TOSCANA NEWS COLPO ALLA VILLA Sequestrate e rapinate da quattro incappucciati
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA LIDO. Erano in quattro, a volto coperto. Sono entrati brandendo una pistola e minacciando la 72enne padrona di casa e la sua badante. «Se state buone facciamo presto», hanno detto in un italiano stentato, ordinandogli di mettersi sedute sul divano. Mentre uno teneva sotto tiro le due donne, gli altri tre frugavano l’abitazione. Nascosta dietro un quadro hanno trovato una piccola cassaforte. A quel punto hanno tirato fuori un enorme martello da muratori e l’hanno sfondata a mazzate. Hanno preso quel che c’era dentro e se ne sono andati. In tutto, sono entrati ed usciti, in meno di mezz’ora. Una mezz’ora di ordinario terrore quella vissuta giovedì 18, intorno alle 18,30, a Lido di Camaiore dalla famiglia di Romano Redini, 81 anni, ex dentista in pensione (aveva uno studio al Secco), noto anche per la sua attività politica all’interno della lista civica Alternativa per Camaiore. A raccontarci l’accaduto è lo stesso Redini, che abita in una villetta nella zona del mercato ortofrutticolo, insieme alla moglie malata di 72 anni e alla badante rumena di 28. «Io non ero in casa – racconta Redini – Sono tornato alle 18,37 e li ho scansati per cinque minuti. Quando sono entrato ho trovato tutto sottosopra, con mia moglie e la badante paralizzate dallo choc. Ho capito che era successo qualcosa di brutto». Le due donne hanno raccontato l’accaduto a Redini e subito dopo hanno chiamato le forze dell’ordine: sul posto sono arrivati prima gli uomini della polizia, poi i carabinieri. «Da dove siano entrati i ladri non l’ho capito – racconta Redini – Non ci sono segni di scasso a porte e finestre: probabilmente hanno scavalcato il cancellino del giardino e poi hanno forzato una porticina laterale del retro cucina. Non è stata una bella esperienza: la più choccata è stata la badante che all’improvviso si è trovata quattro incappucciati in casa. Mi ha raccontato che indossavano dei passamontagna neri e parlavano un italiano stentato, con un accento straniero, forse dell’Est. Come refurtiva non è che abbiamo portato via granché, il problema è il trauma che hanno subito mia moglie e la sua badante». «Quattro persone, con accento straniero. Forse con un complice ad aspettarli all’esterno». Facendo due più due, probabilmente a qualcuno verrebbe da pensare che sia la stessa banda di rumeni arrestata ieri, dopo un furto a Massarosa (per altro sono già tutti liberi). Ma dalle forze dell’ordine per il momento non arriva nessuna conferma. I Redini, tra l’altro, non hanno notato macchine simili a quella su cui viaggiava la banda (una Citroen C5 con targa francese). Fatto sta che negli ultimi giorni episodi di questo tipo si sono verificati con una certa frequenza. Stavolta i ladri hanno addirittura preso in ostaggio una signora malata e la sua badante. In casi analoghi a volte ci scappa anche il morto: ricordiamo ad esempio, la tragica fine di Luana Mariani, la 77enne uccisa in casa da una banda di rapinatori lo scorso aprile, nel centro di Forte dei Marmi. «Per fortuna qui non si è fatto male nessuno – racconta Redini – Però certe cose è bene raccontarle: almeno chi di dovere interviene». di Gianni Parrini IL TIRRENO
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