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news italia e dal mondo

TOSCANA NEWS LIVORNO Infarto mentre gioca nel gabbione: salvato davanti al figlio

2 Settembre 2013, 10:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

L’uomo, 69 anni, è stato soccorso da due volontari della Misericordia che erano all’interno dello stabilimento. Decisivo l’uso del defibrillatore LIVORNO. Salvato da due volontari in ferie dopo un infarto mentre gioca nel gabbione. È successo domenica sera intorno alle 18 al bagno “Playa felice” nella zona del Calambrone. L’uomo, un livornese di 69 anni, dopo essere stato soccorso è rimasto in osservazione per tutta la notte all’ospedale di Livorno, le sue condizioni sono serie ma non dovrebbe essere in pericolo di vita. Il sessantanovenne abituale frequentatore del bagno con tutta la famiglia, nel tardo pomeriggio ha partecipato con il figlio a un gabbionata. Mentre giocava si è accasciato. Sono stati i compagni a dare l’allarme cercando di trovare, all’interno dello stabilimento, un medico che potesse prestare le prime cure all’amico in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. «Eravamo nei pressi delle cabine quando abbiamo sentito le grida provenire dal gabbione - raccontano i due volontari che vogliono restare anonimi - quando siamo arrivati il paziente era in arresto cardiaco, così abbiamo iniziato a fargli il massaggio prima a mano, poi dopo qualche minuto è arrivato anche un defibrillatore automatico, lo abbiamo applicato sul petto dell’uomo e ci è arrivato il segnale di dare una scossa. Lo abbiamo fatto e il cuore ha ricominciato a battere. È stata una bellissima sensazione». Dopo le prime cure il sessantanovenne è stato soccorso dall’ambulanza e trasportato in ospedale. Il salvataggio avvenuto nella zona del Calambrone non è stato l’unico della giornata. Ai bagni Pancaldi, infatti, un bagnante intorno alle 12,30 è stato colpito da un malore.È stato soccorso dai bagnini e successivamente dai volontari della Misericordia che lo hanno trasportato in ospedale. Le sue condizioni non sono preoccupanti.

IL TIRRENO

02.09.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO FINITE LE VACANZE, SI TORNA SUI BANCHI. DA GIOVEDÌ RIAPRONO LE SCUOLE IN ITALIA

2 Settembre 2013, 10:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ultimi giorni di vacanza per gli studenti italiani che si accingono ad affrontare un nuovo anno scolastico. I primi a rientrare in classe dopo la pausa estiva saranno, giovedì, gli studenti della Provincia di Bolzano. Per gli studenti del Molise e del Piemonte la prima campanella suonerà, invece il 10 settembre. L'11 sarà quindi la volta dei ragazzi del Lazio, dell'Umbria, della Toscana e della provincia di Trento. Il 12 si rimetteranno lo zaino in spalla i ragazzi di Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Valle d'Aosta e Veneto. A distanza di quattro giorni, il 16 settembre, sarà quindi la volta degli studenti dell'Abruzzo, della Calabria, della Campania, dell'Emilia Romagna, della Liguria, della Sicilia e della Sardegna. Più fortunati gli alunni della Puglia che varcheranno i cancelli di scuola soltanto il 17 settembre.

02/09/2013

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Monreale, la fontana dello Spasimo trasformata in una toilette abusiva

2 Settembre 2013, 10:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Monreale, la fontana dello Spasimo trasformata in una toilette abusiva

