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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA In Calabria giunti circa 1.500 migranti Sindaco Corigliano 'il nostro impegno non può essere infinito'

9 Giugno 2015, 10:58am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA In Calabria giunti circa 1.500 migranti Sindaco Corigliano 'il nostro impegno non può essere infinito'
NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA In Calabria giunti circa 1.500 migranti Sindaco Corigliano 'il nostro impegno non può essere infinito'

INSERITO DA ANGELA CECERE CATANZARO, Sono circa 1.500 i migranti giunti in Calabria a bordo delle navi Driade e Vega della Marina Militare e della nave spagnola Rio seguro del sistema frontex. I migranti, di diverse nazionalità, sono stati sbarcati nei porti di Crotone, Corigliano Calabro e Reggio Calabria Tra i migranti ci sono oltre 160 minorenni e dieci donne incinte. Le condizioni di salute sono buone. Il sindaco di Corigliano, Giuseppe Geraci, ha affermato che "non siamo razzisti ma il nostro impegno non può durare all'infinito".

ANSA

09.06.2015. 11.58

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Apparizioni, il Papa avverte: la Madonna non ha emissari

9 Giugno 2015, 10:52am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Apparizioni, il Papa avverte: la Madonna non ha emissari

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA «La Madonna non è un postino che porta messaggi ogni giorno». Papa Francesco lo aveva già detto lo scorso anno in occasione dell’ennesima apparizione mariana che, dall’agosto 2014, si verificherebbe il 13 di ogni mese a Oppido Mamertina, un comune della provincia di Reggio Calabria. Ancor prima il Pontefice aveva parlato di «cristiani senza Cristo» riferendosi a chi «cerca cose un po’ rare e un po’ speciali, che insegue visioni private dimenticando il Nuovo testamento». Scettismo e convinzioni ribaditi ieri, durante la messa celebrata nella Cappella di casa Santa Marta in Vaticano, quando il Papa è tornato ad attaccare senza mezzi termini segni e fenomeni soprannaturali, carichi di emozione e suggestioni, in grado di generare «confusione e peccato» nei credenti. Un monito, quello di Bergoglio, che appare quasi un appello rivolto a veggenti o presunti tali capaci di ricevere messaggi divini con una regolarità degna dei migliori porta lettere. «No, - dice il Papa - questa non è identità cristiana, ma è solo un’altra strada per fare un passo indietro nella fede. La curiosità genera confusione e ci allontana dallo spirito della sapienza che, invece, ci offre pace».

Fin qui il Santo Padre che se da un lato non fa mai esplicito riferimento al fenomeno Medjugorje, dall’altro è pronto a esaminare lo studio commissionato nel 2010 da Benedetto XVI che istituì una speciale commissione internazionale d’inchiesta su quanto è accaduto, e accade, in quel villaggio della Bosnia Erzegovina sconosciuto al mondo fino a mercoledì 24 giugno 1981 quando sei ragazzi, su una collinetta, dichiararono di aver visto la «Regina della Pace».

«Aspettiamo con ansia anche noi il responso della commissione - dice Mirjana Dragicevic, una dei sei veggenti di Medjugorje - è ora finalmente di fare chiarezza su ciò che accade sulla collina delle apparizioni. La Madonna continuo a vederla e sono convinta che il Papa non ce l’aveva con noi, ha parlato in generale e bene ha fatto. Troppa gente nel mondo specula sulla buona fede dei pellegrini». Un lungo lavoro d’indagine, quello coordinato dal cardinale Camillo Ruini, messo a segno con altri porporati e teologi specialisti, che ben presto verrà esaminato dal Pontefice per la decisione ultima e definitiva sulla credibilità di Medjugorje e dei sei veggenti, tre dei quali dichiarano ancora di incontrare la Madonna tutti i giorni. Di ritorno dal suo viaggio a Sarajevo, infatti, il Papa riferendosi all’operato della commissione aveva parlato di un «bel lavoro svolto» pronto finalmente ad avviarsi al giudizio finale in programma in occasione di una delle prossime riunioni plenarie della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Quale sarà il verdetto? Bergoglio stroncherà definitivamente il fenomeno? Il Pontefice pensa che le apparizioni siano autentiche oppure no? Non sarà facile decidere anche perché, inutile nasconderlo, Medjugorje è ormai un luogo di devozione mondiale al pari di Lourdes, con milioni di pellegrini che ogni anno affollano la collina delle apparizioni e migliaia di conversioni in nome della «Gospa», senza contare il business economico: le visioni, dal 1981 ad oggi, oltre ad aver prodotto un fatturato miliardario per albergatori, tour operator e agenzie di viaggio, hanno convogliato moneta sonante anche nelle casse della locale Chiesa cattolica che avrebbe guadagnato 290 milioni di euro, donazioni escluse, grazie all’afflusso di pellegrini.

