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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA TRAGEDIA A NAPOLI, FUMA A LETTO E LA CASA PRENDE FUOCO: DONNA MORTA NELL'INCENDIO

23 Novembre 2015, 12:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA TRAGEDIA A NAPOLI, FUMA A LETTO E LA CASA PRENDE FUOCO: DONNA MORTA NELL'INCENDIO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA TRAGEDIA A NAPOLI, FUMA A LETTO E LA CASA PRENDE FUOCO: DONNA MORTA NELL'INCENDIO

INSERITO DA ANGELA CECERE Tragedia questa mattina a Napoli. Una donna di 58 anni, Lucia Pianta, è morta nell'incendio di un appartamento al quarto piano di uno stabile in via Chiaia. Secondo la Polizia, intervenuta sul posto con i vigili del fuoco, a provocare la tragedia una causa accidentale: probabilmente, una sigaretta che la vittima stava fumando a letto. Non si sono sviluppate fiamme: la donna sarebbe morta per asfissia dovuta al forte fumo. A lanciare l'allarme, una vicina di casa. La donna viveva da sola, nello storico palazzo Caravita Sanchez de Leon, all'angolo tra via Chiaia e piazza Santa Caterina. I suoi figli vivono lontano da Napoli e da qualche tempo soffriva di sindrome depressiva. L'incendio ha riguardato solo il suo appartamento.

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23.11.2015 12.27

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PRIMO PRIMO E ANTEPRIMA ANTONIO MORTO NELLO SCHIANTO DI FUORIGROTTA. L'AMICO 16ENNE: "C'ERA SANGUE DAPPERTUTTO"

23 Novembre 2015, 12:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PRIMO E ANTEPRIMA ANTONIO MORTO NELLO SCHIANTO DI FUORIGROTTA. L'AMICO 16ENNE: "C'ERA SANGUE DAPPERTUTTO"
PRIMO PRIMO E ANTEPRIMA ANTONIO MORTO NELLO SCHIANTO DI FUORIGROTTA. L'AMICO 16ENNE: "C'ERA SANGUE DAPPERTUTTO"

INSERITO DA ANGELA CECERE Ero sul tetto dell'automobile e vedevo gli altri a terra che urlavano circondati dal sangue». C'è ancora confusione nei ricordi del 16enne coinvolto nell'incidente in viale Kennedy. Ma alcuni frammenti di quel dramma sono rimasti impressi nella mente come tracce indelebili.Un'attimo prima dello schianto mi ero voltato dal lato opposto per vedere se arrivavano automobili - spiega il minorenne dal letto di ospedale nel reparto ortopedia del Loreto Mare - quando ho guardato davanti eravamo già stati sbalzati e non ho avuto modo di capire come fosse accaduto».
Lui, il più piccolo dei tre che viaggiavano a bordo di uno scooter Sh 300 si trovava dietro la cugina ed il fidanzato di lei al posto di guida. «Stavamo tornando da una serata al Duel ad Agnano ed anche se avevo pensato di prendere un taxi alla fine mi ero convinto ad andare in scooter perché mi fidavo del guidatore» continua il ragazzo che ieri è stato sottoposto ad accertamenti ed alla trazione del femore rotto della gamba sinistra. Nella stanza degenti dove il minorenne è stato raggiunto da amici e parenti, la mamma Tina, con gli occhi gonfi ed il terrore che solo un genitore può provare quando sente la telefonata di un figlio che lo avverte di raggiungerlo sul luogo dell'incidente, continua a dirgli che «dopo due anni di battaglie per convincerlo a non prendere il motorino e non fidarsi mai degli altri questo dramma sembrava inevitabile». Tra lacrime e preghiere, chi è vicino al 16enne parla di miracolo anche se il giovane che non è credente pensa sia stato destino. «Ho saputo che c'è stato un ragazzo che ha perso la vita e mi dispiace ma non lo conosco e non era della nostra compagnia- racconta- noi eravamo in tre su un solo scooter e non mi ero reso conto che fosse coinvolto anche un altro motociclo». Gli istanti di caos e paura dopo lo schianto sono nebulosi e costellati da buchi di memoria. «Ricordo bene di essermi ritrovato sul tetto dell'auto e di essere stato soccorso per ultimo perché gli altri erano in condizioni più gravi - dice il ragazzo che indossava un casco che si è sganciato nell'impatto - ho provato a muovere la gamba che vedevo completamente aperta e non ci riuscivo, però mi rendevo conto di poter parlare e guardare gli altri che invece non mi rispondevano». Nell'attesa dei soccorsi, il 16enne originario di Fuorigrotta ha avuto la lucidità di telefonare alla mamma. «Non preoccuparti sto bene - le ha detto- però corri subito a viale Kennedy che ho avuto un incidente».

