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news italia e dal mondo

TOSCANA NEWS LIVORNO Picchiato e rapinato da un trans al distributore

4 Settembre 2013, 14:45pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Disavventura per un livornese di 53 anni in via Firenze: aveva fatto salire in auto un 40enne peruviano che, durante un approccio sessuale, gli ha rubato mille euro e poi l’ha preso a pugni LIVORNO: Un livornese di 53 anni è stato picchiato e rapinato mentre stava facendo benzina al distributore di servizio Esso in via Firenze. Secondo quanto riferito dall'uomo, proprio in quella circostanza si era avvicinato un transessuale, quarantenne, peruviano, che gli aveva chiesto un passaggio. Una volta in auto, però, il transessuale avrebbe finto un tentativo di approccio sessuale: in realtà, toccando l’uomo, era riuscito a derubarlo della somma di circa mille euro, suddivise in banconote di vario taglio, che teneva nella tasca dei pantaloni. Il livornese se ne è accorto e ha cercato di farsi restituire i soldi ma a quel punto, il peruviano ha cominciato a colpirlo alla testa e al volto. Poi il transessuale è sceso e ha cercato di allontanarsi salendo a bordo di una autovettura ferma poco distante, dove lo aspettavano altri due uomini: uno di 32 anni, peruviano, residente a Prato, a sua volta scendeva dall'auto e minacciava il livornese, la’ltro di 43 anni, sempre peruviano ma residente a Firenze, che restava in auto Il rapinato ha chiamato il 113 e le Volanti, intervenute tempestivamente, sono riuscite a fermare ed arrestare sul posto per rapina in concorso il transessuale ed uno dei complici, mentre l'altro peruviano che si trovava alla guida dell'auto e che era riuscito ad allontanarsi, è stato e rintracciato poco dopo ed indagato in stato di libertà.

IL TIRRENO

04.09.2013.

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TOSCANA NEWS LIVORNO «Ho vissuto per due anni con una garza in pancia»

4 Settembre 2013, 14:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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'Livorno: il racconto choc di Cristina Maffei, 53 anni. "Dopo l’operazione avevo sempre la febbre e non capivo, ora sono rinata ma voglio essere risarcita" - SEGNALATECI I CASI DI MALASANITA' LIVORNO. Cristina Maffei, 53 anni, professione guardia giurata, negli ultimi due ha vissuto, probabilmente subendone le gravi conseguenze, con «un corpo estraneo nella pancia», lasciato dentro di lei da chi l’ha operata il 28 agosto 2011 per asportarle una ciste ovarica che da mesi la faceva impazzire dal dolore. Per sapere se si è trattato - come lei sospetta - di una garza oppure di un filo dimenticati dopo l’intervento, ha già dato mandato a un medico legale affinché esegua tutte le analisi per accertarne la natura. In mano, nella sua casa in via di Salviano, in mezzo a tre cani che si rincorrono in giardino e un contenitore pieno di more raccolte dal marito, tiene il referto istologico che le è stato rilasciato il 12 agosto scorso. Sopra c’è il timbro dell’ospedale universitario di Cisanello, dove di recente è stata sottoposta a una nuova operazione, e in cui si fa riferimento alla presenza di una reazione «flogistica cronica gigantocellulare da corpo estraneo». «Ho già contatto un legale perché in questa storia - ripete - voglio andare fino in fondo. Negli ultimi due anni la mia vita è cambiata - va avanti mostrando i segni dei due interventi a cui è stata sottoposta. Prima facevo cross, andavo a cavallo, ero allevatrice di cani per passione. Guardi com’ero quando ho festeggiato i miei 50 anni e guardi come sono adesso: faccio fatica a muovermi, la mattina a volte non riesco ad alzarmi dal letto e mi stanco subito. Questo è il frutto della sanità che da una parte mi ha ridotto così, ma dall’altra mi ha salvato la vita».

