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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO Mafia Capitale, Renzi: No a dimissioni per avviso garanzia Gramazio a gip:Non ho preso manco una lira

7 Giugno 2015, 08:09am

Pubblicato da www.mikivettica.net

M.P. "Non ho preso manco una lira". Così Luca Gramazio, consigliere regionale di Forza Italia, ha detto al gip Flavia Costantini nel corso dell'interrogatorio di garanzia svolto nel carcere di Rebibbia, dove si trova detenuto nell'ambito dell'inchiesta su mafia capitale. L'atto istruttorio è durato oltre due ore durante le quali Gramazio, in base a quanto si apprende, ha respinto le accuse dando una sua versione dei fatti. L'interrogatorio si è svolto "in un clima sereno e collaborativo". Gramazio, a cui i pm di Roma contestano i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e la turbativa d'asta - relativamente alla gara da 60 milioni di euro per il Recup, il sistema di prenotazione unificato della Sanità - rappresenta una delle figure chiave di questa seconda tranche della maxi inchiesta sul malaffare capitolino. Per chi indaga l'esponente di Forza Italia rappresenta, infatti, la cerniera tra il clan guidato da Massimo Carminati e le amministrazioni locali.

"Marino e Zingaretti sono completamente altro rispetto alla cricca. Bisogna riconoscere i colpevoli veri, per troppo tempo si è sparato sul mucchio". A sottolinearlo il segretario del Pd,  Matteo Renzi, che assicura: "Non chiederò mai le dimissioni per un avviso di garanzia. Io ho anche un padre indagato a Genova. Se ragiono su avvisi di garanzia i miei figli non avrebbero dovuto vedere il nonno. Ho 5 sottosegretari indagati io credo che un cittadino è innocente fino a prova contraria".

Buzzi, non sfruttiamo nessuno, siamo de sinistra - Nonostante il sodalizio stretto con l'ex terrorista nero Massimo Carminati, Salvatore Buzzi continuava a considerarsi dall'altra parte dal punto di vista politico. E' quanto sottolinea non si sa se ironicamente in una conversazione con l'imprenditore di Castelnuovo di Porto (Roma) Flavio Ciambella, che chiedeva la propria parte nel progetto di aprire un secondo Cara nella cittadina in provincia di Roma. "'Tutto il resto è tuo' - dice Buzzi, secondo l'ultima ordinanza d'arresto -, specificando sul punto: 'pulizie e manutenzione... tutta roba tua! A prezzi de mercato, noi non sfruttiamo nessuno, noi siamo gente de sinistra'". Ciambella, anch'egli indagato, ha reso dichiarazioni spontanee ai magistrati di Roma a gennaio, accusando Buzzi e diversi stretti collaboratori del ras delle cooperative e fornendo materiale a sostegno delle sue dichiarazioni.

Castiglione, Viminale garantì per Odevaine  I rapporti con Odevaine? Nel luglio 2011, in piena emergenza immigrazione, "chiedo garanzie su di lui al Viminale e le ottengo, anche se non è ascrivibile alla mia parte politica, militavo nel Pdl". Lo afferma in un' intervista a Repubblica il sottosegretario all' Agricoltura Giuseppe Castiglione, indagato nell' inchiesta sul Cara di Mineo. In quell' estate, spiega Castiglione, "il ministro degli Interni Maroni lancia un appello agli enti locali per accogliere quanti più migranti. Io sono presidente di tutte le Province, oltre che di Catania, e mi mobilito. Maroni fa requisire il villaggio della solidarietà, l' ex residence degli Aranci a Mineo. Odevaine allora è il direttore della polizia provinciale di Roma al fianco di Zingaretti, è stato capo di gabinetto di Veltroni, persona autorevole e nota in quanto tale". Il sottosegretario assicura di aver avuto con Odevaine "solo rapporti istituzionali". "A pranzo credo di esserci pure stato. Ma non certo per parlare di appalti". L' accusa che sia stato favorito un consorzio locale? "Io non ho lavorato di certo per alcun consorzio, né ho fatto mai parte di commissioni di gara. E Odevaine non ha concordato con me un percorso preferenziale per alcun raggruppamento di imprese". Castiglione esclude di lasciare l' incarico: "non c' è motivo perché lo faccia. Non so di cosa mi si accusi se non dai giornali". Il premier? "Spero di sentirlo".

Sta scuotendo il mondo della politica, capitolina e non, la nuova ondata di arresti del secondo tempo dell'inchiesta su Mafia Capitale che ha scoperchiato un nuovo giro di denaro e di interessi sporco nel quale, addirittura, si calcola il prezzo per migrante delle tangenti sborsate dalle cooperative interessate ai centri per la gestione degli immigrati .

