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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Torino: trovato ultraleggero caduto, morto il pilota

19 Novembre 2015, 10:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Torino: trovato ultraleggero caduto, morto il pilota
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Torino: trovato ultraleggero caduto, morto il pilota

INSERITO DA MORENA MOTTA E’ stato ritrovato vicino alla discarica comunale di Chivasso, nel torinese, l'ultraleggero sparito da ieri pomeriggio. Morto il pilota, un uomo di 71 anni residente a Brandizzo (Torino). L’allarme è scattato ieri intorno alle 19,30 quando il responsabile di un campo volo di Caluso ha avvertito i carabinieri che l’uomo decollata intorno alle 16.30 con un ultraleggero, non aveva più fatto rientro. Questa mattina il ritrovamento dell’ultraleggero e del corpo del pilota. Sul posto sono intervenuti il 118, il medico legale e i carabinieri di Chivasso che stanno ricostruendo l’accaduto.

FONTE ADNKRONOS 19/11/2015 10:02

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Esplosione a metanodotto nell'Aretino

19 Novembre 2015, 09:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Esplosione a metanodotto nell'Aretino
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Esplosione a metanodotto nell'Aretino

INSERITO DA MORENA MOTTA Esplosione all'alba al metanodotto di Sestino (Arezzo): non ci sono feriti ma la zona è stata evacuata a scopo precauzionale. L'esplosione avvenuta nella zona di Belvedere ha provocato anche un incendio. Il 118 è intervenuto con due ambulanze per favorire l'evacuazione degli abitanti della zona. Sul posto anche un veterinario della Usl.
Nella zona sono tuttora impegnati i vigili del fuoco, che intorno alle 6 avevano già spento le fiamme, carabinieri e protezione civile.

FONTE ANSA 19/11/2015 09:59

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA QUATTRO PEDOFILI CATTURATI NEL PARCO DI FORTUNA. INDAGINI A TAPPETO: 1180 I BIMBI A RISCHIO

18 Novembre 2015, 12:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA QUATTRO PEDOFILI CATTURATI NEL PARCO DI FORTUNA. INDAGINI A TAPPETO: 1180 I BIMBI A RISCHIO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA QUATTRO PEDOFILI CATTURATI NEL PARCO DI FORTUNA. INDAGINI A TAPPETO: 1180 I BIMBI A RISCHIO