TIRRENO

04.09.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS AGRIGENTO «Sos» Scala dei Turchi, abbattuto un ecomostro ... ne spunta un altro

4 Settembre 2013, 14:28pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Vicino alla scogliera in marna bianca sorgerà un complesso di venticinque villette in cemento armato AGRIGENTO – Abbattuto un ecomostro se ne fa un altro. Difficile a credere, eppure è così. Siamo a Scala dei Turchi, la bellissima spiaggia di Realmonte, candidata a diventare patrimonio dell’Umanità per la particolare scogliera di marna bianca a picco sul mare. E proprio in questo paesaggio da sogno, per tre ecomostri che sono stati abbattuti, sorgeranno ben venticinque villette in cemento armato. E’ quanto denuncia MareAmico, associazione ambientalista Agrigentina. Proprio in questi giorni sarebbero cominciati i lavori per due delle venticinque villette che farebbero parte di un progetto regolarmente approvato con licenze edilizie rilasciate con il parere favorevole della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Agrigento. Le villette in cemento a Scala dei Turchi LA DEMOLIZIONE DEGLI ECOMOSTRI - Solo lo scorso giugno, e dopo vent’anni di contenzioso giudiziario, tra ricorsi e controricorsi –avviati all’epoca da Legambiente - si era giunti alla tanto agognata demolizione della struttura fantasma di seimila metri cubi costruita nel 1989 a due passi della spiaggia. La ditta Scatur, proprietaria dell'edificio, ha deciso di non attendere la pronuncia definitiva della magistratura sull'ultima richiesta di sospensiva procedendo così all’abbattimento dell’ecomostro. «Attorno alla Scala dei Turchi – aveva detto il sindaco Pietro Puccio in quell’occasione - vogliamo costruire nei fatti e non con le semplici parole il futuro del nostro Comune ma anche dell'intera provincia di Agrigento questo bene naturale, che già registra ogni anno l'attenzione di decine e decine di migliaia di visitatori, non ha ancora espresso a pieno tutte le sue potenzialità, e ciò anche per la presenza della bruttura che finalmente sparirà dalla vista di tutti quanti noi che per anni abbiamo fatto fatica a spiegarci ed a spiegarne il perché». IL SINDACO - Oggi, il primo cittadino interviene, ma con un parere del tutto diverso. “Le brutture saranno evitate” dice. “Le abitazioni saranno costruite dalla Co.Ma.E.R srl, società edile di Siracusa, specializzata nella costruzione e nella manutenzione di enti religiosi che ora sta guardando al mercato di edifici. La società s’impegnerà a completare i prospetti prima ancora di rifinire gli interni delle strutture per armonizzare le stesse ai luoghi evitando così la percezione delle brutture che può provocare il cemento grezzo”. ESPOSTO IN PROCURA - L'ex presidente di Legambiente Sicilia, l'avvocato Beppe Arnone, ha mandato un esposto alla procura di Agrigento e alla Regione siciliana, nel quale si chiede di verificare le concessioni edilizie rilasciate nell'area costiera di Scala dei Turchi e di Capo Russello. «Le notizie di stampa relative a consistenti insediamenti realizzati o in corso di realizzazione nelle aree costiere a suo tempo vincolate - scrive Arnone - impone l'apertura di verifiche e in sede amministrativa da parte della Regione e in sede penale da parte della procura. Alla luce delle notizie diffuse sembrerebbe un'autentica presa in giro la gestione del vincolo paesistico». Valeria Catalano

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

04.09.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Entrano in casa e immobilizzano coppia di 60enni: derubati di soldi e oro

4 Settembre 2013, 14:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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In tre, incappucciati e armati. Un altro colpo con le stesse modalità era stato messo a segno in via Santicelli PALERMO – Incappucciati e armati tre rapinatori, nella notte, si sono introdotti in una casa in via Bivona a Palermo. Hanno immobilizzato una coppia di sessantenni, portando via mille euro e oggetti in oro. La polizia indaga sull’accaduto. I malviventi sono entrati in casa quando il figlio della coppia ha aperto il portone per recarsi al lavoro. Ieri un altro colpo con le stesse modalità era stato messo a segno da tre uomini in via Santicelli.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

04.09.2013.