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23.11.2015 12.17

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA IL 23 NOVEMBRE 1980 IL TERREMOTO DELL'IRPINIA: "FATE PRESTO" IL TITOLO APPELLO CHE FECE STORIA. OLTRE 3MILA MORTI, 9MILA FERITI E 300MILA SFOLLATI: I NUMERI DELLA CATASTROFE DI 35 ANNI FA

23 Novembre 2015, 12:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA IL 23 NOVEMBRE 1980 IL TERREMOTO DELL'IRPINIA: "FATE PRESTO" IL TITOLO APPELLO CHE FECE STORIA. OLTRE 3MILA MORTI, 9MILA FERITI E 300MILA SFOLLATI: I NUMERI DELLA CATASTROFE DI 35 ANNI FA
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA IL 23 NOVEMBRE 1980 IL TERREMOTO DELL'IRPINIA: "FATE PRESTO" IL TITOLO APPELLO CHE FECE STORIA. OLTRE 3MILA MORTI, 9MILA FERITI E 300MILA SFOLLATI: I NUMERI DELLA CATASTROFE DI 35 ANNI FA

DI ANGELA CECERE IL RICORDO DI ANGELA CECERE DA SANT'ANTIMO DI NAPOLI Io Angela mi ricordo il terremoto del 1980 io abitavo al secondo piano nella prima casa e che mio padre per paura dei crolli ed avendo io problemi di disabilità mi prese sulle spalle e mi scendeva come un sacco velocemente e per quei giorni andammo a vivere all'aperto nelle terre, in quel momento la la paura delle persone era tanta e stavano tutti per le strade.

Chi c'era, quel 23 novembre del 1980 ricorderà per sempre l'ora del terremoto, le 19:34. E cosa faceva in quel momento. A quei tempi i canali tv si contavano sulle dita delle mani e a quell'ora la Rai trasmetteva un tempo di una delle partite della serie A giocate nel pomeriggio. Chi ne aveva approfittato per una gita fuori porta non poté non notare l'anomalia di una giornata calda, troppo calda per quella stagione. La terra tremò in Campania e Basilicata, con epicentro in Irpinia, per circa 90 interminabili secondi. Un minuto e mezzo che rase al suolo interi paesi provocando circa 3000 morti, 9000 feriti, 300 mila senza tetto e 150 mila abitazioni distrutte, interi paesi isolati per giorni. Oggi, a 35 anni di distanza, il ricordo di quella giornata e delle settimane che seguirono, caratterizzate da uno Stato impotente dinanzi al disastro, incapace di coordinare i soccorsi, tardivi e insufficienti nonostante lo sforzo immenso messo in campo dai volontari, è tutt'altro che sbiadito. Dei 119 comuni irpini, furono 99 quelli che riportarono danni alle strutture. Il sisma fu avvertito pesantemente anche a Napoli dove la gente si riversò in strada per passare la notte. Il tempo ha placato le furenti polemiche sull'erogazione dei fondi per la ricostruzione e sulle risorse destinate allo sviluppo industriale: complessivamente, per i comuni colpiti di Campania, Basilicata e Puglia, sono stati stanziati quasi 30 miliardi di euro (dati 2011 della Camera dei Deputati). Restano ancora code che riguardano le aree industriali della ex legge 219/81 e i fondi destinati ai Comuni. Ma resta soprattutto il ricordo dell'impegno dei sindaci nella ricostruzione e quello dei volontari di tutta Italia in uno scenario post bellico. Come resta la scossa data dall'arrivo suoi luoghi della tragedia dell'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini e una prima pagina del quotidiano Il Mattino entrata nella memoria collettiva con l'appello "Fate presto". Oggi, a 35 anni di distanza, dopo sprechi e inchieste, l'Irpinia non conserva se non in minima parte le tracce di quel disastro. Cosi' come la Basilicata dove è stato ricostruito il 90% circa delle abitazioni private (con "punte" del 100% a Balvano, nel Potentino, uno dei centri più colpiti dal sisma con 77 vittime) con un finanziamento complessivo di circa 4.840 miliardi di lire (circa 2,5 miliardi di euro). Lo Stato mise in campo anche un robusto piano per la realizzazione di nuove infrastrutture e aree industriali, con uno stanziamento di circa 13 mila miliardi di lire (circa 6,7 miliardi di euro): 13 in Campania e sette in provincia di Potenza (Baragiano, Isca Pantanelle, San Nicola di Melfi, Tito, Viggiano, Valle di Vitalba, Balvano - a cui si aggiunge quella di Nerico, a cavallo con l'Avellinese). Nelle aree industriali si insediarono centinaia di imprese (un'ottantina delle quali in Basilicata); molte ebbero vita difficile e ormai sono chiuse senza dare continuità a quel progetto di ricostruzione e sviluppo che il legislatore aveva immaginato per il "cratere" del terremoto e i territori che lo circondavano. Quel grande sforzo però non è stato completamente inutile: alcune grandi aziende sono tuttora in attività (è il caso degli stabilimenti della Ferrero di Balvano e Sant'Angelo dei Lombardi), altre sono arrivate sulla scia di quei programmi (come la Fiat a Melfi) ma soprattutto in quelle aree industriali, tramontato il sogno della grande industrializzazione delle aree interne, sono tuttora in attività decine di pmi di imprenditori locali.

