza è fondamentale" e "non bisogna ripetere l'errore dell'anno scorso, quando per evitare gli effetti collaterali che erano stati segnalati, ma non sono mai stati effettivamente riscontrati, c'è stato un aumento di mortalità per infezioni respiratorie". L'appello a proteggersi arriva da Massimo Andreoni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), riunita a Catania per il suo 14° Congresso nazionale. "Il vaccino antinfluenzale comincia a essere disponibile già nelle farmacie, ma la distribuzione è appena iniziata - sottolinea Andreoni - Il picco massimo degli influenzati è previsto per la seconda metà di gennaio", quando secondo le previsioni "saranno circa 1 milione gli italiani ammalati". "Il vaccino è fondamentale - ribadisce il numero uno della Simit - ed è già stato preparato sui ceppi virali che hanno circolato nell'altro emisfero, nonostante vi sia anche una stretta sorveglianza pronta ad adeguarlo a eventuali nuovi ceppi". Come sempre "i più a rischio sono le persone fragili: over 65, pazienti con insufficienza renale, cardiopatici, ipertesi. Queste persone, nel caso di infezione e di non vaccinazione - avverte Andreoni - potrebbero incorrere in gravi complicanze, in alcuni casi addirittura mortali".

09.11.2015 17.27

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA: UCCISO IN CASA MANAGER TEDESCO. IL CADAVERE È STATO SCOPERTO DAI VIGILI DEL FUOCO

9 Novembre 2015, 13:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  ROMA: UCCISO IN CASA MANAGER TEDESCO. IL CADAVERE È STATO SCOPERTO DAI VIGILI DEL FUOCO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  ROMA: UCCISO IN CASA MANAGER TEDESCO. IL CADAVERE È STATO SCOPERTO DAI VIGILI DEL FUOCO

DI ANGELA CECEREUn uomo tedesco di 49 anni, O. D., che lavorava in Italia come amministratore delegato di una società di cosmetici, è stato trovato morto in casa nel quartiere San Lorenzo a Roma. Il cadavere è stato scoperto dai vigili del fuoco, allertati per un incendio divampato nella stessa abitazione. L'uomo era riverso a terra in cucina: sul corpo sono state trovate diverse ferite inferte con un corpo contundente. Da una prima analisi sul cadavere, non è escluso neppure che l'uomo sia stato ucciso per strangolamento. L'appartamento è stato trovato completamente a soqquadro. L'incendio, di origine dolosa, è stato appiccato invece nella camera da letto. Secondo indiscrezioni, le indagini si starebbero concentrando nell'ambiente omosessuale.

09.11.2015 13.27

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ANCONA, IL KILLER CON TRE CARICATORI "MA NON VOLEVO SPARARE"

9 Novembre 2015, 13:20pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ANCONA, IL KILLER CON TRE CARICATORI "MA NON VOLEVO SPARARE"
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ANCONA, IL KILLER CON TRE CARICATORI "MA NON VOLEVO SPARARE"

DI ANGELA CECERE Non volevo uccidere, è lui che mi ha aggredito". Così, Antonio Tagliata, 18 anni, davanti agli inquirenti ha cercato di spiegare quegli otto colpi esplosi contro Roberta Pierini e Fabio Giacconi. Lei morta sul colpo, lui gravissimo in ospedale. Eppure il giovane, presentatosi a casa della fidanzatina per "chiarire", aveva con sé un pistola calibro 9, un caricatore con 15 colpi inserito, altri due pronti e ancora proiettili nelle tasche. Al magistrato, ricorda il Corriere della Sera, ha ripetuto che "non voleva uccidere, che si era procurato la pistola perché il padre della sua fidanzata mi aveva minacciato". Certo è che Antonio Tagliata, per quanto pronto a chiarire e difendere un rapporto sentimentale sgradito ai genitori della fidanzata, si è presentato all'appuntamento mortale equipaggiato come per una guerra. "Ero armato perché ero convinto di morire io", avrebbe ancora detto. Resta ora da capire, al di là di altri aspetti della dinamica della tragedia, come un 18enne si sia procurato la pistola, che aveva la matricola cancellata. Antonio, che si è rasato i capelli, forse proprio durante la fuga, ha detto di averla presa una settimana fa, ma ha dato indicazioni piuttosto vaghe. Non voleva sparare, dice, ma gli otto colpi esplosi sono andati, pare, tutti a segno. Fabio Giacconi è in coma irreversibile. L'uomo, sottufficiale dell'Aeronautica, è ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Torrette ad Ancona. Intanto l'udienza di convalida del fermo del 18enne dovrebbe tenersi martedì, giorno in cui è fissata anche l'autopsia sul cadavere della Pierini. I pm, invece, continuano a raccogliere le testimonianze di vicini e familiari dei Giacconi e di Tagliata. Si cerca di completare il quadro dello scenario in cui è maturato il delitto, scatenato, sembra, dalla contrarietà dei Giacconi alla storia d'amore dei due ragazzi. Al momento Antonio Tagliata è rinchiuso in carcere mentre la 16enne si trova in una comunità protetta.

