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news italia e dal mondo

SARDEGNA E CORSICA NEWS Gemelline Alessia e Livia, nuovi indizi Una segnalazione porta in Sardegna

27 Settembre 2013, 15:20pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Alessia e Silvia

 

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Le bimbe svizzere furono rapite dal papà che poi si tolse la vita alla stazione di Cerignola FOGGIA - Approdano in Sardegna le indagini sulla scomparsa delle gemelline svizzere Alessia e Livia Schepp, di cui non si hanno più notizie dal 2011, da quando il loro papà Matthias Schepp le ha portate via per poi gettarsi sotto un treno nei pressi della stazione di Cerignola. Secondo quanto riporta oggi L'Unione Sarda, la direzione distrettuale antimafia di Cagliari ha aperto un fascicolo e ieri mattina ha ordinato un blitz in un campo nomadi al confine tra Oristano e Nuoro alla ricerca delle due sorelline. Le perquisizioni non hanno dato le risposte sperate, nessuna traccia delle due bambine. Ma le indagini proseguono. A mettere in moto la Dda, che ha poi affidato il fascicolo al sostituto procuratore Alessandro Pili, è stata la segnalazione dettagliata ricevuta da un avvocato cagliaritano alcune settimane fa. Il legale avrebbe riferito al magistrato quanto gli era stato raccontato da un suo assistito - di cui non ha rivelato il nome - che avrebbe sentito in carcere parlare un gruppo di nomadi. Secondo le rivelazioni sentite dal detenuto, a giugno le gemelline si trovavano in mano a una famiglia nomade, in un campo rom tra le province di Oristano e Nuoro. Ricevuta la segnalazione è stata aperta l'inchiesta al momento senza ipotesi di reato e i successivi accertamenti. I carabinieri dei reparti speciali dopo settimane di appostamenti, ieri mattina hanno fatto scattare il blitz che non ha però dato i risultati sperati. Le tracce di Alessia e Livia si erano perse in Corsica, due anni e mezzo fa, dove erano arrivate assieme al padre, due giorni prima che lui si suicidasse.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27.09.2013.

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SARDEGNA E CORSICA NEWS ALGHERO Pescatori s'incatenano in mare aperto

27 Settembre 2013, 15:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Ad Alghero, nel mirino aumento canone impianti acquacoltura - ALGHERO, Pescatori incatenati in mare aperto, alle gabbie per l'allevamento, davanti al porto di Alghero. Una clamorosa protesta contro il boom dei canoni demaniali marittimi per gli impianti di acquacoltura che scatterà a gennaio. "Una vera e propria stangata", denunciano. L'iniziativa è stata promossa da Coldiretti: un imprenditore e un dipendente di un impianto di acquacoltura questa mattina si sono incatenati a una delle strutture per l'allevamento del pesce, a un chilometro e mezzo dalla costa.

ANSA

27.09.2013.

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CIOCIARIA NEWS Anagni, schianto sulla Casilina: ferite due donne

27 Settembre 2013, 12:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Anagni, schianto sulla Casilina: ferite due donne

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Schianto sulla via Casilina in territorio di Anagni, ferite seriamente due donne. 

Il terribile incidente si è verificato ieri, intorno alle 13.30, in via Pistone Tofe, proprio all'innesto della via Casilina ad Anagni.

A rimanere ferite due donne del posto che, a bordo rispettivamente di una Fiat Uno e di una Toyota Yaris, sono entrate violentemente in collissione. 

Ad intervenire sul posto due ambulanze del 118 e i Carabinieri della Compagnia di Anagni.

Immediate le prime cure e il trasferimento delle due persone ferite al pronto soccorso dell'ospedale Spaziani di Frosinone. Le loro condizioni sono subito risultate serie ma non tali da far temere per la loro vita.

Le dinamiche dell'incidente sono al vaglio delle forze dell'ordine.  

CIOCIARIA NOTIZIE OGGI

27.09.2013.