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Fu realizzata nel ‘600, quando nacquero la via Venero e le porte della cittadina: ora è un deposito di rifiuti PALERMO - Un deposito di rifiuti, una toilette abusiva e improvvisata. Versa in uno stato di totale degrado la Fontana storica di Monreale, detta “O Spasimo” realizzata nel ‘600, periodo nel quale nacquero la via Venero e le porte della splendida cittadina alle porte di Palermo. «Sembra che di questa fontana si sia dimenticato tutto il suo significato storico e d’identità con la città - denuncia Massimiliano Lo Biondo, consigliere comunale del Partito democratico -. Quella fontana è quasi incessantemente nascosta invece di essere messa in risalto; la parte retrostante è diventato luogo di deposito dei rifiuti e purtroppo bagno, non chimico, abusivo e improvvisato. Il fatto ancor più grave è che questa situazione persiste nonostante la presenza di una farmacia poco distante. Il posto è, tra l'altro, sottoposto al vincolo dalla Soprintendenza ai Beni culturali in quanto bene e luogo storico. Invece è uno spazio la cui bellezza dimenticata, oscurata e offesa ha lasciato il posto solo al degrado. Auspico che chi di dovere apra davvero gli occhi, nell’interesse oggettivo di una città che continuando di questo passo non può avere un futuro». LE ANTICHE MURA - Lo Biondo spiega che quella fontana «coincide quasi con la cinta di mura fatta costruire dal Venero e che delimitava nettamente il centro abitato. Di quella cinta oggi restano solo sparute tracce. Quella fontana, quindi, rappresenta una delle testimonianze storiche e identitarie della città». La cinta muraria aveva sei porte simmetricamente disposte: quella di san Castrense, detta poi di Venero, che portava nella campagna; quella detta delle Verghe, a monte della cittadina, che immetteva nella via verso Pioppo. In simmetria vi erano le porte di San Michele e di Carrubbella. Una quinta porta era quella del palazzo arcivescovile, all’angolo le absidi del Duomo. Da questa porta si scendeva al convento dei cappuccini e quindi in mezzo alla Conca D’Oro. Dalla parte meridionale il paese era limitato dal burrone che era stato scavato in epoca normanna. Un’altra porta doveva trovarsi a monte in testa all’attuale via Fontana dell’Orto. Le mura pertanto seguivano una linea che, partendo dal burrone sotto la porta Venero, collegava questa porta con quella delle Verghe. «Dopo aver contribuito a farla rimettere in funzione nel 2008, oggi - conclude Lo Biondo - chiedo nuovamente di rimettere in evidenza e valorizzare questa fontana per ridare alla città e ai suoi cittadini un altro dei simboli storici e culturali che appartengono alla nostra storia. Per questo chiederò agli uffici preposti la ragione che ha portato a una sua nuova svalutazione».

Fonte Italpress CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

02.09.2013.

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UNA FINESTRA SULLA LOMBARDIA INCENDIO A MILANO, TRE FAMIGLIE EVACUATE. IL ROGO, DOMATO DAI VIGILI DEL FUOCO, È DIVAMPATO PER UNA SIGARETTA DIMENTICATA ACCESA

2 Settembre 2013, 10:29am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aDI MICHELE PAPPACODA Tre famiglie sono state evacuate nella notte a Milano per un incendio sviluppatosi in una palazzina di due piani in via Forze Armate. L'allarme è stato dato dal proprietario dell'appartamento bruciato, un marocchino di 35 anni, che ha poi ammesso di essersi dimenticato una sigaretta accesa. L'uomo, per scappare, si è lanciato dalla finestra di casa, che si trova al primo piano, procurandosi la distorsione di un polso. Il 35enne, che è agli arresti domiciliari, si è praticamente addormentato mentre fumava sul letto una sigaretta. Fortunatamente, l'uomo si è svegliato in tempo per dare l'allarme e fuggire. Tempestivo è stato l'intervento dei vigili del fuoco, che ha domato le fiamme e fatto evacuare le famiglie. Nessuno ha riportato ferite, a parte il marocchino che si è lanciato dalla finestra dell'appartamento al primo piano. L'uomo è indagato per incendio colposo.

02/09/2013

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PUGLIA E CALABRIA NEWS STORIA DI SEMINARA REGGIO CALABRIA A CURA DI MICHELE PAPPACODA

2 Settembre 2013, 09:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aDI MICHELE PAPPACODA Sorta come luogo fortificato, probabilmente tra il VI e il VII secolo, acquistò importanza solo in seguito, quando vi si trasferirono gli abitanti di Taureana, distrutta dai saraceni. Il toponimo, che in documenti redatti in greco, dei secoli X e XIII, compare nelle forme Siminàrion e Seminarìou, nel Trecento è attestato come Seminaria e Seminarie; deriva dal latino SEMINARIUM, ‘semenzaio’. Occupata da Pietro d’Aragona, nella seconda metà del Duecento, rimase sotto il dominio diretto della famiglia reale fino alla fine del XV secolo, quando fu concessa da Ferdinando II agli Spinelli, che ne conservarono il possesso fino all’abolizione del feudalesimo. Nelle sue vicinanze le truppe francesi, comandate dal generale d’Aubigny, furono sconfitte da quelle spagnole, guidate da Consalvo di Cordova e da Ugo de Cardona. Dopo la distruzione di Reggio di Calabria a opera dei turchi, sul finire del Cinquecento, vi furono trasferiti gli archivi e gli uffici del capoluogo. Già gravemente colpita da più terremoti, nel corso del XVII secolo, fu devastata dal sisma della seconda metà del Settecento e ricostruita più a monte. Posta a capo di uno dei cantoni del dipartimento della Sagra, ai tempi della Repubblica Partenopea, con le riforme amministrative attuate dai francesi, all’inizio del XIX secolo, fu inclusa tra le università del cosiddetto governo di Palmi.