INSERITO DA ANGELA CECERE Caivano. Bruno la racconta così: «Nell’isolato 3 dove abitava Fortuna ci sono 32 famiglie, due bambini morti e quattro adulti arrestati per pedofilia». Bruno è Bruno Mazza, a diciotto anni era il braccio destro del boss dell’epoca, Alfredo Russo, e governava per suo conto tutte le piazze di spaccio del Parco Verde. Adesso, a 34 anni, fa il volontario e si batte per dare una speranza ai ragazzi dell’inferno. In mezzo, tra la vita da pusher e quella da operatore sociale, ci stanno undici anni di carcere, un diploma preso in galera, una compagna e un figlio. Bruno, del pugno di case realizzato con i fondi della ricostruzione sul finire degli anni 80, conosce vita, morte e miracoli. E soprattutto sa come si diventa baby rapinatore, come si impara a sniffare e a vendere droga, come si finisce nel giro «grande» quello della camorra. È la guida giusta per scandagliare i misteri del ghetto dei ghetti, quel Parco Verde dove cocaina, violenza e sesso si fondono in un veleno letale.Il tour dello squallore parte ovviamente dall’isolato 3. Un palazzo identico a tutti gli altri, sembra: panni stesi, giardini ricchi di rifiuti e presidiati dai guardiani dello spaccio, porticati e cemento sbreccato. Peccato che proprio qui, tra l’erba spelacchiata e i portici, sia finito il volo di Fortuna e Antonio, sei anni lei, tre anni lui. Peccato che la mamma della bambina, Domenica Guardato, sia stata coinvolta in una vicenda di soldi falsi, che il padre sia ancora in galera. Peccato che la mamma e il papà del bambino siano stati accusati ieri di violenza carnale su una delle loro figlie, una creatura di tre anni, e che l’uomo che soccorse Fortuna sia stato arrestato un anno fa insieme alla moglie per lo stesso reato. La vittima era la figlia di dodici anni. Peccato che Fortuna sia stata ammazzata dopo aver subito violenza. Peccato che proprio qui abiti un pregiudicato per reati di droga e peccato che ancora qui, nei giardinetti della morte, si continui a spacciare. Peccato che nessuno abbia visto niente e che il padre della donna arrestata un anno fa continui a ripetere: «La bambina è malata, non sa quello che dice: mia figlia e mio genero sono innocenti». Peccato che nessuno creda alla disperazione delle vittime. I peccati sono tanti nell’inferno del Parco Verde e non tutti sono stati commessi da chi ne abita i gironi. «Io sono nato alla Sanità - racconta Bruno - Poi, ero un ragazzino, nel 1986 sono stato trasferito con la mia famiglia nel rione che era ancora in costruzione. Avevamo un contratto provvisorio, dovevamo tornare nelle nostre case, non le abbiamo mai più viste». Ai terremotati avevano promesso il paradiso: case nuove, servizi, scuole, strutture sportive, piscine. Poi non sono state costruite nemmeno tutte le abitazioni. La stessa storia di Scampia, di Ponticelli, del rione Salicelle, di San Giovanni. Stessa storia, stesso destino, stessa gioventù bruciata. «A scuola davo fastidio, pian piano cominciai a non andarci e i professori tirarono un sospiro di sollievo», racconta Bruno. Come lui fece un altro pugno di ragazzi, i più terribili. «Eravamo in dodici, cominciammo con i furti e poi passammo alle rapine. Non avevamo molto, ma non ci spingeva la povertà, ci guidava la noia. Giornate tutte uguali da comsumare e nemmeno uno straccio di campetto dove tirare calci a un pallone. Che dovevamo fare? Ci inventammo delinquenti». La solita trafila, le prime denunce, il carcere minorile. «Quando uscii da Nisida mi chiamò il boss del rione: perché ti vuoi pigliare una palla in testa? Mettiti con noi e stai più sicuro, mi spiegò. Un anno dopo ero il suo braccio destro e governavo tutte le piazze di spaccio del Quartiere». Un’ascesa fulminante che lo portò a guadagnare fino a dieci milioni alla settimana: «Di tutti quei soldi non mi è rimasto niente - è il rimpianto di Bruno - Ho comprato abiti firmati, moto, pistole, ma la gran parte dei soldi se ne andava in cocaina, passavo le giornate a tirare con il boss». E con il boss fu arrestato alla fine degli anni Novanta: «Eravamo andati a Napoli per dare una lezione. A chi? Io non lo sapevo, dovevo solo obbedire. Ma so che si trattava di un uomo fortunato: non riuscimmo a scovarlo. Al ritorno fummo fermati: io ero armato. Finii in galera e ci restai per quasi undici anni. Russo si pentì. Io no, io mi feci il carcere. Quando entrai avevo frequentato la prima media, quando uscii avevo il diploma da ragioniere». La prigione, alla resa dei conti fu una fortuna. «Tra il 1986 e il 215 nel rione sono morti 32 ragazzi: chi per overdose, chi in un conflitto a fuoco, chi nel corso di una rapina». A cento metri dalla casa di Fortuna abitava Emanuele Petroso, ammazzato nel febbraio del 2005 da un carabiniere mentre fuggiva dopo una rapina compiuta sull’asse mediano. Poco più in là viveva Ciro Leonardo. Al funerale di Emanuele aveva giurato: io non farò la sua fine. E si era messo a lavorare. Lo aveva preso la ditta incaricata di rimettere a posto le palazzine ormai fatiscenti: cadde dall’ottavo piano e morì steso sul selciato proprio come l’amico rapinatore. Non aveva un’imbracatura, non aveva un casco, non aveva niente a proteggerlo dalla sorte bastarda. Il fratello di Bruno se ne andò mentre lui era in carcere. Overdose. Allora anche l’ex pusher giurò: io non farò la stessa fine. Ma la galera gli era servita, lui aveva capito: salvarsi da soli è difficile. A volte non basta nemmeno fuggire dal ghetto e inventarsi un’altra vita per avere il diritto di viverla: «Trentadue amici morti sono troppi. Al parco Verde abitano 6000 persone, 1180 bambini, tutti candidati ad un futuro infame». Salvarli, ma come? «Per prima cosa, con l’aiuto dell’associazione fondata da Ferrara e Cannavaro abbiamo realizzato un campetto di calcio con l’erba sintetica. Vi pare poco? Qua è più di quello che riusciamo a sognare», dice Bruno. E non fa niente se intorno razzolano le galline, non fa niente se ci sono perfino le capre a brucare. Un po’ più avanti c’è chi lavora a costruire un altro campo. Sulla destra la Provincia ha consegnato le giostrine: sulla carta. Al Parco Verde nei fatti non sono mai arrivate. E poi c’è il sogno dei sogni, l’eden dei redenti: «Padre Maurizio Patriciello, il nostro parroco, ci ha regalato dei forni - sogna Maurizio - e c’è un progetto finanziato per far partire dei corsi da panettiere, ma l’amministrazione comunale non ci consegna gli spazi che ci sono stati destinati». E perché? Perché in quel che resta del parco giochi che i volontari dell’associazione «Un’infanzia da vivere» vorrebbero conquistare ci vanno solitamente i tossici a consumare la dose: i giardini sono al crocevia tra due piazze di spaccio e al momento sono chiusi da un catenaccio. Tra i residui delle altalene i volontari hanno raccolto 850 siringhe: c’è voluto un anno e mezzo perché il Comune le venisse a prelevare. Perciò, non fatevi illusioni: l’inferno è l’inferno, ed è abitato da pusher e da violentatori, da assassini e da scassinatori. Il paradiso, credete ai dannati, può aspettare.