Dalle ultime carte emerge che a essere indagato, per la vicenda del Cara (il Centro di accoglienza richiedenti asilo) di Mineo in Sicilia c'è anche il spttosegretario all'Agricoltura di Ncd Giuseppe Castiglione. Bisogna agire con "severità contro illegalità e corruzione", è il monito di Giorgio Napolitano. E mentre dall'opposizione arrivano le richieste di dimissione del sindaco capitolino Ignazio Marino e del presidente della regione Nicola Zingaretti, il Pd prova a fare quadrato.

La vicenda Castiglione - C'è anche il sottosegretario all'Agricoltura,Giuseppe Castiglione (Ncd), tra i sei indagati per turbativa d'asta nell'inchiesta della Procura di Catania sull'appalto per la gestione del Cara di Mineo. Lo si rileva dagli atti dell'inchiesta. "Ora basta - attacca l'esponente centrista che chiede di "fare luce nel più breve tempo possibile sulla mia posizione visto il ruolo istituzionale che ricopro".

Gli interrogatori - Prima tornata di interrogatori di garanzia per i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta Mafia Capitale. Oggi saranno sentiti dal gip Flavia Costantini tutti coloro che sono stati reclusi a Regina Coeli: tra questi Mirko Coratti, già presidente dell'Assemblea Comunale; Francesco Ferrara, dirigente della cooperativa "La Cascina"; il dirigente comunale Angelo Scossafava e l'ex assessore della giunta Marino, Daniele Ozzimo. Domani sarà la volta di tutti gli indagati condotti ieri nel carcere di Rebibbia. Indagata Gabriella Errico, la presidente della cooperativa "Un sorriso" finita sotto i riflettori alcuni mesi fa durante le violente proteste scoppiate nel quartiere della periferia romana di Tor Sapienza tra i residenti e gli immigrati del centro d'accoglienza gestito dalla cooperativa. Il reato che le viene contestato è quello di turbativa d'asta, anche se il gip ha deciso di rigettare la richiesta di misura cautelare spiegando che nei suoi confronti "possa essere effettuata una prognosi favorevole, in ordine all'astensione dalla commissione di ulteriori reati, tenuto anche conto della pena che ragionevolmente potrà essere irrogata".

Monito di Mattarella - "Il contrasto all'illegalità e alla corruzione deve essere severo" e bisogna recuperare "il bene comune che si fonda su legalità e trasparenza", ha detto il capo dello Stato.

Marino resiste - Diverse le richieste di dimissioni del sindaco Ignazio Marino sul quale, però, il Pd fa quadrato sottolineando che un suo passo indietro, come quello di Nicola Zingaretti, sarebbe "un favore ai corrotti".

La vicenda

Personaggi della politica con ruoli di raccordo tra l'organizzazione e le istituzioni, fiumi di denaro e cooperative coinvolte nel giro d'affari sporco, dove - si legge nell'espressione contenuta in un'intercettazione - "la mucca deve mangiare per essere munta". Una nuova ondata di arresti che scuote ancora il mondo politico, nel secondo capitolo dell'inchiesta "Mondo di Mezzo", su Mafia Capitale, condotta dalla procura di Roma e dai carabinieri del Ros: 44 gli arresti in Sicilia, Lazio e Abruzzo per associazione per delinquere ed altri reati.

Ventuno gli indagati a piede libero. Sullo sfondo il business legato ai flussi migratori e alla gestione dei campi di accoglienza per migranti.Tra gli arrestati ci sono anche l'ex presidente del Consiglio comunale di Roma, Mirko Coratti, e Luca Gramazio, accusato di partecipazione all'associazione mafiosa capeggiata da Carminati, che avrebbe favorito sfruttando la sua carica politica: prima di capogruppo Pdl al Consiglio di Roma Capitale ed in seguito quale capogruppo Pdl (poi FI) presso il Consiglio Regionale del Lazio. In manette anchel'ex assessore alla Casa del Campidoglio, Daniele OzzimoAngelo Scozzafava, ex assessore comunale a Roma alle Politiche Sociali. I Ros hanno arrestato anche i consiglieri comunali Giordano Tredicine, Massimo Caprari e l'ex presidente del X Municipio (Ostia), Andrea Tassone. I provvedimenti hanno riguardato anche alti dirigenti della Regione Lazio come Daniele Magrini nella veste di responsabile del dipartimento Politiche Sociali. Arrestati anche Mario Cola, dipendente del dipartimento Patrimonio del Campidoglio e Franco Figurelli che lavorava presso la segreteria di Mirko Coratti. Infine posto ai domiciliari il costruttore Daniele Pulcini. "Chi ruba in galera, paghi tutto", commenta il premier Matteo Renzi. Il Pd è sotto attacco ma mette in campo una difesa netta e chiara delle giunte Zingaretti e Marino.

