Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Molti danni e nessun ferito nelle decine di interventi delle forze dell’ordine a Monza e in provincia a causa del vento forte che ha iniziato a soffiare dalla mattina. Sono state decine le richieste di intervento alle forze dell’ordine a Monza e in provincia a causa del vento forte che ha cominciato a spazzare la Brianza fin dalla mattina. Molti danni, nessun ferito. Una trentina le chiamate a Monza, tra interventi della polizia locale e vigili del fuoco, prevalentemente per alberi caduti sulla carreggiata e cedimenti strutturali. In città le pattuglie sono intervenute in via Adigrat, piazza Garibaldi e via Meraviglia per rami caduti sulle auto in sosta.I vigili del fuoco hanno messo in campo 8 autopompe, 2 autoscale, una mezzo di elevazione tridimensionale e due veicoli fuoristrada per far fronte soprattutto alla rimozione di alberi e rami e di elementi pericolanti dagli edifici. Oltre che a Monza i vigili del fuoco sono intervenuti a Seregno e poi Desio, Cesano Maderno, Carate Brianza, Nova Milanese, Limbiate, Bernareggio, Vimercate, Sulbiate, Paderno Dugnano, Meda, Lissone, Lesmo, Giussano, Correzzana, Concorezzo, Bovisio Masciago, Besana in Brianza e Bellusco. IL CITTADINOMB
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Vassalli era il responsabile della Pastorale giovanile e aveva 39 anni Avrebbe dovuto celebrare la Messa questa mattina alle 7.30 e invece non si è presentato. Da lì è scattato l'allarme. Alla fine Don Simone Vassalli è stato trovato morto nella sua casa di Biassono. La Brianza è sotto shock. Don Simone trovato morto in casa Don Simone Vassalli, 39 anni, era il responsabile della Pastorale giovanile di Biassono e ha sempre abitato all'interno dell'oratorio che fa parte della Comunità Maria Vergine Madre dell'Ascolto e comprende le parrocchie di Biassono, Macherio e Sovico. Stamattina, come di consueto, avrebbe dovuto celebrare la Messa delle 7.30 ma non è mai arrivato in chiesa. I fedeli si sono insospettiti ed è scattato subito l'allarme. Una volta raggiunto a casa, però, è avvenuta la triste scoperta. Don Simone probabilmente era stato vittima di un malore fatale nella notte ed è stato trovato ormai senza vita. Inutili, purtroppo, i soccorsi. Brianza sotto shock Don Simone Vassalli era molto amato dai suoi parrocchiani. La notizia, comunicata a Macherio alla Messa delle 10.30 ha inevitabilmente suscitato profonda commozione e dolore. Per lui stanno pregando anche in altre parrocchie, perfino a Melzo. "Don Simone è tornato alla casa del Padre", l'annuncio che ha toccato i cuori di molti questa mattina, domenica 6 febbraio 2022 durante le celebrazioni eucaristiche. Don Simone era particolarmente legato al territorio, aveva infatti celebrato la sua prima Messa a Macherio il 16 giugno del 2013 ed era poi diventato responsabile della Pastorale giovanile. Ricercatore... ma di anime La sua era stata una vita dedicata alla fede, ma da piccolo sognava di fare il ricercatore. Don Simone, infatti, ordinato sacerdote nel 2013 a 30 anni, raccontava "Fin da piccolo avevo un sogno e mi dicevo: Da grande voglio fare lo scienziato e il ricercatore! Ricercatore di forme di vita ancora sconosciute, ricercatore di farmaci e soluzioni alle grande malattie! Ecco che allora fin da piccolo i miei regali preferiti furono “Il piccolo chimico”, un bel microscopio da biologo… Insomma nessun dubbio, nessuna titubanza". Dopo gli studi scientifici e la laurea in Biologia applicata alla ricerca biomedica. Tutto sembrava procedere secondo i piani e invece... è poi diventato ricercatore, ma di anime da sostenere nella fede. Una vita per la fede Don Simone sentiva che gli mancava qualcosa e a lungo si interrogava su cosa fosse. "Da buon ricercatore ho iniziato a cercare e ricercare con assiduità la risposta a questo interrogativo che mi tormentava", diceva. Poi un giorno è entrato in chiesa e ha preso tra le mani il Vangelo di Giovanni al capitolo 15 ed è stato colpito dall'espressione: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici». E così è arrivata la vocazione e l'ingresso in seminario fino all'ordinazione in Duomo nel 2013 e la destinazione in Brianza, nei territori