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news italia e dal mondo

SEZ. POLITICA Gaffe della Lombardi sull'elezione del Presidente della Repubblica FOTO

17 Aprile 2013, 08:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Non le è servito, poi, arrampicarsi sugli specchi. Ormai, la gaffe era fatta. Il capogruppo del M5S Roberta Lombardi, nel corso di un'intervista a Radio Radicale, si è persa nei particolari. «Dov'è scritto che bisogna avere una certa età anagrafica per salire al Colle? Non nella Costituzione». Peccato che all'articolo 84 la nostra Carta stabilisca che il presidente della Repubblica, per essere eletto, debba avere 50 anni di età.

Crimi e Lombardi, l’imitazione che fa impazzire il web

La parlamentare viene dunque corretta dalla giornalista. E tenta di riprendersi. «Vabbè, non è che c'è scritto dagli 80 anni o dai 70 anni in su che poi è l'età media dei candidati...». «E poi che vuol dire "di esperienza"?». «Vuol dire che devi essere stato nel sistema per 40 anni? O devi essere una figura che sia appunto di garanzie, si attenda quindi esclusivamente a quelli che sono i dettami della Carta Costituzionale?».

Quando la Lombardi scriveva: il metodo Grillo mi fa schifo

E puntuale il doodle del sito del Pd la prende in giro. Con un ironico "Non so l'età", e dietro l'immagine di Gigliola Cinquetti, che con “Non ho l'età” trionfò a Sanremo nel 1964. Seguito dall'intero articolo 84 della Costituzione, dallo stralcio dell'intervista gaffe e da una chiusa inclemente: «Per maggiori approfondimenti si consiglia la lettura della nostra Costituzione». Con tanto di link.

Chi è Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera del M5S

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SEZ. VIDEO E FOTO GALLERY La sexy-detenuta presto su Playboy?

17 Aprile 2013, 08:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nDI MICHELE PAPPACODA Avevamo parlato qualche giorno fa dell'incredibile storia di Meagan Simmons, la bella detenuta diventata una vera e propria star del web grazie alla sua foto segnaletica, diffusasi in modo virale su internet grazie al fenomeno dei "meme". Raggiunta la fama la ragazza ha ora affermato che se Hugh Hefner, editore di Playboy, le chiedesse di persona di posare per la celebre rivista, lei non saprebbe in alcun modo rifiutare.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO UDINE "DAMMI UN MILIONE O NIENTE MUTUO". UDINE, EX DIRETTORE DI BANCA IN MANETTE

16 Aprile 2013, 11:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130416_luciano-di-bernardo.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

UDINE - La Guardia di Finanza di Udine ha fermato Luciano Di Bernardo, ex direttore generale della Banca di Cividale. L'uomo, che adesso si trova ai domiciliari, è accusato del reato di estorsione. MINACCE Le indagini traggono origine dalle dichiarazioni di alcuni imprenditori che avevano raccontato che, con ripetute minacce di revocare (o per concedere) affidamenti, mutui e prestiti, uno dei massimi esponenti dell'istituto bancario friulano, dal 2004 al 2008, era riuscito a farsi consegnare denaro per più di un milione di euro. Inoltre, tramite una finanziaria di cui è stato socio-amministratore, avrebbe costretto altre persone a farsi cedere gratuitamente alcuni immobili nel comprensorio di Lignano Sabbiadoro (Udine). PERQUISIZIONI Da questa mattina sono in corso perquisizioni nei confronti di altri dirigenti dell'istituto di credito (sempre indagati per estorsione) anch'essi coinvolti in anomale concessioni di consistenti finanziamenti e affidamenti bancari. Le attività di perquisizione interessano vari immobili degli indagati nei comuni di Cladrecis (Udine), Cividale del Friuli (Udine), Porcia (Pordenone), San Michele al Tagliamento (Venezia) e Venezia, nonché la sede di una società di costruzioni con sede in Rossano Veneto (Vicenza), per far chiarezza sui rapporti tra quest'ultima e l'istituto bancario. DIMISSIONI La scorsa settimana, dopo aver subito una perquisizione in casa e nel suo ufficio in banca, nell'ambito di un'inchiesta che ipotizza a suo carico il concorso nel crack Fingestim, Di Bernardo aveva rassegnato le dimissioni, accolte dal consiglio di amministrazione della Banca (il suo nome fino a martedì mattina continuava comunque a comparire nel sito internet della banca

LEGGO.IT

16.04.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO BOSTON. ATTENTATO ALLA MARATONA, 3 MORTI. "PISTA DEL TERRORISMO INTERNO"

16 Aprile 2013, 11:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130416_boston-bombe.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