LEGGO.IT

18.11.2015 12.07

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA "STUPRATA E COSTRETTA AL SESSO COL ROTTWEILER": IL RACCONTO CHOC DI UNA DONNA IN DIRETTA TV

18 Novembre 2015, 11:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA "STUPRATA E COSTRETTA AL SESSO COL ROTTWEILER": IL RACCONTO CHOC DI UNA DONNA IN DIRETTA TV
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA "STUPRATA E COSTRETTA AL SESSO COL ROTTWEILER": IL RACCONTO CHOC DI UNA DONNA IN DIRETTA TV

INSERITO DA ANGELA CECERE LONDRA - Violentata e picchiata ripetutamente dall'ex compagno. Sam Miller ha vissuto un'esperienza terribile: era segregata in casa e costretta a fare sesso con un cane di razza Rottweiler per poi essere filmata. Tutto sotto la costante minaccia di morte prima e dopo essere rimasta incinta. La donna britannica ha raccontato la sua storia in diretta tv nel corso del 'Jeremy Kyle Show' per aiutare e incoraggiare altre vittime di violenza a denunciare i propri aguzzini.A perpetrare gli abusi sulla donna Sean Johnstone, padre di 5 figli arrestato e condannato due anni fa a 17 anni e mezzo di prigione perché riconosciuto colpevole dalla Teesside Crown Court di ben 27 crimini a sfondo sessuale. Tra i reati contestati al criminale, anche il possesso di materiale pedopornografico e filmati porno 'estremi' con animali. Il racconto crudo e dettagliato delle violenze è andato in onda sull'emittente britannica Itv, e ha sconvolto e commosso il conduttore Jeremy Kyle. "Mi picchiava quasi ogni giorno, ogni giorno mi stuprava. Non potevo dire di no - ha raccontato Sam - perché se avessi detto di no lo avrebbe fatto lo stesso". Una condizione disperata quella di Sam che, con l'arrivo di una gravidanza in seguito ai ripetuti stupri, "è continuata e peggiorata" a tal punto che le percosse ricevute durante il periodo di gestazione hanno causato seri danni cerebrali alla bimba una volta venuta al mondo. "Non ho nulla di cui vergognarmi - ha spiegato ancora Miller - Io non riuscivo a scappare, ma ci sono tante altre persone che soffrono. E io ho bisogno di contribuire a salvare altre donne, uomini e bambini che patiscono abusi".

