Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Scritto da Michele Pappacoda Il parroco di Gerenzago in provincia di Pavia nei giorni scorso mentre era ad Inverno sempre in provincia di Pavia scivola accidentamente e cadendo si fa male al braccio ai primi accertamenti sembrava un trauma passeggero ma da ulteriori radiografie risulta un problema molto piu importante e nei prossimi giorni sarà operato di tendinite. al braccio.
ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI Ci sono quei bar e negozi simbolo di un tempo che non c'è più, e ci sono quelli che ancora resistono. Poi le persone, le date, le abitudini. Facebook trascina il suo popolo in un viaggio tra nostalgia e ricordi. Le pagine "Sei di se" si moltiplicano, non importa se di grandi città o piccoli centri. Pavia ne è stata contagiata.
Sei di Pavia se. In poco più di un giorno dalla sua creazione la pagina "Sei di Pavia se" è arrivata a oltre 4.300 adesioni. E' un flusso continuo di nomi, episodi, immagini.
Cioccolata, panini e pizza. Nella classifica ideale dei simboli di Pavia, quelli che toccano le corde delle'emozione c'è la cioccolata di Cesare in corso Garibaldi e il suo zabaione. E' tra i più citati e commentati. Senza dimentica il Boccio. "Sei di Pavia se vai al Boccio e mangi il Super Buby" come scrive Pamela Bianchi e c'è chi aggiunge "Sei di Pavia se sai che il Boccio è chiuso il giovedì" e chi ora ci porta i figli. C'è la pizza fino alle due di notte da Giulio per poi passare a tutto quello che oggi non c'è più.
Negozi scomparsi. "Sei di Pavia se almeno una volta hai il predo da Gigi il gelataio il ghiacciolo al cioccolato con sopra la panna montata" scrive Marcello Boara che colleziona 25 mi piace e scatena i ricordi. E non è l'unico nelle centinaia di messaggi arrivati sulla pagina a ricordare Gigi: il gelato d'estate le caldarroste d'inverno. C'è chi come Michele Tardio ricorda il Burghy in via Mazzini. I ricordi scorrono senza sosta: "Sei di Pavia se compravi la focaccia da Balzarini, gli affettati da Malaspina e gli Ip dalla Vittoria", scrive Cristiano Maccabruni
Le discoteche e i locali. "Il saturday night era al Docking o al Celebrità finché non avevi la patente - scrive Massimo Bozzini - poi Mulino della Frega per spingerti poi fino al King o al Pierrot concludendo spesso la nottata con la pizza da Giulio". O al bar Notturno. In tanti ricordano Spaziomusica che ancora oggi è un simbolo della Pavia che ama la musica e ha voglia di condividere e sono tanti i pensieri rivolti a Bruno. "E la discoteca Dolly la ricordate"? chiede Laura Stillo
Le scuole. "Sei di Pavia se quando andavi a scuola nonvedevi l'ora di sentire i fischietti degli universitari per la Liberazione", ricorda Gloria Ruffini.
Max Pezzali. Il bar Dante, il Celebrità. Pavia e la sua provincia raccontate da Max Pezzali tornano nei ricordi dei pavesi. C'è chi scrive semplicemente "2 discoteche 106 farmacie" citando la sua "Con un deca".
Le persone. Il ricordo di Angelo, anima del Caffè teatro. "Sei di Pavia se hai passato almeno un sabato notte a parlare col Vanni", ricorda Guido Giuliani. Si trovano citati Jo Rende, Gigi il gelataio. Ma non ci sono solo simboli scomparsi. Fidenzio e il suo motorino sono tra i più citati.
Mi sto in burg e tal chi. Le parole sono importanti. Elisabetta Lunghi ricorda che a Pavia si dice: "Mi so no mi sto in burg!" per dire che non si sa qualcosa. Elena Borrone aggiunge: "Sei di Pavia se all'amico che vedi dopo anni e che ti ha salutato con un tal chi rispondi tal là".