09.11.2015 13.20

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LUIGI, MORTO A 16 ANNI IN COSTIERA. L'ULTIMO MESSAGGIO SU FACEBOOK: IL RICORDO DI SIMONCELLI

9 Novembre 2015, 12:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LUIGI, MORTO A 16 ANNI IN COSTIERA. L'ULTIMO MESSAGGIO SU FACEBOOK: IL RICORDO DI SIMONCELLI
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LUIGI, MORTO A 16 ANNI IN COSTIERA. L'ULTIMO MESSAGGIO SU FACEBOOK: IL RICORDO DI SIMONCELLI

INSERITO DA ANGELA CECERE Luigi è morto nel giorno del «Gran Premio del secolo» e dell’eterna lotta tra i suoi idoli Jorge Lorenzo e Valentino Rossi. Una breve vita, caratterizzata dall’amore per le moto e per il calcio, quella di Luigi De Rosa (appena 16 anni), conclusasi drammaticamente ieri mattina, sul nastro d’asfalto che collega Castellammare con Vico Equense Luigi stava tornando a casa per vedere in tv l’epilogo dell’appassionante campionato del mondo di Motogp. Pochi giorni fa aveva postato sui social network il suo ricordo per il quarto anniversario della morte del motociclista Marco Simoncelli. Come il campione, anche lui è morto in sella a una moto. «Eri un ragazzo d’oro, dolce, simpatico – lo ricorda così Concetta, una sua amica –. Mi mancheranno i tuoi consigli, il tuo sorriso. Riposa in pace Gigi, ti voglio bene». «Adesso il cielo avrà una nuova stella – scrive Anna – un triste destino ti ha strappato troppo presto alla vita».

LEGGO.IT

09.11.2015 12.27

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA STUPRATA PER ANNI DAL PAPÀ E TRADITA DALLA MADRE CHE LO HA PERDONATO: LA TRAGICA STORIA DI BECKY

9 Novembre 2015, 12:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA STUPRATA PER ANNI DAL PAPÀ E TRADITA DALLA MADRE CHE LO HA PERDONATO: LA TRAGICA STORIA DI BECKY
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA STUPRATA PER ANNI DAL PAPÀ E TRADITA DALLA MADRE CHE LO HA PERDONATO: LA TRAGICA STORIA DI BECKY