23.11.2015 12.07

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bruxelles blindata, massima allerta terrorismo. Minaccia simile a Parigi

21 Novembre 2015, 11:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bruxelles blindata, massima allerta terrorismo. Minaccia simile a Parigi
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Bruxelles blindata, massima allerta terrorismo. Minaccia simile a Parigi

INSERITO DA MORENA MOTTA Il Belgio ha innalzato al livello massimo l'allerta terrorismo a Bruxelles. Il Centro nazionale di crisi belga (Ocam) parla di "minaccia grave e imminente, cosa che richiede specifiche misure di sicurezza e raccomandazioni dettagliate alla popolazione". Il ministero degli Interni ha alzato l'allarme terrorismo a livello 4, a significare una minaccia molto grave. La decisione ha avuto come conseguenza la chiusura di tutte le stazioni della metropolitanadella capitale del Belgio come misura di precauzione. Gli autobus circolano normalmente, ma non tutti i tram. Chiusi i due più grandi magazzini della capitale, le Galeries Inno (cuore dello shopping della borghesia belga), diversi centri sportivi e annullate le partite di calcio delle serie minori, ma non la prima e seconda divisione. Chiuso anche il più grande cinema di Bruxelles, la multisala Kinepolis, e annullati i concerti delle due maggiori sale da concerti, l'Ancienne Belgique e Cirque Royale

Il Centro nazionale di crisi belga (Ocam) ha chiesto di annullare tutti i grandi eventi previsti a Bruxelles nel fine settimana e di chiudere la metro, "raccomanda di annullare le partite di calcio di prima e seconda divisione". L'Ocam chiede anche di "rafforzare il dispositivo poliziesco e militare".

Il premier belga Charles Michel ha detto che "c'è il rischio di attentati simili a Parigi, gli obiettivi potenziali sono centri commerciali, trasporti comuni, grandi eventi, che saranno annullati per consentire di risparmiare forze dell'ordine". "Non faremo commenti sull'inchiesta - ha detto il premier belga - per motivi di sicurezza, il centro anti-crisi rivedrà il livello d'allarme domani a mezzogiorno, nel frattempo raccomandiamo a tutti i cittadini di rispettare le consegne di sicurezza e tenersi informarsi sui canali ufficiali":. Il governo ha istituito anche una linea speciale per le emergenze che risponde al numero 1771.