Buzzi: 'Consiglieri devono stare ai nostri ordini'
"I consiglieri comunali devono stare ai nostri ordini". Questa e' la perentoria affermazione pronunciata da Salvatore Buzzi, in una telefonata con Massimo Carminati, intercettata e registrata dai carabinieri del Ros.

'La mucca deve mangiare per essere munta'
"La mucca deve mangiare" per essere "munta". Lo dice il ras delle coop sociali Salvatore Buzzi in una telefonata intercettata con Franco Figurelli, componente della segreteria dell'ex presidente dell'Assemblea Capitolina Mirko Coratti (Pd), entrambi per i pm a libro paga di Mafia Capitale. Buzzi: "Ahò, ma scusa, la sai la metafora? La mucca deve mangiare". Figurelli: "Aho ma questa metafora io gliela dico sempre al mio amico, mi dice: 'Non mi rompere il ca.. perché se questa è la metafora lui ha già fatto, per cui non mi rompere'". Buzzi: "Aho, però diglielo: 'Guarda che ha detto Buzzi che qui la mucca l'amo munta tanto'". Figurelli: "Allora, ieri me c'ha mannato aff... per avè detto sta cosa, tu non hai capito, me c'ha mannato aff..., dice: 'Non ti può rispondere così l'amico Salvatore perché noi già fatto'". Secondo il Ros dei carabinieri Buzzi avrebbe tra le altre cose assunto nelle sue cooperative una ragazza segnalata da Coratti, comunicando l'arrivo della giovane all'ndranghetista Rocco Rotolo, anch'egli inserito nelle coop.

'Carminati è un grande, ci fa fare un sacco di lavori'
"Massimo Carminati e' un grande. Ci sta facendo fare un sacco di cose, un sacco di lavori", afferma Salvatore Buzzi, in una telefonata con il suo collaboratore Emilio Gammuto, intercettata dai Ros. "Su a Ostia - spiega Buzzi -, anche se non direttamente ma attraverso un suo collaboratore, abbiamo preso un milione e due per il taglio del verde". "Per il campo nomadi ci ha messo pure i soldi, mi sa, eh?", chiede Gammuto. E Buzzi conferma: "Si', ci ha messo 500mila euro di tasca sua". "

Il blitz dei carabinieri è scattato nelle province di Roma, Rieti, Frosinone, L'Aquila, Catania ed Enna. Nell'ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Roma, vengono ipotizzati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori ed altro. Altre 21 persone indagate per gli stessi reati.

Il ruolo di Gramazio
"Luca Gramazio svolge un ruolo di collegamento tra l'organizzazione da un lato e la politica e le istituzioni dall'altro, ponendo al servizio della stessa il suo 'munus publicum' e il suo ruolo politico", spiega il gip Flavia Costantini nell'ordinanza di custodia cautelare per il consigliere regionale di Forza Italia.Gramazio, scrive il gip, "può ricondursi al capitale istituzionale di Mafia Capitale: quel sistema di relazioni con uomini politici, apparati burocratici, soggetti appartenenti a vario titolo alle istituzioni, che costituiscono il contatto privilegiato dell'organizzazione con il mondo di sopra". L'esponente di Fi rappresenta "un collegamento che, sul piano politico, si traduce nella costruzione del consenso necessario ad assecondare gli affari del sodalizio; sul piano istituzionale, in materia di iniziative formali e informali intese per un verso a collocare nei plessi - sensibili per l'organizzazione - dell'amministrazione pubblica soggetti graditi, per altro verso nell'orientare risorse pubbliche in settori nei quali il sodalizio, in ragione del capitale istituzionale di cui dispone, ha maggiori possibilità di illecito arricchimento". Per il gip, elabora "insieme ai vertici dell'organizzazione le strategie di penetrazione della pubblica amministrazione".

Gramazio in un'intervista su La7

"Novantottomila euro in contanti in tre tranches (50.000-28.000-20.000); 15.000 euro con bonifico per finanziamento al comitato Gramazio; l'assunzione di 10 persone, cui veniva garantito nell'interesse di Gramazio uno stipendio; la promessa di pagamento di un debito per spese di tipografia". Sono alcune delle "utilità" che, secondo il capo di imputazione, avrebbe ricevuto Luca Gramazio per "porre le sue funzioni istituzionali al servizio" dell'associazione capeggiata da Massimo Carminati.

Le indagini dei Ros hanno evidenziato "la straordinaria pericolosità di Luca Gramazio". E' quanto scrive il gip di Roma, motivando le esigenze cautelari nei confronti di Gramazio, sottolinea il giudice, "potrebbe sfruttare la rete ampia dei collegamenti per fornire nuova linfa alle attività delittuose e agli interessi dell'associazione" capeggiata da Massimo Carminati, "nonostante lo stato detentivo di numerosi sodali".