Borboni ne fecero il capoluogo di un nuovo circondario, comprendente anche Melicuccà. Sotto il profilo storico-architettonico interessanti sono: la seicentesca chiesa di San Michele; quelle di San Marco e Sant’Antonio, con pregevoli opere d’arte; il santuario della Madonna Nera o dei Poveri, contenente, tra l’altro, una statua lignea della Vergine, risalente al XIII secolo; il palazzo municipale, nel cui androne vi sono dei bassorilievi cinquecenteschi e i resti di casa Spinelli e delle mura medievali.

  • Superficie: 33,55 Kmq
  • Altezza s.l.m.: 290 mt
  • Abitanti: 3.100
  • Densità: 92,40 ab./Kmq
  • Latitudine: 38° 20' 6,10''
  • Longitudine: 15° 52' 17,96''
  • Prefisso telefonico: 0966
  • C.A.P.: 89028
  • Codice ISTAT: 080086
  • Codice catasto: I600

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UNA FINESTRA SULLA LOMBARDIA NEWS STORIA DI CISLAGO VARESE A CURA DI MICHELE PAPPACODA

2 Settembre 2013, 09:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 a DI MICHELE PAPPACODA Il nome CISLAGO è una contrazione di CISTELLAGO di origine celtica ed indica una piccola valle attraversata da un torrente detto Bozzente.

Cislago, nella pieve di Olgiate Olona, segnala la sua Chiesa maggiore sotto i titoli di San Pietro, San Filippo e San Giacomo nel XIII secolo.

Potrebbe derivare il toponimo da "cistella", 'piccolo cesto', ceh allude alla sua ubicazione in luogo aperto o dal personale CASTELLIUS; la versione popolare lo vuole derivante da un lago non più esistente. Da un atto di vendita risulta che i possedimenti del territorio comunale, intorno all'807, furono ceduti al nobile Alcherio, che fece fortificare la zona con la realizzazione di un castello munito di torri, situato in una posizione particolarmente strategica, sia dal punto di vista difensivo, sia per la possibilità di ottenere dai viaggiatori il pagamento di ingenti somme per il pedaggio feudale. Nel VII secolo il feudo fu ceduto al monastero di Sant'Ambrogio, divenendo verso l'anno mille possedimento del duca Ottone. Durante le acerrime lotte traFederico Barbarossa e i Comuni, gli abitanti del borgo si allearono con questi ultimi a danno dell'imperatore. Successivamente, divenuta dominio dei Visconti, seguì le sorti della nobile famiglia milanese. Nel '500 subì la distruzione del castello medievale, ad opera delle truppe di Carlo V. Il patrimonio artistico comprende monumenti di particolare interesse tra cui il castello, i cui lavori di ricostruzione furono avviati nel '600; sono da menzionare anche la chiesa dell'Annunciata e la parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, ricca all'interno di stucchi e decorazioni nonché di modesti affreschi.  

