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primo piano e anteprima

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Trovato un uomo morto sotto il ponte Umbertino, potrebbe essere caduto: è mistero

31 Agosto 2021, 08:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Trovato un uomo morto sotto il ponte Umbertino, potrebbe essere caduto: è mistero

INSERITO DA ANGELA CECERE Siracusa, giallo Ortigia: trovato un uomo morto sotto il ponte Umbertino, potrebbe essere caduto. A dare l’allarme un passante ma quando i soccorsi sono arrivati per il pensionato non c’era nulla da fare. È di un pensionato di 76 anni il corpo senza vita trovato questa mattina sotto il Ponte Umbertino a Ortigia. Non si conosce ancora la dinamica dell'incidente ma secondo le prime ricostruzioni, l'anziano sarebbe caduto in acqua, forse un malore, e non sarebbe più stato in grado di risalire. La Procura sta cercando di accertare cosa è accaduto. Disposta l'autopsia per chiarire le cause di morte dell'uomo.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Esce per una passeggiata dopo cena, travolta e uccisa da un'auto

30 Agosto 2021, 08:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Esce per una passeggiata dopo cena, travolta e uccisa da un'auto

INSERITO DA ANGELA CECERE Investita da un'auto mentre passeggiava: una anziana 83enne è morta così, ieri sera a Vaste, frazione di Poggiardo(Lecce), poco dopo l'ora di cena. Erano infatti le 21.20 quando l'anziana è stata travota da una Kia Sportage guidata da una donna di Lecce. Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato ogni possibile manovra di rianimazione dell'anziana, deceduta poco dopo. I carabinieri della compagnia di Maglie e della stazione di Poggiardo si stanno occupando di ricostruire la dinamica.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Torino, camionista muore schiacciato dal suo tir durante lo scarico merci

30 Agosto 2021, 08:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Torino, camionista muore schiacciato dal suo tir durante lo scarico merci

INSERITO DA ANGELA CECERE Ancora una morte sul lavoro in Italia. Un camionista, per ragioni ancora poco chiare, è morto schiacciato dal suo tir durante la fase di scarico merci. La tragedia è avvenuta a La Loggia (Torino) questa mattina intorno alle 6.30, nell'area adibita allo scarico merci del supermercato Il Gigante. Secondo una prima ricostruzione l'uomo è rimasto schiacciato, per circostanze ancora da chiarire mentre stava scaricando la merce da portare sugli scaffali. All'arrivo dell'ambulanza del 118 le condizioni dell'autista sono appese subito disperate e sono stati inutili i tentativi di rianimarlo. Sull'incidente stanno indagando i carabinieri e i tecnici Spresal dell'Asl To 5. 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Gennaro Leone, il pugile ucciso durante una lite a 18 anni. Il giovanissimo killer confessa: «Non pensavo morisse»

30 Agosto 2021, 08:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Gennaro Leone, il pugile ucciso durante una lite a 18 anni. Il giovanissimo killer confessa: «Non pensavo morisse»

