NEWS ITALIA E DAL MONDO Crolla cavalcavia, tragedia su A14 morti marito e moglie, 2 feriti
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Doveva essere provvisorio il ponte 167, quello che ieri è crollato sull'autostrada A14 uccidendo una coppia che viaggiava in auto. Quel ponte che, sulla carta, era stato costruito proprio per sostenere il cavalcavia chiuso al traffico. E invece ieri è venuto giù, alle 13, sulle auto in corsa che, stando alle accuse, non dovevano essere lì. Una tragedia assurda, avvenuta lungo la A14 al km 235+800, all'altezza di Camerano in provincia di Ancona, tra Loreto e Ancona Sud. Le vittime del crollo erano marito e moglie Emilio Diomedi e Antonella Viviani che vivevano a Spinetoli (Ascoli Piceno). La coppia viaggiava a bordo di una Nissan Qashqai. Per puro caso sono morte solo due persone ma sarebbero potute essere molte di più. Ci sono stati anche due feriti, si tratta di tre operai romeni che erano al lavoro sulle impalcature: due sono stati portati al pronto soccorso dell'Ospedale di Torrette, ad Ancona, rispettivamente con una frattura al polso e con un trauma cranico di media gravità e contusioni multiple, e il terzo è stato medicato nell'ospedale di Osimo per lievi contusioni.
Autostrade per l'Italia ha spiegato che il crollo è avvenuto nell'ambito dei lavori di ampliamento a tre corsie dell'A14, nel tratto tra Ancora Sud e Loreto. Sulla base delle primissime informazioni, le attività di sollevamento del cavalcavia crollato erano state completate alle 11,30. Intanto però, sotto quel ponte, il traffico scorreva. E divampa la polemica.
“Gli operai – ha denunciato infatti il sindaco di Castelfidardo, Roberto Ascani - stavano sollevando la campata del ponte con dei martinetti, quando la struttura ha ceduto: evidentemente qualcosa è andato storto. E' inconcepibile eseguire lavori di questa natura senza chiudere l'A14". Il ponte era stato chiuso il 28 febbraio scorso per lavori di manutenzione e sarebbe rimasto interdetto al traffico fino al prossimo 15 maggio, un intervento di manutenzione simile a quelli effettuati su altri 19 ponti dell'autostrada.
Sul cantiere, al momento del crollo, era presente anche l'ingegnere responsabile tecnico dei lavori per la Delabech e proprio dai documenti progettuali della società appaltatrice partono le indagini avviate della magistratura, portate avanti dal pm Irene Bilotta. Anche il ministero delle infrastrutture attiverà, su decreto del ministro Delrio, una commissione ispettiva di esperti per valutare le responsabilità.

IL MATTINO.IT
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)




INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 09/03/2017

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE



INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Corte Suprema indiana ha preso atto oggi del regolare svolgimento presso un tribunale 'ad hoc' dell'Aja dell'arbitrato riguardante la giurisdizione sull'incidente in cui sono coinvolti i Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ed ha revocato l'obbligo che esisteva per il governo indiano di presentare un rapporto trimestrale sull'andamento di quei lavori.Nell'udienza odierna, ha appreso l'ANSA da fonti legali, il presidente della Corte ha constatato che in base a quanto disposto in precedenza, "l'unica cosa possibile da fare è attendere la fine dell'arbitrato dell'Aja", per cui "si dispone la revoca della presentazione di un rapporto trimestrale da parte del governo indiano" "Una nuova udienza potrà essere richiesta - ha aggiunto - nel caso di infrazione delle procedure esistenti".
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA BERGAMO - E' morto in un incidente stradale Josciua Algeri, 21 anni, interprete del film Fiore del regista Claudio Giovannesi. "Josh" viveva a Pradalunga, alle porte di Bergamo, con la compagna e la loro bambina di poco più di un anno. Il film sulla sua storia d'amore con Daphne (interpretata da Daphne Scoccia), con la partecipazione di Valerio Mastandrea, aveva ottenuto un grande successo l'anno scorso a Cannes. Nel 2014 era uscito dal carcere minorile Beccaria di Milano: durante la detenzione aveva scritto la canzone A testa alta che aveva ottenuto numerosi riconoscimenti. 
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sono state messe a morte stamani all'alba in Giordania 10 persone accusate a vario titolo di terrorismo e altre 5 per crimini comuni. Lo riferisce l'agenzia ufficiale del Regno. Gli estremisti erano stati condannati per attacchi alle forze di sicurezza, all'ambasciata giordana in Iraq nel 2003, ai siti turistici. Era dal febbraio 2015 che la Giordania non eseguiva condanne a morte. In quell'occasione erano stati impiccati due iracheni in rappresaglia per il pilota arso vivo dall'Isis.