INSERITO DA ANGELA CECERE Stuprata per quattro anni da suo padre David, tradita da una madre, Mandy, schierata a fianco del marito che pretendeva da lei che perdonasse l'uomo che l'aveva fatta precipitare in un inferno. Becky Herbert, una ragazza di Plymouth che oggi ha 20 anni, non vuole più tornare in quella casa in cui ha vissuto nell'incubo e dove oggi suo padre, uscito nel frattempo dal carcere, è tornato. Una scelta che le è valso un biglietto scritto dalla mamma: «D'ora in poi considerati orfana». Un messaggio choc che si aggiunge all'orrore vissuto in passato. La disperazione. Becky è stata stuprata per quattro anni, quasi ogni notte, da un padre che si infilava nel suo letto e che le diceva, quando lei lo supplicava di non toccarla: «Questo è il nostro piccolo segreto». Un padre che aveva cominciato a palpeggiarla nelle parti intime fin da quando lei aveva appena nove anni con la scusa di voler controllare se stesse crescendo correttamente. Palpeggiamenti che sono sfociati in una serie infinita di stupri da quando Becky aveva 11 anni fino ai 15, quando tentò di impiccarsi. Cresciuta da una madre che seguiva rigidamente i principi religiosi della chiesa evangelica e che le aveva sempre detto che il sesso prima del matrimonio è peccato, aveva il terrore di restare incinta così come di rivelare quello che le succedeva: «Chi crederebbe - pensava - alla parola di una bambina contro quella di un uomo che legge sempre la Bibbia e va in chiesa ogni domenica?». Le violenze. La ragazza subì la prima violenza mentre la madre era al lavoro. «Ero sul letto a giocare con i miei orsacchiotti - racconta Becky - Prima di rendermi conto di quello che stava succedendo, mio padre mi aveva già abbassato i pantaloni. Non capivo che si trattava di uno stupro, ma sapevo che era qualcosa di sbagliato: l'ho pregato di fermarsi, ma lui non mi ha ascoltato. Tremavo. Ho tirato la coperta sopra la mia testa e ho abbracciato il mio orsacchiotto. Da quel giorno, quasi ogni notte mi svegliavo e me lo ritrovavo steso su di me. Lo imploravo di non toccarmi, ma lui andava avanti e mi diceva che era il nostro "piccolo segreto". Ogni volta avrei voluto morire. Un incubo che ha influito su tutti gli aspetti della mia vita. Volevo morire. Un giorno, in un parco giochi, ho preso la mia cravatta per impiccarmi a un cancello. Un'amica mi ha fermata, ma io non ho avuto il coraggio di confessarle cosa si nascondeva dietro la mia disperazione». Il coraggio di raccontare. «Il coraggio è arrivato quando avevo 15 anni - continua Becky - ed ero in vacanza in un campeggio cristiano in Cornovaglia. Stavamo cantando tutti insieme quando all'improvviso sono scoppiata in lacrime e sono corsa via. Un'amica mi ha inseguita, ma io singhiozzavo e non riuscivo a dire a voce quello che avevo in testa, così l'ho scritto su un foglio. La mia amica l'ha fatto vedere a un leader del campo e in poco tempo mi sono ritrovata in una stazione della polizia a raccontare tutta la mia storia». Il ricatto della madre. David Manning, processato con sette capi d'imputazione relativi a reati sessuali, ha confessato e nel 2010 è stato condannato a nove anni, ma è uscito dal carcere quest'anno per buona condotta e gli è stato concesso di tornare a vivere con la moglie e i fratelli di Becky. Prima del 2019, però, per ordine del tribunale non potrà assolutamente entrare in contatto con la figlia. «Quando ho saputo che poteva tornare dove vivono ancora i miei fratelli mi sono sentita arrabbiata come non mai: ho preso a pugni un muro così forte da ritrovarmi con le mani insanguinate. Come può sentirsi sicura mia madre con un pedofilo che vive in casa sua? Inoltre, questo vuol dire che io non posso andare a trovare mia madre, visto che lui è lì. Il pastore della chiesa le ha detto di perdonare papà, che deve amarlo più dei suoi figli, perché noi saremmo presto cresciuti e l'avremmo abbandonata. E lei ha preteso che lo perdonassi anch'io, dicendo che Gesù vuole così, che il passato è passato e che la Bibbia impone il perdono. Mi sono sentita tradita. Ero sbalordita. Il colpo di grazia è arrivato quando il pastore le ha suggerito che avrei potuto aver inventato tutto perché papà era severo. A quel punto ho lasciato la casa. Amo mia madre, ma non posso vivere con lei se pretende che io perdoni mio padre. Non potremo mai avere un rapporto se lei non accetta che non potrò mai perdonarlo. Lei ha scelto il mio stupratore invece di me. Ha scelto l'uomo che mi ha completamente distrutto: ancora oggi mi sveglio in piena notte tremante e sudata per la paura. E oggi come oggi non sono sicura di voler mettere al mondo un bambino dopo aver vissuto sulla mia pelle tutto il male che un bambino può subire». Mandy, dal canto suo, ha scritto a Becky criticandola per aver denunciato il padre «ripescando un episodio doloroso del passato». Ma tra i suoi messaggi ce n'è uno che risulta particolarmente agghiacciante. Quello in cui dice alla figlia: «Considerati un'orfana»

LEGGO.IT

09.11.2015 12.07

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA "Ero convinta di essere morta" Ma aveva solo la sindrome del "cadavere che cammina" che fa credere di non essere più in vita

8 Novembre 2015, 10:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA "Ero convinta di essere morta" Ma aveva solo la sindrome del "cadavere che cammina" che fa credere di non essere più in vita