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PUGLIA E CALABRIA NEWS FOGGIA Tribunale di Lucera salvo Verso proroga di 5 anni

4 Settembre 2013, 14:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Il tribunale di Lucera

 

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Rassicurazioni del ministro Cancellieri «Stiamo lavorando per evitare sei chiusure» FOGGIA - «Stiamo lavorando da tempo per salvare i tribunali che presentano, come Chiavari, alcune situazioni importanti e particolari. Vogliamo fare le cose per bene in modo che nessuno possa impugnare il provvedimento». Le parole del ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri pronunciate ieri sera alla Festa Democratica a Chiavari aprono uno spiraglio anche per il tribunale di Lucera, l'unico pugliese destinato a essere soppresso secondo quanto stabilito dal decreto Severino che ha ridisegnato la geografia italiana della giustizia prevedendo, dal 13 settembre, la chiusura di 31 tribunali e altrettante procure, 220 sezioni distaccate e 667 sedi di giudice di pace. IL SALVATAGGIO - Il ministro avrebbe intenzione di salvare sei tribunali: Bassano del Grappa, Pinerolo, Rossano Calabro, Tolmezzo e Chiavari oltre che Lucera, in pratica quelli delle zone ad alto tasso di criminalità. E lo farebbe con un decreto di proroga finalizzato a smaltire almeno il contenzioso pendente. Per questo sarebbero in arrivo 5 anni di proroga per il Tribunale di Lucera. Michelangelo Borrillo

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

04.09.2013.

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Bari, dottoressa uccisa a coltellate 40 colpi da un paziente|Il ricordo

4 Settembre 2013, 14:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Il luogo dell'aggressione (Arcieri)

La vittima: Paola Labriola (da Fb)

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il medico lavorava al Sim (servizio di igiene mentale) Fermato un 44enne. Emiliano: «Lutto cittadino» BARI - Il corpo senza vita di una donna, un medico, è stato trovato dalla polizia in via Tenente Casale, nel rione Libertà di Bari, sede del Sim (servizio di igiene mentale). La donna, la psichiatra Paola Labriola di 53 anni (madre di due ragazzini), ha subito un'aggressione da un uomo in cura ed è stata uccisa con un coltello da cucina (una lama di 12 centimetri). Una quarantina i colpi di coltello inferti al collo alle spalle e in varie altre parti del corpo. L'aggressione è avvenuta attorno alle 9.30 nello studio medico. Sul luogo del delitto IL FERMO - Il medico era in servizio presso il Sim. La polizia ha fermato il presunto assassino, il 44enne Vincenzo Poliseno, ora accusato di omicidio volontario. L'uomo è un ex tossicodipendente con problemi anche di abuso di alcol che solamente un'altra volta era stato nel centro d'igiene mentale del rione Libertà. Secondo quanto si è saputo finora, dopo essere passato verso le 7 del mattino dal centro del San Paolo, avendolo trovato chiuso, l'uomo si è recato nella sede della circoscrizione Libertà pretendendo di avere soldi ma è stato allontanato. Ha quindi raggiunto il centro di salute mentale nella vicina via Tenente Casale dove pare che si fosse recato solo un'altra volta in passato. Durante la visita, l'uomo ha aggredito il medico accoltellandola a morte con un vecchio coltello da cucina che, probabilmente, si era portato da casa. IN QUESTURA E LUTTO CITTADINO - È in corso l'interrogatorio in questura del 44enne. Sul posto dell'agguato sono giunti gli agenti della squadra mobile e delle volanti. Presenti anche il sindaco di Bari, Michele Emiliano, l'assessore regionale alla Salute, Elena Gentile, e il direttore generale dell'Asl di Bari, Domenico Colasanto, che è stato contestato. Non è la prima volta che casi del genere, fortunatamente senza conseguenze, si ripetono nei Sim. Emiliano, inoltre, ha proclamato il lutto cittadino. «Ho già chiesto al prefetto - ha detto il sindaco - si considerare la situazione critica delle strutture dell'Asl. È un incidente sul lavoro dovuto alle condizioni di pericolo a cui sono esposti questi operatori. Finché non sarà trovata una soluzione i vigili urbani sorveglieranno il centro perché le dottoresse vogliono continuare a lavorare». IL MARITO - «Sono sconvolto. Non so se chi l'ha uccisa fosse un suo paziente, non l'ho vista mia moglie, non me l'hanno fatta vedere». Lo ha detto il marito di Labriola, Vito Calabrese, psicologo, che si trova fuori dal luogo dove stamani è avvenuto l'omicidio. L'uomo è molto provato e non ha voluto aggiungere altro. I medici colleghi di Labriola sono tutti sotto shoc e sono ancora all'interno del Centro di salute mentale. LA RABBIA DEI RESIDENTI: SI POTEVA EVITARE - «Qui succede spesso che qualcuno va fuori di testa - racconta Mario, residente nella via dell'aggressione - e in più di qualche occasione i medici rischiano seriamente. La dottoressa Labriola era sempre disponibile spesso si fermava a chiacchierare con chi vive qui nella zona. Credo che sia una tragedia annunciata perché non è il primo caso di aggressioni subite». «Era una dottoressa bravissima e affettuosa - ha raccontato Isa, una paziente arrivata questa mattina al centro poco dopo che è avvenuto l'omicidio -, dovevo ritirare alcuni medicinali non riesco proprio a credere a quello che è successo. C'eravamo riviste pochi giorni fa al rientro dalle ferie e abbiamo scherzato sull'abbronzatura della dottoressa». Isa ha confermato: «Non è la prima volta che accadono aggressioni nel centro e che spesso arrivano pazienti violenti». Vincenzo Damiani