Alla fine del XIV secolo registra il primo curato documentato nella persona del sacerdote Antonio de la Ecclesia. La Chiesa è posta su un terreno rialzato al di là del torrente Bozzente (il cui alveo, a quei tempi, attraversava il paese) ed era circondata su due lati dal cimitero. Essa è lunga circa 16 metri e larga 8 metri, ha una sola navata, con l’altare maggiore più elevato rispetto al resto della pavimentazione. Alla sua destra, ed in una posizione più avanzata, si ergeva il campanile con due campane. Nel maggio del 1486, in seguito ad un voto espresso dai Cislaghesi per la liberazione dal morbo della peste nell’anno precedente, viene eretto un altare in cappella propria quasi a metà della navata, sul lato sinistro per chi entra in chiesa, con affreschi rappresentanti i Santi Rocco, Sebastiano e Bernardino. Una seconda cappella sullo stesso lato viene fabbricata nel 1566 a spese del nobile Pompeo Quadrio in onore di Maria Vergine Immacolata. Il Battistero ha una propria cappella nel 1585 e ad essa si accede scendendo un gradino, come appare ai giorni nostri. La popolazione di Cislago raggiungeva ormai un migliaio di abitanti e veniva spesso invocata la richiesta di un ampliamento della stessa Chiesa Parrocchiale. Le fondamenta della Chiesa sono poste nel 1607 con il parroco Annibale Visconti, mentre l’atto pontificio con sigillo di Papa Paolo V è del 1608. La consacrazione ufficiale è solo del 1645. Il titolo della Chiesa è ora determinato in S. Maria Assunta e Santi Apostoli Pietro e Paolo. Essa risulta dunque più lunga verso l’altare maggiore con il suo coro ed un organo, ha quattro cappelle laterali, due sul lato sinistro: della Concezione e di San Rocco e due sul lato destro: dei Santi Carlo e Ambrogio, e della Natività con Sant’Antonio. Nel 1827 la Chiesa è prolungata sulla facciata, sopravanzando lo stesso campanile e con l’aggiunta di un portico sostenuto da quattro colonne.

Nel ventesimo secolo, al tempo del Parroco Luigi Vismara, si progetta un’apertura con due bracci laterali dedicati al Sacro Cuore verso sinistra e a S. Abbondanzio verso destra, con una Cupola sopra l’altare maggiore (circondato da quattro colonne) e la sistemazione del Grande Organo nel Coro. Il progetto dell’architetto Ugo Zanchetta è concluso con il rito di consacrazione dal Card. Ildefonso Schuster il 17 maggio 1931. Nella navata centrale le quattro cappelle vengono così definite: a sinistra del Rosario e dei Defunti, a destra del Crocifisso e della Immacolata o Sacra Famiglia.

Il Santo patrono: Abbondanzio (Martire)

San Abbondanzio Martire: Affresco nella Parrocchia di CislagoIl corpo ritrovato nei cimiteri romani (catacombe) nel 1672, viene richiesto personalmente da Mons. Ercole Visconti a Roma al Papa Clemente X per Cislago, dove il padre Teobaldo ne è signore ed il fratello Galeazzo suo sicuro successore. Il 16 agosto 1679 è onorato per la prima volta nella Parrocchiale e quindi sistemato nella Cappella dei Defunti o Anime del Purgatorio.

Il Santo è invocato nei periodi di gravi calamità naturali come siccità, incendi e tempeste. Dopo una necessaria ricognizione è collocato in una nuova arca con solenni celebrazioni e grande concorso di popolo, anche dai paesi vicini, nei giorni 16-17-18 maggio 1886 al tempo del parroco don Pietro Erba.

Nel 1931 viene definitivamente posto nell’attuale altare. La “Festa Bella” in suo onore, con accensione del Pallone prima della S. Messa, è celebrata ogni anno al lunedì dopo la Domenica in Albis.

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CILENTO NEWS CAPACCIO PAESTUM 22ENNE INVESTITO DA TRENO E GRAVE

2 Settembre 2013, 08:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La stazione di Capaccio dove si è verificato l'incidente

1078137 477030945726559 424513513 aDI MICHELE PAPPACODA Un giovane di 22 anni - Giulio Tumminelli, di Pontecagnano (Salerno) - è stato travolto da un treno nella stazione di Capaccio Paestum nel Cilento (Salerno) mentre secondo i primi accertamenti ascoltava musica indossando delle cuffie.Soccorso e ricoverato nell'ospedale "Ruggi d'Argona" di Salerno, è in condizioni disperate. Il tragico incidente è avvenuto intorno alle ore 16:00 di questo pomeriggio: secondo alcuni testimoni, scioccati per l’accaduto, il ragazzo stava aspettando il treno che doveva prendere al binario 2, dove si sarebbe seduto, incautamente, sul muretto del marciapiede prospiciente le rotaie, ben oltre la linea gialla di demarcazione del pericolo. A quanto pare avrebbe avuto alle orecchie delle cuffiette, probabilmente per ascoltare musica o parlare al telefonino. Distrazione che gli è stata purtroppo fatale, poiché, per tale ragione, il 22enne forse non avrebbe sentito in tempo il treno proveniente da Salerno che stava sopraggiungendo, a forte velocità, alle sue spalle. Del convoglio se n’è accorto solo all’ultimo momento, ma nonostante abbia cercato di evitarlo, ne è stato risucchiato, colpito e trascinato per diversi metri lungo il marciapiede del binario 2, dove i soccorritori l’hanno rinvenuto in un lago di sangue, schizzato ovunque.