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TOSCANA NEWS LIVORNO Falsifica la sentenza, avvocata finisce sotto processo

27 Settembre 2013, 11:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Livorno: è accusata di truffa e falso. Avrebbe inventato un risarcimento di 150mila euro a favore del suo cliente, al quale avrebbe chiesto il pagamento in contanti della parcella di 4.000 euro LIVORNO. I quattromila euro della parcella li voleva in contanti. Molto strano. E poi quei timbri, apposti sulla sentenza, non convincevano fino in fondo il cliente. Eppure lei, la sua avvocata, lo aveva rassicurato sul fatto che tutto era andato per il verso giusto. Quella causa di risarcimento civile contro un’assicurazione si era conclusa bene, con un esito molto positivo per lui, tanto che il giudice aveva accordato un risarcimento di oltre 150mila euro. Tutto a posto dunque, secondo lei. Ma il campanello di allarme ormai era già suonato nella mente del cliente che ha deciso di fare una specie di “prova del 9”: è andato in tribunale a controllare ed è stato allora che ha scoperto che in realtà la sua causa era stata appena depositata in tribunale. Altro che sentenza, insomma... È così che è finita nei guai un’avvocata del foro di Nola, Eva De Vivo, che per un periodo ha lavorato in città, appoggiandosi allo studio Bondi, che le ha dato per qualche mese ospitalità, anche se - come precisa lo stesso legale labronico - ognuno lavorava per conto proprio. De Vivo è accusata di truffa a falso in un processo che è scaturito in seguito a una indagine dei carabinieri. Il cliente in questione, assistito dall’avvocato Marco Caradonna, oggi sarà ascoltato davanti al giudice.

IL TIRRENO

27.09.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS LECCE Paziente contro i medici Caos e paura a Psichiatria

27 Settembre 2013, 11:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Ospedale di Galatina

 

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Bloccato con un coltello dopo la collutazione Tarricone: «Rischiata la vita come è successo a Bari» LECCE — Ci poteva scappare il morto mercoledì scorso nel reparto di Psichiatria dell’ospedale «Santa Caterina Novella» di Galatina, dove, intorno alle due del pomeriggio, un paziente di circa 30 anni giunto da Putignano in regime Trattamento sanitario obbligatorio, ha estratto dalla tasca un coltello a serramanico brandendolo minacciosamente davanti ai presenti. Una scena che ha fatto raggelare il sangue nelle vene di medici e infermieri consapevoli che dinanzi ai loro occhi si stava materializzando un’insidia assai simile a quella costata la vita alla psichiatra Paola Labriola, uccisa da un suo paziente il 4 settembre scorso nel Centro di salute mentale del rione Libertà, a Bari. Il coraggio non è mancato agli operatori sanitari galatinesi che, in sette, hanno cercato di immobilizzare l’uomo riuscendoci al termine di una prolungata colluttazione, durante la quale l’energumeno ha riportato una ferita da taglio a un piede. Secondo la relazione stilata dal direttore del reparto, Lucio Tarricone, il paziente, accompagnato da due vigili urbani del Comune di Noci e da un’infermiera del Centro di salute mentale di Putignano, si sarebbe ferito nel tentativo di sfuggire alla presa degli operatori. Ma ciò che è accaduto l’altro ieri poteva avere un epilogo ben più drammatico, a sentire il primario. «La disgrazie l’abbiamo sfiorata: qualcuno poteva lasciarci la pelle», scandisce con tono cupo il dottor Tarricone. «Il pensiero è andato alla collega Paola Labriola - confida il medico - perché anche noi, qui a Galatina, siamo esposti al rischio della vita. Il paziente non era stato trattato farmacologicamente dai colleghi baresi e stranamente aveva in tasca il coltello, anche se a noi hanno detto che i carabinieri lo avrebbero perquisito. Il personale è stato coraggioso e a tutti va fatto un plauso: se non è successo niente è merito degli infermieri». Una relazione dettagliata sull’accaduto è stata inoltrata ai massimi dirigenti dell’Asl leccese «perché, se dovesse accadere in futuro qualche tragedia, nessuno possa dire di non sapere», si sfoga Tarricone. E aggiunge: «Noi siamo sotto organico e privi di tutele. Si sappia come stanno le cose: come si fa a controllare 15 pazienti, quanti il reparto ne può contenere, con due soli infermieri per turno? Su 24 operatori dell’area infermieristica, dieci godono dei benefici della legge 104. Ciò vuol dire che si possono assentare, com’è loro diritto, ma significa anche che si va in sofferenza. Spesso siamo in difficoltà quando arrivano pazienti in eccitamento maniacale o con altri disturbi psichiatrici». Il direttore medico dell’ospedale di Galatina, Giuseppe De Maria, in attesa della relazione sul fatto, getta acqua sul fuoco: «Abbiamo problemi ben più seri. Reazioni pericolose dei pazienti avvengono di rado, e comunque l’ospedale è presidiato dalla vigilanza armata». Valdo Mellone, direttore generale dell’Asl, ha incontrato i sanitari di Galatina. «Fatti così gravi riaccendono l’attenzione sul problema della sicurezza degli operatori e mettono in luce come si possa alcune volte contribuire a prevenire e meglio gestire situazioni di scompenso psicotico grave». Antonio Della Rocca