BOSTON - Tre vittime, tra cui un bambino di 8 anni, e oltre 140 feriti, di cui almeno 19 gravi. Oltre 10 le amputazioni. Si aggrava così il bilancio della tragedia alla maratona di Boston che ha fatto ripiombare gli Stati Uniti nell'incubo terrorista dell'11 settembre. Al momento, ma la prudenza è d'obbligo, nessun italiano risulta tra i feriti. Sulle tv americane vengono trasmessi in maniera ossessiva i tanti video delle due esplosioni a 12 secondi di distanza. Quindi le grida della gente in preda al panico e il sangue sulla strada. Scene forti che gettano un Paese intero nell'angoscia, in uno stato di choc. La foto di un podista di 78 anni scaraventato a terra dallo spostamento d'area a pochi metri dallo scoppio è già diventata l'immagine simbolo, l'icona di questa tragedia. Intanto il lavoro degli inquirenti è a tutto campo. TERRORISMO INTERNO? L'attentato alla maratona di Boston sembra piu' l'opera di terroristi interni che di al Qaida: ad affermarlo e' Richard Barrett, ex coordinatore dell'Onu per il gruppo di monitoraggio su al Qaida e sui talebani che, sebbene ritenga sia ancora troppo presto per dire chi siano i responsabili, predilige la pista dell'estremismo di destra. "Al momento, sembra piu' probabile che sia stato un incidente di terroristi di destra che un attacco di al Qaida", ha spiegato l'esperto, citando la scelta del giorno e le dimensioni ridotte dell'ordigno. Barrett, che ha servito con i servizi segreti britannici e ora e' al Qatar International Academy for Security Studies, ha ricordato che "e' successo durante il Giorno dei Patrioti, e' anche l'ultimo giorno per gli americani per pagare le tasse e Boston e' una citta' abbastanza simbolica". "Questi - ha concluso - sono piccoli indicatori". Proprio da Boston infatti parti' nel 1773 la protesta delle colonie americane contro le tasse imposte dall'impero britannico, che porto' due anni piu' tardi allo scoppio della rivoluzione americana. In onore di quel movimento, nel 2006 e' nato il 'Boston Tea Party', l'ala oltranzista delle destra repubblicana. Sul tema si e' espresso anche l'analista di sicurezza nazionale della Cnn, Peter Bergen, convinto che alcune informazioni diventeranno piu' chiare una volta che la polizia avra' reso noto che tipo di esplosivo e' stato usato, dal momento che al Qaeda spesso impiega ordigni a base di perossido di idrogeno. L'utilizzo di un altro tipo di esplosivo potrebbe quindi essere un segnale di un coinvolgimento di estremisti di destra. L'esplosione, ha aggiunto Bergen, gli ha ricordato le bombe di Oklahoma City, opera del terrorista americano Timothy McVeigh che proprio il 19 aprile 1995 fece 168 morti e oltre 680 feriti. "Gruppi di destra hanno provato ad attaccare, per esempio, la parata in memoria di Martin Luther King nell'Oregon nel 2010. Quindi, se e' un ordigno di qualche tipo, non dovremmo saltare alle conclusioni su da dove proviene", ha concluso. CACCIA AI RESPONSABILI Il centro di Boston «trasformato in una zona di guerra», «sangue ovunque», il presidente Barack Obama che tuona «troveremo chi ha fatto questo, scopriremo perchè lo ha fatto»: l'America ripiomba nell'incubo del terrore, dopo la doppia esplosione a Boston, che ha strappato la vita a un bambino di 8 anni, a una ventenne e a una terza persona. Un'altra ventina di persone è ricoverata in condizioni critiche, i feriti arrivano a oltre 130, tra i quali almeno 8 bambini. I medici sono stati costretti a praticare diverse amputazioni. Le deflagrazioni, a 12 secondi di distanza una dall'altra, hanno trasformato in tragedia la maratona della città, che si corre da 117 anni. Ancora oscura la pista battuta dagli inquirenti: c'è quella del terrorismo internazionale, suffragata dalle molteplici minacce agli Usa di al Qaida in tutte le sue ramificazioni, e di quello interno, che poggia soprattutto su una serie di coincidenze temporali, l'anniversario della strage a Oklahoma City (19 aprile 1995, 168 i morti), il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi, che