che poi non ha mai più lasciato. PRIMA MONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' stato visto zampettare vicino alla cancellata del Parco. Per fortuna uno dei Park Angels è riuscito a prenderlo. Un recupero non facile ma che fortunatamente si è concluso per il meglio. Jameson, un coniglio bianco di razza New Zealand, trovato al Parco di Monza ora cerca casa. Un recupero non facile ma che fortunatamente si è concluso per il meglio. Jameson, un coniglio bianco di razza New Zealand, trovato al Parco di Monza ora cerca casa. l coniglio bianco Jameson trovato nel Parco di Monza ora cerca casa L’animale, come fanno sapere i volontari Enpa che ora lo tengono in custodia presso il parco rifugio di Monza, con tutta probabilità è sfuggito ad un allevamento di conigli da carne: è stato visto zampettare vicino alla cancellata del Parco, ma non ne voleva sapere di essere catturato. Per fortuna uno dei Park Angels (le sentinelle volontarie che vigilano sul patrimonio verde e sugli animali selvatici del Parco e della Villa Reale di Monza) aiutato da due runners, è riuscito a prenderlo. E il coniglio, finalmente sistemato in un trasportino, è arrivato al rifugio di Monza. Una casa per Jameson e gli altri giganti Qui il coniglione si è rivelato molto attivo ed è stato battezzato “Jameson”, prendendo il posto di Irlanda, anche lei una coniglia New Zealand. Già, perché Irlanda, insieme al suo amico Pico, coniglietto nano, ha trovato finalmente una famiglia che non si è fermata alle sue dimensioni. Troppo spesso - sottolineano i volontari Enpa - chi vuole adottare un coniglio lo cerca di piccola taglia, convinto che un coniglio di taglia extralarge sia troppo impegnativo. In realtà i “giganti” sono affettuosi quanto i cugini di taglia piccola e, proprio grazie alle dimensioni, meno delicati da gestire. Chi volesse avere notizie sull’adozione di Jameson, o sugli altri conigli ospitati nella struttura di via San Damiano 21, può scrivere aselvatici@enpamonza.it
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sesso a pagamento in una casa a luci rosse in via Fratelli Cervi a Macherio. Sesso a pagamento A scoprirlo i Carabinieri della Stazione di Biassono a seguito di alcune segnalazioni per il continuo via vai di uomini di tutte le età. Le indagini condotte per mesi da militari, coordinati dal comandante della Stazione, il luogotenente Luigi Martello, hanno portato alla denuncia a piede libero di una coppia accusata di favoreggiamento della prostituzione. Posizione che però si è aggravata durante l’udienza di giovedì mattina, in Tribunale a Monza, dove il pubblico ministero, Michele Trianni, dopo aver ascoltato la testimonianza di alcuni teste, ha chiesto la modifica del capo di imputazione, da favoreggiamento a sfruttamento della prostituzione. La denuncia a piede libero La coppia denunciata a piede libero, lui 30enne, italiano, lei 32enne sudamericana, residenti nella provincia di Milano, aveva messo in piedi un giro d’affari notevole pubblicando annunci "hot" su un sito internet. I fatti risalgono all’ottobre del 2015 quando la coppia decide di affittare un appartamento all’interno del complesso condominiale di via Fratelli Cervi a Macherio. Una zona tranquilla ma le continue segnalazioni di andirivieni di uomini e donne da quell’appartamento, facilmente riconoscibile da un cuoricino appeso fuori dalla porta d’ingresso, avevano insospettito le forze dell’ordine. Fondamentale per la modifica del capo di imputazione è stata la testimonianza di una donna, sudamericana, in qualità di persona offesa: "Avevo bisogno di lavoro, ho tre figli - ha raccontato - Così ho deciso di prostituirmi e sono rimasta in quella casa per una settimana. Dovevo pagare 65 euro al giorno. C’erano anche altre ragazze che facevano lo stesso lavoro".
INSERITO DA MORENA MOTTA Ventitrè persone arrestate in flagranza di reato, 800 kg di sostanza stupefacente sequestrata (13 kg di cocaina, 42 kg di marijuana e 745 kg di hashish). Addirittura in un caso, i carabinieri di Monza sono riusciti a fermare nel comune di Pero (MI) un tir con a bordo un carico di 313 kg di hashish opportunamente occultato all’interno di bidoni coperti da aglio e altri prodotti alimentari.