Un brand straordinario che ha fatto il giro del mondo trasformando il paesino a una trentina di chilometri da Mostar nel top del turismo della fede suggestionato senza dubbio dal gran numero di apparizioni. E questo riporta a uno dei nodi più difficili da sciogliere, ossia al fatto che le apparizioni della Madonna in Bosnia-Erzegovina non siano un fenomeno concluso, anzi per la prima volta nella storia della Chiesa hanno un carattere seriale, che continua appunto da oltre trent’anni. Da qui probabilmente la cautela di Ruini: il cardinale, in merito al lavoro d’inchiesta, ha più volte parlato di una «proposta articolata» lasciando immaginare che si stesse facendo strada in Vaticano una soluzione prudente e ancora interlocutoria. Nell’attesa, i sei veggenti di Medjugorje si ritirano in preghiera. «Non possiamo fare altro - prosegue Mirjana - poi ci penserà la Madonna».

La Dragicevic è l’unica che sceglie di parlare e commentare le parole del Pontefice affidando il suo pensiero al marito Marco. «Ho avuto apparizioni quotidiane dal 24 giugno del 1981 al 25 dicembre dell’82. - racconta - Quel giorno, affidandomi il decimo segreto, la Vergine Maria mi disse che per tutta la vita avrei avuto un’apparizione all'anno, il 18 marzo. Dal 2 agosto 1987 ogni secondo giorno del mese sento la sua voce e molto spesso la vedo. Insieme preghiamo per i non credenti. Adesso - aggiunge la veggente - dobbiamo farlo più che mai». Poi, una promessa: «Non so come andranno le cose, vedo in giro tanta confusione, quel che è certo è che se il Papa o il Vescovo del mio paese dovessero chiedermi di non salire più su quella collina, lo farò senza esitazione. La prima cosa che la Regina della Pace mi ha insegnato è la regola dell’ubbidienza e io intendo rispettarla fino in fondo. Al resto penserà lei».

il mattino.it

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Allagata caserma Vvf Siena,2.000 fulmini Forti temporali con vento in più province della Toscana

9 Giugno 2015, 10:47am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Allagata caserma Vvf Siena,2.000 fulmini Forti temporali con vento in più province della Toscana
NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Allagata caserma Vvf Siena,2.000 fulmini Forti temporali con vento in più province della Toscana

INSERITO DA ANGELA CECERE FIRENZE, Una quarantina di interventi dei vigili del fuoco, tra ieri sera e la notte, per forti temporali, accompagnati dal vento, in più province toscane. Il maltempo, spiegano i vigili, ha interessato prima la zona di Paganico tra Grosseto e Siena, poi le province di Pistoia e Lucca e anche di Massa Carrara. A Siena allagata la caserma dei pompieri. Qualche disservizio a macchia di leopardo anche per l'energia elettrica, a causa dei fulmini: 2.000 quelli registrati da Enel.