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27.09.2013

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Sospiro di sollievo, la Sis revoca i licenziamento per 122 operai

27 Settembre 2013, 11:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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La società appaltatrice da tempo era in attesa dei fondi necessari per procedere con i lavori PALERMO - Il tram prosegue la sua marcia. Possono tirare un sospiro di sollievo i 122 operai che lo scorso maggio avevano ricevuto la procedura di licenziamento da parte della SIS. La società appaltatrice per la costruzione della linea tranviaria di Palermo da tempo aspettava i fondi necessari per il prosieguo dei lavori della prima linea del Tram e aveva intimato nei confronti di diversi lavoratori la procedura di licenziamento. REVOCA - C'è soddisfazione a Palazzo delle Aquile per un risultato importante che garantisce al capoluogo siciliano un passo avanti nella realizzazione di un opera strategica per la mobilità e per le famiglie una boccata di ossigeno. «La revoca delle 122 procedure di licenziamento è un segnale importante che restituisce serenità a molte famiglie e testimonia la bontà del percorso che tutti gli attori coinvolti in questa vicenda hanno seguito - ha spiegato il sindaco Leoluca Orlando -. Un percorso che ci ha permesso di rimettere in moto tutta la procedura di realizzazione di questa importante infrastruttura, salvaguardando al contempo i livelli occupazionali». Roberto Chifari

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27.09.2013.

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TOSCANA NEWS SIENA Mps:via a primo processo,assente Mussari

26 Settembre 2013, 11:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Accusa è ostacolo agli organismi di vigilanza  - SIENA, - Al via il primo processo, con rito immediato, per l'inchiesta su Antonveneta. Ostacolo agli organismi di vigilanza è l'accusa, in concorso, per l'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, l'ex dg Antonio Vigni e l'ex responsabile dell'Area finanza Gianluca Baldassarri, che avrebbero occultato nella cassaforte dell'ex dg Vigni, il contratto di mandate agreement stipulato nel 2009 tra Mps e Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria. In aula dei 3 imputati è presente solo Baldassari.

ANSA

26.09.2013.

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TOSCANA NEWS LIVORNO Spaccio in via Garibaldi, tre in manette

26 Settembre 2013, 11:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Cedevano dosi di eroina a consumatori livornesi. Uno degli arrestati, come accertato dai carabinieri, faceva il pusher durante le ore libere dagli arresti domiciliari LIVORNO. Spacciavano eroina in via Garibaldi. Uno di loro lo faceva durante le ore di libertà dai domiciliari per spacciare. Sono tre, due uomini e una donna, gli arrestati dai carabinieri con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. È il risultato di un blitz anti droga fatto dai militari dell’Arma martedì pomeriggio. Nel corso dell’operazione i carabinieri della Compagnia hanno identificato i tre arrestati e altrettanti consumatori. A finire in manette, Massimo Terreni, livornese di 51 anni già noto alle forze dell’ordine, Denise Carlini, 40enne anche lei livornese, e il tunisino Hassen Zidi, 23enne, domiciliato in città. In base a quanto accertato dai carabinieri, Terreni, che si trovava agli arresti domiciliari, è stato sorpreso dai carabinieri mentre, approfittando delle quattro ore di permesso giornaliere a sua disposizione, cedeva alcune dosi di eroina in via Garibaldi, a due uomini poi segnalati dai carabinieri alla Prefettura in quanto consumatori di stupefacenti. Stessa sorte è toccata a Carlini e Zidi, entrambi sorpresi, sempre in via Garibaldi, a cedere una dose di eroina ad un 60enne livornese. Quest’ultimo, anche lui segnalato in prefettura, è stato anche denunciato in stato di libertà per favoreggiamento: secondo l’accusa quando i carabinieri l’hanno fermato, ha fatto false dichiarazioni sull’attività di spaccio. Le successive perquisizioni nelle case dei tre arrestati, hanno poi consentito di sequestrare ulteriori sette grammi di eroina, una bilancina di precisione e 1.300 in contanti, soldi ritenuti provento dello spaccio