Perquisita anche sede cooperativa La Cascina, gestisce Centro Accoglienza per Richiedenti Asilo in Sicilia
Delle perquisizioni in corso nell'ambito di Mafia Capitale, una riguarda la cooperativa "La Cascina", vicina al mondo cattolico.Gestisce tra l'altro il Cara (Centro Accoglienza per Richiedenti Asilo) di Mineo, in Sicilia. La perquisizione rientra nel quadro degli accertamenti sulla gestione degli appalti per i rifugiati. I manager della cooperativa 'La Cascina' erano "partecipi degli accordi corruttivi con Luca Odevaine" e hanno commesso "plurimi episodi di corruzione e turbativa d'asta" dal 2011 al 2014, mostrando così una "spiccata attitudine a delinquere" per ottenere vantaggi economici: è l'accusa che il Gip di Roma rivolge a Domenico Cammissa, Salvatore Menolascina, Carmelo Parabita e Francesco Ferrara, tutti manager della cooperativa. Per Ferrara è stato disposto il carcere, mentre nei confronti degli altri tre sono scattati i domiciliari. Secondo il Gip, Odevaine avrebbe ricevuto dai quattro "la promessa di una retribuzione di 10.000 euro mensili, aumentata a euro 20.000 mensili dopo l'aggiudicazione del bando di gara del 7 aprile 2014, per la vendita della sua funzione e per il compimento di atti contrari ai doveri del suo ufficio in violazione dei doveri d'imparzialità della pubblica amministrazione". Nello specifico, Odevaine avrebbe tra l'altro orientato le scelte del Tavolo di Coordinamento Nazionale sull'accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, in modo da creare creare le condizioni per l'assegnazione dei flussi di immigrati alle strutture gestite dal gruppo La Cascina. Avrebbe inoltre fatto pressioni finalizzate a far aprire i centri per immigrati in luoghi graditi alla cooperativa e concordato con i manager il contenuto degli stessi bandi di gara, che venivano poi predisposti in modo da garantire l'attribuzione di un punteggio elevato alla stessa La Cascina.

Odevaine era il raccordo tra la cooperativa e il Viminale
Luca Odevaine sarebbe il 'raccordo' tra la cooperativa La Cascina e il Viminale. E' lo stesso appartenente al Tavolo di coordinamento nazionale sull'accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale a spiegarlo ai manager de La Cascina nel corso di diverse intercettazioni riportate nell'ordinanza di custodia cautelare del gip di Roma. Nel capitolo dedicato ai rapporti tra Odevaine ed i manager, il gip sottolinea che è stato lo stesso indagato, in dichiarazioni spontanee ai magistrati, a parlare di questo ruolo, sostenendo che in realtà il Tavolo aveva solo una funzione politica. "Non aveva nessun potere - ha messo a verbale Odevaine - nell'attivare Centri o spostare immigrati da un centro all'altro, semplicemente dettava le linee generali della politica". Scelte che invece spettavano al Viminale. Ed in questo quadro, ha aggiunto, "quello che facevo io ...era di facilitare il Ministero da una parte nella ricerca degli immobili che potessero essere messi a disposizione per l'emergenza abitativa". Insomma il suo era un ruolo di "facilitatore dei rapporti con la pubblica amministrazione...in ragione delle mie conoscenze maturate nel tempo". Nelle conversazioni con i manager della cooperativa, però, Odevaine è più chiaro. Il mio compito, spiega infatti ad un dipendente de La Cascina, "non è tanto stare direttamente dentro ai Centri...il lavoro che gli faccio è di collegamento con il ministero dell'Interno soprattutto per trovare...poi...la possibilità di implementare il lavoro...e facciamo accordi sugli utili in genere...insomma ci si dividono un po' gli utili". Ad un suo collaboratore racconta invece cosa ha detto ai manager della cooperativa: "vi dico sinceramente... c'ho richieste da parte del ministero di apertura di altri centri e li sto dando ai vostri concorrenti".

'Mi dai un euro per ogni migrante'
"Se me dai...me dai cento persone facciamo un euro a persona". E' il "criterio di calcolo delle tangenti", secondo il Gip di Roma, che Luca Odevaine spiega ai manager della cooperativa La Cascina, interessati alla gestione dei Centri per gli immigrati e disposti, sempre secondo l'accusa, a pagare uno stipendio fisso a Odevaine. Nell'ordinanza di custodia cautelare ci sono decine di intercettazioni tra i manager della Cascina e lo stesso Odevaine, tutte centrate su quale debba essere la percentuale da corrispondere, non solo per 'l'aiuto' ottenuto per la gara relativa al Cara di Mineo ma anche per quanto Odevaine potrebbe fare per i centri di Roma e di San Giuliano di Puglia. Ed in una di queste conversazioni, con Domenico Cammisa (agli arresti domiciliari) Odevaine spiega quello che il Ros e il Gip definiscono "criterio di calcolo delle tangenti". "Allora altre cose in giro per l'Italia - dice Odevaine a Cammisa - ...possiamo pure quantificare, guarda...se me...se me dai...cento persone facciamo un euro a persona...non lo so, per dire, hai capito? E...e basta uno ragiona così dice va beh...ti metto 200 persone a Roma, 200 a Messina...50 là...e...le quantifichiamo, poi". Parole che, sottolinea il gip, "arrivano a prospettare un vero e proprio 'tariffario per migrante ospitato'."