INSERITO DA ANGELA CECERE Notte di sangue a Caserta, nei luoghi della movida giovanile: un ragazzo di 18 anni è morto all'ospedale del capoluogo dopo essere stato accoltellato a una gamba da un altro giovane durante una lite scoppiata in pieno centro, in una zona molto frequentata per la presenza di locali. La vittima si chiamava Gennaro Leone, risiedeva a San Marco Evangelista, comune a pochi chilometri da Caserta, ed era una promessa del pugilato. L'aggressore, un 19enne di Caivano (Napoli), è stato fermato per omicidio volontario dai carabinieri su ordine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere; il giovane, incensurato, è stato identificato grazie alle testimonianze delle persone presenti, tra cui gli amici della vittima, e alle telecamere di videosorveglianza della zona. "Non pensavo morisse", sarebbero state queste le sue prime parole. La tragedia si è consumata in piazza Correra, centro storico del capoluogo, poco dopo la mezzanotte. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Caserta, guidati dal capitano Pietro Tribuzio, intervenuti sul posto, il giovane avrebbe litigato con il coetaneo per motivi futili, forse per uno sguardo di troppo - il movente è comunque ancora in fase di accertamento - quando all'improvviso l'aggressore ha estratto un coltello a serramanico colpendo Leone alla gamba, e recidendogli probabilmente l'arteria femorale. Il 18enne è stato portato all'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, dove il suo cuore ha smesso di battere intorno alle 3.30, probabilmente a causa del troppo sangue perso. Determinanti le testimonianze di chi era presente sul posto; il 19enne aggressore è scappato ma in molti lo avevano riconosciuto. La vicenda, che segue altri episodi di violenza avvenuti di recente durante la movida del capoluogo, ha portato all'immediata convocazione per questa mattina (ore 11) da parte del prefetto di Caserta Raffaele Ruberto, dopo aver sentito il sindaco Carlo Marino, di un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, che dovrà analizzare la situazione e disporre le opportune contromisure. L'amministrazione comunale del capoluogo, con una nota pubblicata sulla pagina Facebook del Comune, ha manifestato vicinanza «al dolore della famiglia del giovane deceduto». Sconvolta anche la comunità di San Marco Evangelista, dove Leone risiedeva con la famiglia; il sindaco Gabriele Cicala, che conosce la madre di Leone, parla di «tragedia straziante». Solidarietà via twitter anche dalla federazione pugilistica, che si è stretta «attorno alla famiglia Leone e alla ASD Energy Boxe Caserta per la scomparsa di Gennaro, nel giro delle giovanili della Nazionale azzurra di pugilato. Riposa in pace, Campione». Un tweet sulla vicenda anche per il leader della Lega Matteo Salvini, che ha scritto di «emergenza sicurezza in tutta Italia». Per il tenente-colonnello dell'esercito Gianfranco Paglia, ex parlamentare e Medaglia d'Oro al Valor Militare, «il modello Caserta è ormai inesistente», mentre il senatore casertano del Movimento Cinque Stelle Agostino Santillo parla di «dolore inaccettabile». Già nel giugno scorso, dopo un'altra notte di movida scatenata e violenta, in cui si erano registrate risse con un barista ferito e due giovani denunciati (tra cui un 16enne), il prefetto di Caserta convocò un comitato per l'ordine; dopo la riunione, il sindaco di Caserta Carlo Marino emise un'ordinanza anti-alcol, che ne vietava il consumo dalla mezzanotte. Intanto un'altra rissa tra giovanissimi è avvenuta nella notte a Capua (Caserta).

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Saman, così i parenti decisero di fare a pezzi il cadavere. Familiari spietati: «Un bel lavoro»