(Da sinistra in senso orario: il Duomo con la torre civica, il ponte del Policlinico, la tessera del Docking, il gelataio Bianchi, il Ponte Coperto) TUTTE LE FOTO
ESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI VOGHERA. Stava spingendo l’auto in panne per raggiungere l’area di servizio dell’autostrada A7 a Castelnuovo Scrivia e chiedere aiuto, quando è stato colto da un malore che non gli ha lasciato scampo. Così è morto Alessandro Nicola, 67enne pensionato vogherese che viveva al numero 4 di via Di Vittorio, nel quartiere di Pombio. Con lui c’era la moglie, che ha assistito impotente al dramma.
E’ accaduto poco dopo le 17 di ieri. Secondo le prime ricostruzioni, Nicola e la moglie stavano viaggiando in direzione Genova, dopo essere entrati in autostrada al casello di Casei Gerola, quando la loro macchina ha avuto un guasto e si è fermata all’improvviso. Anzichè chiedere soccorso con il telefono cellulare o con una delle postazioni per gli sos, l’uomo ha deciso di spingere da solo il mezzo sulla corsia di emergenza fino alla non lontana stazione di servizio. Probabilmente lo ha fatto proprio perchè mancavano poche decine di metri allo svincolo ed era convinto di farcela senza problemi. Invece è avvenuto l’imponderabile, forse lo sforzo eccessivo a cui si è sottoposto ha sovraccaricato il suo organismo e il cuore ha ceduto di schianto. Saranno comunque gli accertamenti subito predisposti a fare piena luce sulla dinamica dei fatti. A nulla sono valsi gli sforzi per rianimare il pensionato operati dalle squadre del 118 di Alessandria e di Pavia. Sul posto anche una pattuglia della polizia di Milano Ovest e il soccorso Aci Rebutti di Tortona.
INSERITO DA KATIA ANDREOLETTI VIGEVANO. Si è tranciato parzialmente un pollice manovrando una macchina per calzature. L’incidente sul lavoro è avvenuto ieri mattina poco prima delle 11, al calzaturificio Giorgio di via Gorizia.
Secondo i primi accertamenti uno degli operai della ditta, un 40enne residente a Sale (Alessandria) si è appunto ferito manovrando uno dei macchinari, che gli ha tranciato quasi completamente la prima falange del pollice della mano destra.
Sono stati subito chiesti i soccorsi: la centrale del 118 di Pavia ha mandato sul posto un’ambulanza della Croce rossa di Vigevano che ha trasferito l’uomo al Pronto soccorso dell’ospedale civile. L’operaio è stato poi ricoverato nel reparto di Traumatologia dell’ospedale di Vigevano, ma non si escludeva di trasferirlo all’ospedale di Magenta per un intervento chirurgico.
Al calzaturificio di via Gorizia c’è stato anche un sopralluogo dei tecnici Asl: dovranno appurare la dinamica dei fatti, per verificare che nel luogo di lavoro venissero rispettate tutte le normative sulla sicurezza. E’ stato richiesto anche l’intervento della polizia locale. (a.m.)