IL TIRRENO

26.09.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS FOGGIA «Prezzi troppo bassi, stop alla Borsa del grano»

26 Settembre 2013, 10:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Produzione di grano

 

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L’allarme dei produttori della Capitanata: «A 24 euro al quintale non conviene coltivarlo» FOGGIA - Dai 27 euro a quintale di agosto ai 24 di settembre, in calo dell’11%. Le quotazioni del grano duro del Tavoliere diminuiscono sempre più rischiando di deprimere l’intero mercato che proprio in queste ore si vede invaso di grano proveniente dal Canada (1.500 autotreni stanno scaricando da una nave nel porto di Bari ben 40mila tonnellate di grano duro). Coldiretti e Confagricoltura non ci stanno: gridano alla speculazione e invitano a uno stop delle contrattazioni e a un blocco del listino prezzi. «Il nostro timore — spiega il vice presidente di Confagricoltura Foggia Emiddio Ursitti, componente della Commissione prezzi della Camera di Commercio di Foggia — è che dietro questa corsa al ribasso possano esservi logiche di cartello tra i componenti della parte acquirente». Confagricoltura Foggia, pertanto, invita tutti i componenti di parte agricola della commissione a ricorrere alle maniere forti ed a bloccare l’intero sistema di commercio. «Con il crollo dei prezzi — sottolinea dal suo canto il presidente di Coldiretti Foggia Pietro Salcuni — la cerealicoltura della provincia di Foggia rischia di scomparire. Siamo assolutamente lontani dal breakeven, cioè da quel punto di equilibrio fra costi di produzione e ricavi che richiederebbe un prezzo non inferiore a 30 euro». Dito puntato anche contro le istituzioni che non danno seguito all’applicazione della legge sull’etichettatura obbligatoria dell’origine dei prodotti agroalimentari. Se la valorizzazione del Made in Italy passa dalla trasparenza, l’etichettatura dell’origine sui prodotti non può che diventare — secondo le associazioni di categoria — l’arma con la quale perseguire questo obiettivo nell’interesse del Paese. «Vorrei vedere - aggiunge Salcuni — se le nostre industrie della pasta, che si stanno approvvigionando a piene mani di questo grano canadese, invece di confezionare il prodotto con immagini della nostra Puglia fossero costrette a caratterizzare i loro pacchi di pasta con immagini delle Montagne Rocciose o dei Laghi dell’Ontario». La battaglia delle associazioni foggiane diventa d’interesse nazionale dato che un eventuale stop delle contrattazioni andrebbe a condizionare inevitabilmente l’andamento dei listini di Piazza Affari sui future del grano. Marzia Campagna

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

26.09.2013.

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SARDEGNA E CORSICA NEWS CAGLIARI Ragazza uccisa,folla commossa a funerali Vescovo, ragazza solare e affettuosa, perdono per suo assassino

26 Settembre 2013, 10:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Ragazza uccisa,folla commossa a funeraliINSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAGLIARI, Una folla commossa ha partecipato a Villacidro ai funerali di Marta Deligia, la barista ventisettenne uccisa lunedì dall'ex fidanzato Giuseppe Pintus, ora rinchiuso in carcere. Nella chiesa della Madonna del Rosario già un'ora prima dell'inizio della funzione religiosa non c'era posto e la piazza antistante si è riempita fino a contenere oltre duemila persone. Il vescovo di Ales-Terralba mons. Dettori ha ricordato Marta come una ragazza solare e invocato il perdono per il suo assassino.
ANSA

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