Ieri la polizia ha trovato "un importante arsenale" a Molenbeek, tra cui prodotti chimici ed esplosivi. Secondo messaggi intercettati dalla polizia postale britannica, l'Isis sta invitando i suoi foreing fighter ad astenersi dal raggiungere la Siria ed aspettare invece il segnale per colpire in patria. Qualche giorno prima degli attacchi di Parigi a jihadisti presenti nel Regno Unito era stato comunicato di imminenti attacchi in Francia e Gran Bretagna. Gli ordini, inviati negli ultimi giorni tramite siti di messaggistica criptati, sono quasi impossibili da verificare. Ma fonti della sicurezza hanno confermato al Daily Mail che stanno vedendo un cambiamento di tattica nell'Isis. Nei messaggi, agli estremisti con sede nel Regno Unito si chiede quali armi e quante munizioni abbiano a disposizione; gli viene detto di rimanere in contatto con l'Isis online e attendere ulteriori istruzioni su dove e quando lanciare attacchi; vengono consigliati su come evitare di essere scoperti dai servizi di sicurezza e come reclutare altri giovani. Tra le raccomandazioni c'è anche quella di prendere di mira solo gli 'infedeli' e non uccidere musulmani. Questo potrebbe essere un segno che la leadership dell'Isis sarebbe preoccupata per la sua immagine dopo il massacro di Parigi, in cui sono stati uccisi diversi islamici.

E dopo la certezza che Abdelhamid Abaaoud è stato ucciso nel blitz di Saint Denis, prosegue la caccia a Salah Abdeslam: l'uomo sarebbe stato visto aggirarsi giovedì sera nelle strade di Anderlecht, alla periferia di Bruxelles, su un'auto di marca francese.

Sempre altissima la tensione in Francia. Una grande cerimonia di omaggio alle vittime degli attentati del 13 novembre a Parigi si terrà il 27 novembre nel complesso degli Invalides, alla presenza del presidente francese Franois Hollande che pronuncerà un discorso solenne.

FONTE ANSA 21/11/2015 11:35

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Alfano preso di mira dai boss corleonesi

21 Novembre 2015, 11:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Alfano preso di mira dai boss corleonesi
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Alfano preso di mira dai boss corleonesi

DI MORENA MOTTA Il Ministro dell'Interno Alfano doveva essere colpito con un attentato, secondo le intenzioni dei alcuni dei boss corleonesi intercettati, in occasione di una campagna elettorale, dove appariva meno protetto. È quanto è emerso dall'operazione "Grande Passo 3", che ha decapitato il mandamento di Corleone, procedendo all'arresto di sei esponenti di spicco.

21/11/2015 11:29

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LA NEONATA MUORE IN OSPEDALE, I GENITORI SPORGONO DENUNCIA: "L'HANNO CURATA MALE"

20 Novembre 2015, 16:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LA NEONATA MUORE IN OSPEDALE, I GENITORI SPORGONO DENUNCIA: "L'HANNO CURATA MALE"
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LA NEONATA MUORE IN OSPEDALE, I GENITORI SPORGONO DENUNCIA: "L'HANNO CURATA MALE"

INSERITO DA ANGELA CECERE Una bimba di appena quattro mesi è morta, apparentemente per una miocardite, durante il ricovero in ospedale Sant'Orsola di Bologna. I genitori, una coppia di nordafricani, hanno presentato denuncia, ritenendo che non sia stata curata bene. Secondo quanto si apprende la piccola era ricoverata da alcune settimane a Bologna; ieri avrebbe avuto una crisi, pare per una miocardite, e non ce l'ha fatta. Del decesso è stato avvisato il pm di turno Rossella Poggioli che ha avviato alcuni accertamenti, delegandoli alla Polizia di Stato. Il Sant'Orsola, interpellato sulla vicenda, ha riferito che la bimba era arrivata nell'Unità operativa di Pediatria, dopo ripetuti ricoveri al Policlinico di Modena e all'ospedale Maggiore di Parma. «Era affetta - spiega una nota dell'ospedale - fin dalla nascita da una gravissima e rara malattia metabolica ereditaria per la quale le cure attualmente possibili, tutte correttamente applicate, non sono state sufficienti a salvarle la vita».