INSERITO DA KATIA ANDREOLETTI PAVIA. Inseguiti e bloccati nei vialetti davanti al cimitero di San Giovannino. Due presunti spacciatori sono stati arrestati e, questa mattina, compariranno davanti ai giudici del tribunale di Pavia per la convalida del provvedimento. Nel corso dell’arresto un carabiniere è stato ferito e guarirà in qualche settimana. Sono finiti in carcere Papa Larine Ndajaye, un senegalese di 19 anni, residente a Pavia in via Cadora e Lorenzo Rodriguez De La Cruz, un dominicano di 25 anni, abitante a Pavia in viale Sicilia. I due dovranno rispondere alle accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e il senegalese anche di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Ecco la ricostruzione di una movimentata vicenda avvenuta, mercoledì pomeriggio verso le 18, vicino al cimitero di via San Giovannino. Il dominicano e il senegalese erano di fronte all’ingresso del cimitero. In quel momento è passata una vettura del nucleo radiomobie dei carabinieri. I militari si sono insospettiti dall’atteggiamento dei due e si sono fermati per capire cosa stava succedendo. I militari li hanno chiamati per effettuare un controllo ma, loro, invece di consegnare i documenti hanno cercato di allontanarsi di corsa. Una fuga difficile e i due sono stati subito fermati. Ma il senegalese, nel tentativo di divincolarsi, ha ferito uno dei militari. Il carabiniere è caduto a terra e si è procurato una lesione a un braccio. Il collega ha chiesto l’intervento di rinforzi e i due sono stati bloccati, caricati in auto e accompagnati in caserma. Sono stati perquisiti: nelle tasche dei pantaloni avevano nove confezioni di marijuana pronta ad essere spacciata. Il senegalese ne aveva una. I carabinieri li hanno rinchiusi in una camera di sicurezza e hanno perquisito le rispettive abitazioni. In viale Sicilia, in quella di Lorenzo Rodriguez De La Cruz, hanno recuperato altri 50 grammi di «fumo» e un bilancino di precisione che, secondo gli investigatori, venivano utilizzati per pesare le dosi. Addosso a uno degli arrestati sono stati trovati 65 euro in contanti che potrebbero essere il ricavato dello spaccio. «A questo punto - spiegano gli investigatori – pensiamo che i due quando sono stati bloccati avevano appena iniziato gli incontri con i clienti».
Il senegalese e il dominicano hanno ottenuto la concessione degli arresti domiciliari. Questa mattina compariranno davanti al giudice per la convalida del provvedimento e non è da escludere che vengano processati con rito direttissimo. Rischiano una pesante condanna. Intanto le indagini sono in corso. I carabinieri della compagnia di Pavia stanno cercando di definire i contorni del loro «giro» di spaccio. L’obiettivo degli investigatori è di scoprire se appartengono a qualche organizzazione più complessa oppure siano spacciatori «sciolti» che si procurano discreta quantità di droga per venderla al dettaglio a consumatori occasionali.
INSERITO DA KATIA ANDREOLETTI VOGHERA. La morte cinica e spietata se l’è portato via in pochi istanti, non lasciando neppure il tempo di tentare l’impossibile per salvarlo. Matteo Bertero aveva appena vent’anni, una vita intera davanti. Era uno studente modello, dopo il diploma con il massimo dei voti al liceo scientifico Galilei, frequentava la facoltà di Chimica all’Università di Pavia. Gli insegnanti, commossi, lo ricordano come un ragazzo allegro ma anche serio e molto capace e promettente negli studi. I genitori - il papà Maurizio, dirigente di un’azienda di Sannazzaro de’ Burgondi, la mamma Lorena Mussini, impiegata in uno studio commercialista - lo hanno trovato con il capo riverso sul personal computer, nella sua camera, poco prima della mezzanotte di mercoledì. Per Matteo non c’è stato più nulla da fare. Tempestivi ma inutili i soccorsi. A stroncarlo è stato quasi certamente un infarto. Un attacco improvviso e devastante, arrivato senza alcun preavviso, senza nulla che potesse farlo presagire. Tanto più incomprensibile e crudele per aver spezzato una giovane vita. Matteo era figlio unico, oltre ai genitori lascia i nonni Bruno, Anna Maria e Olga. I funerali saranno celebrati oggi alle 15,30 nella chiesa parrocchiale di Pombio.