ANSA

09.06.2015.11.47

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Immigrati, 1.220 da inizio anno in Sardegna Contro i 166 profughi dell'intero 2014

9 Giugno 2015, 10:40am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Immigrati, 1.220 da inizio anno in Sardegna Contro i 166 profughi dell'intero 2014
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Immigrati, 1.220 da inizio anno in Sardegna Contro i 166 profughi dell'intero 2014

INSERITO DA ANGELA CECERE CAGLIARI, Nell'ultimo anno la Sardegna è diventata la quinta regione d'Italia per gli sbarchi di migranti. In tutto il 2014 ne erano arrivati solo 166, ora, da gennaio ad oggi, siamo già a quota 1.220, di cui quasi 900 giunti in un'unica soluzione il 30 maggio scorso. Un numero elevato che sta creando non pochi problemi. In primo luogo la gestione degli sbarchi veri e propri, poi l'accoglienza nelle strutture ricettive messe a disposizione nei vari Comuni e, da ultimo, il desiderio degli stessi migranti di voler lasciare al più presto la Sardegna per ricongiungersi con i propri affetti in altri paesi del nord d'Europa. Un desiderio che negli ultimi giorni si è trasformato in protesta per gli oltre 90 stranieri che si sono piazzati all'ingresso delle Dogane del porto di Cagliari e altri 50 che hanno manifestato davanti al Commissariato di Carbonia, nel Sulcis. Solo una parte è riuscita a lasciare l'Isola via nave, ma la maggior parte si trova ancora nelle varie strutture di accoglienza sparse nella regione. "La Sardegna è una terra generosa: nonostante i suoi molti problemi, è pronta a dare una mano a chi ne ha bisogno, quando ne ha bisogno", ha dichiarato il governatore Francesco Pigliaru proprio nel giorno del maxi sbarco dei 900 migranti. Ma nei Comuni c'è preoccupazione. "Per la sua posizione la Sardegna rischia di veder incrementati i flussi di arrivo e la situazione nei centri di accoglienza potrebbe diventare ingestibile", sottolinea Antonio Satta, segretario dell'Unione Popolare Cristiana (Upc) e componente dell'ufficio di presidenza dell'Anci. Una preoccupazione ribadita dallo stesso presidente dell'Associazione dei comuni sardi, Pier Sandro Scano. "Bisogna fare una distinzione tra prima accoglienza e seconda - spiega - nel primo caso quando avvengono gli sbarchi in Sardegna o i migranti vengono dirottati sull'isola c'è un dovere di umanità e civiltà e bisogna fare il possibile per accoglierli". Più problematica la seconda fase. "La regola che si segue a livello nazionale è quella di ripartire i rifugiati in base a un criterio demografico e alla Sardegna spetta il 2 per cento - ricorda il numero uno dell'Anci - Gestire un due per cento di un milione di profughi è cosa diversa che gestirne un numero inferiore, le strutture territoriali avrebbero difficoltà. Sappiamo quello che sta per avvenire: da 200 a 500 mila migranti pronti a imbarcarsi per arrivare in Italia. L'Europa non può scaricare il problema sull'Italia, e lo Stato non può a suo volta scaricarlo sulle comunità locali". Scano è pronto a battersi. "Lo Stato deve condividere con le Regioni il problema - osserva - chiederemo nei prossimi giorni una conferenza Stato-Regioni. Bisogna che lo Stato agisca a livello internazionale". E se il segretario dell'Upc giudica "inaccettabile" il rifiuto dell'accoglienza da parte delle regioni del Nord, l'opposizione cavalca la protesta e si schiera apertamente contro l'invio di nuovi profughi in Sardegna. "Pigliaru si opponga a nuovi sbarchi - attacca l'ex governatore e attuale coordinatore di Fi Ugo Cappellacci - Il presidente pretenda un confronto urgente con il Governo perchè l'intesa del 2014 è ormai superata dai fatti e dai numeri. Qui da noi non esistono condizioni per garantire l'assistenza e la sicurezza né un'organizzazione adeguata". Nel mirino anche Renzi. "Incentivi sul patto di stabilità per i comuni che accolgono migranti? E' la mossa spudorata e disperata di un presidente del Consiglio tanto spregiudicato sul fronte nazionale quanto servile su quello europeo", denuncia l'esponente di Fi. YD3-CT/

ANSA

09.06.2015. 11. 40

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA MILANO Maroni a prefetti, stop assegnazioni Richiesta in attesa che Governo trovi altre soluzioni

9 Giugno 2015, 10:27am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA MILANO Maroni a prefetti, stop assegnazioni Richiesta in attesa che Governo trovi altre soluzioni
NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA MILANO Maroni a prefetti, stop assegnazioni Richiesta in attesa che Governo trovi altre soluzioni

INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, "Vi chiedo di sospendere le assegnazioni nei Comuni lombardi in attesa che il Governo individui soluzioni di accoglienza temporanea più eque, condivise e idonee, che garantiscano condizioni reali di legalità e sicurezza": lo scrive il governatore Roberto Maroni, in una lettera ai prefetti.In una nota, la Regione Lombardia riferisce che Maroni ha dato seguito all'annuncio di una lettera ai prefetti lombardi per sospendere l'accoglienza di richiedenti asilo disposta dal Governo. "Secondo i dati resi noti dal Viminale nei giorni scorsi - scrive il presidente della Regione -, la Lombardia è la terza regione italiana, dopo Sicilia e Lazio, come percentuale di presenze di immigrati nelle strutture di accoglienza". "Ricordo poi - prosegue il testo della lettera diffuso dall'ufficio stampa di Maroni - che in Lombardia vive già oltre un quinto degli immigrati regolari presenti in Italia, molti dei quali in cerca di lavoro. E' quindi impensabile inviare in Lombardia altri immigrati prima di aver riequilibrato la distribuzione". Per l'ex ministro dell'Interno ed ex segretario della Lega, "l'eccezionale afflusso di cittadini stranieri sul nostro territorio, a seguito degli sbarchi sulle coste italiane, impone una gestione molto attenta del fenomeno migratorio". Il presidente della Lombardia ribadisce infine ai prefetti la sua convinzione che "la soluzione al problema dell'immigrazione clandestina, componente preponderante anche dell'ondata di arrivi di quest'anno, resta il blocco delle partenze dalle coste africane, attraverso il coinvolgimento dell'Ue, dell'Onu e di tutta la comunità internazionale".

ANSA

09.06.2015. 11.27

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Doveroso ricordo degli Agenti Sammarco e Carretta, barbaramente assassinati nel 1982

9 Giugno 2015, 09:53am

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Doveroso ricordo degli Agenti Sammarco e Carretta, barbaramente  assassinati nel 1982 - GALLERIA FOTOGRAFICA

sammarco carrettaM.P.Gli assassini, quattro terroristi "neri", vennero identificati ed arrestati

  Ancora una mesta ricorrenza nella Capitale dove gli uomini delle Forze dell'Ordine hanno dato un elevato contributo di sangue per il mantenimento della democrazia e legalità, quella stessa libertà  che viene oggi usata per attaccare ed insultare liberamente gli uomini dello Stato.

Era la notte dell’8 giugno 1982 quando in via Dorando  Petri, gli Assistenti della Polizia di Stato Franco Sammarco e Giuseppe Carretta, entrambi di 28  anni, scesero dall'autoradio per procedere al controllo di un veicolo in sosta.

Gli occupanti dell'autovettura li aggredirono immobilizzandoli e disarmandoli. Con crudeltà e barbarie, li ammazzarono con alcuni colpi di pistola alla nuca. La paternità dell'infame gesto venne rivendicata dal gruppo eversivo “Nuclei armati Rivoluzionari” (Nar), per vendicare la morte di un loro militante suicida ma la cui morte loro invece l'attribuirono alla Polizia.

Le indagini della Digos romana consentirono di identificare ed arrestare i quattro terroristi “neri”.

Stamane, a rendere omaggio ai Caduti, oltre ai loro famigliari e le Autorità civili e militari, il Questore di Roma Nicolò D’Angelo che, sul cippo marmoreo posto  nel luogo dell’eccidio, ha deposto una corona di alloro a nome del Capo della Polizia, Prefetto Alessandro Pansa.

Successivamente,  è stato reso omaggio dinanzi sulla lapide collocata all’interno del Commissariato di P.S. Villa Glori, ove i due giovani Agenti  prestavano servizio all’epoca dell’attentato.