LEGGO.IT

20.11.2015 16.17

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA INCINTA DI DUE GEMELLI SCOPRE DI AVERE IL CANCRO, SCEGLIE LA VITA PER LORO MA ORA RISCHIA LA SUA

20 Novembre 2015, 16:12pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA INCINTA DI DUE GEMELLI SCOPRE DI AVERE IL CANCRO, SCEGLIE LA VITA PER LORO MA ORA RISCHIA LA SUA
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA INCINTA DI DUE GEMELLI SCOPRE DI AVERE IL CANCRO, SCEGLIE LA VITA PER LORO MA ORA RISCHIA LA SUA

INSERITO DA ANGELA CECERE scopre di essere incinta di due gemelli, ma purtroppo la gioia di Holley Tierney, giovane 25enne inglese, scompare alla 23esima settimana di gravidanza.

La ragazza ha iniziato ad avere forti dolori al petto, difficoltà respiratoria, era sempre molto stanca e aveva forti vampate. Dopo attente analisi i medici le hanno diagnosticato una rara forma di cancro al sistema linfatico e le hanno consigliato, per il suo bene, di interrompere la gravidanza.

Avrebbe potuto curarsi con le radioterapie, ma avrebbe dovuto rinunciare ai suoi piccoli che già sentiva scalciare nella pancia. «Non potevo credere che stavo affrontando il cancro durante la gravidanza, è stato un incubo», ha raccontato Holley al Daily Mail.

La coraggiosa mamma però ha resistito, ha portato i gemelli alla 29esima settimana, poi ha partorico con un cesareo e iniziato le sue cure. I bambini stanno bene e cresceranno sani e forti, purtroppo però i medici non sono stati altrettanto ottimisti per la mamma, Holley, infatti, potrebbe non riuscire a vivere tanto da poterli veder crescere.

LEGGO.IT

20.11.2015 16.12

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA IL BIMBO DISABILE RINCHIUSO NELL'AULA LAGER. IL PAPÀ DEL PICCOLO ALESSIO FURIOSO SU FB

20 Novembre 2015, 12:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA IL BIMBO DISABILE RINCHIUSO NELL'AULA LAGER. IL PAPÀ DEL PICCOLO ALESSIO FURIOSO SU FB
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA IL BIMBO DISABILE RINCHIUSO NELL'AULA LAGER. IL PAPÀ DEL PICCOLO ALESSIO FURIOSO SU FB

INSERITO DA ANGELA CECERE Una piccola aula con una finestrella in alto, giusto perché entri un po' di luce. Uno spazio di due metri per due con una scrivania disordinata, un materasso giallo buttato per terra e suo figlio disabile in carrozzina costretto a passare lì dentro chissà quante ore. E' questa la scena che si è trovato davanti il padre di una scuola elementare di Casalpalocco quando oggi è andato a prendere suo figlio in classe: Alessio era lì, prigioniero della sua disabilità e di una scuola che non funziona. «Arrivo a scuola di mio figlio senza preavviso - scrive Alessio Simone su Facebook - e trovo davanti ai miei occhi questo lager: aula di sostegno scuola elementare Casalpalocco». Poi allega una foto. E questa immagine vale più di qualsiasi parola. Uno sgabuzzino, perchè non si può nemmeno chiamare classe, dove è tutto messo alla rinfusa, giacche, borse, fogli: dovrebbe essere l'aula di sostegno per bimbi come Alessio che necessitano di un'assistenza ulteriore. E invece quella classe gli ricorda ancora di più - come se servisse - la sua diversità. Per questo Alessio, che come molti genitori vive la condizione di padre di un bambino che ogni giorno lotta contro mille avversità, si appella al popolo di Facebook, «perché cose del genere non accadano più». «Aiutatemi ad urlare il nome di Alessio affinché lui abbia una stanza decorosa, pulita ed accogliente - scrive ancora questo papà disperato - e a far in modo che non perda la sua dignità di bambino». La sua foto - non era difficile immaginarlo - è già stata condivisa da 810 di persone. Ma ancora di più si è creata una vera e propria gara di solidarietà tra altre scuole pronte ad accogliere Alessio. Perché gli ostacoli - a volte - si possono superare.