E’ una tragedia che lascia allibiti e sgomenti, quella avvenuta nell’abitazione al numero 6 di via Fogazzaro, nella zona di via Barbieri. Palazzine basse, villette a schiera, quella parte di città verso Rivanazzano che più si è sviluppata negli ultimi decenni. Matteo avrebbe compiuto 21 anni il prossimo 19 ottobre. Sui social network, il dolore immenso degli amici e dei compagni di liceo e università. «Mi mancherai», scrive Sara. «Ciao Berty. Spero che lassù sia meglio di qua, spero che sia bello come a Parigi», ha postato Eleonora. «Sarai sempre con noi», promette Tiziana. La morte di Matteo ha colpito anche il mondo della politica locale, a cui il padre Maurizio aveva appartenuto ai tempi in cui era consigliere di quartiere a Voghera Est per Forza Italia. «Sono vicino a lui e alla moglie Lorena, li abbraccio – mormora l’assessore Giuseppe Carbone – Maurizio è una persona stupenda, ricordo il suo impegno per il quartiere e la città. Era legatissimo al figlio che gli stava dando grandi soddisfazioni. Quanto accaduto è davvero terribile». Commosso anche l’altro amministratore comunale Daniele Salerno, già compagno di scuola di Maurizio Bertero all’istituto Baratta.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ma che musica, maestra! Dovevano essere delle innocue canzoncine degli anni 80, ma sulla lavagna digitale, davanti a bimbi di quinta elementare di Vicenza, sono comparse le immagini di un film porno. Il balzo fulmineo dell’insegnante per bloccare il filmato non è stato abbastanza veloce da risparmiare ad alcuni ragazzini la visione di quelle immagini, difficili da decifrare a soli 10 anni. Così gli alunni hanno raccontato tutto ai genitori, e si è scatenato il putiferio. Anche se la maestra, in realtà, si è solo limitata a riprodurre il contenuto di una chiavetta Usb consegnatale dai genitori di uno dei ragazzini. «È stato un incidente», si è giustificato il preside, Pietro Sergio Cervellin, spiegando come «i più dispiaciuti e amareggiati siano stati proprio i genitori che avevano dato in mano al loro figlio la chiavetta incriminata con registrate canzoni del passato». Un incidente ancor più imbarazzante, se si considera che scuola vicentina è retta da religiose. Alcuni genitori avevano persino minacciato di rivolgersi agli avvocati, ma tutto potrebbe rientrare. Al massimo, a chiarire qualche dubbio agli studenti, provvederà la psicologa.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SALERNO - Non aveva prove che la moglie lo tradisse, ma solo sospetti. Peraltro neanche tanto fondati, un sentito dire, la confidenza di qualche amico e alcune coincidenze di orari. Ma la gelosia lo ha assalito e ha affrontato la consorte. Che ha negato tutto, naturalmente. Ma non l'ha proprio convinto. A quel punto l'uomo, un 36enne di Montecorvino Rovella, si è chiuso nello sgabuzzino di casa dopo aver preso una robusta corda. L'intento, dichiarato, era quello di impiccarsi. Per amore. La moglie, dopo inutili tentativi di farlo rinsavire, ha subito chiamato i carabinieri. Che sono intervenuti e hanno sfondato la porta trovandolo sul punto di impiccarsi.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Il cane è il migliore amico dell’uomo» è uno dei modi di dire più celebri e condivisi. Ma gli animali, tutti, sono fantastici compagni soprattutto dei bambini. E lo si sa fin dagli anni 60, quando lo psichiatra infantile Boris Levinson, enunciò per la prima volta le sue teorie sui benefici della compagnia degli animali, che egli stesso applicò nella cura dei suoi pazienti. Oggi la pet therapy, che ha recentemente ottenuto il riconoscimento dalla comunità scientifica, affiancando e integrando le terapie mediche tradizionali, è utilizzata anche in case di riposo, ospedali, comunità di recupero.
Infatti, come riportato dal Ministero della Salute il contatto con un animale, «oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti interpersonali offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco, l'occasione, cioè, di interagire con gli altri».
Lo dimostra anche – in modo ironico – un video virale, condiviso da BuzzFeed che vedete qui sotto.
Ecco perché ogni bambino ha bisogno di un animale come amico.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'ultima, Sienna Miller, che ha raccontato come, dopo tradimenti e separazioni, alla fine lei e Jude Law siano rimasti buoni amici. Ma anche Courteney Cox, solo pochi giorni fa, ha spiegato di aver preso benissimo la notizia che il suo ex marito, David Arquette, sta per diventare di nuovo papà: «Quando ami qualcuno vuoi che sia felice, anche se non con te».