28 Agosto 2021, 14:08pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MIKI PAPPACODA Saman Abbas, omicidio pianificato fino alla decisione di fare a pezzi il cadavere della ragazza diciottenne pachistana per sfuggire poi alle ricerche. Il pomeriggio del 30 aprile nella casa degli Abbas a Novellara (Reggio Emilia) ci sarebbe stata una riunione a cui avrebbe partecipato lo zio Danish Hasnain e un altro parente in cui si sarebbe parlato delle modalità con cui far sparire il cadavere di Saman, smembrandolo. È emerso dall'incidente probatorio del fratello minorenne della 18enne, sparita proprio da quella sera, citato dall'ordinanza del tribunale del Riesame di Bologna. Riferendosi a un partecipante alla riunione, il fratello racconta: «Ha detto: io faccio piccoli pezzi e se volete porto anch'io a Guastalla, buttiamo là, perché così non va bene». Saman Abbas, omicidio pianificato Ikram Ijaz, cugino di Saman Abbas e unico arrestato tra i cinque indagati per l'omicidio della pakistana, partecipò alla fase preparatoria del delitto, scavando la buca il 29 aprile. Poi la notte tra il 30 e il primo maggio arrivò a casa degli Abbas al seguito dell'autore dell'omicidio, Danish Hasnain, con l'altro cugino Nomanhulaq Nomanhulaq che, come lui, aveva partecipato alla fase preparatoria. Per questo, secondo il tribunale del Riesame che ha respinto il suo ricorso, «l'ipotesi più probabile e qualificata è che» i due cugini «abbiano anche partecipato alla materiale esecuzione dell'omicidio», dando man forte a Danish Hasnain. Secondo il Riesame contro Ijaz c'è anche un altro elemento «di fortissima valenza indiziaria» e cioè «la subitanea fuga all'estero», del 6 maggio. Ikram infatti è stato arrestato in Francia, mentre l'altro cugino, lo zio e i due genitori, tutti accusati di omicidio premeditato e sequestro di persona, sono ancora latitanti. Che sia fuggito verso Ventimiglia prima Danish e che poi Ijaz e Nomanhulaq l'abbiano raggiunto dopo, poco rileva. Infatti, che sia fuggito insieme a Nomanhulaq e che abbiano raggiunto Hasnain «avvalora ulteriormente una situazione di complicità tra i tre». La fuga è infatti «priva di qualsiasi spiegazione» non strettamente motivata «dalla corresponsabilità nell'omicidio e dalla conseguente necessitù di sottrarsi al perseguimento di tale delitto».Non è dato comprendere, argomentano i giudici, perché, se innocente, Ikram abbia rinunciato improvvisamente e senza contropartita alcuna, a un lavoro regolarmente retribuito, per di più senza avvertire il datore di lavoro. La spiegazione poi data da Ikram sul fatto che il 29 aprile, quando i tre sono stati ripresi con pale e piede di porco, dovevano fare lavori di pulizia di una canalina è stata smentita dal datore di lavoro e da un'altra testimone, con cui avrebbe detto di aver parlato. Il fratello minorenne di Saman ha poi riferito che la sera del 30, dopo lo zio, nella casa degli Abbas arrivarono anche i cugini, «unendosi al collettivo pianto e disperazione per le sorti di Saman». Quando Saman sarebbe stata aggredita, poco dopo la mezzanotte, secondo gli inquirenti dallo zio Danish, per il fratello non erano presenti i cugini. Ma in una chat agli atti è lo stesso zio a dire a un conoscente: «Abbiamo fatto un bel lavoro», al plurale, osserva il tribunale. Saman, familiari spietati Dalle dichiarazioni fatte dal cugino di Saman Abbas, Ikram Ijaz, «non è emerso il benché minimo senso di commozione per la terribile sorte della povera giovane che pure è una sua parente, il benché minimo rimprovero per chi un tale gesto» ha compiuto, né il minimo dubbio «sulla correttezza etica di quei dettami della tradizione in ossequio ai quali l'omicidio è stato commesso». È quanto osserva il tribunale del Riesame di Bologna, che ha respinto il ricorso dell'indagato per l'omicidio della 18enne pachistana, che si era opposta a un matrimonio combinato e il cui corpo non è stato trovato. Per i giudici del Riesame, che hanno confermato l'ordinanza del Gip, il pachistano 29enne ha fatto propri «i motivi a delinquere del coindagato in ipotesi più pericoloso e temibile», cioé lo zio di Saman, Danish Hasnain. «Si è dunque al cospetto di una vicenda rivelatrice di totale caduta delle basilari spinte criminorepellenti». Lungi dall'aver agito sotto l'impulso di un movente difficilmente riproducibile, Ikram Ijaz «si è posto freddamente e fedelmente al servizio di un feroce assassino mosso dalla tradizione culturale e religiosa che lui stesso condivide». «Parlando con mia madre le dicevo: dai mamma, tu sei una mamma, lui è troppo grande per me, anche lui non vuole sposarsi con me. Lei mi rispondeva che non è una decisione mia». Sono le commoventi parole che Saman Abbas ha affidato ai carabinieri, che la sentirono il 3 febbraio, mentre, già maggiorenne, era ancora affidata a una comunità protetta. A novembre, da minore, infatti la giovane pachistana era stata allontanata dalla casa familiare di Novellara (Reggio Emilia) in quanto aveva denunciato che i familiari la volevano far sposare in patria un cugino di 11 anni più grande di lei. Le dichiarazioni sono riportate nell'ordinanza del tribunale del Riesame di Bologna, che ha respinto il ricorso del cugino Ikram Ijaz, in carcere per l'omicidio in concorso con un altro cugino, lo zio e i genitori, tutti latitanti. «Dal primo momento in cui ho saputo che la loro intenzione era quella di farmi sposare con mio cugino, io ho detto di non volerlo fare», ha aggiunto. Saman ha raccontato anche le violenze subite dal padre Shabbar: «Le reazioni di mio padre erano violente a livello fisico. Mi picchiava. Una volta, 5 mesi fa, ha lanciato un coltello nella mia direzione e non ha colpito me, ma mio fratello che aveva 15 anni, ferendolo a una mano». E poi, «mi picchiava perché io volevo andare a scuola, ma lui non voleva».