SALVATORE VELTRI ATTUALITA.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Guardacoste,oggi soccorsi 2.371 migranti Interventi navi di vari Paesi in favore 15 imbarcazioni

8 Giugno 2015, 09:48am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA Guardacoste,oggi soccorsi 2.371 migranti Interventi navi di vari Paesi in favore 15 imbarcazioni

M.P. Sono stati oltre 2.300 - per la precisione 2.371 - i migranti salvati oggi nel corso di vari interventi coordinati dal Centro nazionale di soccorso della Guardia costiera, a Roma. Le operazioni di salvataggio hanno riguardato 15 imbarcazioni - 12 gommoni e 3 barconi - che navigavano a circa 45-50 miglia dalla Libia, tutti stipati di migranti. Tra le unità intervenute, anche una nave della Marina britannica, la nave di Medici senza frontiere e altre al servizio di Frontex. ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Voleva ingresso gratuito locali, arresto Operazione Guardia di finanza, chiedeva anche consumare gratis

8 Giugno 2015, 09:46am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Voleva ingresso gratuito locali, arresto Operazione Guardia di finanza, chiedeva anche consumare gratis

M.P. LAMEZIA TERME (CATANZARO), 8 GIU - I finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme hanno arrestato Domenico Chirico, conosciuto con il nome 'u duru' per estorsione aggravata dal metodo mafioso. L'accusa sostiene che Chirico avrebbe preteso l'ingresso e le consumazioni gratuite in locali notturni della zona di Lamezia Terme. Chirico, secondo alcuni collaboratori di giustizia, era ritenuto vicino alla cosca della 'ndrangheta dei Torcasio. Le richieste estorsive ai titolari dei locali sarebbero iniziate dal 2005. ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Vasco riparte, 60 mila 'oltre le nuvole' Partito da Bari il nuovo tour del Blasco 'Live Kom '015'

8 Giugno 2015, 09:43am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Vasco riparte, 60 mila 'oltre le nuvole' Partito da Bari il nuovo tour del Blasco 'Live Kom '015'
NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Vasco riparte, 60 mila 'oltre le nuvole' Partito da Bari il nuovo tour del Blasco 'Live Kom '015'

INSERITO DA www.mikivettica.net E' decollata da Bari "l'astronave rock" con cui Vasco ha portato i 60 mila dello stadio San Nicola oltre le "dannate nuvole" fino alla "luna". Con la prima data del suo nuovo tour, Live Kom '015, il Komandante conferma di avere la patente per guidare 'mezzi pesanti' come sono le emozioni che regala a tutti quelli della sua 'combriccola', in tenda da una settimana davanti ai cancelli per la prima del suo nuovo show. Al San Nicola sono da poco passate le 21 e l'attesa per il Komandante è ormai al culmine quando la band, svelata da un sipario di luci montate su otto enormi rombi meccanici, lascia tutti senza fiato: le note sono quelle della musica classica di Dimitri Shostakovic e della maestosa suite Zoya. Un preludio soft al rock più duro che ammicca all'heavy metal, e che picchia forte quando Vasco 'atterra' sull'imponente palco, simile a una navicella spaziale, avvolto da laser colorati che disegnano forme futuristiche. "Io sarò con te in tutte le 14 date", urla estasiato tra il pubblico Lillo di Milano. Per i fan del rocker di Zocca che hanno acquistato ogni biglietto disponibile, "vedere Vasco è come un orgasmo". Un piacere che solo il Blasco, a 63 anni, continua a dare dopo 36 anni 'on stage' e 17 album. La festa comincia ed è proprio "tanta roba" come aveva promesso lui.