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

04.09.2013.

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CILENTO NEWS Il porto di Acciaroli intitolato a Vassallo

4 Settembre 2013, 13:21pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aINSERITO DA MICHELE PAPPACODA POLLICA. Il nuovo porto di Acciaroli, che sarà inaugurato l'anno prossimo, avrà il suo nome. A tre anni dall'omicidio del «sindaco pescatore», Angelo Vassallo, sono sempre numerose le iniziative per ricordarne la memoria. Ma su esecutori e mandanti del delitto, avvenuto il 5 settembre del 2010 a Pollica, resta il buio più fitto. È il terzo anniversario della morte di Vassallo, ucciso con sette colpi di pistola mentre rincasava a tarda sera. Tre anni di indagini, svolte dalla Drezione Distrettuale Antimafia di Salerno. Tante, le piste battute dagli inquirenti: dal traffico di droga alla cementificazione di un’area tra le più belle e incontaminate della provincia di Salerno, fino agli interessi dei clan camorristici. Ma non c'è ancora nessun colpevole, nonostante l'impegno di inquirenti e forze dell'ordine. «Confidiamo nel lavoro della magistratura», spiega Dario Vassallo, fratello dell'ucciso e presidente della fondazione “Angelo Vassallo sindaco-pescatore”. «Non ci siamo arresi. L'impegno delle forze dell'ordine è stato, in questi tre anni, lodevole. Ma vorrei che ci si ricordasse di mio fratello durante tutto l'anno. Il mio impegno, quello dei giornalisti, quello del mondo della politica, potrebbero contribuire alla risoluzione del caso. È necessario tenere alta l'attenzione». Secondo Vassallo, comunque, «in questi tre anni è cambiato qualcosa. La gente, innanzitutto quella della mia terra, è più consapevole dei propri diritti. È maturata in coscienza. L'assassinio di Angelo ha segnato la coscienza di una intera collettività, maturandola. Quello che ancora non è cambiato, è l'atteggiamento immobile di certa classe politica del territorio. Per fare un esempio, a tre anni dall'assassinio di Angelo, non è ancora stato nominato il suo successore alla guida della Comunità del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Un esempio clamoroso di immobilismo e incapacità della classe dirigente locale. Mi auguro che la classe politica ascolti le richieste della gente. È quello che ha sempre fatto Angelo». «Nel 2014 inaugureremo il porto di Acciaroli completo in ogni sua parte», annuncia Stefano Pisani, successore di Vassallo come sindaco di Pollica-Acciaroli. «Era il sogno di Angelo, e quest'anno ci siamo impegnati in questa direzione. Lo intitoleremo a lui. E dal prossimo anno, torneremo alla parola d'ordine che è stata sempre quella di Angelo Vassallo: creatività. Punteremo in alto, senza la paura di sognare per Pollica progetti straordinari e assolutamente unici. Vogliamo essere all'altezza dei progetti delle amministrazioni del sindaco-pescatore». LA CITTA