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Uccise Robert F. Kennedy, dopo 53 anni l'assassino Sirhan Sirhan sarà scarcerato

28 Agosto 2021, 14:08pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MIKI PAPPACODA Sirhan Sirhan, l'uomo che nel 1968 uccise il candidato democratico alla Casa Bianca Robert F. Kennedy, fratello del presidente ucciso a Dallas, potrà lasciare il carcere dopo 53 anni. La commissione della California che decide sul rilascio dei condannati gli ha accordato la libertà su parola. E tuttavia, la decisione finale è ora nelle mani del governatore dello stato, Gavin Newsom, impegnato nella campagna per la rielezione, che potrà accogliere le indicazioni della commissione o confermare il carcere per Sirhan. Ora 77enne, Sirhan, di origini palestinesi, aveva già fatto domanda di scarcerazione per 15 volte. L'ufficio del procuratore di Los Angeles ha annunciato che non si opporrà all'eventuale liberazione di Sirhan. «È passato oltre mezzo secolo. Il giovane ragazzo impulsivo che ero non esiste più», ha detto Sirhan alla commissione, secondo quanto riportano i media Usa. Dopo il suo arresto, Sirhan riferì di avere assassinato Kennedy, sparandogli a bruciapelo in un albergo di Los Angeles, per il sostegno dell'allora senatore allo stato di Israele. Successivamente Sirhan disse di non avere alcun ricordo di quel giorno.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Green Pass, durata prolungata da 9 a 12 mesi: c'è l'ok del Cts Green Pass, durata prolungata da 9 a 12 mesi: c'è l'ok del Cts