LEGGO.IT

20.11.2015 12.17

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Allarme Fbi su San Pietro, Duomo e Scala, innalzate misure Verifiche in corso su cinque nominativi di arabi sospetti

19 Novembre 2015, 12:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A cinque giorni dagli attacchi di Parigi, scatta l'allarme rosso anche in Italia: l'Fbi ha inviato alle autorità di sicurezza una segnalazione in cui vengono indicati la basilica di San Pietro a Roma, il Duomo e la Scala di Milano come possibili obiettivi di un attentato. Ma non solo: nella segnalazione arrivata dagli Stati Uniti vengono indicati i nominativi di cinque soggetti 'arabi' che potrebbero essere presenti nel nostro paese, personaggi sospetti da ricercare. L'informativa del Federal Bureau of Investigation, che a sua volta ha raccolto dalla Dea, l'Agenzia federale antidroga, le notizie passate agli italiani, ha fatto scattare immediatamente la massima allerta, anche se sia dal Fbi sia dagli altri servizi stranieri e anche dalle verifiche che da giorni stanno conducendo i nostri apparati di sicurezza (dicono fonti dell'intelligence e dell'antiterrorismo) non sarebbero stati raccolti segnali diretti di minacce concrete per il nostro paese. Nel documento arrivato dagli Stati Uniti non ci sarebbero infatti indicazioni né temporali né, tantomeno, di progettualità specifiche ma soltanto indicazioni generiche. In ogni caso, le verifiche sulle informazioni ricevute sono tuttora in corso e proseguiranno nei prossimi giorni, soprattutto quelle relative ai 5 nominativi 'arabi': i primi riscontri avrebbero infatti dato esito negativo e, dunque, bisognerà ulteriormente allargare i controlli, incrociando le informazioni ricevute con quelle in possesso dei nostri 007.

Maroni, 'Prima Scala non blindata ma in sicurezza' - "Contrariamente a quanto qualcuno mi aveva anche suggerito io sono perchè la Prima della Scala si tenga ma poichè si tratta di un evento straordinario di portata mondiale, chiederò che ci siano straordinarie misure di sicurezza". Lo ha detto all'ANSA il governatore della Lombardia Roberto Maroni. "Con questo - ha aggiunto - non penso ad una manifestazione blindata, ma alla solita festa che Milano ogni anno ospita, comprese, se ci saranno, le eventuali contestazioni di piazza che fanno parte della tradizione della Prima".

La prima conseguenza dell'allarme proveniente dagli Stati Uniti è stata la circolare che il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha inviato ai questori di Milano e Roma. Nel documento si chiede di rafforzare ulteriormente - per quanto possibile visto che l'allerta è già a livello 2, vale a dire l'ultimo primo del livello che scatta solo in caso di attacco terroristico - la vigilanza e il controllo nelle due città, con particolare attenzione ai luoghi di culto e di aggregazione. Sono stati inoltre disposti una serie di posti di blocco per aumentare i controlli a persone o veicoli sospetti. D'altronde in un momento come questo, con allarmi - veri o falsi che siano - in mezza Europa, partite di calcio sospese, continui blitz delle forze speciali alla ricerca di presunti terroristi e cellule nascoste, nessuna segnalazione può essere tralasciata e, anzi, va vagliata con la massima attenzione. Per evitare che la paura che già si sta diffondendo tra i cittadini, diventi panico. Non è un caso che tutte le autorità vadano ripetendo che non bisogna farsi sopraffare dal terrore: l'ha detto il premier Renzi - "dobbiamo prima di tutto vivere, ci vuole il coraggio di non rinchiudersi e di non rinunciare alla nostra identità" - e l'ha ribadito il prefetto Gabrielli: "siamo consapevoli di essere all'interno di una minaccia, ma questo non ci deve minimamente indurre ad atteggiamenti di paura".