LEGGO.IT

18.11.2015 11.57

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Strage Parigi: esperto, "artificiere arrestato in Belgio" Uno dei kamikaze era autista di bus a Parigi

17 Novembre 2015, 08:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Strage Parigi: esperto, "artificiere arrestato in Belgio" Uno dei kamikaze era autista di bus a Parigi

INSERITO DA ELSA COPPA E' caccia all'uomo dopo le stragi di Parigi: manca infatti ancora all'appello l'ottavo attentatore, il ''pericoloso'' Salah Abdeslam. Il ministro dell'Interno francese Bernard Cazeneuve ha spiegato che questa notte su tutto il territorio francese sono state svolte 128 perquisizioni. Inoltre gendarmi, polizia e militari, 115.000 uomini supplementari sono stati schierati sul terreno. "Sei attentati di questo tipo - ha detto Cazeneuve - sono stati sventati l'estate scorsa". Intanto la Francia ha dichiarato guerra all'Isis e proseguono i bombardamenti a Raqqa, roccaforte dello Stato Islamico.

E' rientrato al momento l'allarme per il passaggio di un presunto terrorista in Italia. "L'allarme c'è stato, ma è rientrato. Non abbiamo tracce del passaggio, o della presenza, di quel veicolo sul territorio italiano". Così il questore vicario di Torino, Sergio Molino, sull'allarme per la presunta presenza in Italia della Seat nera con a bordo un presunto attentatore di Parigi.

Esperto a BFM-TV,"artificiere arrestato in Belgio" - "L'artificiere delle stragi di Parigi è nelle mani della polizia belga": è quanto riferisce Dominique Rizet, un esperto francese sempre informato sulle questioni dell'intelligence. Per lui, il bombarolo sarebbe Mohamed Amri, 27 anni, una delle persone fermate a Molenbeek, nonché proprietario della Golf sequestrata a rue Dubois Thorn, attualmente in stato d'arresto.

(LO SPECIALE 'PARIGI LA NOTTE PIU' BUIA').

Intanto si apprendono altri elementi sul commando: Samy Amimour, uno dei kamikaze del Bataclan, era autista di autobus della RATP, la compagnia del trasporto pubblico parigina, fino alle sue dimissioni nel 2012. Nato a Parigi nel 1987, era oggetto di un mandato di arresto internazionale per violazione della libertà vigilata ed era indagato per una vicenda legata al terrorismo.



Quanto alla mente degli attentati, è il belga Abdelhamid Abaaoud(nella foto sopra), il cervello della cellula di jihadisti neutralizzata dalle forze speciali a Verviers a gennaio scorso. Abaaoud sarebbe anche dietro agli attentati al treno Thalys. L'uomo è scappato in Siria lo scorso gennaio. Uno dei kamikaze di venerdì, fattosi esplodere fuori dallo Stade de France, era transitato per la Grecia. Non è invece confermata l'autenticità del passaporto siriano con cui è stato ritrovato.

E' stato fatto un blitz a Molenbeek, a Bruxelles. L'operazione condotta dalle forze speciali belghe nel quartiere arabo ha portato al fermo di una persona ma è sfuggito alla cattura il super ricercato Salah Abdeslam.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Lutto per Maria Giulia Cavalli, l'Ornella di «Un Posto al Sole»: muore la figlia 20enne

16 Novembre 2015, 18:59pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Lutto per Maria Giulia Cavalli, l'Ornella di «Un Posto al Sole»: muore la figlia 20enne
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Lutto per Maria Giulia Cavalli, l'Ornella di «Un Posto al Sole»: muore la figlia 20enne