28 Agosto 2021, 14:07pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MIKI PAPPACODA Sarà prorogata da 9 a 12 mesi la validità del Green pass. È arrivato l'atteso parere favorevole del Comitato tecnico scientifico, che allinea la data di scadenza del 'passaporto sanitario' ai dati sulla resistenza degli anticorpi al virus. Una bella boccata di ossigeno: dal punto di vista logistico, la vita più lunga del pass consente di organizzare con meno affanno il cammino verso la terza dose, che sembra ormai certa per i sanitari e via via per le categorie più fragili. Intanto, continua la corsa al vaccino in vista della riapertura delle scuole a settembre. Più del 90% del personale scolastico e universitario ha ricevuto almeno una dose o la dose unica. Rush finale con sprint per i ragazzi. Oltre il 40% tra i 12-15 anni è stato immunizzato, mentre la percentuale aumenta al 67% nella fascia 16-19. E c'è chi già guarda oltre e - come ha fatto il governatore della Toscana Eugenio Giani - inaugura la 'tolleranza zerò nei confronti dei renitenti al vaccino, che saranno interdetti dai luoghi pubblici. E mentre il Covid morde ancora - 7.826 i nuovi positivi (ieri 7221), 45 le vittime (41), tasso di positività in calo dal 3,27% al 2,95% - e la Sicilia torna gialla, continua il braccio di ferro tra imprese e sindacati sulle mense inaccessibili ai 'Cipputì no vax. L'Ue, inoltre, si prepara a vietare l'ingresso ai cittadini di Usa, Israele, Libano e montenegrini non vaccinati. «Abbiamo dati che ci dicono che l'immunità in chi è vaccinato arriva almeno a 12 mesi, il che vuol dire che la stragrande maggioranza degli italiani e sanitari farà una dose di richiamo annuale, e quindi è verosimile pensare che sia giusto estendere il Green pass a un anno», ha fatto presente l'infettivologo del Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti. «Però va fatto immediatamente perché diversamente - ha spiegato il medico - ci sono alcuni che sono stati vaccinati a dicembre e che dovrebbero ricevere una dose tra settembre e ottobre». Ora la proroga evita questo gap. Chi avrà la priorità per la terza dose? «I sanitari dovrebbero essere i primi e uso il condizionale - risponde l'immunologo del Cts Sergio Abrignani -. Assieme ai fragili, ai pazienti con deficit del sistema immunitario o in chemioterapia. Poi si passerà agli over 60». Ma se ne parla «a fine anno o all'inizio del prossimo». «Oltre il 90% del personale della scuola è vaccinato. I dati diffusi dal commissario Figliuolo testimoniano il senso di responsabilità del nostro settore per la ripresa di settembre. Andiamo avanti», esulta il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi. Ma gli incrementi nella somministrazione dei booster si registrano anche per le fasce di età alte: quella tra 50-59 anni è all'80% circa in termini di prime somministrazioni/dose unica, mentre la fascia 60-69 ha superato l'85%. Si consolidano pure le percentuali delle fasce 70-79 e over 80, che si attestano rispettivamente al 90,19 e al 94,06%, sempre riferite a prime somministrazioni/dose unica. «Lotterò fino alla fine con coloro che non si vogliono fare il vaccino. Il nostro è un atteggiamento di assoluto rispetto fino al 30 settembre, dopo tiriamo le somme della nostra campagna vaccinale e chi non ha fatto il vaccino non ha più scuse», ha detto il presidente della Regione Toscana Giani inaugurando la linea dura con i contrari al vaccino. «Dopo quella data - ha sottolineato - chi non ha fatto il vaccino sta a casa: queste persone non si provino a venire nei luoghi pubblici perché la loro non vaccinazione per scelta è inconcepibile». Un assaggio della pazienza finita sono le lettere di sospensione fatte partire per i circa 4.500 operatori sanitari toscani no vax. «Chi non intende vaccinarsi non può prendersi cura degli altri», taglia corto Giani. Sul versante del lavoro, da segnalare la protesta delle Rsu alla Elettrolux di Susegana (Treviso): una irruzione al self service di lavoratori senza il Green pass ha portato l'azienda a sospendere il servizio di mensa per i 700 dipendenti. I sindacati chiedono una struttura accogliente per i pasti take-away dei no vax, sostengono che non ha senso isolare colleghi con i quali si lavora fianco a fianco. Alla Hitachi Rail di Pistoia - dove si producono treni hi-tech - le Rsu non hanno preso bene l'introduzione dell'obbligo del Green pass a mensa da fine mese, con cestini-pasto all'aperto per i non immunizzati.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Donna incinta all'ottavo mese folgorata mentre fa la doccia, il bimbo fatto nascere con parto cesareo

27 Agosto 2021, 08:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Donna incinta all'ottavo mese folgorata mentre fa la doccia, il bimbo fatto nascere con parto cesareo

INSERITO DA ANGELA CECERE Tragico incidente domestico per una donna incinta all'ottavo mese: la 42enne è rimasta folgorata mentre faceva la doccia. L'incidente è avvenuto nel pomeriggio di ieri a Mesagne (Brindisi). A dare l'allarme è stato il marito, che in quel momento si trovava in casa. Immediato l'intervento del 118, che ha trasportato la puerpera in ospedale in codice rosso. Qui i medici hanno deciso di far nascere il bambino con parto cesareo. Il piccolo non è in pericolo di vita, ma sia madre che figlio sono al momento ricoverati all'Antonio Perrino di Brindisi. Per la donna, la prognosi resta riservata. 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Anita, morta a due anni dopo essere caduta dal terrazzo di casa: i genitori decidono di donare gli organi