E anche il segretario di Stato Vaticano, monsignor Pietro Parolin, ha invitato a ritornare "piano piano alla normalità, perché quello che i terroristi vogliono è cambiarci la vita". Resta il fatto che basta un niente per far salire la tensione alle stelle. Lo dimostra quel che è avvenuto in serata a Roma: è bastata una borsa sospetta lasciata incustodita ad una fermata dell'autobus a due passi dall'ambasciata americana in via Veneto ed immediatamente è scattato il piano sicurezza. L'intera area tra piazza Barberini e via Bissolati è stata chiusa al traffico mentre gli artificieri analizzavano la borsa, senza trovare nulla. E chiusure sono state disposte in via precauzionale anche in altre strade della città, vicine agli obiettivi sensibili.

ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Strage Parigi: l'Europa blinda le frontiere. Raid a Molenbeek. Valls: "Rischio armi chimiche e batteriologiche" Giallo sulla sorte di Abaaoud, la 'mente' degli attacchi, e di Salah, il ricercato numero

19 Novembre 2015, 12:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  Strage Parigi: l'Europa blinda le frontiere. Raid a Molenbeek. Valls: "Rischio armi chimiche e batteriologiche" Giallo sulla sorte di Abaaoud, la 'mente' degli attacchi, e di Salah, il ricercato numero

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dopo i sanguinari attacchi a Parigi l'Ue si blinda. "Gli Stati membri si impegnano ad effettuare i necessari controlli sistematici e coordinati alle frontiere esterne, anche per i cittadini dell'area di libera circolazione". Si legge nella bozza di conclusioni del consiglio Interni straordinario di domani, di cui l'ANSA ha copia.

L'allarme arriva anche dall'Europol: "Con gli attacchi di venerdì a Parigi c'è stata una grave escalation della minaccia terroristica dell'Isis, è il primo esempio stile Mumbai 2008. E' un fenomeno diverso: l'Isis vuole esportare in Europa la sua atroce violenza. Hanno enormi risorse e sono possibili altri attacchi", così il direttore Rob Wainright. Tra le misure identificate nel documento per rafforzare le proprie frontiere: l'aggiornamento di database e sistemi elettronici di controllo ai confini con connessioni agli archivi elettronici di Europol e Interpol; la registrazione sistematica e la raccolta delle impronte digitali di tutti i migranti che entrano nell'area Schengen, oltre a controlli di sicurezza in base al Sistema di informazione Schengen 2, il database dell'Interpol Sltd ed altri. Si prevede inoltre l'impiego delle squadre di intervento rapido (Rabit) e di polizia alle frontiere per garantire un monitoraggio sistematico e controlli di sicurezza. Frontex "contribuirà alla lotta contro il terrorismo e sosterrà la messa in pratica coordinata della lista degli indicatori di rischio, prima di fine 2015" inoltre assisterà gli Stati Membri nell'aumento dei controlli delle frontiere esterne, per individuare foreign fighter e trafficanti di armi.

Le forze speciali belghe stanno conducendo sei raid a Molenbeek e in altre aree di Bruxelles. Le azioni puntano a scovare persone vicine a Bilal Hadfi, uno dei kamikaze nei pressi dello Stade de France, di venerdì.

Intanto il premier francese Manuel Valls ha parlato davanti all'Assemblea nazionale: "L'immaginazione macabra" dei mandanti del terrorismo islamico "non ha limiti", e "oggi non possiamo escludere niente", ci può anche "essere il rischio di armi chimiche e biologiche".  

Blitz a Saint-Denis, 3 morti e otto arresti. Giallo sulla morte di Abaaoud - E' giallo sulla sorte del 'cervello' degli attacchi di ParigiAbdelhamid Abaaoud e del super ricercato Salah. Secondo media del Belgio, Abaooud sarebbe morto nel corso dell'attacco della polizia a Saint-Denis. Anche secondo il Washington Post, che cita fonti dell'intelligence, la 'mente' degli attentati è morto ucciso nel raid. Secondo la Dernière heure anche il ricercato d'Europa n.1, Salah Abdeslam, tra i terroristi del Bataclan che sembrava si nascondesse a Molenbeek, era nell'appartamento assaltato a Saint-Denis e sarebbe anche lui tra le vittime. Invece l'online della tv pubblica belga francofona Rtbf smentisce: "Né Abdelhamid Abaaoud né Salah Abdeslam sarebbero tra i morti del blitz a Saint-Denis". L'emittente cita "fonti ufficiali belghe che desiderano restare anonime e ambienti vicini all'inchiesta". Resta forte l'incertezza sulla sorte dei due ricercati più pericolosi d'Europa.