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UNA FINESTRA SULLA LOMBARDIA NEWS BRESCIA: AL VIA INTERROGATORIO GARANZIA A DATORE LAVORO MARILIA

4 Settembre 2013, 10:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Oggi l'interrogatorio di garanzia del gip di Brescia Francesco Nappo a Claudio Grigoletto, fermato ieri per l'omicidio di Marilia Rodrigues. In carcere a Brescia, il giudice e' arrivato stamane poco dopo il pm titolare dell'inchiesta, Ambrogio Cassiani. Il giudice, al termine dell'interrogatorio si riservera' di decidere sulla convalida del fermo dell'uomo. "Innumerevoli", secondo la Procura, gli indizi a suo carico. Le ipotesi di reato contestate al datore di lavoro della brasiliana sono l'omicidio aggravato, la tentata soppressione di cadavere e il procurato aborto. 04/09/2013

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SEZIONE SICILIA NEWS COSCHE E APPALTI, IN MANETTE L'EX PRIMO CITTADINO DI SAN PROCOPIO, ROCCO PALERMO

4 Settembre 2013, 10:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vasta operazione della squadra mobile di Reggio Calabria per l'arresto di sette presunti appartenenti alla cosca Alvaro. L'accusa è associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni. Dalle indagini sarebbe emerso un vero e proprio monopolio nella gestione di appalti pubblici con amministratori locali ed imprenditori. Arrestato anche l'ex sindaco di San Procopio, Rocco Palermo, di 52 anni, due imprenditori ed un commerciante. Palermo era già stato arrestato nel giugno del 2010 nell'operazione "Meta", condotta contro le cosche di Reggio e della provincia. L'ex sindaco è ritenuto dagli investigatori un uomo di fiducia di Cosimo Alvaro, il capo cosca. Dopo il suo primo arresto, il Comune di San Procopio fu poi sciolto per infiltrazioni mafiose, nel dicembre 2010, dal Consiglio dei Ministri. I due imprenditori sono accusati di essere inseriti a pieno titolo nella cosca degli Alvaro. In particolare, sarebbe stato proprio grazie alla loro attività che la 'ndrina riusciva ad ottenere gli appalti. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione distrettuale antimafia che ha coordinato le indagini.

04/09/2013

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SARDEGNA E CORSICA NEWS OLBIA: MUORE IN MOTO CONTRO CAMPER. LA CAUSA UNA INVERSIONE DI MARCIA

4 Settembre 2013, 10:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aDI MICHELE PAPPACODA Un giovane di Olbia è morto sul colpo per le gravi ferite riportate nello scontro tra la sua potente moto ed un camper di turisti tedeschi. Da una prima ricostruzione, la moto da enduro guidata da Valter Firinaiu, 25 anni, percorreva il sottopasso che da Olbia porta alle località della Costa Smeralda, quando il camper avrebbe improvvisamente effettuato un'inversione di marcia. L'impatto è stato violentissimo per il giovane rimasto a terra svenuto.

04/09/2013

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