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Esmé Weijun Wang era convinta di essere morta. Il suo senso di realtà aveva iniziato a vacillare.E, giorno dopo giorno, aveva iniziato a credere di non aver più il controllo su ciò che la circondava. Finché, una mattina, aveva svegliato il marito prima dell'alba per raccontargli che, un mese prima, quando su un volo da Londra a San Francisco aveva perso conoscenza per quattro ore, non era svenuta, come avevano detto i medici, ma era morta. Quella raccontata dall'Huffington Post è una storia impressionante che, però, nasconde una triste malattia: la sindrome di Cotard. Convinta di essere ormai morta, Wang ha iniziato a non mangiare. Non parlava né andava a lavorare. "Ero sicura che insieme a me fossero morti anche mio marito e il mio cane - racconta - inizialmente non ero sconvolta, perché pensavo che mi fosse stata data una seconda chance, la possibilità di fare tutto di nuovo". La sindrome di Cotard è una sorta di delirio di negazione. Una rara sindrome psichiatrica che prende il nome dal neurologo francese che per primo la identificò e la diagnosticò nel 1880. Come spiega l'Huffington Post, la sindrome di Cotard "si manifesta con la convinzione di soffrire di una profonda trasformazione corporea, come il progressivo raggrinzimento, fino a sentirsi morti, vittime di una dannazione eterna". I medici la chiamano anche sindrome "del cadavere ambulante". I pazienti sono, infatti, convinti di non avere più gli organi e credono di scomparire. "I deliri - spiega il Washington Post - sono generalmente associati ad altre condizioni neuropsicologiche come la schizofrenia, la demenza, morbo di Parkinson e altre lesioni cerebrali".

 

Sergio Rame IL GIORNALE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Milano, romeno la violenta in pieno giorno nel parcheggio del centro commerciale

8 Novembre 2015, 10:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Milano, romeno la violenta in pieno giorno nel parcheggio del centro commerciale

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un 27enne è stato arrestato, a Milano, per violenza sessuale su una donna di 34 anni. Il fatto è accaduto alle 14 di ieri pomeriggio ad Assago, nel parcheggio adiacente al centro commerciale Milanofiori, alle porte del capoluogo lombardo. I due, prima del tentativo di stupro, non si erano mai visti. L'uomo, di origine romena, ha fermato la donna mentre stava per salire sulla sua automobile e, spingendola contro la vettura, l'ha palpeggiata sino a costringerla a piegarsi su se stessa per avere un rapporto. La situazione è stata notata da agenti della polizia in borghese, immediatamente intervenuti. Il 27enne ha tentato di fuggire nascondendosi dietro le macchine in sosta, ma alla fine è stato arrestato. La ragazza era talmente scossa da essersi mostrata diffidente alla vista degli agenti in abiti civili che l'hanno soccorsa, anche quando questi le hanno mostrato la placca identificativa della polizia di Stato. Nel parcheggio è poi arrivato il padre, che è riuscito a calmarla

 

MICHELE ARDENGO IL GIORNALE

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Gli uomini che aiutano in casa fanno più sesso

8 Novembre 2015, 10:37am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Gli uomini che aiutano in casa fanno più sesso

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Per migliorare la sfera erotica all'interno della coppia non sempre serve rendere il tutto più piccante, magari inseguendo una singolare fantasia o mettendo in pratica quella trasgressione sognata da anni.Per aumentare la frequenza del sesso e la conseguente soddisfazione, niente di più semplice che aiutare la propria compagna nei compiti di casa. È quanto dimostra uno studio condotto su un campione di 1.300 coppie tedesche: più l'uomo si impegna tra fornelli, lavatrici e ferro da stiro, maggiori sono le chances di concludere la giornata con i fuochi d'artificio in camera da letto. Lo studio, pubblicato sul Journal of Family Psychology, ha voluto indagare se vi fosse una correlazione tra l'ammontare di impegno casalingo degli uomini con il miglioramento della sfera sessuale della coppia. Sebbene tale collegamento non sia stato pienamente rinvenuto, poiché sono molti i fattori che intervengono sulle pratiche d'eros fra i partner, è apparso evidente come una distribuzione equa dei compiti domestici faciliti il raggiungimento di una pratica sessuale più frequente e soddisfacente. La ricerca, condotta dal dottor Matt Johnson dell'Università di Alberta, ha analizzato le abitudini di alcune coppie tedesche poiché, rispetto agli Stati Uniti, in Germania sembrano permanere dei ruoli di genere maggiormente tradizionali, con una più marcata separazione tra uomo e donna. E sebbene vi siano delle differenze da coppia a coppia, poiché l'ammontare dell'aiuto in casa non è definito a priori ma dipende dalle singole aspettative del partner, gli uomini più casalinghi godono di chances ben più elevate di una pratica erotica frequente, soddisfacente e piccante. «Anziché evitare i mestieri domestici nella speranza di fare più sesso, come implicato dalle precedenti ricerche, quando gli uomini fanno la loro parte - spiega l'autore - possono andare incontro a una passione più frequente e soddisfacente per entrambi i partner sotto le lenzuola». Il segreto, tuttavia, non risiederebbe tanto in fornelli, ferro da stiro e lavatrice, quanto nell'equilibrio percepito all'interno della coppia: una bilancia non univoca, come già accennato, ma determinata e percepita dagli stessi partner. In definitiva, per assicurarsi una notte infuocata meglio forse lavare i piatti che regalare all'amata un mazzo di fiori, per quanto sempre graditi.