INSERITO DA ANGELA CECERE Grave lutto per Marina Giulia Cavalli, la nota attrice che interpreta Ornella Bruni nella soap «Un posto al sole». Si è infatti spenta a soli 20 anni Arianna Alpi, la figlia avuta dall'ex marito, l'attore Roberto Alpi, interprete per decenni della fiction «Cento Vetrine». A diffondere la notizia è stata Marina Tagliaferri (Giulia), storica collega di «Un Posto al Sole», che in un post su Facebook ha scritto queste toccanti parole: «Il mio cuore vicino a quello di una mamma che ha perso il suo angelo. Addio Arianna. Guardaci da dove sei e rimani vicino a noi». Marina Giulia Cavalli fa parte del cast della soap partenopea dal 2001, nel ruolo della dottoressa Ornella Bruni.

IL MATTINO

16.11.2015 18.59

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTA MOIRA ORFEI. LA REGINA DEL CIRCO AVEVA 84 ANNI: TROVATA NELLA SUA CASA MOBILE FOTO

16 Novembre 2015, 12:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTA MOIRA ORFEI. LA REGINA DEL CIRCO AVEVA 84 ANNI: TROVATA NELLA SUA CASA MOBILE FOTO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTA MOIRA ORFEI. LA REGINA DEL CIRCO AVEVA 84 ANNI: TROVATA NELLA SUA CASA MOBILE FOTO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTA MOIRA ORFEI. LA REGINA DEL CIRCO AVEVA 84 ANNI: TROVATA NELLA SUA CASA MOBILE FOTO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTA MOIRA ORFEI. LA REGINA DEL CIRCO AVEVA 84 ANNI: TROVATA NELLA SUA CASA MOBILE FOTO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTA MOIRA ORFEI. LA REGINA DEL CIRCO AVEVA 84 ANNI: TROVATA NELLA SUA CASA MOBILE FOTO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTA MOIRA ORFEI. LA REGINA DEL CIRCO AVEVA 84 ANNI: TROVATA NELLA SUA CASA MOBILE FOTO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTA MOIRA ORFEI. LA REGINA DEL CIRCO AVEVA 84 ANNI: TROVATA NELLA SUA CASA MOBILE FOTO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTA MOIRA ORFEI. LA REGINA DEL CIRCO AVEVA 84 ANNI: TROVATA NELLA SUA CASA MOBILE FOTO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTA MOIRA ORFEI. LA REGINA DEL CIRCO AVEVA 84 ANNI: TROVATA NELLA SUA CASA MOBILE FOTO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTA MOIRA ORFEI. LA REGINA DEL CIRCO AVEVA 84 ANNI: TROVATA NELLA SUA CASA MOBILE FOTO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MORTA MOIRA ORFEI. LA REGINA DEL CIRCO AVEVA 84 ANNI: TROVATA NELLA SUA CASA MOBILE FOTO