scadeva proprio ieri, o il Patriots Day in Massachusetts. Quel che è certo è l'orrore rimbalzato in tutto il mondo, incredulo di fronte a un attacco definito «sofisticato, coordinato e pianificato» contro una massa inerme di 23.000 partecipanti e altre migliaia di spettatori. Dopo le esplosioni «è scoppiato il caos», ha raccontato Paolo Rossi, 48enne pistoiese, uno dei maratoneti, 227 gli italiani: «Ho visto la morte in faccia. Mia figlia, che aveva scavalcato una balaustra per correre al mio fianco gli ultimi metri, ha cominciato a piangere a dirotto, ci ha raggiunto di corsa mia moglie. Tra le lacrime, non riuscivamo nemmeno a parlare». E sono decine le storie che si intrecciano in questa tragedia: sono gravemente ferite la mamma e la sorella del piccolo Richard, il bambino rimasto ucciso. Altri due fratelli che assistevano hanno perso entrambi una gamba. «Mi è sembrato di essere tornato in Iraq», ha raccontato un veterano, illeso perchè si era fermato a una decina di metri dall'esplosione per bere. «Ho visto un pezzo di gamba di mio marito che volava in aria», ha detto tra le lacrime un'altra partecipante. L'immagine simbolo è quella di un 78enne, scaraventato a terra dallo spostamento d'aria, come abbattuto da un cecchino. Si è rialzato e ha tagliato il traguardo. Ora è caccia ai responsabili, che avevano piazzato altri tre ordigni fatte brillare dagli artificieri. Le due bombe, artigianali, sono state messe dentro alcuni cestini della spazzatura lungo il marciapiede, poi fate esplodere con un telecomando a distanza. Smentito il fermo di un giovane saudita, non chiare le perquisizioni eseguite nel corso della notte. Unanime la condanna internazionale, dall'Ue a Vladimir Putin, da David Cameron a Mario Monti. CITTA' BLINDATA Il governatore del Massachusetts Deval Patrick lo ha detto chiaramente: «Boston resta una città aperta, ma blindata». E le strade della città nelle prime ore della notte rispecchiano perfettamente la definizione. In giro ci sono molte auto della polizia e ben pochi passanti, che si guardano con sospetto mentre camminano veloci, mentre nel cielo ronzano continuamente degli elicotteri. Un cielo dichiarato 'no fly zonè dalla Agenzia federale per l'aviazione civile, che ha anche disposto la chiusura dell'aeroporto internazionale di Logan mentre la pista di atterraggio e decollo viene riconfigurata. Alla stazione ferroviaria i viaggiatori sono ben pochi, e un messaggio diffuso dagli altoparlanti continua a sollecitare chiunque veda un pacco «sospetto» di segnalarlo al più vicino agente di polizia. Solo attorno alla Copley Square, dove sono esplose le bombe che hanno gettato nel terrore la città e il Paese, c'è un pò di gente, in gran parte giornalisti, tenuti a distanza da un fitto cordone di agenti. Tutto intorno c'è un silenzio innaturale. Rotto solo dalle sirene di auto della polizia e dai generatori dei furgoni di appoggio delle grandi emittenti tv, con le antenne satellitari sul tetto. E in lontananza, si vede 'la scena del criminè. S i estende su un raggio di almeno tre isolati ed è illuminata a giorno dalle luci della polizia e dell'Fbi, che stanno setacciando palmo a palmo tutta la zona alla ricerca della 'firmà degli attentatori. Ed è sigillata da una rete di nastro giallo e dalle transenne che erano state disposte per tenere a distanza il pubblico che normalmente si assiepa sulle strade per vedere il passaggio dei maratoneti. Ad ogni angolo di strada c'è un agente, e ad ogni incrocio almeno una macchina della polizia. Ma oltre che sul posto le ricerche si allargano anche ad eventuali testimoni. L'Fbi sta visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e ha aperto aperto un numero verde precisando che «nessuna informazione o dettaglio è troppo piccolo», nessuna foto sarà trascurata, tutto sarà considerato, «ogni pietra sarà rovesciata» alla ricerca di una pista che porti ai responsabili dell'attentato, come ha detto Richard DesLauriers, capo dell'Fbi di Boston.

