INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Hanno confessato ogni addebito i due anziani arrestati due giorni fa dai Carabinieri di Bari per atti sessuali con un 13enne rom. Vincenzo Vinciguerra, 69enne barese, e Pasquale Marziliano, 74enne di Bitetto, sono stati sottoposti questa mattina ad interrogatorio di garanzia dinanzi al gip del Tribunale di Bari Giovanni Anglana. Hanno deciso di rispondere alle domande del giudice e del pm che ha coordinato le indagini, Marcello Quercia, ammettendo di essersi appartati con il minorenne in cambio di soldi e regali. I due anziani, difesi rispettivamente dagli avvocati Simona Cuomo e Clemente Guarnieri, sono in carcere su disposizione della magistratura barese per due episodi risalenti al 31 marzo e al 2 aprile scorsi ma sono ancora in corso accertamenti su fatti precedenti che avrebbero per vittima lo stesso 13enne e anche su altri minorenni che gli indagati avrebbero adescato per fini sessuali. Al termine degli interrogatori di garanzia il difensore di Vinciguerra ha chiesto l'attenuazione della misura cautelare con concessione degli arresti domiciliari presso una struttura di cura. Dalla lettura degli atti d'indagine emerge anche che i due, nel timore di essere scoperti dopo aver saputo che il 13enne era stato sentito dai Carabinieri, sarebbero arrivati a «pensare di mettere a tacere l'intera vicenda - riferiscono gli inquirenti - pagando il padre del piccolo, così facendosi ulteriore scudo della situazione di indigenza economica e bisogno in cui versano le famiglie di etnia rom e tentando di risolvere il tutto con 2 o 300 euro, come se il denaro - scrive la Procura - potesse salvare il minore dal danno psicologico che i due ormai gli hanno inflitto». Dalle indagini non emergono responsabilità del padre del ragazzo, il quale anzi pochi giorni prima degli arresti ha denunciato i due per i presunti abusi sul figlio minore. INDAGATO AMMETTE ANNI DI ABUSI Gli incontri sessuali tra minorenni rom e i due anziani baresi arrestati due giorni fa dai carabinieri sarebbero andati avanti per anni e avrebbero coinvolto diversi adolescenti. Lo ha confessato nell'interrogatorio di garanzia il 74enne Pasquale Marziliano, «rendendo una confessione piena che è andata anche oltre l'imputazione» ha detto il suo legale, l'avvocato Clemente Guarnieri. La difesa si è riservata di depositare nei prossimi giorni una istanza di revoca del carcere. Ha già chiesto, invece, la scarcerazione con concessione dei domiciliari in una struttura psichiatrica l'altro indagato, il 69enne Vincenzo Vinciguerra. «I reati commessi sono gravissimi e certamente la magistratura saprà applicare al responsabile la pena adeguata, considerando tutte le circostanze che 'sfuggonò al comune sentire» ha dichiarato il suo difensore, l'avvocato Simona Cuomo, sottolineando, però, che «i giudizi morali e offensivi colpiscono e aggrediscono una moglie, dei figli, dei nipoti, fratelli e sorelle che non solo nulla sapevano, ma oggi si colpevolizzano per non aver capito e saputo». Il difensore si riferisce alle parole pronunciate dal sindaco di Bari sulla vicenda, e continua: «A proposito dei commenti, a fiume, che leggo, vorrei solo ricordare a chi ricopre ruoli istituzionali che la responsabilità penale è personale. Credo di avere il diritto ed il dovere, esercitando il ruolo di difensore dell'indagato - conclude il legale - di proteggere anche e soprattutto queste persone (i famigliari, ndr), per evitare che la necessità di crearsi facili consensi politico-elettorali colpisca chi non ha alcuna colpa e li costringa ingiustamente a portare il fardello della gogna mediatica per fatto altrui».
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