I Carabinieri di Monza Brianza e il Corpo di Polizia Penitenziaria di Milano hanno smantellato una organizzazione criminale dedita allo spaccio di stupefacenti operante nella Nord-Italia e nelle Province di Roma e Forlì-Cesena. Nel corso della notte hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto complessivamente di 31 soggetti di origine straniera. Gli indagati, in alcuni casi, sottraevano la sostanza stupefacente ad altre bande rivali con false perquisizioni qualificandosi come appartenenti alle forze dell’ordine. Sequestrati un totale di oltre 640.000 euro e 800 kg di sostanze stupefacenti che, se immesse nel mercato illegale della droga, avrebbero generato un introito di diversi milioni di euro per le casse del mercato della droga.
L’operazione (denominata “Fusion”) dell’Arma monzese, guidata dal comandante provinciale, colonnello Gianfilippo Simoniello, ha riguardato le province di Milano, Forlì-Cesena e Roma. I militari brianzoli, in codelega esecutiva con personale del Nucleo Investigativo Regionale di Milano del Corpo di Polizia Penitenziaria e con il supporto dei Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri competenti per territorio, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica del Tribunale di Milano, hanno dato esecuzione all’ Ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano su richiesta della locale procura, nei confronti di 8 persone ( di cui 7 sottoposti alla custodia cautelare in carcere e 1 agli arresti domiciliari), ritenute responsabili a vario titolo di concorso nella detenzione, vendita e commercio ai fini di spaccio di elevati quantitativi di sostanze stupefacenti, detenzione - porto in luogo pubblico di armi di provenienza clandestina e da guerra, riciclaggio, ricettazione, furto e rapine in concorso.
L’indagine è stata avviata dai militari del Nucleo Investigativo nell’ aprile 2017, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Milano, con servizi di osservazione e pedinamento, intercettazioni telefoniche e ambientali alla luce di un altro procedimento penale, condotto sempre dalla Procura meneghina, nell’ambito del quale, il personale del Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria su presunti furti in box auto. Dalla cooperazione tra le due forze di polizia, è nato il nuovo procedimento penale che ha consentito di appurare che i furti, oggettivamente riscontrati dalle conversazioni intercettate, non risultassero mai denunciati.
Si è così scoperto che, in realtà, i soggetti che subivano i furti erano dei “pusher” a cui veniva sottratta la sostanza stupefacente. L’evoluzione delle indagini consentiva di appurare che alcuni degli indagati acquisivano informazioni per individuare degli spacciatori da cui rifornirsi, procedendo quindi ad acquistare alcune dosi e, da quel momento, il pusher era oggetto di un vero e proprio pedinamento effettuato anche avvalendosi di gps e microcamere, in maniera tale da individuare il nascondiglio dello stupefacente da rubare successivamente.
Addirittura, nel torinese, non esitavano a presentarsi davanti alla porta dell’abitazione di un pusher e, simulando di essere poliziotti, effettuavano una vera e propria perquisizione domiciliare, sottraendo la sostanza stupefacente da questo detenuta, lasciando il soggetto ammanettato all’interno dell’appartamento. In un’altra occasione, nel pavese, gli indagati, avendo notato una pattuglia dei Carabinieri, occultavano lungo il margine della strada una sacca contenente una pistola con matricola abrasa e delle placche dell’associazione Nazionale Carabinieri, utilizzate per simulare l’appartenenza all’Arma sempre nel corso di furti e rapine a pusher rivali.
L’attività nel suo complesso ha portato a numerosi sequestri di droga nelle province di Milano, Torino, Savona, Pisa, Firenze. La conclusione delle attività investigative ha consentito acquisire elementi di colpevolezza a carico di 81 soggetti, sia italiani che extraUE (perlopiù nord-africani) nei confronti dei quali sono stati mossi complessivamente 186 capi di imputazione. Dei numerosi soggetti indagati, solo 25 sono quelli per cui la Procura di Milano si è dichiarata competente (almeno 60 episodi di spaccio, trasporto e compravendita di sostanze stupefacenti, porto illegale di armi comuni e da guerra), mentre per gli altri soggetti si è in attesa delle determinazioni delle altre procure territorialmente competenti.
INSERITO DA MORENA MOTTA Un buco nel serbatoio per rubare la benzina. E' l'ultima frontiera dei furti. E' successo a Monza nei giorni scorsi.
Buco nel serbatoio e furto di benzina
Quando ha capito che gli era stata rubata addirittura la benzina dal serbatoio della macchina parcheggiata sotto casa non credeva ai suoi occhi, eppure il meccanico ha confermato tutto. Andrea, 40enne monzese, nei giorni scorsi ha lasciato la sua automobile, una Panda 4x4, parcheggiata in via Pellettier, nell’area di sosta davanti alle scuole come sempre, prima di rincasare lì vicino, dopo aver fatto il pieno. Alla mattina è arrivato però al lavoro per un pelo. La spia della benzina non lasciava adito a dubbi: era già in riserva. Ma come era possibile?