LEGGO.IT

16.04.2013.

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CULTURA E SPETTACOLI MILANO BELEN, PRIMA FOTO CON SANTIAGO SU FB: "GRAZIE DELL'AFFETTO"

16 Aprile 2013, 11:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.leggo.it/LeggoNews/PANORAMA/20130416_belen-rodriguez-con-santiago.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

MILANO - Prima foto di Belen Rodriguez con il piccolo Santiago. Dopo tanta attesa la scorsa settimana è nato il suo primo figlio dalla relazione col fidanzato Stefano De Martino e, uscita dalla clinica, la Rodriguez ha voluto ringraziare tutti i suoi fan attraverso Facebook postando una foto del piedino del figlio accompagnato dalla didascalia: " Grazie a tutti del vostro affetto!!! sono al settimo cielo...... vi voglio bene!".

LEGGO.IT

16.04.2013.

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CIOCIARIA NEWS ROMA Operazione "Low Cost": altri 3 arresti tra cui dipendente Agenzia Entrate

16 Aprile 2013, 11:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://ciociaria.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/552735_polizia%20+%20finanza.jpg

 

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Roma - A distanza di circa 2 mesi dai primi arresti eseguiti nell’ambito delle indagini connesse all’operazione denominata Low Cost, nelle prime ore della mattinata odierna sono state eseguite, da personale del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Frosinone e della Squadra Mobile del capoluogo ciociaro, altre tre ordinanze di custodia cautelare e numerose perquisizioni. Una delle ordinanze ha riguardato un dipendente dell'Agenzia delle Entrate di Roma. L’operazione si è svolta prevalentemente in Provincia di Roma e si inquadra all’interno di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica della Capitale. Questa mattina la conferenza stampa congiunta svoltasi presso la Questura di Frosinone. "Durante l’operazione - hanno dichiarato all'unisono - sono state, inoltre, denunciate ulteriori 14 persone per concorso in corruzione che porta a 45 il numero complessivo degli indagati. Le misure vanno, quindi, ad aggiungersi alle altre 15 già eseguite lo scorso 11 febbraio con le quali era stata individuata e smantellata un’associazione criminale che a fronte di erogazione di tangenti cancellava, per centinaia di migliaia di euro, debiti che lo Stato vantava nei confronti dei contribuenti". A finire oggi nella rete degli investigatori, quindi, un 34enne romano dipendente dell’Agenzia delle Entrate di Roma che materialmente accedeva nel sistema informatico per manomettere le cartelle. "In particolare l’impiegato - hanno spiegato - su indicazione dell’altro dipendente precedentemente arrestato, entrava nel sistema informatico, in uso all’Agenzia delle Entrate, e provvedeva allo sgravio delle cartelle in “autotutela” o inseriva l’esistenza di un ricorso che sospendeva la pretesa erariale". Coinvolto anche un 57enne romano commercialista "che all’interno dell’organizzazione - hanno riferito Polizia e Finanza - procacciava i clienti in ragione della sua conoscenza delle posizioni debitorie di questi, nonché un cinquantacinquenne sempre romano commerciante, già detenuto nell’ambito della stessa indagine, anche quest’ultimo con il ruolo di procacciatore di clienti". "Gli arresti di oggi - hanno quindi spiegato - infliggono un ulteriore decisivo colpo all’associazione a delinquere nella quale hanno avuto un ruolo preminente un quarantenne di origine calabrese, impiegato dell’Agenzia delle Entrate che approfittando della sua posizione riusciva ad acquisire, mediante l’illegittimo accesso al sistema informatico, i dati di debiti erariali dei “clienti” dell’organizzazione per poi preparare la falsa documentazione con timbro a secco e carta intestata dell’Agenzia delle Entrate attestante lo sgravio o la cancellazione del debito erariale. Mente dell’organizzazione, un cinquantatreenne napoletano che manteneva le fila di tutta l’illecita attività, con il compito di procacciare imprenditori con debiti tributari ed erariali ai quali prometteva la cancellazione a fronte di pagamenti di somme di gran lunga inferiori a quelle dovute. L’indagine ha permesso di accertare che la percentuale da corrispondere si aggirava intorno al 20/30 % degli importi dovuti: in un caso per una cartella esattoriale di 200.000 euro è stato richiesto un corrispettivo di 40.000 euro. Sempre quest’ultimo stabiliva le modalità di spartizione tra i vari complici delle somme indebitamente percepite. L’organizzazione smantellata si avvaleva di una rete di procacciatori piuttosto fitta ed articolata e coinvolgeva anche studi di commercialisti oltre ad imprenditori e commercianti di varie regioni d’Italia, situate per lo più nel Lazio, in Umbria ed Abruzzo. Fino ad oggi sono state eseguite 71 perquisizioni nei confronti di altrettanti complici, tutti debitori, che hanno illecitamente richiesto e/o ottenuto la cancellazione o lo sgravio delle loro pendenze debitorie, nei cui confronti pende l’accusa di corruzione". Le persone arrestate dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, concussione, falso ed accesso abusivo a sistema informatico.

CIOCIARIA NOTIZIE

16.04.2013.