27 Agosto 2021, 08:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Anita, morta a due anni dopo essere caduta dal terrazzo di casa: i genitori decidono di donare gli organi

INSERITO DA ANGELA CECERE Nel dramma più grande della loro vita, hanno scelto la strada dell'altruismo e della generosità. I genitori di Anita Porqueddu, la bambina di due anni e mezzo morta ieri dopo essere caduta dal terrazzo di casa, hanno scelto di donare gli organi. L'incidente era avvenuto lunedì pomeriggio, intorno alle 15. Un attimo di distrazione e Anita è caduta dal terrazzino dell'appartamento al secondo piano in cui viveva con i familiari a Sassari. Già ieri, una volta constatato il decesso da parte dei medici, i genitori della bambina non si sono opposti al prelievo di cuore, fegato e reni per la donazione, dimostrando una straordinaria sensibilità e altruismo in un momento di grandissimo dolore. Oggi, infine, si è completato, in una sala appositamente allestita all'interno del blocco operatorio dell'ospedale Santissima Annunziata di Sassari, il prelievo di quattro organi dal corpo della piccola Anita. Il primo a soccorrere la bambina era stato uno chef, amico della famiglia. Intanto, la Procura di Sassari sta cercando di ricostruire la dinamica della tragedia, anche se al momento non ci sono indagati.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tragica gita nel bosco con gli amici: Simona muore sbranata da un branco di cani randagi. Aveva 20 anni

27 Agosto 2021, 08:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Tragica gita nel bosco con gli amici: Simona muore sbranata da un branco di cani randagi. Aveva 20 anni

INSERITO DA ANGELA CECERE Catanzaro: ventenne muore sbranata da un branco di cani randagi. La giovane Simona Cavallaro era in gita con degli amici sulle montagne che circondano Satriano, comune sul versante ionico delle Serre calabresi. Mentre passeggiava è stata attaccata da oltre dieci cani. Inutile la corsa in ospedale. Simona Cavallaro, 20 anni, residente nella vicina Soverato, è morta questa pomeriggio a causa delle ferite riportate dopo essere stata aggredita da un branco di cani randagi. La giovane stava facendo una scampagnata con degli amici sulle montagne che circondano Satriano, comune sul versante ionico delle Serre calabresi in provincia di Catanzaro, nella zona di Monte Fiorino, nei pressi di un'area picnic. Poi assieme ad un' altra persone ha deciso di addentrarsi nei boschi circostanti dove entrambi sono stati assaliti da un branco di cani randagi che non hanno dato scampo alla ragazza. A nulla sono servite le urla e le richieste di aiuto della ragazza che circondata dai cani non è riuscita ad allontanarsi. La persona che era con lei, invece, sarebbe riuscita a mettersi in salvo trovando riparo in un capanno poco distante. Non si conoscono molti altri particolari anche perché il fatto è accaduto in una zona di montagna, ma da quel che si è potuto apprendere, gli animali hanno aggredita la ragazza, che si era addentrata nella fitta vegetazione in compagnia dell'altra persona, azzannandola poi in parti vitali al punto da non poterle dare alcuna possibilità di fuga.  Immediatamente sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Soverato competente per territorio e i vigili del fuoco. In seguito è giunto anche il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Catanzaro che si occuperà del coordinamento delle indagini. È toccato proprio ai militari il compito di informare del decesso i familiari della ragazza. Sotto shock gli amici della vittima che erano partiti con lei per trascorrere qualche ora in spensieratezza. La notizia della morte della ventenne si è subito diffusa a Soverato dove la vittima viveva con la famiglia. Sgomento, incredulità e costernazione i sentimenti prevalenti nella cittadina dello Ionio catanzarese tra le più frequentate mete turistiche della Calabria, tra le persone che conoscevano la vittima e i suoi familiari. 

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