INSERITO DA MICHELE PAPPACODA
MARRUBIU. La sveglia che non ti aspetti. Una sveglia ancora più sgradevole di quella solita: una sirena, poi un altoparlante che invita tutti a abbandonare le case. È l’una del mattino di venerdì. A Sant’Anna quasi tutti dormono: la frazione di Marrubiu non è esattamente un paradiso per gli amanti della vita notturna e anche in estate, con lo scirocco che soffia forte, c’è poco da fare per restare in giro.
Ci pensano i carabinieri a svegliare tutti: il fuoco sta arrivando da sud-est e ha già divorato gran parte di un esteso boschetto di eucalyptus. Bisogna fare presto, bisogna andare via. L’ordine è partito dal sindaco di Marrubiu, Andrea Santucciu. Cento le persone evacuate in un’altra giornata nera per la Sardegna, con migliaia di ettari devastati dal fuoco tra Oristanese, Medio Campidano e Sulcis Iglesiente.
Pare fossero partite poco tempo prima da un “palo-cabina” dell’energia elettrica, nella zona di Is Bangius. Corto circuito, scintille, fiamme: una sequenza devastante che ha trovato benzina nel caldo di una delle giornate più torride di questo inizio estate, nello scirocco e nella tanta vegetazione. E così il fronte delle fiamme si è esteso e si è mosso veloce. Ha saltato la statale 131, inondandola di fumo e costringendo la polizia stradale a chiuderla al traffico. Ha attraversato la ferrovia danneggiando la linea, ha devastato aziende, in particolare la Sarda perforazioni che si trova a ridosso della piccola stazione di Sant’Anna, ha terrorizzato le persone.
I volontari hanno collaborato al duro lavoro delle forze dell’ordine dei vigili del fuoco, della forestale, della protezione civile, dei barracelli. Quando le condizioni di luce lo hanno consentito, si sono alzati in volo gli elicoterri e sulla zona è arrivato un Canadair. L’inconfondibile aereo giallo e rosso si è mosso in un cielo che per chilometri e chilometri era ancora invaso dal fumo, sino alla tarda mattinata di ieri. Con una serie di lanci ben piazzati sono stati prima contenuti poi spenti gli ultimi focolai ed è partito il lavoro dei tecnici delle ferrovie e dell’Enel per ripristinare al più presto i servizi. Ed è partita la conta dei danni.
di Roberto Petretto LA NUOVA SARDEGNA