La scoperta dal meccanico
A quel punto si è fermato nuovamente a fare benzina e lì è arrivata la scoperta: si è accorto che nel serbatoio c’era un grosso buco. Solo una volta dal meccanico si è chiarita però la situazione: qualcuno nella notte aveva forato il serbatoio con un trapano per svuotarlo di tutta la benzina, di fatto rubandogli il carburante. «Ci sembrava una cosa incredibile - racconta la fidanzata Alessandra - Per qualche decina di euro di benzina un danno da mille euro al serbatoio! Per fortuna l’assicurazione copre l’atto vandalico, ma la franchigia va pagata. Abbiamo subito sporto denuncia e abbiamo scoperto che non eravamo soli in questa situazione: qualche giorno dopo un’altra vettura è finita nel mirino dei ladri di gasolio in via Appiani».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Chiamate al soccorso per le urgenze anche da Seregno, Seveso, Lissone e Giussano. Sirene di notte: aggressione a Cesano, ferito un 56enne. Diversi gli interventi per il servizio di urgenza. I Carabinieri intervengono per un'aggressione a Cesano La prima chiamata al 118 poco dopo la mezzanotte per un 28enne, in Largo Volontari del Sangue. Sul posto anche i Carabinieri. L'ambulanza di Avis Meda alla fine non ha effettuato il trasporto. All'una e tredici, a Cesano l'intervento per l'aggressione in via Pertini. Anche in questo caso sono state allertate le Forze dell'ordine. Ferito un 56enne che è poi stato condotto in codice verde all'ospedale di Desio. Poco dopo, intorno alle una e trenta, la richiesta da Lissone per un 24enne che si è sentito male, trasferito poi in ambulanza al Policlinico di Monza. A Seregno 24enne soccorsa per intossicazione etilica A Seregno, verso la una e mezza, da segnalare l'intervento del servizio di emergenza per una giovane di 24 anni soccorsa per intossicazione etilica in codice giallo. La richiesta è arrivata da via Marche. Dopo le prime cure sul posto la 24enne è stata condotta in ospedale a Carate Brianza. Poco dopo le due i Carabinieri sono stati chiamati a operare a Seveso, in via Betulle. Sul posto si è portata anche l'ambulanza. Soccorsa una donna di 30 anni in codice giallo, trasferita poi al Pronto soccorso dell'ospedale di Desio in verde. Sirene di notte: interventi a Seveso e Giussano Poco dopo le sei, invece, gli operatori della Croce Rossa di Lentate sono stati chiamati a Seveso in via Laforet, in aiuto di un uomo di 78 anni, per una caduta al suolo. Dopo essere stato assistito l'anziano è stato accompagnato all'ospedale di Desio. Altro intervento per una caduta al suolo del servizio per le urgenze a Giussano in via Prealpi. In questo caso sul posto si è portata la Croce Bianca di Besana. Soccorso un 39enne in codice verde. PRIMAMONZA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La scritta era già stata rimossa dal comune con un intervento, sabato mattina la Rete Brianza Pride ha deciso di mobilitarsi per lanciare un messaggio contro l'odio omofobo na svastica e una scritta omofoba, a caratteri cubitali sulla facciata di una costruzione di servizio in Largo Azzurri a Desio: "No ai gay, bruciateli". Una frase choc apparsa il 27 gennaio, nel giorno della Memoria mentre in città e in tutta Italia si celebravano le iniziative per commemorare le vittime dell'Olocausto. Inchiostro macchiato di odio, nero su bianco che ha indignato non solo la comunità Lgbt della Brianza che ha denunciato il gesto ma tutti i cittadini e l'amministrazione comunale. L'area in Largo Azzurri è stata ripulita e la scritta sulla facciata rimossa e il sindaco è intervenuto pubblicamente per condannare il gesto, annunciando che sono in corso le indagini - anche mediante l'ausilio delle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza - per individuare i responsabili. "Un’ora dopo aver ricevuto la prima segnalazione abbiamo subito provveduto a rimuoverla. Abbiamo inoltre chiesto alla Polizia Locale di esaminare le immagini delle telecamere presenti nella zona e sono in corso le indagini. Mi è sembrato doveroso sporgere denuncia immediata contro ignoti. Queste azioni non sono e non saranno tollerate nella nostra città" ha spiegato il primo cittadino Simone Gargiulo con un intervento in un video postato sui social per raggiungere tutti i cittadini. La mobilitazione Intanto per sabato mattina Rete Brianza Pride