INSERITO DA ANGELA CECERE La regina del circo avrebbe compiuto 84 anni il 21 dicembre. È stata trovata questa mattina nella sua casa mobile dai familiari.
Il Circo Orfei che Moira, insieme al marito Walter Nones ha guidato facendo divertire intere generazioni, per volontà dello stesso, dei figli e dei nipoti andrà avanti per continuare la tradizione in onore della più grande icona circense. Oggi si terranno gli ultimi spettacoli previsti a Brescia e sono confermate anche le date della prossima settimana a Milano. È allestita nella sua casa mobile, in questi giorni a Brescia dove sono in corso gli spettacoli, la camera ardente di Moira Orfei. Nel pomeriggio sono in programma gli ultimi spettacoli in città che la famiglia ha deciso di non sospendere. Il testo dell'ultima intervista all'Ansa per gli 80 anni. E' sopravvissuta all'ictus, agli elefanti che le sono cascati addosso, ma l'immagine che sicuramente la consacro' rimane quella scattata dal grande fotografo Mario De Biasi nel '53 a Milano (lato b mozzafiato sotto gli occhi ammirati dei passanti). Foto che venne ospitata al Guggenheim di New York per una retrospettiva dedicata all'Italia, The Italian Metamorphosis. Miranda Orfei, in arte Moira, festeggia il 21 dicembre 80 anni ma in un'intervista con l'Ansa se ne toglie qualcuno : ''Non so chi vi abbia male informati, io ne compio 65 e non festeggio mai il mio compleanno''. Ma ci tiene a sottolineare che e' sempre lei la ''regina'' dei circensi. Circondata di attenzioni, Moira continua a essere protagonista del circo insieme al marito Walter Nones decide le tournee; controlla che tutto funzioni e vive sempre nel suo caravan. Il suo look e' inconfondibile: occhi marcati, rossetto rosa fucsia, cipria e il turbante in testa. Fu Dino De Laurentiis a consigliarla di raccogliere i capelli in un turbante e chiamarsi Moira. Siamo agli albori degli anni '60. Proprio in quel periodo Miranda intraprende la carriera cinematografica che la portera' ad apparire in 49 film: uno su tutti ''Signore & signori'' del grande regista Pietro Germi. Negli anni '60 sposera' Walter Nones, conosciuto in Kuwait e il suo circo crescera' tanto e in maniera tale da segnare alcune tappe importanti nella storia del Circo Italiano. Signora Orfei perche' dopo tanti film mollo' il cinema?
''Ho sempre fatto il cinema per incrementare il circo, il circo e' sempre stato la mia vita''. Tra i divi del cinema aveva un gran numero di corteggiatori che ricordo ha di loro? "Guardi, io ho lavorato con Mastroianni ed era un gran signore, Gassman uguale. Erano tutte persone perbene. L'unico che mi ha fatto un po' di avance e' stato Toto', che si era innamorato di me, e mi ha detto: 'Se vieni sul letto con me, io ti accarezzo solo, non ti faccio niente, pero' ti regalo un appartamento...Eh...si era insomma sbilanciato, per cui mi ero chiesta che cosa gli potessi dire per non offenderlo. Cosi' gli ho detto: 'Guardi, principe, se non fossi cosi' innamorata di mio marito verrei subito con lei...'. Cosa significa essere una donna di circo? "Essere forti, e combattenti, io che sono la Regina del Circo ho sempre cercato di dare il massimo in tutto cio' che ho fatto''. E Per quante ore al giorno e per quanti anni e' necessario allenarsi per giungere a risultati del genere? "Ci si allena tutti i giorni per molte ore al giorno e per tutta la vita 365 giorni all'anno''. Vive ancora nel suo caravan? ''E' la mia casa, ho la fortuna di avere sempre davanti a me delle visuali diverse''. Ha conosciuto capi di stato e politici, qualcuno che e' venuto ad assistere ai vostri spettacoli? ''Si ho un bellissimo ricordo di Sandro Pertini''. Da oltre 30 anni appoggia i diritti dei gay: ''Io li amo e loro amano me, e mi sono sempre battuta per il matrimonio gay in Italia''. Lei non ha mai nascosto le sue simpatie per Berlusconi, cosa pensa di Monti? ''Monti non lo conosco e a Berlusconi gli sono grata soprattutto come imprenditore''. Lei ha lavorato per quasi tutta la sua carriera con gli elefanti, fino all'infortunio? ''Anche dopo ma poi ho lavorato anche con le tigri, le foche e per molti anni con i colombi''. Senza di lei che ne sara' dell'impero Orfei? ''Ci sara' mio figlio Stefano Nones Orfei e Brigitta Boccoli che sono davvero straordinari e che hanno dato una ventata di novita' al circo introducendo il musical''. Un ultima curisosita' se permette quanto ci mette a truccarsi e pettinarsi cosi'? "Un paio di ore, ormai ci ho preso la mano dopo tanti anni''.