Dal clan mille euro al mese per il consigliere comunale
Il clan di Carminati e Buzzi avrebbe garantito mille euro al mese e un posto di lavoro per un conoscente al consigliere comunale Massimo Caprari del Centro democratico, della maggioranza del sindaco Ignazio Marino. E' quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa a suo carico dal gip Flavia Costantini. Il consigliere, in cambio, avrebbe assicurato all'organizzazione "il suo voto favorevole al riconoscimento del debito fuori bilancio per l'anno 2014". In un colloquio intercettato tra Buzzi e il vicepresidente della cooperativa "La Cascina", Francesco Ferrara, il braccio destro di Carminati afferma: "te l'ho detto, Caprari è venuto da me: voleva tre posti di lavoro". Buzzi, scrive il gip nel provvedimento, riferiva a Ferrara che, per accogliere le sue richieste, Caprari si era rivolto a lui chiedendogli in cambio l'assunzione di tre persone, che poi era stata ridotta a una sola al che il rappresentante de La Cascina replicava dicendo che un posto di lavoro equivaleva a circa 30.000 euro l'anno". Concluso l'accordo e assunta la persona indicata da Caprari, lo stesso Buzzi, intercettato, avrebbe poi commentato "quello di Caprari l'ho preso per tre mesi, in tre mesi la mucca deve mangiare in tre mesi".

ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Terremoto, scossa sulla Sila. La terra trema anche in Malesia: «Cinque morti»

6 Giugno 2015, 12:42pm

Pubblicato da www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Terremoto, scossa sulla Sila. La terra trema anche in Malesia: «Cinque morti»

M.P. Terremoto nella notte sulla Sila. E la terra stamani ha tremato anche in Malesia. Pesante il bilancio delle vittime: secondo le prime informazioni sarebbero almeno 5 i morti. 

TERREMOTO SULLA SILA Un terremoto di magnitudo(Ml) 2 è avvenuto alle 05:19:39 italiane del giorno 05/Giu/2015. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: La_Sila.

Comuni tra 10 e 20km APRIGLIANO (CS) BISIGNANO (CS) CASOLE BRUZIO (CS) CASTIGLIONE COSENTINO (CS) CELICO (CS) COSENZA (CS) LAPPANO (CS) LONGOBUCCO (CS) LUZZI (CS) PEDACE (CS) PIANE CRATI (CS) PIETRAFITTA (CS) ROSE (CS) ROVITO (CS) SAN COSMO ALBANESE (CS) SAN DEMETRIO CORONE (CS) SAN GIORGIO ALBANESE (CS) SAN PIETRO IN GUARANO (CS) SANTA SOFIA D'EPIRO (CS) SERRA PEDACE (CS) SPEZZANO DELLA SILA (CS) SPEZZANO PICCOLO (CS) TRENTA (CS) VACCARIZZO ALBANESE (CS) ZUMPANO (CS)

ALPINISTI BLOCCATI IN MALESIA Un centinaio di alpinisti sono rimasti intrappolati sul monte Kinabalu in Malesia, nella provincia di Sabah, che nella notte è stata scossa da un terremoto di 6 gradi di magnitudo.

Un terremoto con epicentro 19 chilometri a nordovest di Ranau, città di 94mila abitanti, sull'isola del Borneo. La scossa è avvenuta a una profondità di 10 chilometri quando erano le 7.15 del mattino, ora locale. Dalle prime notizie sarebbero almeno cinque gli alpinisti morti colpiti da rocce e detriti.

Il sisma, durato circa un minuto, ha infatti provocato smottamenti di terreno, ha confermato il ministro malese del turismo, Masidi Manjun, su Twitter. Manjun ha aggiunto che le autorità malesi hanno già avviato le operazioni di soccorso delle persone rimaste bloccate.

MALESIA: UNO SCALATORE MORTO E 160 INTRAPPOLATI Almeno uno scalatore è morto e altri due sono rimasti feriti sul monte Kinabalu, nella parte malaysiana dell'isola del Borneo, in seguito al forte terremoto che ha colpito oggi il Paese: lo riferisce il giornale The Star online.

In un tweet, la Cnn parla inoltre di circa 160 scalatori rimasti bloccati sul monte.