si è data appuntamento proprio a Desio. "Abbiamo appreso con immensa vergogna che proprio ieri giornata della memoria è comparsa questa scritta a Desio. Crediamo fortemente che Memoria significhi resistenza. A chi finge di fare memoria nei salotti e con cerimonie rituali, ma senza un agire politico concreto, attuale e inclusivo di tutte le soggettività oppresse, non possiamo che ridere in faccia. Anche se la scritta è stata prontamente e sommariamente coperta, non possiamo stare in silenzio e non reagire". "Per questo domattina dalle ore 10 saremo a Desio per concludere l'opera e mettere ancora una volta razzisti, fascisti e omofobi all'angolo". FOTO - La facciata ripulita MONZATODAY
INSERITO DA MORENA MOTTA Un bigliettino scritto a mano con una missione: recuperare il "bedo". Prima che quel pezzo di hashish - questo il significato di quel termine - finisse nelle mani dei carabinieri. E mentre stava per portare a termine il compito con successo e già si era arrampicata sul water del bagno dei maschi, a scuola, per raggiungere la sommità del muro divisorio tra i servizi igienici dove erano stati nascosti quindici grammi di hashish, è stata sorpresa dai carabinieri. E i militari in quell'istituto scolastico superiore della Brianza, non erano andati per cercare la droga ma un paio di cuffie wireless dopo un furto consumato in palestra, durante l'ora di educazione fisica.
Il furto delle cuffie e la scoperta della droga
I militari dell'Arma della compagnia di Seregno erano stati chiamati dal dirigente scolastico di un noto istituto superiore di secondo grado brianzolo perché qualche giorno prima, all’interno della palestra, si era verificato il furto di un paio di auricolari Bluetooth “Apple Airpods”. Quella mattina, grazie al proprio smartphone lo studente vittima del furto aveva geolocalizzato le cuffie nelle pertinenze della struttura. E così i carabinieri hanno cominciato a cercare gli auricolari che però, verosimilmente, erano stati lanciati e dispersi fuori dall’istituto in concomitanza dell’arrivo della pattuglia. Gli studenti che avevano partecipato alla lezione di educazione fisica durante la quale si era verificato il furto, sono stati quindi convocati in un’aula per cercare di reperire delle informazioni utili alle ricerche. E' stato proprio in quei momenti che i militari hanno notato il nervosismo di uno degli studenti che ripetutamente chiedeva a un insegnante di poter andare in bagno.
Il bigliettino con la mappa per il "bedo"
Questo atteggiamento ha insospettito uno dei carabinieri che si è diretto verso i servizi igienici, anticipando il percorso del ragazzo. Ma una volta qui ha visto una ragazza in piedi sull’asse del water intenta a cercare qualcosa su un muretto divisorio. Il militare, subito insospettitosi per l’insolita presenza di una ragazza in quel bagno, ha pensato che stesse nascondendo gli auricolari oggetto di furto e invece è spuntata la droga.
E' stata la ragazzina alla fine a fare chiarezza: aveva ricevuto quel compito da un compagno di classe che con due bigliettini le aveva chiesto di recuperare la droga, indicandole il luogo dove trovarla e come riconsegnargliela. La sostanza stupefacente è stata sequestrata mentre i due giovani, un ragazzo quindicenne e una ragazza sedicenne, sono stati segnalati alla prefettura.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un 24enne monzese è stato tratto in arresto: nel portaoggetti dello sportello e nel bagagliaio aveva 135 grammi di hashish. Trovato anche un bilancino. A casa aveva pochi grammi di marijuana. L’arresto è stato convalidato. Aveva dell’hashish nel vano portaoggetti dello sportello e nel bagagliaio dell’auto un 24enne monzese arrestato mercoledì 26 gennaio nella notte dai carabinieri della locale Compagnia. La scoperta è avvenuta durante un posto di controllo dei militari allestito in viale Sicilia nell’ambito dei servizi finalizzati al contrasto dello spaccio. Oltre allo stupefacente, in tutto 135 grammi, i militari hanno trovato e sequestrato anche un bilancino di precisione e 275 euro in contanti, verosimilmente il provento della attività di spaccio. La perquisizione è stata estesa anche nella abitazione dell’uomo dove sono stati requisiti pochi grammi di marijuana. Processato per direttissima. il giudice ha convalidato l’arresto. IL CITTADINOMB