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UNA FINESTRA SULLA LOMBARDIA NEWS Milano: 1.600 multe per guida con Cellulare telefonino „Multe a Milano: 1.600 in 6 mesi per guida con il cellulare“

1 Settembre 2013, 11:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1078137 477030945726559 424513513 aINSERISCE MICHELE PAPPACODA Sulle strade di Milano sono ancora tanti gli automobilisti che non si separano dal proprio cellulare. L’abitudine di parlare o mandare sms – un comportamento pericoloso per se stessi e per gli altri mentre si è al volante – è già costata cara a 1.609 guidatori: tante sono infatti le multe elevate dalla polizia locale di Milano nei primi sei mesi di quest’anno, 4.000 durante tutto l’arco del 2012. A un divieto – l’uso del cellulare – previsto dall’articolo 173 del Codice della Strada ma spesso ignorato, si aggiunge un obbligo non sempre rispettato, nonostante sia in vigore da oltre un quarto di secolo: indossare le cinture di sicurezza. Sono passati 25 anni dall’introduzione di quella norma in Italia, del 1988, eppure quasi un migliaio di persone – 918, per la precisione – sono state “pizzicate” e multate dalla polizia locale di Milano nei primi sei mesi del 2013 per non essere in regola con l’articolo 172 del Codice. Un’inosservanza che, lo scorso anno, aveva determinato ben 1.680 sanzioni da parte dei Vigili sulle strade della nostra città. Essere indisciplinati al volante può costare caro. Entrambe le violazioni del Codice della Strada, infatti, comportano la decurtazione di cinque punti dalla patente, mentre diversi sono gli importi pecuniari: 80 euro per chi non si allaccia le cinture di sicurezza, addirittura 160 euro per chi viene sorpreso a utilizzare il cellulare. Somme che possono essere ridotte del 30% nel caso in cui gli automobilisti indisciplinati decidessero di mettersi subito in regola: dallo scorso 21 agosto, infatti, con l’entrata in vigore del cosiddetto “Decreto del fare”, le due infrazioni rientrano tra quelle che beneficiano del 30% di sconto qualora la multa venga pagata entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica. Per i recidivi, però, il Codice della Strada prevede addirittura la sospensione della patente: da 15 giorni a due mesi per chi venisse scoperto senza cinture per la seconda volta nel giro di due anni, per un periodo ancora più lungo - da uno a tre mesi – per gli irriducibili del cellulare fermati dai Vigili per la seconda volta nell’arco di un biennio.

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SEZ. POLITICA E INTERVISTE ROMA M5S, RISCHIO SCISSIONE: "CI SONO 15 SENATORI PRONTI A INTESA CON I DEM" VIDEO