IL MATTINO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA SIRACUSA Ritrovato cavallo rubato con zampa rotta Era incastrato in una buca, restituito al proprietario

6 Giugno 2015, 12:38pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA SIRACUSA Ritrovato cavallo rubato con zampa rotta Era incastrato in una buca, restituito al proprietario
NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA SIRACUSA Ritrovato cavallo rubato con zampa rotta Era incastrato in una buca, restituito al proprietario

INSERITO DA ANGELA CECERE PACHINO (SIRACUSA), Un cavallo rubato nei giorni scorsi a Pachino (Sr) è stato ritrovato incastrato in una buca e con una zampa rotta nella campagne del paese dalla Polizia di Stato, che ha così salvato la vita, insieme ai Vigili del fuoco, all'animale. Gli agenti sono intervenuti su segnalazione di alcuni giovani, vicino a un casolare diroccato nella zona del Palmento Rudini'. All'animale sono state prestate le prima cura da parte di un veterinario. Il cavallo è stato poi restituito al proprietario.

ANSA

06.06.2015. 13.38

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Atti osceni su bus a Bari,arresto 26enne L'uomo ha anche molestato sessualmente una passeggera

6 Giugno 2015, 12:37pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Atti osceni su bus a Bari,arresto 26enne L'uomo ha anche molestato sessualmente una passeggera
NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Atti osceni su bus a Bari,arresto 26enne L'uomo ha anche molestato sessualmente una passeggera

INSERITO DA ANGELA CECERE BARI, I Carabinieri del nucleo radiomobile di Bari hanno arrestato un 26enne originario del Togo con l'accusa di atti osceni e violenza sessuale. E' accaduto ieri in pieno centro, a Bari, su un bus dell'Amtab dove l'extracomunitario ha seminato il panico masturbandosi sul mezzo affollato di passeggeri. Non contento ha anche avvicinato e molestato sessualmente una 24enne. I carabinieri hanno arrestato l'uomo sul mezzo e soccorso la ragazza.

ANSA

06.06.2015. 13.37

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA REGGIO CALABRIA Sequestro beni 700mila euro imprenditore Ha interessi nel settore oleario, alberghiero e ristorazione

6 Giugno 2015, 12:27pm

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA REGGIO CALABRIA Sequestro beni 700mila euro imprenditore Ha interessi nel settore oleario, alberghiero e ristorazione
NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA REGGIO CALABRIA Sequestro beni 700mila euro imprenditore Ha interessi nel settore oleario, alberghiero e ristorazione

INSERITO DA ANGELA CECERE REGGIO CALABRIA, La Dia di Reggio Calabria ha sequestrato beni per 700 mila euro ad un imprenditore oleario, Vincenzo Oliveri, di 61 anni, con interessi anche nei settori alberghiero e della ristorazione, coinvolto in alcune inchieste per truffa. Il sequestro è stato eseguito in esecuzione di un decreto emesso dal Tribunale di Reggio Calabria. I beni sequestrati consistono in un fabbricato e in un terreno a Gioia Tauro. A Oliveri nel 2013 erano già stati sequestrati beni per 325 milioni.

ANSA

06.06.2015. 13.27

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Cani senza cibo e acqua morti,maxi-multa Arezzo, giudice decide condanna. Cuccioli stremati nel viaggio

6 Giugno 2015, 11:57am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Cani senza cibo e acqua morti,maxi-multa Arezzo, giudice decide condanna. Cuccioli stremati nel viaggio
NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Cani senza cibo e acqua morti,maxi-multa Arezzo, giudice decide condanna. Cuccioli stremati nel viaggio

INSERITO DA ANGELA CECERE AREZZO, Viaggiarono stremati in A1, senza cibo e acqua, 14 cuccioli di cane maltesi. Poi sette di essi morirono per gli stenti. Il tribunale di Arezzo ha condannato il proprietario a pagare 15.000 euro per maltrattamento di animali. L'uomo, 37enne, napoletano, fu sorpreso il 22 giugno 2012 dalla polizia stradale di Arezzo in autostrada coi cuccioli in auto stremati per mancanza di cibo e acqua, e in cattive condizioni fisiche. Curati e sfamati furono dati in adozione ma sette morirono per gli stenti.

ANSA

06.06.2015. 12.57

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Fuoristrada per evitare gatto nero,morto L'incidente durante la notte vicino a Oristano

6 Giugno 2015, 11:48am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Fuoristrada per evitare gatto nero,morto L'incidente durante la notte vicino a Oristano
NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Fuoristrada per evitare gatto nero,morto L'incidente durante la notte vicino a Oristano

INSERITO DA ANGELA CECERE Un automobilista di 55 anni, Gianluca Casu, di Oristano, è morto in un incidente avvenuto durante la notte sulla strada che collega il capoluogo con lo svincolo per Fenosu. Secondo una prima ricostruzione potrebbe aver perso il controllo dell'auto, che è uscita fuori strada, nel tentativo di evitare di travolgere un gatto. Nei pressi del mezzo, infatti, è stato trovato un gatto nero morto. Il fatto poco dopo le 4 ma l'auto, una Peugeot 2015 cabrio uscita fuori strada, è stata notata solo un'ora dopo da una guardia giurata che transitava. Sul posto sono intervenuti la Polizia stradale, i vigili del fuoco, che hanno estratto l'uomo ormai privo di vita dall'abitacolo, e il 118 che però non ha potuto fare altro che constatare il decesso.