 

Francesco Russo IL GIORNO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il saccheggio delle donazioni: ai poveri solo due euro su 1

8 Novembre 2015, 10:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  Il saccheggio delle donazioni: ai poveri solo due euro su 1

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Roma - Un bilancio segretissimo, un dossier di 29 pagine della Segreteria di Stato Vaticana che ricostruisce il percorso tortuoso del flusso di denaro che dalle tasche dei fedeli finisce nel fondo per la carità del Papa, il cosiddetto Obolo di San Pietro.

 

Viene svelato anche questo documento nel libro di Gianluigi Nuzzi Via Crucis , da oggi in libreria per Chiarelettere. «Per ogni 10 euro, nel 2013/2014, soltanto 2 venivano utilizzati per le opere di carità», denuncia il giornalista Mediaset nel volume, ricostruendo, attraverso la pubblicazione di lettere ed email riservatissime, le resistenze e il lungo iter burocratico affrontato dalla Cosea (la commissione d'inchiesta sulle finanze vaticane voluta da Papa Francesco nel luglio 2013 e della quale facevano parte i due presunti «corvi» Vallejo e Chaouqui) per ottenere dagli uffici competenti un resoconto dettagliato sulla ripartizione del denaro versato all'Obolo. «Le offerte per i poveri rimangono un buco nero: un segreto assoluto su come vengono spese le somme -scrive Nuzzi- E solo un rendiconto su quanto si incassa, evitando così di dover contabilizzare gli importi nei bilanci ufficiali». Ma nel libro viene svelato il documento della Segreteria di Stato, il «Venerato bilancio»: «La colletta - si legge nel documento riservato- viene utilizzata per le iniziative caritative e/o progetti specifici del Santo Padre (14,1 milioni), per la trasmissione delle offerte con specifica finalità (6,9 milioni) e per il mantenimento della curia romana (28,9 milioni). L'autore segnala anche che 6,3 milioni erano destinati al Fondo Obolo che nel 2013/2014 valeva 377,9 milioni di euro, distribuiti in dodici banche diverse. Con i conti in rosso della Curia, Nuzzi segnala che la Segreteria di Stato ogni anno deve reperire ingenti capitali che preleva dalle offerte dei fedeli al Papa; sempre nel documento riservato si legge: «La Segreteria di Stato è quindi costretta ad attingere, annualmente, alle risorse proprie dell'Obolo di San Pietro, sottraendone una consistente parte per il mantenimento della curia romana, soprattutto a copertura dei costi del personale ivi impiegato che rappresenta la voce di spesa più consistente. La Segreteria di Stato ha assunto il ruolo di ente finanziatore mediante l'utilizzo improprio dell'Obolo». Il presidente della Cosea, Joseph Zahra, per ottenere il documento, aveva inviato una lettera persino al Papa nel gennaio 2014 per chiedere al Pontefice «indicazioni su questo argomento» considerato che «la Segreteria di Stato non è disposta a mettere a disposizione le informazioni finanziarie su tutti gli account (tra cui appunto l'Obolo, ndr)». A scrivere a Francesco però nel giugno del 2013, prima della nascita della Cosea erano stati anche i revisori internazionali della Prefettura degli Affari Economici, di cui Vallejo Balda era il segretario. Nel documento sottoposto al segreto pontificio, gli esperti denunciavano la «quasi totale assenza di trasparenza nei bilanci della Santa Sede e del Governatorato, una scarsa gestione finanziaria generale all'interno del Vaticano e costi fuori controllo». Dopo la presentazione del libro di Nuzzi, il portavoce vaticano Padre Federico Lombardi ha voluto fare alcune precisazioni, parlando di «pubblicazione alla rinfusa di una grande quantità di informazioni differenti, in gran parte legata a una fase di lavoro ormai superata». Lombardi parlando proprio dell'Obolo di San Pietro ha spiegato che: «Le opere di carità del Papa per i poveri sono una delle finalità essenziali, ma non è certo intenzione dei fedeli escludere che il Papa possa valutare egli stesso le urgenze e il modo di rispondervi. Il servizio del Papa -ha precisato il direttore della Sala Stampa Vaticana- Comprende anche la Curia Romana, in quanto strumento del suo servizio».

 

FABIO MARCHESE RAGONE IL GIORNALE

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