Il procuratore di Parigi, Francois Molins, ha annunciato ieri in serata che Abdelhamid Abaaoud e Abdeslam Salah non sono tra i fermati nel raid ma non ha precisato se siano tra gli uccisi, "ancora da identificare".

Il bilancio del blitz è di 3 morti e otto arrestati.

LA CRONACA DEL BLITZ - Il blitz all'alba a Saint-Denis, la banlieue 'dura' di Parigi, dove la polizia - grazie a un cellulare dei kamikaze trovato in un cestino davanti al Bataclan - ha localizzato il covo dei terroristi che, stando ad alcuni sms sul telefonino trovato -progettavano un attentato alla Defense, la zona dove sono concentrati molti uffici nella capitale francese. Nei due appartamenti individuati si cercava Abdelhamid Abaaoud, 28 anni, nato a Molenbeek, la 'mente' delle stragi. Il premier francese Francois Hollande ha ringraziato le forze dell'ordine e ribadito che la Francia è in guerra e anche per questo verranno utilizzate misure emergenziali.

Durante il raid la polizia ha sparato "5.000 colpi", ha detto il procuratore Molins. La "porta blindata dell'appartamento ha permesso ai terroristi di reagire alle forze dell'ordine", ha aggiunto, precisando che ci "è voluta un'ora" per abbatterla.

Secondo la tv pubblica francese France 2, i terroristi di Saint-Denis si preparavano a commettere attentati all'aeroporto di Roissy Charles de Gaulle e nel quartiere d'affari parigino della Defense.

Alle 4 e 20, quando è iniziato il blitz terminato alle 11.30 della polizia - intervenuta con uno schieramento impressionante a 800 metri dallo Stade de France - una donna kamikaze ha azionato la propria cintura esplosiva e si è fatta saltare. Un altro terrorista è stato ucciso. Poi la reazione degli occupanti degli appartamenti, che per il loro numero ha sorpreso le teste di cuoio e cinque agenti sono rimasti feriti. Sul posto in mattinata Francois Molins, procuratore di Parigi, e il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve. "Tre terroristi sono stati arrestati - aveva detto Molins - una ragazza si è fatta esplodere, un uomo è stato trovato morto, colpito da proiettili e bombe. Altre due persone che si nascondevano fra le macerie sono state arrestate". "Non possiamo rivelare l'identità di queste persone - ha detto il procuratore - solo in funzione degli esami saremo in grado di farlo prossimamente".

Gli agenti dei servizi di sicurezza francesi hanno sfondato a colpi di ascia il portone di una chiesa, l'Eglise Neuve di Saint-Denis, che sorge proprio accanto al covo. La polizia ha setacciato tutte le abitazioni e i locali dei dintorni per mettere in sicurezza il quartiere prima di dichiarare concluse le operazioni.

Una lunga sequenza di spari nella notte: tutti i video del blitz

Gli agenti hanno passato al setaccio appartamento per appartamento del palazzo della place Jean Jaures. Nell'assalto è morto anche un cane poliziotto. L'animale è stato utilizzato all'inizio dell'assalto, gli agenti l'hanno fatto entrare nell'appartamento ed è rimasto subito ucciso dalla reazione dei terroristi asserragliati con le armi in pugno. 

"La nostra città soffre ma resta in piedi", ha detto il sindaco di Parigi Anne Hidalgo.

I racconti dei testimoni nel sobborgo di Saint Denis.

La diretta fotografica

La zona del covo dei terroristi è a meno di un chilometro dallo stadio.

Resta dunque altissima la tensione nella capitale francese colpita venerdì. LEGGI LO SPECIALE SULLA NOTTE PIU' LUNGA DI PARIGI

ANSA

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