ANSA

06.06.2015.48

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA MILANO Preso boss dei facchini, evadeva fisco Gdf, 59 denunce e scoperti 1.400 manovali irregolari

6 Giugno 2015, 11:39am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA MILANO Preso boss dei facchini, evadeva fisco Gdf, 59 denunce e scoperti 1.400 manovali irregolari
NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA MILANO Preso boss dei facchini, evadeva fisco Gdf, 59 denunce e scoperti 1.400 manovali irregolari

INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO, A tradirlo sono state la sua passione per gli orologi di valore e i gioielli, e il tenore di vita, gli appartamenti a Milano, le moto e le auto di lusso oltre le dichiarazioni dei redditi che di fatto non presentava pur essendo, di fatto, uno dei 'boss' del facchinaggio del capoluogo lombardo. Per la Gdf aveva ricavi non dichiarati per 25 milioni di euro con 1.400 lavoratori irregolari tramite 6 cooperative di cingalesi.

ANSA

06.06.2015. 39

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NEWS ITALIA E DAL MONDO MAFIA CAPITALE, AFFARI CON POLITICI E COOPERATIVE: COSÌ LA CUPOLA DEGLI APPALTI SI SPARTIVA ROMA

6 Giugno 2015, 11:27am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO MAFIA CAPITALE, AFFARI CON POLITICI E COOPERATIVE: COSÌ LA CUPOLA DEGLI APPALTI SI SPARTIVA ROMA
NEWS ITALIA E DAL MONDO MAFIA CAPITALE, AFFARI CON POLITICI E COOPERATIVE: COSÌ LA CUPOLA DEGLI APPALTI SI SPARTIVA ROMA