Vasco canta "Sono innocente", il singolo che dà il nome all'ultimo album multi-platino, e sprigiona l'energia che riempie l'aria e i polmoni dei sessantamila. Pantaloni di pelle attillati, t-shirt nera, giacca rossa e cappellino, il Blasco è in perfetta forma. Faccia a faccia col pubblico, raggiunge 'i suoi' andando su e giù per le passerelle che gli permettono quel "contatto diretto" che adora. E' un Vasco che seduce, balla e scherza, mentre le immagini del concerto vengono riprodotte su 4 maxi-schermi alle sue spalle. Essenziali perché qui, come recita uno striscione, "C'è più gente che a San Pietro". Si parte: 28 brani tra il passato e "il Vaso del domani". E così, dopo il nuovo 'Duro incontro' con "l'attacco di panico alla mattina", è la volta delle 'Deviazioni' di "chi crede basti avere un figlio per essere un uomo e non un coniglio". Vasco fa sul "serio" e con lui fa altrettanto la "band migliore del mondo": le potenti chitarre di Stef Burns e Vince Pastano, l'inconfondibile basso di 'Gallo' (Claudio Golinelli), la batteria di Will Hunt, le tastiere del 'lupo maremmano' Alberto Rocchetti, il sax di 'Cucchia' (Andrea Innesto) e la tromba di Frank Nemola. Il tutto 'armonizzato' dalla voce potente della corista Clara Moroni. Quella di Vasco più che una performance è una promessa mantenuta: "Non sarà un concerto celebrativo", aveva detto. Il moderno 'Blues di una chitarra sola' e le sonorità della fresca hit 'Guai', si intrecciano col repertorio storico di 'Credi davvero', 'C'è chi dice no', e '…Stupendo'.

I brani che non canta, si sa, "sono tra le righe". Però, esattamente come fa la vita con 'Sally', anche il concerto di Vasco sembra "un brivido che vola via". Più di due ore e mezza scorrono veloci fino al momento di quella che è stata consacrata la "più bella canzone italiana del rock": è cantando 'Siamo solo noi' ("quelli che muoiono presto, quelli che però e lo stesso"), che Vasco dimostra, qualora fosse necessario, di non essere soltanto l'ispiratore di una intera "generazione", ma l'incarnazione stessa di chi ha fatto della libertà il suo modo di vivere. E così, mentre 'Vita spericolata' e 'Alba chiara' diffondono le vibrazioni di un gran finale, il "sogno" è soltanto rimandato ai prossimi scali del Komandante. Dopo la seconda data di domani, lunedì 8 giugno ancora a Bari, sarà la volta di Firenze, il 12 e 13 giugno; poi Milano, il 17 e 18 giugno; e così via per 14 tappe di concerti doppi. Intanto, come accade dopo ogni suo show, "nell'aria rimane una nota sospesa...". In attesa che Vasco ritorni a suonarla.

ANSA

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News Italia e dal Mondo Toscana Escursionista muore in Appennino Uomo è precipitato nella zona del monte Bocco, in Lunigiana

8 Giugno 2015, 09:41am

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News Italia e dal Mondo Toscana Escursionista muore in Appennino Uomo è precipitato nella zona del monte Bocco, in Lunigiana

M.P. COMANO (MASSA CARRARA), 07 GIU - Un uomo è morto dopo essere precipitato durante un'escursione sul versante lunigianese del monte Bocco, sull'Appennino Tosco-Emiliano, in provincia di Massa Carrara, in una zona impervia. La salma è stata recuperata dal Soccorso alpino di Carrara. Intervenuto anche l'elicottero Pegaso 3 del 118, decollato dall'aeroporto di Cinquale.

La vittima è un escursionista ligure di 55 anni: è caduto in un dirupo profondo 30 metri, poi è ancora precipitato finendo in un canalone di un centinaio di metri. Molto laboriose le operazioni di soccorso: solo l'elicottero del 118 è riuscito a localizzare il corpo dell'escursionista e con un verricello gli uomini del Soccorso Alpino di Carrara lo hanno issato sul velivolo. La salma è ora all'obitorio di Massa. Secondo quanto appreso, la vittima faceva parte di una comitiva di gitanti che stava raggiungendo il Monte Bocco, al confine con il versante di Parma. Accertamenti sono in corso da parte dei carabinieri di Licciana Nardi che, anche attraverso le testimonianze dei conoscenti, cercheranno di ricostruire la dinamica dell'incidente. Al momento gli altri escursionisti, parecchi sotto choc, stanno ancora percorrendo i sentieri dell'Appennino per raggiungere la stazione sciistica di Prato Spilla dove avevano lasciato le auto.

Ieri, sempre in Lunigiana, era morta un'altra escursionista, una donna di 73 anni,  milanese, precipitata nel vuoto davanti al marito presso la diga di Teglia ANSA

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