NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Il neonato lotta in ospedale, è ancora grave
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le porte del reparto di patologia neonatale del San Matteo restano chiuse agli sguardi e alla curiosità dei visitatori. Oltre la vetrata c’è uno scricciolo attaccato alle flebo, un bimbo che dopo soli tre mesi di vita deve già affrontare la sua battaglia, la più importante. Lotta per restare in vita e perché non resti nulla di quel trauma ancora senza un perché. Dall’ospedale non arriva nessuna dichiarazione sulle condizioni di salute del bambino, ma secondo fonti interne il piccolo non sarebbe più in coma. Le sue condizioni, tuttavia, restano molto gravi. Il cervello ha riportato lesioni e c’è «un versamento di liquor» che non si è riassorbito del tutto e che ancora preoccupa.
L'inchiesta. Lesioni colpose gravi e abbandono di minore. Sono le accuse che fanno da sfondo all’indagine della procura di Pavia sul bimbo di 3 mesi ricoverato al Policlinico San Matteo per un sospetto “trauma da scuotimento”.
Il ricovero in terapia intensiva. La prognosi, dopo due settimane di ricovero in terapia intensiva, resta riservata. «In questo momento è impossibile valutare i danni che ha riportato il cervello», si limita a dire un medico. Bisogna attendere che il bimbo superi la fase critica. Nel frattempo ci si aggrappa alla speranza che, stavolta, le statistiche vengano smentite. Due terzi di bambini che sopravvivono alla “sindrome del bambino scosso”, infatti, riportano danni neurologici gravi come disturbi allo sviluppo, gravi danni all’udito, alla vista, alla capacità di articolazione del linguaggio fino a invalidità permanenti. È per questo che alcune regioni hanno avviato campagne di prevenzione. L’obiettivo è informare le mamme e i papà sui comportamenti corretti da tenere di fronte al pianto prolungato del neonato. All’ultimo congresso italiano di pediatria la Sindrome del bambino scosso (Shaken Baby Syndrome) è stata individuata come «una delle principali cause di morte nel primo anno di vita. Eppure il 75 per cento dei genitori – ha spiegato Pietro Ferrara, docente di pediatria a Roma – non sa che scuotere un bambino può essere molto pericoloso».
DI MARISA FIORE LA PROVINCIA PAVESE
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