INSERITO DA ANGELA CECERE ROMA - Quello che conta è riuscire a «magnasse un pezzo de caciotta». Perché la logica di Massimo Carminati è la migliore sintesi per descrivere i patti trasversali, gli accordi tra opposizione e maggioranza. E non importa se si è “rossi”, “neri”, o anche “bianchi”. Se si è un ex brigatista, un ex Nar, o di estrazione cattolica. Alla fine la soluzione si trova sempre e la caciotta viene spartita equamente. C'è tutto un mondo che emerge dagli atti dell'inchiesta Mafia Capitale, ed è quello delle cooperative. Sono loro i padroni del sociale, loro i padroni dell'emergenze e del flusso migratorio. Gareggiano senza esclusione di colpi per vincere la partita, grazie a politici corrotti e corruttibili. Basta vedere il decreto di perquisizione di Maurizio Marotta, presidente del cda e direttore generale della Capodarco società cooperativa sociale integrata, per capire come vanno le cose. LA NOMINA
C'è in ballo la partecipazione alla gara per aggiudicarsi il Cup, il Centro unico prenotazioni, un appalto che copre tutto il Lazio. La Capodarco lo gestisce da tempo, finché non si fa avanti Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative, socio di Carminati. Scrive il gip «In concorso tra loro e previo accordo tra Testa, Buzzi, Gramazio e Carminati, viene elaborato il progetto di partecipazione alla gara, assunte le determinazioni generali in ordine alla turbativa e utilizzato Gramazio, espressione dell'opposizione in Consiglio regionale per rivendicare, nel quadro di un accordo lottizzatorio una quota dell'appalto, ottenendo così da Maurizio Venafro, capo di gabinetto di Zingaretti, in funzione di garanzia della realizzazione di tale accordo, la nomina di Scozzafava quale membro della commissione aggiudicatrice». LA CONFERMA
Il gruppo, pur di ottenere l'obiettivo, coinvolge anche altre coop nel patto, e insieme tentano di incidere sul regolare andamento della gara. Gramazio e Venafro fanno la loro parte e la conferma arriva anche dall'interrogatorio di Elisabetta Longo, responsabile della Direzione regionale della centrale degli acquisti, che il 19 marzo scorso ha ammesso di aver inserito «Scozzafava quale componente della Commissione di gara per il Cup su indicazione di Maurizio Venafro, capo di gabinetto del presidente della Regione». Lo stesso giorno, Venafro, sentito anche lui dai pm, ha riconosciuto di aver fornito l'indicazione «del nominativo di Scozzafava alla Longo quale possibile componente di commissione di gara», e che lo stesso gli era stato fornito da Gramazio, il quale era inizialmente il capogruppo del Pdl, ma era rimasto il principale interlocutore per le opposizioni anche dopo le divisioni intervenute nel Pdl». IL MANCATO ACCORDO
Per capire meglio perché si è arrivati a questo bisogna, però, fare un passo indietro, tornare a Buzzi e al suo tentativo di convincere Marotta a spartirsi la torta. Tentativo fallito, perché Marotta non vede di buon occhio la loro partecipazione e respinge l'offerta. La circostanza viene confermata dalle intercettazioni telefoniche tra Buzzi e Carminati. Il primo parla con Gammuto, amico e socio in affari: «Allora - racconta - è uscita la gara regionale dove Marotta c'aveva da difende il 60-70 per cento del fatturato che facevano. Gli abbiamo detto: “scusa ce la facciamo insieme, ce li lasci due milioni a noi?“...Dice: “Ah, no, a me me lo devono dì....me lo devono dì...“ Ma chi? “I politici”». Insomma, non ce l'ha voluto lascià, allora io ho chiamato Massimo e Massimo è andato da Gramazio. Siccome è una gara a 4 lotti, uno è dell'opposizione». Succede poi che una delle coop che deve partecipare, la Manutencoop Bologna, sbagli la documentazione ed esca fuori dai giochi. «Sì - conferma Buzzi - è stata ammessa con riserva...a forza...quando l'altra sera siamo andati a cena che c'erano questi della commissione, mi hanno detto che non potevano fargli vincere il lotto perché avevano sbagliato... quindi se ne libera uno. Allora gli ho detto: “che faccio, vado da Gramazio? Risposta: «no, questo non è quello di Gramazio, devi andà da Zingaretti...e ieri sera se semo fatti il giro al contrario, siamo andati da Forlenza che è andato dall'uomo di Zingaretti. Mo se tutto va bene pigliamo il secondo e il quarto, quindi al 50 per cento con quelli che non ce volevano dà niente. Non ce voleva dà due milioni, ne pigliamo 15 l'anno, meglio così». L'ACCOGLIENZA
La storia si ripete quando c'è di mezzo la gara indetta dal Comune di Roma per l'assegnazione di servizi per l'accoglienza di 580 persone presso i residence di Valcannuta e Montecarotto. Buzzi vuole partecipare da solo con la sua cooperativa Eriches 29. E in effetti va così dopo che ha operato sugli altri 14 concorrenti con «accordi collusivi» per far andare deserta la gara. Un affare da 1 milione e 600mila euro. Finiscono nei guai, oltre a Buzzi e a Carminati, anche il costruttore Daniele Pulcini e Gabriella Errico, presidente della cooperativa “Un Sorriso”, una delle 15 potenziali partecipanti che hanno poi desistito, la stessa che si era definita una vittima di Mafia Capitale. Significativo, dopo l'aggiudicazione della gara, un colloquio telefonico tra Buzzi e Carminati. «T'ho telefonato per dire che le gare le avemo vinte tutte - conferma - Ho chiamato pure Pulcini, gliel'ho detto, lui sta a Porto Cervo, che cazzo gliene frega (ride)» E il “nero”: «Cazzo gli frega a lui, quello mica sta come noi che dovemo sta sul pezzo pè magnasse un pezzo de caciotta».

LEGGO.IT

06.06.2015. 12. 27

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA Morto in gita: tracce Dna sotto unghie

5 Giugno 2015, 11:03am

Pubblicato da www.mikivettica.net


M.P. MILANO, - Sotto le unghie di Domenico Maurantonio, lo studente padovano che lo scorso 10 maggio è volato dal quinto piano dell'hotel di Milano dove era in gita con la classe, sarebbero stati rilevati residui di Dna da analizzare. Lo si è appreso in relazione agli accertamenti medici, secondo i quali il ragazzo avrebbe avuto nello stomaco una maggiore presenza di alcol rispetto a quella rilevata nel sangue. Escluse invece tracce di droghe.

I residui di Dna - scarsi pare - dovranno comunque essere analizzati dai consulenti nominati dal pm Claudio Gittardi, che coordina le indagini condotte dalla Squadra mobile di Milano, e comparati con altro materiale biologico raccolto nel corso dell'inchiesta.

La presenza di tracce di Dna sotto le unghie del ragazzo, tra l'altro, andrà anche messa in relazione al quadro delle indagini e alla ricostruzione della dinamica di quanto accaduto. Nell' ambito degli accertamenti, inoltre, si stanno cercando anche eventuali tracce di Dna su alcuni lividi che il giovane aveva su un braccio quando è volato giù dalla finestra.
ANSA

foto di Angelica Cecere Vettica Notizie.
 

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