LEGGO.IT

16.11.2015 12.27

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA UCCIDE LA GIOVANE MOGLIE IN AUTO, POI CHIAMA LA POLIZIA: "LE HO SPARATO

16 Novembre 2015, 12:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA UCCIDE LA GIOVANE MOGLIE IN AUTO, POI CHIAMA LA POLIZIA: "LE HO SPARATO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA UCCIDE LA GIOVANE MOGLIE IN AUTO, POI CHIAMA LA POLIZIA: "LE HO SPARATO

INSERITO DA ANGELA CECERE Follia nella notte a Roma dopo che un uomo ha ucciso la giovane moglie in casa. «Ho sparato a mia moglie». Un ragazzo cubano di 24 anni ha chiamato la polizia la notte scorsa intorno alle 3 dicendo di aver ucciso la moglie, una ragazza di 23 anni. Il cubano è stato trovato dagli agenti in auto a ponte Marconi (Roma) accanto al corpo della ragazza. In auto è stata trovata la pistola usata per il delitto, una Beretta Calibro 7,65. L'arma era detenuta illegalmente. Il 24enne è stato arrestato dagli agenti del commissariato Colombo per omicidio e portato in carcere. Sono in corso le indagini della polizia per identificare la giovane vittima.

LEGGO.IT

16.11.2015 12.17

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LA FIGLIA INCINTA SI TOGLIE LA VITA DOPO LA MORTE DEL FIDANZATO: CHRISTINA NON REGGE IL DOLORE

16 Novembre 2015, 12:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LA FIGLIA INCINTA SI TOGLIE LA VITA DOPO LA MORTE DEL FIDANZATO: CHRISTINA NON REGGE IL DOLORE
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LA FIGLIA INCINTA SI TOGLIE LA VITA DOPO LA MORTE DEL FIDANZATO: CHRISTINA NON REGGE IL DOLORE

INSERITO DA ANGELA CECERE Una famiglia dilaniata dal dramma. La polizia inglese ha scoperto il corpo di una donna scomparsa da gioni, dopo la morte della figlia incinta, suicidatasi per aver perso il fidanzato. La 20enne, promettente modella, Anita Harding, era incinta all'ottavo mese quando si è uccisa con un'overdose di droga. Probabilmente il dolore della perdita del suo compagno è stata troppo forte e ha deciso di compiere l'estremo gesto.Una serie di lutti e soffrenze che hanno pesato troppo anche su Christina Harding, mamma della giovane scomparsa. La donna era scomparsa da martedì scorso e immediate sono state le ricerche, come riporta il Mirror, temendo che la donna avrebbe compiuto un gesto folle, ma purtroppo così è stato. La figlia e il suo compagno avevano problemi di tossicodipendenza. Il giovane era infatti morto in Italia, suo paese di origine, a seguito di un'iversose.

LEGGO.IT

16.11.2015 12.07

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PRIMO PIANO BIMBO STRONCATO DA UN MALORE A SOLI DUE MESI , TRAGEDIA NEL LECCHESE

15 Novembre 2015, 16:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO BIMBO STRONCATO DA UN MALORE A SOLI DUE MESI, TRAGEDIA NEL LECCHESE
PRIMO PIANO BIMBO STRONCATO DA UN MALORE A SOLI DUE MESI, TRAGEDIA NEL LECCHESE

INSERITO DA ANGELA CECERE Dramma nel lecchese, dove un bimbo di soli due mesi è morto a seguito di un malore. 
Saranno gli esami clinici a chiarire le cause della morte per il piccolo di Vercurago (Lecco). La madre ha notato che il bimbo non rispondeva ed ha subito chiesto l'intervento del 118. Il cuore del piccolo, trasportato d'urgenza all'ospedale Manzoni di Lecco, ha cessato di battere qualche ora dopo il suo arrivo. Le cause del decesso, secondo i primi riscontri medici, sono naturali, però sono stati disposti esami approfonditi per capirne l'origine. Il dramma della famiglia che ha perso il figlio, nato ai primi di settembre, ha scosso l'intera comunità del paese alle porte di Lecco

LEGGO.IT

15.11.2015 16.15

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