1 Settembre 2013, 11:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA In principio è stato Lorenzo Battista, senatore triestino del Movimento 5 Stelle, a definire «una follia» la linea di Beppe Grillo a favore del mantenimento del Porcellum: «Piuttosto che tornare al voto con il Porcellum, il M5S è disposto a mettersi intorno a un tavolo e a discutere una nuova legge elettorale». Poi è toccato al collega Luis Orellana sostenere la necessità di dialogare con le altre forze politiche, ricordando a Grillo che i parlamentari non sono soldatini: «Non capisco perché non dovrei usare il cervello. Io penso che sia un errore andare al voto con il Porcellum». Adesso, però, i parlamentari grillini sono allo scontro aperto e il rischio di una scissione aumenta con l’avvicinarsi del dibattito sulla legge elettorale a Palazzo Madama, dove molti di loro ora manifestando pubblicamente il proprio disagio. Lo ha fatto Francesco Molinari, nei giorni scorsi, proprio in riferimento al Porcellum: «Pensare che questa legge infame possa essere funzionale al nostro Movimento è frutto proprio di quella politica che combattiamo». Su posizioni analoghe sono anche Francesco Campanella, Elena Fattori, Alessandra Bencini, Monica Casaletto, Maria Mussini, Fabrizio Bocchini, e la contestazione ha già preso piede pure a Montecitorio, dove Alessio Tacconi ha contestato l’ostracismo cui sono costretti a soggiacere tutti i parlamentari non allineati che chiedono un referendum on-line tra gli attivisti per decidere la linea. CLIMA TESO Richiesta che ha già prodotto uno scambio di insulti in rete. Autrice, la questore del Senato Laura Bottici che ha invitato gli aperturisti a unirsi al Pd: «Trasferite a loro il virus della buona politica, per il resto vaffanculo». L’invito fa il paio con quello contenuto nello stornello composto ad hoc e diffuso nei giorni scorsi dalla senatrice Paola Taverna: «Perché non ve ne andata felici e contenti?». Parole che non sono piaciute al deputato Tancredi Turco: «Credo non convenga a nessuno che ci siano fuoriuscite». Turco è uno di quelli che prova a salvare il salvabile. Come Tommaso Currò, secondo cui basterebbe un ritocco minimo al Porcellum, che modifichi il premio di maggioranza al Senato. E Danilo Toninelli starebbe per presentare una proposta in tal senso. Il clima, però, resta pessimo, come confermava ieri l’eurodeputata Idv Sonia Alfano: «Almeno il 20% di senatori e deputati non si ricandiderà più, visto il clima. Tra i grillini il numero dei cosiddetti dissidenti sta crescendo. Oscilla in base agli umori della politica. Comunque possiamo già parlare di un numero utile per la fiducia. Siamo a ben oltre 10, direi 15. Sono disposti a discutere alcuni punti imprescindibili sulla base dei quali costruire una intesa col Pd, ma sono in difficoltà perché dal Pd non arrivano i segnali che si aspetterebbero». A tendere loro la mano, invece, sarebbero i fuoriusciti dal Movimento. Lo ha già anticipato Adriano Zaccagnini, passato al gruppo Misto in un’altra tornata di polemiche: «Ci stiamo confrontando, non c’è ancora nulla di ufficiale ma stiamo riflettendo su una riorganizzazione dei processi interni al Movimento». L’obiettivo è costruire un nuovo movimento, scevro dai diktat imposti da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Un dialogo che avviene dentro e fuori dal Parlamento, in cui oltre all’epurata Adele Gambaro e alla transfuga Paola De Pin, è coinvolto anche il primo dei ribelli, Giovanni Favia.di Sonia Oranges

LEGGO.IT

01.09.2013.

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UNA FINESTRA SULLA LOMBARDIA NEWS VARESE Addio a Cesare Revelli, professore di intere generazioni

1 Settembre 2013, 11:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INSERISCE MICHELE PAPPACODA Insegnante e politico si è spento all'età di 91 anni. Ha insegnato al liceo classico "E. Cairoli" e come preside a Luino e Gavirate. Importante politico e protagonista del '68 varesino.

 Si è spento all'età di 91 anni Cesare Revelli (nella foto), professore di più generazioni e protagonista della vita politica varesina. Deceduto venerdì 30 agosto alle 22.30, l'uomo è oggi ricordato dai parenti, dagli alunni e dalla città Varese nella quale ha profuso la maggior parte del suo impegno.
Revelli è nato il 4 luglio del 1922, si è laureato in Pedagogia presso l'università Cattolica di Milano ed ha dedicato tutta la sua vita all'insegnamento. 
Punto di riferimento per intere generazioni, Revelli ha insegnato al liceo Classico Cairoli di Varese (tra gli altri è stato il prof di filosofisa del Governatore della Regione Roberto Maroni) dove viene ricordato con molto affetto, come un professore severo ma illuminante capace di stimolare gli studenti. Poi è diventato preside nella città di Luino e successivamente al liceo scientifico di Gavirate.
Oltre alla filosofia e all'insegnamento, l'altra grande passione di Revelli è stata la politica. L'uomo ha sempre studiato battendosi per le teorie marxiste ma mai in modo acritico e senza rinnegare la sua fede in Dio e la sua attenzione per il mondo cattolico, al quale si è avvicinato con gli studi universitari. Revelli è stato un grande studioso di San Tommaso.
Cesare Revelli è stato tra i fondatori della Cgil scuola nazionale e dirigente del Psiup varesino e poi di Rifondazione comunista. Il professore è stato anche un protagonista della stagione del '68in provincia di Varese, consigliere comunale a Gavirate e consigliere provinciale per Rifondazione fino agli anni '90.

FONTE VARESENEWS

http://www3.varesenews.it/varese/addio-a-cesare-revelli-professore-di-un-intera-generazione-270253.html

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