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CIOCIARIA NEWS ROMA Traffico internazionale di droga: maxi sequestro di cocaina

16 Aprile 2013, 10:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://ciociaria.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/552780_fly.jpg

 

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Roma – “Flying Cocaine” è il nome dell’operazione che ha visto un maxi sequestro di cocaina (oltre 43 kg di cocaina purissima) intercettata su un volo proveniente da Santo Domingo. “L’aereo – si legge in una nota congiunta della Questura di Frosinone e Guardia di Finanza - atterra all’Aeroporto di Fiumicino (RM) dov’era in corso una specifica attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti da parte, oltre che della Polaria anche delle Squadre Mobili di Frosinone e Roma, dello Sco e della Guardia di Finanza di Napoli e Fiumicino. L’attività congiunta ha consentito il controllo di diversi vettori provenienti dal Sud America. L’ingente quantitativo di cocaina durante il volo è stato scortato da tre corrieri venezuelani, un uomo e due donne, che trasportavano la preziosa merce all’interno dei loro bagagli. Nelle valigie, infatti – spiegano - è stata recuperata la droga confezionata in “panetti” ciascuno del peso di 1, 300 kg per un totale di 37 kg. A finire nel mirino dei poliziotti, anche una cittadina italiana di ventitrè anni della provincia di Como, che viaggiava sullo stesso volo in compagnia della propria figlia di un anno. Alla vista degli investigatori, la ragazza ha subito mostrato una particolarer agitazione, insofferenza e premura nel voler lasciare l’Aeroporto. Il controllo eseguito nelle borse della donna ha consentito di recuperare all’interno di confezioni di latte in polvere ben 6 kg di cocaina purissima. Le particolari caratteristiche di purezza conferiscono al carico sequestrato un considerevole valore commerciale che, se immesso sul mercato, avrebbe fruttato circa 15 milioni di euro”. Sono scattate, quindi, le manette per i quattro viaggiatori che dovranno rispondere di traffico internazionale di sostanze stupefacent

CIOCIARIA NOTIZIE

16.04.2013.

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TOSCANA NEWS GROSSETO Auto contro albero, muore a 38 anni

16 Aprile 2013, 10:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/section_210/2012/6/30/2224eacc90871235abc3edaac588c27b.jpg

 

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Donna al volante sua auto ha sbandato nel grossetano  GROSSETO,  E' morta a 38 anni per le gravissime ferite riportate in un incidente stradale avvenuto ieri sera dopo le 20 lungo la strada che congiunge Manciano a Montemerano nel grossetano. La donna, Silvia Giuntoli, era al volante della sua auto che ha sbandato ed e' finita contro un albero. Quando i vigili del fuoco hanno estratto tra le lamiere dell'auto il corpo, la donna ancora viva, ma nel corso della notte le sue condizioni sono ulteriormente peggiorate ed e' morta in ospedale.

ANSA

16.04.2013.

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TOSCANA NEWS SIENA Sindaco Sinalunga indagato per peculato

16 Aprile 2013, 10:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/section_210/2013/3/18/6cd846c8546b02c0cd0e4dc20a82c573.jpg

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Inchiesta procura Montepulciano, contestata anche truffa  SIENA, Il sindaco di Sinalunga (Siena), Maurizio Botarelli, e' indagato nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla procura di Montepulciano. Per lui le accuse sarebbero di peculato e truffa ai danni dello stesso comune. Secondo quanto si apprende, Botarelli, che e' anche membro della deputazione della Fondazione Mps, sarebbe indagato per l'utilizzo dell'auto di servizio per scopi privati, mentre la truffa gli sarebbe contestata per la richiesta da lui avanzata di alcuni rimborsi.

ANSA

16.04.2013

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SEZIONE SICILIA NEWS CATANIA Parla il pentito La Causa,scattano 77 ordinanze di custodia cautelare

16 Aprile 2013, 10:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/16/Lacausa_santo400x300--180x140.jpg?v=20130416101715

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Colpito il clan Santapaola CATANIA - Settantasette indagati sono destinatari di un provvedimento restrittivo emesso dal Gip di Catania nell'ambito dell'operazione «Fiore bianco» contro Cosa nostra. L'esecuzione è affidata ai carabinieri del comando provinciale. L'inchiesta della Dda ha preso spunto anche da dichiarazioni del pentito Santo La Causa, il superlatitante di Cosa nostra. Inserito nella lista dei 30 ricercati più pericolosi d'Italia, era indicato come il reggente della cosca Santapaola. È stato arrestato l'8 ottobre del 2009 da carabinieri del reparto operativo di Catania, mentre partecipava a un vertice del gotha della mafia etnea. Il boss collabora ufficialmente dal maggio dello scorso anno, parlando con i magistrati della Dda della Procura di Catania che si occupa delle inchieste sul clan Santapaola.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

16.04.2013.

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